domenica 22 febbraio 2026

Referendum 2026, Bologna cerca scrutatori per i seggi AIRE

Serviranno 1.452 scrutatori e 363 presidenti per lo spoglio dei voti degli italiani all’estero. Candidature aperte anche ai non residenti in città.



Il Comune di Bologna avvia la ricerca di scrutatori e componenti di seggio in vista del referendum costituzionale in programma domenica 22 e lunedì 23 marzo 2026. I seggi saranno allestiti all’Istituto Aldini Valeriani di via Sario Bassanelli 9/11, dove si svolgeranno le operazioni di anonimizzazione e scrutinio di una parte dei voti provenienti dall’estero.

La procedura si inserisce nel quadro delle modifiche introdotte dal decreto-legge 4 maggio 2022 n. 41, convertito nella legge 30 giugno 2022 n. 84, che ha aggiornato la legge 27 dicembre 2011 n. 459 sul voto degli italiani residenti all’estero. In particolare, è stato istituito un ufficio decentrato per la circoscrizione Estero presso le Corti d’Appello di Milano, Bologna, Firenze e Napoli, oltre a quello centrale di Roma. Per il referendum di marzo, alla Corte d’Appello di Bologna saranno assegnati i voti di alcuni Stati esteri.

Dopo i 300 seggi AIRE costituiti per la consultazione referendaria del 2025, per il prossimo appuntamento elettorale si stima l’attivazione di 363 seggi. Saranno quindi necessari:

·         363 presidenti di seggio

·         363 segretari

·         1.452 scrutatori (quattro per ciascun seggio)

L’Ufficio elettorale del Comune è già al lavoro con la Corte d’Appello e la Prefettura per garantire il corretto svolgimento delle operazioni. L’impegno organizzativo è rilevante: oltre ai seggi AIRE, Bologna dovrà infatti gestire 445 sezioni ordinarie e 16 seggi speciali.

Il Comune invita quindi alla collaborazione per individuare cittadini e cittadine disponibili a ricoprire i ruoli di scrutatore o presidente di seggio.

Le candidature possono essere segnalate via mail all’indirizzo seggiaire@comune.bologna.it, indicando nominativi e contatti (mail e telefono):

·         per il ruolo di scrutatore, anche se non iscritti all’albo;

·         per il ruolo di presidente di seggio, se iscritti al relativo albo.

Sono inoltre disponibili moduli online per presentare la propria candidatura:

·         i residenti a Bologna possono candidarsi come presidente o scrutatore;

·         i residenti negli altri comuni della Città metropolitana possono candidarsi come scrutatori per i seggi AIRE destinati allo spoglio dei voti esteri.

In attesa della circolare del Ministero della Giustizia con le indicazioni operative definitive, il Comune fornirà ulteriori dettagli organizzativi nei prossimi giorni.

Le professioni richieste dalle imprese tra febbraio e aprile


La Camera di Commercio Bologna informa: 


    Quante e quali le professionalità che le imprese cercano sul territorio bolognese? Una risposta arriva da Excelsior. Grazie allo strumento statistico, elaborato dal sistema delle Camere di commercio e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ogni mese è possibile consultare un'analisi previsionale sugli sbocchi occupazionali. 

    febbraio la domanda di lavoro registra un calo del -25,3% rispetto a gennaio scorso, con 8.550 entrate programmate dalle imprese (-2.900 unità). Rispetto a febbraio 2025 le entrate diminuiscono del 7,1% (-650).

    Nel trimestre febbraio - aprile 26 si prevedono un totale di 27.090 opportunità di lavoro: il 7,3% in meno rispetto alle previsioni del precedente trimestre gennaio - marzo 26 (29.220 posti).

    Nel 25% dei casi le entrate previste saranno stabili (20% contratto a tempo indeterminato e 5% di apprendistato), mentre nel 75% saranno a termine (50% a tempo determinato e 25% altri contratti con durata predefinita).

    Le entrate previste si concentreranno per il 55% nelle imprese con meno di 50 dipendenti. 

    Nel settore primario sono previste 250 assunzioni. L’industria nel suo complesso ricerca 2.230 lavoratori nel mese, di cui 1.460 nella manifattura e 770 nelle costruzioni. Sono invece 6.060 i contratti di lavoro previsti dal settore dei servizi nel mese in corso: a offrire le maggiori opportunità di impiego sono i servizi alle imprese con 2.050 lavoratori ricercati, seguiti dal turismo (1.610). 

    Il 28% sarà destinato alle professioni commerciali e dei servizi, il 28% ad operai specializzati e conduttori di impianti, il 22% a dirigenti, specialisti e tecnici

    Il 18% delle entrate previste sarà destinato a personale laureato, il 27% ai diplomati. 

    Circa 2.800 assunzioni (pari al 33% del totale) riguardano giovani con meno di 30 anni. Tra le figure high skills quelle maggiormente ricercate per questa fascia d’età sono: “Tecnici in campo ingegneristico” (con 100 assunzioni programmate nel mese), “Tecnici dei rapporti con i mercati” (70) e “Tecnici della salute” (70). 

