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domenica 28 aprile 2024

Dal Lazio a Bologna, per riparare un legamento dopo un incidente sugli sci grazie ad un'innovativa tecnica ortopedica eseguita nei centri più innovativi in Italia

L'intervento è stato eseguito dall'equipe della chirurgia ortopedica in elezione e a medio bassa complessità dell’Azienda Usl di Bologna, diretta dal dottor Paolo Barca


L’Azienda USL di Bologna informa:


Fabrizio Emiliano, 48 anni, originario di Roma, di professione addetto alla cybersecurity di una società di telecomunicazioni, è da poco tornato a casa sulle sue gambe dopo la ricostruzione del legamento crociato, a seguito di un incidente accaduto mentre sciava in montagna.

"A inizio gennaio - ricorda - ho fatto una brutta caduta sugli sci, mentre ero in vacanza con la famiglia in Trentino. Purtroppo, non essendosi sganciato lo sci, ho perfettamente percepito il momento della rottura del legamento. Dopo i primi soccorsi avvenuti in loco, venendo spesso a Bologna per lavoro, mi sono messo alla ricerca di un centro che eseguisse la tecnica di ricostruzione del legamento crociato anteriore con tendine quadricipitale, prelevato con tecnica mininvasiva, di cui avevo ricevuto pareri positivi da amici ".

Così, il signor Fabrizio Emiliano si è rivolto per una visita ortopedica all'equipe della Chirurgia ortopedica in elezione e a medio bassa complessità dell’Azienda Usl di Bologna, diretta dal dottor Paolo Barca. L'equipe, che da mesi è tra i centri italiani ad eseguire questa innovativa tecnica ortopedica, ha programmato l'intervento, avvenuto qualche giorno fa.

"Questa tecnica sostituisce quella più classica detta del tendine rotuleo o quella del semitendinoso e gracile" spiega Paolo Barca, direttore dell'unità operativa. "Gli innesti di tendine del quadricipite offrono vantaggi unici per la ricostruzione del legamento crociato: la possibilità di prelevare un innesto con un diametro già predefinito prima dell’intervento, attraverso un'incisione inferiore ai 3 cm - precisa. Questa tecnica, nata in America, rappresenta un’innovazione per il prelievo del tendine del quadricipite attraverso una procedura minimamente invasiva. Le caratteristiche di elasticità del tendine quadricipitale sono quelle che più si avvicinano a quelle del legamento crociato anteriore”.

Si tratta, infatti, di una delle più innovative tecniche di ricostruzione del legamento crociato anteriore, eseguita nei centri italiani più all’avanguardia. I vantaggi sono principalmente tre: un miglior e tempestivo recupero del legamento, una maggiore resistenza e una minore invasività dell'intervento. Tutti benefici sperimentati dal signor Fabrizio Emiliano che, arrivato all’Ospedale Maggiore di Bologna venerdì mattina, sabato dopo pranzo ha ripreso il treno per tornare a Roma, in autonomia, pronto ad iniziare la riabilitazione. L’intervento, ben riuscito, ha avuto una durata di circa un’ora.

giovedì 18 gennaio 2024

All’ospedale di Porretta Terme serve dirigente medico della disciplina di ortopedia e traumatologia

 


E’ pubblicato il bando di concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di un  posto a tempo indeterminato, nel profilo professionale di  ortopedia traumatologia per le esigenze della sede di Porretta Terme.

La domanda di partecipazione dovrà essere presentata TRAMITE PROCEDURA TELEMATICA connettendosi all’ indirizzo

 https://concorsi-gru.progetto-sole.it/exec/htmls/static/whrpx/login-concorsiweb/pxloginconc_grurer10501.html

e  compilando lo specifico modulo on-line.

Per le informazioni necessarie e per acquisire copia del Bando,  collegarsi al sito internet: www.ausl.bologna.it , nella sezione “bandi di concorso”,  oppure rivolgersi all’indirizzo di posta elettronica selezioni@ausl.bologna.it .

venerdì 31 maggio 2019

Bologna, nasce rete Irccs per ortopedia

Obiettivo unire le forze per cure e ricerca

I maggiori ospedali di ricerca italiani che operano in ambito ortopedico uniscono le forze: nasce a Bologna 'Rams', la rete Irccs per la ricerca e la cura delle patologie ortopediche. Capofila l'Istituto ortopedico Rizzoli bolognese e l'Istituto ortopedico Galeazzi di Milano.
Fondatori di Rams - l'acronimo sta per 'Rete Apparato Muscolo-Scheletrico' - sono i due Irccs per l'ortopedia Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna e Istituto ortopedico Galeazzi di Milano e altri cinque Irccs, l'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, l'Istituto Giannina Gaslini di Genova, l'Humanitas Research Hospital di Milano, il Policlinico San Matteo di Pavia e l'Istituto Regina Elena e San Gallicano di Roma. L'atto costitutivo e lo statuto dell'associazione sono stati firmati ieri a Bologna. Presidente pro-tempo

mercoledì 25 luglio 2018

"L'organizzazione del servizio di ortopedia in Appennino è un disastro", parola di onorevole.

Risultati immagini per galeazzo bignamiRiceviamo:


Turni non adeguati, carichi di lavoro eccessivi, situazioni insostenibili che arrivano fino a una reperibilità continua di 48 ore consecutive: sono le segnalazioni raccolte dal deputato di FI Galeazzo Bignami sulle condizioni di lavoro degli ortopedici dell’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia dell’Appennino bolognese.

