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giovedì 27 marzo 2025

Valsamoggia: misura cautelare per un 38enne accusato di maltrattamenti e stalking

 



VALSAMOGGIA – I Carabinieri della Stazione di Bologna Borgo Panigale hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare nei confronti di un 38enne italiano, indagato per maltrattamenti contro familiari e atti persecutori. Il provvedimento, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bologna su richiesta della Procura, dispone il divieto di avvicinamento alla vittima e ai luoghi da lei frequentati, con l’applicazione del braccialetto elettronico.

Le indagini sono scattate dopo la denuncia presentata dalla ex convivente dell’uomo, una 45enne, che ha raccontato di essere stata vittima di continue violenze e minacce nel corso della loro relazione, durata circa un anno e mezzo. Secondo quanto ricostruito, il 38enne, spinto da una gelosia ossessiva, l’avrebbe più volte insultata e minacciata, arrivando anche ad aggredirla fisicamente con pugni che le hanno provocato ematomi.

Anche dopo la fine della relazione, l’uomo avrebbe continuato a perseguitare la donna, inviandole numerosi messaggi e mostrando atteggiamenti offensivi anche nei confronti dei suoi figli. Un comportamento che ha generato nella vittima un costante stato di ansia e paura per la propria incolumità e quella dei suoi familiari.

Il 38enne è stato rintracciato dai Carabinieri e sottoposto alla misura cautelare disposta dall’Autorità Giudiziaria.

giovedì 7 marzo 2024

Alla vigilia della Festa della Donna ben quattro notizie di maltrattamenti alle compagne in provincia di Bologna

Uno minaccia l’ex fidanzata, un altro morde la moglie e la violenta, un altro ancora minaccia la compagna, tentando di incendiare la stanza da letto, mentre l’ultimo prende a pugni la convivente e la minaccia di buttarla giù dal balcone: quattro donne spaventate dai compagni costrette a chiedere aiuto ai carabinieri. quattro uomini colpiti da misure cautelari.

 

Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

 

I Carabinieri  hanno eseguito quattro ordinanze applicative di misure cautelari nei confronti di quattro uomini, indagati dalla Procura della Repubblica di Bologna. I provvedimenti sono stati emessi in circostanze diverse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bologna che ha esaminato le singole richieste del Pubblico Ministero. 

A  Corticella, un 19enne bolognese, è stato indagato per aver procurato un gravissimo stato di ansia all’ex fidanzata, una studentessa maggiorenne, attraverso una serie di messaggi minatori del tipo: “…Se ti vedo ti faccio male!” e pedinamenti che aveva messo in atto per intimorirla, non accettando la fine della relazione sentimentale e l’idea di vederla frequentare altri ragazzi. La giovane, in preda al panico, si era rivolta ai Carabinieri chiedendo aiuto. Rintracciato dai miliari, il giovane bolognese è stato sottoposto al divieto di avvicinamento alla persona offesa, con l’applicazione del braccialetto elettronico. 