    La quota di assunzioni che le imprese prevedono di ricoprire ricorrendo a lavoratori immigrati si attesta al 28% delle entrate complessive, cioè circa 2.400 ingressi.

    In diminuzione rispetto al mese scorso la difficoltà di reperimento, che interessa ora il 48,9% dei profili ricercati. La motivazione principalmente indicata dalle imprese è la “mancanza di candidati” per il 32% delle entrate, segue la “preparazione inadeguata” (12%).

    In particolare le difficoltà più elevate riguardano:

    • 340 Operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (87,5%)
    • 130 Conduttori macchine movimento terra, sollevamento e maneggio materiali (84,1%)
    • 100 Fabbri ferrai costruttori di utensili (82,7%)

    Le tre figure professionali più richieste concentreranno il 31% delle entrate previste:

    • 1.340 Esercenti ed addetti nelle attività di ristorazione
    • 660 Addetti alla vendita
    • 640 Personale non qualificato nei servizi di pulizia



Ictus ischemico, nuovo farmaco sperimentale: ridotte del 26% le recidive



L' Ausl Bologna informa: 


Una riduzione del 26% delle recidive di ictus ischemico, senza aumento dei sanguinamenti maggiori. Sono i risultati del trial internazionale OCEANIC-STROKE, che ha valutato una nuova classe di farmaci antitrombotici – in particolare l’Asundexian – in aggiunta alla terapia antiaggregante standard per la prevenzione secondaria dell’ictus ischemico non cardioembolico.

Lo studio ha coinvolto oltre 12.300 pazienti nel mondo colpiti da ictus ischemico non cardioembolico o da attacco ischemico transitorio (TIA). In Italia hanno partecipato 22 centri clinici, coordinati dall’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, che ha arruolato quasi 400 pazienti, di cui circa 50 presso l’Ospedale Maggiore di Bologna.

I risultati del trial di fase III, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, sono stati presentati all’International Stroke Congress di New Orleans e pubblicati in contemporanea sul The New England Journal of Medicine. Lo studio è stato sponsorizzato da Bayer e coordinato a livello internazionale dal Population Health Research Institute (PHRI) e dalla McMaster University.

Principal investigator per il centro bolognese e autore principale della pubblicazione è Andrea Zini, direttore della Neurologia e della Rete Stroke Metropolitana dell’IRCCS. «I risultati del trial rappresentano una novità di grande rilievo – commenta Zini –. Segnano l’ingresso di una nuova categoria di farmaci nel panorama terapeutico contro l’ictus ischemico, accanto agli antiaggreganti e agli anticoagulanti tradizionali. L’efficacia osservata è tra le più significative mai dimostrate nella prevenzione delle recidive».

L’ictus è la seconda causa di morte nel mondo e colpisce ogni anno circa 12 milioni di persone. In almeno un caso su cinque si tratta di una recidiva; più in generale, un sopravvissuto su cinque può andare incontro a un secondo episodio entro cinque anni, spesso con esiti più gravi rispetto al primo.

«Per i pazienti con ictus ischemico non cardioembolico – cioè non causato da emboli di origine cardiaca – le opzioni terapeutiche per la prevenzione delle recidive non hanno registrato innovazioni sostanziali negli ultimi anni», sottolinea Zini.

A livello locale, la Neurologia dell’Istituto bolognese ricovera ogni anno oltre 1.000 pazienti, circa 600 dei quali per ictus (500 ischemici e 100 emorragici), confermandosi un centro di riferimento per l’area metropolitana.

Asundexian appartiene alla nuova classe degli inibitori del Fattore XIa, sviluppata per ridurre la formazione di trombi responsabili di stenosi o occlusione dei vasi sanguigni, limitando al contempo il rischio di sanguinamenti maggiori – uno dei principali problemi delle terapie anticoagulanti tradizionali.

Nel trial, il farmaco è stato somministrato alla dose di 50 mg una volta al giorno, iniziando entro 72 ore dall’esordio dei sintomi. «L’efficacia dimostrata – con una riduzione del 26% degli ictus ischemici – si accompagna a un ottimo profilo di sicurezza», evidenzia Zini.

Va tuttavia precisato che Asundexian è ancora un farmaco sperimentale e dovrà essere sottoposto all’iter autorizzativo dell’Agenzia Italiana del Farmaco prima di un’eventuale commercializzazione.

Lo studio condotto presso l’Unità operativa di Neurologia e Rete Stroke Metropolitana dell’Istituto bolognese ha visto il coinvolgimento di numerosi ricercatori e sperimentatori, oltre al supporto del Laboratorio Unico Metropolitano e della Neuroradiologia dell’Ospedale Maggiore.

