Turismo in crescita, sostegno alle imprese, casa e servizi: il primo cittadino traccia la rotta per il futuro dell’Appennino. Ma la sfida resta trasformare le opportunità in sviluppo concreto.
di Dubbio
Turismo, commercio, lavoro, casa, giovani e partecipazione.
Sono questi i temi al centro dell’intervento del sindaco di Lizzano in
Belvedere, Barbara Franchi, durante l’ultimo Consiglio comunale. Un aggiornamento sulle attività
dell’Amministrazione e sulle opportunità per il territorio, accompagnato da una
serie di obiettivi che delineano la strategia del Comune per il futuro.
Il filo conduttore è chiaro: contrastare lo
spopolamento e rendere l’Appennino un luogo non soltanto da visitare, ma anche
in cui vivere, lavorare e investire. Una prospettiva ambiziosa, la cui
efficacia si misurerà sulla capacità di tradurre annunci e progetti in
risultati duraturi.
Turismo, la sfida è
trasformare le presenze in economia
Il sindaco parte dal turismo e dall’incontro del
Tavolo del Turismo del Territorio Turistico Bologna-Modena, ospitato a Lizzano
in Belvedere. L’obiettivo dichiarato è superare una visione frammentata, nella
quale ogni Comune agisce per conto proprio, per costruire una destinazione
appenninica riconoscibile e collegata alla capacità attrattiva di Bologna.
I dati presentati dall’Amministrazione sono
incoraggianti. Nel 2025 Lizzano ha registrato oltre 32.600 pernottamenti, con
un incremento superiore al 7%, mentre gli arrivi internazionali sono cresciuti
di oltre il 20%. Per l’estate, sulla base dei dati raccolti attraverso il nuovo
sistema di gestione della sosta, il Comune stima circa 200.000 presenze
nell’area del Corno alle Scale.
Il problema, tuttavia, non è soltanto attirare
visitatori, ma convincerli a fermarsi più a lungo, pernottare nelle strutture
ricettive, frequentare ristoranti e negozi e utilizzare i servizi locali. È qui
che si gioca la partita economica del turismo.
Tra le iniziative ricordate dal sindaco figurano il
Giro d’Italia, Appenninica MTB, il Criterium nazionale Cuccioli, i Campionati
italiani Enduro e i camp estivi. Il Malusci Camp, in particolare, avrebbe
generato 1.429 presenze di bambini in cinque settimane, alle quali si
aggiungono quelle delle famiglie.
L’Amministrazione guarda inoltre al destination
wedding, il turismo legato ai matrimoni, che starebbe già attirando coppie
e ospiti internazionali. Un segmento potenzialmente interessante per ampliare
la stagione turistica e distribuire i benefici economici tra le diverse
attività locali.
Commercio e imprese,
le opportunità da cogliere
Accanto al turismo, il sindaco richiama la necessità
di sostenere il commercio e le attività che garantiscono servizi e vitalità ai
centri abitati e alle frazioni.
La Città metropolitana di Bologna ha pubblicato il
bando 2026 per l’economia di prossimità, con una dotazione complessiva di
60.000 euro destinata a Comuni e Unioni. Le risorse riguardano sia interventi
per promuovere e rafforzare le attività commerciali e i servizi, sia studi di
fattibilità per la creazione di hub urbani e di prossimità.
Il Comune intende valutare l’opportunità di
partecipare, con l’obiettivo di mettere in rete negozi, servizi, associazioni,
turismo e spazi pubblici. La questione, nelle intenzioni dell’Amministrazione,
non si esaurisce nel finanziamento di singole iniziative, ma riguarda la
costruzione di un modello economico capace di mantenere vivi i paesi.
Sul fronte più generale dello sviluppo, torna invece
la proposta di istituire una Zona economica speciale (ZES) per l’Appennino. Il
tema è stato affrontato al Tavolo per la Ripresa economica dell’Appennino, dove
è stata ribadita la necessità di strumenti specifici per sostenere gli
investimenti, le imprese esistenti e la creazione di nuovi posti di lavoro.
Il sindaco sottolinea che la montagna presenta
difficoltà strutturali diverse da quelle delle aree urbane e di pianura e
richiede quindi politiche mirate. Riprendendo anche le parole del sindaco
metropolitano Matteo Lepore, evidenzia che la priorità non è rivendicare la
paternità della proposta, ma riuscire a realizzarla.
Resta però indispensabile intervenire anche sulle
infrastrutture: strade, ferrovia, connettività e servizi. Senza condizioni
adeguate, attrarre imprese e contrastare lo spopolamento rischia di rimanere un
obiettivo più dichiarato che raggiunto.
