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lunedì 27 aprile 2026

Disabilità: un contributo economico per chi vuole fare sport

 Possibile chiederlo dal primo maggio al trenta settembre



L’Azienda USL di Bologna, grazie a un finanziamento della Regione Emilia Romagna, mette a disposizione dei contributi economici per l'acquisto di ausili e protesi per lo svolgimento di attività sportive amatoriali destinate a persone con disabilità fisica

Il contributo è a fondo perduto e verrà erogato a fronte dell’acquisto di ausilio/protesi funzionale al:

superamento delle limitazioni funzionali motorie della persona disabile in grado di praticare, attività motorie o sportive amatoriali individuali

raggiungimento/miglioramento delle potenzialità della persona in relazione alle sue possibilità di integrazione sociale e sportiva.

CHI PUÒ PARTECIPARE

I soggetti residenti presso il territorio dell’AUSL di Bologna, che, al momento della presentazione della domanda, siano in possesso di tutti i seguenti requisiti:

amputati di arto e/o affetti da paraparesi o paraplegia o tetraparesi

invalidi civili o in attesa di riconoscimento, se maggiorenni

in fascia di età compresa tra i 10 (dieci) e i 64 (sessantaquattro) anni compresi

praticanti, o in grado di praticare, attività motorie o sportive amatoriali individuali come attestato da certificato di idoneità allo svolgimento di attività ludico motorie sportive, rilasciato da medico specialista in medicina dello sport dipendente/convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale utilizzando il modulo di cui all’allegato B parte integrante del presente bando.

La produzione del certificato non comporta oneri a carico dell’assistito.

venerdì 20 febbraio 2026

Bologna abbatte i confini: arriva il CUDE nazionale!





Michele Campaniello  informa: 


Entro settembre 2026, Bologna aderirà ufficialmente alla piattaforma nazionale CUDE (Contrassegno Unico Disabili Europeo).

Una scelta attesa che segna un passo importante verso una mobilità più semplice e inclusiva.

Con l’ingresso nel sistema CUDE, chi è titolare di contrassegno potrà spostarsi tra tutti i Comuni italiani aderenti senza dover più comunicare preventivamente l’accesso alle ZTL.
Meno burocrazia, meno passaggi formali, più libertà di movimento: un diritto che diventa finalmente esercitabile in modo immediato e uniforme su tutto il territorio nazionale.

Bologna dispone già di servizi avanzati, come la doppia targa associata al contrassegno e i “jolly” attivabili via SMS. Strumenti che l’amministrazione ha voluto preservare.

Negli ultimi mesi si è lavorato per integrare il sistema nazionale con quello cittadino, affinché l’adesione alla piattaforma rappresentasse un passo avanti e non una rinuncia ai servizi già garantiti. L’obiettivo è stato quello di far dialogare le due infrastrutture, mantenendo le tutele esistenti e ampliando le opportunità per gli utenti.

«Vogliamo che chi arriva da fuori si senta accolto a Bologna senza stress, e che i bolognesi possano muoversi in tutta Italia con la stessa semplicità con cui si spostano sotto i nostri portici.»

Da settembre sarà sufficiente un Codice Univoco, gestibile tramite l’app iPatente o il Portale dell’Automobilista, per associare e attivare la propria targa nei Comuni aderenti.

L’amministrazione, insieme alla delegata Roberta Toschi e al Settore Mobilità — a cui va il ringraziamento per il lavoro svolto — continuerà a operare affinché la tecnologia sia sempre più al servizio dei diritti, dell’accessibilità e dell’inclusione.

In sintesi

·         Libertà di movimento nei Comuni aderenti in tutta Italia.

·         Nessuna comunicazione preventiva per l’accesso alle ZTL fuori città.

·         Servizi già attivi a Bologna confermati (doppia targa e avvisi SMS).

#Bologna #MobilitàInclusiva #CUDE #Accessibilità #SenzaBarriere #ComunediBologna



domenica 25 gennaio 2026

Quando l’inefficienza diventa discriminazione: il caso dell’ufficio postale di Vergato

 

Dubbio sollecita la pubblicazione del post di ‘Sei di Vergato se …’ di Belinda Dusi

 


Ancora disservizi all’ufficio postale di Vergato. Due giorni fa mi sono recata, come di consueto, presso la sede locale e, ancora una volta, la situazione si è rivelata problematica. Il Postamat era fuori uso e, di conseguenza, per svolgere qualsiasi operazione è stato necessario entrare all’interno dell’ufficio.

Essendo invalida totale, non sono tenuta a fare la fila. Tuttavia, alla mia legittima domanda sul perché il Postamat continui da tempo a funzionare “a singhiozzo”, mi è stato risposto con sorprendente leggerezza che “mancava solo la carta”. Una giustificazione che lascia perplessi, considerando che il materiale necessario si trovava a pochi metri di distanza.

Una situazione che definire scandalosa non è eccessivo, soprattutto perché si ripete nel tempo e penalizza in modo particolare le persone con disabilità. Non si tratta di un episodio isolato: in passato avevo già contattato la sede centrale per segnalare problemi analoghi. In quell’occasione mi fu persino sostenuto che, non utilizzando un bastone, non essendo in sedia a rotelle e non essendo incinta, non avrei avuto diritto alle agevolazioni previste. Un’affermazione grave, frutto di ignoranza e di una scarsa conoscenza delle normative sui diritti delle persone invalide.

Alla luce dell’ennesimo episodio, intendo nuovamente portare la questione all’attenzione della sede centrale, affinché vengano presi provvedimenti concreti. A supporto della segnalazione allego anche fotografie del Postamat, a testimonianza di quanto accaduto.