A San Giovanni in Persiceto  un 47enne nigeriano, è stato indagato per maltrattamenti contro familiari o conviventi, lesione personale aggravata e violenza sessuale e  un 51enne italiano per maltrattamenti contro familiari o conviventi. Il primo è stato  querelato dalla compagna, connazionale sulla quarantina, la quale ha  raccontato di non essere più in grado di sopportare le reazioni violente dell’uomo che la maltrattava, anche in presenza del figlio minorenne. Offese, umiliazioni, morsi sul seno e su altre parti del corpo, calci, pugni e aggressioni a sfondo sessuale, contro la volontà della donna, sono alcuni dei particolari che la stessa ha riferito ai Carabinieri, chiedendo aiuto. Acquisita la denuncia, la malcapitata e il figlio sono stati sottoposti a tutela,  e il 47enne è stato sottoposto all’allontanamento dalla casa familiare e al divieto di avvicinamento alle persone offese, con l’applicazione del braccialetto elettronico. Il 51enne italiano, invece, è stato indagato a seguito della richiesta della compagna, italiana sulla quarantina, che aveva telefonato al 112 per chiedere aiuto, informando i militari che il convivente, in preda a uno scatto d’ira, aveva cosparso della benzina per terra e voleva dare fuoco alla stanza da letto. Bloccato dai Carabinieri e riportato alla calma, il 51enne che appariva in evidente stato di agitazione era stato affidato al personale del 118 che lo avevano ricoverato in una struttura sanitaria per accertamenti. Il giorno dopo, la donna si è presentata in caserma per denunciare lo stato di prostrazione psicologica che stava vivendo da una decina di anni a causa delle minacce e manie di persecuzione del compagno, anche alla presenza dei due figli minorenni. A seguito della pericolosità dell’uomo che ha dimostrato di non essere capace di controllare la rabbia, il Giudice ha accolto la richiesta del Pubblico Ministero, applicando al 51enne la misura cautelare degli arresti domiciliari in un’abitazione diversa da quella familiare.

Ad Altedo, infine, i Carabinieri hanno indagato  un 35enne moldavo per  maltrattamenti contro familiari o conviventi e lesione personale aggravata. La compagna, connazionale sulla trentina, aveva chiesto aiuto  ai Carabinieri poiché preoccupata per la propria incolumità, seriamente minacciata dalle aggressioni fisiche, con calci e pugni, e verbali che l’uomo le rivolgeva, del tipo: “Appena torni a casa ti butto giù dal balcone!”. Una serie di atteggiamenti violenti che il 35enne, purtroppo, commetteva nei confronti della compagna, anche di fronte alla figlia minorenne che spaventata dalle “performance” del padre, si nascondeva sotto al tavolo della sala da pranzo.

Rintracciato dai Carabinieri, il 35enne è stato sottoposto all’allontanamento dalla casa familiare e al divieto di avvicinamento alle persone offese.


 

La circostanza è anche un’occasione per evidenziare un intervento del Comandante del Nucleo di Psicologia dei Carabinieri della Legione Emilia Romagna, Capitano Lavinia Filonzi (nella foto):

“È un impegno costante e sempre in prima linea, quello che viene svolto da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Bologna. Sempre siamo infatti al fianco di tutte le donne, nella protezione dei loro diritti, nella prevenzione di tutte quelle che sono le condotte a rischio e nel contrasto alla violenza contro le donne. È importante ricordare quanto sia fondamentale saper riconoscere quelli che sono i sintomi e i segnali di allarme davanti alla violenza contro le donne e a tutte le donne ricordiamo che le nostre Stazioni sono sempre aperte e pronte ad accoglierle con personale adeguatamente preparato e competente”.

martedì 9 gennaio 2024

Colpisce a testate e minaccia con un coltello la compagna che vuole abbandonarlo

27enne residente a Sasso Marconi   colpito da misura cautelare per maltrattamenti e violenza sessuale nei confronti della convivente

Foto d’archivio.

Disperata per i maltrattamenti, le continue minacce e le ripetute aggressioni del compagno, un 27enne marocchino, una donna di Sasso Marconi  ha deciso di presentare denuncia ai Carabinieri.

La donna  ha dichiarato che il compagno pretendeva dalla stessa rapporti sessuali anche contro la propria volontà, spesso seguiti da frasi ingiuriose ed offensive. L’atteggiamento violento dell’uomo, era dettato dall’abuso di sostanze stupefacenti, anche in presenza del figlio e per tale motivo, a dicembre 2022, lo stesso aveva perso il lavoro come corriere, perché trovato positivo al test antidroga. Il più delle volte il 27enne non era in grado di controllare la propria rabbia tanto da inveire con violenza nei confronti della convivente che voleva andare via di casa, colpendola con  testate o addirittura minacciandola con un coltello. La donna ha anche dichiarato che il compagno  minacciava di portale via il figlio che avevano avuto tre anni fa.  

