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lunedì 10 aprile 2017

Camugnano non si vuole 'sposare' con Castiglione dei Pepoli.


Camugnano resterà single. Le prove di matrimonio con Castiglione dei Pepoli non hanno avuto l'apprezzamento sperato e il progetto di fusione è naufragato.

Così riporta infatti l'informazione di un residente di Camugnano, evidentemente molto attento alle dinamiche socio-politiche che guidano la vita del suo bel paese.

Egli infatti scrive: “La fusione in Alto Reno tra Castiglione dei Pepoli e Camugnano molto probabilmente non si farà. Il sindaco di Camugnano, comune capofila, ha riconosciuto nel consiglio comunale del 23 marzo che la popolazione non vuole nemmeno fare il referendum.” 

Sembra di capire che gli abitanti di Camugnano siano determinati  nel non volersi apparentare. Tempo sprecato persino organizzare il referendum previsto dall'ordinamento in caso di 'fusione fra comuni'. Il primo cittadino, Alfredo del Moro, è arrivato alla sua conclusione dopo aver presentato il 'progetto di fattibilità' della fusione, in tutte le consulte di frazioni. Il confronto ha evidenziato una netta contrarietà alla proposta di fusione. 

L'attento informatore ha anche indicato l'indirizzo web su cui trovare la delibera comunale che comprova quanto da lui affermato:
http://www.comunecamugnano.gov.it/upload/camugnano/albopretorio_allegati/20170023c_22602_7216.pdf

martedì 3 gennaio 2017

Fusione dei Comuni, argomento scottante.


Il fuoco 'fusione dei Comuni' cova sotto la cenere. Cenere che qualcuno vuole rimuovere per portare alla luce il tema e arrivare al dibattito pubblico.
E' il caso della fusione ' Marzabotto, Vergato, Grizzana, Castel d'Aiano' di cui si sa della volontà di portare a compimento prima delle elezioni amministrative del 2019, per votare così il 'primo sindaco dei comuni unificati'.
I più preoccupati di questo silenzio, le opposizioni consiliari. Per Vergato il consigliere Argentieri ha criticato la risposta alla sua interrogazione sul tema perchè ritenuta 'elusiva': non si precisava in che modo verrà coinvolta la popolazione e non si diceva qual è il 'comune capofila', quello cioè che avrà la sede del nuovo ente gestore dell'intera fusione. Stessa preoccupazione del consigliere si minoranza a Marzabotto Morris Battistini che attende con impazienza la risposta a due sue interrogazioni sulla tematica per capire, egli precisa, 'qual è lo stato dell'arte'. “Si sa di incontri organizzativi nei luoghi 'discreti' della politica, ma nulla viene riferito in Consiglio o in incontri pubblici”, egli dice. “E' ovvio che temiamo colpi di mano e soprattutto la volontà di volerci tenere fuori e all'oscuro da una eventuale riorganizzazione che inciderà a lungo sulla vita amministrativa territoriale. Ricordo che l'attuale organizzazione è quella che seguì la caduta di Napoleone e quindi dell'Italia Cisalpina, quando al posto dei Comuni vi erano i Distretti. Marzabotto faceva allora Distretto unico con Sasso Marconi. La cosa va quindi valutata con attenzione, vista la durata di queste scelte”.
I veri motivi che preoccupano però sono, in primo luogo, quale sarà il Comune capofila, Marzabotto o Vergato. Accetterà Marzabotto di essere secondo con la forza della storia partigiana che porta in dote e della simbologia legata alla Strage di Monte Sole che vanta? Accetterà Vergato, storico centro della vallata, capitanato della Montagna e vero centro logistico della eventuale fusione di essere secondo a Marzabotto?
Ma la vera preoccupazione delle opposizioni è che dietro a una riorganizzazione amministrativa si celi una operazione politico-partitica: Marzabotto e Grizzana vantano maggioranze di sinistra tali da compensare in modo decisivo le 'carenze' di Vergato e Castel d'Aiano. La sinistra allargherebbe così la sua influenza a Castel d'Aiano e si tranquillizzerebbe a Vergato, dove sta governando ma con una maggioranza inferiore al 50 % dei votanti.
Insomma l'operazione 'fusione' in questi Comuni si presenta stimolante e soprattutto sarà interessante vedere cosa succederà con i 'referendum' cui dovranno essere chiamate le comunità in 'forza alla fusione'.


Intanto alleghiamo le interrogazioni che ha inviato Morris Battistini: 




lunedì 2 gennaio 2017

Vergato e la 'fusione' dei comuni.

Il Consigliere del gruppo 'Vergato cambia musica', Giuseppe Argentieri, ci ha inviato la risposta che il sindaco Massimo Gnudi ha dato alla interrogazione del suo gruppo consiliare del 6 giugno scorso sul tema dell'eventuale fusione del comune con altri limitrofi. 
Vergato, come gli altri dell'Appennino, si trova coinvolto in questa possibile riorganizzazione amministrativa, finalizzata a creare ambiti territoriali di gestione più ampi degli attuali, tali da generare un risparmio di gestione e una migliore funzionalità. Nel processo non mancano resistenze, anche perchè c'è chi teme di perdere la propria identità comunale o di divenire soggetto incluso in un'orbita di altri enti più forti.

Vergato pare interessato a una fusione con Marzabotto, Grizzana e Castel d'Aiano. C'è chi dice che sia già in corso la valutazione di fattibilità.
Argentieri, dopo averne chiesto la pubblicazione della risposta, precisa: “Il documento non lascia dubbi sull'intenzione di fondersi entro le prossime elezioni amministrative del 2019. Il sindaco parla di coinvolgimento dei cittadini anche se non definisce chiaramente in che forma concreta, ma soprattutto non indica assolutamente che ruolo pensa debba avere Vergato: se di guida, essendo il comune centrale e più popolato o se subalterno a Marzabotto”.


