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sabato 18 ottobre 2025

Meno burocrazia, più libertà di movimento per le persone con disabilità

 


 di Laura Di Maio

Consigliere comunale di  “Voce per Marzabotto

Forza Italia ha presentato in Regione una risoluzione per l’estensione del CUDE (Contrassegno Unificato Disabili Europeo), strumento fondamentale per garantire la libertà di movimento alle persone con disabilità, riducendo gli ostacoli burocratici e prevenendo il rischio di sanzioni nelle aree a traffico limitato (ZTL).

Il vice segretario provinciale di Forza Italia e capogruppo a Marzabotto, Morris Battistini, ha annunciato l’impegno del partito a promuovere la proposta in tutti i Comuni della Città Metropolitana di Bologna, depositandola nei consigli comunali dove Forza Italia è rappresentata e condividendola in maniera bipartisan negli altri territori.

“L’obiettivo – dichiara Battistini – è rendere più semplice la vita quotidiana dei cittadini disabili, abbattendo non solo le barriere architettoniche ma anche quelle burocratiche. Forza Italia continuerà a lavorare per una società più inclusiva, dove la libertà di movimento sia un diritto concreto per tutti.”

In questa direzione, a Marzabotto il gruppo consiliare Voce per Marzabotto ha presentato una mozione per l’adesione del Comune alla piattaforma nazionale CUDE, istituita dal Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili.
La piattaforma consente ai titolari del contrassegno di accedere liberamente alle ZTL dei Comuni aderenti, senza necessità di preavviso, eliminando così oneri burocratici e garantendo maggiore autonomia, senza alcun costo aggiuntivo per l’ente.

martedì 11 febbraio 2025

Il pickleball si apre ai ragazzi disabili

Nel bolognese, grazie all'associazione Pic



Il pickleball - arrivato in Italia tre anni fa - si apre anche a chi ha difficoltà motorie.

La disciplina si gioca con una racchetta un po' più grande rispetto a quella da ping-pong in un campo grande come quello del badminton, con regole ispirate al tennis e ad altri sport di racchetta: ora nel Bolognese grazie all'associazione Pic, il pickleball diventa accessibile.

    Alla Pianoro Sport Accademy, dove sono stati allestiti quattro campi, si sono appena disputati match di pickleball "misto", con alcuni giocatori affetti da disabilità e altri normodotati. La giornata - organizzata ieri con il patrocinio del Comitato Paralimpico dell'Emilia Romagna e del Comune di Pianoro - ha visto scendere in campo, tra gli altri, il campione Paralimpico Federico Maccarella, oltre al sindaco di Pianoro, Luca Vecchiettini e all'assessore allo Sport, Daniel Bertarelli.
    "Per me è un piacere avere sul territorio una realtà come Pic e ospitare un evento che unisce lo sport, anche quelli più nuovi come il pickleball, all'inclusione. Avere qui a Pianoro questa attività ci rende davvero contenti e ci inorgoglisce", spiega il sindaco Vecchiettini. "Il pickleball può essere adatto per alcuni pazienti con patrologie disabilitanti neuromuscolari", spiega la dottoressa Antonella Pini, neuropsichiatra infantile e Responsabile Unità Operativa Malattie Neuromuscolari dell'età evolutiva e membro del comitato scientifico di Pic asd. Tra chi si potrebbe avvicinare a questo sport, ad esempio, ci sono le persone affette da distrofia muscolare. A Bologna e provincia sono circa 150 i pazienti sotto i 18 anni che hanno ricevuto una diagnosi di questo tipo e circa 300 in tutta l'Emilia-Romagna.
    "Quello del pickleball è un progetto a cui come Pic teniamo particolarmente", sottolinea il presidente di Pic asd, Stefano Dalla Verità. "L'associazione dopo il paddle, il ping-pong, adesso si apre a questa nuova disciplina, siamo in contatto con un'associazione che segue i ragazzi disabili che vogliono praticare il nuoto e con altre realtà". L'obiettivo è di fare in modo che sempre più giovani con disabilità possano "mettersi alla prova e uscire da una situazione di chiusura in cui si rischia di cadere". (ANSA)

martedì 28 novembre 2023

Castiglione dei Pepoli offre 'percorsi di vita indipendente' ai disabili

 


“Casa Pepoli”  è il nuovo Gruppo Appartamento  sorto a Castiglione dei Pepoli con la finalità di offrire residenzialità indipendente a persone disabili. La gestione è  affidata ad Anffas  e la realizzazione ha usufruito di fonti PNRR.

Il progetto è divenuto una realtà anche su forte stimolo del Comune di Castiglione dei Pepoli che ha messo a disposizione l’immobile. 