Nel verificare la fondatezza delle dichiarazioni della donna , i Carabinieri hanno scoperto che gli atteggiamenti prevaricatori del 27enne nei confronti della compagna erano aumentati nell’ultimo anno.

Rintracciato dai Carabinieri, l'uomo è stato sottoposto alla misura cautelare, tra cui il mantenimento di una distanza di almeno 500 metri dalla donna, il divieto di comunicarvi con qualunque mezzo e l’applicazione dello strumento elettronico a distanza.

giovedì 3 agosto 2023

33enne allontanato dalla moglie per maltrattamenti


La moglie rimane in cinta e il futuro padre la  minaccia di farla sparire con l’aiuto di alcuni zingari.

E la minaccia era l’ultima di una lunga serie durante i quali non erano mancati episodi di maltrattamenti.

I Carabinieri hanno ora imposto all'uomo, un 33enne italiano, operaio, domiciliato a Bologna,  un divieto di avvicinamento alla persona offesa.

I fatti che hanno portato al provvedimento risalgono alla notte del 16 luglio scorso, quando i Carabinieri di Vergato furono chiamati da un vicino della  coppia che riferiva di una lite tra un uomo e una donna tra le mura domestiche di un appartamento a Castiglione dei Pepoli.

All’arrivo dei militari, la donna, una casalinga italiana sulla trentina, ha raccontato di essere stata aggredita dal compagno, il 33enne indagato che, visibilmente ubriaco, l’aveva presa a schiaffi e minacciata di morte durante una discussione nata per la gelosia dell’uomo.

Le indagini dei Carabinieri di Castiglione dei Pepoli hanno appurato che quanto accaduto il 16 luglio, è stato l’epilogo di una serie di maltrattamenti iniziati  subito dopo il matrimonio e in particolare con l’arrivo di una gravidanza, poco gradita al compagno che aveva aumentato le sue minacce, alludendo che avrebbe fatto sparire la donna e la figlia grazie alla conoscenza di alcuni “zingari”. 

Rintracciato dai Carabinieri della Stazione Bologna in una struttura cittadina, il 33enne è stato sottoposto alla misura cautelare del Giudice. 

Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

 

sabato 1 ottobre 2022

Frattura le costole alla compagna che finisce in ospedale e minaccia il figlio con un coltello

 27enne marocchino arrestato dai carabinieri.

 

La scorsa settimana, un 23enne italiano, ha presentato denuncia ai Carabinieri per minaccia aggravata dall’uso delle armi nei confronti del patrigno, un  27enne marocchino che aveva una relazione con la madre, 45enne italiana, residente ad Alto Reno Terme. 

Il ragazzo ha raccontato ai militari che il 17 settembre scorso si era recato da sua madre per verificare le condizioni di salute, avendo scoperto che il compagno, il 27enne marocchino, l’aveva massacrata di botte.

Soccorsa dai sanitari del 118, la donna era stata trasportata in una struttura sanitaria per essere medicata dalle ferite, giudicate guaribili in quaranta giorni (frattura di tre costole).

Mentre andava al Pronto Soccorso a trovare sua madre, il 23enne era stato avvicinato dal patrigno marocchino che lo aveva minacciato con un coltello. 

La donna ha confermato ai militari quanto avevano già appreso, aggiungendo che negli ultimi due anni aveva subito altre violenze da parte del compagno che, per gelosia, l’aveva presa a schiaffi e pugni in diverse circostanze, sebbene mai denunciate alle forze di polizia.

Il marocchino è stato quindi arrestato  per maltrattamenti contro familiari o conviventi, lesioni personali e minaccia mentre si trovava  nella sua abitazione di residenza di Gussago (BS). 

Fonte: Comando Provinciale Carabinieri Bologna

mercoledì 9 marzo 2022

8 marzo tragico per una quarantenne, il compagno ha tentato di strozzarla

 Litiga con la compagna e l’afferra per il collo. 45enne arrestato dai Carabinieri.

Foto d’archivio CC Bologna.