Ecco la risposta data dal sindaco:






lunedì 10 ottobre 2016

Fusione si, fusione no, se ne è parlato a Vado.



3 voti a favore della fusione e 2 contrari. Chi ha indicato quale fusione avrebbe preferito, uno con Sasso e Marzabotto e 2 con Monghidoro, San Benedetto e Loiano.
Il numero esiguo delle preferenze dimostra che non ha avuto successo l'indagine promossa dall'amministrazione comunale di Monzuno fra coloro che hanno partecipato all'incontro sulle 'fusioni di comuni' che si tenuto a Vado la scorsa settimana. Il sindaco Mastacchi si è spiegato la larga reticenza con il fatto che la scheda consegnata ai presenti prevedeva l'indicazione del nome del 'votante'. L'abitudine elettorale è infatti anonima. Il primo cittadino di Monzuno ha comunque assicurato che opererà per avere comunque lo stato delle preferenze della comunità monzunese.

Anche se il campione è esiguo qualche considerazione, con la dovuto prudenza e con poca attendibilità, è comunque possibile farla. Il tema 'fusione' è all'attenzione della cittadinanza, cosciente dell'importanza della scelta che i comuni sono chiamati a fare e l'ipotesi di fusione prevale 3 a 2. Chi ha dato anche la preferenza sulla modalità di fusione lo ha fatto con altrettanta cognizione sul fatto. Prevale l'ipotesi di fusione Monzuno-Loiano-Monghidoro e San Benedetto dettata certamente da affinità socio-economico-culturali fra le 4 comunità e da collaborazioni positive in corso da tempo. Seconda, quella Monzuno-Sasso-Marzabotto, anch'essa tutt'altro che assurda poiché molta parte dei residenti della bassa valle del Setta e del Reno gravita e ha una via preferenziale su Sasso Marconi.
Sarà interessante valutare l'orientamento dei monzunesi su un campione numericamente più qualificante.


In merito al Convegno che aveva quale relatore il Prof. Stefano Zamagni ( nella foto a sinistra) , ordinario di Economia Politica all'Università di Bologna, sono state messe in luce diverse ipotesi operative in campo. Il professore ha sottolineato come non possa essere la sola attrattiva economica, data dagli incentivi previsti per le fusione, a spingere le comunità a unirsi. A questa si devono aggiungere concreti interessi strategici e sociali delle comunità coinvolte.


Fra i sindaci presenti, Marco Mastacchi di Monzuno ha confermato la sua nota posizione critica nei confronti delle fusioni perchè imposte, a suo dire, a comunità strategicamente impoverite per renderle docili con la mira di risorse economiche importanti. Di parere apposto i sindaci di Vergato e di Castiglione dei Pepoli, Massimo Gnudi e Maurizio Fabbri. Mentre gli altri, Alessandro Santoni di San Benedetto, Mauro Brunetti di Castel di Casio, Barbara Panzacchi di Monghidoro, Salvatore Argentieri di Castel d'Aiano e il vice sindaco di Monghidoro, Giovanni Maestrami hanno avuto una posizione più sfumata: il tema pare debba essere ancora allo studio.

“Penso che questo evento abbia contribuito a vedere l'argomento fusioni dei comuni in un'ottica più complessiva e non solo dal punto di vista economico”, ha voluto rimarcare il sindaco Mastacchi. “ Auspico che ci siano altri incontri nei nostri paesi. L'argomento è di portata storica e per questo merita di essere meglio conosciuto e approfondito il più possibile”. 




martedì 27 settembre 2016

Monzuno: fusione sì, fusione no.

Sabato prossimo, 1 ottobre, alle 16,  nella Sala Civica a Vado di Monzuno, sopra il negozio della Coop, si terrà un incontro sul tema 'fusione dei comuni'. L'incontro si propone di chiarire  quali sono i reali benefici di una fusione di comuni e qual i le controindicazioni.
 Dopo la relazione del professor Zamagni seguirà una tavola rotonda con i sindaci del territorio.


Nell'annuncio del convegno è inserita anche la scheda per il referendum  con cui i cittadini di Monzuno potranno indicare la loro proferenza sulla fusione, se sì o no e eventualmente con chi.

domenica 11 settembre 2016

Monzuno. Incontro sulla 'fusione dei Comuni'.

La minoranza consiliare di Monzuno 'Comunità e Territorio' informa di un incontro programmato per domani LUNEDI' 12 SETTEMBRE, alle 20.30, a Rioveggio, sul tema 'fusione dei Comuni'. La tematica è di stringente attualità e di notevole importanza poiché viene sollecitata da tempo l'accorpamento di comuni limitrofi in un unico nuovo ente affinchè si possa riorganizzare l'attività pubblica in un raggio territoriale più vasto, con maggiori capacità operative e quindi in modo più efficace. I Comuni che si accorpano potranno beneficiare di maggiori risorse previste a tal fine da Stato e Regione.
Monzuno è ancora 'al palo' poiché la maggioranza ha evidenziato da subito le sue perplessità sull'utilità della fusione fra comuni e ha dichiarato di volersi adeguare all'esito di un referendum popolare che indirà a breve. La Minoranza invece è di opinione diametralmente opposta e ha già organizzato diversi incontri per illustrare 'la tematica' e evidenziare i benefici offerti dalla fusione di comuni. Anche l'incontro di domani è su questa linea. 

