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sabato 13 gennaio 2018

L’ex Manifattura Tabacchi 'riconvertita' a sede di spaccio e confezionamento droghe.

Il Comando Provinciale Carabinieri Bologna informa:


I Carabinieri di Bologna hanno arrestato due magrebini per concorso in detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e resistenza a un pubblico ufficiale.
E’ successo ieri pomeriggio, durante un servizio di controllo che i militari stavano facendo all’ex Manifattura Tabacchi, una zona critica della città e in stato di abbandono che da anni ormai, nonostante la presenza di edifici pericolanti, è diventata dimora di soggetti dediti al crimine, soprattutto spacciatori di sostanze stupefacenti che vendono la droga attraverso la recinzione del fabbricato.
Alla vista dei militari che stavano arrivando, diverse persone, tra clienti e spacciatori, hanno iniziato a fuggire. Considerata la pericolosità dell’intervento, altre due pattuglie dell’Arma, si sono dirette velocemente sul posto per dare manforte ai colleghi. Una volta entrati in azione, i militari hanno scoperto che all’interno di uno degli edifici abbandonati c’era un covo di cittadini stranieri seduti a un tavolo che stavano confezionando la droga.
Non appena si sono accorti dei Carabinieri, i soggetti sono usciti dallo stabile e si sono dati alla fuga. Tre sono riusciti a scappare, mentre un ventiseienne algerino e un trentatreenne marocchino sono stati raggiunti arrestati.
Sottoposti a una perquisizione personale, i due magrebini, clandestini e con precedenti di polizia, sono stati trovati in possesso, complessivamente, di circa 2.000 euro in contanti e 23 grammi di cocaina. Su disposizione della Procura della Repubblica di Bologna, i due soggetti sono stati rinchiusi in camera di sicurezza, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto, prevista per la mattina odierna.


sabato 3 agosto 2013

Ex Manifattura Tabacchi. Catturati quattro tunisini, destinatari dei provvedimenti di fermo di indiziato di delitto.



Il Comando Provinciale di Bologna della Legione Carabinieri Emilia Romagna, informa:

I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Bologna Centro hanno eseguito quattro dei sette fermi di indiziato di delitto a carico dei presunti componenti della batteria di spacciatori dell’ex Manifattura Tabacchi, luogo dove lo scorso 23 luglio fu rinvenuto il corpo senza vita di G.P., l’idraulico di Loiano morto all’età di 40 anni per una overdose da eroina bianca.


SABLAOUI TAREK
I provvedimenti di fermo sono stati emessi dalla locale Procura della Repubblica, nella persona del Procuratore Aggiunto, dott. Valter Giovannini e del Sostituto Procuratore, dott. Augusto Borghini, che hanno ricostruito, anche sulla base degli esiti delle serrate investigazioni dei Carabinieri della Compagnia Bologna Centro, la dinamica delle cessioni di stupefacente che hanno provocato il decesso di due assuntori di stupefacenti.
Grazie alla infaticabile  attività di ricerca e indagine dei militari del Nucleo Operativo della Compagnia Bologna Centro, svolta soprattutto con i metodi tradizionali, sono stati rintracciati e assicurati alla giustizia con l’accusa di spaccio continuato di sostanze stupefacenti: SABLAOUI TAREK, 25enne, MANAI MOHAMED ALI, 19enne e JOUINI MOEZ, 19enne, tutti tunisini con precedenti di polizia. Quest’ultimo era stato arrestato per stupefacenti lo scorso agosto 2012, quando una pattuglia del Nucleo Radiomobile dei Carabinieri di Bologna lo aveva sorpreso nei pressi dell’ex Manifattura Tabacchi con una dose di cocaina. Analogo provvedimento restrittivo è stato notificato a LAMER BILAL, 25enne già detenuto presso la casa circondariale della Dozza per altra causa.
MANAI MOHAMED ALI
I fermi sono stati eseguiti tutti a Bologna nelle ultime 72 ore: il primo a cadere nella rete degli investigatori dell’Arma è stato Sablaoui Tarek, rintracciato martedì sera nei pressi dell’ex caserma Sani, tra via Ferrarese e via Stalingrado all’altezza di via Serlio, altro luogo dove spesso trovano ricovero malfattori e sbandati di varia natura.
Ieri pomeriggio è toccato a Manai Mohamed Ali, catturato in via Ermanno Galeotti, mentre camminava da solo in strada.
L’ultimo, in ordine di tempo, ad essere acciuffato è Jouini Moez, individuato la  scorsa notte in via Sebastiano Serlio, all’interno del parco denominato “Dopolavoro Ferroviario”. Lo stesso, sottoposto a perquisizione personale da parte dei Carabinieri del Nucleo Operativo, è stato trovato in possesso di 2 grammi di cocaina suddivisa in quattro dosi e 370 euro in contanti, quindi risponderà anche di detenzione ai fini di spaccio.



JOUINI MOEZ
Ma la caccia non si ferma: restano da prendere i tre tunisini cui la Procura contesta il reato più grave, l’omicidio della prima vittima di overdose. Nella circostanza è stato eseguito un arresto differito per spaccio di sostanze stupefacenti nei confronti di due tunisini, uno dei quali BARHOUMI AMOR, 18enne, ritenuto responsabile di aver ceduto, lo scorso 26 luglio, una dose di eroina (0.8 grammi) a una trentottenne di Bologna. Ulteriori accertamenti svolti dagli uomini del Nucleo Operativo hanno rilevato che il giovane avrebbe ceduto una dose di eroina, che si è rivelata letale, al giovane studente deceduto la scorsa settimana.







BARHOUMI AMOR

LAMER BILAL
Per i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Bologna Centro, coadiuvati dai servizi messi in campo dai Reparti del Comando Provinciale Carabinieri di Bologna che nel perlustrare la città hanno al seguito le immagini dei tre catturandi ed eseguono quotidiani controlli nelle zone abitualmente frequentate da questo genere di delinquenti, la missione prosegue.