Il Comando informa:
Sono entrate
in vigore nuove regole per gli interventi effettuati dalla Guardia di finanza
nell’ambito del sistema nazionale di ricerca e soccorso. Chi provoca
volontariamente, oppure con un comportamento gravemente imprudente, una
situazione che rende necessario l’intervento dei soccorritori dovrà sostenerne
i costi.
Quando una
persona è in pericolo, ogni minuto può essere decisivo. Per questo è
fondamentale che il sistema di soccorso possa intervenire rapidamente e
concentrare le proprie risorse sulle situazioni di reale emergenza.
La Guardia
di finanza concorre al sistema nazionale di ricerca e soccorso insieme alle
altre istituzioni militari e civili. In mare, in montagna, nelle aree più
difficili da raggiungere e in occasione di calamità o altre emergenze, il Corpo
può mettere a disposizione personale specializzato, unità cinofile, automezzi,
elicotteri, aerei, droni e unità navali.
Le nuove
disposizioni stabiliscono che i costi dell’intervento potranno essere posti a
carico di chi abbia determinato volontariamente, o attraverso una condotta
gravemente imprudente, la situazione di pericolo. Lo stesso principio si
applica a chi richieda un intervento in assenza di una reale necessità o di un
giustificato motivo.
Non viene
introdotto, dunque, alcun pagamento generalizzato per chi chiede soccorso. Chi
si trova in una situazione di pericolo, o teme concretamente per l’incolumità
di un’altra persona, deve continuare a chiedere aiuto senza esitazione.
Il
pagamento, inoltre, non sarà automatico. Il soccorso verrà prestato in ogni
caso e soltanto al termine delle operazioni saranno ricostruite e valutate le
circostanze che hanno determinato l’intervento.
Le
operazioni di ricerca e soccorso possono protrarsi per molte ore e richiedere
un significativo impiego di personale e mezzi. Una richiesta ingiustificata può
quindi sottrarre risorse che, nello stesso momento, potrebbero essere
necessarie per intervenire a favore di persone realmente in pericolo.
L’obiettivo delle nuove regole non è scoraggiare le richieste di aiuto, ma contrastare comportamenti irresponsabili e richieste prive di una concreta motivazione. In questo modo si punta a tutelare le risorse pubbliche e, soprattutto, a preservare la capacità di risposta dell’intero sistema nazionale di ricerca e soccorso.
7 commenti:
Anche troppo buoni e generosi.
ancora un passo verso l'inciviltà, quella che separa una società solidale da una votata al dio denaro
FINALMENTE!!!!
Ma che stupidaggini scrivi. Lo Stato di sicuro è SEMPRE votato ai doveri istituzionali. Ma i fessi che utilizzano ciabatte e pantaloncini devono essere perseguiti per il reato di deficienza, rimborsando lo Stato. La stessa regola la dovrebbero applicare anche le Stazioni di Soccorso Alpino Speleologico e il 118.
Era ora, interventi con elicottero per degli sprovveduti sul sentiero delle cascate del Dardagna con le infradito, ero presente, la signora si è storta la caviglia e d è dovuto intervenire il soccorso alpino e il 118. Tempo fa 2 ragazzotti in scarpine da tennis partono su un sentiero sul Cimone alle 18 con minaccia di cattivo tempo. Si sono persi e sotto il temporale, recuperati in ipotermia e così via. Questi interventi per degli sprovveduti costano tantissimo alla società e sopratutto impegnano dei soccorsi che magari servirebbero per emergenze reali
D'accordo con tutti. Allo stesso modo facciamo pagare l'ospedale a chi si fa male in incidenti stradali (ci sarà anche qui un responsabile a cui far pagare), a chi si fa male facendo sport, a chi mangia male o beve troppo rovinandosi la salute, ecc.
L'inciviltà è quella del peggior buonismo che coltiva, promuove e istiga la irresponsabilità.
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