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lunedì 15 gennaio 2024

Gli uomini che piantavano alberi

Una mostra fotografica che racconta gli ultimi duecento anni di storia del territorio, dei boschi e delle popolazioni dell’Appennino bolognese in parallelo a quella del Corpo Forestale dello Stato oggi confluito nell’Arma dei Carabinieri. 


Il Gruppo Carabinieri Forestale di Bologna informa:


Alle 18 di domani, martedì 16 gennaio, all’interno della Piazza Coperta di Sala Borsa, in Piazza del Nettuno 3, a Bologna, verrà presentata la mostra fotografica “Gli uomini che piantavano alberi” nel nuovo allestimento realizzato per gli spazi della Biblioteca di Sala Borsa dove la mostra potrà essere visitata fino al 27 gennaio. 


Ai saluti degli organizzatori e delle Autorità seguiranno le interessanti relazioni del Prof. Pierangelo Bellettini, già Direttore della Biblioteca comunale dell’Archiginnasio e relatore della mostra insieme al Col. Aldo Terzi, Comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Bologna e di Ferrara e del Prof. Federico Magnani Ordinario della cattedra di Assestamento forestale e Selvicoltura dell’Università di Bologna.

La mostra fotografica, realizzata dal Comando Regione Carabinieri Forestale “Emilia Romagna” e dall’ Accademia Nazionale di Agricoltura prende spunto, nella sua denominazione, dal racconto dello scrittore francese Jean Giono, che, nel libro “L’uomo che piantava gli alberi” narra la storia d’invenzione del pastore Elzéard Bouffier che, con la sola forza del suo impegno, riesce a far nascere una foresta in un’arida vallata ai piedi delle Alpi francesi cambiandone e migliorandone il destino. Il territorio montano italiano e in particolare quello appenninico è stato realmente trasformato dall’azione delle popolazioni montane nel corso della storia della Repubblica così come nel racconto dello scrittore francese. Il paesaggio che possiamo gustare oggi, quando camminiamo o visitiamo il nostro appenninico, ricco di verde e di foreste, è molto diverso da quello che vedevano all’inizio del novecento i nostri avi molto più simile ad un paesaggio lunare, desolato e spoglio. L’obiettivo del progetto espositivo è quello di far conoscere, attraverso le fotografie tratte dagli archivi storici dell’Arma Forestale e da altri archivi cittadini, l’imponente lavoro di sistemazione del territorio e delle foreste realizzato dagli uomini e dalle le donne delle popolazioni dei territori appenninici insieme ai Forestali, prima nel Corpo Forestale e oggi nell’Arma dei Carabinieri; una sorta di “epopea forestale” che ha visto la città di Bologna al centro di un progetto di sistemazione del territorio nazionale che lo ha profondamente modificato grazie al ritorno del bosco e che oggi, nonostante i cambiamenti climatici, continua ad assicurare i suoi benefici.


La gestione di questo immenso patrimonio è argomento di grande attualità come è emerso in maniera palese già lo scorso anno con le conseguenze dell’emergenza climatica che ha colpito la Regione Emilia Romagna.



La mostra è stata resa possibile grazie alla collaborazione del Comune di Bologna e il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna e di Genus Bononiae. 

giovedì 3 febbraio 2022

Sono già secchi gli alberi piantati dal comune a Zola Predosa

Piccinini (M5S): “Incredibile occasione sprecata per aumentare il verde pubblico. regione verifichi correttezza delle procedure” 


Il Gruppo Assembleare regionale del MoVimento 5 Stelle scrive:

La Regione verifichi il rispetto delle procedure portate avanti dal Comune per la messa a dimora degli alberi ottenuti attraverso il progetto ‘Mettiamo radici per il futuro’: è quanto chiede la capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, Silvia Piccinini, all’interno di interrogazione presentata sul caso sollevato dai consiglieri comunali M5S che riguarda la piantumazione di nuovi arbusti a Zola Predosa. “Nei mesi scorsi il Comune ha ritirato dai vivai regionali 450 nuove piante che avrebbero dovuto contribuire al progetto di forestazione urbana annunciata dall’amministrazione locale nel 2019 – spiega Silvia Piccinini – Ad oggi sono state messe a dimora 329 piante, la stragrande maggioranza nella frazione di Rivabella all’interno dell’area golenale destra del fiume Lavino. Purtroppo, però, qualcosa nelle procedure di piantumazione non deve aver funzionato visto che, come evidenziato anche dai nostri consiglieri comunali Luca Nicotri e Carolina De Lucia, il 22% degli alberi messi a dimora in uno dei lotti di quest'area sono già andati persi mentre quelli che sono rimasti sembrano versare in uno stato di grave ammaloramento”. Per questo l’interrogazione presentata dalla consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle chiede alla Regione di avviare tutte le verifiche del caso con il Comune di Zola Predosa per capire i motivi che hanno portato a questa situazione. “L’amministrazione comunale ha sprecato un’occasione enorme per poter aumentare a Zola la quota di verde pubblico e forestazione urbana, mancando l’obiettivo dichiarato dell’iniziativa della Regione che, come MoVimento 5 Stelle, abbiamo condiviso e appoggiato. Ecco perché è necessario che Viale Aldo Moro metta in campo tutte le azioni necessarie per verificare la correttezza delle procedure eseguite e per evitare che vengano commessi gli stessi errori anche sui 121 alberi che rimangono ancora da piantare” conclude Silvia Piccinini. 

