Cresce l’allarme per una nuova campagna di truffe digitali che sfrutta il nome
del Ministero della Salute. Nelle ultime ore, numerosi cittadini stanno
ricevendo email fraudolente che invitano a rinnovare la Tessera Sanitaria o ad
aggiornare i dati del Fascicolo Sanitario Elettronico tramite link
apparentemente ufficiali.
Si tratta,
in realtà, di tentativi di phishing: messaggi costruiti ad arte per sottrarre
informazioni personali, sensibili e, in alcuni casi, anche dati bancari. Le
comunicazioni imitano graficamente quelle istituzionali, rendendo difficile
distinguere i siti falsi da quelli autentici.
Il Ministero
chiarisce che non invia email di questo tipo e ribadisce che sia la
Tessera Sanitaria sia il Fascicolo Sanitario Elettronico sono servizi
completamente gratuiti, che non richiedono pagamenti né inserimento di dati
attraverso link ricevuti via email.
Le autorità invitano i cittadini a mantenere alta l’attenzione e a seguire
alcune semplici regole di sicurezza:
non cliccare sui link presenti
nei messaggi sospetti
non inserire dati personali o
finanziari
eliminare immediatamente
l’email ricevuta
Per
qualsiasi verifica o informazione, è fondamentale rivolgersi esclusivamente ai
canali ufficiali del Ministero.
L’episodio
si inserisce in un fenomeno più ampio di truffe online sempre più sofisticate,
che sfruttano l’urgenza e la fiducia nei servizi pubblici per colpire un numero
crescente di utenti.
L'allarme della questura, truffe in aumento nelle ultime due
settimane
Foto d'archivio
Hanno telefonato a casa di una donna a Imola: si
sono presentati come agenti del commissariato e, con un raggiro, si sono fatti
consegnare 300mila euro mediante bonifici bancari.
Una truffa ingente sulla quale sono in corso
indagini, da parte della polizia.
Un episodio che attesta, come spiega la questura di Bologna
in una nota, un "incremento degli episodi di raggiri nelle ultime due
settimane.
Questi, per la maggior parte casi, vedono come principali
vittime le persone anziane. Un fenomeno in crescita che pone la massima
attenzione e una costante attività di prevenzione".
Sedicenti tecnici del gas, artigiani, addetti delle poste o
alla riscossione dei tributi, finti avvocati, agenti e militari: i truffatori
si presentano sempre con profili diversi e adducono scuse per carpire la
fiducia degli interlocutori. Raccontano anche 'storie' diverse: dai parenti in
pericolo di vita o in guai giudiziari, a causa di incidenti o investimenti
sbagliati, ai controlli a impianti o sopralluoghi nelle case.
La questura consiglia di non aprire la porta, non mostrare a
nessuno dove si tengono monili preziosi o cantanti e, soprattutto, di prestare
attenzione al numero di telefono dal quale si viene contattati. Verificare
sempre se l'utenza appartiene alle forze dell'ordine, se si ha il dubbio meglio
interrompere subito la chiamata e allertare il 112. (ANSA)
La Camera di commercio invita le imprese a prestare la massima attenzione a telefonate, email e comunicazioni postali che contengano richieste sospette di autenticazione o di pagamento.
Si segnala infatti che la Camera di commercio non invia bollettini postali né fornisce istruzioni per effettuare bonifici bancari tramite email o posta ordinaria. Analogamente, nessun funzionario dell’Ente contatta telefonicamente le imprese per richiedere dati sensibili, come estremi bancari, informazioni su clienti e fornitori, fatturato o altri dati riservati.
Massima cautela va inoltre riservata alle email contenenti link esterni, che possono nascondere tentativi di phishing o attacchi informatici. È stata rilevata, a tal proposito, una campagna di phishing rivolta a diverse imprese, che utilizza abusivamente il nome di InfoCamere e delle Camere di Commercio.
Le email fraudolente hanno spesso come oggetto frasi del tipo "Servizio RIIT – Ricevuta [...]" e invitano gli utenti a cliccare su link che, pur apparendo simili agli indirizzi ufficiali del sistema camerale, rimandano a siti malevoli estranei all’infrastruttura ufficiale.
Si invita pertanto a verificare con attenzione l'autenticità delle comunicazioni ricevute e, in caso di dubbio, a contattare direttamente la Camera di commercio tramite i canali ufficiali.
Truffatori hacker adottano altri
sistemi per imbrogliare le vittime, ma non sempre funzionano.
Una bolognese sulla cinquantina ha riattaccato la telefonata di un
delinquente che la voleva truffare con la scusa di ottenere 13.000 euro per
rilasciare il marito coinvolto in un incidente stradale che col nuovo Codice
della Strada avrebbe rischiato 18 mesi di carcere. Poco prima, il malvivente
aveva tentato lo stesso raggiro con la madre della donna, ottenendo lo stesso
risultato deludente. Mamma e figlia hanno evitato la trappola dei criminali,
denunciandone l’accaduto ai Carabinieri della Stazione di Borgo Panigale, ma
nonostante tutto sono rimaste traumatizzate, poiché questi reati, anche se
tentati, lasciano sempre il segno.
