Al confronto promosso dalla Consulta territoriale hanno partecipato studenti, docenti, genitori, l’assessore all’istruzione Paola Sarti e un avvocato. Al centro le difficoltà organizzative, i rapporti con la dirigenza e le possibili vie d’uscita dalla crisi.
Anche un avvocato ha partecipato all’incontro promosso dalla Consulta
territoriale di Vergato con le diverse componenti coinvolte nella crisi
dell’Istituto Fantini: studenti, genitori e docenti. Una situazione culminata
nello sciopero di tre giorni degli studenti e che continua a sollevare interrogativi
sul funzionamento della scuola e sul clima al suo interno.
All’origine della protesta ci sono le difficoltà organizzative legate
all’attività didattica e i problemi di comunicazione con la dirigenza.
Criticità che, secondo quanto emerso, incidono pesantemente sul lavoro
quotidiano e rischiano di compromettere la serenità necessaria a garantire un
percorso formativo efficace.
L’incontro è stato organizzato per raccogliere le valutazioni delle diverse
componenti, fare il punto sulla situazione e individuare una linea d’azione
condivisa, nella prospettiva di superare le difficoltà.
La componente studentesca appare, al momento, quella più fiduciosa nella
possibilità di una soluzione positiva. «Quattro dei nove punti da noi indicati
nel documento presentato alla dirigenza sono stati accolti, accettati e
risolti. Per gli altri cinque attendiamo una risposta. Siamo in attesa».
Gli studenti non hanno espresso apertamente un giudizio sulle prospettive
del confronto, ma dalle loro parole è sembrata emergere una fiducia nella
possibilità che anche le richieste ancora in sospeso possano trovare una
risposta.
Il loro atteggiamento sembra dettato anche dal legame con l’istituto e
dalla volontà di tutelarne l’immagine, puntando sul dialogo con la dirigenza
per ottenere risposte concrete.
Da parte dei docenti è arrivata una precisazione sulle dimissioni dagli
incarichi aggiuntivi rispetto all’attività didattica in classe. Il dissenso, è
stato chiarito, non riguarda le iniziative di carattere culturale, didattico o
sportivo, ma esclusivamente gli incarichi che comportano rapporti diretti con
la dirigenza.
Una distinzione che mira a chiarire la portata della protesta e a evitare
che la rinuncia agli incarichi venga interpretata come un rifiuto delle
attività che arricchiscono l’offerta formativa della scuola.
Più severa la posizione dei genitori, che hanno sollevato la questione
della possibilità di un avvicendamento alla guida dell’istituto. È stato
ricordato che un eventuale cambio della dirigenza può essere disposto soltanto
dall’Ufficio scolastico competente, al quale, a quanto riferito, sono già pervenute
diverse segnalazioni da parte delle famiglie.
I genitori hanno inoltre sottolineato come la mancanza di riferimenti
chiari e di comunicazioni dirette sull’organizzazione scolastica generi
disorientamento. Una situazione che starebbe inducendo alcune famiglie,
soprattutto quelle con figli iscritti al primo anno, a valutare l’ipotesi di
trasferirli in un altro istituto.
La preoccupazione è legata soprattutto al rischio che le difficoltà in
corso compromettano l’anno scolastico, rendendolo poco proficuo sul piano
dell’apprendimento e, nel timore espresso da alcune famiglie, persino negativo
sotto il profilo educativo.
Nel corso della riunione è intervenuto anche un avvocato, invitato da uno
dei genitori, che ha posto l’attenzione sulla presenza di un carabiniere a un
precedente incontro tra le componenti dell’istituto, svoltosi all’indomani
dello sciopero studentesco.
Il legale ha espresso perplessità sull’opportunità di una presenza delle
forze dell’ordine in un confronto di questo tipo, richiamando il principio
secondo cui il loro intervento dovrebbe essere legato a esigenze di sicurezza e
di tutela dell’incolumità. Ha inoltre invitato i partecipanti a non
sottoscrivere il verbale della riunione.
Gli studenti hanno precisato di non aver firmato il documento perché, dopo
averlo letto, avrebbero riscontrato diverse inesattezze. Hanno aggiunto che,
anche in futuro, non intendono sottoscrivere verbali che non ritengano
corrispondenti a quanto effettivamente avvenuto.
La presenza del carabiniere e le contestazioni relative al verbale rappresentano così un ulteriore elemento di tensione in una vicenda già segnata da rapporti difficili tra le diverse componenti scolastiche.
Soddisfatta dell’incontro, l’assessore Sarti ha espresso fiducia nella possibilità di giungere in tempi brevi a una soluzione della vicenda: «Confidiamo nella sensibilità degli organi competenti, affinché si attivino quanto prima per favorire una risoluzione attraverso un confronto concreto e costruttivo. Continueremo a seguire con attenzione la situazione, nella convinzione che la tutela degli studenti e delle famiglie debba rappresentare una priorità assoluta e condivisa. Siamo altresì fiduciosi che si possa ripristinare al più presto quel clima di serenità che ha consentito all’Istituto Fantini di ottenere, negli anni, numerosi riconoscimenti per la qualità dell’offerta formativa e per il lavoro svolto a favore degli studenti. Un percorso di valore che merita di essere tutelato e valorizzato, nell’interesse dell’intera comunità».
Giorni decisivi per il futuro del
Fantini
Dal confronto emerge un quadro articolato. Gli studenti sembrano mantenere
un atteggiamento fiducioso e puntano sul dialogo per ottenere risposte alle
richieste ancora aperte. I genitori, invece, appaiono molto preoccupati e
temono che il protrarsi della crisi possa ripercuotersi negativamente sulla
formazione dei loro figli.
Sul fondo restano le iniziative legali e le querele attribuite alla
dirigenza, insieme al ricorso a un legale da parte di alcuni genitori. Il
rischio è che il confronto, anziché concentrarsi sulla soluzione dei problemi
organizzativi e didattici, si sposti progressivamente sul terreno delle
contestazioni formali e delle verifiche giuridiche.
Per l’Istituto Fantini si apre dunque una fase particolarmente delicata. Le risposte della dirigenza alle richieste degli studenti, il ripristino di una comunicazione efficace e la ricostruzione di un clima di fiducia saranno passaggi fondamentali per capire se la crisi potrà essere superata e se la scuola riuscirà a ritrovare la serenità necessaria alla propria funzione educativa.

1 commento:
Con la Legge 59/1997 (autonomia scolastica) e il D.lgs. 59/1998 la figura del Preside è stata sostituita dal Dirigente scolastico. Lascio a chi, come me, ha vissuto a lungo nel mondo della scuola, valutare quale sciagura abbia prodotto questo cambiamento...
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