giovedì 4 giugno 2020

In Emilia Romagna piantati 4,5 mln di alberi in 5 anni. 500.000 nel 2020

Piano da 14,2 mln euro, 1,6 mln già stanziati per quest'anno
 


L''obiettivo finale è quello di piantare 4,5 milioni di alberi nei prossimi 5 anni - uno per ogni emiliano-romagnolo - così da trasformare il territorio regionale in un vero e proprio 'corridoio verde': i primi 500.000 saranno piantati già quest'anno in giardini privati e delle scuole, in aree pubbliche e private. A lanciare l'operazione 'green' è la stessa Regione. Il prossimo 22 giugno - hanno spiegato in videoconferenza il presidente, Stefano Bonaccini e l'assessora regionale all'Ambiente, Irene Priolo - aprirà il bando riservato ai vivai dell'Emilia-Romagna per la distribuzione gratuita, in autunno, degli alberi a cittadini, enti locali, istituti scolastici, associazioni e imprese.
    L'intervento complessivo, sui cinque anni - fino al 2024 - è di 14,2 milioni di euro, per quest'anno è prevista una tranche da 1,6 milioni. Il progetto, è stato evidenziato permetterà di tagliare 44 .000 tonnellate di Co2 l'anno, come spegnere 26.000 auto, e di vedere aumentare il verde, nelle città, del 20%, 5 metri quadri per abitante. (ANSA).

venerdì 6 marzo 2020

Quaranta nuovi alberi nei parchi di Sasso Marconi in occasione di "M'Illumino di meno"


Il Comune di Sasso Marconi informa:

Il patrimonio verde di Sasso Marconi si arricchisce di 40 nuovi alberi. 
I primi 25 sono stati messi a dimora nei giorni scorsi in alcuni parchi pubblici (parco Sassenage, parco Marconi, parchi di via Europa e via Amedani), nell’area di sgambamento cani del capoluogo e nei giardini del Nido Girasole e della scuola materna di San Lorenzo. Le ultime piantumazioni sono in corso proprio in questi giorni nel parco di via Iara e, a seguire, nel parco della Contessina a Pontecchio.

Gli alberi sono stati in parte donati da un gruppo di cittadini di Borgonuovo cui il Comune, attraverso il proprio Ufficio Ambiente, ha fornito il necessario supporto tecnico nelle operazioni di posa, e in parte sono stati messi a disposizione da aziende e privati che, in seguito all'abbattimento di alberi pericolanti o ammalorati all'interno delle rispettive proprietà, hanno ‘compensato’ la riserva green perduta con gli esemplari abbattuti, fornendo nuove piante da destinare alle aree di verde pubblico (individuate d’intesa con l’Amministrazione comunale). 

Tutti i nuovi alberi sono specie autoctone (tigli, ciliegi, pruni rosa, aceri campestri e peri salicifoglia), scelte in funzione del loro valore estetico e ambientale.

Con la posa di questi nuovi alberi il Comune di Sasso Marconi aderisce all'edizione 2020 di "M'Illumino di meno", la Giornata del risparmio energetico e degli stili di vita sostenibili che ricorre oggi, venerdì 6 marzo: in questa XVI edizione, la campagna di sensibilizzazione della trasmissione Caterpillar da Rai Radio 2, invita i comuni italiani ad aumentare il proprio patrimonio verde con nuovi alberi.