 

Nella tarda serata di ieri, 8 marzo giornata internazionale dedicata alla donna,  una quarantenne  ha chiesto aiuto ai Carabinieri, disperata perché il compagno l’aveva picchiata e tentato di strozzarla e temeva che l’uomo, ancora in presa alla furia, riprendesse a maltrattarla.   

La  vittima ha aspettato i miliari all’interno di un’automobile parcheggiata lunga la strada, dove si era rifugiata, in attesa dei soccorsi, per sfuggire dall’ira dell’uomo.

Tranquillizzata dai Carabinieri, la donna, sulla quarantina, ha riconfermato la denuncia , precisando che il compagno, dopo averla minacciata di morte, durante l’ennesima discussione familiare, avvenuta davanti ai due figli minorenni, l’aveva aggredita stringendole le mani attorno al collo per qualche istante, desistendo subito dopo. Su disposizione della Procura della Repubblica di Bologna, il 45enne è stato tradotto in carcere con l’accusa di maltrattamenti contro familiari.


Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

giovedì 8 luglio 2021

Indiano prende a padellate la moglie ‘ troppo indipendente’: arrestato dai Carabinieri

 La donna si era presa la liberta di recarsi da un nipote residente in Appennino

I casi di maltrattamenti in famiglia non sono una novità

Foto dei Carabinieri Alto Reno Terme

e purtroppo ormai non sorprendono più. I Carabinieri di Alto Reno terme sono invece rimasti sorpresi quando, chiamati per risolvere un caso di maltrattamenti in famiglia, hanno dovuto assistere a un ‘padellamento’ di un uomo ai danni della moglie.

E’ successo alle  20e 45 di ieri, quando la Centrale Operativa dei Carabinieri di Vergato è stata informata che un uomo stava picchiando una donna all’interno di un’abitazione in un Comune dell’Alta Valle del Reno. 

Appresa la notizia, i Carabinieri di Alto Reno Terme si sono recati sul posto e quando sono arrivati hanno trovato una donna, seduta su una sedia collocata all’esterno dell’edificio, in stato di shock e con la testa ricoperta di sangue. Dalle testimonianze raccolte, i militari hanno appreso che la malcapitata, residente in un’altra Provincia d’Italia, era giunta nell’Appennino bolognese da qualche giorno per andare a stare dal nipote. Il marito , infastidito dalla libertà che la donna si era presa di trasferirsi  senza il suo permesso, l’ha raggiunta a casa del parente e dopo averci discusso, l’ha presa a padellate. Su disposizione del Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di Bologna, dott. Marco Forte, l’aggressore, arrestato dai Carabinieri e identificato in un 46enne indiano, è stato tradotto in carcere. La padella d’acciaio è stata sequestrata dai militari. La donna, soccorsa dai sanitari del 118 è stata trasportata d’urgenza in una struttura sanitaria, dove è stata medicata e giudicata guaribile in trenta giorni.


Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

lunedì 8 giugno 2020

A Castiglione dei Pepoli i Carabinieri soccorrono una ragazza picchiata dal fidanzato


La scorsa notta i Carabinieri di Castiglione dei Pepoli hanno arrestato F.A., ventisettenne, per aver preso a pugni sul naso la fidanzata.

Due militari, liberi dal servizio, sono interventi in soccorso di una ragazza che, col volto ricoperto di sangue, stava fuggendo dal suo ragazzo che l'aveva picchiata e disperatamente chiedeva aiuto.

La ragazza, ventiquattrenne italiana, è stata trasportata al Pronto Soccorso e medicata al naso con una prognosi di quattro giorni, mentre il suo fidanzato, responsabile di averla aggredita nel corso dell’ennesima lite, è stato accompagnato in caserma.
Su disposizione della Procura della Repubblica di Bologna, il giovane aggressore, gravato da precedenti di polizia specifici e in materia di droga, è stato trattenuto in camera di sicurezza, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto.


Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

venerdì 23 marzo 2018

“Chiama pure i Carabinieri, tanto non mi possono fare niente”. Invece finisce in carcere.


Foto d'archivio dei Carabinieri.
 
Ennesimo caso di maltrattamenti famigliari ai danni di una signora straniera che è finita all'ospedale. E non era la prima volta che la donna era ricorsa all'aiuto dei sanitari per le procurate dalle percosse del marito . L' artefice dei maltrattamenti, si è giustificato dicendo che si era trattato di una 'giusta punizione' poiché la moglie gli aveva mancato di rispetto.
E’ successo martedì sera, quando una pattuglia dei Carabinieri è stata allertata di recarsi velocemente a casa di una donna che aveva telefonato al 112 dicendo di essere stata picchiata dal marito davanti ai due figli adolescenti. All’arrivo dei militari, la richiedente, trentacinquenne straniera, aveva il volto tumefatto e ricoperto di sangue, mentre il marito, poi identificato in un trentaseienne kosovaro, se ne stava tranquillamente in casa. Ai militari, il trentaseienne, ammetteva di aver pestato la moglie “in maniera giusta”, perché gli aveva mancato di rispetto. La donna è stata soccorsa dai sanitari del 118 e trasportata d’urgenza al Pronto Soccorso, dove è stata medicata e dimessa con una prognosi di quindici giorni, a seguito di un trauma cranico e facciale e l'uomo è stato arrestato per maltrattamenti contro familiari o conviventi e lesioni personali. Dalla ricostruzione dei fatti è emerso che l’uomo, giunto in Italia una ventina di anni fa, avrebbe conservato un atteggiamento severo nei confronti della moglie e dei figli, costretti a sottostare a una serie di regole particolarmente severe. Una situazione difficile che la donna aveva pagato a caro prezzo qualche anno fa, quando fu ricoverata presso il Reparto di Terapia Intensiva del Policlinico Sant’Orsola Malpighi a causa di un arresto cardiaco. Nonostante i soprusi e l’infarto, la donna aveva avuto la forza di perdonare il marito dopo che questi l’aveva tradita con un’altra donna molto più giovane di lui. Quanto successo martedì sera non è altro che l’ennesimo episodio di violenza domestica che poteva avere un epilogo peggiore. L’uomo, infatti, si è scagliato contro la donna come un animale e dopo averla tramortita con un pugno alla bocca dello stomaco, l’ha percossa dicendole: “Io ti ammazzo! Io ti ammazzo!”. Quando la donna ha chiamato il 112, il kosovaro ha gridato “Io non ho paura dei Carabinieri, tanto non mi possono fare nulla, puoi chiamarli quanto vuoi, poi vediamo…”. Su richiesta della Procura della Repubblica di Bologna, l’uomo, gravato da precedenti di polizia specifici, è stato rinchiuso presso la Casa Circondariale di Bologna. 

Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

venerdì 10 giugno 2016

Zola Predosa. Picchia la convivente e finisce carcere.


I Carabinieri della Stazione di Zola Predosa hanno arrestato un 46enne italiano per maltrattamenti in famiglia.
Ieri mattina, la Centrale Operativa del 112 è stata informata che in un appartamento nel centro di Zola Predosa, vi era una lite in atto tra conviventi e una donna stava disperatamente chiedendo aiuto. I Carabinieri si sono recati velocemente sul posto e sono entrati nell’appartamento segnalato, scoprendo così che il 46enne, noto alle forze dell’ordine per i suoi precedenti di polizia, aveva preso a ceffoni la convivente, italiana sulla quarantina, a seguito di una discussione nata per futili motivi. Soccorsa dai sanitari del 118 e trasportata al Pronto Soccorso di Bazzano, la donna è stata successivamente dimessa. L’uomo, invece, è stato tratto in arresto.
Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria, il 46enne è stato associato presso la Casa Circondariale di Bologna.

Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

martedì 8 marzo 2016

Fa il padre 'padrone' e maltratta la moglie. Il figlio lo colpisce con una coltellata alla gola.