Anche a Fontanelice, due anziani hanno evitato un imbroglio analogo
riattaccando il telefono e avvisando i familiari. Ma non è tutto, perché di
recente si sono verificati altri tentativi di truffa da parte di truffatori
hacker che braccati dalla campagna informativa dei Carabinieri hanno iniziato
ad adottare altri sistemi, come lo “Spoofing” in cui riescono a far apparire
alla vittima una chiamata in arrivo con un numero di telefono diverso da quello
utilizzato. Il malcapitato pensa di essere contattato da un’utenza fissa che
nella realtà, ad esempio, corrisponde a una caserma dei Carabinieri, ma di
fatto è una specie di “spettro” che maschera il numero di telefono. In altri
casi, invece, i truffatori usano le immagini digitali di appartenente alle
Forze dell’Ordine in uniforme e le adoperano come foto e poster di contatto, in
maniera tale che la vittima, oltre alla chiamata in arrivo, si vede comparire
anche la foto di un soggetto in divisa. In questi casi, i delinquenti attaccano
anche i giovani, facendo leva sugli strumenti utilizzati che possono indurre a pensare
che si tratti di una cosa reale. Nonostante tutto, la campagna informativa dei
Carabinieri continua e funziona, perché nei casi descritti, uno ad Ozzano
Emilia (tecnica dello spoofing – Richiesti 38.000 euro), uno a Savigno e uno a
Sala Bolognese (tecnica della foto di appartenente Forze Ordine – Richiesti
24.900 euro), le vittime non ci sono cascate.
I consigli preziosi dei Carabinierihanno
consentito a una 57enne di Castel San Pietro Terme di evitare la trappola di un
criminale che l’aveva contattata telefonicamente spacciandosi per il
“Maresciallo La Ronca” di Osteria Grande (Frazione del Comune di Castel San
Pietro Terme , dove non esiste alcuna Stazione Carabinieri) e cercando di
acquisire informazioni utili per truffarla. La donna non ci è cascata e ha riattaccato
il telefono, come suggerito dalle migliaia di campagne informative portate
avanti dall’Arma dei Carabinieri in tutta Italia.
Informazioni e consigli:
La campagna informativa dei Carabinieri contro le truffe agli anziani prosegue
continuamente per mantenere alta l’attenzione a un fenomeno ancora presente.
Grazie ai consigli dei Carabinieri e al passa parola della gente che partecipa
agli incontri, nell’ultima settimana sono state sventate sei truffe da cui
erano state richieste somme di denaro per un ammontare di 75.900 euro.
“Diffidate delle apparenze e dei tesserini di riconoscimento”, “Non aprite
mai la porta agli sconosciuti”, sono alcuni dei consigli dei Carabinieriche incoraggiano a telefonare al 112,
superando il timore di arrecare disturbo a chi risponde. Nessuna telefonata al
112 è inutile se si teme un raggiro o semplicemente per chiedere un consiglio
all’operatore del 112 che nel caso specifico, può impiegare una pattuglia dei
Carabinieri per raggiungere l’interlocutore e aiutarlo.
Individuati dai militari alcuni casi di truffa, di cui uno a Castel di Casio: una donna è stata derubata di 15 mila euro
Foto d'archivio
I Carabinieri raccomandano sempre la massima attenzione sul fenomeno delle truffe, attuate soprattutto ai danni delle fasce deboli. Ricordano poi di diffidare degli annunci di vendita particolarmente allettanti e di prestare attenzione a chi chiede il versamento di denaro con modalità che non offrono tutele per l’acquirente: il versamento su una carta postepay permette infatti al truffatore di avere immediata disponibilità della somma e di prelevarla immediatamente.
A riprova del dinamismo dei maleintenzionati i Carabinieri portano a esempio due casi recenti risolti dagli operatori dell'Arma:
Il primo a Castel di Casio dove i militari, al termine di una lunga e articolata attività investigativa, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Bologna, undici persone di diverse nazionalità e di età compresa tra i 20 e i 68 anni, molte delle quali già note alle forze dell’ordine, resesi responsabili di truffe in concorso. Nello specifico, una pensionata del posto, dopo essere stata illusa e truffata per quasi due anni da un sedicente uomo dai modi gentili, il quale l’ha indotta ad effettuare complessivamente 42 ricariche telefoniche per un totale di 15.000 euro, si è rivolta ai Carabinieri della stazione di via Marconi per depositare una querela nei confronti di un gentiluomo, presentatosi come un cittadino di nazionalità argentina, separato e con una figlia, il quale nel settembre del 2021 l’ha contattata telefonicamente attraverso un’applicazione di messaggistica. Il sedicente argentino, approfittando di un periodo di debolezza della donna, rimasta sola, ha instaurato subito un’amicizia, iniziando così ad intraprendere una frequentazione telefonica, fatta di scambio di messaggi e telefonate.