"Voglio ringraziare i cittadini e i tecnici comunali che hanno partecipato con grande entusiasmo a un'operazione destinata a migliorare estetica e fruibilità dei nostri parchi  - osserva Irene Bernabei, Assessora all'Ambiente di Sasso Marconi -. Iniziative come questa rientrano a pieno titolo tra le buone pratiche ambientali promosse dal nostro Comune e sono previste anche dal 'Patto per la cura e la bellezza delle città' che abbiamo sottoscritto lo scorso anno assieme a molti altri comuni italiani, impegnandoci a promuovere azioni orientate alla cura e sviluppo sostenibile del territorio. Ma soprattutto sono un bell'esempio di collaborazione pubblico/privato che intendiamo ulteriormente stimolare attraverso iniziative come "Verde in Comune", il progetto di partecipazione civica che nelle prossime settimane coinvolgerà i cittadini in interventi di cura e sistemazione del verde pubblico".









sabato 24 febbraio 2018

Neve. Ancora caduta di alberi

La neve che sta cadendo non è pesante, ma in collina e in montagna è tanta e ha appesantito ancora una volta gli alberi che, anche se un numero molto minore rispetto le nevicate precedenti, perdono rami e in alcuni casi cadono sradicati. Ciò è successo a Mongardino: in un'area privata una grande albero è caduto su un'auto e l'ha schiacciata. Nella vettura ferma in sosta c'era una persona che fortunatamente è rimasta illesa. Nella notte gli operatori del Comune hanno seguito i mezzi spartineve e in diversi casi le motoseghe sono ritornate all'opera.

venerdì 2 ottobre 2015

Il bel sabato di Monzuno.



 


Domani, sabato 3 ottobre, alle 18, l'innamorato dell'Appennino Emilio Veggetti presenta e inaugura la sua mostra di 'GIGANTI VERDI DELL'APPENNINO' organizzata nella Sala Ivo Teglia dell'Emil Banca di Monzuno. Una bella occasione per verificare la 'ricchezza ambientale' dell'Appennino. 




 


Domenica 4 ottobre, alle 17, nella Sala Civica di Vado (Via Val di Setta 54/A - sopra Coop), presentazione del libro IL SOLE DOPO LA TEMPESTA di Bruno Volta, edito dal Gruppo di Studi Savena Setta Sambro con il patrocinio del Comune di Monzuno.
 La prefazione dell'autore:
  Sulla collina delle sofferenze al lume di petrolio, in una casa colonica chiamata La Torre di monterumici, viveva la mia famiglia.
Questa era costituita, in forma patriarcale, da 20 - 23 persone tutti grandi lavoratori, e anche i bambini si dedicavano con impegno alle mansioni di casa, assegnati a queste con metodi amorevoli e non imposte con violenza.
Noi bambini eravamo ascoltati dai nostri familiari, che ci avevano educato a comportarci con rispetto verso tutti. con il nostro modo di fare ricevevamo in cambio l'amore dei nostri genitori e degli altri componenti della famiglia; mia mamma, infatti, ha partorito sei figli e, ogni volta che le nasceva un bambino andava all'Opera Maternità a Infanzia dove le veniva affidato un trovatello, detto bastardino, e lei lo allattava e lo cresceva insieme a suo figlio fino all'età, che era l'età scolastica,
L'Opera Nazionale Maternità inviava le proprie assistenti a ritirare il fanciullo per portarlo in collegio dove avrebbe ricevuto un'istruzione e poi imparato un mestiere. Ricordo sempre quei
giorni di dolore per mia mamma e per noi ragazzi, piangevamo a lungo per aver perso un fratello o una sorella.
Io li ricordo tutti perchè mia madre si è sempre tenuta in contatto con loro e devo ringraziare il
Signore che nei confronti è stato generoso perchè si sono tutti sistemati bene. In questo libro sono raccolti i miei ricordi dell'epoca della guerra ma, fra i tanti ricordi tristi di sofferenza, dolore e
terrore ho voluto aggiungere alcune piacevoli piccole memorie che riguardano l'età della mia fanciullezza, presentate con gli occhi di bambino; successivamente ho continuato raccontando il mio modesto impegno di solidarietà umana verso il prossimo ricordando a me stesso il
bene che ho ricevuto da tanti benefattori venuti in mio aiuto per togliermi di dosso un poco della mia ignoranza, grazie all'istruzione ricevuta a scuola.
Per questo motivo ho servito per 37 anni come volontario di soccorso ai più deboli e questo impegno oggi mi rende sereno e felice dio aver potuto offrire un piccolo contributo a chi è
stato meno fortunato di me. Mi ritengo un uomo davvero fortunato per essere sopravvissuto alla guerra e alla malattia e, nonostante la mia solitudine, continuo a leggere serenamente aspettando l'ultimo autobus che mi porterà nel mondo delle nostre speranze.

venerdì 3 ottobre 2014

Monzuno. Passeggiata alla scoperta della richezza del bosco.



