giovedì 24 settembre 2026

Marzabotto, la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese accende il confronto: applausi, dissenso e polemiche




L’attribuzione della cittadinanza onoraria a Francesca Albanese ha avuto una forte eco a Marzabotto e raccolto il convinto sostegno di numerosi cittadini, che non hanno mancato di sottolineare, con la loro partecipazione alla cerimonia di consegna, il consenso e l’entusiasmo per la decisione dell’amministrazione comunale, passata senza indugi dalle parole ai fatti, mentre altrove si continua a discutere e a prendere tempo.

L’incontro di ieri sera ha fatto registrare momenti di forte partecipazione, con prolungati applausi, standing ovation e manifestazioni di approvazione che, in alcuni momenti, hanno assunto toni vicini al “tifo da stadio”.

Come in ogni confronto pubblico, non è mancata però anche una voce di dissenso, quella del consigliere comunale di Forza Italia Morris Battistini, che ha espresso la propria contrarietà alla cittadinanza onoraria. Una posizione che ha suscitato una decisa reazione da parte di una parte della platea, con contestazioni che, secondo il consigliere, sarebbero arrivate fino all’insulto personale.

Battistini ha affidato le proprie considerazioni a un lungo comunicato dal titolo “Marzabotto, una serata che racconta quanto sia difficile accettare il dissenso”, nel quale racconta la propria esperienza.

“Ho votato contro la cittadinanza ad Albanese e ieri sera ho avuto la conferma delle mie ragioni. Il dissenso è stato sommerso da fischi, insulti e urla. Questa non è la democrazia che Marzabotto dovrebbe rappresentare”.

Di seguito il testo del suo intervento.

Ieri sera al Teatro comunale di Marzabotto non è andata in scena soltanto la presentazione di un libro e la consegna di una cittadinanza onoraria. È andato in scena, a mio giudizio, qualcosa di molto più significativo: la difficoltà, ancora una volta, di una certa parte del mondo politico e culturale di accettare che qualcuno possa avere un’opinione diversa.

Il teatro era gremito. Per quasi due ore si sono susseguiti interventi, applausi, standing ovation e cori in favore di Francesca Albanese. Nulla di scandaloso, sia chiaro: chiunque ha il diritto di esprimere il proprio sostegno a una persona e alle sue idee.

Il problema nasce quando quel diritto sembra valere soltanto per chi applaude.

Quando è arrivato il momento degli interventi, mi sono alzato e ho detto chi sono: capogruppo di Forza Italia e persona che, con convinzione, ha votato contro la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese.

E ho rivendicato quella scelta.

Ho spiegato che, dopo aver letto i suoi libri, seguito i suoi interventi e approfondito le sue posizioni, la mia convinzione non solo non è cambiata, ma si è ulteriormente rafforzata: ritengo che Francesca Albanese non rappresenti la storia, la sensibilità e i valori che Marzabotto dovrebbe esprimere attraverso una cittadinanza onoraria.

Ho ricordato una scelta che considero profondamente significativa della storia amministrativa del nostro Comune: nel 2019, su mia proposta, il Consiglio comunale conferì la cittadinanza onoraria a Liliana Segre.

E proprio Liliana Segre è stata protagonista di un duro confronto pubblico con Francesca Albanese sul tema del genocidio e della guerra a Gaza. Un confronto nel quale Albanese ha successivamente utilizzato, nei confronti della senatrice a vita, espressioni relative alla sua lucidità nel valutare la questione.

Ho quindi posto ad Albanese alcune domande molto semplici.

Hamas va condannato senza se e senza ma? Gli attacchi del 7 ottobre vanno condannati senza ambiguità? Il diritto internazionale vale per tutti, oppure soltanto quando viene invocato contro Israele? I diritti umani sono universali oppure dipendono dal popolo che li rivendica? La parola “genocidio” può essere utilizzata soltanto per descrivere le responsabilità attribuite a Israele o deve essere affrontata con lo stesso rigore di fronte a qualsiasi attore? E ancora: la soluzione dei due popoli e dei due Stati rappresenta una prospettiva da sostenere?

Domande che, almeno secondo quanto ho potuto constatare direttamente ieri sera, non hanno ricevuto una risposta puntuale.

La risposta che ho ricevuto è stata invece, a mio giudizio, politica e personale.

Albanese ha contestato le mie parole, ha sostenuto che non avrei avuto pudore nel formulare determinate accuse e mi ha invitato a vergognarmi di ciò che stavo dicendo. Nel corso della replica, secondo quanto ho vissuto direttamente, ha inoltre imitato la mia voce e alcuni miei gesti, suscitando l’ilarità e l’applauso di una parte consistente della sala.