Un risultato che rafforza il ruolo della sanità bolognese nella ricerca clinica internazionale e apre nuove prospettive nella prevenzione secondaria dell’ictus, con l’obiettivo di ridurre in modo significativo il rischio di recidive e migliorare la qualità di vita dei pazienti.

sabato 21 febbraio 2026

Marzabotto, memoria e responsabilità: una visita che rafforza la comunità



di Morris Battistini


La visita a Marzabotto di Sua Eminenza Matteo Maria Zuppi ha rappresentato un momento di grande rilevanza non solo per la nostra comunità, ma per l’intero territorio emiliano-romagnolo.

L’incontro in sala consiliare, alla presenza della maggioranza e della minoranza, e l’inaugurazione dell’Emporio Solidale hanno trasmesso un messaggio chiaro: le istituzioni, civili e religiose, quando dialogano nel rispetto dei ruoli, rafforzano il tessuto sociale e rendono più solida una comunità.

Ho particolarmente apprezzato la presenza dei parroci del territorio e dei comuni limitrofi — don Gianluca, don Oreste, don Paolo — segno di una Chiesa che non resta distante, ma vive pienamente la realtà delle persone. In quell’aula ho avvertito anche l’assenza del caro don Aldemo, figura che ha segnato profondamente la nostra comunità e che sarebbe stato orgoglioso di questo momento.

Le parole pronunciate dal Cardinale — «Marzabotto è di tutti e per tutti» — non sono uno slogan, ma un preciso richiamo alla responsabilità.

Marzabotto, luogo simbolo della memoria nazionale, porta il peso e l’onore di una storia che ha segnato l’Italia intera. Proprio per questo ha il dovere morale di essere oggi laboratorio di convivenza, rispetto e unità.

Da uomo delle istituzioni e da agostiniano, sento forte l’insegnamento di Agostino d'Ippona: anche dal male può nascere il bene. La nostra comunità, segnata ottant’anni fa dall’orrore, deve continuare a trasformare quella ferita in testimonianza viva di pace.

Credo che i valori della tradizione cristiana — responsabilità, famiglia, solidarietà concreta, senso di comunità — non appartengano a una parte politica, ma rappresentino le fondamenta culturali del nostro Paese. È su questi principi che dobbiamo costruire il futuro, superando letture ideologiche che per troppo tempo hanno diviso ciò che dovrebbe unire.

È su queste radici comuni, che appartengono a tutti gli italiani e non a una sola parte, che dobbiamo costruire il futuro: difendere la nostra storia, valorizzare le nostre tradizioni e trasmettere alle nuove generazioni il senso di responsabilità, di appartenenza e di orgoglio per la nostra terra.

Oggi più che mai, in un tempo attraversato da conflitti internazionali e tensioni sociali, il compito della politica è essere guida salda, capace di unire memoria e visione. Le istituzioni devono saper trasformare il dolore della storia in forza per il presente.

Per me Marzabotto non è solo il luogo in cui sono nato.
È casa.

E una casa è davvero tale solo quando è di tutti e per tutti. 

Corno alle Scale, sei alpinisti coinvolti in una caduta nel terzo canale: due in gravi condizioni

 

Foto d'archivio


Un grave incidente alpinistico si è verificato questa mattina, poco dopo le 10.30, nel comprensorio del Corno alle Scale.

Sei alpinisti, suddivisi in due cordate da tre persone ciascuna e appartenenti alla sezione di Pavullo del Club Alpino Italiano (CAI), stavano affrontando il terzo canale del Monte Corno, equipaggiati con ramponi e piccozza, quando – per cause ancora in corso di accertamento – un componente della prima cordata è scivolato, trascinando con sé gli altri membri del proprio gruppo e coinvolgendo anche l’altra cordata.

La caduta, su un pendio particolarmente ripido e impervio, si è protratta per circa 30 metri. Uno degli alpinisti è riuscito a lanciare l’allarme al Numero Unico di Emergenza 112.


Immediato l’intervento del Soccorso Alpino e Speleologico, stazione Corno alle Scale, con una squadra territoriale composta da sei tecnici, giunta rapidamente sul posto. In supporto sono arrivati anche due tecnici e un medico della stazione Rocca di Badolo, che si trovavano in zona per un’esercitazione.

Attivati inoltre l’elicottero 118 di Bologna e l’elicottero dei Vigili del Fuoco (Drago 115), decollato dall’aeroporto del capoluogo. Considerata l’impossibilità di atterrare nell’area dell’incidente, caratterizzata da un ripido pendio, è stato richiesto anche l’intervento dell’elicottero 118 di Ravenna, dotato di verricello e con a bordo un tecnico di elisoccorso del CNSAS. Gli equipaggi sono stati sbarcati in hovering tramite verricello.

Gli alpinisti con ferite lievi sono stati recuperati dal Drago e affidati all’ambulanza per il successivo trasferimento all’ospedale di Porretta. I due feriti più gravi, che hanno riportato traumi significativi, sono stati stabilizzati sul posto dall’anestesista dell’elicottero di Ravenna, con somministrazione di analgesici per il forte dolore.

Una volta stabilizzati, entrambi sono stati elitrasportati all’Ospedale Maggiore di Bologna per le cure del caso, uno tramite l’elicottero di Bologna e l’altro con l’eliambulanza di Ravenna.