Dopo averle fatto domande circa il luogo dove abitava, la situazione familiare nonché quella patrimoniale, si è conquistato la sua fiducia e, dopo alcuni mesi, le ha chiesto del denaro con la promessa di trasferirsi a casa sua per vivere insieme. Le richieste di denaro, all’inizio fatte di piccole cifre del tipo 100 o 200 euro, accreditate sempre sulla stessa postepay, hanno iniziato ad aumentare fino ad arrivare a raggiungere cifre importanti del tipo 4000 euro, versate questa volta su carte prepagate diverse; complessivamente ammontano a 42 carte postepay e un totale di circa 15.000 euro. Dopo quasi due anni di frequentazione telefonica e promesse mai mantenute, la donna, stanca di essere presa in giro, ha avuto il coraggio di interrompere la frequentazione e chiedere aiuto ai militari dell’Arma.
I Carabinieri di Malalbergo, hanno deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Bologna due donne italiane di 18 e 35 anni, già note alle forze dell’ordine, accusate del reato di truffa in concorso. Nella circostanza, la vittima, 51enne italiano, si è rivolto ai militari della locale stazione e gli ha riferito di aver compilato, ignaro di tutto e al fine di ricevere un preventivo per la propria utilitaria, un forum con tutti i propri dati personali preso dall’interno un sito internet di una compagnia assicurativa. A seguito di un breve scambio di messaggi tra il sedicente broker assicurativo e il 51enne, quest’ultimo è stato indotto ad effettuare dapprima un bonifico e poi una ricarica postepay di euro 200 ciascuno, ricevendo poco dopo il contratto assicurativo sulla propria e-mail. Fermato a bordo della sua utilitaria per un controllo stradale, l’uomo ha scoperto di circolare con l’autovettura senza la copertura assicurativa obbligatoria e, quella in suo possesso, era palesemente falsa. Solo in quell’occasione, il 51enne ha realizzato di essere stato raggirato e truffato dal sedicente broker. Solo grazie alla meticolosa attività investigativa, i Carabinieri della stazione di Malalbergo sono riusciti a risalire alla vera identità del sedicente broker e della sua complice, denunciandoli entrambi all’Autorità giudiziaria.
I consigli dei Carabinieri del Comando Provinciale per evitare di cadere nella rete dei
malviventi
Foto d'archivio
I Carabinieri sono impegnati nell’attività di contrasto alle truffe invitano
la cittadinanza a seguire alcune regole per evitare di cadere nella trappola
dei malfattori che ogni giorno si inventano raggiri sempre più raffinati per
ingannare il prossimo, al fine di ottenere un vantaggio economico.
Di fronte a una truffa è fondamentale rivolgersi subito alla Stazione
Carabinieri più vicina per denunciare l’accaduto e consentire ai militari di
avviare le indagini.
Soltanto nell’ultima settimana, i Carabinieri si sono trovati di fronte
anche situazioni eterogenee ed ingegnose, quindi non solo truffe online (alcune
persone sono state deferite all’Autorità giudiziaria) o truffe del finto
avvocato o finto appartenente alle Forze dell’ordine, ma anche truffe
specifiche per agire sulla psiche dei malcapitati, come accaduto a Molinella: qualche
giorno fa, una persona è andata dai Carabinieri per denunciare una truffa che
aveva subito sui social network, dove era stata contattata da un soggetto
ignoto che l’aveva convinta a filmarsi e fotografarsi nuda, poi a trasferirgli
diverse migliaia di euro per essere “Liberata dal male”.
Fortunatamente, quando la persona si è resa conto che l’interlocutore era
soltanto un ciarlatano, è andata dai Carabinieri, anche se alleggerita in banca
di circa 20.000 euro.
A Castel San Pietro Terme, invece, una donna sulla sessantina e l’altra
vicina ai 90 anni, non ci sono cascate e hanno chiamato i Carabinieri: entrambe
erano state contattate telefonicamente
da un soggetto che, dopo essersi qualificato come appartenete alle Forze
dell’ordine, voleva sapere se erano in casa da sole, ma loro quando hanno
intuito di trovarsi di fronte a un imbroglione, hanno messo in pratica i
consigli dei Carabinieri, interrompendo subito la comunicazione e chiamato il
112.
A Vergato
e a Castel San Pietro telefonate e sms phishing inviati per compiere truffe on line:
6 persone denunciate dai Carabinieri.
Foto d’archivio
A Vergato i Carabinieri hanno denunciato un uomo e
una donna, rispettivamente di 46 e 31 anni, entrambi italiani, accusati di truffa in concorso. La vittima, 34
italiana, si è rivolta ai militari della stazione di via Modena riferendo di aver contattato un numero di telefono fisso, ricercato su internet, al fine
di attivare una polizza assicurativa. Poco dopo, convinta di aver ricevuto un
sms dal vero assicuratore, la donna ha inquadrato il QR code contenuto
all’interno del messaggio whatsapp ed ha effettuato il pagamento richiesto di
452,36 euro. Un sollecito dal sedicente assicuratore ad effettuare nuovamente al pagamento ha rivelato alla
donna di essere stata truffata.
Sempre a Vergato i Carabinieri hanno denunciato per
truffa aggravata un uomo e una donna, rispettivamente di 26 e 28 anni.Il truffato, 77enne italiano, ha raccontato ai militari di
essere stato contattato dall’ex moglie, la quale a sua volta aveva ricevuto un
sms da parte di un numero sconosciuto a firma della loro figlia con il quale informava
la madre di aver perso il cellulare e di aver bisogno di denaro. Il 77enne,
dopo aver inquadrato il QR code contenuto all’interno dell’sms ricevuto dalla
sedicente figlia, ha effettuato, due differenti versamenti dell’importo
complessivo di 1896 euro. Con una successiva telefonata con la “vera” figlia, l’uomo si è reso conto
di essere stato truffato.
