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lunedì 30 gennaio 2017

Il PD del Medio Reno boccia la proposta di riorganizzazione ospedaliera e sostiene il sindaci nella protesta: “La riorganizzazione svuota di tutte le funzioni di base l'Ospedale di Vergato inclusa quella di Pronto Soccorso”.

Il PD precisa la sua posizione in un comunicato: 
 
Il Partito Democratico di Castel D’Aiano, Grizzana Morandi, Marzabotto e Vergato esprime pieno sostegno ai Sindaci di questi Comuni che chiedono una profonda revisione della attuale proposta di riorganizzazione ospedaliera, che sostanzialmente condurrebbe allo svuotamento dell’Ospedale di Vergato di tutte le funzioni di ospedale di base inclusa quella di Pronto Soccorso.
Questa proposta, in completa contraddizione al modello più volte affermato di “unico ospedale” basato su una efficace integrazione tra le due sedi di Vergato e di Alto Reno Terme, causerebbe il totale accentramento delle funzioni ospedaliere di un’ampia fetta dell’Appennino sulle strutture – già sovraccariche - di Bologna, causando disagi ai cittadini e con il rischio di graduale futuro declino anche della residua struttura attestata nell’alta valle. Tutto ciò nonostante gli elevati livelli di utilizzo sia del Pronto Soccorso sia dei reparti dell’Ospedale di Vergato.
In questi anni gli amministratori locali ed il PD del territorio hanno responsabilmente dato credito a chi, dai livelli provinciali e regionali, rassicurava riguardo la sorte del nostro sistema ospedaliero con affermazioni purtroppo ora clamorosamente smentite da una proposta di fronte alla quale è necessario reagire in modo compatto a difesa degli interessi delle nostre comunità.
Per questi motivi il Partito Democratico dei Comuni coinvolti condivide la posizione dei Sindaci che rifiutano di condividere la proposta e intendono contrastarla con determinazione, chiedendo un confronto reale ed aperto alla valutazione di soluzioni alternative.


martedì 27 ottobre 2015

Vergato. Con la salute non si scherza.

Una assemblea molto partecipata si è riunita ieri sera al teatro comunale di Vergato nella speranza, ma anche nel timore, di sapere il futuro dell'ospedale di Vergato, viste le continue allarmate voci sulla possibilità di trasferire altrove, probabilmente all'ospedale di Porretta, il reparto di Ortopedia. E che non sia un argomento poco sentito lo testimoniano anche le presenze tra il pubblico di diversi amministratori e cittadini di comuni vicini. Infatti il trasferimento si teme vada ad incidere pesantemente sul futuro della sanità in montagna.
Dai relatori, tra i quali amministratori regionali di vari schieramenti politici coinvolti nella gestione della materia, sono arrivate rassicurazioni poiché la decisione non può essere presa senza il coinvolgimento degli enti locali e territoriali. Quello che però è sembrato il protagonista della serata era il 'fantasma' del Piano di Riorganizzazione e Riordino della Sanità Regionale del quale da mesi viene annunciata l'imminenza della presentazione, ma che ancora è una misteriosa entità. Solo da questo piano, quindi dalle decisioni nero su bianco, si potrà capire concretamente che fine faranno i due presidi sanitari di Porretta e Vergato e quindi quale potrà essere il futuro della sanità in montagna.
Dopo avere chiarito che i due ospedali sono in realtà un unico ospedale su due presidi e quindi vanno superati i campanilismi che portano solo danni, il presidente del distretto socio sanitario di Porretta Terme Marco Mastacchi, sindaco di Monzuno, ha aggiunto : “Negli ultimi mesi siamo stati di nuovo rassicurati sul mantenimento di ortopedia a Vergato. Se a sorpresa venisse comunicato il trasferimento senza aver prima coinvolto le realtà locali, si romperebbe un 'patto' che cambierebbe le modalità di rapporto con l'Azienda Sanitaria”. Il sindaco di Vergato, Gnudi, ha detto che l'ospedale di Vergato è una realtà importante, fornendo anche le cifre di visite e interventi e ponendo l'accento sul fatto che la Tac, fondamentale aiuto diagnostico, sta avviandosi al pieno utilizzo.
Il timore di un impoverimento dei servizi sanitari in montagna è emerso comunque da tutti gli interventi. “ Il pericolo è quello di un continuo depauperamento dei servizi fino a declassare gli ospedali a semplici hospice”.
Anche il pubblico, piuttosto preoccupato, è intervenuto dando un contributo al confronto. C'è chi ha attribuito l'eccessiva spesa per la sanità non al personale sanitario, ma alla presenza sempre più numerosa di figure organizzative ricoperte da politici, “Che poi non ci sono mai quando vengono fuori i problemi. Mentre quando questo ruolo era affidato ai primari l'intervento risolutivo era immediato”.
Questa accusa della incostante presenza dei politici è parsa trovare conferma anche nella sottolineatura fatta da Raffaella Sensoli, vicepresidente della commissione regionale per la Sanità, che ha denunciato l'assenza agli incontri della commissione dell'assessore regionale competente.


