Visualizzazione post con etichetta STRAGE DI BOLOGNA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta STRAGE DI BOLOGNA. Mostra tutti i post

venerdì 24 gennaio 2025

Strage di Bologna: un dibattito alla Casa della Conoscenza di Casalecchio di Reno

 L'incontro è alle 21.00


Il Comune informa: 


Un incontro dedicato alla strage del 2 agosto 1980 si terrà questa sera, venerdì 24 gennaio, alla Casa della Conoscenza di Casalecchio di Reno, in via Porrettana 360. Il tema centrale sarà il "Processo Bellini: dal primo grado alle motivazioni dell’appello", con un focus sui recenti sviluppi giudiziari legati alla tragedia.

L’evento, intitolato "Sappiamo la verità e abbiamo le prove", riprende le parole del manifesto commemorativo dell’agosto 2024. L’incontro è promosso dalla Camera del Lavoro di Casalecchio di Reno, con il patrocinio dell’Amministrazione comunale e in collaborazione con l’Associazione dei Familiari delle Vittime della Strage, Auser Emilia-Romagna e ANPI.

Ad aprire la serata sarà Christiana Lamarca, responsabile della Camera del Lavoro locale. Seguiranno gli interventi di Andrea Gurioli, assessore a Cultura e Memoria, Paolo Lambertini, vicepresidente dell’Associazione dei Familiari delle Vittime della Strage, Andrea Speranzoni, avvocato di parte civile, e Cinzia Venturoli, storica dell’Università di Bologna.

Negli ultimi mesi, due sentenze di secondo grado hanno condannato i neofascisti Paolo Bellini e Gilberto Cavallini per la loro partecipazione alla strage. Quest’ultimo è stato recentemente condannato all’ergastolo anche dalla Cassazione, consolidando il quadro giudiziario attorno a uno degli episodi più drammatici della storia italiana recente.

 

lunedì 27 febbraio 2017

Strage di Bologna, la gru che fu impegnata nei soccorsi rischia di essere demolita.

Un lettore ha segnalato:

Strage di Bologna, la gru che fu impegnata nei soccorsi rischia di essere demolita


La "Cristanini” è un vero e proprio pezzo di storia, “un cimelio che si pensava dovesse diventare un monumento cittadino, o essere custodita in un museo”. E invece la mitica autogru bianca e rossa rischia in queste ore di essere demolita. A meno che la sezione del capoluogo emiliano dell’Associazione nazionale dei Vigili del Fuoco non riesca ad acquistarla in extremis.



Per molti Vigili del Fuoco, emiliani e non solo, la “Cristanini” è un vero e proprio pezzo di storia. “Un cimelio”, dicono, “che si pensava dovesse diventare un monumento cittadino, o essere custodita in un museo”. E invece la mitica autogru bianca e rossa, che la mattina del 2 agosto 1980 fu impegnata nelle prime operazioni d’emergenza sul piazzale della stazione di Bologna, subito dopo l’esplosione che uccise 85 persone e ne ferì 200, rischia in queste ore di essere demolita. A meno che la sezione del capoluogo emiliano dell’Associazione nazionale dei Vigili del Fuoco non riesca ad acquistarla in extremis.
Per il momento la Cristanini resta lì, parcheggiata in uno spiazzo erboso davanti a un rottamaio di Cento, in provincia di Ferrara, in attesa che si decida della sua sorte. Ma che ci fa, su quel piazzale in mezzo a decine di altre vetture pronte ad essere rottamate, a 30 chilometri dal luogo in cui finora è stata custodita? “I dettagli dell’operazione non sono ancora chiari. Stiamo cercando di capire come sia stato possibile”, spiegano alcuni pompieri bolognesi, che si dicono “indignati” per quella che ritengono “un’offesa alla memoria del Corpo e dell’intera città”.

