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domenica 23 febbraio 2025

Fortunale luglio 2023: ritardi nei risarcimenti e il silenzio delle istituzioni

I consiglieri Mastacchi e Ugolini interrogano la Regione: "Quali tempi per i risarcimenti?"



A quasi due anni dal devastante fortunale che ha colpito l'Emilia-Romagna nel luglio 2023, cittadini e imprese continuano a fare i conti con la mancata erogazione dei fondi promessi per la ricostruzione. Le piogge torrenziali, le grandinate e le raffiche di vento superiori ai 100 km/h hanno causato ingenti danni in diverse province, tra cui Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì- Cesena. Tuttavia, i risarcimenti tardano ad arrivare, aggravando il disagio economico e psicologico delle persone colpite.

Nel question time i consiglieri regionali di Rete Civica, Marco Mastacchi ed Elena Ugolini (nella foto) , hanno chiesto chiarimenti sui tempi di liquidazione e sulle misure adottate per accelerare il processo. Nonostante la presentazione delle domande di risarcimento a gennaio 2024, la trasmissione degli elenchi riepilogativi al Dipartimento della Protezione Civile è avvenuta solo il 14 aprile 2024. Questo ritardo, come dichiarato dall'assessora Priolo lo scorso giugno, ha contribuito a rallentare ulteriormente l'iter burocratico, mentre i Comuni faticano ad avviare la ricostruzione.

Dopo la visita iniziale del presidente della Regione Stefano Bonaccini nelle zone colpite, le istituzioni sono rimaste in silenzio, generando preoccupazione tra i cittadini, alcuni dei quali si sono visti rifiutare prestiti dagli istituti di credito. La mancata chiarezza sui tempi di liquidazione alimenta il malcontento tra le famiglie e le imprese, costrette ad affrontare difficoltà economiche senza un sostegno immediato.

LA RISPOSTA DELLA REGIONE

La sottosegretaria Rontini ha illustrato la procedura adottata per la gestione dei risarcimenti. Con il Decreto Commissariale n. 163 dell'ottobre 2023 sono state definite le prime misure economiche di sostegno: fino a 5.000 euro per i privati e fino a 20.000 euro per le attività produttive. Tuttavia, l'erogazione dei fondi è subordinata alla rendicontazione degli interventi, escludendo la possibilità di anticipi.

La proroga per la presentazione delle domande fino al 31 gennaio 2024 ha ulteriormente posticipato il processo. La Regione ha stimato un fabbisogno complessivo di 19,4 milioni di euro, suddivisi tra 16,2 milioni per i privati e 3,1 milioni per le attività economiche. Il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo stanziamento delle risorse il 30 agosto 2024, mentre il termine per la rendicontazione è fissato al 30 giugno 2025, pena la decadenza del contributo. Di conseguenza, i rimborsi potranno essere erogati solo entro la fine di agosto 2025.

MASTACCHI: "SERVE MAGGIORE TRASPARENZA"

Il consigliere Mastacchi ha accolto con favore la definizione di una tempistica certa, pur evidenziando le criticità della comunicazione istituzionale. "È fondamentale che la Regione fornisca informazioni chiare ai cittadini, evitando il senso di smarrimento e incertezza che stanno vivendo oggi", ha dichiarato.

La questione dei risarcimenti rimane dunque aperta, con famiglie e imprese che attendono risposte concrete e interventi tempestivi per superare le difficoltà causate dal fortunale di luglio 2023. 

martedì 28 gennaio 2025

Risarcimenti maltempo ottobre 2024

 



 Il Comune informa:


Il Presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale, e il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, hanno firmato l'Ordinanza che stanzia i primi contributi straordinari per affrontare i danni causati dall’alluvione dell'ottobre 2024.
Famiglie, imprese e professionisti colpiti dagli eventi potranno così beneficiare di un sostegno economico per ripartire.
 

L’Ordinanza prevede:

• fino a 5.000 € per le famiglie danneggiate, che salgono a 10.000 € per chi era già stato colpito dall’alluvione del maggio 2023.