Incisivo anche l'intervento del vicepresidente del 'comitato ospedale di Porretta', Brunetti: “La sanità purtroppo ragiona con la logica di mercato che ha portato ad esempio alla chiusura del punto nascita a Porretta. Questo non poteva essere chiuso poiché faceva parte di un esperimento voluto dall'ASL e quindi fuori dalla logica dei 500 parti minimi all'anno. C'è un ricorso in atto”.


Fra i partecipanti c'è stato chi ha inviato una considerazione ( amara) che riportiamo:

In relazione all'assemblea tenutasi questa sera è venuto fuori da un Consigliere Regionale che il progetto dello spostamento di Ortopedia esiste ma che è congelato.

Che l'Assessore alla Sanità latita

Che il Patto per la salute deve essere ancora sfornato

che il terzo piano dell'ospedale di Vergato è vuoto

che nello stesso si potrebbe creare un reparto di fisioterapia e riabilitazione in costanza di presenza del Reparto di Ortopedia

Che alla domanda del Signor Gamberi di esporre il nome del Responsabile di questa situazione sarebbe opportuno che venga fatto ma che alla fine dell'assemblea questo nome non è uscito.

che qui in montagna potrebbe esserci un Hospice

quello che dovrebbe venire fuori dovrebbe essere quando la casa della salute sarà operativa nelle 24 ore con la turnazione dei medici di famiglia.

l'Hospice, per esempio, lo si potrebbe realizzare nella palazzina che sta cadendo a pezzi posta di fronte alla casa della salute di Vergato.

Mi ha colpito ma non sorpreso l'arroganza del vergatese Venturi visionando il trailer andato in onda prima del dibattito.

Vedremo a fine mese cosa risponderà il Venturi all'interrogazione presentata dal consigliere Bignami

http://demetra.regione.emilia-romagna.it/al/monitor.php?vi=all&st=doc&dl=f38143a5-a622-b713-2016-560a9debf9bb&dl_t=html&dl_a=y&dl_id=2&ul=1&ev=1&bk=1

da paura immettere la parola ortopedia nel motore di ricerca e scoprire che florilegio sta accadendo in giro per la Regione

http://demetra.regione.emilia-romagna.it/al/monitor.php?vi=all&st=query&xq=q18





sabato 29 agosto 2015

Uniti per Cambiare Marzabotto non vuole ospitare altri rifugiati che chiama severamente ‘migranti clandestini’.




Il gruppo consiliare Uniti per Cambiare Marzabotto scrive:
Abbiamo richiesto la convocazione urgente di un consiglio comunale  per affrontare e dibattere la proposta di  un ampliamento di posti dove accogliere ‘ migranti clandestini’ e per negare tale possibilità.

 Marzabotto ne ospita 12 (6 di ns competenza e 6 del comune di Monzuno) e,  dopo i gravi episodi che hanno comportato  un ordine di allontanamento della Prefettura per 4 di loro,  crediamo non possa accettarne nemmeno uno in più.