L’esperienza di autonomia è iniziata il 16 ottobre e l’iniziativa vedrà una commistione di attività volte alla promozione dell’autonomia e dell’indipendenza delle persone con disabilità intellettive coinvolte, attraverso la collaborazione di diverse figure sanitarie e non, che si occuperanno attraverso azioni mirate a:

- Creazione di un progetto individualizzato e l’attivazione di sostegni – azione che sarà gestita in co- progettazione tra gli  enti coinvolti – si mira ad iniziare un percorso di acquisizione di competenze per la gestione del proprio spazio, tempo sia domestico sia di conoscenza del territorio e ad elaborare il documento in questione volto a definire il profilo di ogni persona, le attività in essere e quelle programmabili, gli obiettivi per ogni anno, verificabili a metà percorso annuale, gli indicatori e le strategie per il loro raggiungimento

- Stimolare le autonomie all’abitare e al processo di vita indipendente, che sarà gestita dalla singola Cooperativa Sociale Bologna Integrazione, vedrà attività graduali di avvicinamento mirate ad aumentare autonomie abitative e di vita indipendente ed il successivo inserimento delle persone con disabilità all’interno della struttura selezionata. In questa azione ci saranno degli interventi educativi/assistenziali e psicologici volti a promuovere inclusione sociale, socializzazione e relazioni con gli altri abitanti del gruppo appartamento al fine di consolidare i rapporti e altri interventi andranno a supporto delle attività di gruppo tra le persone con disabilità, i loro caregiver e familiari nel passaggio dal nucleo familiare al nuovo nucleo abitativo attraverso dei momenti di avvicinamento all’interno della struttura. In tale ottica ci saranno anche interventi supporto e assistenza anche a distanza attraverso l’uso di apparecchiatura di domotica, strumenti di comunicazione e videosorveglianza da remoto.

- All’avvio in ambito lavorativo, gestito da Open Group – dove una figura educativa che, con il supporto di Lavorienta, si occuperà di numerose attività, come ad esempio stilare il bilancio delle competenze, costruire il curriculum, supportare i percorsi formativi individuali, i percorsi di formazione professionale, l’attivazione di tirocini formativi, ecc. Potranno anche essere svolti laboratori di gruppo per la formazione digitale di base e/o avanzata, incontri di mutuo-aiuto sul tema lavoro, simulazioni e role playing, ed è inoltre prevista una attività di scouting aziendale e un tutor che possa seguire e supportare la persona con disabilità nel percorso di inserimento

lavorativo o tirocinio. Il progetto prevede anche caratteristiche innovative utilizzando strumenti di progettazione individuale basati sui modelli più evoluti di diagnosi clinica e di disabilità, di assesment e valutazione multidimensionale con un approccio bio-psico-sociale, adeguato e verificabile nel tempo, oltre che orientato agli esiti ed efficacia degli interventi.

 

Nel  link le interviste e il girato del convegno svoltosi a Casa Pepoli "Percorsi di vita indipendente: le sfide e le opportunità del PNRR", di Martina Mari
 

https://we.tl/t-V0pHWzdKdf

 

Interviste:

- Maurizio Fabbri, Sindaco di Castiglione dei Pepoli

- Igor Taruffi, Ass.re Welfare, Politiche giovanili e Montagna Regione Emilia-Romagna

- Barbara Bentivogli, Pres. Anffas Emilia-Romagna APS

- Giuseppe Argentieri, Pres. dell'Istituzione per la gestione dei servizi sociali dell'Appennino Bolognese

- Alessandro Santoni, Pres. Distretto Socio-Sanitario dell'Appennino Bolognese

lunedì 21 agosto 2023

Anche i disabili utilizzano le colonnine di ricarica per le auto elettriche.

Castaldini (Fi) chiede dispositivi a misura di disabili



di Luca Govoni

 

“La Regione si attivi per incentivare la predisposizione di punti di ricarica fruibili anche da persone con ridotta capacità motoria,” e la richiesta formalizzata da  Valentina Castaldini di Forza Italia in una interrogazione presentata in Regione affinchè si provveda a far sì che le colonnine o punti di ricarica per veicoli elettrici siano accessibili anche a persone disabili.

L’Unione Europea – ricorda la consigliera – ha avviato svariati programmi per diminuire le emissioni in atmosfera delle automobili e, in particolare, per favorire lo sviluppo del mercato dei veicoli elettrici. Alcuni studi – precisa la capogruppo di Fi – si sono appuntati sulla possibilità per persone disabili di utilizzare le stazioni di ricarica. Secondo questi studi, l’area di parcheggio deve risultare accessibile e con spazio di manovra intorno al veicolo sufficiente a permettere l’apertura completa delle portiere per consentire lo scarico e il carico di carrozzine o altri ausili e per utilizzare pianali ribassati, sollevatori e rampe.

“La posizione della colonnina di ricarica rispetto al parcheggio – sottolinea la forzista – è determinante per l’utilizzo di cavi, connettori e prese così come la disponibilità di strutture accessibili nelle vicinanze per l’attesa della ricarica. Un problema, inoltre, – aggiunge – è rappresentato dal fatto che le ‘app’ di ricarica per veicoli elettrici non riportano indicazioni sulle colonnine di ricarica accessibili, prive cioè di barriere architettoniche”.

Per questi motivi, Valentina Castaldini chiede alla giunta regionale “se intenda avviare un censimento delle postazioni di ricarica elettrica accessibili e se e come intenda incentivare la predisposizione di punti di ricarica fruibili anche da persone con ridotta capacità motoria”. 

domenica 27 novembre 2022

Sempre più professionisti e punti di accesso per accogliere e curare le persone disabili.

