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martedì 30 giugno 2026

Fisco, scoperti oltre un milione di euro nascosti in Svizzera: maxi sanzioni per un residente a Bologna



La Guardia di Finanza di Bologna ha scoperto un'evasione fiscale internazionale che ha portato al recupero a tassazione di oltre un milione di euro detenuti in Svizzera e mai dichiarati al Fisco da un cittadino italiano residente nel capoluogo emiliano.

L'operazione, condotta dai militari del Comando provinciale, è nata dall'analisi dei dati acquisiti attraverso il Common Reporting Standard (CRS), il sistema internazionale promosso dall'OCSE che consente lo scambio automatico di informazioni finanziarie tra gli Stati, permettendo di individuare patrimoni detenuti all'estero.

Gli accertamenti hanno riguardato un contribuente bolognese che, tra il 2015 e il 2024, avrebbe trasferito e mantenuto nella Confederazione Elvetica capitali per oltre un milione di euro, senza indicarli nel quadro RW della dichiarazione dei redditi, come previsto dalla normativa sul monitoraggio fiscale.

Poiché la Svizzera rientrava, per il periodo oggetto degli accertamenti, tra i Paesi a fiscalità privilegiata, sono state applicate le specifiche presunzioni previste dalla legge. Non essendo stata fornita documentazione idonea a dimostrare la legittima provenienza delle somme, il denaro è stato considerato integralmente sottratto alla tassazione italiana.

Incrociando le informazioni del CRS con le banche dati in uso al Corpo, le Fiamme Gialle hanno ricostruito la consistenza dei conti correnti e degli investimenti detenuti in Svizzera, individuando redditi prodotti all'estero sotto forma di interessi, plusvalenze derivanti dalla compravendita di titoli obbligazionari e altri proventi finanziari.

Al termine dell'attività ispettiva è stato recuperato a tassazione un imponibile superiore a un milione di euro, mentre le violazioni degli obblighi di monitoraggio fiscale hanno comportato l'applicazione di sanzioni amministrative per oltre 1,8 milioni di euro.

La Guardia di Finanza sottolinea come l'operazione confermi il costante impegno nel contrasto all'evasione fiscale internazionale e nel recupero dei patrimoni illecitamente occultati all'estero, a tutela dell'equità fiscale e delle risorse destinate alla collettività.

mercoledì 11 giugno 2025

La Guardia di Finanza scopre agenzia immobiliare completamente sconosciuta al fisco: evasi oltre un milione di euro

 Denunciato il legale rappresentante. L’azienda operava anche a Bologna.



Una società di diritto sammarinese, attiva nel settore della consulenza per aste immobiliari e operante in diverse province del Nord Italia, è stata scoperta dalla Guardia di Finanza di Treviso per una maxi evasione fiscale da oltre un milione di euro. L’indagine, condotta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Treviso, ha portato alla denuncia del legale rappresentante per omessa dichiarazione.

La società era formalmente registrata nella Repubblica di San Marino, ma svolgeva le principali attività – tra cui la ricerca di immobili all’asta, la gestione del sito web, i primi contatti con i clienti, gli incontri con agenti locali e i servizi post-vendita – tramite dipendenti e collaboratori dislocati in Veneto ed Emilia-Romagna, in particolare nelle province di Treviso, Padova, Belluno, Verona, Ferrara e Bologna.

Solo le funzioni di fatturazione e incasso venivano gestite direttamente dalla sede sammarinese, che riceveva i pagamenti su un conto corrente estero. Una struttura che, secondo la ricostruzione degli investigatori, configurerebbe una “stabile organizzazione occulta” in Italia, ovvero una sede operativa di fatto ma non dichiarata.

Nel corso di una perquisizione presso la sede di Conegliano, autorizzata dall’Autorità Giudiziaria, è stata acquisita documentazione contabile ed extracontabile ritenuta fondamentale per la ricostruzione dei flussi economici.

L’attività ispettiva ha permesso di quantificare un volume d’affari generato in Italia pari a circa 6 milioni di euro e un’evasione fiscale complessiva di 1.149.994 euro.

Oltre alla denuncia penale, è stata avviata una verifica fiscale nei confronti della società estera, con l’obiettivo di procedere al recupero delle imposte evase e delle sanzioni previste dalla normativa vigente. 

lunedì 7 ottobre 2024

Scoperta dalla Guardia di Finanza un’ impresa cinese "apri e chiudi" infedele al fisco

 Sequestrati macchinari e conti correnti


I finanzieri del Comando Provinciale di Bologna, attraverso attività di intelligence e l'uso delle banche dati, hanno scoperto due imprese nel Nuovo Circondario Imolese, il cui proprietario di nazionalità cinese avrebbe messo in atto un sistema fraudolento finalizzato all'evasione fiscale, seguendo il classico schema "apri e chiudi".

In particolare, le Fiamme Gialle della Compagnia di Imola hanno accertato che il soggetto, titolare di un'azienda di confezionamento abiti, avrebbe scientemente e sistematicamente saldato i debiti verso i fornitori, tranne quelli nei confronti del Fisco, accumulando oltre 500.000 euro di debiti fiscali. Successivamente, l'azienda è stata svuotata, con una cessione fittizia dei macchinari a una nuova società, formalmente intestata alla suocera ma priva di debiti tributari. L'imprenditore, però, ha continuato a gestire di fatto l'attività, operando nei medesimi locali, con gli stessi dipendenti, clienti e fornitori.

Il titolare effettivo e la sua prestanome sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Bologna per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte, previsto dall'art. 11 del D.Lgs. 74/2000, che prevede pene detentive da uno a sei anni. Successivamente, i militari hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dall'Autorità Giudiziaria, finalizzato alla confisca fino alla concorrenza di 315.169 euro. Sono stati sequestrati 37 macchinari per la cucitura, un veicolo commerciale e tre conti correnti.

Questa operazione conferma l'impegno della Guardia di Finanza nella lotta alle frodi fiscali in ogni loro forma, con particolare attenzione ai circuiti fraudolenti volti all'evasione delle imposte dirette e indirette. Il fenomeno delle imprese "apri e chiudi" rappresenta una minaccia per il bilancio dello Stato e per l'economia legale, basata sul corretto funzionamento del mercato.

venerdì 9 agosto 2024

Smascherato istruttore di equitazione sconosciuto al fisco.

