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martedì 30 maggio 2017

A Casalecchio di Reno, proiezione di un video-operetta filosofica, accompagnata da musica dal vivo, nella serata con gli studenti del Liceo "L. da Vinci".


Domani, mercoledì 31 maggio alle 21, nella Casa della Conoscenza di Casalecchio di Reno, è in programma la proiezione della video-operetta filosofica del Liceo L. Da Vinci: un ragazzo di oggi, con un rapporto ossessivo con la tecnologia e un fragile senso della realtà, e il suo alter ego seicentesco René, tra dubbi esistenziali e rassicurazioni, in una tragi-commedia giocosa che attualizza i concetti della filosofia di Cartesio e i problemi posti dalla contemporaneità alla costruzione del sé.

La video-operetta filosofica Renato nel cyberspazio è stata ideata, girata e montata entro il progetto di alternanza scuola/lavoro condotto dal docente Alberto Gualandi che ha portato alla realizzazione del ciclo su Herbert Marcuse "One-Dimensional Man. How are You?", ed è stata proiettata in anteprima il 28 aprile scorso a Bologna entro il dibattito finale del ciclo. A turbare Renato, attraverso il suo alter ego René, sono un "Genio Maligno" e un "Onnipotente biancovestito": "mentre il primo lo spinge a diffidare di ogni cosa tormentandolo con dubbi esistenziali che si rinnovano incessantemente, il secondo lo rassicura, fornendogli la possibilità di parlare con un interlocutore infinitamente buono, affidabile e rassicurante che il ragazzo ha sempre desiderato. Quale dei due interlocutori avrà la meglio? E a quali altre risorse Renato dovrà ricorrere per trovare un solido punto di riferimento nel tortuoso cammino che dall'infanzia conduce all'età adulta? [...] Come Descartes insegna, distinguere il sogno dalla veglia, la realtà dall'illusione e la verità dalla menzogna è un compito che ogni essere umano deve apprendere a fatica, dalla più tenera età fino all'età matura. Tale compito è definitivamente compromesso da tecnologie comunicative infinitamente potenti in cui la nostra anima si perde come in un labirinto di specchi? Oppure esistono ancora mezzi e vie tramite cui tentare di ricostruire una più veritiera con se stessi, gli altri, e con lo stesso mondo tecnologico?"


Ingresso libero

domenica 2 ottobre 2016

Il collettivo LIBERA del Liceo Leonardo Da Vinci ha partecipato alle celebrazioni che ricordano Antonino Polifroni, ucciso 20 anni fa dalla 'ndrangheta.


Gli studenti del Collettivo LIBERA 'Antonino Polifroni' del Liceo Leonardo da Vinci di Casalecchio di Reno, accompagnati dal docente del Liceo Giacomo Ciacci e dall'Assessore a Saperi e Nuove Generazioni del Comune di Casalecchio di Reno Fabio Abagnato, hanno partecipato alle iniziative di 'Il coraggio delle libertà, il dovere della memoria', che si sono tenute tra venerdì 30 settembre e sabato 1 ottobre in Calabria, per commemorare il 20° anniversario dell'assassinio di Polifroni, ucciso per il suo rifiuto di piegarsi alle richieste della 'ndrangheta.

"'La mafia teme la scuola più della giustizia: l'istruzione toglie l'erba sotto i piedi della cultura mafiosa
'. Queste parole di Antonino Caponnetto" dichiara il Prof. Giacomo Ciacci "spiegano perfettamente il motivo per cui da vari anni il nostro Liceo si è impegnato in progetti che si propongono di offrire agli studenti un'occasione di crescita civile e di sensibilizzazione sui temi dell’educazione alla legalità e della lotta antimafia. La risposta dei ragazzi è stata nel tempo sempre più positiva sul piano della partecipazione e dell'entusiasmo e ci ha fatto capire che, come insegnanti e educatori, non possiamo sottrarci a questo compito. Siamo quindi felicissimi di partecipare a questa iniziativa e riconoscenti sia al Comune di Casalecchio di Reno sia alla famiglia Polifroni per aver reso possibile questa importante esperienza".

"
Siamo impegnati da anni" dichiara l'Assessore Fabio Abagnato "a offrire opportunità di crescita agli studenti delle nostre scuole, e questo viaggio rappresenta per tutti una sfida educativa e civile. Siamo onorati di poter condividere con la famiglia Polifroni e le realtà calabresi di LIBERA e Avviso Pubblico una occasione per sanare una ferita nella memoria civile di un territorio bello e difficile".