"Gli ortopedici di tale Unità -spiega Bignami- lavorerebbero in condizioni non adeguate poiché sottoposti a carichi di lavoro eccessivi. Nell’Unità Operativa in questione opererebbero 3 Dirigenti Medici di I livello, 1 medico specialista libero professionista a 18 ore settimanali e 1 Dirigente medico facente funzione. I tre dirigenti Medici Ortopedici farebbero anche turni di pronta disponibilità – prosegue il deputato - in una situazione che sembra non rispettare le più basilari logiche programmatiche dei turni di servizio. Data la carenza di personale, infatti, per garantire tutti i servizi dovrebbero effettuare cinque o sei turni consecutivi di reperibilità, sempre dopo una giornata intera di servizio, venendosi a configurare turni di servizio ininterrotti per 4-5 giorni. La Regione chiarisca con urgenza quali misure intenda adottare per porre fine a tale situazione – conclude Bignami precisando di aver coinvolto il ministro della Salute, Giulia grillo,  -. Soprattutto con quali tempistiche poiché è evidente che siamo di fronte a una situazione che va assolutamente sanata”.


martedì 17 aprile 2018

Il resoconto dell'incontro per l'ospedale inviato da Noi Voi Vergato.

Morena Cioni, del Comitato NOI VOI VERGATO, scrive:

Qualcuno ha chiesto un resoconto della riunione della serata del 11 aprile in sala Papa Giovanni, eccolo:

Il comitato ha incontrato i cittadini per discutere sugli sviluppi del trasferimento del reparto di ortopedia che a tutti gli effetti è già iniziato.

Quello che abbiamo deciso è un doppio percorso grazie ai suggerimenti dei vari partecipanti, come comitato e delegazione di liberi  cittadini abbiamo chiesto di poter incontrare i vari sindaci soprattutto i sindaci di Marzabotto e di Vergato per potergli esporre le nostre perplessità.

Sono state spedite le mail di richiesta, speriamo in una reale possibilità di confronto, diversamente ci vedremo costretti a scendere di nuovo in piazza per chiedere la sospensiva del trasferimento o in alternativa le dimissioni del sindaco e di tutta la giunta.

Allo stesso tempo si porterà avanti un percorso politico iniziato ormai da mesi, come l’incontro con l’assessore alla sanità , Giugliano Barigazzi, che solo grazie al neo senatore GALEAZZO BIGNAMI e all’assessore MARCO LISEI siamo riusciti ad ottenere oltre alle varie interrogazioni da loro presentate .

Ci siamo rivolti anche al consigliere regionale Daniele Marchetti il quale ha già presentato una interrogazione alla regione e si è impegnato a presentare a breve una risoluzione per far dichiarare VERGATO ZONA DISAGIATA.
Il sindaco di Marzabotto Romano Franchi ha accettato di incontrarci .



giovedì 12 aprile 2018

Cari politici , avete la possibilità di evitare il trasferimento dell'ortopedia di Vergato.

Il possibile imminente trasferimento dell'ortopedia di Vergato a Porretta Terme toglie il sonno a molti. Viene ritenuto un vero scippo in spregio a chi ha dato risorse, tempo e dedizione per assicurare a Vergato un presidio ospedaliero di rispetto e soprattutto uno scempio organizzativo alla necessità ospedaliera dell'Appennino. 
Fra coloro che non riescono a darsi pace c'è Loris Bonantini che in una nota chiama a raccolta i politici perchè diano prova di passare dai proclami ai fatti. La possibilità di evitare il trasferimento e l'impoverimento dell'ospedale di Vergato c'è, va colta.

Bonantini scrive:

Il decreto Balduzzi al capitolato 9.2.2 prevede delle deroghe per quanto concerne gli ospedali di zone disagiate. Il presidio ospedaliero di Vergato rientra sicuramente in questa fattispecie e nei parametri cui il decreto consente deroghe. 
Il trasferimento di Ortopedia a Porretta deve essere scongiurato per la mera crudezza dei numeri. 
Il trasferimento del punto nascite e' una ferita ancora aperta e l'esempio disorganizzativo per il nostro comprensorio appenninico.
Invito le forze politiche in Regione a presentare una risoluzione in consiglio regionale per scongiurare il depotenziamento ulteriore dei nostri presidi ospedalieri. 
Per il presidio ospedaliero di Novafeltria in Romagna e' stato presentato e accettato dalla Regione e ciò evidenzia che si tratta solo di volontà politica.


lunedì 9 aprile 2018

L'ortopedia se ne va da Vergato

Il nodo è venuto al pettine: ortopedia abbandona l'ospedale di Vergato e la cosa, come ampiamente prevedibile, non piace.
Mercoledì prossimo, 11 aprile è indetto un incontro di verifica e di organizzazione per eventuali mobilitazioni.




Intanto il comitato NOI VOI VERGATO scrive:


“Voci di corridoio e le nostre chiaramente, voci che fino ad ora non hanno mai sbagliato, ci dicono che alcuni sindaci , anche all’interno del PD, sarebbero pronti a disertare la programmazione in via di esecuzione. Questo piano di riordino non convince , non convince nemmeno loro.

Sono ormai due anni e più che con varie iniziative cerchiamo di contrastare questa decisione folle. Speriamo che a noi e ai molti cittadini che si oppongono a tale decisione si uniscano anche rappresentanti politici e amministratori locali .

Il comitato NOI VOI VERGATO invita tutta la cittadinanza alla riunione del 11 APRILE alle 20.30, presso la sala PAPA GIOVANNI per discutere dell’ormai prossimo trasferimento del reparto di ORTOPEDIA e per mettere in campo eventuali iniziative a difesa del presidio ospedaliero di Vergato …perché nulla è ancora perduto …l’ospedale ha bisogno di noi tutti, perché tutti abbiamo bisogno dell’ospedale !!!! “


domenica 25 marzo 2018

Ortopedia di Vergato. Chi sa dell'imminente trasferimento informi.

