venerdì 24 marzo 2023

La Città metropolitana progetta una nuova organizzazione delle linea ferroviaria Porrettana

I convogli  allungherebbero la tratta fino a  Pianoro, evitando Piazzale Ovest. Ciò comporterebbe uno slittamento degli orari  in avanti di 15 minuti.  Dal 2025 una nuova corsa notturna.


Sul sito del Comitato per la Ferrovia Porrettana si legge:

 

E’ stato recentemente presentato uno studio, commissionato dalla Città Metropolitana,  su  un nuovo un servizio passante ferroviario che propone  di allungare tutti i treni circolanti sulla linea Porrettana sino a Pianoro spostando in avanti di 15 minuti tutte le attuali partenze dei treni. 

Abbiamo sollevato obbiezione e  perplessità in merito ad alcuni aspetti, a partire dallo slittamento degli orari che impedirebbero a decine di lavoratori e studenti di raggiungere in tempo i luoghi di lavoro e di studio. 

Giusto per fare un piccolo esempio, attualmente gli studenti del Montessori di Porretta Terme per rientrare a casa  non possono utilizzare i treni ma i bus,  riescono però a servirsi del treni negli orari di ingresso: con questa modifica gli orari dei treni e di scuola diventerebbero completamente incompatibili non solo per l’uscita ma anche per l’ingresso. 

Allo stesso tempo, una parte rilevante di pendolari, a causa dello slittamento in avanti degli orari di 15 minuti, non riuscirebbe più a raggiungere in tempo i luoghi di lavoro mentre altri dovrebbero anticipare fortemente gli orari della propria partenza aumentando, di fatto, i tempi di percorrenza casa lavoro. 

Poi ci sono gli aspetti legati alla situazione delle infrastrutture perché nel piano non sono indicati investimenti dedicati: come pensano di far viaggiare in orario i treni da Porretta a Pianoro quando non riescono a ottimizzare una tratta “protetta” come la Porrettana? Cosa succederebbe ai nostri treni mentre transitano dai binari centrali di un nodo ferroviario tra i più fragili e delicati di tutta la nazione?

Temiamo fortemente che, per aumentare il servizio e offrire un treno ogni 15 minuti agli utenti metropolitani, sarebbero fortemente penalizzati centinaia di pendolari e studenti che, abitando nell’Alta Valle del Reno, non hanno altri strumenti per raggiungere i luoghi di lavoro e di studio e correrebbero il rischio di aumentare disagi e disservizi senza alcun beneficio tranne la promessa di qualche treno notturno che è davvero l’unico aspetto positivo di tutta questa partita. 

Nel corso della riunione abbiamo proposto, in subordine, che il progetto coinvolga in via sperimentale esclusivamente i treni della tratta Bologna- Marzabotto senza andare a penalizzare i cittadini più lontani che subirebbero solo disagi da questo progetto e senza cambiare gli attuali orari. 

Allo stesso tempo abbiamo promesso alla Regione e alla Città Metropolitana di avviare un sondaggio tra i nostri utenti per fornire un feedback più consono e consolidi o rettifichi le nostre perplessità. 

L’unico aspetto positivo è, finalmente, l’ipotesi dell’introduzione di un treno notturno nei fine settimana a partire dal 2025.

Speriamo non sia solo una promessa e comunque non potrà sopperire ad eventuali nuovi disservizi e sacrifici per i cittadini dell’Alta Valle del Reno. 

1 commento:

Anonimo ha detto...

La pochezza mentale degli amministratori della città metropolitana...
Tanto lor signori certo non usano il treno.