 

venerdì 19 agosto 2016

Camugnano e Castiglione dei Pepoli si voglione 'fondere'.

Camugnano
Marco informa che i comuni di Camugnano e di Castiglione dei Pepoli si sono 'fidanzati in casa'. I due enti hanno infatti avviato le procedure per valutare una loro possibile fusione in un unico comune. Nella delibera di giunta del comune di Camugnano, datata 9 agosto si è deciso di impegnare la somma necessaria allo studio di fattibilità.
 
Castiglione
Nella determina si precisa che la spesa è finalizzata alla  
“ ….. realizzazione di un progetto di riorganizzazione istituzionale in vista di una eventuale fusione
all’operatore economico SCS Azioninnova S.p.A., con sede in Via Toscana n. 19/a, 40069 Zola Predosa
(BO), utilizzando la piattaforma MEPA Consip per l’individuazione del fornitore.”


lunedì 1 agosto 2016

All'orizzonte, il 'super comune' dell'Appennino.

Si presenta un'altra ipotesi nel panorama della riorganizzazione amministrativa dei comuni dell'Appennino bolognese che ha nella 'fusione di più enti in uno solo' la più considerata linea d'azione anche perchè la fusione comporta notevoli trasferimenti economici statali e regionali, di cui i Comuni hanno una necessità ormai irrinunciabile.


All'orizzonte delle valli del Reno e del Setta si è affacciata la proposta del 'super Comune', risultato della fusione di Sasso Marconi, Marzabotto, Monzuno, Vergato, Grizzana e Castel d'Aiano. Il nuovo ente supererebbe in estensione persino il vasto neoformato comune di Valsamoggia.
La proposta è stata portata all'attenzione degli amministratori coinvolti in un recentissimo incontro e il confronto non ha mancato di mettere a nudo le note perplessità e i distinguo. Principalmente quella del sindaco di Monzuno Marco Mastacchi che denuncia da tempo il 'ricatto' cui vengono sottoposti i comuni, prima impoveriti per la diminuzione dei trasferimenti, poi allettati dalla fusioni per sopravvivere. Mastacchi denuncia anche che gli allargamenti dei comuni vanno, a suo dire, a beneficio dei soli partiti poiché il grande ente non consentirà più un pieno rapporto di conoscenza fra amministrati e amministratori per cui gli elettori saranno costretti ad affidarsi alle sole indicazioni di partito.
Il confronto non si è chiuso , ma ritardato poiché Mastacchi ha detto di voler demandare la scelta alla cittadinanza di Monzuno con un referendum preventivo, al risultato del quale si conformerà.
Certo, o perchè ritenuto vantaggioso o perchè necessario, pare ormai che il passaggio alla fusione sia una sorta di 'forche caudine' cui in pochi potranno sottrarsi.

Abbiamo incontrato il primo cittadino di Monzuno ( nella foto) e gli abbiamo chiesto:  

Sono sempre più fitti gli incontri organizzati dai sostenitori delle 'fusioni dei Comuni' per illustrare i vantaggi di tali operazioni. Lei è, come è noto, molto scettico, vuole spiegare i perchè ?

Una vasta area di territorio con un solo sindaco toglie la possibilità di un contatto diretto e costante con la cittadinanza e i suoi problemi, le sue necessità, le sue sensazioni. Alla maggior parte dei cittadini verrà così a mancare una conoscenza personale con chi si propone a guidare la Comunità il che renderà difficile la scelta. Chi ne avrà un vero vantaggio saranno quindi i partiti che più che mai saranno gli unici a indicare i candidati.

Una razionalizzazione con una diminuzione di rappresentanze politiche e di centri organizzativi dell'attività sociale pare una esigenza ineludibile. E' così ?

Così viene presentata, ma una necessità di migliore organizzazione della macchina comunale è senz'altro una esigenza vera. Questo scopo può essere raggiunto con migliori risultati con le unioni, la cui gestione consente una razionalizzazione operativa e una comunione di mezzi.

'L'esca prevista perchè la fusione sia voluta e non imposta dall'alto sembra più che allettante e pare che questi trasferimenti da Regione e Stato siano veramente una mano santa per i Comuni. Come è possibile farne a meno ?

Si usa la leva economica per scardinare l'attuale ordine di enti territoriali. Ma se si fa ciò a caro prezzo vuol dire che risorse per i comuni ce ne sono. Perchè allora strozzarli come è stato fatto fino ad ora? Dobbiamo pretendere tali risorse.

Come in tutte le novità, c'è chi ci guadagna e chi ci rimette. In questo, secondo lei, chi se ne avvantaggerà e chi no ?

Come già detto saranno i partiti e gli apparati che li governano ad avere il coltello dalla parte del manico. Gli elettori saranno sempre più disorientati perchè sentiranno lontane da loro le scelte e sempre più ci sarà disaffezione per la politica e diserzione delle urne.

Nel caso si arrivasse a una fusione, Monzuno con chi potrebbe stare ?

Non ho mai fatto mistero di non essere favorevole alle fusioni. I cittadini sono comunque sovrani e se lo vorranno potranno dare anche delle indicazioni. A me pare che Monzuno sia più affine a comuni nostri confinanti come San Benedetto,  Loiano e Monghidoro. Questi sono sicuramente più simili a noi e con caratteristiche analoghe alle nostre.

Come potrebbe Monzuno farcela da solo?