L’Assessorato alla Cultura del Comune di Monzuno invita alla passeggiata per 'conoscere nel modo più pieno' gli amici alberi, in programma per domenica prossima 5 ottobre.


giovedì 11 settembre 2014

Il temporale della scorsa notte non ha dimenticato l’Abbazia di Monteveglio.




Questa notte, i Carabinieri  sono intervenuti nel centro di Monteveglio dove un violento acquazzone ha provocato notevoli danni, tra cui la caduta di due alberi secolari in via Abbazia, come quello pubblico e d’importanza storica, situato al centro della carreggiata e uno privato ubicato nel giardino privato di un’abitazione (entrambi in fotografia) i cui due residenti sono rimasti fortunatamente illesi. I militari, unitamente ai Vigili del Fuoco e altri enti intervenuti, sono ancora al lavoro per ripristinare la situazione. 



mercoledì 26 marzo 2014

Legambiente è in ‘ STATO DI AGITAZIONE VIGILANTE’ e ha proclamato la sospensione temporanea dello ‘SCIOPERO BIANCO’.





Claudio Corticelli presidente del Circolo SettaSamoggiaReno di LEGAMBIENTE comunica:

Gli eccessivi e impropri tagli di alberi secolari e tutelati autorizzati negli ultimi due anni dal Comune di Casalecchio di Reno per far posto ad alcuni insediamenti edilizi o inspiegabilmente in aree (vedi Sapaba) che rimarranno deserte, che hanno comportato la perdita di alberi enormi, bellissimi e sani, anche in casi dove non si interverrà per l’insediamento di edifici, perchè il mercato del mattone è in crisi, hanno spinto Legambiente a reagire in difesa di un patrimonio comune di verde.

Ora siamo arrivati a questa scelta: 





martedì 24 settembre 2013

Il Parco di Camugnano sotto i riflettori della Giunta Regionale




L'intenzione dell’amministrazione comunale di Camugnano di abbattere 250 alberi nel parco  presso la Chiesa di San Martino,  approda in Regione.
A portare il problema all’attenzione della Giunta, il consigliere del PDL Alberto Vecchi che in una interrogazione chiede una valutazione attenta delle conseguenze ambientali, paesaggistiche e sulla opportunità di togliere ai cittadini camugnanesi una presenza per loro tanto preziosa.

Questa l’interrogazione:

Premesso che nel Comune di Camugnano (Bo) nel centro del Paese, presso la Chiesa parrocchiale di San Martino  è ubicato un parco con piante di abete, cedro ecc, che esiste da 70 anni ed è punto di riferimento per i cittadini del Comune dell’Appennino Bolognese;
Appurato che l’amministrazione comunale avrebbe intenzione di abbattere 250 alberi sani ad alto fusto con tronchi dal diametro di 40-60 cm, e circa 25 sono già stati eliminati;
Considerata la fondamentale  importanza che la nostra cultura annette al patrimonio arboreo sia pubblico che privato e alla sua conservazione;
Considerato inoltre che all’interno del parco esiste un bellissimo sentiero facilmente percorribile  che è continua meta di passeggiate dei cittadini del territorio;
Considerato infine che  in questi anni il  parco pubblico non ha mai provocato danni a cose e persone e per mantenerlo è sufficiente attuare un piano di taglio e ripiantumazione con periodicità nel tempo, senza quindi abbattere indiscriminatamente 250 alberi;
INTERROGA la Giunta per sapere:
 ·         Se è a conoscenza della situazione suesposta e quale giudizio si dia;
·         Le motivazioni che avrebbero portato l’attuale Giunta di Camugnano alla decisione dell’abbattimento indiscriminato di 250 alberi ad alto fusto;
·         Se siano stati valutati, prima di arrivare alla decisione di abbattimento totale degli alberi, altri interventi finalizzati alla loro conservazione (es.: potatura consistente “di svuotamento” in modo da alleggerire il carico dei rami);
·         Se siano stati informati in modo esaustivo e dettagliato, sulle motivazioni di tale azione, i cittadini di Camugnano che frequentano da anni il bellissimo sentiero  all’interno di queste maestose piante;
·         Se esiste agli atti una relazione dettagliata sottoscritta da un agronomo che illustri la necessità di tale abbattimento;
·         Nel caso si volesse abbattere indiscriminatamente queste piante quale sarà la procedura di affidamento dei lavori;
·         Quale sarà il costo dell’operazione;
·         Quale sarà la destinazione dei tronchi tagliati;
·         Se, verrà confermata la decisione di tagliare le piante, saranno previste ripiantumazioni nell’area e con quali modalità e criteri.