Non si tratta di intolleranza o assenza del senso di integrazione. Crediamo che ormai per loro la speranza di trovare in Italia un paese  in cui iniziare una vita di agi  sia ormai un  sogno infranto. Come possiamo pensare di poter ospitare altre persone che approdano sulle nostre coste con il miraggio di una vita migliore che si rivela inevitabilmente come inganno. 
Crediamo che i comuni con le proprie amministrazioni debbano porre un freno e non permettere che vengano individuati ulteriori alloggi (nemmeno con i privati) da parte della cooperativa che li gestisce. Forse qualcuno drizzerebbe le antenne.

OGGETTO: Richiesta convocazione URGENTE Consiglio Comunale con relativo Odg

         Preg.mo Sindaco a fronte della comunicazione pervenutale dall'ufficio di Piano in data 20 Agosto ore 19.39 mezzo mail, avente per oggetto la collocazione di nuovi migranti, siamo con la presente a richiedere la convocazione di un Consiglio Comunale Straordinario, entro il 14 Settembre p.v.

Detta comunicazione riporta infatti come in tale data, vi sarà un nuovo consiglio di distretto, al fine di individuare sulla base delle indicazioni rese dall'assessore Gualmini, ulteriori strutture o abitazioni assegnatarie.
In particolare la stessa recita, in modo perentorio e del tutto ingiustificato: "Risulta evidente che, in assenza di riscontri da parte dei Comuni, il soggetto gestore dell'accoglienza sul nostro Distretto (coop. Laimomo) si riterrà autorizzato ad agire autonomamente per il raggiungimento del nuovo standard di accoglienza da garantire."

Ritenendo fondamentale l'espressione del Consiglio Comunale al fine di mantenere saldo l'intendimento già assunto, che per altro ha visto il nostro Comune ospitare 6 migranti più 6 spettanti al Comune di Monzuno nella valle del Setta, rinnoviamo la richiesta già presentata in diverse Commissioni competenti secondo cui la minoranza UCM chiede di mantenere l'intendimento di non accogliere ulteriori migranti nel comune di Marzabotto.

Reputiamo che a sostengo della presente richiesta, giochi un ruolo di fondamentale importanza il gravissimo episodio avvenuto presso gli alloggi di accoglienza nel Comune di Marzabotto, secondo cui la Prefettura ha predisposto l'immediato allontanamento di n. 4 soggetti ritenendoli potenzialmente pericolosi a fronte degli atteggiamenti fortemente aggressivi e intimidatori avuti nei confronti degli operatori della cooperativa stessa.

Sulla base delle vigenti normative e in assenza di altre a sostengo di quanto riporta la segreteria dell'ufficio di Piano nella persona della Sig.ra Fanini Annalisa, riteniamo non corretto che la coop. Laimomo possa surclassare la figura del Sindaco e dell'amministrazione Comunale nel decidere e assegnare un numero spropositato di migranti in comuni e territori di cui non se ne conoscono limiti e problematiche.

In caso di diniego rispetto a quanto ritenuto necessario esporre nell'incontro del 14 settembre p.v. da parte del Comune di Marzabotto chiediamo di ricevere ufficiale motivazione scritta.

La presente richiesta di convocazione di C.C. è da intendersi già integrata dell'ordine del giorno oggetto di discussione.

In qualità di Capogruppo del Gruppo Consiliare di Minoranza UNITI per CAMBIARE MARZABOTTO, richiedo di poter partecipare all'incontro che si terrà il 14 Settembre Affinché, stante l'urgenza dovuta alle ristrettezze della tempistica indicata, vi possa essere un percorso di scelta condiviso, tra maggioranza e minoranza, nell'interesse della cittadinanza.

Il presidente del distretto socio sanitario Marco Mastacchi tranquillizza: “Marzabotto non è fra i comuni del distretto cui è richiesto di ospitare rifugiati. Gli è stato chiesto  di individuare, in via precauzionale,  eventuali spazi da destinare a migranti, nel caso questa eventualità in futuro si presentasse,  poiché se non viene fatto la cooperativa appaltatrice del servizio ha la facoltà di agire autonomamente rivolgendosi a privati e scavalcando l’amministrazione comunale.  I comuni coinvolti sono Camugnano, Castel di Casio, Grizzana, Castiglione e Granaglione”.

lunedì 28 luglio 2014

Non intendiamo 'perdere' l'auto medica di Cinque Cerri.