Se non ci sarà un cambio di strategia politica da parte della Regione e del Governo, da solo in queste condizioni è difficile, se non impossibile. Come ho detto, l'unione (in alternativa alla fusione) potrebbe risolvere tante cose lasciando autonomia ai territori.

giovedì 30 giugno 2016

La minoranza consiliare di Monzuno vuole la 'fusione'.

E sì, questo matrimonio fra comuni s'ha da fare. Ne sono convinti e lo sostengono con decisione i consiglieri di minoranza di Monzuno, al secondo convegno da loro organizzato finalizzato ad approfondire la tematica.
Si è detto che i vantaggi economici sono più che apprezzabili ( circa il 10 % in più della spesa corrente di ogni comune arriveranno da Stato e Regione), quelli organizzativi pure ( per esempio, l'unificazione delle singole direzioni comporta un notevole risparmio di personale direttivo e consente una migliore operatività, per esempio nelle manutenzioni). Inoltre sono prevedibili risparmi grazie a una migliore organizzazione anche strumentale, resa possibile dalle unificazioni di settore. Il cittadino non ne avrebbe un disagio poiché in ogni sede municipalizzata resterebbe un front office da cui è passibile avere i servizi tradizionali e interagire, grazie alle tecnologie moderne, con la sede principale per ogni tipo di esigenza. Per il cittadino cambierebbe il rapporto con gli amministratori comunali che dovrebbero organizzare la loro presenza nei diversi ex comuni e non più con la frequenza di ora. Un ulteriore risparmio deriverebbe dalla diminuzione della rappresentanza politica.
Nell'incontro, cui ha partecipato anche un esperto della regione, si è arrivati anche a valutare le risorse che i comuni avrebbero per esempio in una fusione a tre. La somma proveniente da Regione e Stato sarebbe di circa un milione e 700.000 euro per 10 anni. Monzuno rinuncia, si è detto, a circa 500.000 euro l'anno. Se poi la fusione fosse a quattro, la somma crescerebbe ulteriormente poiché il trasferimento sarebbe di 8 euro per abitante e non 7 come nel caso di tre. Se infine la fusione fosse a cinque la cifra per abitante crescerebbe ancora. Il trasferimento avrebbe poi un ulteriore incremento percentuale se la 'fusione' fosse fra tutti i comuni dell'Unione. L'incremento si spiega poiché ciò comporterebbe il superamento dell'Unione e quindi un ulteriore risparmio politico-burocratico.
Si è parlato anche delle possibili combinazioni e la più 'gettonata' è parsa quella fra i Comuni che comprendono i territori di Monte Sole: Marzabotto, Monzuno e Grizzana. Pur essendo possibili anche allargamenti ad altri comuni, per esempio Sasso Marconi e Vergato, l'operazione in questo caso solleverebbe però delle riserve.

Fra i presenti anche l'ex sindaco di Monzuno Andrea Marchi (in piedi nella foto)  che ha detto. “ L'apparentamento non dovrebbe essere una ' fusione fredda', cioè basata unicamente su calcoli di convenienza economica, ma attorno al progetto dovrebbe esserci una convinta adesione di una maggioranza di cittadini”. L'ex segretario del Pd monzunese Francesco Manieri si è dichiarato per la fusione a tre perchè saldata da una memoria condivisa. Fra i relatori c'è stato chi ha invitato a superare i campanilismi tradizionali per valutare e adottare nuovi elementi aggreganti senza preconcetti.
L'incontro aveva la finalità di sollecitare sul tema la maggioranza consiliare di Monzuno anche se il sindaco Mastacchi si è dichiarato più volte scettico e critico sulle proposte di fusione. Ha addirittura recentemente affrontato un viaggio di protesta a piedi da Monzuno a Roma sostenendo che è inaccettabile che il governo centrale prima impoverisca i comuni attraverso una costante diminuzione di trasferimenti per poi ricattarli costringendoli alle 'fusioni'. Se i soldi ci sono per le fusioni, ci sono anche per le non fusioni, sostiene Mastacchi.
La partita è interessante e solo all'inizio e, anche se non ancora portati in discussione, avranno un peso certamente 'gli equilibri elettorali' che le diverse ipotesi di fusioni presentano e la scelta delle localizzazioni della sede del nuovo comune e quelle delle sedi operative.
L'argomento, oltre che avvincente, poiché pare un passaggio obbligato per sopravvivere, ma non stabilito negli accoppiamenti, determinerà l'assetto amministrativo anche della montagna per un lungo periodo.


lunedì 27 giugno 2016

A Monzuno l'opposizione cerca 'la fusione'.

Elisabetta Di Natale, capogruppo della minoranza consiliare 'Comunità e Territorio', informa che domani, martedì 28 giugno alle 20.30, nella Biblioteca Comunale di Monzuno. si terrà un incontro pubblico sul tema 'fusione dei Comuni'. L'occasione di confronto è stata organizzata dalla sua formazione politica. 

 

martedì 7 giugno 2016

Il nodo 'fusione dei comuni' sta per giungere al pettine.

In crescendo la 'fibrillazione per la fusione dei comuni' . Evidentemente l'appuntamento con la scelta, che pare obbligata anche per le non trascurabili risorse che porta alle casse dei comuni nascituri, non è lontano. Il problema per qualcuno è 'con chi fondersi', per altri 'perchè fondersi'.
Le ipotesi in campo sono diverse. La prima, di cui si è avuto notizia da tempo e recentemente ufficializzata da Grizzana Morandi, è il Comune della Memoria nel cui crogiolo si fonderebbero, per divenire una unica realtà amministrativa, i comuni di Grizzana, Monzuno e Marzabotto, legati ai fatti di Monte Sole. Marzabotto e Grizzana sarebbero favorevoli, anzi Marzabotto propone di allargare a Sasso Marconi e a Vergato ma Monzuno non nasconde perplessità: il sindaco Marco Mastacchi ha addirittura intrapreso una singolare protesta per il ricatto economico cui sono sottoposti i piccoli comuni che lo ha portato a piedi fino a Roma.