Un ultimo alpinista, praticamente illeso, è stato riaccompagnato a valle dal personale del Soccorso Alpino.

Sono in corso gli accertamenti per chiarire l’esatta dinamica dell’incidente.

Ex Sapaba: chi voleva costruire in area a rischio si assuma la responsabilità politica


 di Mauro Muratori


A Casalecchio di Reno si voleva costruire in area golenale lungo il Reno. Oggi, su quell’area, arriva la riclassificazione a rischio idrogeologico P3: rischio elevato.

La domanda è semplice: chi ha autorizzato, pianificato e difeso quell’intervento fino a ieri?

Le golene non sono diventate pericolose dall’oggi al domani. Il Reno è lo stesso fiume di sempre. Le piene non sono una novità, così come non lo sono le alluvioni in Emilia-Romagna. Se oggi si certifica un rischio elevato, occorre chiarire cosa non ha funzionato prima.

Le ipotesi sono due. O le valutazioni precedenti erano errate. Oppure qualcuno ha scelto di forzare la mano pur di far partire un’operazione edilizia. In entrambi i casi, il nodo è politico.

Se quelle abitazioni fossero state realizzate e domani fossero finite sott’acqua, chi avrebbe pagato il conto? I proprietari? Le assicurazioni? Lo Stato? La risposta è nota: avrebbero pagato i cittadini, attraverso ristori pubblici e nuove imposte.

L’associazione BOLOGNA CITTÀ E PROVINCIA AUTONOMA chiede:

  • la pubblicazione integrale degli studi precedenti;
  • piena trasparenza sui pareri tecnici che avevano consentito l’edificabilità;
  • l’assunzione di responsabilità politica da parte di chi ha sostenuto il progetto.

Non convince la narrazione secondo cui “sono cambiate le carte”. Le carte cambiano quando la realtà viene finalmente guardata in faccia.

Il territorio non può essere trattato come un azzardo immobiliare. La sicurezza dei cittadini non è negoziabile.

Chi ha sbagliato lo dica.
Chi ha votato spieghi.
Chi ha difeso quell’operazione risponda pubblicamente.


Sistemazione dei dissesti a Sasso Marconi, via libera agli interventi prioritari sulla viabilità locale

Risistemazioni in via Colliva, via Ancognano , via Rasiglio e via Rupe



Il Comune di Sasso Marconi informa.

 

Con la nuova Ordinanza del Commissario straordinario alla ricostruzione si sblocca una prima tranche di interventi urgenti per il ripristino della viabilità comunale danneggiata dagli eventi calamitosi del maggio 2023.

Come previsto dal “Piano speciale di ricostruzione”, adottato con l’Ordinanza n. 57 del 31 gennaio 2026, la struttura commissariale ha accolto le richieste di rimodulazione dei finanziamenti già assegnati al Comune, consentendo di destinare risorse aggiuntive alla sistemazione di alcuni dissesti rimasti finora in sospeso per insufficienza di fondi.

La revisione del quadro economico permette ora di avviare interventi considerati prioritari per la sicurezza e la piena funzionalità della rete viaria locale. In particolare, si potrà procedere con l’aSistemazione dei dissesti a Sasso Marconi, via libera agli interventi prioritari sulla viabilità localeopere per le quali la Giunta comunale aveva già approvato la progettazione esecutiva.

Si tratta di interventi attesi da tempo dai residenti e strategici per il collegamento tra le frazioni e il capoluogo, in un territorio che ha subito pesanti conseguenze a seguito delle frane e degli smottamenti del 2023.

Parallelamente, proseguono le attività di messa in sicurezza di via Brento, dove una frana ha interessato un tratto situato a circa 1,2 chilometri dall’incrocio con via Badolo. In questo punto sono attualmente in corso opere di consolidamento del versante e di ripristino della carreggiata, finalizzate a garantire condizioni di maggiore stabilità e sicurezza per la circolazione. 

Il cardinale Zuppi, uno di noi

 

Il cardinale si è soffermato con i volontari della cucina, 
ai quali ha fatto i complimenti per la loro bravura



È in corso la visita pastorale del cardinale, mons.Matteo Zuppi, nelle parrocchie di Sasso Marconi e Marzabotto, un appuntamento intenso e articolato che impegna l’arcivescovo per quattro giornate ricche di incontri e momenti di preghiera.

La giornata di ieri, venerdì 20 febbraio, si è aperta a Borgonuovo con la visita alle Missionarie dell’Immacolata di Padre Kolbe. Il cardinale ha poi raggiunto l’asilo “G. Marconi” di Pontecchio, la cooperativa sociale “Casa Santa Chiara” di Montechiaro e la comunità di recupero “La Sorgente” a Badolo.

Nel pomeriggio, le tappe all’asilo Grimaldi e alla casa di riposo “Villa Teresa” di Sasso Marconi, quindi l’incontro con le istituzioni comunali e con i rappresentanti del mondo del lavoro e del volontariato. La giornata si è conclusa con i Vespri nella chiesa di San Lorenzo e la cena condivisa con i gruppi di preghiera e gli animatori liturgici.