A Castel San Pietro Terme la truffa è stata portata
a termine da una 52 italiana, già nota alle forze dell’ordine. La vittima,
30enne straniero, al fine di acquistare un’autovettura usata sulla piattaforma
e-commerce “Facebook Market”, ha contattato il numero di cellulare associato ad
un account business dove la 52enne ha simulato in un primo momento la
compravendita di una Fiat 500 e in un secondo momento quella di una Nissan
Qashqai, per un importo complessivo pari a 5200 euro. Non avendo ricevuto più
nessuna risposta dalla sedicente venditrice, il 30enne si è reso conto di
essere stato truffato e si è rivolto ai Carabinieri per
denunciare l’accaduto.
Sempre a Castel San Pietro Terme, i Carabinieri hanno
denunciato un 24enne italiano, già noto alle forze dell’ordine, accusato del
reato di truffa.
La vittima, 59enne italiana, dopo aver ricevuto
sulla propria utenza telefonica un sms che la informava di un prelievo
fraudolento pari a 198,47 euro avvenuto sul suo conto corrente, la invitava a
cliccare su un link, al fine di essere ricontattata. Il sedicente operatore,
facendo credere alla donna che si poteva bloccare il prelievo avvenuto a sua
insaputa, la invitava ad effettuate immediatamente due bonifici
dell’importo complessivo pari a 1500 euro, denaro che le sarebbe stato
restituito al termine delle operazioni. Recatasi in banca per ricevere
spiegazioni, la donna si è accorta di essere stata raggirata e truffata.
A
seguito delle lunghe e complesse attività investigative, i Carabinieri hanno
scoperto la vera identità dei vari intestatari collegati ai numeri di cellulare
dal quale sono partiti gli sms phishing e quella relativa agli intestatari
degli iban sui quali sono stati effettuati i vari bonifici da parte delle
vittime.
Invito alla
massima cautela: Arpae non interviene nelle case dei cittadini per controllare
depuratori d'acqua né per altri motivi
Sono stati segnalati
in questi giorni tentativi di truffe da parte di persone che si sono presentate
telefonicamente come operatori Arpae. L'Agenzia ribadisce che nessuno dei
suoi tecnici effettua controlli su depuratori ed erogatori di acqua di privati
cittadini né di altro tipo nelle case. I tecnici Arpae non entrano mai nelle
case private, se non su appuntamento per richieste da parte degli
interessati.
Invitiamo tutti alla massima cautela e a segnalare
alle forze dell’ordine eventuali persone sospette che si presentano
come operatori Arpae.
Su Bologna Today si riportano tre casi di truffa
attuata ieri ai danni di persone anziane:
Primo caso: due uomini in divisa scura si
sono spacciati per carabinieri, hanno detto a una signora di 89 anni di dover
effettuare un sopralluogo nell'abitazione a seguito di episodi di
furto nel condominio, così, mentre uno di loro la distraeva, l'altro ha
frugato e arraffato alcuni monili. È stata la stessa vittima, più tardi, a
chiamare il 113.
Secondo caso: una donna di 90 anni
ha incontrato due uomini sotto casa, un sedicente idraulico e un
finto agente della polizia locale che le hanno detto di dover fare un controllo
all'interno del condominio. La donna li ha fatti entrare in casa e poco dopo si
è vista riconsegnare un quadro. "Lo abbiamo recuperato dalle mani di un
malintenzionato che usciva dal palazzo, ora controlliamo per vedere se manca
altro" hanno detto alla vittima. Naturalmente, avevano staccato il quadro
dal muro, approfittando della distrazione dell'anziana che a quel punto si è
fidata e ha indicato i cassetti deve conservava ori, orologi e mille euro, che
poi sono spariti.
Terzo Caso: Una donna è stata seguita da un
uomo che indossava una mascherina. Questi si è presentato come tecnico della
caldaia che avrebbe dovuto controllare le tubature sul suo balconcino. Una
volta entrato nell'abitazione, dove era presente anche il marito, ed effettuata
la falsa verifica, ha salutato ed è uscito di casa. Ha suonato nuovamente pochi
minuti dopo insieme a un complice che si è spacciato come agente della polizia
locale e ha restituito alla signora delle foto incorniciate che aveva
ovviamente preso durante la visita precedente: "Le ho trovate nel
condominio, sono stati gli zingari", hanno detto alla coppia di anziani.
E, come da copione, è scattato il controllo. Quando i due anziani si sono resi
conto del furto hanno chiamato la Polizia. Bottino 700 euro, custoditi in
camera da letto, e monili per circa 10 mila euro, custoditi in una cassetta di
sicurezza in soggiorno.
Oltre 300 studenti universitari le avevano avute illecitamente
La guardia di finanza di Bologna, coordinata dalla Procura, ha individuato un sistema fraudolento che ha consentito, a oltre 300 studenti stranieri delle Università dell'Emilia-Romagna, di ottenere l'indebita assegnazione di borse di studio per un importo complessivo di circa un milione di euro, in parte finanziate con risorse del Pnrr.