Loris Bonantini ha postato su Facebook:

Sono capitato in ospedale a Porretta Terme e li ho sentito voci che asseriscono il trasferimento di ortopedia di Vergato a Porretta il prossimo 24 aprile. Mi chiedo, poiché l'informazione appariva piuttosto certa e riferita quindi senza riserve, come sia possibile che a Vergato ci sia su tale ipotesi il silenzio di tomba. Possibile che l'amministrazione comunale non abbia la capacità di comunicare ai cittadini una questione cosi' importante???
Mi chiedo se non fosse opportuno attendere almeno il ripristino della Linea ferroviaria e delle strade franate no???
Mi chiedo anche se non pensate che i cittadini dell'Appennino siano già abbastanza provati e incazzati e direi giustamente.
Urge comunque un opportuno approfondimento

A breve avrete la data del nostro incontro...Loris.

sabato 6 gennaio 2018

Noi Voi Vergato ringrazia i partecipanti alla fiaccolata pro 'ortopedia'

Il presidente Morena Cioni ( nella foto) scrive:

Non possiamo che essere soddisfatti dell’esito della fiaccolata che ieri sera, venerdì 5 gennaio, ha visto più di 250 cittadini unirsi a noi per dimostrare ciò che diciamo ormai da tempo, che la sanità in montagna va difesa e che siamo stanchi delle bugie che ci vengono raccontate volta per volta.

E’ dall’ottobre 2015 che veniamo definiti allarmisti e portatori di voci infondate ma, purtroppo, le nostre voci di corridoio hanno sempre avuto un riscontro reale ed i cittadini presenti ieri sera hanno dimostrato quanto sia importante questa battaglia.

E’ stato bello vedere giovani e anziani insieme, cristiani e musulmani tenere lo stesso striscione per un unico scopo, la lotta contro lo smantellamento dei servizi dell’ospedale di Vergato.
Vorremmo ringraziare ad uno ad uno i cittadini intervenuti e tutti coloro che come sempre ci hanno aiutato alla riuscita della manifestazione, partendo dagli alpini che ci hanno offerto il vin brûlé, polizia municipale e carabinieri che ci hanno assistito e accompagnato lungo tutto il percorso, i giornalisti ed i videoreporter che svolgono un lavoro fondamentale per l’informazione locale, tutte le forze politiche comunali, metropolitane e regionali che hanno supportato la causa del Comitato e della sanità in vari modi e con varie iniziative in regione, nei consigli metropolitani e comunali, l’Avis da sempre al nostro fianco, Don Silvano, la comunità islamica, insomma tutti, nessuno escluso.

Vorremmo ringraziare anche coloro che non c’erano poiché la loro assenza è stata significativa di un modus operandi che evidentemente non prevede la bandiera del dialogo e della condivisione di scelte così importanti per il Comune di Vergato e per tutta la Valle del Reno. 



 

venerdì 5 gennaio 2018

Una fiaccolata per l'Ortopedia a Vergato



Il freddo, reso ancor più pungente per l'umidità, non ha impedito a tante persone di sfilare lungo le vie di Vergato per ribadire il dissenso all'intenzione di trasferire il reparto di ortopedia dall'ospedale di Vergato a quello di Porretta Terme.
Erano circa 200 secondo gli organizzatori, tra cui anche una rappresentanza della comunità islamica della Valle del Reno, coloro che hanno alzato striscioni di protesta e alla luce delle fiaccole hanno raggiunto l'ospedale di Vergato per un confronto con politici e amministratori.
Il timore è quello del depotenziamento dell'ospedale che con la perdita del reparto verrà ridotto a servizio di primo intervento aperto 12 ore al giorno e quindi non più presidio ospedaliero.
A ciò si aggiunge un secondo timore, quello cioè che, con il trasferimento a Porretta dell'ortopedia, l'utenza del centro valle non utilizzerà l'ospedale di Alto Reno Terme, ma il Maggiore di Bologna. Ne conseguirà una diminuzione del numero di pazienti che si servirà del servizio ospedaliero locale e di conseguenza, come è avvenuto per il punto nascite, verrà utilizzato il pretesto del numero insufficiente di utenti per chiudere anche Porretta.
Insomma, una doppia beffa e la vanificazione di tutto ciò che è stato fatto fino ad ora per migliorare l'offerta ospedaliera nella valle del Reno. 

“ No, no al trasferimento” ha esordito la presidente del Comitato in difesa dell'Ospedale, Morena Cioni ( nella foto) . “ Speriamo che gli amministratori diano seguito a ciò che i cittadini richiedono. Noi comunque non ci fermeremo”.
Di Loris Bonantini un intervento deciso e applaudito: “Quando protestavamo ci zittirono dicendo che eravamo degli allarmisti. A marzo il reperto sarà trasferito,” ha detto per sostenere la malafede degli amministratori. “ Vergato è al centro della valle del Reno. La posizione è utile persino ai residenti di Savigno. Non è accettabile questo disgraziato progetto di depotenziamento. Gli amministratori dovranno rendere conto anche dei 20 milioni spesi per l'ospedale di Vergato quando un intero piano della nuova struttura è inutilizzata”. Ha poi concluso dicendo che se la fiaccolata non avrà conseguenze, la prossima protesta sarà in Regione.

A tal proposito era presente la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Silvia Piccinini ( nella foto) ,  che ha detto: “ Siamo stati chiamati gufi, invece avevamo visto bene e ciò che sta accadendo lo dimostra,” e ha invitato, strappando un caloroso applauso, a intervenire con l'arma di cui il cittadino dispone : il voto. “Cambiare si può. Cambieranno anche gli amministratori”.
Quindi è intervenuta Giuditta Uliani: ha riferito che le opposizioni hanno chiesto un consiglio comunale straordinario perchè venga fatto il punto sul piano di riordino ospedaliero in un incontro pubblico e ha lamentato il fatto che non c'è stato un percorso condiviso sulla tematica, contrariamente a quanto promesso.
Giuseppe Argentieri ( nel centro della foto)  ha precisato: “ Siamo qua per la sanità. Quello presentato non è un piano di riordino ospedaliero, ma di depotenziamento per tutta la vallata,” e ha chiesto di reagire per evitare il peggio per il presente e soprattutto per il futuro.
Infine l'intervento di Morris Battistini che, a rimarcare la malafede degli amministratori pubblici, ha riferito che l'Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese ha già votato, dando il consenso, il nuovo piano di riordino ospedaliero, accettando quindi il trasferimento di ortopedia.
La promessa generale è stata quella di non mollare, ma di agire per raggiungere in modo determinante le 'vere' sedi decisionali.