Ancora una volta il cardinale ha messo in luce la sua straordinaria capacità comunicativa: bambino tra i bambini, adulto tra gli adulti, sempre partecipe e attento, capace di suscitare riflessioni profonde sui temi della fede e di affrontare ogni domanda, negli incontri pubblici come in quelli personali, con disponibilità e con il suo sorriso accogliente. Visibilmente soddisfatto il parroco di Sasso Marconi don Paolo Russo, che ha potuto mostrare al prelato una comunità viva, attenta e partecipe.

Oggi, sabato 21 febbraio, la visita prosegue a Marzabotto: in programma, al mattino sosta alla Pieve di San Lorenzo di Panico, alla sede dell’Emporio Solidale e incontro con la comunità islamica locale.

Nel pomeriggio, l’arcivescovo si recherà a Monte Sole per visitare la Scuola di Pace e la Piccola Famiglia dell’Annunziata, con la recita dei Vespri presso il Sacrario ai Caduti. A seguire, una celebrazione dedicata a bambini, scout e gruppi giovanili.

Domani, domenica 22 febbraio, la visita pastorale si concluderà con la celebrazione di commiato nella chiesa di Santo Stefano a Pontecchio Marconi, seguita da un incontro con il mondo dello sport, e dalla Messa  nella chiesa di Borgonuovo.

Parco della Croce, al via una nuova fase dei lavori: interventi al vialetto Baldo Sauro e nelle aree scolastiche

 


Il Comune informa:

 

Proseguono gli interventi previsti dal progetto “Vivere infrastrutture verdi di qualità alla Croce”, l’operazione di rigenerazione urbana che interesserà l’area del Parco della Croce (ex Galoppatoio) e le zone limitrofe, con l’obiettivo di renderle più verdi, accessibili e sostenibili.

Da lunedì 23 febbraio il cantiere si sposterà nell’area adiacente alla piscina, alla scuola dell’infanzia Caravaggio e alla scuola primaria XXV Aprile, con il rifacimento del vialetto pedonale di via Baldo Sauro. La programmazione è stata definita per ridurre al minimo i disagi alle attività scolastiche e agli utenti della piscina.

I lavori, della durata stimata di circa due mesi, saranno articolati in tre fasi.

Fase 1 – dal 23 febbraio al 31 marzo
Intervento nel tratto compreso tra via Canonica e il cancello di ingresso della piscina. In questa fase:

  • la fermata dello scuolabus di via Canonica sarà temporaneamente spostata in via Caravaggio;
  • resteranno accessibili i cancelli pedonali della scuola XXV Aprile e della piscina;
  • la pavimentazione in prossimità degli accessi sarà realizzata durante la chiusura pasquale.

Fase 2 – dall’1 al 13 aprile
Intervento nel tratto tra via Caravaggio e metà del cancello della scuola dell’infanzia Caravaggio. In questa fase:

  • sarà garantito l’accesso a metà del cancello della scuola, con ingresso esclusivamente da via De Carracci;
  • la fermata dello scuolabus tornerà nella collocazione originaria di via Canonica.

Fase 3 – dal 14 al 24 aprile
Intervento nel tratto compreso tra il cancello della piscina e quello della scuola dell’infanzia Caravaggio. In questa fase:

  • sarà completato il collegamento tra il cancello della piscina e la parte restante del cancello della scuola Caravaggio;
  • l’accesso alla scuola dell’infanzia sarà consentito esclusivamente da via Caravaggio.

Compatibilmente con le condizioni meteo, durante la pausa pasquale si procederà anche al rifacimento degli accessi carrabili della scuola e della piscina, così da contenere ulteriormente l’impatto sulle attività quotidiane. Eventuali aggiornamenti sul cronoprogramma saranno tempestivamente comunicati.

Il progetto è finanziato con 1,5 milioni di euro di fondi europei della Regione Emilia-Romagna (Programma regionale Fesr 2021-2027), su un investimento complessivo di 1.938.000 euro. L’obiettivo è migliorare la qualità dello spazio pubblico attraverso interventi che favoriscano la mobilità dolce, la gestione sostenibile delle acque, la sicurezza e la socialità.

Lo stato di avanzamento

In via del Francia l’intervento è già stato completato: sono stati regolamentati i parcheggi e sostituito l’asfalto con pavimentazione in autobloccanti drenanti; inoltre, le aiuole dei platani sono state riqualificate e ridimensionate.

In via Albani è stata completata la segnaletica.

In via Zampieri i lavori, avviati da un paio di settimane, proseguono con il dimensionamento delle aree di rispetto e la regolarizzazione degli stalli di sosta.

Nell’ambito della riqualificazione sono stati abbattuti alcuni alberi in via Zampieri e nelle strade limitrofe. L’intervento ha riguardato esemplari con criticità strutturali e qualitative. Non si tratta di una riduzione del verde, ma di una sostituzione programmata: le attuali alberature, in larga parte Pinus pinea, saranno progressivamente rinnovate con specie più idonee al contesto urbano, come Fraxinus angustifolia, Acer campestre e Pyrus calleryana ‘Chanticleer’.