E qui arriviamo al punto.

Perché quando una platea applaude Francesca Albanese è democrazia, mentre quando un consigliere comunale esprime una posizione diversa diventa improvvisamente un problema?

Durante il mio intervento sono partiti fischi, urla e insulti. Mi sono sentito dire di andare a casa, di vergognarmi e sono stato apostrofato con epiteti che non considero degni di un confronto politico e istituzionale.

A un certo punto è dovuta intervenire la sindaca Valentina Cuppi per cercare di riportare la situazione alla calma e consentirmi di proseguire.

E io l’ho detto chiaramente alla stessa Albanese: quella platea era, in quel momento, la sua platea.

Una platea che aveva applaudito per decine di minuti, che aveva accolto la sua presenza con entusiasmo e che, non appena è comparsa una voce critica, ha reagito con fischi e insulti.

Se questo è il modo in cui intendiamo il confronto democratico, allora abbiamo un problema.

Io continuerò a difendere il diritto al dissenso.

Anzi, lo rivendico con orgoglio.

Perché il dissenso non è odio. Il dissenso non è fascismo. Il dissenso non è ignoranza. Il dissenso non è un tentativo di “cercare i riflettori”.

Il dissenso è democrazia.

E proprio per questo ho contestato anche quello che ho percepito come un uso politico della serata: una cittadinanza onoraria consegnata nello stesso momento in cui veniva presentato il libro di Albanese.

La domanda che pongo è semplice: era una cerimonia istituzionale o la presentazione di un libro?

Perché, se si trattava di una cerimonia istituzionale, allora avrei preferito un confronto istituzionale.

Se invece si trattava della presentazione di un libro, allora non comprendo perché fosse necessario utilizzare la cornice della cittadinanza onoraria.

E poi c’è un’altra questione.

In questi giorni è esplosa una polemica sulle immagini che ritraggono Francesca Albanese con capi di marchi come Loro Piana e Celine, brand finiti nel dibattito pubblico proprio per i loro presunti legami economici con ambienti contestati dal movimento pro-Palestina. La stampa ha raccontato la vicenda, chiarendo anche che i due marchi non risultano nella lista ufficiale BDS.

Io le ho semplicemente chiesto se gli abiti che indossava fossero Loro Piana o Celine.

Non ho ricevuto una risposta precisa sui marchi. Mi è stato risposto che erano “i suoi abiti”.

Anche in questo caso, una domanda semplice avrebbe meritato una risposta semplice.

Non mi interessa sapere quanto costino i vestiti di Francesca Albanese. Mi interessa la coerenza tra ciò che si predica e ciò che si pratica.

Perché, se si chiede agli altri di boicottare determinati marchi, allora è legittimo domandare perché quegli stessi marchi compaiano nelle proprie fotografie.

La coerenza, in politica come nella vita, non dovrebbe essere un optional.

A un certo punto, durante il confronto, la sindaca Cuppi — sempre secondo quanto ho vissuto direttamente — è intervenuta per contestare le mie affermazioni e, mentre insistevo nel chiedere una risposta, mi ha rivolto un’espressione volgare.

Se un sindaco arriva a questo livello nel corso di una manifestazione pubblica, penso che ci sia qualcosa su cui riflettere.

Io non pretendo che Francesca Albanese condivida le mie idee.

Non pretendo che Valentina Cuppi condivida le mie idee.

Non pretendo che il pubblico applaudisse me.

Pretendo però una cosa molto più semplice: che mi venga consentito di parlare.

E pretendo che le domande vengano affrontate nel merito.

Non ho chiesto a Francesca Albanese di pensarla come me. Le ho chiesto di rispondere.

Ho chiesto una condanna netta di Hamas e del 7 ottobre. Ho chiesto se il diritto internazionale debba valere per tutti. Ho chiesto se i diritti umani siano universali. Ho chiesto se la soluzione dei due popoli e dei due Stati sia una prospettiva da sostenere. Ho chiesto quale sia il criterio con cui viene utilizzato il termine “genocidio”.

Non considero queste domande estremiste.

Le considero domande necessarie.

E non accetto che chi le pone venga insultato o ridicolizzato.

Marzabotto è un luogo della memoria. Proprio per questo dovrebbe essere anche un luogo nel quale la libertà di pensiero e il confronto democratico vengono difesi con particolare forza.

La memoria non può diventare una clava politica.

La storia di Marzabotto appartiene a tutti gli italiani, non a una parte politica.

E proprio perché sappiamo quanto possa essere pericolosa l’idea che esista una sola verità autorizzata, dovremmo essere i primi a difendere il diritto di chi non è d’accordo.

C’è poi un ultimo episodio che ritengo politicamente significativo.