Il rispetto dei diritti, l’accessibilità e la dignità delle persone con disabilità non dovrebbero mai essere messi in discussione, né tantomeno affidati all’interpretazione personale di chi è allo sportello.

martedì 13 gennaio 2026

Carrozzina rotta in vacanza, negato il rimborso di 36 euro: interrogazione in Regione

 



di Dubbio


Un rimborso da 36 euro negato diventa un caso politico in Emilia-Romagna. È quanto emerge da un’interrogazione a risposta orale in Commissione rivolta alla Giunta regionale e indirizzata alla Presidente dell’Assemblea legislativa, Emma Petitti, che accende i riflettori su una vicenda che coinvolge una cittadina con disabilità motoria residente a Sasso Marconi.

La protagonista è E.M., costretta a utilizzare quotidianamente una carrozzina personalizzata fornita dall’Ausl di Bologna. Nel giugno 2022, durante una vacanza in Spagna, la carrozzina si è improvvisamente rotta, rendendo necessaria una riparazione urgente per consentirle di proseguire la mobilità. L’intervento, effettuato sul posto, è costato 36 euro, somma pagata direttamente dall’interessata.

Al rientro in Italia, E.M. ha chiesto il rimborso della spesa all’Ausl di Bologna, che però lo ha negato motivando la decisione con l’assenza di un preventivo autorizzato prima dell’intervento. Una circostanza che, secondo quanto evidenziato nell’interrogazione, mal si concilierebbe con l’urgenza della riparazione e con la condizione di disabilità permanente della donna.

La cittadina si è quindi rivolta al Difensore civico regionale, ma anche questo tentativo si è concluso senza esito: il procedimento è stato archiviato per mancanza di riscontro da parte dell’Ausl, nonostante i solleciti ufficiali inviati dall’ufficio del Difensore civico.

Da qui le domande rivolte alla Giunta: se il mancato rimborso di una spesa così contenuta e sostenuta per un intervento urgente all’estero sia coerente con gli indirizzi regionali in materia di disabilità; se la decisione dell’Ausl di Bologna non appaia vessatoria e iniqua nei confronti dell’interessata; e, più in generale, quale sia il giudizio complessivo dell’esecutivo regionale sull’intera vicenda.

Un caso di pochi euro, ma dal forte valore simbolico, che riapre il dibattito su burocrazia, diritti e reale attenzione alle esigenze quotidiane delle persone con disabilità.

domenica 30 novembre 2025

Contributi per disabilità e grave malattia: pubblicato il bando 2025

 



È stato pubblicato il bando di concorso “Contributi ai soggetti in condizione di disabilità con necessità di sostegno intensivo – Contributi per grave malattia”, destinato a sostenere nuclei familiari colpiti da situazioni di particolare fragilità.

Le domande di partecipazione possono essere presentate dalle ore 12 del 24 novembre 2025 fino alle ore 12 del 31 dicembre 2025 attraverso il servizio dedicato “Richiesta contributo ex IPOST per soggetti in condizione di disabilità con necessità di sostegno intensivo (ex handicap grave) e grave malattia”.

Il bando è rivolto a:

·         dipendenti e pensionati del Gruppo Poste Italiane S.p.A.,

·         dipendenti e pensionati ex IPOST,

·         i loro congiunti (coniuge o unito civilmente) e figli, anche se conviventi o ospitati presso strutture di cura e assistenza specializzate.

L’iniziativa mira a offrire un supporto economico a chi si trova ad affrontare condizioni di disabilità grave o patologie che richiedono trattamenti continuativi e assistenza intensiva, favorendo l’accesso a servizi socio-sanitari e il miglioramento della qualità della vita delle persone coinvolte.

Per informazioni dettagliate, requisiti di accesso e modalità operative, è possibile consultare il testo completo del bando sui canali istituzionali dedicati.

(Sollecitato da Dubbio) 

martedì 21 ottobre 2025

Riforma della disabilità: nuove procedure di accertamento sanitario e ruolo centrale dell’INPS

 Online la brochure informativa con tutte le novità e le fasi della sperimentazione



INPS informa:


È disponibile online la brochure informativa dedicata alla riforma della disabilità e al ruolo dell’INPS nei nuovi processi di accertamento sanitario. Il documento (pdf, 651 KB) illustra in modo chiaro e sintetico i principali cambiamenti introdotti dal decreto legislativo n. 62 del 2024, che segna una svolta nel sistema di riconoscimento e tutela delle persone con disabilità in Italia.

La riforma, parte del più ampio progetto di revisione delle politiche sociali previste dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), introduce una nuova modalità di valutazione della condizione di disabilità, più uniforme, trasparente e centrata sulla persona.

Con l’entrata in vigore del decreto, l’INPS assume il ruolo di titolare unico dell’accertamento sanitario, attraverso una valutazione di base che prende avvio con la trasmissione del nuovo certificato medico introduttivo. Si tratta di un passo importante verso la semplificazione e l’unificazione delle procedure, con l’obiettivo di ridurre i tempi e migliorare l’efficacia dei servizi destinati ai cittadini.

La prima fase della sperimentazione è partita il 1° gennaio 2025 in nove province italiane, selezionate come sedi pilota per testare il nuovo modello di valutazione. Il 30 settembre è stata avviata la seconda fase, che estende gradualmente la sperimentazione e consolida le modalità operative introdotte.

La brochure, disponibile sul sito dell’INPS, fornisce una panoramica completa sulle principali innovazioni normative, le modalità di valutazione di base, i nuovi processi di riconoscimento della disabilità, le sedi coinvolte nella sperimentazione e le informazioni relative alla Disability Card, lo strumento che consente l’accesso facilitato a servizi, agevolazioni e opportunità sul territorio nazionale e nei Paesi dell’Unione Europea.