Datata anche la proposta di una fusione che comprenda tutti i comuni del distretto sanitario di Casalecchio di Reno, naufragata però sugli scogli della convenienza organizzativa: Casalecchio non ha interesse a fondersi poiché il suo numero di abitanti è già ottimale e Monte San Pietro punta a una fusione con la sola Zola Predosa.
Esiste già la fusione 'Comune di Valsamoggia' che ha inglobato tutti gli altri comuni del distretto, ad eccezione di Sasso Marconi. Quest'ultimo pare rimanga 'a piedi'. Il tema è stato trattato ultimamente considerando la proposta riportata dall'ex consigliere comunale Marco Veronesi di fondere 'Sasso Marconi, Marzabotto e Monzuno', cui è seguito l'impegno di uno studio per valutare l'ipotesi di fusione 'Sasso Marconi-Marzabotto'. Sull'argomento a Sasso Marconi dibattuta solo la proposta di Veronesi, incerto ancora l'orientamento della maggioranza.
A creare ulteriore scompiglio l'ipotesi di Castel d'Aiano. Una proposta era quella di fondersi con Gaggio Montano e i confronti si sono interrotti in attesa delle elezioni amministrative di domenica scorsa. Ma il comune vedrebbe molto meglio una fusione con il comune modenese di Montese, con cui ha una continuità territoriale ottimale. Ma qui sarebbe necessaria addirittura una accettazione regionale.

A questo percorso si aggiunge ora la presa di posizione dei consiglieri comunali di Vergato Carlo Monaco e Giuseppe Argentieri che, partendo dalla considerazione che la fusione comporterà una perdita identitaria dei Comuni ora generalmente apprezzata, chiedono con una interrogazione che il tema sia affrontato con il coinvolgimento dell'intera comunità comunale e non solo degli amministratori. 

“Le fusioni hanno certamente aspetti positivi soprattutto per i comuni grandi. I piccoli rischiano di diventare la periferia dell'impero”, spiega Giuseppe Argentieri. “ La proposta di matrimonio è di convenienza e quindi tutti sono disponibili. L'incognita è con chi sposarsi e a che condizione ( quale sarà la sede del nuovo Comune, ad esempio). Lasciare questa scelta alla sola maggioranza ( la maggioranza di Vergato non rappresenta la maggioranza dei vergatesi), se non al partito maggioritario, è inaccettabile. Il tema è di generale interesse”.

Ecco l'interrogazione:

In considerazione delle dichiarazioni espresse dal Sindaco del Comune di Vergato, Sig. Massimo Gnudi, in occasione del Consiglio Comunale tenutosi in data 28 aprile c.a. sull'intenzione di iniziare a valutare l'ipotesi di dar seguito a studi di fattibilità sul percorso della fusione che potrebbe affrontare il Comune, indicando nel Comune di Marzabotto il partner ideale con cui ragionare di tale tematica;
  • considerando le notizie spesso contradittorie che vengono riportate dagli organi di informazione, ultima della serie l'articolo apparso sul “il Resto del Carlino” del 5 giugno 2016 promosso dalla giunta del Comune di Grizzana Morandi di cui allego copia, sulle ipotesi e dinamiche di fusione che le varie municipalità interessate indicherebbero come preferite;
  • considerando che la fusione dei Comuni, a differenza dell'Unione dei Comuni, è un atto definitivo che determina la nascita di realtà amministrative nuove da cui non si può più recedere, modificando se non cancellando le caratteristiche storiche, identitarie ed aggregative delle comunità coinvolte e stravolgendo in maniera sostanziale l'assetto dei territori interessati e le loro politiche di sviluppo;


la lista “vergato cambia musica”
CHIEDE
  • come il Sindaco e la Giunta del Comune di Vergato intendono procedere;
  • se non ritengono opportuno, interessando tale passaggio tutti i cittadini del Comune di Vergato, creare un gruppo di studio e confronto che coinvolga anche i rappresentanti dei gruppi consigliari di minoranza, al fine di raccogliere e comprendere le idee ed il sentimento della popolazione senza arrivare a proporre una soluzione politicamente preconfezionata solo da votare.
Cordialmente


I Consiglieri Comunali
Giuseppe Argentieri e Carlo Monaco

sabato 21 maggio 2016

AAA. Fusione cercasi.