Galeazzo Bignami scrive:

Purtroppo, per ragioni stagionali di salute, non potrò prendere parte alla manifestazione odierna ma esprimo il mio sostegno alle ragioni del comitato.
 Da anni ormai segnaliamo, in tutte le sedi opportune, quanto sta avvenendo nei territori montani: il depotenziamento dei presidi sanitari è sotto gli occhi di tutti. Politiche ben lontane da quella valorizzazione della montagna promessa solo sulla carta da chi governa a livello regionale. La nostra battaglia non si fermerà fin tanto che non sarà affermato con forza il principio di salvaguardia dei servizi sanitari sul territorio montano e la messa in rete delle eccellenze all'interno di un sistema metropolitano che miri davvero a valorizzare gli ospedali di montagna, tutelandone le eccellenze e le specificità. Si fa presto a inserire paragrafi generici sulla salvaguardia della montagna in tutti gli atti ufficiali. Alle parole però non sempre seguono i fatti. E quanto sta accadendo a Vergato ne è un lampante esempio. La Regione si faccia un esame di coscienza su una riorganizzazione sanitaria che non sta affatto tutelando le popolazioni dei territori montani.




































Fiaccolata di Vergato, noi ci saremo

da Morris Battistini

Non è passato nemmeno un anno e ci ritroviamo a chiedere ancora il Vostro aiuto, quello di tutti, di tutti i cittadini residenti da Bologna a Porretta!
Dopo mesi di duro lavoro, di serate passate ad organizzare e a pensare a cosa inventarsi per salvare l'ipotetico trasferimento di Ortopedia da Vergato a Porretta, dopo un importante collaborazione sinergica fra noi Gruppo Consiliare UNUTI PER CAMBIARE MARZABOTTO e il Comitato Noi Voi Vergato di Morena Cioni oggi, vi chiediamo nuovamente di accompagnarci in piazza e per le strade di Vergato nella fiaccolata di Venerdì 5 Gennaio 2018.
Si, perchè solo noi Consiglieri di Marzabotto insieme ai membri del Comitato, dopo le promesse, i proclami, le autocelebrazioni e le varie autocompiacenze che i Sindaci hanno annunciato negli scorsi mesi,abbiamo ritenuto opportuno dopo la Manifestazione dell' 8 Aprile di continuare a lavorare sodo, di non mollare il colpo, di credere ancora che questo piano di riordino così come "rifatto" ( a loro dire) non sia altro che il solito pacco dal titolo "piuttosto che niente è meglio piuttosto" ma dal contenuto vuoto che altro non può produrre se non danni abnormi nel futuro della sanità del nostro Appennino.
Io personalmente, da Marzabotto, insieme ai membri del Comitato abbiamo ritenuto corretto e coerente
continuare a batterci per contrastare questo "nuovo piano di riordino" che tutti i Sindaci dell'Unione hanno approvato all'unanimità. Una scelta che contrastiamo senza alcun indugio e per la quale saremo pronti a dar battaglia fino all'ultimo giorno, senza mai a contrario di altri, tirarci indietro e comparire solo a ridosso dei grandi eventi per ricevere un po' di visibilità mediatica o allearci con i "nemici" locali di sempre pur di ricevere un briciolo di considerazione. Una scelta che noi di UNITI per CAMBIARE MARZABOTTO abbiamo fatto con coerenza e in linea con quello che abbiamo sempre sostenuto tanto da decidere, insieme al Comitato, di ORGANIZZARE questa fiaccolata (organizzare e non partecipare come fa qualcun altro).
Noi abbiamo deciso di rimanere sul pezzo continuando a dar battaglia, nelle assemblee pubbliche, nelle commissioni competenti fino in consiglio comunale. Noi non abbiamo fatto comunicati congiunti dal sapore iniquo, che dicono tutto e contemporaneamente non dicono niente, non abbiamo richiesto grandi consigli comunali che chiunque sapeva non sarebbero mai arrivati.
Noi siamo per la politica del fare, per la politica fatta dalla gente e dalle idee comuni. Noi siamo per la politica del buon senso, quella che dice che prima devono venire rispettati i diritti dei cittadini, degli utilizzatori del servizio ospedaliero, e solo dopo gli interessi dell'azienda USL.
Ci siamo battuti per evitare la chiusura del pronto soccorso e il trasferimento di Ortopedia dall'Ospedale di Vergato. Ci siamo riusciti ma non è stato abbastanza. Oggi insieme, siamo chiamati a combattere un altro rischio: il trasferimento di ortopedia a Porretta.
​
Ora dobbiamo impegnarci ancora, con un altro sforzo, con un ennesimo sacrificio. Ora dobbiamo scendere per le strade di Vergato, in religioso silenzio (come quello con cui loro decidono sulla pelle della gente) con una fiaccola in mano dobbiamo accerchiare l'Ospedale di vergato facendogli capire che noi siamo più forti di loro e che loro non possono attuare un ddl (per altro sbagliato e senza senso) senza prima aver analizzato caso per caso, criticità per criticità ma sopratutto senza prima aver fatto i conti con la popolazione della Valle del Reno che quotidianamente utilizza detti servizi. Gli abitanti dell'Appennino non sono dei numeri, bensì delle persone.
Svegliaaaaa!!! I sindaci sono stati obbligati a genuflettersi al volere del partito ed oggi sono qui a raccontarci che tutto sommato il nuovo piano di riorganizzazione è buono, perché garantisce a Vergato nuovi servizi, mantenendo comunque un presidio ortopedico per gli interventi minori.
Bugie, bugie e bugie.... le solite bugie!! Chiunque capirebbe che spostando gli interventi di Ortopedia
destineranno l'ospedale di Vergato a diventare nel tempo un OSCO, facendo rischiare a quello di Porretta di sopravvivere nel primo periodo ma poi di andare incontro allo stesso destino, quando gli accessi anche ortopedici non sosterranno più l'apertura di una struttura simile.
Non è difficile da capire!!! Credetemi.
Le amministrazioni dell'unione dell'Appennino hanno tradito i patti presi con i cittadini. Abbiamo sentito Sindaci
come Franchi e Gnudi scandalizzarsi per la possibilità che il reparto di Ortopedia potesse essere trasferito, abbiamo sentito il Sindaco di Porretta Nanni annunciare già mesi fa (ancor prima della pubblicazione nel "nuovo piano di riorganizzazione") la preparazione degli spazi per il reparto di ortopedia all'interno dell'Ospedale di Porretta, e anche in quell'occasione i Sindaci del Medio Reno finsero stupore ed indignazione.
Addirittura il Sindaco Franchi scrisse al Direttore Quargnolo, chiedendo spiegazioni. Eppure tutto era già deciso e fatto ma a noi consiglieri di opposizione e a voi cittadini continuavano a dire di non saperne nulla.
Adesso davvero basta, sembrerà banale e scontato ma la con salute delle persone non si scherza e non si fanno battaglie ne politiche ne di partito. Qui prima viene la gente poi le tessere del PD!
Quella sinistra (oggi PD) che anni fa volle a tutti costi costruire due ospedali a 20 km l'uno dall'altro. Quello stesso PD che non più tardi di qualche anno fa destinò 20 milioni di euro pubblici per rifare l'ospedale di Vergato, oggi sta votando a favore un piano di riorganizzazione che prevede il trasferimento di uno dei più importanti reparti (in termini di accessi) presso un'altro ospedale, quello di Ortopedia.
Quanto ancora dovremmo farci prendere in giro da questa gente prima di capire che l'interesse del partito ha ancora più importanza della salute dei cittadini della Valle del Reno?
Vi aspetto in Piazza dei capitani a Vergato, alle ore 17.00. Insieme a me e alla presidente del Comitato Morena Cioni per partire in questa nuova battaglia contro lo spostamento del reparto di Ortopedia da Vergato a Porretta.
Nessun campanilismo intendiamoci bene, ma una semplice presa di posizione di buon senso, di rispetto con chi e per chi in questi anni ha mantenuto vivo e attivo l'Ospedale di Vergato.
​