Il sistema, ideato da cinque cittadini asiatici, di cui tre ex studenti dell'ateneo bolognese, prevedeva la falsificazione dei documenti che i connazionali appena iscritti ai corsi universitari dovevano allegare alle istanze per ottenere il sussidio economico da Er.go, l'Azienda regionale per il diritto agli studi superiori dell'Emilia-Romagna.
In alcune circostanze è stata riscontrata la contraffazione delle attestazioni consolari relative alla certificazione dei redditi dei rispettivi nuclei familiari nel Paese d'origine (le cosiddette attestazioni Isee estere), in quanto disconosciute dallo stesso Consolato riportato nei documenti. Tuttavia, nella maggior parte dei casi sono stati rinvenuti falsi contratti di affitto, ovvero l'inserimento dei nominativi degli studenti in atti di locazione già stipulati da ignari affittuari, per simulare, nei confronti dell'Ente erogatore, il sostenimento dell'affitto. Dai controlli svolti sono stati individuati alcuni monolocali di pochi metri quadrati nei quali, dai contratti d'affitto contraffatti, risultavano convivere oltre dieci studenti quando in realtà gli stessi venivano ospitati da amici. Gli ideatori intascavano per ogni pratica dai 300 ai 600 euro. Le indagini hanno messo in luce anche il ruolo di un'agenzia immobiliare presumibilmente compiacente. Gli accertamenti sono scattati dopo le segnalazioni di Er.go a seguito dei controlli a campione, sugli anni dal 2018 al 2021, svolti dallo stesso ente sulle tante domande, circa 25mila, inoltrate per l'ottenere una borsa di studio. È stato così possibile bloccare l'erogazione di finanziamenti per quasi 400mila euro e ottenere la restituzione, a oggi, di oltre 200mila euro.
Continuano a circolare, a nome dell’Agenzia, false e-mail riguardanti
incongruenze nelle liquidazioni periodiche dell’Iva, già segnalate lo scorso 13
ottobre.
L’Agenzia delle entrate disconosce questa tipologia di comunicazioni e
invita i malcapitati destinatari a cestinarle senza aprire allegati
Le e-mail di questo tipo si caratterizzano per:
mittente
indirizzo estraneo all’Agenzia delle entrate
oggetto
“Commissione di supervisione del registro tributario” oppure “Comitato per
l’osservanza dell’anagrafe tributaria” o “Gruppo di vigilanza sul registro
tributario” o ancora “Gruppo di controllo del registro tributario”
presenza
di riferimenti a presunte incoerenze relative alle liquidazioni periodiche
Iva presentate “per il trimestre 2023”
presenza
di un link apparentemente a dei documenti, ma che indirizza su un server
tramite il quale viene effettuato il download di codice malevolo sul
dispositivo della vittima
firma
come “Direzione Nazionale Agenzia delle Entrate”. (Segnalato da Dubbio)
Scoperte
false sponsorizzazioni nella Serie B Interregionale di Basket. Ricavi non
dichiarati per oltre 1 milione di euro. 23 i denunciati.
Il Comando Provinciale Bologna della Guardia di
Finanza informa:
Nei guai una
società di basket militante nella Serie B Interregionale e altre 20 società,
perlopiù bolognesi, attraverso un diffuso sistema di false sponsorizzazioni attuato
con la compiacenza di alcuni giocatori e dirigenti sportivi.
Nel corso delle indagini della Guardia di Finanza,
coordinate dalla Procura della Repubblica di Bologna, i finanzieri della
Compagnia di Imola hanno scoperto come il collaudato sistema di emissione di
fatture per operazioni inesistenti fosse coordinato dalla società di basket,
mediante la ricezione di denaro fino a quattro volte il reale valore delle
sponsorizzazioni effettuate; successivamente, tramite rimborsi e stipendi
gonfiati di alcuni dirigenti e giocatori, i valori monetari venivano prelevati
in contanti e in parte restituiti alle società sponsor.
Il meccanismo messo a punto ha consentito agli
sponsor di beneficiare di costi per abbattere il proprio imponibile ai fini
delle imposte dirette, con la conseguente evasione delle imposte dovute.
In conseguenza degli illeciti rilevati, è stata
avviata, nei confronti della società di basket, la proposta di disconoscimento
della natura di “Ente non commerciale”, con il venir meno del conseguente
regime di tassazione agevolato previsto per il “terzo settore”.
Gli accertamenti hanno quindi consentito di
ricondurre a tassazione maggiori ricavi per circa 750 mila euro; ulteriori 450
mila euro di imponibile sono stati contestati alle società sponsor che hanno
beneficiato della frode. Sono state denunciate 23 persone, tra dirigenti,
iscritti delle società sportive e componenti degli organi di amministrazione. Il
sistema fraudolento, oltre ad aver
causato una rilevante evasione fiscale e contributiva, ha altresì comportato
un’ulteriore alterazione delle condizioni di concorrenza, anche in danno delle
altre società sportive militanti nella medesima categoria di basket. Il
contrasto all’evasione fiscale, attuato dall’azione della Guardia di Finanza,
favorisce concretamente una più equa ripartizione del prelievo impositivo tra i
cittadini.