Al termine della serata ho raccontato sui miei canali social quanto accaduto e la mia sorpresa per il comportamento di Laura Di Maio, ex consigliera del gruppo di centrodestra Forza Italia, oggi nel gruppo Misto.

Di Maio aveva votato contro la cittadinanza onoraria ad Albanese. Ieri sera, dopo averla ascoltata, ha invece applaudito e si è avvicinata personalmente ad Albanese per dirle di aver cambiato idea e di aver iniziato a stimarla.

È una scelta che rispetto sul piano personale.

Ma politicamente la considero emblematica.

Perché una cosa è cambiare idea dopo aver ascoltato una persona: è legittimo.

Un’altra cosa è sostenere una posizione politica all’interno di un gruppo e poi, una volta usciti da quel gruppo, assumere una posizione completamente diversa.

Io invece rivendico la coerenza della mia posizione.

Ho votato contro quella cittadinanza e ieri sera, dopo aver ascoltato Francesca Albanese direttamente, sono uscito dal teatro ancora più convinto di quel voto.

Non ho cambiato idea per convenienza.

Non ho cambiato idea per applausi.

Non ho cambiato idea per paura dei fischi.

E soprattutto non ho intenzione di cambiare idea perché una sala intera urla contro di me.

Sono e rimango orgogliosamente di Forza Italia perché credo in un centrodestra liberale, moderato, europeo e profondamente ancorato ai valori della democrazia occidentale.

Ed è proprio per questo che considero la scelta di Laura Di Maio di uscire dal gruppo Voce per Marzabotto - Forza Italia una sua scelta personale e politica, che rispetto, ma che non rappresenta in alcun modo la posizione di Forza Italia e, soprattutto, non rappresenta il mio modo di intendere l’impegno politico.

Ieri sera a Marzabotto non ho perso la voce.

Ho semplicemente scelto di usarla.

E continuerò a farlo.

Perché una democrazia nella quale tutti applaudono è una platea.

Una democrazia nella quale qualcuno può alzarsi, dissentire, essere contestato e continuare comunque a parlare è una democrazia vera.

Ed è quella democrazia che continuerò a difendere.

Ho mantenuto il tono giornalistico ma ho evitato di trasformare in fatti accertati le accuse e le ricostruzioni contenute nel comunicato di Battistini, lasciandole esplicitamente nella sua prospettiva (“a mio giudizio”, “secondo quanto ho vissuto direttamente”).

41 commenti:

Anonimo ha detto...

Ero presente e posso testimoniare che il sig. Battistini ieri sera l'ha davvero fatta fuori dal vaso. Glielo hanno detto in quasi 500 persone e speravo che anche una persona molto pieno di se ma che pretende di svolgere un ruolo pubblico, né avesse preso atto.
Vedo che non è così è a nulla vale che oltre ad essere oramai isolato nella comunità marzabottese lo sia oggi anche nel consiglio comunale, abbandonato da chi seppur tardivamente ha dovuto prendere atto del ruolo nefasto e distruttivo per il tessuto sociale locale che rappresenta questo soggetto.

Anonimo ha detto...

Peccato che in teatro ci stiamo al massimo 200 persone.
Questi commenti palesano la megalomania della sinistra marzabottese, che pur di far valere la sua tesi gonfia numeri e racconti.
Soddisfatto delle parole del consigliere Battistini, io sostengo la sua tesi su Francesca albanese.

Anonimo ha detto...

L'UNITÀ CHIUDE, E IL PD NON L'HA VOLUTA NEMMENO GRATIS
Il 14 settembre, Romeo Editore ha licenziato l'intera redazione dell'Unità (direttore Sansonetti, tre redattori, un grafico) cinque mesi dopo aver sospeso le pubblicazioni.
Il colpo di scena: Romeo l'aveva offerta al PD di Schlein a prezzo simbolico, praticamente gratis, ma il PD ha detto no. Il giornale di Gramsci, sotto Sansonetti diventato "garantista, socialista, liberale, non liberista", non lo voleva più nemmeno chi dovrebbe esserne l'erede.
Terza chiusura in 25 anni.

Anonimo ha detto...

Marzabotto userà sempre il paravento della storia per imporre la sua dittatura politica che altro non è che comunismo scadente! E i suoi cittadini ne sono degni seguaci!

Anonimo ha detto...

Morris Battistini ha detto bene la politica sinistra non fa una politica democratica ..
Se non la pensi come loro sei fascista,razzista e questa non e democrazia e dittatura .
La storia di Marzabotto bisogna ricordarla sempre.
Ma basta con questo finto buonismo pensate prima all'italia e italiani non cercate voti fuori .

Roberto Rock ha detto...