C'è una rivoluzione amministrativa in corso che è quella della 'fusione dei comuni': più realtà comunali si uniscono per generarne una nuova, con nuovo nome e con un unico apparato politico- amministrativo. L'intervento si propone una più efficace organizzazione della macchina comunale, una adeguata efficienza burocratico-amministrativa e soprattutto un risparmio economico dovuto alla riorganizzazione numerica degli apparati operativi: per esempio un'unica ragioneria, anziché una per ogni comune, possibile grazie alle nuove realtà informatiche, una migliore distribuzione degli addetti alle manutenzioni, un ridimensionamento delle presenze politiche ( un unico consiglio comunale, un'unica giunta e un'unica sede politica con comprensibili riduzioni di costi).
Il progetto è principalmente rivolto a quelle realtà comunali che si trovano con un numero ridotto di abitanti. Sia lo Stato, sia le Regioni incentivano le fusioni dei comuni con apprezzabili trasferimenti economici e in molti, allettati anche da possibili ritorni in termini di denaro, guardano alla fusione con concreto interesse.
Fra questi anche Sasso Marconi, compreso nel distretto socio sanitario di Casalecchio di Reno e componente dell'Unione dei Comuni che fa riferimento al distretto. Dall'unione si era ipotizzato di poter passare alla fusione, ma questa ipotesi pare naufragata. Esiste già la fusione Valsamoggia che comprende cinque dei comuni del distretto ( Savigno, Bazzano, Castello di Serravalle, Monteveglio e Crespellano). Sono 'non fusi' Casalecchio, Sasso Marconi, Monte San Pietro e Zola e si era ipotizzato anche una fusione fra questi. Casalecchio però non è interessato poiché le sue condizioni sconsigliano la fusione, Monte San Pietro è indirizzato a fondersi con Zola Predosa e non con Sasso.
Sasso Marconi quindi pare relegato al ruolo del 'calimero' del distretto di Casalecchio, quando invece la 'fusione' non è mal vista da molti.
Lo stallo ha offerto a Sasso  Libera, formazione di minoranza in Consiglio Comunale, l'occasione di riproporre la tesi sostenuta dal gruppo da tempo. E cioè la fusione di Sasso Marconi con Marzabotto e Monzuno poiché uniti dalla stessa logistica di viabilità e da un interscambio anche residenziale datato.
Sasso Libera ha organizzato un incontro con la cittadinanza cui hanno partecipato Marco Veronesi, ex consigliere di Sasso Libera, Carlo Sinigaglia, segretario dell'unione comunale PD di Sasso Marconi, Patrizia Zanasi segretaria del PD di Marzabotto e Pietro Fortuzzi consigliere dell'Unione di cui Sasso Marconi fa parte. Sul piatto della discussione, una possibile linea operativa per il prossimo futuro.

Carlo Sinigaglia e Patrizia Zanasi

La Zanasi ha anticipato che Marzabotto avvierà studi di fattibilità su due possibili fusioni: Sasso Marconi-Marzabotto e Marzabotto-Vergato-Grizzana Morandi, quest'ultima da ritenersi più operativa poiché i comuni sono già compresi nella stessa unione.
Veronesi ha riproposto la tesi della sua formazione politica che è quella Casalecchio-Sasso Marconi-Monzuno- Marzabotto, ricordando che possono essere presi in considerazione ipotesi di 'federazioni di comuni'. Sinigaglia, dopo aver rimarcato le ragioni che consigliano la fusione, ha ribadito che l'esito finale dell'operazione porterà a una realtà 'più ricca e dinamica'. Ha poi precisato che la direzione locale del suo partito è convinta della validità operativa di unione 'Reno Lavino Samoggia', quindi un'unione che comprenda tutti i comuni dell'attuale distretto sanitario di Casalecchio. Pietro Fortuzzi ha lamentato l'esclusione del suo gruppo di minoranza dalle scelte operative, perchè schiacciato da una fortissima maggioranza di sinistra. Da parte del pubblico è venuta la richiesta di poter valutare le varie ipotesi con dati tecnici alla mano, quindi con gli studi già presenti. Morris Battistini, della minoranza marzabottese, ha invece lamentato l'esclusione dal confronto di voci critiche , sostenendo quindi che il confronto è stato monco.
L'incontro si è concluso con l'invito a continuare e favorire la discussione pubblica.

martedì 17 maggio 2016

La 'fusione dei Comuni', in un incontro a Sasso Marconi.



Organizzato da SASSO  LIBERA, venerdì prossimo, 20 maggio, alle 20.30, nella sala Giorgi di Sasso Marconi, si terrà un incontro-confronto sul tema Fusione dei Comuni.

L'ipotesi presa in esame sarà l'unione dei comuni di Marzabotto, Monzuno, Sasso Marconi.

 

martedì 10 maggio 2016

Fusione dei Comuni, è un affare !?

Fusioni di Comuni: più di 7 milioni di Euro di contributi statali ai Comuni emiliano romagnoli nati da fusione.

 

Con la nota : “Avviso ai naviganti (gli elettori di Alto Terme) su 

chi scegliere di far amministrare questo fiume di denaro pubblico”, 

un lettore ha inviato:

Fusioni di Comuni, ripartizione contributi 2016

La Direzione Centrale della Finanza locale ha recentemente pubblicato la tabella riguardante il contributo che spetta per l'anno 2016 ai Comuni nati da fusione.
Si tratta di ben 30 milioni di euro che sono destinati alle 37 fusioni di Comuni realizzate dal 2012 ad oggi.
Le norme che disciplinano le modalità di attribuzione del finanziamento sono contenute nel DM Interno del 26 aprile 2016; ai Comuni emiliano romagnoli nati da fusione vanno un totale di circa 7.782.256,000  euro.
 Vai al sito Fusioni di Comuni
 Provincia Nuovo Comune Comuni fusi Numero Comuni Popolazione Istat Contributo spettante
Ferrara Fiscaglia Migliaro ‐ Migliarino‐ Massafiscaglia                   3 9.438 1.300.234,00
Parma Sissa Trecasali Sissa ‐ Trecasali                                                            2 7.993 790.590,57
Rimini Poggio Torriana Torriana ‐ Poggio Berni       2 5.057 582.212,44
Reggio Emilia Ventasso Busana ‐ Collagna ‐ Ligonchio ‐ Ramiseto  4 4.306 1.058.444,39
Bologna Alto Reno Terme Granaglione ‐ Porretta Terme 2 7.003 886.483,72
Rimini Montescudo - Monte Colombo Montescudo -  Monte Colombo 2 6.777 671.972,52
Parma Polesine Zibello Polesine Parmense ‐ Zibello 2 3.265 492.319,43
Bologna Valsamoggia Bazzano ‐ Castello di Serravalle‐Crespellano - Monteveglio- Savigno 5 29.644 2.000.000,00


mercoledì 4 maggio 2016

A proposito di 'fusione dei comuni'.