 Per i più piccoli oltre al Bellaria, a Porretta, a Castiglione de Pepoli, ora c’è anche l’Ospedale Maggiore. L’evoluzione della rete dei servizi dedicati alla presa in carico dei pazienti pediatrici con disabilità


L'Azienda USL di Bologna informa: 


Anche in virtù dell’aumento delle diagnosi di pazienti con disturbi dello spettro autistico in età evolutiva crescono i bambini presi in carico per problemi odontoiatrici. Solo nel 2022 sono 168 le  prime visite odontoiatriche su piccoli pazienti con vulnerabilità sanitarie erogate dalla dottoressa Rosella Florio, Referente Odontoiatria Pediatrica e Percorso DAMA presso l’ Hub Ospedale Maggiore. Oltre 450 gli interventi chirurgici pediatrici multidisciplinari erogati presso il centro Hub dell’Ospedale Bellaria. 92 gli interventi pediatrici eseguiti in sedazione all’Ospedale Maggiore grazie all’equipe multidisciplinare di chirurghi plastici e maxillo-facciali, odontoiatri e pediatri. La presa in carico dei pazienti fragili avviene attraverso trattamenti personalizzati che mettono al centro i bisogni del paziente, le sue limitazioni, le sue patologie, la sua capacità di collaborare o meno, i suoi tempi, il tutto in un setting sicuro per lui e il suo caregiver. Tutelando il diritto a misure preventive, all’accesso in tempi brevi e, in base all’urgenza del caso, rispettando gli standard di qualità e di innovazione sviluppati grazie ad una equipe di professionisti formati in materia di odontoiatria pediatrica e specialistica creata negli anni dal Direttore delle Chirurgie Specialistiche, Anna Maria Baietti da sempre sensibile al tema “disabilità” e capace di condividere ambienti e strategie terapeutiche con l’equipe della Pediatria guidata da Chiara Ghizzi.

La pandemia ha rivoluzionato lo scenario determinando profondi cambiamenti nelle modalità di accesso al Programma di Assistenza Odontoiatrica da parte dell’intera popolazione. Per i pazienti “special needs”, fin dai primissimi momenti, si è ricorso alla telemedicina per proseguire nei controlli e follow-up supportando familiari e/o caregivers con suggerimenti e rinforzi al fine di salvaguardare lo stato di salute orale dei pazienti. Tuttavia, a fronte della riduzione del numero di sale operatorie allora disponibili, e proprio per rispondere al bisogno crescente dei soggetti più fragili, si è cercato fin da subito di definire ulteriori percorsi di accesso ai servizi.

In questo contesto si inserisce un Percorso di Sedoanalgesia Procedurale nato da una collaborazione virtuosa tra la Rete Chirurgia del Volto e Odontoiatria Ospedaliera e Territoriale  a la Pediatria dell’Ospedale Maggiore, un percorso che ha consentito e consente di eseguire numerosi interventi su bambini non collaboranti per età anagrafica e disabilità, grazie ad equipe multidisciplinari in grado di dare risposte multispecialistiche e tempestive in un setting assistenziale a misura di bambino, evitando sia al piccolo paziente che ai suoi genitori un ulteriore trauma da procedura oltre che ricoveri ordinari con risultati e costi molto diversi.

In questo modo il bambino, una volta superato l’evento acuto ( trauma o infezione odontogena )  grazie all’amnesia farmacologicamente indotta, ha modo di sperimentare nei successivi accessi di follow-up un vissuto positivo con l’Odontoiatra, il tutto grazie ad un “Ospedale senza dolore”. Tale soluzione, già sperimentata per traumi e/o ustioni nei pazienti pediatrici, in questa fase post-pandemia si è consolidata diventando strutturale e codificata da specifici PDTA  tanto che fino ad oggi ha consentito il trattamento di oltre 450 bambini. Peraltro, è cresciuto il ricorso a questo setting assistenziale per eseguire interventi in urgenza e/o in elezione nei bambini con sindrome di down, affetti da malattie rare e/o con disturbi del Neurosviluppo (le cui diagnosi sono in costante aumento) per i quali sono stati definiti percorsi ad hoc di accesso e follow up, sia per la gestione ambulatoriale che per la gestione dell’emergenza/urgenza.

In particolare, attraverso questo setting, si riescono a gestire infezioni  maxillo facciali, odontogene, traumi, anomalie dentarie e neoformazioni dei piccoli pazienti fragili che hanno registrato un incremento nel corso e subito dopo i lockdown. Solo nel 2022, l’Azienda USL registra un incremento del 70% dei pazienti pediatrici con autismo presi in carico dall’equipe multidisciplinare.

 Nell'Aprile 2021, Adam arriva in Pronto Soccorso con il suo papà, medico, angosciato e convinto che il piccolo potesse avere un problema di natura odontoiatrica anche se apparentemente nulla faceva sospettare un’infezione in corso, in particolare in un bambino difficile da avvicinare ed ispezionare.

