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martedì 5 dicembre 2023

Giganti verdi, scrigni di memorie. La Regione chiede un aiuto per classificarli al meglio. Chi può si faccia avanti

Diventa protagonista della valorizzazione storico-culturale e sociale degli alberi monumentali d’Italia presenti in Emilia-Romagna. Puoi farlo fino al 21 marzo 2024

 

Li abbiamo censiti, schedati, fotografati e misurati: sono quei grandi alberi, tutelati a livello nazionale, che godono del titolo di “monumentali d’Italia”. In Emilia-Romagna sono attualmente 126, ma il loro numero è in costante aggiornamento grazie alle nuove proposte di tutela, approvate con cadenza annuale. Gli aspetti naturalistici non sono però sufficienti per conoscere appieno questi silenti testimoni del tempo che hanno attraversato decenni, o addirittura secoli, seguendo l’evoluzione e il cambiamento di un territorio e affiancando le storie e le vicende di una comunità, a volte da protagonisti.
Per indagare gli aspetti storico-culturali e sociali legati all’albero monumentale abbiamo bisogno del vostro aiuto. Vi chiediamo di segnalarci informazioni, ricordi, tradizioni o curiosità, ma soprattutto il possesso di documenti, immagini, pubblicazioni, video, registrazioni sonore, poesie, fiabe, o di
qualsiasi altro materiale che abbia come protagonista o coinvolga in qualche modo gli alberi monumentali d’Italia dell’Emilia-Romagna e che volete mettere a disposizione di tutti.
Per questa ricognizione è sufficiente compilare un semplice form, disponibile nel link indicato sotto, e descrivere brevemente il materiale in vostro possesso.
In allegato trovate anche l’elenco degli alberi monumentali e altre risorse online utili per individuare il vostro albero monumentale d'Italia e indicarlo correttamente nel form.
Sarà nostra cura in seguito contattarvi al recapito che ci indicherete e decidere insieme come valorizzare il vostro contributo.

Per le vostre segnalazioni,  da inviare entro il 21 marzo 2024, vi preghiamo di compilare il seguente form:
Form Giganti verdi, scrigni di memorie   
Per visualizzare i contenuti del Form (può essere utile visionare il fac-simile prima della compilazione, che deve essere fatta esclusivamente online):
Fac-simile modulo form (281.61 KB)

 

Per informazioni:
Fabio Falleni
fabio.falleni@regione.emilia-romagna.it
Rosella Ghedini
rosella.ghedini@regione.emilia-romagna.it
Carlo Tovoli
carlo.tovoli@regione.emilia-romagna.it

venerdì 2 ottobre 2015

Il bel sabato di Monzuno.



 


Domani, sabato 3 ottobre, alle 18, l'innamorato dell'Appennino Emilio Veggetti presenta e inaugura la sua mostra di 'GIGANTI VERDI DELL'APPENNINO' organizzata nella Sala Ivo Teglia dell'Emil Banca di Monzuno. Una bella occasione per verificare la 'ricchezza ambientale' dell'Appennino. 




 


Domenica 4 ottobre, alle 17, nella Sala Civica di Vado (Via Val di Setta 54/A - sopra Coop), presentazione del libro IL SOLE DOPO LA TEMPESTA di Bruno Volta, edito dal Gruppo di Studi Savena Setta Sambro con il patrocinio del Comune di Monzuno.
 La prefazione dell'autore:
  Sulla collina delle sofferenze al lume di petrolio, in una casa colonica chiamata La Torre di monterumici, viveva la mia famiglia.
Questa era costituita, in forma patriarcale, da 20 - 23 persone tutti grandi lavoratori, e anche i bambini si dedicavano con impegno alle mansioni di casa, assegnati a queste con metodi amorevoli e non imposte con violenza.
Noi bambini eravamo ascoltati dai nostri familiari, che ci avevano educato a comportarci con rispetto verso tutti. con il nostro modo di fare ricevevamo in cambio l'amore dei nostri genitori e degli altri componenti della famiglia; mia mamma, infatti, ha partorito sei figli e, ogni volta che le nasceva un bambino andava all'Opera Maternità a Infanzia dove le veniva affidato un trovatello, detto bastardino, e lei lo allattava e lo cresceva insieme a suo figlio fino all'età, che era l'età scolastica,
L'Opera Nazionale Maternità inviava le proprie assistenti a ritirare il fanciullo per portarlo in collegio dove avrebbe ricevuto un'istruzione e poi imparato un mestiere. Ricordo sempre quei
giorni di dolore per mia mamma e per noi ragazzi, piangevamo a lungo per aver perso un fratello o una sorella.
Io li ricordo tutti perchè mia madre si è sempre tenuta in contatto con loro e devo ringraziare il
Signore che nei confronti è stato generoso perchè si sono tutti sistemati bene. In questo libro sono raccolti i miei ricordi dell'epoca della guerra ma, fra i tanti ricordi tristi di sofferenza, dolore e
terrore ho voluto aggiungere alcune piacevoli piccole memorie che riguardano l'età della mia fanciullezza, presentate con gli occhi di bambino; successivamente ho continuato raccontando il mio modesto impegno di solidarietà umana verso il prossimo ricordando a me stesso il
bene che ho ricevuto da tanti benefattori venuti in mio aiuto per togliermi di dosso un poco della mia ignoranza, grazie all'istruzione ricevuta a scuola.
Per questo motivo ho servito per 37 anni come volontario di soccorso ai più deboli e questo impegno oggi mi rende sereno e felice dio aver potuto offrire un piccolo contributo a chi è
stato meno fortunato di me. Mi ritengo un uomo davvero fortunato per essere sopravvissuto alla guerra e alla malattia e, nonostante la mia solitudine, continuo a leggere serenamente aspettando l'ultimo autobus che mi porterà nel mondo delle nostre speranze.