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martedì 6 febbraio 2024

La caccia ai traffici transfrontalieri illegali di rifiuti

106 amministrazioni doganali hanno collaborato per portare a termine l’ operazione  congiunta - Jo Demeter IX

 Il Comando della Guardia di Finanza informa:

 

Si è svolta dal 1° al 31 ottobre scorso la fase operativa della JO DEMETER, operazione doganale congiunta finalizzata alla repressione dei traffici transfrontalieri illegali di rifiuti controllati ai sensi della Convenzione di Basilea e del commercio illegale di sostanze che riducono lo strato di ozono (ODS) e F-GAS, controllate nell’ambito del Protocollo di Montreal.

L’Operazione, coordinata dall’Organizzazione Mondiale delle Dogane – OMD, in collaborazione con l’Amministrazione doganale cinese e con l’Ufficio di collegamento di intelligence regionale dell’OMD per l'Asia/Pacifico (RILO AP), ha visto la partecipazione di un numero record di 106 amministrazioni doganali.

Le attività di controllo doganale operate sul territorio nazionale, con il coordinamento della Direzione Antifrode e in collaborazione con i reparti della Guardia di Finanza, hanno consentito di constatare le seguenti violazioni:

- 539.396 kg di rifiuti costituiti da rottami, ferrosi e non ferrosi, apparati elettronici, componenti di motoveicoli, imballaggi, materiali tessili e 472 pezzi di rifiuti costituiti da parti di auto, biciclette, condizionatori e computer (in violazione della Convenzione di Basilea).

- 50.380 kg di HFC (in violazione della Convenzione di Montreal).

Senegal, Pakistan, Ghana, Thailandia, Tunisia e Burkina Faso sono i principali paesi ai quali era destinata la merce oggetto di irregolarità. Le violazioni sono state riscontrate dagli Uffici delle dogane e dai Reparti del Corpo della Guardia di Finanza di Genova, Torino, la Spezia, Milano, Ancona, Salerno e Bari.

L’Italia ha poi portato a esecuzione, tramite l’Ufficio delle dogane di Bari e il II Gruppo della Guardia di Finanza di Bari, il più rilevante sequestro di F-GAS dell’intera operazione.

Gli eccellenti risultati conseguiti confermano l’efficacia della collaborazione tra l’Agenzia Dogane e Monopoli e il Corpo della Guardia di Finanza, da ultimo rinnovata con la stipula del protocollo d’intesa siglato il 3 aprile 2023.

venerdì 29 dicembre 2023

Arrestata al Marconi una 'ovulatrice' che trasportava oltre 1,3 kg di cocaina

 A insospettire i militari il ‘ viaggio indicato come turistico’,  di pochi giorni e senza bagaglio. La spesa del trasferimento non giustificava la breve durata della vacanza 

Il  Comando  della Guardia di Finanza di Bologna informa


Da una analisi sui passeggeri, dei cosiddetti ‘voli a rischio’, è stato ricostruito l’itinerario di una donna di nazionalità brasiliana che, proveniente dall’aeroporto di San Paolo, sarebbe giunta a Bologna, via Parigi, per poi ripartire dopo pochi giorni.

La brevità del soggiorno, soprattutto a fronte del lungo viaggio intrapreso, ha indotto ad eseguire ulteriori accertamenti.

Una volta giunta presso l’aeroporto di Bologna, la viaggiatrice è stata sottoposta a controllo dai militari del Gruppo Operativo Antidroga (G.O.A.) del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bologna.

Le numerose circostanze anomale, quali le generiche ed incongruenti giustificazioni del viaggio (non meglio precisati motivi di turismo), l’assenza di un bagaglio da stiva, la prenotazione di un albergo in una zona assolutamente periferica e, soprattutto, l’evidente nervosismo della viaggiatrice, hanno spinto gli operanti a, richiedere al magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Bologna, Dott. Nicola Scalabrini  di sottoporre la sospettata a esami radiologici. All’esito degli accertamenti medici, la donna brasiliana è risultata trasportare nello stomaco ben 101 corpi estranei di forma ovoidale che  contenevano  complessivamente  1,343 kg di cocaina, che, immessa sul mercato, avrebbe consentito illeciti profitti per 150.000 euro.

La ‘ovulatrice’ è stata tratta in arresto in flagranza di reato e associata presso la Casa Circondariale di Bologna, a disposizione dell’A.G. procedente.

L’attività testimonia il costante e fattivo impegno della Guardia di Finanza, in costante azione sinergica con l’Agenzia della Dogane e dei Monopoli, nel contrasto al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, che per la criminalità organizzata costituisce, da sempre, uno dei canali di accumulazione illecita di capitali più proficui e celeri.

lunedì 30 ottobre 2023

Truffe 'sportive' ai danni dell'erario

Scoperte false sponsorizzazioni nella Serie B Interregionale di Basket. Ricavi non dichiarati per oltre 1 milione di euro. 23 i denunciati.


Il Comando Provinciale Bologna della Guardia di Finanza informa:  


 Nei guai una società di basket militante nella Serie B Interregionale e altre 20 società, perlopiù bolognesi, attraverso un diffuso sistema di false sponsorizzazioni attuato con la compiacenza di alcuni giocatori e dirigenti sportivi.

Nel corso delle indagini della Guardia di Finanza, coordinate dalla Procura della Repubblica di Bologna, i finanzieri della Compagnia di Imola hanno scoperto come il collaudato sistema di emissione di fatture per operazioni inesistenti fosse coordinato dalla società di basket, mediante la ricezione di denaro fino a quattro volte il reale valore delle sponsorizzazioni effettuate; successivamente, tramite rimborsi e stipendi gonfiati di alcuni dirigenti e giocatori, i valori monetari venivano prelevati in contanti e in parte restituiti alle società sponsor.