L’obiettivo è migliorare qualità, sicurezza, biodiversità e microclima urbano nel medio-lungo periodo.

Diritti dei disabili negati in Emilia-Romagna: presentata una risoluzione per colmare un vuoto normativo ventennale

 



Colmare un vuoto normativo che si protrae da oltre vent’anni e adottare con urgenza criteri uniformi in linea con le recenti sentenze e con la normativa nazionale in materia di disabilità. È questo l’obiettivo della risoluzione presentata alla Giunta regionale dal consigliere Mastacchi (Rete Civica), che punta a superare le disparità di trattamento tra cittadini e i numerosi contenziosi legati alla compartecipazione ai costi dei servizi sociali.

Al centro dell’atto vi è la richiesta di dare piena attuazione alla Legge Regionale Emilia-Romagna 2/2003, “Norme per la promozione della cittadinanza sociale e per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”. In particolare, l’articolo 49 impone alla Giunta di adottare una direttiva chiara e omogenea per definire le modalità di contribuzione dei cittadini ai costi delle prestazioni. Direttiva che, dal 2003 a oggi, non è mai stata emanata.

Secondo il consigliere, questo “vuoto regolatorio” ha lasciato il sistema privo di criteri uniformi, trasformando l’accesso ai servizi in una sorta di “lotteria dei codici postali”. In assenza di una cornice regionale condivisa, i Comuni hanno infatti operato in autonomia, stabilendo in modo differente tariffe e quote di compartecipazione per servizi essenziali come centri diurni, vitto, trasporto e quota sociale. Una frammentazione che, si legge nella risoluzione, rischia di violare il principio di uguaglianza, creando disparità tra cittadini in base al luogo di residenza.

A rafforzare la richiesta di intervento sono intervenute anche le recenti decisioni del Tribunale di Bologna, che con le sentenze n. 3399/2025 e 3400/2025, pubblicate il 5 dicembre 2025, ha rilevato esplicitamente l’inadempienza della Regione rispetto all’attuazione dell’articolo 49 della legge regionale. Secondo il giudice, la mancata emanazione della direttiva ha contribuito all’insorgere di contenziosi e a profonde disparità di trattamento tra territori.

Uno dei punti cardine della risoluzione riguarda l’esclusione delle indennità – come quella di accompagnamento – dal calcolo del reddito ai fini dell’accesso e della compartecipazione ai servizi sociali. Il riferimento è all’articolo 2-sexies del Decreto-Legge 42/2016 (convertito nella legge 89/2016), che stabilisce come tali somme non possano essere considerate reddito. Si tratta di un principio già affermato anche dalla giurisprudenza amministrativa: le indennità hanno natura compensativa e non rappresentano un incremento della capacità contributiva della famiglia. Considerarle nel calcolo delle quote, secondo la risoluzione, costituisce un errore giuridico e concettuale.

Altro nodo centrale è la tutela dell’autonomia economica delle persone con disabilità grave. In linea con quanto previsto dal decreto legislativo 109/1998, per le prestazioni rivolte a disabili gravi dovrebbe essere presa in considerazione esclusivamente la situazione economica dell’assistito, senza estendere il calcolo ai redditi dell’intero nucleo familiare.

Particolare attenzione viene poi riservata alla sostenibilità dei progetti legati al “Dopo di Noi” e alla tutela del risparmio delle famiglie. Le somme accantonate negli anni per garantire un futuro dignitoso ai propri figli non dovrebbero essere penalizzate da criteri di compartecipazione ritenuti iniqui. La proposta chiede dunque di garantire una “quota minima” di disponibilità finanziaria che resti nella piena disponibilità della persona con disabilità, assicurando un livello essenziale di autodeterminazione.

L’impegno richiesto alla Giunta regionale è chiaro: passare dalla norma scritta alla sua concreta attuazione, adottando finalmente la direttiva prevista dall’articolo 49 e allineando l’Emilia-Romagna agli standard nazionali di equità e certezza del diritto. Per i proponenti, un sistema di welfare moderno non può basarsi sui ricorsi ai tribunali, ma su regole chiare e uniformi a tutela dei diritti delle persone più fragili e delle loro famiglie. 

“Il Vagabondo” di Sasso Marconi lancia la raccolta fondi con i dolci artigianali

 


L’associazione Il Vagabondo lancia l’iniziativa pasquale 2026 e offre alla cittadinanza la possibilità di acquistare le tradizionali colombe artigianali prodotte dalla storica pasticceria di Piazza di Sasso Marconi.

L’iniziativa solidale, promossa in vista della Pasqua 2026, unisce la qualità della tradizione dolciaria locale alla solidarietà. Le colombe, disponibili nel formato da 750 grammi, vengono proposte in due varianti: classica e al cioccolato, al prezzo di 25 euro ciascuna.