Nei pazienti affetti da Disturbi del Spettro Autistico, infatti, può risultare difficoltoso riuscire a comprendere la presenza e la localizzazione di un dolore. Consapevoli che molti "comportamenti problema" e alcuni disturbi emozionali potrebbero essere legati alla presenza di dolore, i caregivers diventano pertanto un’importantissima fonte di informazione per l’Odontoiatra.

Nel caso del piccolo Adam ogni tentativo di avvicinamento o di esecuzione di indagini radiografiche fu vano, ma si decise di seguire le intuizioni del papà, optando in accordo con lui per una Seduta di Sedoanalgesia in DH Pediatrico come Percorso DAMA eseguita dall’odontoiatra Rosella Florio, in collaborazione con l’equipe della Pediatria dell'Ospedale Maggiore diretta da Chiara Ghizzi.

Così, attraverso una procedura farmacologica in un percorso di sedazione dedicata è stata trattata la fase acuta del piccolo, riconducibile a tre elementi decidui affetti da lesioni cariose destruenti con reazioni osteolitiche dell'osso mascellare  inferiore che necessitavano di estrazione. La procedura veniva eseguita in una saletta a misura di bambino in cui  Adam veniva accolto con il genitore e si risvegliava tra le sue braccia. A quella seduta dopo una settimana è seguito un primo controllo e poi da lì una serie di follow-up periodici programmati a 2-3 mesi. Al fine di ridurre al minimo lo stress del bambino, si procede con la “metodica dei piccoli passi”, si eseguono dei controlli piuttosto rapidi anche in virtù della ridotta collaborazione del piccolo, si prediligono terapie  preventive igieniche e sedute di fluoroprofilassi, ricordando ai caregivers le istruzioni e le modalità per una corretta igiene orale anche a domicilio. Attraverso questi interventi e questo trattamento condiviso con i famigliari il piccolo ad oggi gode di un discreto stato di salute orale. La serenità con cui oggi Adam affronta i controlli periodici è la prova dell’efficacia del percorso DAMA che si fonda su un approccio multidimensionale, in grado di tener conto delle diverse necessità della persona disabile e delle persone coinvolte nella

Il DAMA - acronimo di Accoglienza Medica Avanzata per la Disabilità – nasce nel 2000 a Milano come un percorso ospedale centrico dedicato ai disabili. Nel 2006 in Azienda Usl a Bologna, in collaborazione con le associazioni del territorio - in particolare insieme ad ANFFAS, è stato sviluppato un percorso Dama ospedaliero-territoriale che ha visto nell’Odontoiatria e nella Chirurgia maxillo facciale del Bellaria un primo punto di accesso, prevedendo tre ambulatori e sale operatorie destinate al trattamento dei casi complessi e multidisciplinari per persone disabili. Peraltro l’Azienda USL,  partecipando ad un tavolo tecnico ministeriale, ha contribuito a sviluppare e diffondere un modello di presa in carico innovativo proprio perché non solo ospedaliero, ma anche e soprattutto territoriale.

Dal 2018 in Azienda USL di Bologna il DAMA inizia a svilupparsi e si radica sempre di più anche nel presidio ospedaliero di  Porretta, dove  viene  dedicato  un ambulatorio odontoiatrico insieme ad uno di chirurgia maxillo facciale e dove vengono eseguite attività di chirurgia ambulatoriale e di chirurgia maxillo-facciale di I livello. Di fatto, Porretta si configura come Spoke rispetto al Centro Hub dell’ospedale Bellaria, in cui vengono garantite prestazioni di I livello in prossimità del domicilio dei soggetti fragili a cui questo percorso è dedicato.

Nell’ambito di una riorganizzazione del sistema di cure odontoiatriche per le persone disabili,   l’obiettivo principale del DAMA odontoiatrico è  creare una rete  tra ospedali e strutture ambulatoriali territoriali, contemplando al tempo stesso il coinvolgimento delle Case della Salute, in stretta collaborazione con la Chirurgia maxillo facciale e plastica, data la frequente concomitanza di patologie del distretto testa/collo.

In questo contesto, nell’ambito della Chirurgia Maxillo Facciale, presso l’Ospedale Bellaria, è stata istituita una Chirurgia polispecialistica in virtù della quale sono possibili interventi realizzati da equipe multidisciplinari in sale operatorie dedicate, e day surgery idonee a persone con gravi disabilità e ai loro caregiver.

Lo sviluppo della rete territoriale ha reso sempre più facile l’accesso ai disabili, tanto che ogni anno sono oltre 6000 i soggetti che vengono trattati negli ambulatori o in sedute operatorie dedicate, garantendo loro nel medesimo setting assistenziale prestazioni polispecialistiche.

Con l’obiettivo di implementare e rafforzare la rete DAMA sull’intero territorio bolognese, da circa un anno, è stato aperto un nuovo punto di accesso ambulatoriale presso la Casa della Salute di Castiglione de Pepoli, nel Distretto sanitario dell’Appennino. Unicamente in questa sede, dall’apertura sono stati presi in carico oltre 100 pazienti disabili che afferiscono per interventi complessi all’ospedale Bellaria, ma che possono trovare in prossimità del domicilio, sul territorio, una risposta appropriata e multispecialistica rispetto al proprio bisogno di salute, in particolare per visite o controlli odontoiatrici.