Scoperti introiti per 1 milione non dichiarati


La Guardia Di Finanza di Bologna informa:


Le Fiamme Gialle  hanno condotto una complessa indagine che ha portato alla scoperta di un istruttore di equitazione totalmente sconosciuto al fisco, operante principalmente nel territorio del Nuovo Circondario Imolese.

L’operazione si è concretizzata in una verifica fiscale che ha ricostruito un volume d’affari di circa 1 milione di euro.

Le indagini sono state svolte con l’ausilio delle Banche Dati in uso al Corpo e l’incrocio dei dati estrapolati dal portale della Federazione Italiana Sport Equestri (FISE).

In particolare, l’istruttore avrebbe impartito lezioni di equitazione ai propri clienti, offrendo loro altresì la possibilità di partecipare a competizioni ippiche, ricevendo compensi sia mediante bonifici bancari che in contanti.

Ulteriori introiti deriverebbero dall’attività di intermediazione nella vendita di cavalli svolta, in alcuni casi, acquistando equini all’estero e rivendendoli in Italia; in altri, invece, intrattenendo relazioni con società sempre situate all’estero che, a loro volta, avrebbero svolto il ruolo di intermediario per la vendita a clienti italiani.

In una circostanza, la vendita sarebbe avvenuta a fronte di un corrispettivo in contanti superiore alle soglie previste dalla normativa antiriciclaggio, che vieta il trasferimento di denaro contante per un importo pari o superiore a  3.000 euro; per tale condotta è stata comminata una sanzione amministrativa pecuniaria che oscilla tra  3.000 e 50.000 euro.

Dell’attività è stata notiziata la Procura della Repubblica di Bologna, alla quale è stato denunciato il soggetto per violazioni al D.Lgs. n. 74/2000.

L’evasione fiscale costituisce un grave ostacolo allo sviluppo economico perché distorce la concorrenza e l’allocazione delle risorse, mina il rapporto di fiducia tra i cittadini e Stato e penalizza l’equità, sottraendo spazi di intervento a favore delle fasce sociali più deboli. Da qui l’importanza dell’azione ‘chirurgica’ svolta dalla Guardia di Finanza contro gli evasori totali.

giovedì 2 maggio 2024

Precompilata 2024, in consultazione dal 30 aprile scorso

Dal 20 maggio sarà possibile accettare, modificare o integrare i dati proposti dal Fisco e procedere con l’invio telematico della dichiarazione all’Agenzia 

La Precompilata 2024 è   visualizzabile online, nell’apposita area riservata con i modelli già predisposti con i dati in possesso dell’Agenzia o inviati dagli enti esterni, come, ad esempio, datori di lavoro, farmacie e banche. Quest’anno, in totale le informazioni trasmesse all’Agenzia e utilizzate per predisporre i modelli sono circa 1 miliardo e 300 milioni.


Molte le novità della dichiarazione dei redditi precompilata 2024 relativa al periodo d’imposta 2023, a partire dal debutto del 730 semplificato per lavoratori dipendenti e pensionati, che con un’interfaccia più intuitiva e parole semplici guiderà la compilazione senza la necessità per l’utente di conoscere quadri, righi e codici.

Inoltre, da quest’anno, in via sperimentale, troveranno il modello precompilato dall’Agenzia anche i contribuenti titolari di redditi diversi da quelli di lavoro dipendente e pensione.

Un provvedimento, firmato oggi, 29 aprile 2024, dal direttore dell’Agenzia delle entrate Ernesto Maria Ruffini, definisce le istruzioni per l’accesso alla dichiarazione precompilata, individua i soggetti abilitati, le modalità di delega a terzi, le procedure per consultare, modificare o confermare i dati in possesso dell’Amministrazione, detta le istruzioni per la presentazione del modello. Accompagnano il provvedimento: il foglio informativo , le specifiche tecniche per la trasmissione telematica delle comunicazioni di richiesta delle dichiarazioni precompilate 2024 , le specifiche tecnice in formato zip e le specifiche tecniche per la fornitura delle dichiarazioni Precompilate 2024 .

Dal 30 aprile la precompilata è online
Prima data da evidenziare sul calendario è domani, 30 aprile 2024, giorno dal quale il contribuente direttamente, oppure il suo rappresentante e gli altri soggetti delegati o autorizzati, possono accedere alla dichiarazione precompilata dal Fisco con riferimento ai redditi 2023. È possibile accedere anche all’elenco delle informazioni utilizzate dall’Agenzia, distinte per dati inseriti e non inseriti.

In totale, sono circa 1 miliardo e 300 milioni (1.270.674.831) i dati che l’Agenzia ha ricevuto e pre-caricato nelle dichiarazioni 2024. Al primo posto per numerosità si collocano come sempre le spese sanitarie (oltre 1 miliardo di documenti fiscali), seguite dai premi assicurativi (98 milioni di dati), le certificazioni uniche di dipendenti e autonomi (75 milioni), i bonifici per ristrutturazioni (10 milioni di dati) e gli interessi sui mutui (9 milioni di dati).

Quanto agli oneri detraibili e deducibili, come ogni anno il modello fa spazio a ulteriori voci che si aggiungono a quelle già precaricate in passato. In particolare, nel modello 2024 arrivano per la prima volta le spese per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale e ai relativi rimborsi, il cui invio era previsto per quest’anno solo in via facoltativa, i rimborsi erogati per l’acquisto di occhiali da vista o di lenti a contatto correttive (“bonus vista”). Inoltre, la precompilata 2024 tiene conto delle informazioni comunicate dall’Inps relative ai familiari a carico per i quali è stato riconosciuto l’Assegno unico e universale.

Tutte voci che si aggiungono a quelle già presenti negli anni scorsi: contributi previdenziali, spese universitarie, per gli asili nido, per gli interventi di ristrutturazione, erogazioni liberali eccetera.

Come accedere alla precompilata
Il contribuente può accedere alla propria precompilata e ai documenti utilizzati dall’Amministrazione finanziaria dall’area riservata del sito delle Entrate tramite Cns (Carta nazionale dei Servizi) o Spid, Cie (Carta d’identità elettronica) o, per i soggetti titolati a utilizzarle, con le credenziali rilasciate dall’Agenzia (Entratel/Fisconline). Effettuato l’accesso, da domani l’utente può visionare e stampare il modello, mentre dal prossimo 20 maggio potrà modificare, accettare e presentare la dichiarazione, versare l’imposta se dovuta. Sempre nell’area riservata, è possibile indicare i recapiti per le eventuali comunicazioni, consultare le ricevute, inserire i riferimenti bancari o postali per l’accredito dei rimborsi, verificare l’elenco dei delegati ai quali è stata resa disponibile la dichiarazione precompilata.