Il meccanismo messo a punto ha consentito agli sponsor di beneficiare di costi per abbattere il proprio imponibile ai fini delle imposte dirette, con la conseguente evasione delle imposte dovute.

In conseguenza degli illeciti rilevati, è stata avviata, nei confronti della società di basket, la proposta di disconoscimento della natura di “Ente non commerciale”, con il venir meno del conseguente regime di tassazione agevolato previsto per il “terzo settore”.

Gli accertamenti hanno quindi consentito di ricondurre a tassazione maggiori ricavi per circa 750 mila euro; ulteriori 450 mila euro di imponibile sono stati contestati alle società sponsor che hanno beneficiato della frode. Sono state denunciate 23 persone, tra dirigenti, iscritti delle società sportive e componenti degli organi di amministrazione. Il  sistema fraudolento, oltre ad aver causato una rilevante evasione fiscale e contributiva, ha altresì comportato un’ulteriore alterazione delle condizioni di concorrenza, anche in danno delle altre società sportive militanti nella medesima categoria di basket. Il contrasto all’evasione fiscale, attuato dall’azione della Guardia di Finanza, favorisce concretamente una più equa ripartizione del prelievo impositivo tra i cittadini.

lunedì 25 settembre 2023

Controlli ai furbetti dell’affitto in nero agli studenti universitari

 Prosegue la campagna antievasione di Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate, Regione Emilia Romagna e le Universita’ . Già individuati 1600 locatori disonesti


GDF di Bologna informa:



Guardia di Finanza, Agenzia delle Entrate, Regione Emilia Romagna, Università e Agenzia Regionale per il Diritto agli Studi Superiori - ER.GO hanno fatto rete collegando energie, professionalità e informazioni, per tutelare gli studenti e contrastare il fenomeno delle locazioni “in nero”, con particolare riferimento a quelle nei confronti degli universitari fuori sede.

Si tratta di una tematica particolarmente sentita considerato il rischio per gli studenti di restare intrappolati nella “giungla” delle locazioni irregolari che, peraltro, spesso favoriscono l’insorgere di sacche di degrado.

La strategia elaborata, che fa perno su un gruppo di lavoro che si muove su due direttrici parallele:

• più peso all’intelligence e meno controlli a massa attraverso l’elaborazione di specifiche analisi di rischio che, mediante la condivisione e l’incrocio dei dati informatici inerenti la registrazione dei contratti, le iscrizioni negli Atenei, le utenze domestiche, le richieste alle A.S.L. per il medico di base ecc., hanno permesso di selezionare situazioni anomale degne di approfondimento, al fine di smascherare quei proprietari di case che sfruttano gli studenti e non pagano le tasse. In particolare, con il determinante supporto delle Università di Bologna, Modena-Reggio Emila, Ferrara e Parma nonché, la sede distaccata di Ravenna dell’Ateneo di Bologna, sono stati già individuati oltre 1600 locatori connotati da elevati indici di rischio. Nei mesi scorsi i reparti emiliano-romagnoli della Guardia di Finanza hanno inviato a 1.154 studenti (tramite raccomandate seguite da comunicazioni via posta elettronica) specifici questionari per acquisire le informazioni utili per svolgere gli approfondimenti necessari in relazione agli affitti. Ad oggi sono già pervenute oltre 400 risposte in corso di analisi.

• non solo repressione, ma anche prevenzione attraverso l’informazione e il dialogo con gli studenti. In particolare dopo la divulgazione, avvenuta nell’ottobre 2022, sui siti istituzionali degli atenei regionali, di un vademecum dal titolo “Guida Affitti” (redatto anche con il contributo della Regione Emilia Romagna e di  Azienda Regionale per il Diritto agli Studi superiori) sono state realizzate, grazie ad una proficua collaborazione con l’Università di Bologna, delle stories Instagram e un videoclip caratterizzate da ritmo dinamico, formato e linguaggio visivo rivolto ai giovani. Le stesse sono già fruibili sui social network più frequentati dagli studenti. Lo scopo è quello di fornire, utilizzando un approccio informale e spontaneo, preziose indicazioni su come utilizzare al meglio incentivi e opportunità spesso poco conosciute come benefici fiscali, agevolazioni regionali o particolari tipologie contrattuali. La collaborazione con ER.GO, concernente le misure di sostegno economico a favore degli studenti universitari meno abbienti, ha consentito di revocare finanziamenti per 540.000 euro, in un contesto di benefici illecitamente percepiti per oltre 1 milione di euro. Il Gruppo di lavoro, infine, ha sviluppato un’ulteriore analisi di rischio nel settore della ricezione turistica che, inizialmente, rivolta all’area di Bologna dove, nel corso del 1^ semestre del 2023, si è registrato un incremento delle presenze turistiche rispetto agli ultimi due anni, a cui è corrisposto un aumento significativo, pari al 91% di strutture extra-alberghiere (quali B&B, affittacamere, locazioni brevi di appartamenti), mentre il numero di quelle alberghiere è rimasto invariato. Grazie all’incrocio delle comunicazioni di inizio attività, presentate allo Sportello Unico delle Attività Produttive (SUAP) del Comune di Bologna dalle strutture extra-alberghiere, con le informazioni presenti sulle principali piattaforme di prenotazione on-line, è stata riscontrata una differenza di circa 300 posizioni sulle quali sono in corso gli opportuni approfondimenti al fine di verificare il corretto adempimento degli obblighi fiscali ed amministrativi. Ad oggi sono stati eseguiti accertamenti nei confronti di 4 proprietari di molteplici appartamenti abitativi adibiti ad affitti brevi turistici che hanno già consentito di recuperare a tassazione redditi non dichiarati per oltre 1,6 milioni di euro ed IVA dovuta all’erario per 140.000 euro. Sono in corso 14 controlli fiscali nei confronti di ulteriori proprietari, con prospettive di recupero che si attestano intorno al milione di euro. Le strategie di contrasto alle locazioni “in nero” di immobili ad uso abitativo, attivate in ambito Regionale, hanno già permesso di recuperare a tassazione redditi per oltre 1,2 milioni di euro.