L’acquisto rappresenta un’occasione per sostenere concretamente le attività dell’associazione, da anni impegnata sul territorio nelle proprie iniziative di volontariato e supporto.

Le prenotazioni sono aperte fino al 15 marzo 2026. Per ordinare è possibile contattare il numero 338 4606168 oppure scrivere all’indirizzo email canile@email.it. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito ufficiale www.assilvagabondo.it.

Un gesto semplice che coniuga gusto e solidarietà, contribuendo al sostegno delle attività dell’associazione e portando sulle tavole pasquali un prodotto artigianale di qualità.

venerdì 20 febbraio 2026

Attenzione alla truffa del finto finanziere

Tentata truffa agli anziani, arrestato 19enne



I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Imola hanno arrestato un 19enne napoletano con l’accusa di tentata truffa aggravata in concorso.

L’operazione è scaturita da un approfondimento investigativo avviato dai militari dopo diverse segnalazioni giunte al numero unico di emergenza 112, relative a presunti tentativi di truffa ai danni di persone anziane nel territorio imolese.

In particolare, una donna di circa ottant’anni ha riferito ai Carabinieri di essere stata contattata al telefono di casa da un sedicente finanziere. L’uomo le avrebbe comunicato che la sua autovettura risultava coinvolta in una rapina a una gioielleria di Bologna e che, per evitare conseguenze penali, sarebbe stato necessario effettuare una comparazione tra la refurtiva recuperata e i gioielli in suo possesso.

La vittima, pur sottoposta a una continua pressione telefonica da parte del finto appartenente alle forze dell’ordine, ha iniziato a nutrire sospetti a causa del tono dell’interlocutore. Ha quindi deciso di interrompere la conversazione e chiedere aiuto al vicino di casa, un carabiniere in congedo. Alla percezione della presenza dell’uomo, la telefonata è stata immediatamente interrotta.

Allertati, i militari hanno avviato tempestive ricerche nella zona, riuscendo a rintracciare il giovane nei pressi dell’abitazione dell’anziana, procedendo al suo arresto.

Su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna, il 19enne è stato condotto in Tribunale in attesa del giudizio direttissimo. L’arresto è stato convalidato dal giudice che, in attesa della sentenza rinviata per la richiesta dei termini a difesa, ha disposto per l’indagato la misura degli arresti domiciliari.

Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità e la possibile presenza di complici

Sequestrati oltre 60 mila medicinali illegali: operazione della Guardia di Finanza a Bologna

 

Foto d'archivio 


I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo emiliano, hanno sequestrato oltre 60 mila farmaci posti abusivamente in vendita online in assenza delle prescritte autorizzazioni. Il valore complessivo della merce ammonta a circa 134 mila euro.

Le Fiamme Gialle, a seguito di una serie di perquisizioni domiciliari, locali e informatiche delegate dall’Autorità giudiziaria felsinea, hanno rinvenuto e sequestrato i medicinali all’interno di alcuni locali situati nella provincia di Bologna. I depositi risultavano formalmente riconducibili a due società con sede legale in Germania, ma di fatto operative in Italia.

Nel capoluogo emiliano i militari hanno individuato un vero e proprio centro di vendita abusiva di farmaci, con una clientela distribuita non solo sul territorio nazionale ma anche in diversi Paesi dell’Unione europea.

Le società tedesche coinvolte risultavano sprovviste delle necessarie autorizzazioni per la vendita online di medicinali, ovvero quella rilasciata dallo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del Comune competente e quella concessa dal Ministero della Salute, certificata dall’apposito logo identificativo nazionale obbligatorio per le farmacie e parafarmacie autorizzate.

L’operazione si inserisce nel quadro della costante azione di contrasto della Guardia di Finanza volta a tutelare i consumatori dall’acquisto di prodotti non conformi ai rigorosi standard di sicurezza previsti dalla normativa europea e nazionale, a salvaguardia della salute pubblica e del mercato, anche rispetto ai fenomeni di concorrenza sleale realizzati attraverso il commercio online.

Bologna abbatte i confini: arriva il CUDE nazionale!





Michele Campaniello  informa: 


Entro settembre 2026, Bologna aderirà ufficialmente alla piattaforma nazionale CUDE (Contrassegno Unico Disabili Europeo).

Una scelta attesa che segna un passo importante verso una mobilità più semplice e inclusiva.

Con l’ingresso nel sistema CUDE, chi è titolare di contrassegno potrà spostarsi tra tutti i Comuni italiani aderenti senza dover più comunicare preventivamente l’accesso alle ZTL.
Meno burocrazia, meno passaggi formali, più libertà di movimento: un diritto che diventa finalmente esercitabile in modo immediato e uniforme su tutto il territorio nazionale.

Bologna dispone già di servizi avanzati, come la doppia targa associata al contrassegno e i “jolly” attivabili via SMS. Strumenti che l’amministrazione ha voluto preservare.