Sono a disposizione sul sito
dell’ABI www.abi.it dei
vademecum per contrastare i crimini informatici e le truffe, quindi per
accrescere la sicurezza degli utenti. Nei vademecum sono riportati alcuni
consigli utili per operare online più protetti e sicuri, per un uso consapevole
dei servizi finanziari.
Per operare online in modo comodo e
sicuro, infatti, è importante seguire alcune semplici regole:
·usare password diverse e sufficientemente lunghe, con
caratteri alfanumerici e caratteri speciali;
·accedere a Internet tramite i propri dispositivi
evitando reti pubbliche e/o aperte;
·installare un antivirus e mantenerlo costantemente
aggiornato;
·limitare la diffusione delle proprie informazioni
personali online;
·verificare l’attendibilità del mittente prima di
aprire eventuali link e allegati;
·in caso di telefonate “sospette”, verificare online il
numero di telefono o confrontarlo con i contatti ufficiali della propria banca.
In ogni caso, non fidarsi se vengono chiesti dati bancari o altri dati
riservati;
·se si pensa di essere rimasti vittima di una truffa o
di aver condiviso i propri dati bancari o delle carte di pagamento, contattare
immediatamente la propria banca.
L’ABI inoltre fornisce suggerimenti
per andare in banca in piena sicurezza, effettuare pagamenti con carte e prelevare
contanti allo sportello automatico (Atm) senza correre rischi, evitare di
cadere in truffe telefoniche.
I comportamenti da seguire
• Necessità da parte di ogni cliente di controllare periodicamente i movimenti
sul proprio conto corrente e di conservare con cura i codici di accesso ai
servizi bancari da remoto e il codice di sicurezza (Pin) delle proprie carte di
pagamento, strettamente personale.
• Per non esporsi a rischi, prediligere – ove possibile – servizi digitali che
permettono di effettuare operazioni senza recarsi in filiale, quali l’accredito
della pensione sul conto corrente e la domiciliazione delle utenze.
• Non essere ‘abitudinari’, occorre evitare ad esempio di andare in filiale
sempre al medesimo giorno e ora o facendo sempre lo stesso percorso;
• Non lasciarsi avvicinare da sconosciuti;
• Non lasciare mai incustoditi o in vista denaro, borse o oggetti di valore.
Utilizzando lo sportello automatico
(Atm)
·Occorre prelevare solo il denaro necessario e riponilo
subito al sicuro.
·Assicurarsi di non essere visti durante la digitazione
del codice segreto della carta (Pin) e di non avere estranei troppo vicini,
contatta la banca o rivolgersi al servizio clienti della propria carta se si
sospetta di essere stato ‘spiato’.
·Verificare che l’apparecchio non presenti anomalie o
irregolarità;
·Custodire sempre le credenziali delle carte in un
luogo sicuro, mai nel portafoglio o nella memoria del cellulare.
Attenzione alle truffe telefoniche
·Non prendere assolutamente in considerazione la
richiesta telefonica di effettuare bonifici per pagare servizi o utenze, o in
considerazione di richieste di denaro anche in relazione a parenti stretti cui
il frodatore potrebbe alludere.
·Non fornire alcun tipo di informazione finanziaria ad
operatori telefonici, nessuna banca o altro soggetto di natura finanziaria può
chiedere telefonicamente le credenziali di accesso al conto corrente online o
le coordinate bancarie.
• In caso di dubbi, contattare la banca e chiedere ragguagli.
Cosa fare se si è subito una truffa
·Sporgere querela verso ignoti alle Autorità
competenti, disconoscendo esplicitamente le operazioni finanziarie che ti sono
state illegittimamente attribuite.
·In caso di frodi su carte di pagamento, bloccare
immediatamente la propria carta chiamando il servizio clienti della propria
banca o emittente;
·inviare una raccomandata alla propria banca
evidenziando i fatti ed allegando sempre copia della denuncia e di un documento
di identità.
I suggerimenti sono predisposti
dall’ABI con la collaborazione delle Associazioni dei consumatori che lavorano
con ABI al Progetto Trasparenza Semplice, della Polizia di Stato, di CERTFin,
OSSIF e di ABILab.
Sottoscritto il Protocollo antiscippi per i
pensionati dei Comuni dell’Unione Reno Lavino Samoggia
L'Unione informa:
Un Fondo di Unione dedicato ai pensionati ultra 65enni vittime
di scippi, rapine, truffe, estorsioni o furti. È quello istituito dai Comuni
dell’Unione Reno Lavino Samoggia per tutelare gli anziani residenti nel
territorio e che ora, previa denuncia, potranno richiedere un rimborso per
i reati subiti.
Lo prevede il Protocollo d’Intesa siglato dai Comuni dell’Unione nelle
scorse settimane - rappresentati dal sindaco di Sasso Marconi
con delega al Welfare in Unione Roberto Parmeggiani -
e dai rappresentanti dei sindacati confederali, di categoria e dei pensionati
di Cgil, Cisl e Uil: Antonino Repace per la Cgil, Vincenzo
Curcio, Paolo Tebaldi e Alberto Schincaglia per
la Cisl e Manuel Michelacci per la Uil.