martedì 22 agosto 2023

Estradati in Italia due narcotrafficanti italiani legati alla ‘Ndrangheta’

Sequestrati beni per 50 milioni di euro

 

La Guardia di Finanza Bologna informa:


Catturati due italiani appartenenti ad una associazione a delinquere dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

Gli arresti sono avvenuti nell’ambito di una complessa indagine, diretta dal Dott. Roberto Ceroni della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Bologna, con il coordinamento della Procura Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, ed eseguita dal G.I.C.O. del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Bologna.

Le indagini, durate oltre due anni, hanno portato al sequestro di 43 kg di cocaina, 44 kg di hashish, 9.650 prodotti contraffatti, oltre 900 mila euro in contanti e all’arresto, in flagranza di reato, di 4 soggetti italiani; inoltre, è stata data esecuzione, complessivamente, a 42 misure cautelari personali, nonché al sequestro, finalizzato alla confisca per sproporzione, di oltre 40 immobili e terreni (di cui 29 in Emilia Romagna e 13 in Calabria), n. 14 autoveicoli/motocicli, beni di lusso, n. 44 rapporti bancari e 80 fra società, attività commerciali e partecipazioni sociali, per un valore complessivo stimato di oltre 50 milioni di euro.

Gli indagati, che lo scorso 30 maggio erano riusciti a sottrarsi all’esecuzione della misura di custodia cautelare in carcere nei loro confronti, rendendosi irreperibili, erano stati rintracciati in Paraguay e ivi arrestati in quanto destinatari di un Mandato di Arresto Europeo, successivamente internazionalizzato. In particolare, dalle indagini è emerso come i due rivestissero un ruolo di assoluta rilevanza in seno al sodalizio criminale, in quanto contigui a una pericolosa cosca di ‘Ndrangheta e uomini di fiducia (nonché cugini) del principale promotore dell’associazione, da cui avevano “ereditato” una vasta rete di contatti nel mondo del narcotraffico internazionale. 

Grazie al costante scambio informativo intercorso con il Servizio di Cooperazione Internazionale di Polizia (S.C.I.P.) e, in particolare, con l’unità del progetto “I-CAN” (“Interpol Cooperation Against `Ndrangheta”), i fuggitivi sono stati individuati in Paraguay ed arrestati dalla polizia locale unitamente ad altri due soggetti (un brasiliano e un paraguaiano). 

I due italiani, immediatamente espulsi dal Paese sudamericano, erano giunti presso lo scalo aeroportuale di Madrid nella mattinata del 15 luglio scorso, ove erano stati presi in custodia dalla Polizia iberica, in attesa dell’estradizione in Italia. 

Grazie all’attivazione dei canali di cooperazione giudiziaria e di polizia in ambito UE, il procedimento di  estradizione è stato definito in tempi brevissimi e, dopo un mese dalla presa in consegna da parte della Polizia spagnola, gli indagati sono stati rimpatriati in Italia. 

sabato 29 luglio 2023

Viaggiava in compagnia di un chilogrammo di cocaina.

 Arrestato un trafficante di droga  all’aeroporto Marconi dalla Guardia di Finanza di Bologna .


La Guardia di Finanza informa: 

Durante un controllo della Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle Dogane all’aeroporto Marconi un italiano originario di Forlì, in arrivo dalla Colombia via Madrid, è stato trovato in possesso di oltre un chilogrammo di cocaina ed è stato arrestato dagli operanti per traffico internazionale di sostanze stupefacenti.

In particolare, l'ispezione ha permesso di rinvenire cinque involucri sottovuoto riempiti con kg 1,100 di cocaina, occultati sulla persona.

A seguito di giudizio direttissimo, il trafficante è stato condannato a 3 anni e 10 mesi reclusione ed associato presso la Casa Circondariale di Bologna.

giovedì 1 giugno 2023

Si viaggia non dichiarando il contante al ‘seguito’

All’Aeroporto Marconi la Guardia di Finanza di Bologna  e l’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli hanno intercettato oltre un milione e mezzo di valuta  non denunciata. 

La Guardia di Finanza informa:


 

Nell’attività di contrasto al trasferimento illegale di valuta nello scalo aeroportuale “Guglielmo Marconi” di Bologna, da inizio anno ad oggi, i funzionari doganali e le Fiamme Gialle hanno intercettato oltre 100 passeggeri che hanno tentato la movimentazione di valuta, verso l’estero, non dichiarata, per un importo complessivo pari a 1 milione e mezzo di euro. 

Le prescrizioni di legge in materia  prevedono che l’interessato a trasferire all’estero valuta per importi pari o superiori ai 10 mila euro, effettui una dichiarazione in dogana.

La maggior parte dei trasgressori ha estinto la violazione, avvalendosi dell’istituto dell’oblazione immediata.

