lunedì 12 ottobre 2026

Lizzano in Belvedere, il bilancio del sindaco tra risultati, progetti e promesse

 Turismo in crescita, sostegno alle imprese, casa e servizi: il primo cittadino traccia la rotta per il futuro dell’Appennino. Ma la sfida resta trasformare le opportunità in sviluppo concreto.



di Dubbio


Turismo, commercio, lavoro, casa, giovani e partecipazione. Sono questi i temi al centro dell’intervento del sindaco di Lizzano in Belvedere, Barbara Franchi, durante l’ultimo Consiglio comunale. Un aggiornamento sulle attività dell’Amministrazione e sulle opportunità per il territorio, accompagnato da una serie di obiettivi che delineano la strategia del Comune per il futuro.

Il filo conduttore è chiaro: contrastare lo spopolamento e rendere l’Appennino un luogo non soltanto da visitare, ma anche in cui vivere, lavorare e investire. Una prospettiva ambiziosa, la cui efficacia si misurerà sulla capacità di tradurre annunci e progetti in risultati duraturi.

Turismo, la sfida è trasformare le presenze in economia

Il sindaco parte dal turismo e dall’incontro del Tavolo del Turismo del Territorio Turistico Bologna-Modena, ospitato a Lizzano in Belvedere. L’obiettivo dichiarato è superare una visione frammentata, nella quale ogni Comune agisce per conto proprio, per costruire una destinazione appenninica riconoscibile e collegata alla capacità attrattiva di Bologna.

I dati presentati dall’Amministrazione sono incoraggianti. Nel 2025 Lizzano ha registrato oltre 32.600 pernottamenti, con un incremento superiore al 7%, mentre gli arrivi internazionali sono cresciuti di oltre il 20%. Per l’estate, sulla base dei dati raccolti attraverso il nuovo sistema di gestione della sosta, il Comune stima circa 200.000 presenze nell’area del Corno alle Scale.

Il problema, tuttavia, non è soltanto attirare visitatori, ma convincerli a fermarsi più a lungo, pernottare nelle strutture ricettive, frequentare ristoranti e negozi e utilizzare i servizi locali. È qui che si gioca la partita economica del turismo.

Tra le iniziative ricordate dal sindaco figurano il Giro d’Italia, Appenninica MTB, il Criterium nazionale Cuccioli, i Campionati italiani Enduro e i camp estivi. Il Malusci Camp, in particolare, avrebbe generato 1.429 presenze di bambini in cinque settimane, alle quali si aggiungono quelle delle famiglie.

L’Amministrazione guarda inoltre al destination wedding, il turismo legato ai matrimoni, che starebbe già attirando coppie e ospiti internazionali. Un segmento potenzialmente interessante per ampliare la stagione turistica e distribuire i benefici economici tra le diverse attività locali.

Commercio e imprese, le opportunità da cogliere

Accanto al turismo, il sindaco richiama la necessità di sostenere il commercio e le attività che garantiscono servizi e vitalità ai centri abitati e alle frazioni.

La Città metropolitana di Bologna ha pubblicato il bando 2026 per l’economia di prossimità, con una dotazione complessiva di 60.000 euro destinata a Comuni e Unioni. Le risorse riguardano sia interventi per promuovere e rafforzare le attività commerciali e i servizi, sia studi di fattibilità per la creazione di hub urbani e di prossimità.

Il Comune intende valutare l’opportunità di partecipare, con l’obiettivo di mettere in rete negozi, servizi, associazioni, turismo e spazi pubblici. La questione, nelle intenzioni dell’Amministrazione, non si esaurisce nel finanziamento di singole iniziative, ma riguarda la costruzione di un modello economico capace di mantenere vivi i paesi.

Sul fronte più generale dello sviluppo, torna invece la proposta di istituire una Zona economica speciale (ZES) per l’Appennino. Il tema è stato affrontato al Tavolo per la Ripresa economica dell’Appennino, dove è stata ribadita la necessità di strumenti specifici per sostenere gli investimenti, le imprese esistenti e la creazione di nuovi posti di lavoro.

Il sindaco sottolinea che la montagna presenta difficoltà strutturali diverse da quelle delle aree urbane e di pianura e richiede quindi politiche mirate. Riprendendo anche le parole del sindaco metropolitano Matteo Lepore, evidenzia che la priorità non è rivendicare la paternità della proposta, ma riuscire a realizzarla.