Il Fondo antiscippi sarà costituito dagli stanziamenti economici comunicati
annualmente da ogni Comune in co-progettazione con le parti firmatarie e
gestito in convenzione con il Centro per le vittime di Casalecchio di
Reno con il supporto/collaborazione delle organizzazioni sindacali
firmatarie. Inoltre, per definire l’andamento del progetto, il Protocollo
prevede l’istituzione di un tavolo negoziale in sede di Unione.
Il Centro per le Vittime informerà periodicamente le parti firmatarie
sull’andamento delle denunce e sul monitoraggio delle vittime.
Rimborsi previsti Gli ultra 65enni residenti nel territorio dell’Unione potranno richiedere
un rimborso in caso di denuncia per: scippo, rapina, estorsione, furto con
destrezza, furto con scasso, furto avvenuto all’interno dell’abitazione di
residenza in presenza dell’anziano e/o di famigliari, truffa.
Possono essere richiesti:
fino a 100 euro per sinistro all'anno per ogni anziano, ovvero una cifra pari
al valore riscontrabile se il bene sottratto è di importo inferiore.
All'importo dichiarato possono essere aggiunti i costi per il rifacimento dei
documenti fino al massimale previsto; euro 500 nel giorno del ritiro della
pensione limitato ad un evento all'anno per ogni anziano; fino a 300 euro di
rimborso su presentazione della fattura/ricevuta per il ripristino di porte,
finestre, serrature in presenza di furti con o senza scasso che determinano la
necessità diintervento per entrare e garantire la permanenza
dell'abitazione principale dell'anziano; fino a massimo 200 euro di rimborso
nel caso di truffe bancarie, per un rimborso totale pari al 10% di quanto
sottratto e infine un rimborso forfettario di 60 euro per sinistro all'anno per
ogni anziano per tutti gli apparecchi telefonici sottratti e denunciati nelle sedi
competenti. Se l’anziano è titolare di una polizza assicurativa a copertura
delle stesse tipologie di sinistro, non sono previsti rimborsi.
Le segnalazioni saranno raccolte dal Centro
per le Vittime dell’Unione e attraverso
gli sportelli territoriali dei Sindacati di categoria CGIL-SPI, CISL-FNP, STU
UILP-UIL, che supporteranno gli anziani nella compilazione dei moduli.
Con il passaggio al libero mercato che
si prospetta all’inizio dell’anno prossimo, molti utenti dovranno scegliere un
nuovo fornitore e si metteranno alla ricerca dell’offerta più conveniente. In
questo contesto è bene non farsi prendere dalla fretta e soprattutto fare
attenzione alle truffe, un fenomeno che sta crescendo.
Con il passaggio al libero mercato
che si prospetta all'inizio dell'anno prossimo, molti utenti dovranno scegliere
un nuovo fornitore e si metteranno alla ricerca dell'offerta più conveniente.
In questo contesto è bene non farsi
prendere dalla fretta e soprattutto fare attenzione alle truffe, un fenomeno
che nell'ambito sta crescendo.
Il passaggio al mercato libero. Sono
circa 5 milioni gli italiani che dovranno passare al mercato libero per
l'elettricità entro il 10 gennaio 2024: se non lo faranno in autonomia, la loro
fornitura verrà assegnata d'ufficio e tramite asta a un nuovo operatore,
secondo le regole definite dal decreto del ministero dell'ambiente del 18
maggio 2023, in vigore dal 19/5, che sancisce i criteri e le modalità per il
passaggio al mercato libero dei clienti domestici non vulnerabili (le
condizioni tariffarie a cui potranno accedere questi clienti saranno definite
più avanti).
Stando alle stime, i non vulnerabili
del settore elettrico dovrebbero essere tra i 5-6 milioni su una platea di 9
milioni; mentre per il settore del gas dovrebbero essere tra i 4-5 milioni su
una platea di 7 milioni di utenti.
Aumentano le truffe. In questo
contesto occorre fare attenzione alle truffe.
Secondo l'indagine commissionata da
Facile.it in occasione del lancio, assieme a Consumerismo No Profit, del
progetto Stop alle Truffe (www.stopalletruffe.it), il fenomeno è in crescita:
solo nell'ultimo anno il numero di chi è stato vittima di una truffa o di un
tentativo di frode nell'ambito delle utenze della luce e del gas è aumentato
del 28%, con un danno stimato di oltre 1,2 miliardi di euro.
La ricerca ha messo in evidenza come,
all'interno delle principali voci di spesa familiare, le bollette luce e gas
siano il settore più colpito dai malfattori che, per raggiungere le loro
vittime, usano spesso il telefono o il porta a porta.
Guardando alle modalità emerge che il
finto call center è lo strumento più utilizzato, con una percentuale che in un
anno è passata dal 44% al 53%, mentre in un caso su cinque il truffatore ha
bussato direttamente alla porta di casa della vittima (21%).
Non mancano poi le frodi via web: il
34% delle vittime è stato raggirato tramite una falsa e-mail, mentre il 14% con
un finto sito web, percentuale quasi raddoppiata rispetto allo scorso anno
(+90%).