Le violazioni contestate costituiscono illeciti di natura economico-finanziaria sottesi a fenomeni di estrema pericolosità sociale tra cui il riciclaggio, e il finanziamento di attività criminose.

Di qui l’importanza di un presidio sempre efficace ed efficiente della frontiera aeroportuale, a tutela e salvaguardia degli interessi di tutta la collettività.


giovedì 9 febbraio 2023

Le Celebrazioni del "Giorno della Memoria" della Guardia Di Finanza di Bologna


 

Il Comando provinciale informa: 


Facendo seguito alla ricorrenza del "Giorno della Memoria", nel chiostro adiacente al sede del Comando Regionale Emilia Romagna della Guardia di Finanza (Piazza Malpighi n.11) avverrà la solenne piantumazione di un albero di ulivo donato dalla Fondazione Keren Kayemeth Lelsral : "Affinchè si possano mettere le radici contro l'odio e seminare un messaggio di pace. Per non dimenticare".

Alla cerimonia, organizzata dalla Guardia di Finanza unitamente all'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e ai Frati Francescani della Basilica di San Francesco d'Assisi, saranno presenti le Autorità Civili e Militari cittadine.

martedì 10 gennaio 2023

I controlli sui prezzi del carburante


Il Comando della Guardia di Finanza informa:

 

Il Comando Generale della Guardia di Finanza, a partire dal marzo 2022 - in concomitanza con l’aumento del prezzo del gas, dell’energia elettrica e dei carburanti - ha dato disposizioni ai Reparti per implementare il sistema di vigilanza degli impianti di distribuzione stradale di carburante e dei depositi commerciali, rivolgendo particolare attenzione alla:

a. dinamica dell’andamento dei prezzi nella fase di variazione delle aliquote di accisa;

b. necessità di riscontrare la regolare comunicazione dei prezzi applicati per tipologia di carburante al MIMIT (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), nonché la corretta esposizione al pubblico dei prezzi dei prodotti commercializzati e la corrispondenza con quelli effettivamente praticati.

Nel corso del 2022, sono stati eseguiti 5.187 interventi della specie, anche grazie a uno specifico piano d’azione, su scala nazionale, denominato “Prezzi carburanti”, contestando 2.809 violazioni alla disciplina prezzi. Di tali violazioni, 717 hanno riguardato la mancata esposizione e/o difformità dei prezzi praticati rispetto ai prezzi indicati e 2.092 l’omessa comunicazione al Ministero. In previsione della fine dell’anno, il Ministro dell’economia e delle finanze ha dato incarico al Corpo di intensificare i controlli in tema di prezzi carburanti, avendo particolare riguardo alla rete di distribuzione autostradale e a contesti territoriali sensibili, in ragione del ripristino delle ordinarie aliquote accise e della concomitante intensificazione del traffico veicolare. Tale indicazione è stata immediatamente seguita da una specifica direttiva per l’avvio, già dai primi giorni del 2023, di un nuovo piano, su scala nazionale, concernente il prezzo dei carburanti, con il coinvolgimento degli oltre 660 Reparti operativi del Corpo e il costante supporto dei Reparti Speciali. Per arginare le condotte illecite nel settore in rassegna, la Guardia di finanza assicurerà per il 2023 un’attività di enforcement strutturata e capillare sul territorio, anche al fine di contribuire a calmierare gli aumenti dei prezzi, agendo lungo tre direttrici:

a. da un lato, con le attività di “vigilanza prezzi” che hanno visto il coinvolgimento di tutti i Reparti del Corpo;

b. dall’altro, attraverso la componente speciale che fornisce costante supporto, oltre che ai Reparti operativi, anche al garante per la sorveglianza dei prezzi e all’autorità garante della concorrenza e del mercato (A.G.C.M.), nell’ambito di alcune indagini istruttorie avviate, allo scopo di accertare eventuali violazioni della normativa di settore;

c. infine, mediante le consuete interlocuzioni con l’Autorità giudiziaria. A tale riguardo, si rappresenta che eventuali manovre speculative sui prezzi dei carburanti potrebbero potenzialmente configurare ipotesi sanzionate dagli articoli 501 e 501-bis del codice penale, rubricati, rispettivamente, “rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio” e “manovre speculative su merci”.

martedì 20 dicembre 2022

Frode su carburanti per 9 mln, un arresto e 112 denunce

 Operazione della Gdf. Sequestrati in via preventiva 5,3 milioni

Una frode sui carburanti con accise evase per 9 milioni di euro, un imprenditore arrestato e posto ai domiciliari e 112 persone denunciate.

Questo il bilancio di una operazione condotta dalla Guardia di Finanza di Bologna che, su provvedimento del Gip del Tribunale della città emiliana, oltre a eseguire l'arresto dell'amministratore di una azienda della provincia attiva nel nel commercio di carburanti ha sequestrato, in via preventiva, la cifra di 5 milioni e 300.000 a carico della stessa società e del legale rappresentante.