giovedì 27 luglio 2017

Il trasferimento di Ortopedia da Vergato a Porretta, una decisione presa o una bufala. Caro sindaco Gnudi facci capire in quanti 'piedi d'acqua stiamo'.


I consiglieri comunali di Vergato, Giuseppe Argentieri (foto in alto)  e Carlo Monaco (foto in basso),  hanno presentato una interrogazione al loro sindaco per avere chiarimenti sullo 'stato dell'arte' del progetto di riorganizzazione ospedaliera della vallata del Reno e hanno inviato il testo per la pubblicazione, accompagnato dalla precisazione:

“Vista la mancanza di notizie che accompagna il piano di riordino ospedaliero del medio alto Reno da parte dell'amministrazione del Comune di Vergato, determinato anche dalla mancata concessione di un tavolo condiviso di confronto e relazione degli avanzamenti operativi, si è reso necessario presentare una seconda interrogazione al Sindaco Gnudi per avere informazione 'sullo stato dell'arte' su una tematica di importanza fondamentale per l'intera vallata del Reno e non solo. Riteniamo inoltre opportuno che il primo cittadino dia delucidazioni anche sulle affermazioni fatte dal Sindaco di Alto Reno Terme con le quali afferma che entro fine anno il reparto di Ortopedia sarà definitivamente trasferito presso l'Ospedale di Porretta Terme.

Ecco l'interrogazione:

Vergato, lì 20 luglio


Al Sindaco del Comune di Vergato
Sig. Massimo Gnudi
e p.c. al Consiglio Comunale di Vergato




Oggetto: Interrogazione sull’avanzamento del piano di riordino Ospedaliero del Medio Reno


  • Considerato che in seguito all’interrogazione da noi presentata in data 13/05 sul piano di riordino Ospedaliero il Sig. Sindaco Massimo Gnudi ha indicato in martedì 20 giugno la data in cui ci sarebbe dovuto essere l’incontro con l’Assessore alla sanità Dott. Venturi per la discussione dello stesso, data rinviata al 29 giugno;
  • Considerato che nel mese di giugno c.a. su un giornale di tiratura locale sono uscite dichiarazioni del Sindaco Nanni di Alto Reno Terme in cui afferma con toni trionfalistici che il reparto di Ortopedia sarà trasferito, entro fine 2017, dall’Ospedale di Vergato a quello di Porretta Terme;
  • Considerato che circolano voci riguardo l’allestimento informatico degli spazi dedicati al reparto di Ortopedia presso il nosocomio di Porretta Terme;
la lista civica “Vergato cambia musica”
CHIEDE


  • se l’incontro di discussione sul piano di riordino ospedaliero con l’Assessore Regionale alla Sanità Dott. Venturi ed i tecnici dell’Azienda USL si è svolto come previsto in calendario;
  • se tale incontro si è tenuto, quali sono le modifiche e gli sviluppi che riguardano l’Ospedale di Vergato;
  • su quali basi il Sindaco Nanni di Alto Reno Terme ha rilasciato le dichiarazioni menzionate.
Cordialmente


venerdì 21 luglio 2017

Che fine fanno le 'promesse' sull'Ortopedia a Vergato ?


Dal Comitato Noi Voi Vergato giunge una comunicazione piuttosto allarmata circa le voci che si susseguono sempre più insistenti sul trasferimento della ortopedia da Vergato a Porretta.