La Direzione aziendale ha promosso negli ultimi mesi  una  revisione dell’intero percorso DAMA, allo scopo di valorizzare al meglio la buona pratica messa in campo in particolare per i pazienti pediatrici. Il percorso DAMA intende infatti garantire un accesso e un’accoglienza medico-infermieristica orientata a tutte le persone con disabilità e non  soltanto a coloro che hanno il riconoscimento dell’handicap secondo la legge 104/92 (art. 3 comma 3 con riferimento a disabilità congenita  e connatale  nella sfera neuromotoria, intellettiva e comunicativa) attivando percorsi ad hoc nei Pronto Soccorso e negli ambulatori territoriali e ospedalieri. Infine, si evidenzia che il Percorso DAMA non nasce come un percorso per evitare code e/o liste d’attesa,  bensì per garantire un’accoglienza dedicata  a tutti coloro che per gravi disabilità hanno necessità di  prestazioni e prese in carico sanitaria in strutture sanitarie.


domenica 5 gennaio 2020

Dove fare sport in Emilia Romagna se si ha una disabilità ?

Da Dubbio 

racchetta da tennis e pallina


Una serie di sportelli gratuiti, nati dalla collaborazione tra CIP e USL, affiancano i cittadini con disabilità che vogliano trovare quale sport è adatto a loro, e dove praticarlo

L’attività sportiva è una straordinaria
terapia: ci aiuta a tenerci in forma, ma anche ad essere attivi, a impegnarci, ad uscire di casa, a fare squadra, ad avere degli obiettivi. In caso di disabilità, a questi elementi già importanti si può aggiungere una componente riabilitativa o conservativa delle nostre funzionalità fisiche.
Ma, in presenza di disabilità, capire quale sport approcciare, che tipo di attività sportiva fa al caso nostro – anche sulla base della nostra
condizione, oltre che delle nostre attitudini – e infine trovare fisicamente dove potersi allenare sul territorio non è semplice e richiederebbe il supporto da parte di chi conosce bene la materia sport paralimpico e le realtà sportive esistenti. Aiutano in questa ricerca i servizi e le iniziative promosse dal CIP (Comitato Italiano Paralimpico).  
SPORTELI GRATUITI CIP
Oggi vi segnaliamo la possibilità, attiva ormai da un paio d’anni, che dà il
CIP Emilia Romagna di usufruire, gratuitamente, di sportelli informativi in collaborazione con l'USL, rivolti a persone con qualsiasi tipo di disabilità, per affiancarli nella scelta di uno sport e/o  attività fisica più in linea con il loro agire motorio.
Tutto è partito alla Casa dei Risvegli circa due anni fa, e attualmente sono
5 gli sportelli informativi aperti su Bologna e provincia.
 
COME USUFRUIRE DEI SERVIZI
Si tratta di sportelli,
gratuiti e senza impegno, con i quali si può prendere contatto tramite mail di appuntamento o telefonata. E’ possibile recarsi sul posto anche senza appuntamento,
anche se è preferibile prenotare, perché in questa fase vengono richieste anticipatamente alcune informazioni riguardanti l'utente utili a fornire una consulenza più puntuale, sulla base delle sue caratteristiche, condizioni ed esigenze. Oltre ai dati anagrafici, i contatti e la zona di residenza, verrà quindi chiesto quali sono le difficoltà più significative dell’utente e le eventuali attività sportive consigliate e/o sconsigliate dal medico.
I SERVIZI EROGATI DALLO SPORTELLO
Oltre a
informare sull’offerta sportiva  presente sul territorio, lo sportello, grazie ai suoi tecnici e consulenti, valuta le potenzialità e le attitudini sportive dell’interessato e gli consiglia le discipline sportive più adatte, in linea con il suo agire motorio. Infine, lavora anche da ponte, per mettere in contatto l’interessato con i tecnici e le società sportive della zona
LE ATTIVITA’ SPORTIVE PROPOSTE
Numerose le attività motorie e sportive proposte dagli sportelli dell’Emilia Romagna: non solo wheelchair hockey e wheelchair basket, ma anche arrampicata sportiva, bocce, calcio balilla, canoa e kayak, equitazione, escursionismo, nuoto, pallavolo, scherma , tiro a segno e tiro con l’arco, subacquea, tennistavolo, oltre ad altri
sport per persone cieche, ipovedenti, sorde.
SEDI E CONTATTI
Per l’Emilia Romagna sono presenti 5 sportelli attivi, e si trovano qui:
mappa sportelli sport disabili emiliaA questi contatti e indirizzi:
Casa dei Risvegli “Luca De Nigris”
INDIRIZZO: via Giulio Gaist 6, Bologna c/o Ospedale Bellaria
ORARI: Lunedì dalle 16 alle 18 e Giovedì dalle 14 alle 16
CONTATTI: Giuseppe Parrinello: 389 987 1059;  sportadattato.cip@gmail.com
Casa della Salute Reno-Sasso
INDIRIZZO: Piazzale Rita Levi Montalcini 5, Casalecchio di Reno (BO)
ORARI: Mercoledì dalle 16 alle 18
CONTATTI: Giuseppe Parrinello 389 987 1059;
Casa della Salute Vergato
INDIRIZZO: via dell’Ospedale 1, Vergato (BO)
ORARI: Mercoledì dalle 14 alle 16
CONTATTI: Francesco Fricano: 389 617 1259; sportadattato.cip@gmail.com
Casa della Salute Navile
INDIRIZZO: Via Svampa, 8
ORARI: Venerdì dalle 15 alle 17
CONTATTI: Francesco Fricano: 389 617 1259; sportadattato.cip@gmail.com
Casa della Salute San Pietro in Casale e Galliera
INDIRIZZO: via Asia, 61, San Pietro in Casale (BO)
ORARI: Lunedì dalle 14 alle 16
CONTATTI: Francesco Fricano: 389 617 1259; sportadattato.cip@gmail.com

