Sasso
Marconi ha celebrato il 'Giorno del Ricordo' dedicato ai tristi
eventi legati alle 'Foibe' e all'esito italiano da Istria e dalla
Dalmazia. Una pagine della storia nazionale che 'opportunità
politiche' imposero di 'dimenticare' e che invece ora si vuole
riacquistare anche per completare la 'storia nazionale'. Le più
coinvolte nella giornata le scolaresche di tutto il Comune.
|
di
Eugenio Salamone
Le
foibe sono cavità naturali di profondità variabile tipiche della
regione istriana e del Carso, dove durante e subito dopo la
seconda guerra mondiale furono gettati dai partigiani
comunisti iugoslavi i corpi delle loro vittime, in
maggioranza di etnia italiana.
Si
è trattato di una vera e propria pulizia etnica volta a
cancellare la presenza italiana nel territorio e l'esodo che ne è
seguito (350'000 persone di ogni classe e ceto
sociale) è una testimonianza più che sufficiente del clima
di terrore che si doveva vivere.
Va
detto che l'asprezza nei confronti degli italiani ha origine già
nella seconda metà dell'ottocento con l'avvento del nazionalismo
croato, come testimonia Antonio Bajamonti in un celebre
discorso della Società Politica Dalmata a Spalato nel 1886:
"Nessuna gioia, solo dolore e pianto, dà l'appartenere al
partito italiano in Dalmazia. A noi, italiani della Dalmazia, non
rimane che un solo diritto, quello di soffrire."
Le
foibe furono un massacro dove morirono, senza
distinzioni, repubblichini di Salò, partigiani, autorità
politiche, religiosi e civili che avevano la sola colpa di essere
italiani; e tutto questo perchè l'unico obbiettivo dei partigiani
comunisti iugoslavi era di cancellare la presenza italiana, sia
che appartenesse alla Repubblica Sociale di Salò, sia che fosse
del CLN, in modo da poter rivendicare ed
annettere l'Istria e parte della Venezia Giulia e
della Dalmazia al regime comunista iugoslavo.
« 1. La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale "Giorno del Ricordo" al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. 2. Nella giornata [...] sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di Istituzioni ed Enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende.
Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio
culturale, storico, letterario e artistico degli italiani
dell'Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare
ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni
trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale
del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a
preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate
residenti nel territorio nazionale e all'estero. »
|
|
(legge
n.92 del 30 marzo 2004)
Questo è il testo della legge istituita nel 2004, ma anche dopo la sua promulgazione, non si può certo dire che le istituzioni e la politica abbiano avuto la capacità di dare il giusto spazio a questa commemorazione. Ideologia, risentimento, strumentalizzazioni (dall'una e dall'altra parte), non hanno fatto altro che oscurare e danneggiare ulteriormente il ricordo di quei fatti.
Ora
però, dopo anni e anni di tentativi per far comprendere il
significato e il valore di questa tragedia a tutti, ci accorgiamo
che le cose stanno finalmente cambiando, l'Amministrazione
Comunale non presta più il fianco a certi squallidi tentativi per
insabbiare il tema e anzi, se ne fa promotrice in maniera diretta,
coinvolgendo le scuole e tramite noi gli amici dell'ANVGD
(Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) nelle figure di
Paolo Jelich e Marino Segnan. Persino la presenza dell'Anpi, che
inizialmente ci fece pensare ad una strana "mescolata di
carte in ultima mano", con in più un titolo per il convegno
assai ambiguo, si è alla fine e finalmente dimostrata una
presenza equilibrata che non ha fatto politica e non ha confuso la
storia dandone una propria personale interpretazione.
Tre giorni di commemorazioni, convegno a teatro e al centro sociale di Borgonuovo, deposizione di una corona di fiori (un grazie a "unici '89" per il mazzo di fiori appesi al palo). Questo, è il miglior regalo che si possa fare alla memoria del nostro amico e compaesano Alessio Ferretti e di tutti coloro che furono coinvolti in questa immane tragedia. |