 Marco ha inviato, per la pubblicazione,
 il decreto ministeriale che determina le ' 
 modalita' e termini per l'attribuzione, a 
decorrere dall'anno 2016, dei contributi 
spettanti ai comuni istituiti a seguito di  procedure di fusione. 
(16A03332) (GU Serie Generale n.102 del 3-5-2016) 

 
 
                      IL MINISTRO DELL'INTERNO 
 
  Visto  l'art.  15,  comma  3,   del   testo   unico   delle   leggi 
sull'ordinamento  degli  enti  locali  approvato   con   il   decreto 
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e sue  successive  modificazioni, 
comma cosi' modificato dall'art. 12 (comma 1, decreto-legge  6 
marzo 2014, n. 16, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  2 
maggio 2014, n. 68), che testualmente  prevede:  «Al  fine  di 
favorire  la fusione dei comuni oltre ai contributi della regione,
 lo Stato eroga, per i dieci anni decorrenti dalla fusione stessa, appositi 
contributi straordinari commisurati ad una quota dei trasferimenti spettanti 
ai singoli comuni che si fondono»;  
 
 Visto l'art. 20, comma 1-bis, del decreto-legge 6 luglio  2012,  n.
95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135,
comma inserito dall'art. 1, comma 18,  lettera  a),  della  legge  28
dicembre  2015,  n.  208,  a  decorrere  dal  1°  gennaio  2016,  che
testualmente recita:  «A  decorrere  dall'anno  2016,  il  contributo
straordinario a favore degli enti di cui al comma 1 e' commisurato al
40 per cento dei trasferimenti erariali attribuiti per  l'anno  2010,
nel limite degli  stanziamenti  finanziari  previsti  e  comunque  in
misura non superiore a 2 milioni di euro  per  ciascun  beneficiario.
Con decreto di natura non regolamentare  del  Ministro  dell'interno,
sentita  la  Conferenza  Stato-citta'  ed  autonomie   locali,   sono
disciplinate le modalita' di riparto del contributo,  prevedendo  che
in caso di fabbisogno eccedente le disponibilita' sia data  priorita'
alle fusioni o incorporazioni aventi maggiori  anzianita'  e  che  le
eventuali disponibilita' eccedenti rispetto al fabbisogno determinato
ai sensi del primo periodo siano ripartite a favore dei medesimi enti
in base alla popolazione e al numero dei comuni originari»; 
  Considerato che il successivo comma 2, del richiamato art.  20  del
decreto-legge n. 95 del 2012, prevede, ad  eccezione  di  quanto  per
esse esplicitamente previsto, che alle fusioni per incorporazione  si
applicano tutte le norme previste dal citato art. 15,  comma  3,  del
piu' volte richiamato testo unico sull'ordinamento degli enti locali; 
  Considerato che il comma 3, del medesimo art. 20, stabilisce che le
disposizioni previste dal richiamato comma 1  e  1-bis,  comma  cosi'
modificato dall'art. 1, comma 18, lettera b), legge 28 dicembre 2015,
n. 208, a decorrere dal 1° gennaio 2016, si applicano per le  fusioni
di comuni realizzate negli anni 2012 e successivi; 
  Visto l'ulteriore  comma  4,  del  richiamato  art.  20,  il  quale
stabilisce che con decreto di natura non regolamentare  del  Ministro
dell'interno  sono  disciplinati  le  modalita'  e  i   termini   per
l'attribuzione dei contributi alla fusione dei comuni e alla  fusione
per incorporazione di cui ai commi 1 e 3; 
  Visto il decreto del Ministero dell'interno del 21 gennaio 2015 con
il  quale  sono  state  definite,  a  decorrere  dall'anno  2014,  le
modalita' ed i termini per il riparto dei contributi alle fusioni dei
comuni; 
  Ritenuto che a seguito  della  diversa  disciplina  intervenuta  in
materia  di  fusioni  tra  enti  locali,  i  decreti  del   Ministero
dell'interno risultano superati  e  quindi  si  rende  necessario,  a
valere dall'anno 2016, rideterminare le modalita' ed  i  termini  per
l'attribuzione dei contributi alla fusione dei comuni e alle  fusioni
per incorporazione; 
  Ritenuta, altresi', la necessita', al fine  di  dare  certezza  dei
trasferimenti erariali spettanti annualmente ai comuni che  originano
da fusione,  di  dover  fissare  un  termine  per  le  richieste  del
contributo  in  argomento,  che  se  prodotte  durante  tutto  l'arco
dell'anno   comporterebbero,   ad   ogni    nuova    richiesta,    la
rideterminazione in riduzione  delle  somme  riconosciute  agli  enti
interessati, con eventuali recuperi dei contributi gia' attribuiti; 
  Visto, altresi', il comma 5 dell'indicato art. 20 del decreto-legge
n. 95 del 2012, il quale stabilisce che, a  decorrere  dall'esercizio
2013, sono soppresse le disposizioni del  regolamento  approvato  con
decreto del Ministro dell'interno del  1°  settembre  2000,  n.  318,
attinenti i criteri di riparto dei fondi erariali  assegnati  per  il
finanziamento delle procedure di fusione  tra  comuni  e  l'esercizio
associato di funzioni comunali, incompatibili con le disposizioni  di
cui ai commi 1, 3 e 4 del medesimo art. 20; 
  Considerato che agli enti locali appartenenti  ai  territori  delle
Regioni autonome Friuli-Venezia Giulia e Valle d'Aosta, nonche'  agli
enti locali appartenenti alle Province autonome di Trento e  Bolzano,
non viene attribuito il contributo di  cui  al  presente  decreto  in
quanto trattasi di territori in cui vige una speciale disciplina  per
l'attribuzione dei trasferimenti agli enti  locali  o  anche  per  il
finanziamento delle citate province autonome; 
  Acquisito il parere  della  Conferenza  Stato-Citta'  ed  autonomie
locali nella seduta del 17 marzo 2016; 
 