Ecco il comunicato:

Voci di corridoio ci dicono che, sono in corso dei lavori per lo spostamento del Reparto di Ortopedia, dall’Ospedale di Vergato a Porretta Terme.
Le solite voci che ci hanno fatto mobilitare due anni fa a difesa dei due presidi. La nostra preoccupazione è per i cittadini che hanno sostenuto la causa con oltre 4000 firme raccolte nella Valle del Reno. Per non parlare della Manifestazione dell’8 Aprile scorso, che ha portato in piazza quasi 1000 cittadini per scongiurare questo avvenimento. Se ci fosse vero, Le parole dei Sindaci di Vergato, Grizzana, Marzabotto e Castel d’Aiano che hanno usato nei comunicati Congiunti posizionandosi contro questo piano di riordino, a che cosa sono servite? Noi non accettiamo che questa battaglia che abbiamo cominciato ormai due anni fa, cada nel dimenticatoio e finisca con una sconfitta, soprattutto non accettiamo che vengano usati questi escamotage di fare i trasferimenti quando la gente è in ferie per dar meno nell’occhio. 
Abbiamo avuto l’appoggio di tutte le forze civiche della zona e ci siamo uniti alle forze politiche di minoranza del territorio che ci hanno sostenuto in questa lotta portando nei vari consigli comunali proposte per scongiurare il ridimensionamento dell’ospedale di Vergato. Proprio a Vergato, grazie ad un emendamento della Consigliera Uliani, è stato votato un ordine del giorno dove veniva messo nero su bianco l’impegno a far sì che vi fosse il mantenimento del Reparto di Ortopedia presso l’Ospedale di Vergato (e non come inizialmente previsto dall’ODG presentato dalla Maggioranza “l’attività specialistica di ortopedia”) ci chiediamo, era quindi un contentino per far stare buono il popolo, l’approvazione di quell’emendamento?
Lo diciamo ormai da tempo che se il reparto di Ortopedia verrà spostato a Porretta, questo dopo poco sarà destinato a chiudere, e sottolineiamo il fatto che la nostra non è una battaglia contro l’Ospedale di Porretta, anzi, abbiamo sempre avuto l’appoggio da parte del Comitato Costa, poiché il pericolo è evidente anche per loro. Senza considerare che è evidente che senza il reparto di Ortopedia a Vergato, ci che è più a rischio è il Pronto Soccorso. Che fine hanno fatto le promesse fatte il 12 Aprile al Cinema di Vergato dove i Sindaci Gnudi, Mastacchi, e Franchi che assieme ai vertici della AUSL, dichiaravano che il Piano di Riordino era una proposta e che questa poteva essere modificata, oltre a dover essere concordata con il territorio? E’ vero che si sta procedendo con lo spostamento del reparto, oppure no? Aspettiamo notizie dal 12 Aprile.

Il presidente, Morena Cioni.


lunedì 23 gennaio 2017

Silvia Piccinini: “NO ALLA CHIUSURA DEL PRONTO SOCCORSO DI VERGATO. No anche al trasferimento dei reparti di Chirurgia e Ortopedia ad Alto Reno Terme”.


“No alla chiusura del Pronto Soccorso di Vergato. Questo progetto, qualora venisse confermato, significherebbe il fallimento completo dell’organizzazione sanitaria realizzata in questi anni nell’area nonché l’inutilità degli investimenti fin qui fatti,” è la richiesta-denuncia di Silvia Piccinini ( nella foto) , consigliera regionale del Movimento 5 Stelle,
riportata in una interrogazione sul progetto di riorganizzazione ospedaliera che prevedrebbe la chiusura del Pronto soccorso di Vergato le il trasferimento dei reparti di Ortopedia e Chirurgia ad Alto Reno Terme. “Collocare i servizi ospedalieri di base all’estremità del territorio del Distretto, ad Alto Reno Terme, piuttosto che in una posizione baricentrica, avrà come immediata conseguenza il peggioramento dell’accessibilità per la maggior parte dei cittadini residenti nella vallata. La verità è che l’AUSL vuole ridurre i numeri dell’utenza delle strutture, per poi giustificare chiusure di servizi come già avvenuto con i punti nascita. è facile prevedere, infatti, che alla luce di questa illogica riorganizzazione i cittadini che oggi usufruiscono dei servizi a Vergato preferiranno recarsi a Bologna, soprattutto per ciò che concerne la medicina d’emergenza”.

Per questo nella sua interrogazione la consigliera  chiede alla Giunta di evitare in tutti i modi possibili il taglio di un servizio di primaria importanza per la determinazione della qualità della vita in Appennino. “Il territorio della montagna, in considerazione delle difficoltà di raggiungere in tempi brevi zone abitate spesso isolate o difficilmente raggiungibili, richiede la presenza di un Pronto soccorso con adeguate dotazioni di strutture e persone proprio per non creare disparità di trattamento fra quanti vivono in montagna e quanti risiedono nelle altre zone della Regione – conclude Silvia Piccinini – Per questo chiediamo alla Giunta di intervenire. Vergato non può perdere il Pronto Soccorso”.


giovedì 19 gennaio 2017

Giù le mani dal pronto soccorso di Vergato. Non toccate i reparti di ortopedia e chirurgia. La riorganizzazione ospedaliera è inadeguata e contraddittoria.

L’Azienda USL di Bologna prospetta la chiusura del pronto soccorso di Vergato e il trasferimento dei reparti di ortopedia e chirurgia ad Alto Reno Terme. I sindaci di Castel d’Aiano, Grizzana Morandi, Marzabotto e Vergato denunciano: “Questo rischia di avere due conseguenze inaccettabili poiché la maggior parte dei concittadini preferirà farsi a curare a Bologna, mentre aumenterà la conflittualità nel territorio”.



