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sabato 10 gennaio 2026

Fotovoltaico a Sasso Marconi: ok ambientale con forti tutele per natura e fauna

 



Arriva il via libera ambientale al progetto per la realizzazione di un impianto fotovoltaico a terra da 5,5 megawatt a Sasso Marconi, in via Cartiera. L’autorizzazione è stata concessa dopo una valutazione ambientale approfondita, che ha escluso effetti negativi significativi sull’area naturale protetta dei Boschi di San Luca e Destra Reno, situata a circa 150 metri dal sito dell’intervento.

L’impianto, proposto dalla società Chiron Energy SPV 37 Srl, sorgerà su un’area di ex cava dismessa e occuperà una superficie recintata di poco più di 5 ettari, di cui meno della metà sarà coperta dai pannelli solari. Proprio la vicinanza a un sito della rete europea Natura 2000 ha imposto regole stringenti e numerose misure di tutela ambientale.

Intorno all’impianto sarà realizzata una fascia verde con alberi e arbusti autoctoni, come nocciolo, prugnolo, viburno e rosa canina, utili sia per schermare l’impianto sia per offrire rifugio e cibo alla fauna.

All’interno dell’area non verranno seminati prati artificiali: sarà lasciato spazio alla vegetazione spontanea, così da favorire insetti impollinatori e piccoli animali. Dove necessario, verranno utilizzati solo semi provenienti dal territorio locale.

Un’attenzione particolare è stata riservata alla fauna selvatica. La recinzione dell’impianto sarà sollevata da terra e dotata di aperture regolari, per permettere il passaggio di piccoli mammiferi. Sono inoltre previsti nidi artificiali e zone rifugio per uccelli e fauna minore.

Anche i cavi elettrici saranno progettati per essere ben visibili, così da ridurre il rischio di collisioni e impedire l’elettrocuzione degli uccelli.

La gestione dell’impianto dovrà avvenire nel rispetto dell’ambiente:

·         niente diserbanti o pesticidi,

·         sfalci limitati e solo in alcuni periodi dell’anno,

·         nessuna rimozione dell’erba tagliata, che verrà lasciata sul posto per arricchire il suolo.

Potature e lavori più invasivi saranno vietati nei mesi primaverili ed estivi, per non disturbare la nidificazione della fauna.

Secondo l’autorità ambientale, il progetto – solo se realizzato rispettando tutte le prescrizioni – non arrecherà danni significativi all’area protetta vicina e potrà contribuire alla produzione di energia rinnovabile senza compromettere la biodiversità.

Resta la possibilità, per cittadini e soggetti interessati, di presentare ricorso nei termini di legge.

lunedì 15 settembre 2025

Rinnovabili, Casadei (M5S): «Basta derive, servono regole chiare e priorità a tetti, parcheggi e aree dismesse»



 «Dopo la sentenza del TAR Lazio di maggio e l’impennata di richieste per impianti fotovoltaici a terra e agrivoltaici, siamo davanti a una corsa che rischia di trasformare i campi in piattaforme energetiche, con effetti pesanti su agricoltura, paesaggio, territori e comunità locali». A lanciare l’allarme è Lorenzo Casadei (nella foto), capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione Emilia-Romagna.

«Le rinnovabili sono strategiche per il futuro del Paese – ha aggiunto – ma senza regole chiare e una gerarchia delle localizzazioni finiremo per pagare la transizione con ettari di suolo fertile e perdita di valore dei territori. Basta Far West: servono norme certe, valutazioni trasparenti e scelte che mettano davvero al primo posto tetti, parcheggi, coperture industriali, ex cave e aree dismesse».

Casadei richiama anche la necessità di un intervento nazionale: «La Giunta regionale ha già lanciato l’allarme, ora il Governo intervenga con urgenza. Non si possono lasciare i Comuni senza bussola mentre le domande si accumulano e i territori subiscono pressioni crescenti. Con l’attuale assenza di regole si compromette la continuità colturale, la gestione idrica e la tenuta degli ecosistemi. Il rischio più grave è l’apertura di enormi varchi alla speculazione fondiaria, con canoni fuori scala e progetti imposti dall’alto sulle comunità».

