La sindaca di Marzabotto: “Meno fondi e servizi a rischio”. Lepore replica: “Investimenti e strategie per il rilancio del territorio”
I
Comuni dell’Appennino bolognese esclusi dalla nuova classificazione delle aree
montane sono pronti a ricorrere alle vie legali. Ad annunciarlo è Valentina Cuppi ( nella foto) , che contesta con decisione gli
effetti del provvedimento nazionale.
“Abbiamo
scelto di fare ricorso — spiega la sindaca di Marzabotto
— perché si tratta di una decisione che non era stata prevista e che rischia di
penalizzare fortemente i nostri territori”. Al centro della critica, la
riclassificazione dei Comuni montani, che escluderebbe alcune realtà dell’Appennino bolognese con conseguenze dirette
sulle risorse disponibili.
Secondo Cuppi, il provvedimento
comporterà una riduzione dei fondi provenienti dal Fondo nazionale per i
territori montani, incidendo su ambiti cruciali come la prevenzione del dissesto
idrogeologico, la manutenzione della viabilità e il sostegno ai servizi locali.
“Non si tratta solo di bilanci comunali — aggiunge — ma di ricadute concrete su
cittadini e imprese, a partire dal settore agricolo, che rischia di perdere
importanti agevolazioni”.
L’annuncio è arrivato durante il
convegno “Appenniners di oggi e domani”, ospitato a Palazzo d'Accursio, occasione di confronto sulle
prospettive di sviluppo delle aree montane. Un appuntamento che ha riunito
amministratori, tecnici e rappresentanti del territorio per discutere criticità
e opportunità.
Sul tema interviene anche il sindaco
di Bologna, Matteo Lepore, che difende
l’operato delle istituzioni locali: “Stiamo investendo sull’Appennino — afferma
—. Dopo anni difficili, si intravedono segnali di ripresa, grazie a politiche
mirate e a nuovi investimenti”.
Secondo Lepore, il territorio sta
vivendo una fase di rinnovata attrattività, anche grazie a interventi pubblici
e servizi come scuole e asili, fondamentali per contrastare lo spopolamento e
sostenere le comunità locali.
A margine dell’incontro, spazio anche alla valorizzazione culturale con una mostra in Piazza Re Enzo dedicata alla vita e al lavoro nell’Appennino, segno di un’attenzione crescente verso un territorio che resta al centro del dibattito politico e istituzionale.
Nessun commento:
Posta un commento