I sindaci Salvatore Argentieri di Castel D’Aiano, Romano Franchi di Marzabotto, Massimo Gnudi di Vergato e Graziella Leoni di Grizzana Morandi non condividono una riorganizzazione dell'assistenza territoriale e della rete ospedaliera che rischia di penalizzare fortemente il loro territorio, con la chiusura del pronto soccorso di Vergato sostituito da un punto di primo intervento e il trasferimento dei reparti di ortopedia e chirurgia ad Alto Reno Terme.
Un documento congiunto, firmato dai quattro sindaci, evidenzia tutti i limiti della proposta avanzata dalla Direzione dell’Azienda Usl di Bologna nel corso della riunione di venerdì 13 gennaio del Comitato di Distretto socio-sanitario dell'Appennino Bolognese. Se infatti la scelta di sviluppare le Case della Salute per qualificare l'assistenza territoriale e il potenziamento delle cure intermedie risulta condivisibile, meno convince riorganizzazione dell'offerta ospedaliera.
La proposta della nuova geografia dei servizi nel distretto in sostanza prevede per l'Ospedale di Alto Reno Terme le funzioni di ospedale di base con funzioni distrettuali e per l'Ospedale di Vergato le funzioni di servizio per i pazienti che necessitano di cure intermedie. Ma così facendo, secondo i quattro sindaci, “si rischia di portare alle estreme conseguenze negative errori compiuti nel passato quando, con investimenti su diversi presidi territoriali, si è prodotta una situazione di inadeguata integrazione che ha finito per determinare precarietà e incertezza tra gli operatori sanitari e tra i cittadini”. In questo modo è messo in discussione l'intero sistema sanitario e socio sanitario dell’Appennino bolognese: collocare i servizi ospedalieri di base all'estremità del territorio del Distretto, ad Alto Reno Terme, piuttosto che in una posizione baricentrica, avrà come conseguenza un peggioramento dell'accessibilità ai servizi stessi per la maggior parte dei cittadini residenti nella vallata. Il risultato è facile da prevedere: i cittadini che oggi usufruiscono dei servizi a Vergato preferiranno recarsi a Bologna, soprattutto per ciò che concerne la medicina d’emergenza.
Oltre tutto il modello metropolitano della rete ospedaliera si basa su una organizzazione a “rete centripeta”: in altre parole la complessità delle prestazioni dei diversi presidi ospedalieri aumenta man mano che ci si avvicina ai grandi ospedali con i livelli più alti di specializzazione. Che senso può avere allora una organizzazione a “rete centrifuga” con le attività specialistiche presso l'Ospedale di Alto Reno Terme e le attività di cura intermedie presso l'Ospedale di Vergato? In questo modo paradossalmente le attività ospedaliere specialistiche distrettuali saranno più lontane da quelle di alta specializzazione presenti negli ospedali di grandi dimensioni del capoluogo.
La proposta, presentata peraltro a detta dei sindaci senza un adeguato supporto di dati analitici e conoscitivi e senza una definizione dei possibili scenari che si potranno produrre, finisce per non perseguire omogeneità nell'accesso, equità, pari opportunità e coesione sociale per i cittadini del territorio, e alimenta, anche al di là delle intenzioni, la conflittualità tra le comunità dell'Appennino.
Il sindaci concludono dichiarando che, “nell’interesse delle comunità che amministriamo, è nostra intenzione non condividere alcuna responsabilità nei confronti di una proposta che riteniamo di dover contrastare con determinazione e per la quale chiediamo un confronto che sia aperto a valutare soluzioni alternative”.
 

mercoledì 19 ottobre 2016

Preoccupa il 'futuro prossimo' dei presidi ospedalieri del distretto di Porretta.


Di Loris Bonantini

E' passato ormai un anno dall'ottobre 2015, quando un convegno organizzato dai comitati Noi Voi Vergato e Costa di Porretta Terme affrontò la situazione dei servizi ospedalieri nella vallata del Reno , ma nulla è cambiato, sono ancora forti e presenti le preoccupazioni per un eventuale spostamento del reparto di Ortopedia da Vergato e sanguinano ancora le ferite per la soppressione del punto nascite del febbraio 2014 a Porretta.

In questi giorni nelle nostre disagiate zone di montagna sono avvenuti due parti in autoambulanza, che solo grazie alla professionalità degli operatori sanitari, non hanno portato a gravi conseguenze. Si fa' impellente la necessita' della riapertura del punto nascite, nel nosocomio di Porretta. Non si è vista anche la disponibiltà del ministro della Sanità, Lorenzin, a derogare al limite delle 500 nascite annue, se si tratta di territori,morfologicamente impervi come il nostro. Nel convegno del 2015 ci furono date rassicurazioni da parte dei consiglieri regionali, dai sindaci e dagli amministratori presenti. Saremo vigili e attenti affinche' gli impegni vengano mantenuti. Nei prossimi mesi verranno definite le tematiche trattate nel convegno e spero ardentemente che le decisioni che verranno prese siano in linea con le rassicurazioni che ci furono date e che le attese diventino realtà acquisite. Per ora le nostre preoccupazioni circa il trasferimento del reparto di Ortopedia rimangano tali, anche perchè deve essere chiaro a tutti i cittadini della montagna,che qualora perdessimo il reparto sopra menzionato, il passo di trasformare il nosocomio di Vergato, in una casa della salute e in un centro di primo soccorso, sarebbe subito una realtà conclamata...

martedì 27 ottobre 2015

Vergato. Con la salute non si scherza.