Negli ultimi mesi si è lavorato per integrare il sistema nazionale con quello cittadino, affinché l’adesione alla piattaforma rappresentasse un passo avanti e non una rinuncia ai servizi già garantiti. L’obiettivo è stato quello di far dialogare le due infrastrutture, mantenendo le tutele esistenti e ampliando le opportunità per gli utenti.

«Vogliamo che chi arriva da fuori si senta accolto a Bologna senza stress, e che i bolognesi possano muoversi in tutta Italia con la stessa semplicità con cui si spostano sotto i nostri portici.»

Da settembre sarà sufficiente un Codice Univoco, gestibile tramite l’app iPatente o il Portale dell’Automobilista, per associare e attivare la propria targa nei Comuni aderenti.

L’amministrazione, insieme alla delegata Roberta Toschi e al Settore Mobilità — a cui va il ringraziamento per il lavoro svolto — continuerà a operare affinché la tecnologia sia sempre più al servizio dei diritti, dell’accessibilità e dell’inclusione.

In sintesi

·         Libertà di movimento nei Comuni aderenti in tutta Italia.

·         Nessuna comunicazione preventiva per l’accesso alle ZTL fuori città.

·         Servizi già attivi a Bologna confermati (doppia targa e avvisi SMS).

#Bologna #MobilitàInclusiva #CUDE #Accessibilità #SenzaBarriere #ComunediBologna



A Marzabotto apre l’Emporio Solidale

 Sabato 21 febbraio l’inaugurazione alla presenza del Cardinale Zuppi



Domani, sabato 21 febbraio 2026, alle ore 10.30, sarà inaugurato a Marzabotto il primo Emporio Solidale dell’Appennino bolognese. Alla cerimonia interverranno la sindaca Valentina Cuppi e il cardinale Matteo Maria Zuppi (nella foto).

Il nuovo servizio nasce al termine dei lavori di ristrutturazione resi possibili grazie al bando per la rigenerazione urbana a valenza socio-culturale della Regione Emilia-Romagna, vinto dal Comune di Marzabotto. L’emporio trova sede nei locali che in passato hanno ospitato prima la biblioteca comunale e successivamente lo spazio dedicato alle associazioni.

L’Emporio Solidale sarà a disposizione di tutti i Comuni dell’Appennino bolognese, già coinvolti in una rete territoriale costruita anche grazie al supporto di VolaBo. Da anni il Comune di Marzabotto sostiene persone e famiglie in difficoltà economica attraverso la distribuzione di generi alimentari e beni di prima necessità; con l’apertura dell’emporio, le diverse iniziative confluiranno in uno spazio unico e strutturato, capace di coordinare e rafforzare gli interventi di sostegno.

Il progetto di rigenerazione ha inoltre previsto la realizzazione del Teatro, la riqualificazione urbana e ambientale degli spazi pubblici circostanti e dell’accesso al poliambulatorio, oltre alla trasformazione dell’ex spazio associazioni nel nuovo Emporio Solidale.

«È un traguardo bellissimo, che aspettavamo da tempo – sottolinea l’assessora ai Servizi sociali Simona Benassi –. Si tratta di un progetto importante perché sarà a disposizione di tutti i Comuni dell’Appennino bolognese. Un ringraziamento speciale va ai volontari che, con la loro presenza, permetteranno di tenere aperto l’emporio due giorni alla settimana».

Gli empori solidali rappresentano strumenti concreti di contrasto alla povertà e si fondano sulla collaborazione tra istituzioni, Terzo settore e imprese del territorio. Per accedere al servizio è necessario rivolgersi allo Sportello sociale di Marzabotto e presentare domanda per la verifica dei requisiti.

L’inaugurazione, aperta a tutta la cittadinanza, si terrà in via G. Matteotti 1/C.

Si cerca un gestore del Centro Civico di Sibano

Affidamento a terzi della gestione del Centro Civico  di proprietà del Comune di Marzabotto, con sede in Via Rio Paradiso  


Il Comune di Marzabotto ha pubblicato un avviso di manifestazione di interesse per l’affidamento a terzi della gestione del Centro Civico di Sibano, immobile di proprietà comunale situato in via Rio Paradiso.

Possono partecipare alla procedura le associazioni iscritte al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS) oppure all’Albo comunale delle libere forme associative.

Tutta la documentazione è disponibile nel testo integrale dell’avviso e nei relativi allegati:

·         Avviso manifestazione di interesse – Centro Civico Sibano

·         Planimetria Centro Civico Sibano

·         Modulo di istanza di partecipazione

·         Schema di offerta gestionale

Le manifestazioni di interesse dovranno pervenire, a pena di esclusione, entro le ore 12.00 del 7 marzo 2026 al Protocollo generale del Comune di Marzabotto, in Piazza XX Settembre n. 1 (BO), in plico sigillato recante la dicitura:“Istanza di partecipazione alla manifestazione di interesse per la gestione del Centro Civico di Sibano”.

In alternativa, sarà possibile inviare la documentazione tramite posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo comune.marzabotto@cert.provincia.bo.it, indicando nell’oggetto la medesima dicitura prevista per l’invio cartaceo.