L’obiettivo della riforma è costruire un sistema di accertamento più equo, efficiente e integrato, capace di valorizzare le capacità residue della persona e di promuovere l’inclusione sociale, lavorativa e formativa delle persone con disabilità.

venerdì 11 luglio 2025

Raccolta di candidature per l’assegnazione in locazione degli alloggi del Condominio Solidale per la Vita Indipendente di Marzabotto

Consentirà vita autonoma alle persone con disabilitaà

Nasce il condominio solidale 'A casa di Cosetta' | Cesvot - Tutta l'energia  del volontariato


di Martina Mari


L’Istituzione Servizi Sociali Educativi e Culturali dell’Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese (ISSEC), ha dato avvio alla procedura ad evidenza pubblica per la presentazione di candidature finalizzate all’assegnazione in locazione degli alloggi del Condominio sociale sito in Marzabotto, via Risorgimento 13, destinati a persone con disabilità avente necessità di sostegno intensivo.

La documentazione relativa all’avviso è reperibile sul sito istituzionale dell’ente al link https:// www.unioneappennino.bo.it/informazioni/avviso-candidature-per-lassegnazione-in-locazione- alloggi-del-condominio-solidale-per-la-vita-indipendente-sito-in-via-risorgimento-nr-13-a- marzabotto e sul sito istituzionale del Comune di Marzabotto (www.comune.marzabotto.bo.it)

Il Condominio solidale è stato inaugurato nell’ambito del progetto dell’Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese “Fragile a Chi?”, nel Piano Territoriale Integrato per la Gestione Innovativa dell’abitare nell’Appennino bolognese. La sua inaugurazione, nel maggio di quest’anno, è stata il primo dei diciotto interventi - che coinvolgono l’intero territorio dell’Unione - che prevedono la realizzazione di quasi 100 alloggi sociali, tra nuovi alloggi e riqualificati, oltre a servizi rivolti alla terza età e spazi per attività culturali e per l’accoglienza turistica.

Destinatari dell’avviso di locazione sono persone con disabilità avente necessità di sostegno intensivo; singoli o coppie, che intendano abitare in appartamento mono o bilocale e partecipare attivamente alla vita della comunità nella quale risiedono, condividendo con gli altri abitanti la gestione degli spazi comuni e realizzando attività volte al miglioramento della qualità della vita propria e della comunità.

“Questo è un intervento molto atteso al quale abbiamo lavorato per anni per trovare i fondi necessari alla realizzazione - spiega la Sindaca di Marzabotto e Presidente dell’Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese Valentina Cuppi -. Gli appartamenti sono pensati per essere fruibili per persone che hanno disabilità, permettendo di scegliere di vivere in maniera indipendente, data anche la posizione strategica dell'immobile, vicino a servizi e trasporto pubblico, in centro al paese. Abbiamo chiamato il condominio “solidale” perché ci sarà anche la possibilità di convivere e aiutarsi tra chi sceglierà di risiedere in questi alloggi, oltre ad avere uno spazio comune che permetterà di fare iniziative e laboratori aperti a tutta la comunità”.

Esprime la propria soddisfazione il Presidente dell’ISSEC Alessandro Santoni: “Questo nuovo servizio rappresenta un ulteriore importante passo avanti rispetto al nostro impegno nel favorire l’inclusione sociale, l’autonomia e il benessere di tutte le persone, in particolare di coloro che pur in condizioni di fragilità, desiderano e meritano di poter vivere in modo indipendente, oggi possibile grazie al supporto di una comunità solidale. Da anni l’Istituzione dei Servizi Sociali Educativi e Culturali promuove l'inclusione sociale e l'autonomia di persone con bisogni specifici, e questo è l’ennesimo esempio concreto di come la nostra comunità sia capace di unirsi per sostenere e valorizzare le diversità, garantendo a tutti la possibilità di vivere con dignità e autonomia. Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato con entusiasmo e dedizione a questo progetto, perché sono la dimostrazione che, insieme, possiamo continuare a costruire un Appennino sempre più inclusivo, solidale e vivibile per tutti”.

E’ stato possibile concretizzare il progetto grazie a differenti finanziamenti ottenuti quali il “Fondo per il Dopo di Noi” della Regione Emilia-Romagna con la Legge n°112/2016; il contributo della Fondazione Carisbo e le risorse, che hanno permesso di avviare il progetto, vinte dall’Unione dei Comuni dell’Appennino bolognese all’interno del Piano nazionale della qualità dell’abitare, con il sostegno e l’aiuto della Città Metropolitana di Bologna con risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nell’ambito della Missione 5 “Coesione e inclusione”, componente 2, investimento 2.3, finanziato dall’Unione europea NextGeneretionEU.

Per informazioni: segreteria@unioneappennino.bo.it

domenica 25 maggio 2025

Mastacchi: “Introdurre l’Adozione lavorativa a distanza per migliorare l’inclusione di persone con disabilità”

Presentata un’interrogazione per chiedere l’attivazione del progetto in Emilia-Romagna in vista della prossima Conferenza sull’inclusione lavorativa



Introdurre in Emilia-Romagna l’iniziativa “Adozione lavorativa a distanza” per migliorare l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità complesse e quindi con difficoltà di inserimento. È la proposta di Marco Mastacchi (Rete Civica) che ha presentato un’interrogazione sottolineando che “l’Adozione lavorativa a distanza è un’azione di politica attiva che contribuisce al contenimento della spesa sociale e da cui la comunità locale trae beneficio”.

“Attraverso questo strumento -ha spiegato il consigliere- tutti i soggetti coinvolti (azienda soggetta agli obblighi della legge 68/1999, Servizio collocamento disabili, impresa ospitante, persona disabile e servizi socio-sanitari) collaborano per realizzare un progetto inclusivo personalizzato. L’impresa stipula una convenzione e sottoscrive un ‘Patto di Adozione lavorativa a distanza’ in cui si impegna a sostenere economicamente l’integrazione di uno o più lavoratori disabili. Il contributo economico viene utilizzato per la presa in carico di una persona disabile iscritta nelle liste del collocamento mirato, per la ricerca di un contesto di inserimento adeguato, per gli adempimenti amministrativi e assicurativi, per le azioni di tutoraggio e per la borsa lavoro a favore della persona adottata. Questa esperienza è stata positivamente attivata in provincia di Lecco per oltre 400 persone”.