E’ successa una disgrazia”, sono le parole pronunciate da un magazziniere incensurato di 21 anni, italiano, che alle 21 e 25 di ieri ha chiamato il 112, in riferimento al padre, impiegato di 56 anni, che qualche istante prima aveva accoltellato a seguito di una lite in famiglia. L’uomo è stato soccorso dai sanitari del 118 e trasportato d’urgenza al Policlinico Sant’Orsola Malpighi di Bologna e ricoverato in prognosi riservata (non in pericolo di vita), mentre il giovane, che ha collaborato da subito con i Carabinieri intervenuti, è stato accompagnato in caserma per ulteriori accertamenti. L’insano gesto sarebbe stato provocato da un raptus d’ira del giovane, che ha riferito di essere stanco di assistere impotente all’arroganza del padre che aveva la tendenza a fare il 'padrone' in casa utilizzando nei confronti della moglie botte e insulti. L’arma del delitto, un grosso coltello da cucina, è stata posta sotto sequestro. L’autorità Giudiziaria è stata informata e sono in corso le indagini per ricostruire la dinamica dei fatti. Al momento, a carico del giovane pende un deferimento in stato di libertà per lesioni personali aggravate.


 Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

lunedì 25 maggio 2015

Vergato. Arrestato uno spacciatore marocchino per 'maltrattamenti in famiglia'.




Foto CC Vergato.
I Carabinieri di Vergato hanno arrestato un 29enne marocchino per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Alle  10.40 di ieri, la Centrale Operativa ha ricevuto la telefonata di una donna che chiedeva aiuto e un istante dopo la comunicazione si è interrotta. I militari sono riusciti a risalire all’intestataria del numero e hanno scoperto che si trattava di un’italiana sulla ventina, domiciliata nelle vicinanze di Vergato e nota alle forze dell’ordine perché recentemente era stata soccorsa più volte durante delle liti che aveva avuto con il convivente. Una pattuglia si è portata presso l’abitazione dei due soggetti e li ha trovati per strada che stavano discutendo animatamente. La giovane ha precisato di essere stata morsa a una mano e sbattuta contro una porta dal compagno che si era infuriato dopo averla vista prendere il telefonino e rinchiudersi nel bagno per chiedere aiuto ai Carabinieri a seguito dell’ennesima lite per futili motivi.
Venuti a conoscenza che il 29enne era gravato da precedenti di polizia per spaccio di sostanze stupefacenti, gli inquirenti hanno proceduto a  una perquisizione domiciliare e pochi minuti dopo hanno trovato cinque panetti di hashish del peso complessivo di 231 grammi, un bisturi e 210 euro in contanti suddivisi in banconote di vario taglio, nascosti nel cassetto di una scrivania collocata in camera da letto.
Il marocchino è stato quindi trasferito  nelle camere di sicurezza della caserma Carabinieri di Vergato, dove, evidentemente infastidito dalla circostanza, ha inscenato una protesta plateale contro i militari cominciando ad urlare e dicendo di essere claustrofobico. Autorizzati dall’Autorità Giudiziaria, i militari lo hanno trasferito direttamente in carcere, in attesa di comparire davanti al Giudice per l’udienza di convalida dell’arresto. La ragazza ha rifiutato le cure mediche e non ha ancora sporto denuncia nei confronti del compagno, che è stato comunque deferito all’AG per maltrattamenti in famiglia.
In sede di rito direttissimo, celebrato questa mattina, l’arresto è stato convalidato e il marocchino è rimasto in carcere in custodia cautelare.


Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna

martedì 16 dicembre 2014

Marzabotto. Striscia La Notizia scova un veterinario che 'uccide' i cani.



Una affezionata lettrice scrive:

Vorrei fosse divulgata la notizia del veterinario di Marzabotto che uccideva cani in un allevamento. Avvenimenti  riportati in un servizio di Striscia la Notizia http://www.striscialanotizia.mediaset.it/puntata/ultimapuntata.shtml

Il servizio è andato ieri  ed è stato terribile apprenderne i particolari della illecita attività attuata da costui, privo di ogni sensibilità verso gli animali e quindi indegno del titolo di ‘veterinario’.