    All'esito dell'indagine, coordinata dalla Procura di Bologna sono state denunciate, a vario titolo, 112 persone per associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati in materia di accise e tributari, tra i quali l'omessa presentazione di dichiarazioni fiscali, riciclaggio, auto riciclaggio, reimpiego di proventi illeciti. In base a incroci e riscontri attraverso le banche dati, le Fiamme Gialle hanno identificato diversi soggetti economici con sedi nella provincia di Bologna attivi nel commercio all'ingrosso di prodotti petroliferi, benché sprovvisti di depositi e delle relative posizioni fiscali ai fini doganali.
    Nel dettaglio ad architettare il meccanismo fraudolento, sarebbe stato un gruppo composto da sei persone che si è avvalso della complicità e collaborazione di diversi operatori economici dislocati sul territorio nazionale, per sottrarsi al pagamento di accise e evadere l'Iva: in particolare la società bolognese, gestita da un soggetto sprovvisto di competenze specialistiche nel comparto dei prodotti petroliferi e domiciliata, solo formalmente, presso la sede di un business center, ha sistematicamente sfruttato, per la propria attività, la licenza di esercizio di un distributore di gasolio situato nella provincia di Barletta-Andria-Trani. (ANSA).

venerdì 25 novembre 2022

Ancora lavoratori irregolari in provincia di Bologna

 La guardia di Finanza ha scoperto a Budrio tredici lavoratori irregolari e dieci clandestini impiegati nel confezionamento di capi d’abbigliamento.

 

In un controllo all’interno di un capannone a  Budrio, sede di 4 ditte individuali, delle quali 3 sconosciute al fisco, gestite da imprenditori di origine asiatica e operanti nel settore manifatturiero tessile,  i finanziari hanno riscontrato anche l’impiego di lavoratori irregolari e di clandestini, in un precario contesto igienico-sanitario e di sicurezza.

All’interno del locale di circa 1000 metri quadri, le Fiamme Gialle della Tenenza di Molinella e del 1° Nucleo Operativo Metropolitano di Bologna, congiuntamente all’AUSL di Bologna, alla Polizia Locale di Budrio e con il successivo intervento sul luogo dei Vigili del Fuoco di Budrio, hanno sorpreso 20 soggetti, originari della Repubblica Popolare Cinese, intenti a lavorare sulle macchine da cucire: 13 sono risultati senza regolare contratto di lavoro, ossia completamente “in nero” e, tra di essi, 10 erano sprovvisti di documentazione attestante la loro “regolare” presenza e permanenza sul territorio nazionale.

Per tale motivo uno degli imprenditori è stato deferito all’Autorità Giudiziaria  per impiego di lavoratori privi del permesso di soggiorno e per favoreggiamento della presenza di clandestini nel territorio dello Stato. I 10 clandestini, in seguito alle attività tecniche di “foto segnalamento”, effettuate presso la Compagnia Carabinieri di Molinella, sono stati deferiti anch’essi all’Autorità Giudiziaria  per ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato e nei confronti dei medesimi sono stati emessi dalla Questura di Bologna provvedimenti di espulsione, a firma del Prefetto e del Questore, con il conseguente ordine di lasciare il territorio nazionale. Le irregolarità hanno comportato anche l’applicazione del “provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale”, nonché la contestazione della c.d. “Maxi-sanzione per lavoro nero”, variabile da un minimo di 27.000,00 euro a un massimo di 162.000,00 euro. Dai rilievi effettuati sono emerse anche gravi violazioni in materia di sicurezza e igiene dei posti di lavoro, nonché violazioni della normativa antincendio e di quella edilizia, violazioni plurime che hanno comportato l’adozione di appositi provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale e di inagibilità dell’intera area, con obbligo di ripristino dello stato dei luoghi e delle cose. L’attività esperita testimonia il costante impegno della componente territoriale della Guardia di Finanza di Bologna nell’azione svolta contro gli evasori e i frodatori, ivi incluse le condotte di illecito sfruttamento di  manodopera, che compromettono l’economia legale e minano la sana e leale concorrenza tra gli esercenti, danneggiando gli imprenditori onesti e rispettosi delle regole del mercato, oltreché di concorso alla sicurezza interna ed esterna del paese in materia di immigrazione clandestina.

venerdì 14 ottobre 2022

Nei guai un imprenditore agricolo per aver tentato di percepire indebitamente contributi europei per 50 mila euro.

 

La  Guardia di Finanza di Bologna ha denunciato un imprenditore agricolo per tentata indebita percezione di erogazioni pubbliche. Ha inoltre segnalato  per illecito amministrativo derivante da reato, la relativa società, ubicata in un comune della bassa bolognese.

L’attività ha preso le mosse da indagini avviate d’iniziativa e sviluppate dal Nucleo di polizia economicofinanziaria di Bologna, grazie anche alle informazioni fornite dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito dei proficui e sinergici rapporti di collaborazione da tempo instaurati.

All’esito degli accertamenti condotti dalle Fiamme Gialle, è emerso che, nella fase prodromica all’erogazione all’imprenditore di contributi comunitari afferenti al settore della transizione ecologica per 50 mila euro,  il denunciato avrebbe fraudolentemente prodotto, a titolo di rendicontazione, documenti attestanti circostanze non veritiere. In particolare, l’indagato avrebbe simulato la compravendita di beni finanziabili con risorse pubbliche facendola risultare come perfezionata in epoca successiva a quella di presentazione della domanda di sostegno, mentre, in realtà, la cessione di detti beni era avvenuta in data anteriore, in palese violazione delle previsioni contenute nel bando regionale. Tale circostanza, comprovata dai Finanzieri nel corso delle indagini, ha condotto, a cura della Regione EmiliaRomagna, alla dichiarazione di non ammissibilità a liquidazione della domanda di pagamento del saldo, con contestuale revoca del contributo.

L’operazione testimonia, ancora una volta, la proficua collaborazione istituzionale tra Guardia di Finanza, Procura della Repubblica, Procura Europea e Regione Emilia-Romagna, volta a salvaguardare - anche in via preventiva, vale a dire prima che si verifichino ingenti danni per l’Erario - l’integrità dei bilanci pubblici e a controllare l’efficace gestione delle risorse pubbliche.


venerdì 23 settembre 2022

Nei guai un amministratore di sostegno accusato di peculato aggravato.

