lunedì 12 ottobre 2026

Sanità: influenza e Covid, in Emilia Romagna parte da oggi la campagna di vaccinazioni

 Sarà possibile la co-somministrazione 


 

In Emilia-Romagna parte oggi,  lunedì 12 ottobre, la campagna regionale di vaccinazione contro influenza e Covid-19 che proseguirà fino a febbraio 2027.

Anche quest'anno - spiega la Regione - sarà possibile la co-somministrazione dei due vaccini: per quello antinfluenzale 1 milione e 30mila dosi disponibili, che potranno aumentare di un ulteriore 20%, fino a quasi 1,24 milioni, mentre per l'anti Covid ci sono 150mila dosi aggiornate contro la nuova variante XFG e altre, se necessarie, saranno ordinate.

Chi volesse vaccinarsi solo contro il Covid, può già farlo nei Centri vaccinali per adulti e bambini.
    "Tutto è pronto per iniziare la campagna vaccinale e per affrontare la nuova epidemia stagionale - sottolinea l'assessore alle politiche per la salute Massimo Fabi - nella passata stagione l'Emilia-Romagna si è confermata ai primi posti, tra le grandi regioni italiane, per la copertura vaccinale antinfluenzale tra i cittadini dai 65 anni in su, che è stata del 58,2%. Un dato che però, qui come su tutto il territorio nazionale, ha fatto registrare un lieve calo rispetto alla stagione precedente".
    La vaccinazione antinfluenzale è offerta gratuitamente alle persone di età uguale o superiore a 60 anni, alle donne in gravidanza indipendentemente dall'età gestazionale e a quelle che hanno appena partorito, alle persone rientranti nella fascia d'età 6 mesi-59 anni con patologie croniche che espongono ad elevato rischio di complicanze o ricoveri correlati all'influenza, ai conviventi dei soggetti fragili (anche se a loro volta già vaccinati), ai bambini sani tra i 6 mesi e i 6 anni, ai residenti in strutture assistenziali e lungodegenze di qualunque età, ai medici e agli operatori sanitari (compresi i medici e personale sanitario in formazione), alle persone addette a servizi pubblici di primario interesse collettivo, ai donatori di sangue, ai volontari in ambito sociosanitario e a chi, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani. (ANSA) 

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