Anche quest’anno per consultare la dichiarazione e compiere tutte le operazioni fino all’invio è possibile delegare un familiare o una persona di fiducia direttamente nella propria area riservata sul sito dell’Agenzia, o in alternativa inviando una pec o ancora formalizzando la richiesta presso un qualsiasi ufficio dell’Agenzia.  Come evidenziato nel provvedimento pubblicato oggi, infatti, dal 2022 l’Amministrazione ha introdotto modalità più snelle per richiedere, tra l’altro, l’accesso alla dichiarazione precompilata da parte di rappresentanti legali di persone fisiche (tutori, amministratori di sostegno, curatori speciali e genitori esercenti la responsabilità genitoriale) o di persone di fiducia che operano nell’interesse di altre persone fisiche.

Il provvedimento descrive, inoltre, i requisiti e le modalità di accesso alla precompilata e ai documenti da parte dei sostituti d’imposta, Caf e professionisti abilitati, e fissa i limiti e le modalità di conferimento delle abilitazioni.

Debutta il 730 semplificato
Quest’anno fa il suo esordio, in via sperimentale, all’interno dell’area riservata di dipendenti e pensionati, una modalità semplificata di presentazione del 730 precompilato alternativa a quella ordinaria. Una volta autenticato, il contribuente, se ha le caratteristiche per presentare il 730, potrà scegliere se accedere alla propria dichiarazione in modalità semplificata o in modalità ordinaria. Con la modalità semplificata, potrà visualizzare i dati utilizzati (e non) all’interno di un’interfaccia semplice da navigare anche grazie alla presenza di termini di uso comune che indicano in modo chiaro le sezioni in cui sono presenti dati da confermare o modificare: “casa e altre proprietà”, “famiglia”, “lavoro”, “altri redditi”, “spese sostenute”. I dati relativi all’abitazione (rendita, eventuali contratti di locazione, interessi mutuo ecc) sono per esempio raccolti nella nuova sezione “casa”, gli oneri nella sezione “spese sostenute”, le informazioni su coniuge e figli nella sezione “famiglia”. Una volta che le informazioni fiscali saranno confermate o modificate (dal 20 maggio), il sistema le riporterà in automatico nel modello.

Le altre novità dedicate al 730
Alla modalità semplificata di presentazione del 730 precompilato dedicata a lavoratori dipendenti e pensionati, quest’anno si sommano altre novità specificamente dedicate al 730, come da input fornito dal Dlgs n. 1/2024 (Decreto “Adempimenti”). In particolare, si allarga in via sperimentale la platea di contribuenti che possono utilizzare il modello 730, che potrà infatti accogliere dati che prima dovevano necessariamente transitare per Redditi, per esempio, redditi di capitale di fonte estera soggetti a imposta sostitutiva, investimenti all’estero e attività estere di natura finanziaria ai fini Ivie e Ivafe. Inoltre, da quest’anno chi presenta il modello 730 potrà selezionare la voce “nessun sostituto” prima di inviare la dichiarazione per chiedere di ricevere direttamente dall’Agenzia l’eventuale rimborso, anche se ha un datore di lavoro o ente pensionistico tenuto a effettuare i conguagli. L’opzione è valida anche se dalla dichiarazione emerge un debito: in questo caso il contribuente che invia direttamente il modello potrà effettuare il pagamento tramite la stessa applicazione online: la procedura consente infatti di addebitare l’F24 sullo stesso Iban indicato per il rimborso. In alternativa, è anche possibile stampare l’F24 precompilato e procedere al pagamento con le modalità ordinarie e, quindi, entro il 30 giugno (Per le novità relative al modello 730/2024 si veda l’apposito paragrafo nell’articolo “Campagna dichiarativa 2024, sfilano i modelli definitivi).

Precompilata anche per autonomi e titolari di reddito d’impresa
Una delle novità più rilevanti del 2024 è inoltre l’elaborazione del modello predisposto dall’Agenzia anche per i contribuenti titolari di redditi di lavoro autonomo e d’impresa, che troveranno i dati precompilati dei redditi risultanti dalle certificazioni uniche di lavoro dipendente e autonomo (compresi i dati relativi ai compensi e alle indennità e provvigioni da indicare nel modello Redditi persone fisiche), dei redditi dei fabbricati e dei terreni, delle spese detraibili e deducibili e dei familiari. L’accesso, tramite lo scarico sia puntuale che massivo, è consentito anche tramite intermediari delegati.

I soggetti che aderiscono al regime di vantaggio o al regime forfetario, direttamente tramite l’applicativo della dichiarazione precompilata possono completare e inviare il modello Redditi persone fisiche e possono aderire, a partire dal 15 giugno, al Concordato Preventivo.

La dichiarazione pronta può partire dal 20 maggio
Il contribuente può presentare telematicamente la dichiarazione accettata o modificata o integrata a partire dal 20 maggio 2024. C’è tempo fino al 30 settembre per inviare il 730 e fino al 15 ottobre per il modello Redditi. Entro cinque giorni dall’invio il sistema fornisce una ricevuta con lo stesso numero di protocollo assegnato al file di presentazione. La ricevuta riporta la data di presentazione della dichiarazione e il riepilogo dei principali dati contabili.

L’Amministrazione finanziaria trasmette i dati contabili del 730 al sostituto d’imposta del contribuente. Se ciò non fosse possibile o se il sostituto che riceve i dati non è tenuto a effettuare il conguaglio, l’Agenzia mette al corrente del fatto il contribuente con un avviso recapitato nell’area riservata del sito dell’Agenzia e tramite una e-mail all’indirizzo di posta elettronica comunicato dall’interessato stesso. In entrambe le ipotesi, l’interessato può presentare un 730 integrativo utilizzando le funzionalità disponibili nell’area riservata, con la possibilità di modificare esclusivamente i dati del sostituto d’imposta o indicare l’assenza del sostituto oppure potrà rivolgersi a un Caf o a un professionista abilitato.