 Più impegnato a sostenersi che a sostenere l’assistito. Gli sono stati sequestrati 150 mila euro.


La Guardia di Finanza di Bologna ha confiscato 150 mila euro a un amministratore di sostegno residente nel capoluogo felsineo, ritenuto responsabile del reato di peculato aggravato, essendosi appropriato, nel tempo, di ingenti disponibilità finanziarie del proprio assistito. 

Ad allertare i Finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria di Bologna, la segnalazione del Giudice Tutelare, il quale, avendo riscontrato l’omessa, tempestiva rendicontazione del patrimonio del beneficiario da parte dell’amministratore, ne ha revocato l’incarico.

L’attività ha così permesso di rilevare una situazione di infedele gestione delle disponibilità dell’assistito tra il 2017 e il 2021, che sarebbe stata perpetrata dall’amministratore attraverso operazioni indebite e destinate a scopi puramente personali di quest’ultimo. Dagli accertamenti bancari sono infatti emersi frequenti addebiti tramite bonifici, prelevamenti in contanti e pagamenti bancomat per oltre 70 mila euro, assolutamente inusuali se rapportati al consueto stile di vita del beneficiario. Inoltre, è emersa la locazione di un immobile di proprietà dell’amministrato che sarebbe avvenuta a sua completa insaputa, tant’è che i relativi canoni, per un ammontare di quasi 40 mila euro, sono stati indebitamente incassati dall’indagato. In relazione all’immobile, inoltre, sono state individuate spese di ristrutturazione per 40 mila euro che, sebbene documentate, non sono state in realtà mai sostenute, tant’è che l’edificio, nel periodo oggetto d’indagine, non ha beneficiato di alcun intervento manutentivo.

L’operazione testimonia, ancora una volta, la sinergica azione a tutela della legalità e dei soggetti più deboli e fragili da sempre instaurata tra l’Autorità Giudiziaria e la Guardia di Finanza.

venerdì 9 settembre 2022

Imprenditore bolognese nei guai per ‘fraudolenta somministrazione di manodopera’

Individuati 69 lavoratori irregolari e fatture false per oltre 10 milioni di euro. Finto appalto per frodare l’Inps.

 

La guardia di Finanza ha rilevato un’ingente frode ai danni dell’INPS commessa da un imprenditore bolognese operante nel settore della produzione di componenti elettronici con l’impiego di 69 lavoratori irregolari e oltre 10 milioni di euro di false fatturazioni.

Le indagini - intraprese nel 2020 con l’avvio di due distinte attività fiscali nei confronti di una ditta individuale e di una società riconducibili allo stesso imprenditore e operanti nella provincia di Bologna - hanno permesso di intercettare un falso appalto di servizi tra le due aziende, in essere da anni. L’appalto è risultato, di fatto, un mero espediente per consentire alla ditta l’impiego dei lavoratori formalmente in carico alla società, così da poter beneficiare, indebitamente, di una più vantaggiosa aliquota contributiva con ingente danno, tanto all’Erario, quanto, soprattutto, ai lavoratori dipendenti, ai quali, per anni, è stato applicato un contratto con retribuzioni e tutele decisamente inferiori a quelle spettanti per legge. Attraverso tale stratagemma, l’imprenditore da un lato, ha omesso di farsi carico regolarmente degli oneri contributivi da lui dovuti, dall’altro di lucrare sull’IVA per oltre 2,2 milioni di euro, grazie alle false fatture emesse tra il 2015 e il 2020 per un ammontare di oltre 10 milioni di euro.

È stato accertato, in definitiva, un tipico caso di “fraudolenta somministrazione di manodopera”, ove l'appaltatrice non disponeva dei mezzi e delle strutture necessarie all'adempimento dell'obbligazione, mentre il personale dipendente - che in taluni casi, addirittura, ignorava chi fosse formalmente il proprio datore di lavoro - continuava a essere gestito a tutti gli effetti dall'appaltante.

I controlli, svolti con la collaborazione dei funzionari dell’INPS di Bologna, hanno condotto alla quantificazione di maggiori contributi previdenziali dovuti per oltre 1,2 milioni di euro, nonché alla corretta riqualificazione dei contratti di lavoro del personale.

Grazie alla meticolosa ricostruzione operata dalle Fiamme Gialle e al proficuo, quanto sinergico confronto con l’Agenzia Provinciale delle Entrate di Bologna, le due imprese hanno aderito integralmente all’accertamento, nonché versato all’Erario l’intero ammontare di imposte, sanzioni e interessi dovuti, per oltre 3 milioni di euro.

giovedì 11 agosto 2022

Guardia Di Finanza: generale Carlo Levanti nuovo comandante a Bologna

Subentra a Gianluca Filippi, trasferito a Roma 

Cambio al vertice della Guardia di Finanza di Bologna. Con una cerimonia, presieduta dal comandante regionale Emilia-Romagna Generale di Divisione Ivano Maccani, è avvenuto il passaggio di consegna tra i generali di brigata Gianluca Filippi e Carlo Levanti (nella foto).