Questa la realtà dell’Emilia Romagna, i cui referenti ci comunicano essere in continua espansione, alla ricerca di nuove proposte sportive. Per le altre città d’Italia consigliamo di
informarsi presso le sedi CIP regionali, per avere informazioni dirette e aggiornate sull’esistenza di servizi analoghi.


sabato 10 novembre 2018

Sasso Marconi ha il 'pulmino per il trasporeto dei disabili' e proteste dei disabili

Riceviamo

A Sasso Marconi è stato inaugurato il pulmino attrezzato per il trasporto di disabili e anziani acquisito nell'ambito del progetto 'Mobilità garantita'
. Si tratta di un progetto nato dalla collaborazione tra ASC-Insieme (l’Azienda speciale che si occupa degli interventi sociali per i Comuni dell'Unione Valli Reno, Lavino e Samoggia), i Comuni del distretto e la società 'PMG Italia' per potenziare i servizi di mobilità a favore delle fasce svantaggiate residenti a Sasso Marconi e negli altri comuni dell'Unione Reno Lavino Samoggia.

 

Nel caso specifico di Sasso Marconi, il progetto ha permesso di mettere a disposizione di Asc-Insieme e del Comune, con la formula del comodato gratuito e per un periodo di 4 anni, un pulmino attrezzato per il trasporto degli anziani del Centro Diurno comunale e degli ospiti dei Centri per disabili presenti sul territorio.

Nel dare il benvenuto alla nuova presenza e nel ringraziare quanti si sono adoperati perchè l'importante servizio divenisse una realtà, ricordiamo che il nuovo pulmino avrà molto da fare.

A tal proposito riportiamo la protesta postata su un social locale di Erika Muratori , da tempo impegnata a segnalare le impattanti difficoltà che si trovano ad affrontare coloro che sono gravati da svantaggi logistici e a denunciare la scarsa sensibilità sulla tematica che porta a insopportabili negligenze. Di questi giorni la sua ultima protesta: il servizio navetta della tartufesta di Sasso Marconi non consentiva l'utilizzo ai disabili poiché priva dell'attrezzatura necessaria per consentire la salita ai disabili. Benvenuto quindi al pulmino nella speranza che abbia la possibilità di garantire una buona mobilità a tutti. 



mercoledì 3 ottobre 2018

Castiglione dei Pepoli. Il generoso altruismo di Tina Pazzaglia non si smentisce neppure dopo la sua morte

Ha lasciato 10.000 euro per i disabili, altrettanti per gli anziani e 20.000 per l'associazionismo. La signora anche in vita è sempre stata molto generosa nei confronti delle istituzioni cittadine.



Il centro per disabili
La signora Tina Pazzaglia, deceduta a 91 anni, ha lasciato in eredità una parte cospicua dei suoi beni per la comunità: 10 mila euro infatti andranno al Centro Arcobaleno, che si occupa di persone disabili, altri 10 mila euro andranno alla Casa Residenza Anziani “Colonie Dallolio” gestita dall’Istituzione per i servizi sociali dell’Unione dell’Appennino bolognese nella quale la signora aveva trascorso gli ultimi anni.
La notizia ha sorpreso fino ad un certo punto i concittadini, visto che la signora Pazzaglia era molto amata e conosciuta in paese e da sempre si era distinta per il suo mecenatismo nei confronti delle istituzioni cittadine e delle associazioni culturali e sociali: da tempo infatti sosteneva con generosità le attività del Centro per disabili “Arcobaleno” di Castiglione dei Pepoli.
La cifra destinata al Centro arcobaleno permetterà di acquistare alcuni arredi per il gruppo appartamento, ospitato attualmente nel centro polifunzionale. Andrà così a completare quanto già investito in parte con i contributi dei familiari dei ragazzi ospitati, in parte dal Comune, in parte dall’Unione dell’Appennino bolognese grazie alla legge “Dopo di noi” che ha finanziato gli interventi a favore delle persone con disabilità grave, per l’assistenza dopo la morte dei parenti che li accudiscono. In questo modo i ragazzi disabili di Castiglione e dintorni potranno cominciare un percorso di autonomia che li prepari a vivere in maniera sicura e dignitosa anche fuori dal contesto familiare.
Viceversa i 10 mila euro donati alla Casa per anziani serviranno a realizzare un giardino terapeutico progettato per gli ospiti della struttura.
La signora Pazzaglia ha inoltre lasciato ulteriori ventimila euro a favore dell’associazionismo locale.


