Autostrade
non si smentisce. I danni provati dai lavori per il passeggio della
galleria della Variante di Valico, lavori che hanno intercettato una frana storica quiescente con immaginabile conseguenze ,
costeranno alla società poco più di un
milione di euro. A Ripoli il
dissesto, ad Autostrade un misero conticino da saldare. Evviva la
compensazione.
Ha
dato notizia della novità l'Unione dei Comuni dell'Appennino che in
un comunicato precisa:
Da
Autostrade per l’Italia arrivano poco più di un milione e
trecentomila euro per la riqualificazione di Ripoli,
frazione del comune pesantemente segnata dai lavori della Variante di
Valico
La
mattina del 16 aprile il Sindaco di San Benedetto Val di Sambro,
Alessandro Santoni, ( nella foto) ha firmato una convenzione con Società Autostrade
per la realizzazione di una serie di ulteriori interventi
compensativi nella frazione di Ripoli.
Da
Autostrade arriveranno infatti poco più di un milione e trecentomila
euro (per l'esattezza 1.317.091,91 €) per eseguire una serie
diffusa di interventi di riqualificazione e rigenerazione urbana della
frazione ed in particolare degli spazi destinati alla socialità.
Ripoli
è stata una delle realtà che ha maggiormente risentito dei lavori
di realizzazione della Variante
di Valico. In concomitanza con gli scavi della galleria, che passa
sotto al paese, si era infatti
riattivato un movimento franoso che aveva costretto Autostrade a
predisporre opere di
stabilizzazione
originariamente non previste. Opere senz’altro necessarie, che
avevano comportato però un impatto sul territorio pari - se non
forse più accentuato - a quello generato dalla realizzazione del
tracciato autostradale stesso.
La
convenzione rappresenta la conclusione di un percorso avviato
dall’amministrazione appena
insediata
nel luglio del 2014, volta a ottenere interventi compensativi per la
frazione di Ripoli,
che
ha coinvolto, oltre al Comune e Autostrade, anche il Ministero dei
Trasporti e la Regione
Emilia-Romagna.
“Quello
raggiunto oggi è un grande risultato
” commenta
il Sindaco Alessandro Santoni “
per
il rilancio di Ripoli, un segno positivo ed un rinnovato inizio che
mi auguro possa rispondere alle aspettative
di tutti i cittadini della frazione ”.
E
gli amministratori comunali guardano al futuro con ottimismo non solo
per questo risultato, ma anche grazie ai riscontri positivi che
arrivano dal monitoraggio del versante che, anche a seguito degli
interventi di stabilizzazione in corso di ultimazione, confermano
come si stia procedendo in maniera concreta alla definitiva messa in
sicurezza dell’area.
“ Speriamo
si possa ricominciare a parlare di Ripoli in termini positivi,”
continua Santoni, “ossia di un
posto in cui val la pena investire sia per le sue peculiarità
paesaggistiche, sia per la sua vicinanza
e comodità alle principali vie di comunicazione quali appunto
l'autostrada e la
stazione
ferroviaria lungo la linea direttissima Bologna-Firenze ”.
Ripoli in festa
3 commenti:
Ma cosa vuole rilanciare il sindaco di san benedetto e ripoli con una frana che non starà mai ferma e la direttissima bologna - firenze ? pensi alle case della gente piuttosto quelle con le crepe chi risarcisce ? come i terremotati "non sarete lasciati soli" questa gente si deve arrangiare come quelli di monzuno che si sono trovati con le case piene di crepe. Allora non era credibile la cosa, nonostante i lavori a venti metri dalle case (le crepe sono ancora li a tutt'oggi) era impossibile che la causa fosse di autostrade, impossibile!!! Perciò dico a ripoli e residenti chi può fugga via dall'appennino, diventato oramai riserva di predazioni, invasioni e sfruttamento del territorio che durano da quasi 18 anni (di sopportazioni) via dall'appennino da subito non ci lascieranno MAI in pace.
Se la gente residente in appennino potesse andarsene state certi cari sindaci scapperebbe volentieri. Sono rimasti solo gli anziani perchè i giovani se la danno a gambe levate,l' appennino è solo un territorio in perdita che non offre più nulla ed i sindaci tirano a campare per arrivare alla pensione!!!.
Ettore Scagliarini 18 aprile 2018 at 22:23
I grossi complessi industriali, specialmente se operano sul territorio, vedi cave, autostrade ecc. sembra siano esonerati dal rispondere di ciò che fanno a danno dell’ambiente e, spesso, disattendono sia alle imposizioni delle istituzioni preposte ed anche alle proprie promesse fatte . Per documentarsi bene, andare a vedere come sono state lasciate le zone delle colline bolognesi nelle quali hanno operato le cave di gesso .
Non solo nel territorio citato ma ovunque le mega - strutture passino fanno solo danni che mai riporteranno all' origine del disastro, il territorio.
A distruggere si fa in un attimo e costa poco mentre a rifare o risanare costa tempo e denaro...meglio lasciare le cose come stanno e cioè disastrate.
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