Per questi motivi Mastacchi ha presentato l’atto ispettivo chiedendo che, “in vista della prossima Conferenza sull’inclusione lavorativa, analogo progetto venga replicato anche nella nostra regione, al fine di offrire un sostegno concreto alle persone con disabilità complesse”.

(Lucia Paci)

domenica 26 gennaio 2025

Inclusione e mobilità: l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna si impegna a migliorare i trasporti pubblici per le persone con disabilità

 



 L’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, a seguito di una risoluzione del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia,  ha ribadito l’urgenza di interventi mirati a rendere il trasporto pubblico inclusivo e accessibile per tutti i cittadini, con particolare attenzione alle persone con disabilità e a mobilità ridotta.

Premesse e obiettivi

La Regione riconosce la necessità di riforme economiche, sociali e strutturali che favoriscano uno sviluppo sostenibile e inclusivo. In tale contesto, il trasporto pubblico locale rappresenta un settore chiave su cui operare per garantire il diritto alla mobilità, come previsto anche dai principi di parità di trattamento sanciti a livello europeo.

Attualmente, circa il 15% della popolazione mondiale vive con una disabilità, una percentuale destinata a crescere con l’invecchiamento demografico. Uno dei principali ostacoli riscontrati riguarda l’accesso fisico ai mezzi pubblici, spesso sprovvisti di pedane per carrozzine o di altre infrastrutture adeguate. Ciò limita fortemente l’indipendenza e l’autonomia delle persone con disabilità, compromettendo il loro diritto allo studio, al lavoro e alla partecipazione alla vita sociale.

Quadro normativo e impegni regionali

Il Regolamento UE n. 181/2011 sui diritti dei passeggeri nel trasporto con autobus stabilisce che le persone con disabilità o a mobilità ridotta debbano poter usufruire dei servizi di trasporto a condizioni paritarie rispetto agli altri cittadini. Questo include l’accesso a infrastrutture adeguate e l’assistenza gratuita sia nelle stazioni sia a bordo dei mezzi.

In linea con queste direttive, la Regione Emilia-Romagna ha delineato le proprie competenze in materia di trasporto pubblico:

1. Approvazione del piano regionale dei trasporti e dei programmi triennali.

2. Definizione dei servizi minimi e gestione delle risorse finanziarie.

3. Predisposizione di interventi per l’innovazione tecnologica e il controllo della sicurezza.

4. Disciplina delle tariffe, dei criteri di utilizzo dei mezzi e delle modalità di accesso per le persone con disabilità.

Azioni richieste alla Giunta regionale

Con un documento ufficiale, l’Assemblea legislativa ha sollecitato la Giunta regionale a:

  • Effettuare una ricognizione delle linee di trasporto pubblico per verificare il rispetto dei principi di accessibilità e parità di trattamento per le persone con disabilità.
  • Comunicare i risultati di tale controllo e avviare iniziative volte a garantire l’accesso universale ai servizi di trasporto.

La necessità di intervento è confermata dalle segnalazioni di episodi critici sul territorio regionale, come autobus privi di pedane per carrozzine, treni inaccessibili dalle banchine e casi di passeggeri con cane guida lasciati a terra.

Conclusioni

L’impegno della Regione Emilia-Romagna si pone come obiettivo non solo l’adeguamento dei mezzi di trasporto alle normative europee, ma anche la promozione di un sistema di mobilità più equo e inclusivo. Rendere il trasporto pubblico accessibile significa garantire indipendenza e dignità alle persone con disabilità, contribuendo così a una società più giusta e solidale.

(Inviato da Dubbio)

domenica 4 febbraio 2024

Stallo e ripartenza. Come viaggia il Comune su disabilità e barriere architettoniche?

Zuntini affonda: "Immobilismo Giunta sul tema". All'indice soprattutto il piano rimozione barriere architettoniche e relativo bando. Dal Diversity Team la replica: "Siamo all'opera"



di Nicola Maria Servillo

 

Sono passati ormai due mesi da quando la consigliera comunale dem, Cristina Ceretti, ha rinunciato alle deleghe sulla “famiglia, disabilità e sussidiarietà circolare”. D’allora cosa è cambiato? L'Assessore Luca Rizzo Nervo è ora responsabile delle questioni legate alla disabilità, mentre Erika Capasso si occupa della sussidiarietà sociale. Secondo Manuela Zuntini- vicepresidente del consiglio comunale, e coordinatrice cittadina di Fratelli D'Italia -la città sarebbe "molto indietro" e "non ha fatto niente in due anni" per affrontare la problematica delle barriere architettoniche e la promozione delle pari opportunità per i cittadini con disabilità. Accuse alle quali replica chi è ora al lavoro sul tema, come Maximiliano Ulivieri, membro del Diversity Team del comune di Bologna. 

Piano rimozione barriere architettoniche

Gli ultimi grandi provvedimenti intorno alla disabilità risalgono circa a fine del mandato dell’ex sindaco Virginio Merola, nel luglio 2021. Ai tempi esisteva la figura del Disability Manager, Egidio Sosio , il quale aveva affiancato il consiglio nella stesura e approvazione di un piano di riforma edilizia per rendere negozi ed edifici pubblici accessibili ai cittadini con sedie a rotelle. Il piano elencava una serie di requisiti e norme che, a seconda delle caratteristiche degli accessi, imponeva l'aggiunta di uno scivolo o dell'abbattimento dello scalino che separava il marciapiede dall'entrata. Incluso nel provvedimento c'era un bando per le attività commerciali del centro della zona T dal valore di 100.000 €, offerti dalla Camera di Commercio di Bologna a fondo perduto, a disposizione degli esercenti che volessero chiedere un contributo e procedere ad abbattere le barriere architettoniche. In queste linee guida per la ‘vivitabilità’ degli edifici aperti al pubblico la deadline era fissata a due anni; quindi, settembre 2023, data entro la quale i negozi potevano presentare domanda e adeguarsi. Scaduto il termine sarebbero dovute partire le sanzioni.