In assenza del sostituto d’imposta che opera il conguaglio, è direttamente l’Agenzia delle entrate a erogare i rimborsi emersi ai contribuenti che presentano i modelli Redditi Pf o 730. In caso di debito con il Fisco, il pagamento deve essere effettuato tramite presentazione del modello F24, anche richiedendo l’addebito delle somme dovute sul proprio conto corrente bancario o postale. 

(Segnalato da Dubbio) 

mercoledì 21 febbraio 2024

Scovato un consulente fiscale ‘evasore totale’ e titolare del ‘reddito di cittadinanza’

Non solo, la sua  collaboratrice era  pagata ‘in nero’. Chissà come consigliava la sua clientela

Il Comando della  Guardia di Finanza informa:

  

I finanzieri  di Bologna, nel corso di un controllo fiscale, hanno scoperto un evasore totale che paradossalmente svolgeva la professione di commercialista. Il consulente,  titolare di tre distinte partite IVA, in poco più di un anno ha occultato al Fisco tutti i redditi conseguiti, oltre 100 mila euro.

Il professionista, per lo svolgimento dell’attività di assistenza fiscale e di disbrigo pratiche relative alla regolarizzazione di permessi di soggiorno e alle procedure di ricongiungimento familiare di cittadini extracomunitari, era coadiuvato da una dipendente a tempo pieno priva di contratto lavorativo, quindi completamente ‘in nero’.

I militari hanno anche rilevato una indebita percezione del  Reddito di Cittadinanza. Infatti il consulente, risultando privo reddito, percepiva da oltre 3 anni il sussidio ed era riuscito ad incamerare indebitamente circa 30 mila euro.

Ne è seguito il deferimento dello stesso all’Autorità Giudiziaria per il reato di indebita percezione di erogazioni pubbliche.

Le attività descritte testimoniano il costante impegno della componente territoriale della Guardia di Finanza di Bologna nell’azione di prevenzione e repressione del sommerso d’azienda e di lavoro, a tutela degli interessi economico-finanziari, nonché delle indebite percezioni, nelle varie forme, di sostegni economici al reddito e alla famiglia, a tutela della spesa pubblica del bilancio Nazionale e dell’Unione Europea, il tutto a vantaggio degli attori economici e dei cittadini rispettosi delle leggi.

venerdì 24 novembre 2023

Con il fisco non si giuoca a nascondino

Nascosti al fisco italiano disponibilita’ finanziarie detenute all’estero e proprieta’ immobiliari e mobiliari per oltre due milioni di euro.

 

Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza informa: 

 

La Guardia di Finanza di Bologna ha condotto una verifica nel settore della fiscalità internazionale, orientata ad accertare il rispetto della normativa sul monitoraggio fiscale nei confronti di un soggetto, formalmente residente nel bolognese, ma di fatto in Spagna.

Dall’attività ispettiva, condotta dai finanzieri della Compagnia di Imola utilizzando il sistema di interscambio automatico, elaborato dall’O.C.S.E e finalizzato alla condivisione di informazioni finanziarie tra i Paesi aderenti, è emerso che il soggetto avrebbe omesso l’indicazione, nel quadro RW della dichiarazione dei redditi, di essere intestatario di un conto corrente acceso presso un istituto di credito iberico con una giacenza di oltre 1 milione di euro. 

I successivi approfondimenti, mirati alla ricostruzione delle possidenze immobiliari, hanno permesso di individuare la proprietà da parte dell’interessato verificato di una villa con piscina di circa 400 metri quadrati, prospiciente la spiaggia valenciana, del valore di 750 mila euro. Inoltre, grazie al coordinamento informativo con la Sezione Operativa Navale di Marina di Ravenna, è stato possibile ascrivere al verificato la titolarità di una barca a vela della lunghezza di 12 metri dal valore di circa 230 mila euro. 

L’evasione fiscale costituisce un grave ostacolo allo sviluppo economico perché distorce la concorrenza e l’allocazione delle risorse, mina il rapporto di fiducia tra cittadini e Stato e penalizza l’equità, sottraendo spazi di intervento a favore delle fasce sociali più deboli. Da qui l’importanza dell’azione “chirurgica” svolta dalla Guardia di Finanza contro gli evasori fiscali, anche con l’impiego degli efficaci strumenti di cooperazione tributaria internazionale che costituiscono un indiscutibile punto di riferimento per l’intera Amministrazione finanziaria.

lunedì 30 ottobre 2023

Truffe 'sportive' ai danni dell'erario

Scoperte false sponsorizzazioni nella Serie B Interregionale di Basket. Ricavi non dichiarati per oltre 1 milione di euro. 23 i denunciati.


Il Comando Provinciale Bologna della Guardia di Finanza informa:  


 Nei guai una società di basket militante nella Serie B Interregionale e altre 20 società, perlopiù bolognesi, attraverso un diffuso sistema di false sponsorizzazioni attuato con la compiacenza di alcuni giocatori e dirigenti sportivi.

Nel corso delle indagini della Guardia di Finanza, coordinate dalla Procura della Repubblica di Bologna, i finanzieri della Compagnia di Imola hanno scoperto come il collaudato sistema di emissione di fatture per operazioni inesistenti fosse coordinato dalla società di basket, mediante la ricezione di denaro fino a quattro volte il reale valore delle sponsorizzazioni effettuate; successivamente, tramite rimborsi e stipendi gonfiati di alcuni dirigenti e giocatori, i valori monetari venivano prelevati in contanti e in parte restituiti alle società sponsor.

Il meccanismo messo a punto ha consentito agli sponsor di beneficiare di costi per abbattere il proprio imponibile ai fini delle imposte dirette, con la conseguente evasione delle imposte dovute.

In conseguenza degli illeciti rilevati, è stata avviata, nei confronti della società di basket, la proposta di disconoscimento della natura di “Ente non commerciale”, con il venir meno del conseguente regime di tassazione agevolato previsto per il “terzo settore”.