• fino a 20.000 € per imprese e professionisti
 

Le risorse per le famiglie saranno destinate al ripristino di abitazioni principali e relative pertinenze, alla pulizia e alla rimozione di fango e detriti, alla sostituzione di beni mobili distrutti, al ripristino di impianti essenziali (acqua, gas, energia elettrica) e di parti comuni di edifici residenziali: la richiesta in questo caso andrà indirizzata direttamente al Comune di Sasso Marconi. 

Per le imprese e i professionisti i fondi copriranno le spese per la riapertura delle sedi, il ripristino dei beni strumentali e le operazioni di delocalizzazione: le richieste di contributo andranno inviate alla Regione Emilia-Romagna.

Le domande di contributo prevedono due fasi: un acconto e un saldo, con scadenza per le richieste di acconto fissata al 30 giugno 2025.
 

Modalità di dettaglio e la modulistica verranno comunicate non appena l'Ordinanza sarà effettivamente pubblicata.

martedì 14 novembre 2023

Alluvione: da domani al via le richieste di contributo per i danni subiti

 Dalle ore 15 di mercoledì 15 novembre sarà online la piattaforma “Sfinge alluvione 2023”



Da domani, mercoledì 15 novembre, alle 15, sarà online la piattaforma “Sfinge alluvione 2023”. Si tratta della stessa piattaforma utilizzata per il sisma del 2012, riconvertita secondo i nuovi parametri. Da domani, quindi, tutte le imprese e le famiglie che hanno subito danni dall’alluvione potranno chiedere il contributo dello Stato. 

“La quantificazione del danno subito – scrive la Regione in una nota – ma soprattutto il nesso di casualità tra il danno e gli eventi calamitosi dovrà essere giustificato tramite perizia asseverata o, a seconda dei casi, tramite perizia giurata, utilizzando l’apposito modello riportato negli allegati delle ordinanze, e dovrà essere redatta da un tecnico abilitato, iscritto a un Ordine o a un Collegio, privo di interessi comuni con il committente”.

“Ciò che sarà riconosciuto – continua il testo – è indicato dettagliatamente nelle singole ordinanze commissariali: sul sito della struttura commissariale (https://commissari.gov.it/alluvionecentronord2023/), e a breve saranno anche disponibili domande e risposte (FAQ) illustrative, nelle quali si troveranno anche casi particolari e le risposte ai quesiti e dubbi più frequenti”.

Accesso e presentazione della domanda

Per accedere a “Sfinge Alluvione 2023” occorre avere l’accreditamento digitale (Spid, Carta di Identità Elettronica o Carta Nazionale Servizi) e possedere un indirizzo di posta certificata (Pec).

La domanda per ottenere i rimborsi deve essere presentata dagli interessati o da un loro delegato munito di procura speciale solo tramite la piattaforma informatica dedicata. Alla domanda dovranno essere allegati obbligatoriamente i documenti: scheda di rilevazione dei danni, redatta da un professionista abilitato, secondo lo schema riportato negli allegati; perizia tecnica asseverata o giurata rilasciata da un professionista abilitato; progetto degli interventi proposti, con l’indicazione degli interventi di ricostruzione, di ripristino e di riparazione necessari, corredati da computo metrico estimativo, da cui risulti l’entità del contributo richiesto.

Il link d’accesso alla piattaforma, così come le informazioni via via che saranno aggiornate, si troverà anche sul portale della Regione Emilia-Romagna (https://www.regione.emilia-romagna.it/) e nella sezione ‘Misure di sostegno’ del sito dedicato all’alluvione (https://www.regione.emilia-romagna.it/alluvione/aiuti).

(ANSA)

giovedì 26 febbraio 2015

A Vado di Monzuno si organizza l'azione per il rimborso 'danni black out'.




La dottoressa Gabriella Cavaliere di Ascii Tutela Consumatori informa:

Domani, 27 febbraio alle  20.30 presso il Centro Sociale di Vado,  è in programma un incontro per valutare e organizzare una azione per i risarcimenti dei  danni subiti dal recente blackout.



martedì 17 febbraio 2015

Marzabotto riflette sull’ultima infausta nevicata e cerca una strategia per i risarcimenti.