Resta però indispensabile intervenire anche sulle infrastrutture: strade, ferrovia, connettività e servizi. Senza condizioni adeguate, attrarre imprese e contrastare lo spopolamento rischia di rimanere un obiettivo più dichiarato che raggiunto.

Casa, un nodo decisivo per fermare lo spopolamento

Un altro passaggio riguarda le politiche abitative. La Giunta comunale ha confermato l’adesione di Lizzano al programma regionale Patto per la Casa, nell’ambito della gestione associata delle politiche abitative dell’Appennino bolognese.

Il programma punta a rimettere sul mercato gli alloggi esistenti, favorendo affitti a canoni sostenibili per le famiglie che non riescono a sostenere i prezzi del mercato libero, ma non possiedono i requisiti per accedere all’edilizia residenziale pubblica.

Per incentivare l’adesione dei proprietari, il Comune prevede una riduzione del 40% dell’IMU sugli alloggi messi a disposizione del programma e un canone concordato massimo di 650 euro mensili.

La questione è strettamente legata al futuro del territorio. La disponibilità di abitazioni a prezzi accessibili è una condizione essenziale per attrarre giovani, famiglie, insegnanti e lavoratori. Creare occupazione, sostenere gli investimenti e migliorare i servizi, infatti, potrebbe non bastare se chi vorrebbe trasferirsi in montagna non trova una casa.

Quindicimila euro per la Palestra della Comunità

Tra le notizie positive annunciate in Consiglio c’è il contributo di 15.000 euro assegnato dalla Fondazione Carisbo al Comune per il progetto La Palestra della Comunità – sport e inclusione per i giovani di Lizzano, nell’ambito del Bando Fair Play 2026.

Il finanziamento consentirà di proseguire il lavoro per valorizzare la palestra non soltanto come luogo dedicato all’attività sportiva, ma anche come spazio di aggregazione e inclusione per i ragazzi.

Si tratta di un sostegno concreto a un progetto che punta a rafforzare il ruolo dello sport nella vita della comunità, offrendo ai giovani occasioni di incontro e partecipazione.

Question time al posto degli incontri del giovedì

La novità sul piano amministrativo riguarda invece il rapporto con i cittadini. Gli incontri pubblici organizzati il terzo giovedì del mese, spiega il sindaco, hanno rappresentato negli anni un’occasione per raccogliere segnalazioni e affrontare problemi. Con il tempo, però, il confronto avrebbe mostrato alcuni limiti, soprattutto nella gestione di questioni personali e temi di interesse generale nello stesso contesto.

Con l’introduzione del Question time in Consiglio comunale, l’Amministrazione ha deciso di far confluire in questo strumento anche lo spazio di confronto finora garantito dagli incontri del giovedì.

Le domande dei cittadini potranno così essere affrontate in una sede pubblica e regolamentata, con la possibilità per gli amministratori e gli uffici di conoscere in anticipo gli argomenti e preparare risposte più puntuali.

Il sindaco assicura che non verranno meno le occasioni di dialogo e che resteranno disponibili gli altri canali di contatto con il Comune. L’obiettivo dichiarato è rendere il confronto più ordinato, trasparente ed efficace. Sarà importante, tuttavia, che la nuova modalità garantisca ai cittadini un accesso altrettanto semplice e concreto all’Amministrazione.

La montagna oltre gli annunci

Nel suo intervento, il sindaco riunisce temi diversi attorno a un’unica prospettiva: fare di Lizzano in Belvedere e dell’Appennino un territorio nel quale sia possibile trascorrere le vacanze, ma soprattutto vivere stabilmente, lavorare, avviare un’attività e crescere una famiglia.

La strategia passa dalla capacità di intercettare finanziamenti, collaborare con gli altri Comuni e sfruttare le opportunità offerte da Regione, Città metropolitana, fondazioni ed enti pubblici.

La direzione indicata è dunque quella di un Appennino meno dipendente dalla sola attrattività turistica e più capace di costruire un’economia diversificata, sostenuta da servizi, infrastrutture e politiche abitative adeguate.

Il punto decisivo resta la concretezza. I dati turistici, i contributi ottenuti e i programmi avviati rappresentano segnali positivi, ma non bastano da soli a garantire un’inversione di tendenza. La sfida sarà verificare se le opportunità annunciate sapranno tradursi in nuovi posti di lavoro, attività economiche più solide, servizi accessibili e condizioni di vita migliori per chi sceglie di restare o trasferirsi in montagna.

Perché il futuro dell’Appennino, come riconosce lo stesso sindaco, non si difende soltanto chiedendo sostegni: si costruisce creando opportunità reali.

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