Gli accertamenti hanno quindi consentito di ricondurre a tassazione maggiori ricavi per circa 750 mila euro; ulteriori 450 mila euro di imponibile sono stati contestati alle società sponsor che hanno beneficiato della frode. Sono state denunciate 23 persone, tra dirigenti, iscritti delle società sportive e componenti degli organi di amministrazione. Il  sistema fraudolento, oltre ad aver causato una rilevante evasione fiscale e contributiva, ha altresì comportato un’ulteriore alterazione delle condizioni di concorrenza, anche in danno delle altre società sportive militanti nella medesima categoria di basket. Il contrasto all’evasione fiscale, attuato dall’azione della Guardia di Finanza, favorisce concretamente una più equa ripartizione del prelievo impositivo tra i cittadini.

martedì 31 gennaio 2023

Fisco: la Regione Emilia Romagna non applica lo stralcio delle cartelle

 Assessore Calvano, 'non è corretto verso chi ha sempre pagato'

La Regione Emilia-Romagna non applicherà lo stralcio delle cartelle per i tributi non pagati con importi fino a mille euro.

Lo ha stabilito la Giunta regionale decidendo di non applicare la norma prevista dalla Legge di bilancio.

Un provvedimento che rientra nelle facoltà dell'Ente di scegliere se revocare l'annullamento automatico dello stralcio, previsto alla data del 31 marzo 2023.
    La normativa consente comunque ai cittadini di pagare in modo agevolato le cartelle di pagamento presentando una dichiarazione di adesione alla "Definizione agevolata", esclusivamente in via telematica all'agente della riscossione entro il 30 aprile per beneficiare delle agevolazioni e pagare senza sanzioni e interessi.
    "La scelta del Governo - dice l'assessore regionale al Bilancio, Paolo Calvano - non è corretta verso chi ha pagato rispettando regole e scadenze e rischia di disincentivare comportamenti virtuosi in Emilia-Romagna vogliamo continuare a promuovere il rispetto delle norme ed evitare ogni ripercussione negativa sul bilancio regionale, mettendo a rischio i servizi per i cittadini emiliano-romagnoli". (ANSA).

lunedì 23 maggio 2022

Precompilata 2022, online con 1,2 miliardi di dati già “caricati” dal Fisco.

 Da quest’anno può essere inviata anche da un familiare o da una persona di fiducia. Nel 2021 4,2 milioni di dichiarazioni trasmesse dai cittadini in autonomia


l'Agenzia informa: 

Precompilata 2022 al via da oggi, lunedì 23 maggio, quando saranno disponibili i modelli predisposti dal Fisco, che in base alle informazioni in suo possesso ha già inserito 1 miliardo e 200 milioni di dati. Da martedì 31 maggio sarà possibile inviare la dichiarazione, accettandola così com’è oppure procedendo alle opportune modifiche e integrazioni. I cittadini potranno consultare il proprio modello accedendo nell’area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate con Spid, Carta d’identità elettronica o Carta nazionale dei servizi. Da quest’anno sarà inoltre possibile affidare a un familiare o un’altra persona di fiducia l’invio della propria dichiarazione: una novità introdotta per agevolare tutti quei contribuenti che non possono gestire direttamente l’adempimento.

La stagione dichiarativa 2022 si chiuderà il 30 settembre per chi presenta il 730 e il 30 novembre per chi invece utilizza l’applicazione Redditi web. Una nuova guida - pdf, online sul sito istituzionale, e un video, pubblicato sul canale YouTube delle Entrate, illustrano le novità per consultare e inviare la propria dichiarazione.

"La dichiarazione precompilata - afferma il Direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini - si arricchisce ogni anno di ulteriori dati a conoscenza dell’Agenzia delle Entrate e si conferma un’utile semplificazione: infatti non solo facilita gli adempimenti, ma rappresenta anche una garanzia per il contribuente. Ad esempio, la raccolta automatizzata delle spese detraibili permette di avere consapevolezza delle agevolazioni spettanti, evitando così che alcune opportunità offerte dalla normativa non vengano colte. I numeri dimostrano la crescente familiarità dei cittadini con questo strumento, che fino a pochi anni fa appariva impensabile".

Dati in costante aumento - Dall’avvio della dichiarazione precompilata, sette anni fa, il numero dei contribuenti che hanno effettuato direttamente l’invio dei modelli 730 e Redditi è cresciuto fino a toccare nel 2021 quota 4,2 milioni, il triplo rispetto al 2015 (quando erano stati 1,4 milioni). In costante aumento è anche la percentuale dei 730 inviati senza modifiche, che lo scorso anno si è attestata al 22,3% del totale (nel 2015 era pari al 5,8%). Se invece si considera il numero delle informazioni pre-caricate in dichiarazione dall’Agenzia delle Entrate, si è passati dai circa 160 milioni di dati del 2015 a 1,2 miliardi di quest’anno, dunque con un livello di completezza dei modelli a disposizione dei cittadini sempre maggiore.

1,2 miliardi di dati già inseriti dal Fisco nelle dichiarazioni 2022 - Cresce e supera quest’anno quota 1 miliardo e 200 milioni il monte dei dati pre-inseriti dal Fisco per agevolare l’adempimento da parte dei contribuenti. La maggior parte dei dati è riferita alle spese sanitarie, balzati dai 718 milioni dello scorso anno a oltre 1 miliardo (+40%). Gli incrementi più rilevanti si registrano alla voce “bonifici per ristrutturazioni”, con oltre 10 milioni di occorrenze (+36% rispetto al 2021), e “contributi lavoratori domestici”, con 3,8 milioni di dati (+14%). Ma la crescita più significativa in assoluto è rappresentata dai dati relativi alle spese scolastiche - 458mila a fronte dei circa 4.600 dello scorso anno - e da quelli sulle erogazioni liberali, quasi triplicati e passati da 550mila a oltre 1 milione e 600mila.

Ok all’invio della dichiarazione da parte di un familiare - Novità del 2022 è la possibilità di affidare la gestione della propria dichiarazione a un familiare. In particolare, sarà possibile conferire una procura al coniuge o a un parente (o affine) entro il quarto grado attraverso un apposito modello, disponibile sul sito istituzionale dell’Agenzia. Il modello potrà essere inviato dal contribuente (rappresentato) direttamente online tramite i servizi telematici, allegando copia della carta d’identità del rappresentante oppure via pec a una qualsiasi direzione provinciale delle Entrate. Nel caso di trasmissione tramite pec di una scansione del documento cartaceo (ad esempio il modello di procura firmato su carta) e nel caso di presentazione presso uno sportello dell’Agenzia sarà necessario allegare copia della carta d’identità di entrambi, rappresentato e rappresentante.