Potrebbe essere una Class Action ( una azione collettiva) a portare i risarcimenti dei ‘danni maltempo’ ai cittadini di Marzabotto. L’ipotesi è stata presentata durante il consiglio comunale straordinario di ieri sera nella cittadina dai referenti sia di Federconsumatori, sia di Unione Nazionale Consumatori.
Il pubblico presente
La proposta di indennizzi da parte di Enel, che è di 30 euro per le prime 12 ore di black out, più 15 per ogni 4 ore successive fino a un massimo di 300 euro di indennizzo a utenza famigliare, è stato ritenuto insufficiente come il massimo di 1000 euro per ogni operatore economico. Lo scontro legale è stato considerato probabile anche perché Enel è presumibile sostenga che il danno è dovuto a un ‘fatto straordinario’ , mentre dovrà essere dimostrato che il disservizio è da imputare a cause organizzative come quella di mancata o scarsa manutenzione. All’incontro di ieri sera potrebbero quindi seguirne altri.
L’idea è stata esposta a margine del confronto politico richiesto dalle minoranze consiliari  che è iniziato con un resoconto di ciò che è avvenuto nei giorni di emergenza: il tutto ha comportato un onere di spesa di 50.000 euro per il Comune e ha messo in evidenza le difficoltà di comunicazione che hanno reso ancor più problematica la rete dei soccorsi. Questa presentazione si è conclusa con la proposta di valutare l’organizzazione di una rete di comunicazione via radio per sopperire a un eventuale blocco delle comunicazioni telefoniche fisse e mobili, come si è verificato in quei giorni.
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Le minoranze hanno duramente criticato quella che è stata valutata come una disorganizzazione nella gestione dell’emergenza. “C’è stata da parte della popolazione tanta buona volontà nel cercare di rendersi utili, ma è mancata una coordinazione e una organizzazione degli aiuti,” ha detto Morris Battistini, del gruppo Uniti per Cambiare Marzabotto. Maria Giuseppina Cusimano del Movimento 5 Stelle ha lamentato la mancanza di un piano di Protezione Civile riguardo a situazioni di black out e ha suggerito che sia l’Unione dei Comuni a promuovere una  azione nei confronti di Enel. Dalla maggioranza è venuta una difesa dell’amministrazione: è stato a causa delle difficoltà  di comunicazione che non si è potuto agire con la necessaria tempestività.
Il sindaco Romano Franchi ha poi ricordato che nella prima giornata di neve tutte le strade sono state sgombrate ad eccezione delle parti alte di montagna del comune. Situazione risolta comunque nel giorno successivo.
La presidente della Protezione civile di Marzabotto ha detto che è vero che non c’è un piano per affrontare questo tipo di situazione e emergenza neve in quanto questi eventi meteorologici non sono considerati emergenze particolari. “Inizialmente eravamo tutti impreparati anche per mancanza di comunicazione,” ha detto. “Sono stati i cittadini stessi che ci hanno aiutato molto. E’ in via di predisposizione un piano che dovrà anche delineare quali sono in questi casi i doveri e gli obblighi di ogni cittadino e di ogni associazione”.
Dai cittadini presenti le critiche più severe sono state rivolte  ad Enel. C’è stato chi ha auspicato che l’ente preveda investimenti anche per l’interramento delle linee di distribuzione.
Nella sua replica, Battistini ha voluto mettere in evidenza che il rischio che comporta la richiesta di riconoscimento di ‘calamità naturale’ per l’evento all’origine dei disagi. “ A quel punto ENEL, HERA, e gli altri  non risponderebbero dei loro disservizi”, ha detto. “E così anche le assicurazioni private che spesso escludono dalla copertura assicurativa i danni derivanti da calamità naturali. Non vorremmo che si prendessero per due volte in giro i cittadini. Da un lato mazziati da una nevicata che, in inverno, in Appennino è di dimensioni non apocalittiche, tutto può dirsi tolto che sia stata una "calamità".
Dall'altro beffati da un intervento della Regione che rischia di tradursi in un regalone a ENEL, HERA, assicurazioni”, ha concluso.