Una assemblea molto partecipata si è riunita ieri sera al teatro comunale di Vergato nella speranza, ma anche nel timore, di sapere il futuro dell'ospedale di Vergato, viste le continue allarmate voci sulla possibilità di trasferire altrove, probabilmente all'ospedale di Porretta, il reparto di Ortopedia. E che non sia un argomento poco sentito lo testimoniano anche le presenze tra il pubblico di diversi amministratori e cittadini di comuni vicini. Infatti il trasferimento si teme vada ad incidere pesantemente sul futuro della sanità in montagna.
Dai relatori, tra i quali amministratori regionali di vari schieramenti politici coinvolti nella gestione della materia, sono arrivate rassicurazioni poiché la decisione non può essere presa senza il coinvolgimento degli enti locali e territoriali. Quello che però è sembrato il protagonista della serata era il 'fantasma' del Piano di Riorganizzazione e Riordino della Sanità Regionale del quale da mesi viene annunciata l'imminenza della presentazione, ma che ancora è una misteriosa entità. Solo da questo piano, quindi dalle decisioni nero su bianco, si potrà capire concretamente che fine faranno i due presidi sanitari di Porretta e Vergato e quindi quale potrà essere il futuro della sanità in montagna.
Dopo avere chiarito che i due ospedali sono in realtà un unico ospedale su due presidi e quindi vanno superati i campanilismi che portano solo danni, il presidente del distretto socio sanitario di Porretta Terme Marco Mastacchi, sindaco di Monzuno, ha aggiunto : “Negli ultimi mesi siamo stati di nuovo rassicurati sul mantenimento di ortopedia a Vergato. Se a sorpresa venisse comunicato il trasferimento senza aver prima coinvolto le realtà locali, si romperebbe un 'patto' che cambierebbe le modalità di rapporto con l'Azienda Sanitaria”. Il sindaco di Vergato, Gnudi, ha detto che l'ospedale di Vergato è una realtà importante, fornendo anche le cifre di visite e interventi e ponendo l'accento sul fatto che la Tac, fondamentale aiuto diagnostico, sta avviandosi al pieno utilizzo.
Il timore di un impoverimento dei servizi sanitari in montagna è emerso comunque da tutti gli interventi. “ Il pericolo è quello di un continuo depauperamento dei servizi fino a declassare gli ospedali a semplici hospice”.
Anche il pubblico, piuttosto preoccupato, è intervenuto dando un contributo al confronto. C'è chi ha attribuito l'eccessiva spesa per la sanità non al personale sanitario, ma alla presenza sempre più numerosa di figure organizzative ricoperte da politici, “Che poi non ci sono mai quando vengono fuori i problemi. Mentre quando questo ruolo era affidato ai primari l'intervento risolutivo era immediato”.
Questa accusa della incostante presenza dei politici è parsa trovare conferma anche nella sottolineatura fatta da Raffaella Sensoli, vicepresidente della commissione regionale per la Sanità, che ha denunciato l'assenza agli incontri della commissione dell'assessore regionale competente.


Incisivo anche l'intervento del vicepresidente del 'comitato ospedale di Porretta', Brunetti: “La sanità purtroppo ragiona con la logica di mercato che ha portato ad esempio alla chiusura del punto nascita a Porretta. Questo non poteva essere chiuso poiché faceva parte di un esperimento voluto dall'ASL e quindi fuori dalla logica dei 500 parti minimi all'anno. C'è un ricorso in atto”.


Fra i partecipanti c'è stato chi ha inviato una considerazione ( amara) che riportiamo:

In relazione all'assemblea tenutasi questa sera è venuto fuori da un Consigliere Regionale che il progetto dello spostamento di Ortopedia esiste ma che è congelato.

Che l'Assessore alla Sanità latita

Che il Patto per la salute deve essere ancora sfornato

che il terzo piano dell'ospedale di Vergato è vuoto

che nello stesso si potrebbe creare un reparto di fisioterapia e riabilitazione in costanza di presenza del Reparto di Ortopedia

Che alla domanda del Signor Gamberi di esporre il nome del Responsabile di questa situazione sarebbe opportuno che venga fatto ma che alla fine dell'assemblea questo nome non è uscito.

che qui in montagna potrebbe esserci un Hospice

quello che dovrebbe venire fuori dovrebbe essere quando la casa della salute sarà operativa nelle 24 ore con la turnazione dei medici di famiglia.

l'Hospice, per esempio, lo si potrebbe realizzare nella palazzina che sta cadendo a pezzi posta di fronte alla casa della salute di Vergato.

Mi ha colpito ma non sorpreso l'arroganza del vergatese Venturi visionando il trailer andato in onda prima del dibattito.

Vedremo a fine mese cosa risponderà il Venturi all'interrogazione presentata dal consigliere Bignami

http://demetra.regione.emilia-romagna.it/al/monitor.php?vi=all&st=doc&dl=f38143a5-a622-b713-2016-560a9debf9bb&dl_t=html&dl_a=y&dl_id=2&ul=1&ev=1&bk=1

da paura immettere la parola ortopedia nel motore di ricerca e scoprire che florilegio sta accadendo in giro per la Regione

http://demetra.regione.emilia-romagna.it/al/monitor.php?vi=all&st=query&xq=q18





mercoledì 14 ottobre 2015

IL GRUPPO REGIONALE DEL MOVIMENTO 5 STELLE A VERGATO PER UN SOPRALLUOGO IN OSPEDALE.


Il Gruppo Assembleare Regione Emilia-Romagna del Movimento 5 Stelle informa:

Venerdì prossimo, 16 ottobre, la consigliera regionale del M5S Silvia Piccinini sarà a Vergato e visiterà la struttura sanitaria dell’Appennino in seguito alle voci di un possibile trasferimento del reparto di Ortopedia. Con lei ci sarà anche il consigliere comunale Massimo Gamberi.

Nei mesi scorsi le sorti della struttura sanitaria dell’Appennino bolognese era stata al centro di alcune interrogazioni presentate dalla consigliera regionale del M5S, in particolare per individuare la concretezza del rischio trasferimento del reparto di Ortopedia in un’altra sede Asl e lo scarso utilizzo di una TAC di ultima generazione a causa della mancanza di personale all’interno dell’ospedale.
“Venerdì entreremo in ospedale per verificare in prima persona i disagi che da troppo tempo ci vengono segnalati – spiega Silvia Piccinini – Anche se l’assessore Venturi e la Giunta continuano a negare qualsiasi taglio per gli ospedali di provincia, il nostro sospetto è che si stia andando verso un progressivo depotenziamento dei servizi che in un prossimo futuro potrebbe portare a decisioni drastiche che il M5S contrasterà fino all’ultimo. Non si può calpestare il diritto alla salute dei cittadini con scelte scellerate come potrebbe essere quella del trasferimento di Ortopedia”.
La visita di Silvia Piccinini e del consigliere comunale Massimo Gamberi è prevista per le  15.