Possibile scegliere anche una persona di fiducia diversa da un familiare - Qualora la persona a cui si intende affidare la gestione della propria dichiarazione non sia il coniuge né un parente entro il quarto grado, sarà comunque possibile conferire la procura presso un ufficio. Una semplificazione ulteriore è poi prevista per le persone impossibilitate a recarsi in Agenzia a causa di patologie: in questo caso la procura può essere presentata direttamente dal rappresentante, insieme a un’attestazione del medico di base del rappresentato. La procura non può essere conferita a titolo professionale; inoltre ogni contribuente può designare un solo rappresentante e ogni persona può essere designata al massimo da tre contribuenti. Le abilitazioni avranno validità fino al 31 dicembre dell’anno in cui sono state rilasciate.

Abilitazione online per gli eredi - Precompilata più semplice anche per gli eredi, che da quest’anno potranno richiedere l’abilitazione necessaria per accedere alla dichiarazione del familiare direttamente online, senza necessità quindi di recarsi in ufficio. Infine, chi presenta la dichiarazione in qualità di genitore, tutore o amministratore di sostegno, potrà trasmettere la richiesta per l’abilitazione, oltre che con le consuete modalità, anche tramite il servizio online “Consegna documenti e istanze”, disponibile nell’area riservata del sito internet delle Entrate.

domenica 17 aprile 2022

Dichiarazione precompilata 2022

 

Dubbio segnala:

Per effetto della proroga disposta dall’articolo 10-quater del decreto legge n. 4/2022, la dichiarazione precompilata 2022 (modello 730 o modello Redditi) e il relativo elenco riepilogativo dei dati inseriti nella dichiarazione (e di quelli che l’Agenzia non ha potuto inserire perché non completi o incongruenti) saranno disponibili in un’area autenticata del sito dell’Agenzia delle entrate a partire dal 23 maggio 2022 (invece che dal 30 aprile).

Si ricorda che per accedere bisogna essere in possesso delle credenziali SPID (Sistema Pubblico dell’Identità Digitale), oppure della carta d’identità elettronica o della CNS (Carta Nazionale dei Servizi).

mercoledì 20 ottobre 2021

Attenzione: nuove email truffa su pagamenti fiscali in sospeso

E’ in circolazione l’ennesima campagna di phishing tramite false comunicazioni a nome del direttore dell’Agenzia delle entrate, che tentano di convincere il destinatario ad aprire allegati malevoli

Dubbio segnala: 

Un nuovo inganno in rete: da qualche giorno circolano email false relativi a non precisati pagamenti fiscali in sospeso. Le comunicazioni, inviate da un indirizzo di posta elettronica apparentemente riconducibile dall’Agenzia delle entrate e con la firma del direttore, invitano i destinatari a recarsi presso “la banca o un ufficio fiscale” portando con sé la stampa di un file allegato.


È una nuova truffa. Si tratta di email non inviate dall’amministrazione finanziaria, che cercano di convincere i cittadini ad aprire i file malevoli annessi (questa volta excel) che possono danneggiare il computer o sottrarre informazioni personali.

sabato 21 agosto 2021

Dichiarare il falso, ora conviene

Dichiarare il falso, per avere diritto alle prestazioni sociali e agli aiuti economici, si può. E se poi si viene scoperti non succede proprio niente, basta che ci siano di mezzo minori o situazioni familiari di particolare disagio


di Antonio Ciccia Messina


Dichiarare il falso, per avere diritto alle prestazioni sociali e agli aiuti economici, si può. E se poi si viene scoperti non succede proprio niente, basta che ci siano di mezzo minori o situazioni familiari di particolare disagio: in questi casi si conservano i sussidi economici e le altre prestazioni. Sembra paradossale, ma è proprio così.

È l'effetto della modifica dell'articolo 75 del DdPR 445/2000 apportata dall'articolo 264 del decreto legge 34/2020, che interviene sulla disciplina della decadenza dei benefici ottenuti da una pubblica amministrazione facendo uso di false dichiarazioni sostitutive di certificazioni o di notorietà. Questa è la prassi usuale per ottenere, ad esempio, un sussidio economico o una prestazione di assistenza domiciliare da parte dei servizi sociali comunali. Si compila un modulo autodichiarando di possedere i requisiti, economici e di altra diversa natura, previsti dalla legge e dai regolamenti comunali. Si ottengono i soldi o la prestazione e, poi, l'ente pubblico fa controlli sulle dichiarazioni sostitutive. Se si scoprono false dichiarazioni, ci sono due possibili conseguenze: la sanzione penale e la decadenza dei benefici.

Tutto ciò fino al 19 maggio 2020. Quando entra in vigore la modifica all'articolo 75 del dPR 445/2000 che, anche in caso di falsa dichiarazione fa salvi gli interventi, anche economici, in favore dei minori e per le situazioni familiari e sociali di particolare disagio.

L'effetto della modifica è che alla dichiarazione non veritiera, in due casi, non segue la decadenza dei benefici e, quindi, i soldi sono trattenuti e non devono essere restituiti e non c'è nessun risarcimento da pagare. Il primo caso è la destinazione dell'intervento a favore di minori; il secondo caso è quello delle situazioni familiari e sociali di particolare disagio.

Se il primo è caso è oggettivo, la seconda ipotesi è passibile di letture molto elastiche, non essendoci alcuna definizione vincolante di quale sia il disagio familiare o sociale e di quando questo non sia “ordinario”, ma “particolare”.

Si deve, poi, considerare che tale profili di disagio, per la sua vaghezza, comprendono, se non tutte, quasi tutte le possibili situazioni di tutti coloro che si rivolgono a i servizi sociali comunali.

L'effetto diretto di una norma di questo tipo diventa, di fatto, la inutilità di qualsiasi regolamentazione dei requisiti per ottenere una prestazione sociale sia economica sia di altra natura.

Si consideri, infatti, il caso della contestazione da parte del servizio sociale di avere sottoscritto dichiarazioni non vere, in conseguenza delle quali è stato erogato un sussidio. Ad esempio, il servizio sociale contesta all'utente di avere dichiarato di non avere soldi in banca o altri beni, invece, si scopre che ce ne sono.

L'utente, a questo punto, potrà ribattere che comunque si trova in una posizione di particolare disagio familiare o sociale e la contestazione è neutralizzata. In sostanza è come se tutte le regole, comprese quelle sull'Isee, che prevedono requisiti per accedere a una prestazione sociale abbiano una deroga a favore di soggetti in situazioni particolarmente disagiate.