Con l’elezione del sindaco Matteo Lepore non è stata confermata la figura del ‘Disability manager’ che sarà in seguito sostituita dal 'Diversity Team', ma non prima di febbraio 2023. Secondo la consigliera all'opposizione, la rimozione del Disability Manager sarebbe da imputarsi al fatto si ritenesse "superflua tale figura" e che con la sua sparizione si fossero "lasciate in panne le associazioni cittadini che avevano quel referente”.

Addio al Disability manager unico 

La meloniana accusa poi il Comune di non “non aver pubblicato” il  bando contributo rimozione barriere, già approvato, provocando uno stallo. "Fin dall'inizio del mandato il gruppo di Fratelli D’Italia in consiglio, in primis Marta Evangelisti (quando era ancora in consiglio comunale ndr), e io stessa - aggiunge Zuntini - abbiamo richiesto la reintroduzione della figura del Disability manager e abbiamo spesso sollevato la questione della pubblicazione dei bandi, chiedendo anche perché non facessero informazione sulla norma del regolamento edilizio".

Ad oggi - continua Zuntini - per due anni e mezzo l'amministrazione non ha fatto niente, lo stanno ribadendo nelle riunioni della Consulta per l'handicap, che in questi giorni poi sono anche abbastanza frequenti, dove io partecipo come consigliere”. “Arrivati al 29 di settembre 2023, data in cui scadeva la data per l'adeguamento (degli edifici per l'abbattimento delle barriere, ndr), e sarebbero potute partire anche le sanzioni ai negozianti, cosa han fatto? Ovviamente - affonda Zuntini - per non essere infamati hanno fatto una delibera dicendo che le sanzioni venivano sospese e che procederanno a rivedere ulteriormente le linee guida. Quindi allungando ulteriormente i tempi.

 Abbiamo verificato l’accessibilità del centro di Bologna per un disabile. Ecco come è andata | VIDEO

Ulivieri: "Diversity team è al lavoro"

Accuse alle quale replica Maximiliano Ulivieri, membro del Diversity Team del comune di Bologna. Sul piano accessibilità edifici sottolinea come ci sia "una pecca sull’aspetto informativo nel senso che pochi negozianti sanno di questo nuovo regolamento ed è difficile fare arrivare il messaggio",  ma "su questo aspetto si sta provvedendo". E rassicura che - al netto dei ritardi - adesso "il progetto è ripartito alla grande anche grazie a Diversity team”, attivo da febbraio 2023. Per quanto riguarda la figura del Disability manager il motivo della sua rimozione (a favore del Diversity team) è perché - spiega ancora Ulivieri - “sembrava un po’ riduttivo avere solo una persona che si occupasse di tutta la disabilità e le discriminazioni, per questo il sindaco ha preferito formare un gruppo che fosse più diversificato e lavorasse in maniera intersezionale, ma soprattutto si occupasse dell'ampliamento dello Spad, lo sportello antidiscriminazioni. Ed è quello che stiamo facendo. E spero che nel giro di poco tempo riusciremo a mettere all'interno dello Spad anche le discriminazioni che riguardano le persone con disabilità.

"Ricordo che – continua il Diversity manager - non è neanche un anno che siamo, diciamo esistenti. Quindi non è che in un anno si possano modificare tutte le cose che non funzionano ora perché anche nell'altra amministrazione tante cose non andavano bene.” Per quanto riguarda il tema del rallentamento e la “sospensione” delle multe, Ulivieri ha giustificato la decisione apportandola ad una legittima necessità di modificare il testo visto il tema “complicatissimo”. “Invece di iniziare a fare le multe cerchiamo  intanto di parlare  bene col pubblico e gli esercenti, e solo dopo presentare le eventuali multe” ha chiosato. I primi risultati sono dietro l'angolo: "la mia prima vittoria da Diversity Manager - conclude Ulivieri - è che in questi giorni monteranno il servoscale nella scuola dove va mia figlia in cui non potevano accedere persone in carrozzina. Erano anni che lo chiedevano e finalmente ci siamo riusciti."

Contributi barriere architettoniche anche per edifici privati

Sul tema barriere architettoniche Ulivieri ricorda anche che si può richiedere il contributo per abbatterle anche per gli edifici privati  , come indicato nelle linee guida per lavori ancora da eseguire in edifici progettati prima dell'11 agosto 1989. Si può fare domanda entro le ore 12 del 1° marzo di ogni anno per rientrare nel bando dell’anno in corso. Le domande presentate dopo il 1° marzo rientreranno nella graduatoria dell’anno successivo.In ogni caso va  presentata la domanda obbligatoriamente prima di dare inizio ai lavori.