Cala, di contro, l'utilizzo da parte
dei malfattori delle app di messaggistica istantanea e dei social network, che
comunque rappresentano i mezzi con cui sono stati truffati, rispettivamente, il
5% e il 4% dei rispondenti.
Analizzando il profilo di chi è stato
raggirato o ha subito un tentativo di frode, emerge che i rispondenti con
un'età compresa tra i 35 e i 44 anni sono la categoria prediletta dai
malfattori, con una percentuale di vittime pari al 13,3% (a fronte di una media
nazionale pari al 9,4%).
Prendendo in considerazione il
livello di istruzione di chi ha partecipato all'indagine, risulta che i più
truffati sono i soggetti con un titolo di studio universitario, con una
percentuale di vittime pari al 13%, valore in aumento del 31%.
Suddividendo il campione su base
territoriale, invece, la ricerca rivela che l'area più colpita è il Nord Ovest,
con una percentuale pari all'11,6%.
Esaminando come si comportano le
vittime dopo una truffa, risulta che quasi 6 su 10 hanno dichiarato di non aver
denunciato l'accaduto (58%), percentuale pari a oltre 2,3 milioni di individui.
Dietro alla scelta di non recarsi al
commissariato di Polizia ci sono spesso ragioni legate all'importo della
singola truffa, tanto è vero che il 35% ha dichiarato di non aver denunciato
perché il danno economico subito era contenuto, mentre il 25% perché era certo
che non avrebbe comunque recuperato quanto perso.
Inoltre, sempre più persone non
denuncino la frode per ragioni psicologiche: il 19% perché “si sentiva ingenuo
per esserci cascato” (in aumento del 27% rispetto alla precedente rilevazione),
mentre il 10% perché “non voleva che i familiari lo scoprissero” (dato in
crescita di oltre il 200%).
Il risparmio in primo piano. Un altro
tema caldo per quanto riguarda le bollette di gas e luce rimane il risparmio.
Su questo fronte Hive Power,
fornitore di soluzioni per le reti intelligenti, ha definito alcuni consigli
utili per ridurre al minimo i propri consumi, i costi dell'energia e l'impatto
ambientale.
Per quanto riguarda gli
elettrodomestici, questi apparecchi vanno scelti preferibilmente di ultima generazione,
tenendo conto del loro grado di efficienza energetica e delle tecnologie
impiegate.
I vari modelli differiscono, infatti,
in base alla classe, che ne determina l'efficienza e di conseguenza il
risparmio, e in base al fatto che abbiano, o meno, funzionalità avanzate, come
le opzioni di lavaggio all'avanguardia o la possibilità di connessione wi-fi.
C'è da tenere presente che gli
elettrodomestici presenti in casa hanno una serie di programmi che consentono
di lavare nel modo più appropriato indumenti e stoviglie a seconda del loro
materiale. Tra questi c'è la funzione eco: questa specifica modalità di
lavaggio, grazie a tempi di riscaldamento dell'acqua più lunghi e all'utilizzo
di temperature più basse, permette di risparmiare energia, che significa poi
ricevere bollette meno costose.
In generale, inoltre, la
razionalizzazione dei tempi di utilizzo degli elettrodomestici è un'azione
semplice ma efficace per contribuire alla salvaguardia dell'ambiente e al
risparmio energetico.
Le strategie adottabili sono varie:
una, per esempio, è decidere di far andare gli apparecchi in quei momenti della
giornata in cui l'energia costa meno, ovvero nella fascia intermedia che va dal
lunedì al venerdì dalle 7 alle 8 e dalle 19 alle 23, e il sabato dalle 7 alle
23.
Se l'energia della propria casa
proviene da una fonte rinnovabile, un altro modo per risparmiare può essere
quello di utilizzare gli elettrodomestici quando la disponibilità di energia
sostenibile è maggiore.
A questo proposito, sono già presenti
sul mercato delle piattaforme in grado di gestire e ottimizzare le proprie
risorse energetiche in maniera semplice.
Inoltre, quando si tratta di
riscaldamento e di raffreddamento della casa, è meglio optare per le pompe di
calore, che sono dei dispositivi che, attraverso un processo termodinamico,
sono in grado di prelevare il calore dall'esterno (dall'aria, dall'acqua o dal
terreno) per trasferirlo all'interno di una casa, o di un edificio, e
viceversa. Questa tecnologia può essere impiegata sia per il raffreddamento sia
per il riscaldamento e, oltre che a essere altamente sostenibile da un punto di
vista ambientale, garantisce una riduzione significativa dei costi in bolletta
e la possibilità di usufruire di incentivi e detrazioni fiscali e come quelli
previsti dall'ecobonus e dal bonus casa.
Oltre a tutto ciò, è importante
scegliere attentamente il gestore. In un'ottica di sostenibilità, è preferibile
optare per un operatore che utilizzi energia da fonti rinnovabili. È importante
valutare attentamente le offerte, stando attenti ai vincoli e ai costi nascosti
che possono celarsi dietro a tariffe particolarmente vantaggiose.
Inoltre, un gestore che offre la
possibilità di conoscere realmente i propri consumi per ridurre gli sprechi e
ottimizzare i costi è sicuramente da prediligere rispetto ad altre soluzioni
meno trasparenti e attente all'efficienza.