Segnalato da Dubbio da ItaliaOggi

martedì 1 settembre 2020

Fisco, dati GdF regionali: Bologna sul podio per 'evasori totali'

L'Emilia-Romagna è la seconda regione per "lavoratori irregolari" e la terza per aziende che non pagano l'Iva


Da Dubbio




Emilia-Romagna da podio anche per evasione fiscale. Secondo i dati Cgil che ha diffuso i numeri 2019 forniti dal comando generale della Guardia di Finanza (all'associazione Ficiesse), risulta la quinta regione a livello nazionale per "evasori totali scoperti", che sono 653: al primo posto c'e' l'area di Bologna, seguita da quelle di Ravenna e Modena.

Ma l'Emilia-Romagna è anche la seconda regione per "lavoratori irregolari scoperti", pari a 1.923: Modena in questo caso svetta sul podio nero, dove si trovano anche Forlì e, ancora, Ravenna. Per quanto riguarda i "lavoratori in totale nero", la classifica rivede Modena, al primo posto, e poi Ravenna e Rimini. La tabella che classifica i "datori di lavoro che utilizzano manodopera irregolare e nero", inoltre, registra l'Emilia-Romagna al quinto posto con 473 imprese 'colpevoli' e, sul podio, di nuovo le province di Modena, Ravenna e Rimini.

Evasione fiscale: il comune più virtuoso è San Giovanni in Persiceto

E ancora l'Emilia-Romagna è la terza regione per ditte che evadono l'Iva, in particolare nelle province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, mentre quella emiliano-romagnola appare anche la prima regione per "valore dei sequestri preventivi eseguiti per recupero dai reati tributari", con ben 100,4 milioni annotati e con le province di Bologna, Modena e Rimini che rappresentano i due terzi dei sequestri in ballo.

 

giovedì 21 maggio 2020

Assistenza telefonica catastale: si amplia il raggio di risposta

Il servizio, a cui si accede selezionando una specifica opzione del numero verde 800.90.96.96, sarà accessibile da nuovi distretti regionali, coprendo quasi l’intero territorio nazionale

faro Dubbio propone:

In forza dell’efficiente andamento del contact center attualmente gestito dal Polo catastale telefonico sperimentale di Bari, che al momento soddisfa una media di circa 50 telefonate al giorno, l’Agenzia delle entrate allarga il perimetro di azione del servizio di assistenza telefonica in materia catastale alle chiamate in arrivo anche dalla Campania, dal Lazio, dal Piemonte e dalla provincia autonoma di Trento. Il servizio, accessibile selezionando una specifica opzione del numero verde 800.90.96.96, coprirà, quindi, la quasi totalità del territorio nazionale, con la sola esclusione delle telefonate in arrivo dai distretti telefonici della provincia autonoma di Bolzano e della Valle d’Aosta. L’estensione della territorialità del servizio sarà gestibile dall’ufficio, ritengono i tecnici dell’Agenzia, e non determinerà code telefoniche.

L’ampliamento del raggio d’azione del servizio avviene anche in osservanza delle più recenti direttive dell’Agenzia delle entrate, in ambito di contrasto all’epidemia da Covid-19, secondo le quali l’assistenza telefonica rientra nei servizi indifferibili “non di presenza”. Gli operatori del Polo Telefonico di Bari, inoltre, dispongono delle utenze STB che permettono  il collegamento alla barra telefonica.

Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle 13 con esclusione delle festività nazionali.
Con l’occasione ricordiamo che per richiedere assistenza telefonica e informazioni fiscali di carattere generale, sui rimborsi e su cartelle e comunicazioni di irregolarità e sui servizi telematici, dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 17 e il sabato dalle 9 alle 13 (con esclusione delle festività nazionali), è possibile contattare gli operatori dell’Agenzia al 800.90.96.96 (da telefono fisso), numero verde gratuito, al 0696668907 (da cellulare), con costo della chiamata variabile in base al piano tariffario applicato dal proprio gestore e al 0039.06.96668933, per chiamate dall’estero (il costo è a carico del chiamante).
E’ possibile prenotare una richiamata per essere ricontattati nella giornata e nella fascia oraria scelta.
Inoltre, telefonando al numero 800.90.96.96 è possibile accedere al servizio di risposta automatica per informazioni sulle modalità di richiesta del codice Pin, sulla verifica delle partite Iva comunitarie e sull'Ufficio territoriale di appartenenza e infine prenotare un appuntamento presso un ufficio territoriale.

Si possono anche richiedere semplici informazioni fiscali e riceverle sul cellulare inviando un sms al numero
339.9942645.

mercoledì 1 aprile 2020

Attenzione alle false email sui rimborsi del Fisco. Sono trappole.

L'Agenzia delle Entrate informa:


In questi giorni l’Agenzia delle Entrate ha ricevuto diverse segnalazioni relative a nuove email di phishing che notificano ai destinatari rimborsi fiscali inesistenti con l’obiettivo di raccogliere informazioni riservate.

Le email in questione presentano come oggetto la dicitura “Notifica per il rimborso fiscale del 2019” e provengono da indirizzi email non riconducibili all’Agenzia delle Entrate.

L’Agenzia ha segnalato la comunicazione alla Polizia postale e raccomanda ai contribuenti di non aprire la mail e di cancellarla immediatamente, anche per evitare danni ai propri pc, tablet e smartphone. Inoltre, ricorda che non vengono mai inviate comunicazioni via email relative ai rimborsi fiscali e che sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it è possibile consultare la sezione “Come sono pagati i rimborsi” per conoscere le modalità corrette con cui vengono erogati

lunedì 24 febbraio 2020

Bonus facciate, online il video per farsi un’idea in tre minuti

Una funzionaria dell’Agenzia illustra la nuova detrazione del 90%, in chiaro chi può richiederla e i principali documenti da conservare, gli interventi agevolabili e le modalità di pagamento

video bonus facciate        Dubbio segnala
Vuoi sapere se puoi richiedere il bonus facciate e come ottenerlo? Te lo raccontiamo in 3 minuti. È online, sui canali social dell’Agenzia delle entrate, un video che riassume la novità della maxi-detrazione per i lavori sulle facciate esterne degli edifici. Il filmato è dedicato ai “socialnauti” interessati alla detrazione del 90%, estesa anche alle imprese.
Nel video una funzionaria dell’Agenzia ripercorre in cosa consiste l’agevolazione, la platea dei possibili beneficiari e le modalità di pagamento per ottenere il
bonus. La detrazione del 90% riguarda le spese sostenute per gli interventi sulle facciate esterne degli edifici. Possono rientrare nel beneficio anche le facciate interne, ma solo se visibili dalla strada.
L’agevolazione va ripartita in 10 quote annuali di pari importo e vale per tutte le categorie catastali di fabbricati, anche quelli strumentali. Sono agevolabili le spese documentate, sostenute nel 2020, senza limite massimo di spesa.
 