Secondo l’esponente M5S, la transizione energetica deve essere guidata da criteri chiari: «È fondamentale privilegiare tetti, parcheggi e aree dismesse, tutelare i suoli agricoli di pregio e i distretti DOP/IGP, definire con chiarezza l’agrivoltaico avanzato e garantire priorità a Comunità Energetiche, PMI e agricoltori. Serve una linea dura contro la speculazione, con obblighi di ripristino dei suoli e limiti ai canoni distorsivi. E ancora: sicurezza ed economia circolare devono essere garantite attraverso piani di fine vita e riciclo dei moduli».

Casadei conclude: «La transizione energetica non deve diventare una transazione fondiaria. In Emilia-Romagna possiamo coniugare innovazione e qualità: rinnovabili sì, ma con regole chiare che mettano al centro cibo, lavoro, paesaggio e comunità».

lunedì 11 luglio 2022

La Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 5 mila tonnellate di pellet da riscaldamento

 52 denunciati per frode in commercio e contraffazione. Colle o leganti chimici non possono essere utilizzati nel processo produttivo

 


Sono oltre 5 mila le tonnellate di pellet da riscaldamento contraffatto e commercializzato in frode sequestrate dalla Guardia di Finanza in un’operazione a largo raggio che ha interessato tutto il territorio nazionale. 52 titolari di azienda, rivenditori, produttori, importatori e grossisti del settore sono stati denunciati per i reati di contraffazione e frode in commercio.

Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati anche 47 macchinari ed impianti industriali destinati alla produzione del pellet illegale nonché oltre 1 milione e mezzo di sacchi vuoti destinati ad essere riempiti ed immessi sul mercato con indicazioni mendaci e marchi di certificazione contraffatti relativamente a qualità e conformità ambientale.

L’operazione è nata in seguito ad un’attività di approfondimento ed analisi di rischio elaborata dai finanzieri del Nucleo Speciale Beni e Servizi di Roma che, incrociando i dati relativi alle importazioni, alla produzione nazionale, alle vendite ed ai titolari di certificazione, hanno rilevato profili di anomalia meritevoli di approfondimento attraverso l’esecuzione di interventi ispettivi mirati sul territorio. Infatti, il pellet da riscaldamento è soggetto a particolari regole destinate a garantire la qualità della filiera produttiva e la conformità ambientale del prodotto.

I cilindretti di legno vengono ottenuti per compressione della segatura di legno ad alta temperatura; colle o leganti chimici non possono essere utilizzati nel processo produttivo e devono risultare assenti anche nella materia prima utilizzata. Tali prescrizioni garantiscono la compatibilità ambientale del prodotto ed il regolare funzionamento dei sistemi di riscaldamento; in alcune regioni è consentito esclusivamente l’utilizzo del pellet eco compatibile. Gli interventi, coordinati dal Gruppo Anticontraffazione e Sicurezza prodotti del Nucleo Speciale Beni e Servizi, sono stati eseguiti dai reparti territoriali del Corpo in 40 province italiane. Nel corso dei controlli, eseguiti con il supporto della Associazione Italiana energie Agroforestali – AIEL, i Referente: Col. t. SPEF Leonardo Ricci; Contatti: 329 1213511 finanzieri hanno rilevato sia violazioni in materia di certificazione della qualità che veri e propri impianti di produzione irregolari, in quanto il pellet prodotto veniva dichiarato con caratteristiche chimico – fisiche non rispondenti al vero. Sono state sequestrate anche diverse tonnellate di pellet provenienti da Russia e Bielorussia in quanto importate in violazione delle regole comunitarie. La posizione dei 52 titolari di impianti di produzione, importatori, distributori e rivenditori denunciati è ora al vaglio dell’Autorità Giudiziaria nel rispetto della presunzione d’innocenza. Le energie da biomassa rappresentano la prima alternativa tra le rinnovabili e la seconda fonte di riscaldamento per le famiglie, in un momento in cui il prezzo del gas e dei combustibili fossili risulta particolarmente instabile. L’intervento ispettivo è stato orientato ad assicurare il rispetto delle regole nel settore, a tutelare gli operatori onesti che rispettano le regole, la sicurezza dei consumatori e l'ambiente.