giovedì 22 ottobre 2026

La Banda Pietro Bignardi celebra Santa Cecilia: 126 anni di musica, tradizione e comunità

Due giornate di iniziative tra Rioveggio e Monzuno per festeggiare la patrona della musica, premiare i bandisti più longevi e ricordare coloro che hanno contribuito alla storia della formazione musicale. Domenica la commemorazione al cimitero e la Santa Messa accompagnata dalle esecuzioni della banda.

 


di Roberto Brusori

 

Come da tradizione, anche quest’anno la Banda Pietro Bignardi di Monzuno ha celebrato Santa Cecilia, patrona della musica e dei musicisti, con due giornate di appuntamenti che hanno coinvolto bandisti, familiari, collaboratori e tanti appassionati. Le celebrazioni, svoltesi il 17 e 18 ottobre, hanno rappresentato un’occasione per ripercorrere la storia e le attività di una formazione musicale che, nel 2026, raggiunge il prestigioso traguardo dei 126 anni di attività, essendo stata fondata nel 1900.


Sabato 17 ottobre, nella sala Corbo di Rioveggio, si è svolto un incontro dedicato alle iniziative musicali realizzate nel corso dell’anno, alle attività della scuola di musica e all’impegno di quanti contribuiscono alla vita della banda.


Attraverso fotografie, filmati, racconti e momenti musicali, i presenti hanno potuto rivivere gli appuntamenti più significativi del 2026. A condurre l’incontro è stato il presidente Alberto Marchi, che ha ringraziato i bandisti e i collaboratori per la costanza e la passione dimostrate nelle prove, nei concerti e nelle diverse occasioni in cui la banda è chiamata a esibirsi. 


La serata è stata anche l’occasione per consegnare le spille commemorative ai componenti che hanno raggiunto importanti traguardi di appartenenza, dai dieci ai vent’anni e oltre di attività. Un riconoscimento al servizio, alla dedizione e alla continuità di un impegno che rappresenta uno dei punti di forza della formazione musicale.

Numerosi applausi hanno accompagnato il tributo al maestro Alessandro Marchi, alla guida della banda e impegnato anche nella ricerca e nella formazione di nuovi musicisti. Attraverso la scuola di musica, bambini e adolescenti possono avvicinarsi agli strumenti e alla pratica musicale, anche grazie al supporto dei bandisti con una formazione musicale specifica.

La mattina di domenica 18 ottobre, i componenti della banda si sono ritrovati a Monzuno, rigorosamente in divisa, per proseguire le celebrazioni in onore di Santa Cecilia. 

Dopo aver sistemato gli strumenti, effettuato le prove generali in chiesa e scattato la tradizionale fotografia di gruppo, i bandisti si sono recati al cimitero, dove si è svolta una commemorazione in ricordo dei musicisti e dei collaboratori scomparsi.



Il presidente Alberto Marchi ha quindi letto i nomi di coloro che, nel corso di oltre un secolo, hanno contribuito alla storia della banda: dal fondatore e primo maestro, il medico Pietro Bignardi, fino ai maestri, ai musicisti e ai collaboratori delle generazioni successive. Un ricordo che ha voluto rendere omaggio anche a chi, pur non suonando uno strumento, ha sostenuto con il proprio lavoro e la propria disponibilità la crescita della formazione. 

È stato un momento particolarmente toccante, vissuto con emozione dai presenti, soprattutto da quanti hanno condiviso anni di musica e amicizia con le persone ricordate. La benedizione presso le tombe e i loculi ha concluso la commemorazione. 

Terminato il momento di raccoglimento al cimitero, i bandisti, insieme ai numerosi fedeli intervenuti, hanno partecipato alla Santa Messa celebrata da don Andrea.

 La celebrazione religiosa è stata arricchita da un repertorio musicale di particolare solennità. In apertura, la banda ha eseguito la marcia tratta dall’Ode a Santa Cecilia di Georg Friedrich Händel. Durante la funzione sono stati proposti l’Hallelujah, sempre di Händel, la Marcia dei sacerdoti di Wolfgang Amadeus Mozart e il Panis Angelicus di César Franck, nella strumentazione di Alessandro Marchi. 

Anche le letture sacre sono state affidate, a turno, ai componenti della banda, rendendo ancora più partecipata la celebrazione. 

Nel corso dell’omelia, don Andrea, oltre a commentare il Vangelo, si è complimentato con i musicisti e con il maestro per i 126 anni di attività della formazione. Ha sottolineato l’importanza della musica come linguaggio universale, capace di unire i popoli e di trasmettere valori di pace e fratellanza, auspicando che Santa Cecilia possa continuare a guidare e benedire il loro cammino. 

Prima della benedizione finale, la banda ha eseguito il Dies irae, regalando ai presenti un momento musicale particolarmente intenso, accolto da un caloroso e prolungato applauso. 


Le celebrazioni di Santa Cecilia hanno confermato il ruolo della Banda Pietro Bignardi nella vita culturale e sociale del territorio. Nonostante i suoi 126 anni di storia, la formazione continua a mantenere vivo l’entusiasmo delle origini, portando la propria musica nelle processioni, nelle feste paesane, nei concerti e nelle manifestazioni organizzate nei paesi e nei borghi dell’Appennino, così come in città. 

Una realtà che si rinnova grazie all’impegno dei musicisti, alla guida del maestro, al sostegno dei collaboratori e al lavoro rivolto alle nuove generazioni. 

La festa di Santa Cecilia è stata dunque non soltanto un appuntamento con la tradizione, ma anche un’occasione per celebrare il valore della memoria, dell’amicizia e della musica come patrimonio condiviso. Un patrimonio che la Banda Pietro Bignardi continua a custodire e a trasmettere, mantenendosi giovane nello spirito e nella passione, anno dopo anno.

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