Quali gli interventi ammessi?
Gli interventi agevolabili – precisa il filmato – devono essere finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna e realizzati esclusivamente sulle strutture opache della facciata, su balconi o su ornamenti e fregi. Vale anche la sola pulitura o tinteggiatura esterna.
Sono agevolabili, ad esempio, gli interventi per decoro urbano come i lavori su grondaie, pluviali, parapetti, cornicioni. Sono ammesse anche le spese per le connesse perizie, per installare ponteggi o per lo smaltimento materiali.
Sono esclusi, invece, gli interventi su superfici confinanti con chiostrine, cortili e spazi interni, a eccezione di quelle visibili dalla strada.
Restano fuori anche le spese per sostituire vetrate, infissi, portoni e cancelli.
 
Chi può richiederlo?
Il contribuente che possiede o detiene un immobile che si trova in un centro storico o nelle zone limitrofe, rispettivamente nelle zone A e B o in aree assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi urbani.
Può richiederlo il proprietario dell’immobile, ma anche l’usufruttuario o il comodatario, l’inquilino, – precisa il filmato – in caso di locazione già registrata all’avvio dei lavori o al momento della spesa se precedente all’inizio lavori. Tra gli altri, i familiari conviventi e i conviventi di fatto, a determinate condizioni.
Il possesso o la detenzione dell’immobile deve risultare da un titolo idoneo.
 
Come pagare?
Per avere il
bonus occorre pagare con bonifico bancario o postale (anche online), a eccezione delle imprese.
Il filmato ricorda di specificare:
  • causale versamento
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • partita Iva o codice fiscale del destinatario del bonifico (ad esempio la ditta o il professionista che ha effettuato i lavori).
 
È possibile utilizzare i bonifici bancari già predisposti dalle banche per l’
eco-bonus o il bonus ristrutturazione edilizia.

Il video propone una
check list dei principali documenti da conservare per ottenere la detrazione, tra i quali:
  • fatture comprovanti le spese sostenute per gli interventi
  • ricevuta del bonifico bancario o postale con cui è stato effettuato il pagamento. 
Se gli interventi sono stati effettuati su parti comuni di edifici condominiali:
  • copia della delibera assembleare e della tabella millesimale di ripartizione delle spese.
Se i lavori sono effettuati dal detentore dell’immobile:
  • dichiarazione di consenso all’esecuzione dei lavori da parte del proprietario. 
Nel filmato la funzionaria spiega anche che, nel caso di interventi sulle parti comuni di un edificio in condominio, è l’amministratore, o il condomino delegato, a effettuare gli adempimenti per avere il bonus.

Il filmato rimanda, per approfondimenti, alla guida dedicata, presente sul sito dell’Agenzia.
Il video, autoprodotto e realizzato dal
social media team dell’Agenzia, è online sugli account social delle Entrate.


lunedì 20 gennaio 2020

Fisco, rischio tassa sull'ombra dei balconi

Potrebbe essere una delle conseguenze degli articoli della legge

Dubbio segnala 
A partire dal 2020, l'ombra proiettata dai balconi e dalle verande potrebbe essere tassata. 
 

A far emergere questa possibilità, tutt'altro che remota, è l'avvocato Giuseppe Pizzonia dello Studio Tremonti, Romagnoli, Picardi e Associati. Secondo il tributarista, secondo quanto previsto dalla manovra di bilancio, a partire dal prossimo anno le amministrazioni comunali potranno tassare, con le regole del nuovo canone, anche l'ombra proiettata sul suolo pubblico da queste strutture. Si tratta di una notevole differenza risposta a quanto accade oggi, per cui i titolari delle attività che utilizzano spazi pubblici, anche solo per esporre un’insegna, devono chiedere autorizzazione al comune e pagare la tassa locale che si applica sul cosiddetto "soprasuolo". Fine al 31 dicembre 2020 resterà in vigore questo dettato normativo da cui è espressamente prevista l'esclusioni da ogni forma di tassazione per balconi e verande. Dal 2021, però, questo divieto salterà e tutte le azioni o strutture che comportano l'occupazione di suolo pubblico, anche temporaneamente (come nel caso delle impalcature per la ristrutturazione di un palazzo), dovranno avere un’apposita concessione o autorizzazione, così come le azioni di diffusione di messaggi pubblicitari, e dovranno pagare il relativo tributo secondo le tariffe prevista da ogni singola amministrazione comunale.
Come rilasciato a TgCom 24, "La legge di bilancio 2020, contiene tra le altre cose - spiega l'avvocato tributarista Giuseppe Pizzonia - la revisione dei tributi locali relativi alla occupazione di suolo pubblico e alla pubblicità. Dal 2021, tutto questo sarà sostituito da un nuovo prelievo, denominato Canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria. Gli enti locali dovranno emanare appositi regolamenti per disciplinare in dettaglio l'applicazione del nuovo canone". Ma se per il 2020 tutto resterà uguale, dei cambiamenti ci saranno nel 2021 e non saranno "di poco conto". Difatti, "Il nuovo canone, come il vecchio del resto, si applica anche alle cosiddette occupazioni del soprasuolo, cioè sull'ombra che i manufatti privati proiettano sul suolo pubblico. Se non che, ed è qui la novità, nelle nuove disposizioni non è stata riprodotta l'esclusione dal pagamento per l'ombra proiettata da balconi, verande e simili, fino ad oggi espressamente prevista dalla legge".
Dunque, la conseguenza che potrebbe derivare con questa modifica della manovra di bilancio sulla concessione per l'utilizzo del suolo pubblico (a meno di correttivi), è che a partire dall'anno prossimo le amministrazioni comunali potranno "tassare con il nuovo canone anche l'ombra che balconi, verande e simili proiettano su suolo pubblico".