Casa, un nodo decisivo
per fermare lo spopolamento
Un altro passaggio riguarda le politiche abitative. La
Giunta comunale ha confermato l’adesione di Lizzano al programma regionale Patto
per la Casa, nell’ambito della gestione associata delle politiche abitative
dell’Appennino bolognese.
Il programma punta a rimettere sul mercato gli alloggi
esistenti, favorendo affitti a canoni sostenibili per le famiglie che non
riescono a sostenere i prezzi del mercato libero, ma non possiedono i requisiti
per accedere all’edilizia residenziale pubblica.
Per incentivare l’adesione dei proprietari, il Comune
prevede una riduzione del 40% dell’IMU sugli alloggi messi a disposizione del
programma e un canone concordato massimo di 650 euro mensili.
La questione è strettamente legata al futuro del
territorio. La disponibilità di abitazioni a prezzi accessibili è una
condizione essenziale per attrarre giovani, famiglie, insegnanti e lavoratori.
Creare occupazione, sostenere gli investimenti e migliorare i servizi, infatti,
potrebbe non bastare se chi vorrebbe trasferirsi in montagna non trova una
casa.
Quindicimila euro per
la Palestra della Comunità
Tra le notizie positive annunciate in Consiglio c’è il
contributo di 15.000 euro assegnato dalla Fondazione Carisbo al Comune per il
progetto La Palestra della Comunità – sport e inclusione per i giovani di
Lizzano, nell’ambito del Bando Fair Play 2026.
Il finanziamento consentirà di proseguire il lavoro
per valorizzare la palestra non soltanto come luogo dedicato all’attività
sportiva, ma anche come spazio di aggregazione e inclusione per i ragazzi.
Si tratta di un sostegno concreto a un progetto che
punta a rafforzare il ruolo dello sport nella vita della comunità, offrendo ai
giovani occasioni di incontro e partecipazione.
Question time al posto
degli incontri del giovedì
La novità sul piano amministrativo riguarda invece il
rapporto con i cittadini. Gli incontri pubblici organizzati il terzo giovedì
del mese, spiega il sindaco, hanno rappresentato negli anni un’occasione per
raccogliere segnalazioni e affrontare problemi. Con il tempo, però, il
confronto avrebbe mostrato alcuni limiti, soprattutto nella gestione di
questioni personali e temi di interesse generale nello stesso contesto.
Con l’introduzione del Question time in
Consiglio comunale, l’Amministrazione ha deciso di far confluire in questo
strumento anche lo spazio di confronto finora garantito dagli incontri del
giovedì.
Le domande dei cittadini potranno così essere
affrontate in una sede pubblica e regolamentata, con la possibilità per gli
amministratori e gli uffici di conoscere in anticipo gli argomenti e preparare
risposte più puntuali.
Il sindaco assicura che non verranno meno le occasioni
di dialogo e che resteranno disponibili gli altri canali di contatto con il
Comune. L’obiettivo dichiarato è rendere il confronto più ordinato, trasparente
ed efficace. Sarà importante, tuttavia, che la nuova modalità garantisca ai
cittadini un accesso altrettanto semplice e concreto all’Amministrazione.
La montagna oltre gli
annunci
Nel suo intervento, il sindaco riunisce temi diversi
attorno a un’unica prospettiva: fare di Lizzano in Belvedere e dell’Appennino
un territorio nel quale sia possibile trascorrere le vacanze, ma soprattutto
vivere stabilmente, lavorare, avviare un’attività e crescere una famiglia.
La strategia passa dalla capacità di intercettare
finanziamenti, collaborare con gli altri Comuni e sfruttare le opportunità
offerte da Regione, Città metropolitana, fondazioni ed enti pubblici.
La direzione indicata è dunque quella di un Appennino
meno dipendente dalla sola attrattività turistica e più capace di costruire
un’economia diversificata, sostenuta da servizi, infrastrutture e politiche
abitative adeguate.
Il punto decisivo resta la concretezza. I dati
turistici, i contributi ottenuti e i programmi avviati rappresentano segnali
positivi, ma non bastano da soli a garantire un’inversione di tendenza. La
sfida sarà verificare se le opportunità annunciate sapranno tradursi in nuovi
posti di lavoro, attività economiche più solide, servizi accessibili e
condizioni di vita migliori per chi sceglie di restare o trasferirsi in
montagna.
Perché il futuro dell’Appennino, come riconosce lo stesso sindaco, non si difende soltanto chiedendo sostegni: si costruisce creando opportunità reali.

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