Filippi, che viene trasferito a Roma per la frequenza del corso all'Istituto alti studi per la difesa, ha guidato le fiamme gialle bolognesi per tre anni, conseguendo importanti risultati investigativi.
    Levanti, che gli subentra, ha 50 anni e nel corso della carriera ha ricoperto diversi incarichi di comando, operativi e addestrativi, tra i quali quelli dei Nuclei di Polizia economico-finanziaria di Verona e di Firenze. Ha inoltre svolto incarichi di staff, nei ruoli di capo sezione e di capo ufficio, presso il primo reparto "Personale" e il sesto reparto "Affari giuridici e legislativi" del Comando generale del corpo. Ha inoltre frequentato il corso superiore di polizia tributaria e la 73/a sessione di studio dell'Istituto alti studi della difesa.

martedì 9 agosto 2022

Sequestro di lingotti d’oro all' aeroporto Marconi

 


La Guardia di Finanza di Bologna informa:


Nei giorni scorsi nelle maglie del dispositivo di controllo attuato all’aeroporto Marconi  è finito un cittadino di nazionalità rumena che stava per esportare lingotti d’oro per un valore pari a circa 400.000 euro, come attestato dalle fatture che lo stesso portava al seguito.

Nello specifico, il passeggero non aveva preventivamente dichiarato l’operazione di esportazione dell’oro all’Unità di Informazione Finanziaria (UIF). Infatti, il trasferimento di oro da o verso l’estero per un valore pari o superiore  12.500 euro è soggetto all’obbligo di preventiva dichiarazione all’UIF.

L’omissione di tale adempimento determinerà in capo al trasgressore il pagamento di una sanzione dal 10 al 40% dell’importo non dichiarato.

Gli operanti hanno proceduto al sequestro di n. 6 dei 14 lingotti, considerati quali garanzia per il pagamento della dovuta sanzione al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Prosegue, senza soluzione di continuità, l’attività di contrasto agli illeciti economico-finanziari attuata, attraverso uno strutturato piano d’azione, dalla Guardia di Finanza e dalla Dogana nell’ambito dello scalo aeroportuale di Bologna.

venerdì 3 giugno 2022

Arrestato un imprenditore dei trasporti per evasione fiscale milionaria

Sequestrati 3 immobili, 2 auto e diversi gioielli ed orologi di pregio



La Guardia Di Finanza informa:   

 I finanzieri hanno posto agli arresti domiciliari un imprenditore imolese operante nel settore dei trasporti, indagato per aver organizzato una frode fiscale che gli avrebbe consentito di beneficiare di un indebito risparmio di imposte e contributi per oltre 6,5 milioni di euro.

Inoltre sono sottoposti a sequestro preventivo i beni appartenenti a quattro società riconducibili all’imprenditore e ad altre sei persone, che hanno collaborato a vario titolo con l’arrestato per realizzare lo schema criminoso.

Il sequestro ha riguardato, oltre alle disponibilità finanziarie, 3 immobili, 2 auto e diversi gioielli ed orologi di pregio rinvenuti nella casa dell’imprenditore nel corso della perquisizione.

Nel dettaglio, la società imolese – amministrata formalmente da parenti o stretti collaboratori dell’imprenditore arrestato – offriva servizi di trasporto merci contando su oltre 400 autisti, assunti tuttavia da altre 4 società, soprattutto cooperative. Tali società, prive dei mezzi e delle infrastrutture necessarie per esercitare l’attività, erano amministrate da “teste di legno” con diversi precedenti di polizia e non versavano imposte, né contributi previdenziali ed assistenziali, causando così un danno diretto sia all’erario che ai lavoratori assunti. Acquistando da queste la manodopera, l’imprenditore poteva dedurre i costi del lavoro e spostare sui prestanome le responsabilità del datore di lavoro. Una di queste società “cartiere”, inoltre, aveva stabilito la propria sede in Romania, al fine di eludere la normativa italiana in materia di lavoro e stipulare con gli autisti contratti per loro più sfavorevoli. Detto sistema fraudolento, che vede il coinvolgimento di molteplici soggetti, oltre ad aver causato una rilevante evasione fiscale e contributiva, ha comportato un’illecita concorrenza di mercato, in quanto la società verificata poteva offrire servizi di trasporto a prezzi di gran lunga inferiori rispetto ai suoi competitor.

L’attività si inserisce nel più ampio quadro delle azioni svolte dalla Guardia di Finanza a tutela dell’economia, con lo svolgimento di complesse indagini che hanno l’obiettivo:

• da un lato, di proteggere le imprese sane del tessuto economico nazionale dalla concorrenza sleale di soggetti che pongono in essere reati economico-finanziari sempre più sofisticati;

• dall’altro, di difendere l’interesse pubblico e garantire il recupero dei proventi illeciti delle attività criminali, da destinare, una volta definitivamente acquisiti alle casse dello Stato, anche a importanti interventi economico-sociali.

mercoledì 11 maggio 2022

Frodi nel commercio on-line: 1500 sequestri

 Presentati al consiglio UE i risultati dell’operazione doganale congiunta «POSTBOX III»


La Guardia di Finanza  informa:


Circa 1500 sequestri in 4 settimane di intense attività di analisi e controlli in ambito europeo sul commercio online, coordinate dalla GDF e da ADM sul finire dello scorso anno, con il supporto di OLAF, l’Ufficio europeo antifrode: è questo l’esito dell’Operazione doganale congiunta POSTBOX III, svoltasi fra ottobre e novembre 2021, i cui risultati sono stati presentati nei giorni scorsi in seno al Gruppo di Lavoro Law Enforcement-Dogane del Consiglio dell’Unione Europea.