Chi può fare richiesta? Le persona disabile, il tutore, il curatore, l'amministratore di sostegno , i genitori per il minore disabile. Tra i documenti necessari il certificato di invalidità o 104 oppure certificato di un medico, un documento di identità di chi presenta la domanda, l'Isee del nucleo familiare (per la sola graduatoria regionale), la copia del verbale dell'assemblea condominiale (per lavori nelle parti comuni) e il benestare del proprietario (se si risiede in affitto). (Qui tutti i dettagli)

 Cinema Modernissimo, Ulivieri: "Per una persona disabile è un’impresa"

Cosa è il Diversity Team

Il Diversity Team comprende le figure dei Diversity Manager,  esperti commissionati dal consiglio comunale che si occupano di diritti lgbt, politiche di genere e pari opportunità. Il gruppo collabora con l'Ufficio Diritti e Città Plurale per promuovere una gestione inclusiva di tutte le forme di diversità. Il loro obiettivo principale è migliorare l'accessibilità dei servizi pubblici e promuovere una rappresentatività più equa della popolazione residente all'interno del personale comunale. In questo modo, si cerca di aumentare la presenza di gruppi sotto rappresentati all'interno dell'organizzazione. Inoltre, svolgono un ruolo chiave nell'assistere l'amministrazione nel progetto di espansione dello Sportello Antidiscriminazioni (Spad).

(Inviato da Dubbio) 

lunedì 29 gennaio 2024

Stallo e ripartenza. Come viaggia il Comune di Bologna su disabilità e barriere architettoniche?

Zuntini affonda: "Immobilismo Giunta sul tema". All'indice soprattutto il piano rimozione barriere architettoniche e relativo bando. Dal Diversity Team la replica: "Siamo all'opera"

 

Dubbio invia per la pubblicazione un testo di Nicola Servillo:

 

Sono passati ormai due mesi da quando la consigliera comunale dem, Cristina Ceretti, ha rinunciato alle deleghe sulla “famiglia, disabilità e sussidiarietà circolare”. D’allora cosa è cambiato? L'Assessore Luca Rizzo Nervo è ora responsabile delle questioni legate alla disabilità, mentre Erika Capasso si occupa della sussidiarietà sociale. Secondo Manuela Zuntini- vicepresidente del consiglio comunale, e coordinatrice cittadina di Fratelli D'Italia -la città sarebbe "molto indietro" e "non ha fatto niente in due anni" per affrontare la problematica delle barriere architettoniche e la promozione delle pari opportunità per i cittadini con disabilità. Accuse alle quali replica chi è ora al lavoro sul tema, come Maximiliano Ulivieri, membro del Diversity Team del comune di Bologna. 

Piano rimozione barriere architettoniche

Gli ultimi grandi provvedimenti intorno alla disabilità risalgono circa a fine del mandato dell’ex sindaco Virginio Merola, nel luglio 2021. Ai tempi esisteva la figura del Disability Manager, Egidio Sosio , il quale aveva affiancato il consiglio nella stesura e approvazione di un piano di riforma edilizia per rendere negozi ed edifici pubblici accessibili ai cittadini con sedie a rotelle. Il piano elencava una serie di requisiti e norme che, a seconda delle caratteristiche degli accessi, imponeva l'aggiunta di uno scivolo o dell'abbattimento dello scalino che separava il marciapiede dall'entrata. Incluso nel provvedimento c'era un bando per le attività commerciali del centro della zona T dal valore di 100.000 €, offerti dalla Camera di Commercio di Bologna a fondo perduto, a disposizione degli esercenti che volessero chiedere un contributo e procedere ad abbattere le barriere architettoniche. In queste linee guida per la ‘vivitabilità’ degli edifici aperti al pubblico la deadline era fissata a due anni; quindi, settembre 2023, data entro la quale i negozi potevano presentare domanda e adeguarsi. Scaduto il termine sarebbero dovute partire le sanzioni.

Con l’elezione del sindaco Matteo Lepore non è stata confermata la figura del ‘Disability manager’ che sarà in seguito sostituita dal 'Diversity Team', ma non prima di febbraio 2023. Secondo la consigliera all'opposizione, la rimozione del Disability Manager sarebbe da imputarsi al fatto si ritenesse "superflua tale figura" e che con la sua sparizione si fossero "lasciate in panne le associazioni cittadini che avevano quel referente”.

Addio al Disability manager unico 

La meloniana accusa poi il Comune di non “non aver pubblicato” il  bando contributo rimozione barriere, già approvato, provocando uno stallo. "Fin dall'inizio del mandato il gruppo di Fratelli D’Italia in consiglio, in primis Marta Evangelisti (quando era ancora in consiglio comunale ndr), e io stessa - aggiunge Zuntini - abbiamo richiesto la reintroduzione della figura del Disability manager e abbiamo spesso sollevato la questione della pubblicazione dei bandi, chiedendo anche perché non facessero informazione sulla norma del regolamento edilizio".

Ad oggi - continua Zuntini - per due anni e mezzo l'amministrazione non ha fatto niente, lo stanno ribadendo nelle riunioni della Consulta per l'handicap, che in questi giorni poi sono anche abbastanza frequenti, dove io partecipo come consigliere”. “Arrivati al 29 di settembre 2023, data in cui scadeva la data per l'adeguamento (degli edifici per l'abbattimento delle barriere, ndr), e sarebbero potute partire anche le sanzioni ai negozianti, cosa han fatto? Ovviamente - affonda Zuntini - per non essere infamati hanno fatto una delibera dicendo che le sanzioni venivano sospese e che procederanno a rivedere ulteriormente le linee guida. Quindi allungando ulteriormente i tempi.

 Abbiamo verificato l’accessibilità del centro di Bologna per un disabile. Ecco come è andata | VIDEO

Ulivieri: "Diversity team è al lavoro"

Accuse alle quale replica Maximiliano Ulivieri, membro del Diversity Team del comune di Bologna. Sul piano accessibilità edifici sottolinea come ci sia "una pecca sull’aspetto informativo nel senso che pochi negozianti sanno di questo nuovo regolamento ed è difficile fare arrivare il messaggio",  ma "su questo aspetto si sta provvedendo". E rassicura che - al netto dei ritardi - adesso "il progetto è ripartito alla grande anche grazie a Diversity team”, attivo da febbraio 2023. Per quanto riguarda la figura del Disability manager il motivo della sua rimozione (a favore del Diversity team) è perché - spiega ancora Ulivieri - “sembrava un po’ riduttivo avere solo una persona che si occupasse di tutta la disabilità e le discriminazioni, per questo il sindaco ha preferito formare un gruppo che fosse più diversificato e lavorasse in maniera intersezionale, ma soprattutto si occupasse dell'ampliamento dello Spad, lo sportello antidiscriminazioni. Ed è quello che stiamo facendo. E spero che nel giro di poco tempo riusciremo a mettere all'interno dello Spad anche le discriminazioni che riguardano le persone con disabilità.