lunedì 11 dicembre 2017

Cure mediche e assistenza ad anziani e disabili, aumentano le famiglie che si indebitano




Se da un lato aumentano gli italiani che rinunciano alle cure mediche per motivi economici, dall'altro le famiglie si indebitano sempre più per prestazioni sanitarie e assistenza agli anziani e ai disabili.
Da un'indagine condotta dall'Osservatorio Prodeitalia, che nell'ultimo anno ha analizzato la situazione economica di circa 300 famiglie assistite, è emerso come il 23% dichiari di essersi indebitato per poter garantire un'adeguata assistenza medica a un proprio familiare invalido o anziano, debiti che, in alcuni casi, arrivano a sfiorare i 3.000 euro; inoltre, sono sempre più frequenti i casi in cui i prestiti presi o i mutui accesi vanno a gravare o a peggiorare una condizione di indebitamento preesistente. Sempre secondo la ricerca, il 46% dichiara di aver rinunciato da anni alle visite mediche esami e controlli di prevenzione, proprio perché non in grado di far fronte alle spese sanitarie.
"A complicare il quadro, un marcato divario regionale che sottolinea in modo impietoso un diverso accesso alla tutela della salute e alle cure dei cittadini. Sono, infatti, numerose le richieste di aiuto che Prodeitalia riceve ogni giorno da nuclei familiari che non riescono a sostenere le spese mediche. La nostra indagine evidenzia che la maggior parte delle richieste proviene proprio dalle regioni del Sud Italia, quasi l'80% del totale, ma ci sono anche famiglie provenienti da territori normalmente considerati 'ricchi', come il Veneto e il Trentino. Nelle grandi città, come Roma per esempio, si ricrea questo microcosmo con le sue differenze. Abbiamo notizia di famiglie che nelle periferie rinunciano in qualche caso alle cure mediche e molto spesso alla prevenzione. Questo succede quando si rivolgono a una struttura sanitaria in cui le liste d'attesa sono impossibili e dove non ci si possono permettere le parcelle del privato. Gravissima poi la situazione di molte famiglie con uno o più disabili a carico. L'assistenza pubblica viene ridimensionata di continuo e molte famiglie a fronte di un'esigenza 24 ore su 24 sono costrette ad indebitarsi", dichiara Francesca Scoppetta, uno degli ideatori del Progetto Prodeitalia.


venerdì 24 marzo 2017

A Vergato il 'Centro per l’Adattamento dell’Ambiente Domestico'. Il servizio fornisce informazioni e consulenza per persone disabili o anziane.



Riceviamo

Il "Centro per l’Adattamento dell’Ambiente Domestico" è un servizio che il Comune di Bologna ha istituito dal 2005 nell’ambito del “Progetto Casa Amica” della Regione Emilia-Romagna, gestito dal giugno 2012 dall’AUSL di Bologna in convenzione con AIAS Bologna onlus. Fornisce informazioni e consulenza ai cittadini per individuare soluzioni che possano migliorare la fruibilità della propria abitazione e la qualità della vita al domicilio per le persone disabili e anziane.
Di recente è stato pubblicato il calendario delle giornate di apertura dello sportello di Vergato, presso gli uffici di Piazza della Pace 4.
Lo sportello è aperto dalle 9 alle 11 nelle seguenti giornate: 4 e 18 aprile, 2 e 16 maggio, 6 e 20 giugno, 4 e 18 luglio, 1 agosto, 5 e 19 settembre, 3 e 17 ottobre, 7 e 21 novembre, 5 e 19 dicembre.
Il Centro opera per integrare e rinforzare le risposte degli enti che si occupano a diverso titolo della vita delle persone disabili e anziane. Il servizio, gratuito, mette a disposizione personale specializzato per rispondere a quesiti su facilitazioni fiscali e contributi per gli adattamenti dell’ambiente domestico, contributi pubblici per l’acquisto di tecnologie e attrezzature per il domicilio, agevolazioni fiscali.
Inoltre una équipe multidisciplinare composta da fisioterapista/terapista occupazionale, operatore sociale/educatore professionale, architetto, ingegnere esperto di domotica effettua valutazioni dei casi attraverso colloqui approfonditi con l’utente finale e con tecnici professionisti; se necessario vengono effettuati sopralluoghi a domicilio.
Le soluzioni oggetto della consulenza possono essere il superamento di scale o altre barriere, gli adattamenti del bagno, della cucina o di altri ambienti, soluzioni per la vita quotidiana, arredi e accessori, motorizzazioni e applicazioni domotiche.
Maggiori informazioni sono disponibili sul portale della rete regionale CAAD all'indirizzo www.centricasaamica.emilia-romagna.it

lunedì 2 novembre 2015

Romano Franchi a RFI: “Occorre rendere più accessibili le stazioni ferroviarie della Porrettana ai disabili”.