 L’operazione, a leadership italiana, ha visto coinvolte le autorità doganali di 20 Paesi Membri della UE, che hanno concentrato le proprie skills sui traffici illeciti di merci attraverso la Rete Internet ed il dark web, con particolare attenzione non solo ai fenomeni del contrabbando e della sottofatturazione, ma anche alla contraffazione, al traffico di stupefacenti e di medicinali illegalmente scambiati nonché di beni legati all’emergenza pandemica. A livello UE sono stati 35 mila circa i pezzi sequestrati per contraffazione, per lo più nel settore abbigliamento e scarpe, ma di sicuro rilievo anche i 1500 fermi di articoli legati all’emergenza COVID19, tra cui test kits, dispositivi di protezione e la discussa sostanza “ivermectina”.

L’Italia, che ha partecipato con 10 uffici con responsabilità di controllo su hub postali e corrieri espressi (Bergamo Orio al Serio, Bologna, Brescia, Modena, Pisa, Roma Fiumicino e Ciampino, Venezia, Milano Malpensa, Linate e Roserio), ha realizzato il maggior numero di interventi, con circa 42 mila pezzi sequestrati per contraffazione: abbigliamento e accessori, scarpe, orologi, dispositivi elettrici ed elettronici e accessori per cellulari. L’intensa attività di analisi posta in essere dal Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza e da ADM, anche con l’apporto di un gruppo di esperti europei nelle indagini nel dark web (Joint Cyber Expertise) appositamente costituito per l’operazione, ha consentito di individuare gli illeciti amministrativi e penali perpetrati sulla rete e, successivamente, di sviluppare i casi investigativi, attraverso operazioni di follow up sul territorio con consegne controllate e perquisizioni da cui sono scaturite segnalazioni per il reato di contraffazione. Il commercio e la diffusione di materiale illegale attraverso il web e le piattaforme di e-commerce si conferma una minaccia crescente alla legalità, l’economia e la sicurezza. L’operazione POSTBOX III ha dimostrato, ancora una volta, il valore della cooperazione proattiva tra Agenzie di Law Enforcement a livello sia unionale che nazionale e dell’efficacia dello scambio di informazioni e di intelligence per il contrasto alle frodi della Rete.

giovedì 5 maggio 2022

Scoperti dodici lavoratori ‘in nero’ in un ristorante del bolognese

 Ne è seguita la sospensione dell’attività imprenditoriale e la maxi-sanzione per lavoro nero


La metà del personale impiegato in un ristorante orientale , pari a dodici lavoratori, operava in nero e prestava quindi la propria attività  in totale assenza di qualsiasi rapporto di lavoro e quindi senza tutela assicurativa, assistenziale e previdenziale.

A rilevare l’illecito sono stati i Finanzieri del Comando Provinciale di Bologna, nell’ambito delle ordinarie attività di  prevenzione e contrasto al lavoro nero.

Ne è seguita la segnalazione all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Bologna per l’applicazione del ‘provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale’, nonché la contestazione, in capo al rappresentante legale, delle sanzioni in materia giuslavoristica, tra cui la cosiddetta  “Maxi-sanzione per lavoro nero”.

Complessivamente, le sanzioni comminabili potranno variare da un minimo di  21.600 euro ad un massimo di 43.200 euro, oltre alla quota fissa prevista per la sospensione di  ulteriori 2.500 euro.

L’attività esperita testimonia il costante impegno della componente territoriale della Guardia di Finanza di Bologna nella lotta allo sfruttamento illecito di manodopera, che compromettono l’economia legale e minano la sana e leale concorrenza tra gli esercenti, danneggiando gli imprenditori onesti e rispettosi delle regole di mercato.

Dal Comando Provinciale Bologna Guardia di Finanza

mercoledì 4 maggio 2022

La Guardia di Finanza ha intercettato oltre 2,3 milioni di litri di oli irregolari

I controlli congiunti ICQRF e Guardia di Finanza hanno accertato  che si spacciava olio vergine come extravergine.  Molte le irregolarità amministrative.

 

Sono 183 i controlli svolti dalla Guardia di Finanza e dall’ICQRF nell’ambito dell’operazione “Verum et Oleum” a tutela della produzione nazionale di olio extravergine d’oliva.

Il 27,2% dei campioni prelevati è risultato irregolare, per complessivi 2.300.000 litri di olio non conformi alla normativa comunitaria e nazionale. Dei 102 campioni prelevati e sottoposti ad analisi presso i laboratori dell’ICQRF, 25 sono risultati irregolari per qualità inferiore al dichiarato ossia per olio qualificato come extravergine di oliva, ma in realtà rilevato dalle analisi come vergine. In conseguenza, 10 persone sono state denunciate alle competenti Procure della Repubblica e sottoposte ad indagini preliminari per l’ipotesi di reato di frode in commercio.

Inoltre, nel corso delle ispezioni sono state contestate 33 violazioni amministrative relative alla tenuta dei registri, alla compilazione della documentazione obbligatoria ed al mantenimento del requisito di tracciabilità, per un importo complessivo di oltre 10.000.000 di euro destinati al gettito erariale, sono state comminate 5 diffide ad adempiere alle disposizioni dell’autorità per la regolarizzazione e sono stati eseguiti 5 sequestri amministrativi, per un valore complessivo di oltre 170.000 euro. L’operazione si inserisce nel contesto delle attività svolte da Guardia di Finanza e ICQRF sulla base del protocollo di collaborazione sottoscritto a luglio 2020 a contrasto alle frodi ed alla contraffazione nel settore agroalimentare, a tutela della produzione nazionale, degli interessi dei consumatori e dei mercati nonché degli interessi economici e finanziari dello Stato.