"Ricordo che – continua il Diversity manager - non è neanche un anno che siamo, diciamo esistenti. Quindi non è che in un anno si possano modificare tutte le cose che non funzionano ora perché anche nell'altra amministrazione tante cose non andavano bene.” Per quanto riguarda il tema del rallentamento e la “sospensione” delle multe, Ulivieri ha giustificato la decisione apportandola ad una legittima necessità di modificare il testo visto il tema “complicatissimo”. “Invece di iniziare a fare le multe cerchiamo  intanto di parlare  bene col pubblico e gli esercenti, e solo dopo presentare le eventuali multe” ha chiosato. I primi risultati sono dietro l'angolo: "la mia prima vittoria da Diversity Manager - conclude Ulivieri - è che in questi giorni monteranno il servoscale nella scuola dove va mia figlia in cui non potevano accedere persone in carrozzina. Erano anni che lo chiedevano e finalmente ci siamo riusciti."

Contributi barriere architettoniche anche per edifici privati

Sul tema barriere architettoniche Ulivieri ricorda anche che si può richiedere il contributo per abbatterle anche per gli edifici privati  , come indicato nelle linee guida per lavori ancora da eseguire in edifici progettati prima dell'11 agosto 1989. Si può fare domanda entro le ore 12 del 1° marzo di ogni anno per rientrare nel bando dell’anno in corso. Le domande presentate dopo il 1° marzo rientreranno nella graduatoria dell’anno successivo.In ogni caso va  presentata la domanda obbligatoriamente prima di dare inizio ai lavori.

Chi può fare richiesta? Le persona disabile, il tutore, il curatore, l'amministratore di sostegno , i genitori per il minore disabile. Tra i documenti necessari il certificato di invalidità o 104 oppure certificato di un medico, un documento di identità di chi presenta la domanda, l'Isee del nucleo familiare (per la sola graduatoria regionale), la copia del verbale dell'assemblea condominiale (per lavori nelle parti comuni) e il benestare del proprietario (se si risiede in affitto). (Qui tutti i dettagli)

 Cinema Modernissimo, Ulivieri: "Per una persona disabile è un’impresa"

Cosa è il Diversity Team

Il Diversity Team comprende le figure dei Diversity Manager,  esperti commissionati dal consiglio comunale che si occupano di diritti lgbt, politiche di genere e pari opportunità. Il gruppo collabora con l'Ufficio Diritti e Città Plurale per promuovere una gestione inclusiva di tutte le forme di diversità. Il loro obiettivo principale è migliorare l'accessibilità dei servizi pubblici e promuovere una rappresentatività più equa della popolazione residente all'interno del personale comunale. In questo modo, si cerca di aumentare la presenza di gruppi sotto rappresentati all'interno dell'organizzazione. Inoltre, svolgono un ruolo chiave nell'assistere l'amministrazione nel progetto di espansione dello Sportello Antidiscriminazioni (Spad).

 

sabato 28 gennaio 2023

Accoglienza medica avanzata per le persone con disabilità

4 febbraio, a Castiglione dei Pepoli


L’Azienda USL di Bologna prosegue l’attività di informazione e aggiornamento sul percorso DAMA, recentemente rivisto con il contributo dei Distretti e delle Amministrazioni Comunali.

L’evento del 4 febbraio è organizzato da ANFFAS, una associazione che da tempo collabora insieme a diverse altre associazioni di utenti e familiari che forniscono un forte contributo nel indirizzare l’accoglienza nelle strutture sanitarie secondo le reali necessità delle persone con disabilità dalla nascita.



martedì 3 maggio 2022

Più “Vita Indipendente” a Bologna con ExpressCare: il portale di servizi per l’assistenza gestito direttamente da persone con disabilità

Riceviamo: 

 

In occasione del 5 maggio, giornata europea per il diritto alla Vita Indipendente, viene lanciato a Bologna un nuovo servizio che promuove l’autonomia delle persone con disabilità, creato e gestito direttamente da queste ultime. Si tratta di una nuova piattaforma virtuale dove assistenti, badanti e colf possono trovare lavoro e offrire i propri servizi a persone anziane, disabili e famiglie, senza costi di intermediazione.

Si chiama ExpressCare e, diversamente da altre esperienze simili, è un progetto non-profit creato direttamente da persone con disabilità, secondo la filosofia della “vita indipendente”, ed è gestito dall’associazione Rete per l’autonomia (REA), in collaborazione con UILDM Bologna (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare).

“L’obiettivo è ben riassunto dallo slogan di ExpressCare: L’aiuto che vuoi, la libertà che meriti” - spiega Alice Greco, presidente di UILDM Bologna, che si muove in carrozzina e ha bisogno di assistenza personale a tempo pieno-. “Per una persona con una disabilità grave come me, trovare l’aiuto giusto, l’assistente più adatto, significa poter vivere in modo libero e indipendente. Attraverso il sito di ExpressCare è finalmente possibile sfogliare liberamente i profili di assistenti e contattarli, senza essere costretti a pagare intermediari”.