Di Sergio Salsedo 


Con una lettera ufficiale inviata alla direzione di Rete Ferroviaria Italiana, gestore dell'infrastruttura ferroviaria, l'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese lamenta che nelle stazioni presenti sul proprio territorio l’accesso ai treni e parcheggi da parte dei cittadini con handicap o comunque con ridotte capacità motorie è di fatto impossibile.

Il problema è sorto a seguito della eliminazione degli attraversamenti a raso avvenuta negli ultimi anni, a causa della mancata realizzazione di ascensori, montascale o rampe, benché previsti nei progetti.

"L’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese ritiene che ciò limiti in modo inaccettabile i diritti dei cittadini e che sia in contrasto con la legislazione vigente" e richiede pertanto ad RFI "di definire e comunicare rapidamente un piano di interventi che consenta, in tempi certi e brevi, di porvi rimedio".


La lettera ricorda anche nel caso della stazione di Vergato "il mancato adeguamento dell’altezza della banchina che impedisce l’accesso al livello dei treni".





martedì 25 agosto 2015

Disabili, aperto il bando contributi per il trasporto casa-lavoro. Dal Fondo Regionale Disabili 136 mila euro per i lavoratori svantaggiati.




Marco segnala:

E' stato pubblicato dal Servizio Politiche Attive del Lavoro della Città metropolitana di Bologna il bando relativo ai contributi per il rimborso delle spese di trasporto casa-lavoro-casa a lavoratori disabili inseriti al lavoro mediante percorsi di collocamento mirato (L. 68/99; ex L. 482/68) ed assunti, a tempo indeterminato oppure a tempo determinato per almeno 12 mesi, che siano impossibilitati a recarsi sul luogo di lavoro con mezzi propri o con i normali mezzi di trasporto pubblico.

L'avviso pubblico con i criteri e le modalità di assegnazione, e la modulistica per la presentazione della richiesta sono disponibili sul portale Lavoro della Città Metropolitana di Bologna.

Le istanze vanno presentate presso i Centri per l'Impiego della Città Metropolitana di Bologna o l'Ufficio inserimento Lavorativo Disabili di Via Finelli, 9/a entro il 9 ottobre 2015.

Le risorse finanziarie sono a carico del Fondo Regionale Disabili e ammontano complessivamente ad €. 135.991,48.
E' prevista l'erogazione di contributi per il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate dalle persone disabili per il trasporto casa/lavoro nel periodo 1/11/2014 - 09/10/2015.

L’importo massimo erogabile è di € 2.000,00 per ciascuna delle richieste presentate e dichiarate ammissibili; l’importo del contributo verrà riproporzionato in caso di numero di richieste superiore alle 68 ipotizzate, per consentire a tutti i richiedenti in possesso dei requisiti di ammissibilità, di poter comunque usufruire del beneficio.

Le richieste saranno dichiarate ammissibili qualora provengano da lavoratori disabili sprovvisti di ausilii specifici per l'autonomia nel trasporto; potranno presentare la richiesta anche i lavoratori disabili che hanno già ottenuto il contributo negli anni passati a condizione che documentino l’utilizzo delle risorse già assegnate.

Info
Numero Verde della Città Metropolitana di Bologna 800 286040 attivo dalle ore 09,00 alle ore 17,00 dal lunedì al venerdì



giovedì 12 giugno 2014

Barriere architettoniche, a Sasso Marconi c'è molto da fare.



Non è ancora ufficialmente annunciato chi sarà il nuovo assessore ai lavori pubblici del Comune di Sasso Marconi che già è pronta la prima grana da affrontare, quella delle barriere architettoniche che limitano la mobilità dei disabili.

E’ infatti stata già inviata ai principali organi di informazione cittadini una denuncia circostanziata di cui si è fatto portavoce il consigliere comunale di minoranza Eugenio Salamone, che scrive:   


Erika Muratori, una ragazza disabile di Sasso, mi ha portato a vedere di persona tutte queste situazioni (nella stazione ferroviaria dove manca da tempo un servoscala per disabili e una rete metallica messa da FS impedisce di arrivare sul secondo binario, davanti all'ufficio "a tuxtu col cittadino" dove andrebbe installata una rampa fissa, anche semplice come quella presente davanti all'ufficio della municipale e infine la situazione dei marciapiedi e soprattutto della piazza che versa in uno stato pietoso); io mi sono preso l'impegno di rendere pubblica la sua denuncia in modo che la nuova amministrazione metta in cima alle proprie priorità il tema delle barriere architettoniche e delle problematiche che deve affrontare sul nostro territorio un disabile o un "genitore col passeggino" (come dice sempre Erika che si interessa più di loro che di se stessa).

La denuncia è corredata da alcune foto relative che testimoniano la situazione esistente e le difficoltà incontrate dai disabili a Sasso Marconi.