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martedì 19 maggio 2020

Festeggia con il compagno la fine del 'lockdown', ma la cosa finisce molto male


Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna


Un quarantanovenne italiano è stato arrestato per sequestro di persona, atti persecutori, violenza sessuale e lesioni personali aggravate. E’ successo ieri sera, quando la Centrale Operativa del Comando Provinciale di Bologna ha ricevuto la richiesta di aiuto di una donna che riferiva di essere stata rinchiusa nell’appartamento del compagno. Alla vista dei militari che stavano arrivando, la donna si è affacciata alla finestra dell’abitazione e ha richiamato l’attenzione dei Carabinieri urlando: “Aiuto non mi vuole fare uscire!”. Anche il compagno si è affacciato alla finestra e quando si è accorto che i militari stavano entrando nell’androne, ha aperto la porta, consentendo alla donna di uscire dall’appartamento per andare verso i Carabinieri. Raggiunto dai militari, il soggetto è stato portato in caserma. La vittima, piangendo e in stato di choc, ha raccontato di essersi recata nell’appartamento del compagno, con cui aveva una relazione sentimentale iniziata a gennaio, per festeggiare la fine del “lockdown ” e l’inizio della “Fase 2”, cucinandogli il pollo allo spiedo. Dopo cena, il quarantanovenne ha preteso di avere un rapporto sessuale, ma la donna si è rifiutata e lui è andato su tutte le furie, chiudendo a chiave la porta d’ingresso dell’appartamento, minacciandola di morte e bloccandola sul letto e percuotendola. A quel punto, la vittima, dopo essersi liberata e approfittando di un attimo di distrazione dell’uomo, ha preso lo smartphone e ha telefonato al 112. Nel corso della verbalizzazione, la donna ha riferito di aver subito altri episodi di percosse negli ultimi mesi, mai denunciati. Su disposizione della Procura della Repubblica di Bologna, l’uomo è stato sottoposto agli arresti domiciliari mentre la vittima è stata soccorsa dai sanitari del 118, medicata e dimessa con una prognosi di sette giorni.

martedì 30 agosto 2016

Litiga col gestore di una palestra, va a casa, si arma di un coltello da cucina e torna indietro per pugnalarlo.


Ormai si ricorre 'alle armi' con una facilità incomprensibile. Lo testimonia ciò che è accaduto a Crevalcore dove i Carabinieri hanno denunciato un 23enne marocchino, residente a Sant’Agata Bolognese, per tentata violenza privata, minaccia aggravata e porto ingiustificato di armi o strumenti atti ad offendere.
Venerdì sera, il 112 è stato informato che un giovane, armato di un coltello e in stato confusionale, stava camminando per le strade di Crevalcore. La pattuglia dei Carabinieri, ha fermato il ragazzo in via 25 Aprile e lo ha identificato nel 25enne marocchino. Perquisito è stato trovato in possesso di un grosso coltello da cucina, nascosto all’interno di uno zaino che portava a tracolla. I Carabinieri hanno scoperto poi che, qualche ora prima, il ragazzo aveva litigato col gestore di una palestra del luogo, 33enne italiano. Dopodiché era tornato a casa, si era armato del coltello ed era nuovamente uscito, nonostante il parere contrario di un suo cugino che nel tentativo di fargli cambiare idea e di impedirgli di uscire era rimasto lievemente ferito al dito di una mano. “Vado a farla pagare a quel figlio di puttana!”, è quanto il 23enne avrebbe detto al parente prima di congedarsi e rimettersi in strada alla volta della palestra dove ha rincontrato il gestore , ma non avuto il tempo di accoltellare perché è stato bloccato dallo stesso cugino e da un altro parente.   
L’arma è stata posta sotto sequestro.