Il sito www.expresscare.it è facilmente accessibile per tutti: chi cerca lavoro assistenziale o domestico può creare un profilo in pochi minuti, mentre le persone disabili o anziane che hanno bisogno di assistenza, o anche solo di un aiuto per fare la spesa, possono scegliere in autonomia l’assistente più adatto e contattarlo senza costi. I risultati di ricerca mostrano anche la distanza in chilometri dall’assistente, consentendo così di scegliere i candidati più vicini.

Possono iscriversi a ExpressCare persone che cercano lavoro come assistenti personali o badanti di persone anziane o disabili, ma anche colf, baby-sitter, o persone disponibili per piccole commissioni e aiuto domestico in generale. 
Non solo: l’aspetto innovativo di ExpressCare è l’iscrizione di volontari e associazioni. Ad esempio, un’associazione che offre un servizio di trasporto accessibile può creare il proprio profilo e ricevere richieste direttamente tramite la piattaforma.

Lo spirito del progetto è infatti quello di garantire un libero accesso alle risorse assistenziali, fuori da logiche di profitto e puntando sulla qualità: ExpressCare promuove anche la formazione dei candidati presenti sulla piattaforma. Sono ad esempio già disponibili sul sito i profili dei circa venti allievi che hanno seguito lo specifico corso ExpressCare per assistenti di persone con disabilità, terminato nel marzo scorso a Bologna.

Infatti, pur essendo d’aiuto in generale a famiglie, persone anziane e non autosufficienti, ExpressCare include servizi pensati ad hoc per favorire la vita indipendente delle persone con disabilità: un servizio di consulenza per la gestione dell’assistenza, corsi di formazione per assistenti personali, sviluppati in partnership con istituti riabilitativi specialistici e associazioni e un servizio di assistenza e accompagnamento prenotabile tramite ExpressCare, erogato da personale UILDM Bologna.

“L’idea è arrivare anche a chi non è pratico di siti di annunci o a chi non conosce la rete locale dei servizi” - continua Alice Greco-. “L’unica cosa che bisogna sapere è cosa si cerca: basta inserire nel sito il proprio bisogno assistenziale e in pochi “tap” sullo smartphone si ottiene un elenco di assistenti, badanti, colf e volontari disponibili nella propria zona. La ricerca è geolocalizzata, per favorire l’incontro tra persone che vivono vicine e possono aiutarsi”.

Uno degli obiettivi è infatti la creazione di reti solidali di vicinato; e per aumentare l’affidabilità del sistema sarà presto implementata la possibilità di dare un feedback sulle prestazioni ricevute, lasciando una valutazione sul profilo di assistenti e volontari.

ExpressCare ha vinto il premio “WelfareTogether 2019” di Fondazione Reale Mutua e il bando “Scuola di Azioni Collettive”: un percorso di formazione e sviluppo di progetti ad impatto sociale, economico, ambientale e culturale dedicato al Terzo Settore, alle comunità, alle reti e ai cittadini attivi del territorio promosso dalla Fondazione per l’Innovazione Urbana, in collaborazione con il Comune di Bologna e finanziato dal Programma operativo PON Metro 14-20 nell'ambito del progetto "Scuole di Quartiere". 

Il progetto nasce a Bologna, ma è già possibile iscriversi da tutta Italia.

domenica 27 marzo 2022

Casalecchio di Reno. Un Cammino lungo un giorno, edizione 2022

 Primo incontro: 'Camminare insieme. Le relazioni al tempo della pandemia,' domani, lunedì 28 marzo, alle  20.30, alla Casa Per la Pace 


Il Comune informa: 

 

Ritorna la rassegna Un cammino lungo un giorno - riflessioni e azioni sui temi della disabilità -  organizzata da Polisportiva Masi e associazione Percorsi di Pace, con il patrocinio dell'Amministrazione comunale, in collaborazione con Associazione Centro Documentazione HandicapFutura Associazione Persone Down famiglie e amiciAssociazione d'iDee, con il sostegno di Galileo Ingegneria. 

L’appuntamento di apertura sarà domani,  lunedì 28 marzo, alle  20.30, presso la Casa per la Pace "La Filanda" (via Canonici Renani, 8) e in diretta streaming sulla  pagina Facebook di Percorsi di Pace, con il primo appuntamento del ciclo “Camminare insieme. Le relazioni al tempo della pandemia: quali strategie e buone prassi utilizzare per superare le difficoltà?”.

 

Il programma prosegue in aprile: 

Venerdì 8 aprile, alle ore 20.45, sempre alla Casa per la Pace “La Filanda” si terrà la presentazione del libro di Carlo Lepri “Diventare grandi. La condizione adulta delle persone con disabilità intellettive” (edizioni Erikson) Con l’autore dialogherà Rosanna De Sanctis. 

Domenica 10 aprile, alle ore 9.45, sempre sul tema “Camminare insieme” vi sarà l’incontro con Cristina Semeghini (insegnante Scuola secondaria IC Centro Casalecchio), Stefano Masotti (psicoterapeuta), Nina Daita (coordinamento Politiche Disabilità CGIL) e Massimo Masetti, assessore Politiche Sociali. Coordinerà l’incontro Rosanna De Sanctis (psicoterapeuta, Associazione D’Idee.) 

Il clou della manifestazione sarà la Camminata solidale di 24 ore per l’inclusione delle persone con disabilità, da sabato 9 aprile, ore 9.30, fino  a domenica 10 aprile, sempre alle 9.30. Si tratta di una camminata accessibile a tutti, a staffetta, con due percorsi di diversa lunghezza. Partenza singola o a gruppi ogni 15 minuti con gruppi di un massimo 10 persone. Non è necessaria la mascherina, se non nei momenti di assembramento.

Per prenotare l’orario in cui partire scrivere asgarzura@gmail.com.

 

Info: Casa per la Pace, tel. 051 6198744 – www.casaperlapacefilanda.it  www.uncamminolungoungiorno.it