                              Decreta: 
 
                               Art. 1 
 
 
                     Finalita' del provvedimento 
 
  1. Il presente provvedimento definisce, a decorrere dall'anno 2016,
le modalita' ed  i  termini  per  il  riparto  e  l'attribuzione  dei
contributi spettanti ai comuni facenti parte delle fusioni di  comuni
realizzate negli anni 2012 e successivi. 

domenica 17 aprile 2016

Il PD di Monzuno vuole la 'fusione dei comuni'.



“ A mio parere è una strada obbligata”, ha sottolineato il presidente dell'Unione dei Comuni dell'Appennino, Romano Franchi, nel suo intervento all'incontro organizzato dal PD di Monzuno sul tema della 'fusione dei Comuni' riferendosi appunto alla ipotesi di fusione di più comuni in un nuovo ente comunale. Ha poi messo in risalto come il 'matrimonio amministrativo e territoriale' fra più comuni contigui e armonizzati da fattori aggreganti non è solo un'unione di interesse (Stato e Regioni attribuiscono a questa eventualità apprezzabili risorse economiche), ma soprattutto organizzativa. Portando l'esempio del Comune di Valsamoggia, dove 5 comuni si sono 'fusi' in uno solo, ha sottolineato: “ Invece di una ragioneria per ogni comune, se ne allestisce una sola con notevole risparmio e con la possibilità di utilizzare il personale in altre funzioni a beneficio dell'organizzazione generale”. Il sindaco ha poi portato anche l'esempio di un caso del suo comune, Marzabotto, dove una bella attrezzatura per l'asfaltatura stradale non viene utilizzata per mancanza di personale dovuto alle restrizioni sulle nuove assunzione. Il comune nato dalla fusione di più enti può disporre di un organico ben più allargato e organizzare un lavoro più ampio ed efficiente. “Anche la Corte dei Conti ha rilevato che la fusione dei Comuni porta a un risparmio economico notevole, a fronte invece di rilevanti investimenti”, ha concluso Franchi, non mancando di sottolineare che l'operazione, per essere efficace, deve avere l'apprezzamento e l'accettazione delle comunità coinvolte e deve rispettare una logica pratica organizzativa da reperire in una ragione pratica e politica comune . A tal proposito ha fatto l'esempio del Parco di Monte Sole che potrebbe essere la ragione unificante per diversi comuni dell'area.

All'incontro partecipava anche l'onorevole Marilena Fabbri che ha fatto un excursus informativo su tutte le leggi che regolano la materia . Ha sottolineato come il progetto deve avvenire per gradi e cioè è bene che parta prima con una 'unione dei comuni' (i singoli enti continuano a esistere, ma mettono in comune la gestione di alcuni servizi, come Polizia municipale, manutenzione strade e altro) . Se l'esperimento ha riscontri positivi è consigliabile fare il passo successivo, quello della fusione, i singoli enti cioè a quel punto si fondono in un unico nuovo ente e i vecchi comuni mantengono ancora una municipalità priva però di potere decisionale. Rimangono solo punto di riferimento burocratico per la comunità storica.
Presente anche Mirella Manzarini ( nella foto) , responsabile PD della montagna, che, dopo aver sostenuto che la fusione dei comuni è una 'necessità oggettiva e una opportunità economica, ha ricordato, tra l'altro, che Castiglione e Camugnano hanno già chiesto il finanziamento regionale per lo studio di fattibilità del progetto di fusione e non si esclude che ai due si possa aggiungere anche San Benedetto Val di Sambro. Quest'ultimo avrebbe chiesto ' una pausa di riflessione'. Ha poi messo in risalto come tutte le leggi spingano alla fusione e come un numero minore di comuni rispetto a quello attuale darebbe maggior peso contrattuale ai singoli nuovi enti perchè rappresenterebbe un numero di persone più elevato.

Infine i consiglieri locali di Monzuno hanno illustrato una loro interrogazione alla Giunta comunale nella quale si chiedeva di affrontare la tematica 'fusione', cui hanno avuto una risposta piuttosto evasiva. Ma, si sa, il sindaco Marco Mastacchi è piuttosto critico sulla fusione e ha persino affrontato un 'trasferimento a piedi' fino a Roma per porre l'attenzione generale sul tema. “ Si punta a impoverire i Comuni per poi ricattarli con i finanziamenti previsti in caso di fusione”, denuncia il primo cittadino di Monzuno per rimarcare che la fusione non è una scelta, ma la si vuole portare a 'necessità di sopravvivenza'.
E forse proprio questo è l'ostacolo che renderà per Monzuno il processo di fusione un percorso accidentato e probabilmente sarà il 'tema trainante' della prossima campagna elettorale per le amministrative.

Chi vivrà vedrà, come si suol dire.