Il sindaco di Marzabotto Romano Franchi ha risposto all’interrogazione del gruppo consiliare ‘Movimento 5 Stelle’ sull’auto medica di Cinque Cerri, di cui si teme la ‘chiusura o il trasferimento’.  I consiglieri denunciavano la scarsa attenzione degli enti pubblici.


Il sindaco (nella foto)  risponde:


In ogni sede, in particolare nelle riunioni del Comitato di Distretto di Porretta Terme cui fa capo il nostro Comune per i servizi socio-sanitari, abbiamo sempre tenuto il massimo livello di attenzione per il mantenimento del 118 a Lama di Setta, in quanto riteniamo si tratti di un presidio fondamentale a tutela della salute dei cittadini della valle del Setta e dei territori limitrofi della valle del Reno. Sul tema il dott. Massimo Annichiarico, direttore sanitario dell’Azienda USL di Bologna, ha sostanziato la posizione distrettuale dicendo: “ La proposta fatta prevede di mantenere l’attuale presenza del parco mezzi 118 e delle auto mediche e di preservare i luoghi per l’accesso alle urgenze con personale qualificato, quali il Pronto Soccorso di Porretta, il pronto Soccorso di Vergato e il punto di primo intervento di Villa Nobili di Castiglione dei Pepoli”. Da questa dichiarazione si intende chiaramente che le auto mediche di Marano, Pian del Voglio e Lama di Setta  rimangono dove esse sono attualmente.
Sul punto ‘Riordino della Continuità Assistenziale dell’Azienda USL di Bologna’  il Comitato distrettuale ha aggiunto: “ Restano infatti posizionate sul territorio, e non in prossimità degli ospedali, le auto mediche di Marano, Lama di Setta e Pian del Voglio”.

Queste dichiarazioni paiono assai rassicuranti. Tuttavia, anche a seguito di  articoli di stampa  pubblicati in questo ultimo periodo, con particolare riferimento alla convenzione sottoscritta con la Società Autostrade che impegnava la stessa a finanziare la presenza dell’auto medica di Lama di Setta fino al termine dei lavori legati della Variante di Valico ( ciò riguarda anche Pian del Voglio), il rischio di non riuscire a mantenere il 118 a Lama di Setta torna purtroppo in tutta evidenza. Infatti, il Direttore Generale della USL di Bologna nella risposta di chiarimenti ad un’interrogazione presentata da un consigliere regionale, scrive: “ Il piano di riorganizzazione complessiva del sistema di risposta alle urgenze nell’area montagna che ricomprende anche la collocazione e l’impiego delle auto mediche, è attualmente oggetto di valutazione da parte della direzione dell’Azienda USL di Bologna. L’Azienda è impegnata a configurare un assetto organizzativo in grado di contemperare le esigenze del bacino di utenza e del territorio serviti con il venir meno di risorse finanziarie per la copertura dei costi legati alla conclusione dei lavori. Al momento non è stata assunta ancora alcuna decisione”.

A questo punto, la Giunta Comunale di Marzabotto, consapevole che occorre affrontare la questione coinvolgendo rapidamente tutti i Comuni dell’Appennino Bolognese, chiederà di porre in discussione il prima possibile in sede di Comitato di Distretto, alla presenza della direzione dell’Azienda USL di Bologna,  la necessità di mantenere il presidio di Lama di Setta anche dopo la fine dei lavori della Variante di Valico,

Proporrà inoltre, soprattutto ai Comuni più direttamente coinvolti, come Monzuno, Grizzana Morandi ed anche Sasso Marconi, un incontro urgente alla Regione Emilia Romagna ( assessorato e direzione sanità e politiche sociali).

Naturalmente, è fondamentale una puntuale e trasparente comunicazione ai cittadini , anche per sollecitare eventuali iniziative pubbliche che possono contribuire all’obbiettivo comune.