martedì 27 ottobre 2026

Maxi operazione antidroga della Guardia di Finanza: 15 arresti e sequestri per oltre 16 milioni di euro

Indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Bologna: nel mirino un’organizzazione dedita al traffico di cocaina e una rete per il riciclaggio dei proventi illeciti. Sequestrati 23 immobili, terreni, veicoli, denaro contante e beni di lusso.



Maxi operazione della Guardia di Finanza contro il traffico di sostanze stupefacenti e il riciclaggio dei proventi illeciti. I finanzieri del Comando provinciale di Rimini, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (DDA) di Bologna, hanno eseguito 15 ordinanze di custodia cautelare in carcere e un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca di beni per un valore complessivo superiore a 16 milioni di euro.

L’operazione ha coinvolto anche i Comandi provinciali della Guardia di Finanza di Bologna, Foggia, Forlì-Cesena, L’Aquila, Ravenna e Verona, con il supporto del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata (SCICO), del Gruppo investigativo criminalità organizzata (GICO) di Bologna e il coordinamento della Direzione centrale per i servizi antidroga (DCSA).

Nel procedimento risultano indagate complessivamente 35 persone per ipotesi di reato legate, a vario titolo, all’associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Per sei indagati vengono inoltre contestate, nell’ambito di una distinta ipotesi associativa, condotte riconducibili a usura, trasferimento fraudolento di valori, ricettazione, riciclaggio ed esercizio abusivo di attività finanziaria. Le contestazioni non riguardano necessariamente tutti gli indagati per ciascuna delle ipotesi di reato.

Secondo la ricostruzione investigativa, le indagini avrebbero permesso di delineare l’attività di due distinte associazioni: la prima, finalizzata all’acquisto di ingenti quantitativi di cocaina da immettere sul mercato clandestino, con particolare riferimento alle piazze di spaccio di Rimini e delle province limitrofe; la seconda, dedita al reinvestimento, al riciclaggio e al reimpiego dei profitti derivanti dal traffico di droga.

L’attività investigativa si è rivelata particolarmente complessa a causa delle precauzioni adottate dagli indagati, che avrebbero utilizzato documenti d’identità falsi, telefoni criptati e autovetture dotate di doppi fondi per occultare e trasportare la droga.

Nel corso di circa un anno, gli investigatori avrebbero ricostruito l’importazione di quantitativi di cocaina superiori a 54 chilogrammi. Di questi, 13 chilogrammi sono stati sequestrati in Italia tra gennaio e agosto 2025, contestualmente all’arresto in flagranza di tre persone.

Tra gli episodi ricostruiti figurano il ritrovamento di due chilogrammi di cocaina nascosti in un’intercapedine ricavata all’interno di un’automobile, di altri sette chilogrammi nel frigorifero di un’abitazione e di ulteriori quattro chilogrammi occultati nello scafo di una nave cargo attraccata al porto di Ravenna.

Una seconda fase dell’indagine si è concentrata sulla ricostruzione dei patrimoni riconducibili agli indagati e sull’individuazione delle attività attraverso cui sarebbero stati reinvestiti i proventi illeciti del traffico di stupefacenti.

Gli accertamenti economico-patrimoniali hanno consentito di individuare beni per un valore complessivo superiore a 16 milioni di euro, sottoposti a sequestro preventivo in vista dell’eventuale confisca.

Il provvedimento ha riguardato 23 immobili, due terreni, orologi e monete da collezione, 321.000 euro in contanti, nove autovetture e tre motocicli.

L’obiettivo dell’intervento patrimoniale è sottrarre alla disponibilità degli indagati le ricchezze ritenute riconducibili alle attività illecite, impedendone l’ulteriore impiego o trasferimento.

L’operazione conferma l’impegno della Guardia di Finanza nel contrasto al traffico di stupefacenti e nella tutela della legalità economico-finanziaria, attraverso indagini dirette non soltanto a ricostruire le attività criminali, ma anche a individuare e aggredire i patrimoni accumulati illecitamente.

Il sequestro dei beni, anche quando si tratta di immobili, veicoli e altri beni rifugio, assume una particolare rilevanza nella strategia di contrasto alla criminalità organizzata, perché mira a colpire le risorse economiche che alimentano le attività illegali e, in caso di confisca definitiva, può consentirne la restituzione alla collettività.

Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari. Per tutte le persone coinvolte vale pertanto la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva. Le responsabilità individuali dovranno essere accertate nel corso del procedimento giudiziario.

La diffusione delle informazioni è stata autorizzata dalla Procura della Repubblica di Bologna, nel rispetto delle disposizioni del decreto legislativo n. 188/2021 e in considerazione dell’interesse pubblico alla conoscenza dei fatti.

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