Sono stata da questo ‘veterinario’ (si fa per dire),  3 volte e mi sono accorta subito di che ciarlatano fosse.
Spero sia possibile  fare un pò di passaparola perchè dobbiamo salvaguardare i nostri animali,   poveri esseri indifesi alla mercè di ogni cattiveria umana.

giovedì 18 settembre 2014

Castiglione dei Pepoli. Schiaffi e insulti agli ospiti di una casa di riposo, arrestata operatrice.



Da Bologna Today

Sarebbero stati vari e ripetuti gli episodi di maltrattamento commessi da una operatrice della casa di riposo Villa del Sole di Castiglione dei Pepoli nei confronti di alcuni anziani ricoverati, non autosufficienti e affetti da patologie invalidanti.  La donna da due giorni è agli arresti domiciliari dopo il provvedimento emesso dal gip su richiesta della Procura.

L'indagine è partita da un'ispezione svolta dai Nas , nel corso della quale sarebbero emersi sospetti sull'idoneità dell'assistenza prestata agli ospiti.
Le successive indagini e le testimonianze raccolte hanno permesso ai militari di accertare che nella struttura si sarebbero  verificati vari e ripetuti episodi di maltrattamento commessi dall'operatrice nei confronti di alcuni anziani ricoverati. In piu' occasioni la donna avrebbe schiaffeggiato e strattonato gli ospiti rivolgendo loro offese ed umiliazioni verbali. (fonte agenzie Dire)

Una persona "violenta, minacciosa, ingiuriosa". Anche i colleghi l'avrebbero temuta.
I fatti sarebbero cominciati nel 2010. Nella struttura ci sono molti anziani malati di Parkinson o di Alzheimer, ed è soprattutto verso di loro che la donna avrebbe sfogato la sua rabbia. In particolare verso quattro persone che hanno dagli 80 ai 92 anni, non autosufficienti e incapaci di difendersi.
Una notte, per esempio, avrebbe addirittura deciso di svegliare una paziente malata di Alzheimer per accompagnarla in bagno strattonandola violentemente e urlando; la signora, infastidita, le avrebbe dato uno schiaffo facendole cadere gli occhiali e scatenando la reazione dell'operatrice, che di rimando l'avrebbe presa a schiaffi, tirato i capelli, pestato i piedi nudi. L'anziana viene poi rimessa a letto da un'altra infermiera, ma è pallida e fa fatica a respirare: nonostante questo l'operatrice in questione, durante il resto della notte, si sarebbe rifiutata di andare a controllare le condizioni della paziente. Per questo episodio sarebbe stata pure sottoposta a un procedimento disciplinare conclusosi con una sospensione dal lavoro per alcuni giorni.
Non finisce qui. L'operatrice ai domiciliari si sarebbe lasciata anche andare a commenti volgari e cattivi: "Vecchia schifosa, devi morire", "speriamo che quando rientro dalla maternità tu sia schiattata", "strxxx, fancxxxx, pezzo di mexxx". Ad alcuni pazienti, poi, avrebbe storto le dita "senza nessun giustificato motivo, forse per sadismo, nervosismo e inusuale furia". L'inchiesta, affidata alla pm Beatrice Ronchi, è partita da un esposto di dicembre ai Nas di un'ex collega. Scattano subito i controlli dei militari che ascoltano i familiari dei pazienti e gli altri operatori della struttura.
Operatori che confessano di aver a volte segnalato in ritardo i comportamenti violenti della donna per paura di ritorsioni da parte sua e del marito, che più volte si sarebbe scagliato contro i colleghi per difendere la moglie. Il gip Francesca Zavaglia ha accolto la richiesta dei domiciliari per l'operatrice. (agenzia  Dire)