L’autogru, immortalata nelle più celebri fotografie della tragica mattinata del 2 agosto di 37 anni fa, è rimasta in servizio fino al 2004, quando è stata collocata fuori uso. Da allora, è sempre stata conservata nella rimessa della centrale dei Vigili del Fuoco di Bologna. Fino a qualche giorno fa, quando viene fatta uscire “in modo parecchio discreto, forse troppo discreto”, dal deposito, per essere ceduta a titolo gratuito alla sezione ferrarese dell’Associazione nazionale dei Vigili del Fuoco, formata dai pompieri in congedo di quella provincia. Perché proprio alla sezione Ferrara, e non – come sembrerebbe più logico – a quella di Bologna? Difficile stabilirlo. Non se lo spiegano i Vigili del Fuoco che per primi vengono informati della cessione, non lo motivano neppure al Comando bolognese. “Già altre volte si sono verificate operazioni di questo genere tra le due province”, è la versione che circola. “Ma mai le cose sono avvenute in sordina come stavolta, e soprattutto mai hanno riguardato mezzi di questo valore storico”, è la replica piccata dei pompieri del capoluogo emiliano.
In ogni caso, i membri dell’Associazione di Ferrara decidono immediatamente di liberarsi della Cristanini: la vendono ad un’autodemolizione con sede appena fuori da Cento. Il proprietario, contattato dal fattoquotidiano.it, conferma di aver ricomprato il mezzo “nei giorni scorsi”, ma preferisce non fornire ulteriori dettagli sulla data e il prezzo dell’acquisto. Ma quel prezzo sarà necessario conoscerlo, nei prossimi giorni: sarà necessario soprattutto per alcuni esponenti della sezione bolognese della stessa Associazione nazionale dei Vigili del Fuoco. Ex pompieri ora in pensione, che dichiarano di aver intenzione di recuperare “la mitica autogru” e di salvarla dalla demolizione. “Stiamo cercando di capire di che cifra si tratta”, dicono, “ma siamo pronti”. C’è chi parla di “poche migliaia di euro, forse 3”, e aggiunge: “Già questo la dice lunga sul mancato riconoscimento del prestigio di quel mezzo”.

Salvare la Cristanini, dunque. E poi? “E poi – dicono dall’Associazione bolognese – restaurarla e collocarla dove merita, in un luogo pubblico. A futura memoria, e a celebrazione di una città che non si arrende”.

mercoledì 11 gennaio 2017

Monzuno, per la strage di Bologna del 2 agosto 1980.

L'assessore alla cultura del Comune di Monzuno, Ermanno Pavesi, cerca attori non professionisti per 'raccontare' le vicende legate al 2 agosto di Bologna nel 1980 .



sabato 10 ottobre 2015

STRAGE DI BOLOGNA. PINI (Lega Nord). “ IL GOVERNO CONFERMA NUOVI ELEMENTI, RIAPRIRE INDAGINI.


Riceviamo e pubblichiamo:



Chiediamo al governo di fare chiarezza su un caso, quello della strage di Bologna, costellato da depistaggi, false informazioni e atteggiamenti ipocriti degli attori coinvolti nella fase d’indagine e sul quale non è mai stata fatta chiarezza fino in fondo. Vogliamo scoprire cosa effettivamente è successo e chi ha fatto esplodere quella bomba, anche se per errore, che ha lacerato per troppo tempo questo paese”.
Lo ha detto in Aula il deputato della Lega Nord Gianluca Pini, presentando un’interpellanza urgente con cui chiedeva al governo di adoperarsi per una riapertura delle indagini dato che "è stato appurato, e lo ha ammesso oggi in aula il governo, che chi ha estromesso dalle indagini Salvatore Muggironi (e con lui la pista delle Brigate Rosse e del terrorismo palestinese) il cui passaporto è stato ritrovato tra le macerie della stazione ferroviaria di Bologna, è lo stesso soggetto che ha utilizzato come fonte attendibile una persona che poi è stata condannata in maniera definitiva per depistaggio”. 
Alla luce di questi nuovi elementi, che comunque erano sotto gli occhi di tutti - o perlomeno sotto gli occhi di chi li voleva vedere - se il governo non si rivolgerà alla Procura della Repubblica per chiedere di riaprire le indagini lo faremo noi. Temo però che la prima ipotesi non avverrà, perché questo governo non ha interesse a smontare storiche falsità comode e le numerose contraddizioni nelle risposte date oggi ne sono la prova”.