Il pensiero unico perbenista dominante vi sta consumando i cervelli

Roberto Rock ha detto...

Un giorno vedrete che questo pensiero unico dominante perbenista vi sta portando su una strada molto brutta. La albanese dimostra sempre di essere una persona non super partes. Il vostro "restiamo umani" si applica solo a qualcuno che piace a voi. Per il Sudan, per la minoranza degli Uiguri in Cina, per la strage di Bucha e per i tanti altri che stanno soffrendo in giro per il mondo non siete pervenuti. Ipocriti

Anonimo ha detto...

Su Francesca Albanese in tanti hanno scritto, commentato e manifestato il proprio dissenso sui social.

Ma mercoledì sera, in quel teatro gremito, Morris Battistini c’era.

C’era di persona.
Ci ha messo la faccia, il nome e la propria responsabilità politica.

E questo, al di là delle appartenenze, merita rispetto.

Io considero profondamente sbagliata la scelta di conferire a Francesca Albanese la cittadinanza onoraria di Marzabotto. Le sue posizioni hanno provocato divisioni e contestazioni ben oltre il centrodestra, e proprio per questo ritengo discutibile trasformare una figura così divisiva in destinataria di un riconoscimento che dovrebbe rappresentare l'intera comunità.

Ma c'è qualcosa che mi colpisce ancora di più.

È facile dissentire dietro una tastiera. È molto più difficile alzarsi in piedi davanti a una platea largamente favorevole, dichiarare apertamente di essere contrario e sostenere le proprie ragioni sapendo che arriveranno fischi e contestazioni.

Morris lo ha fatto.

Non ha cercato l'applauso della sala. Non ha nascosto il proprio voto. Non ha rinnegato le proprie convinzioni.

Ha scelto di esserci e di parlare.

Si può essere d'accordo o meno con lui, ma la democrazia non è tale soltanto quando parla chi ha la maggioranza dalla propria parte. La qualità democratica di una comunità si misura anche dalla capacità di consentire a chi dissente di esprimersi.

Per questo oggi la mia solidarietà va a Morris Battistini.

Perché tra le tante persone che hanno espresso contrarietà alla cittadinanza ad Albanese, lui quella sera era lì.

E quando è arrivato il momento di metterci la faccia, ce l'ha messa. Tommy

Anonimo ha detto...

Caro, capisco tu non possa far altro che metterla in caciara visto che altro non puoi e non sai fare.
Io non sono la sinistra marzabottese come dici tu, ma tu almeno impara a contare visto che altro non sai fare.....

Anonimo ha detto...

Lo show di questo personaggio …. Patetico

Anonimo ha detto...

Volete farvi quattro grosse risate? Chiedete a Battistini di parlarvi dei libri della Albanese che dice di aver letto. Anche solo dei titoli....
Veramente da scompisciarsi di risate...🤣🤣

Gabriele Bonnin ha detto...

In qualità di Responsabile Esteri di Oltrelarcobaleno non posso che condividere le parole ed il dissenso del nostro Presidente Morris Battistini sulla totale mancanza di opportunità nel conferire un tale titolo ad un personaggio mediatico che a fronte di una esibita etica di base denuncia determinati crimini ma rifiuta di riconoscerne altri, unitamente ad una certa manifesta incoerenza quando si parla di boicottaggi di brand di moda. A titolo personale resto sempre "meravigliato" da come certa sinistra ideologica interpreti poi nei fatti il concetto di "diritto al dissenso". Una sinistra che è bravissima a saltare convulsamente sul carro dell' "eroe buono" del momento con una totale assenza di qualsivoglia pensiero critico, glissando per esempio su recenti dubbi e legittimi interrogativi avanzati da certi media nazionali in base a terzietà, relazioni e rapporti professionali. Sarebbe tragico, anche se molto divertente, ammettiamolo, assistere ad un nuovo "caso Hannoun", su cui certa sinistra era stata tanto rapida e gioiosa nello stendere tappeti rossi, quanto rapida e concitata nel prodursi in tripli carpiati con avvitamento per prenderne le distanze.

Domenico ha detto...

L'avvenuto conferimento della cittadinanza onoraria a Francesca Albanese da parte del Comune di Marzabotto è un fatto grave e inaccettabile.
​Marzabotto rappresenta un luogo di memoria e rispetto che appartiene a tutti gli italiani. Le reticenze e la mancanza di una condanna ferma, netta e senza appello del terrorismo di Hamas rendono la figura di Francesca Albanese del tutto incompatibile con i valori di un'onorificenza pubblica. La cittadinanza onoraria non doveva essere trasformata in uno strumento di propaganda di parte.
​Tutto ciò è una vergogna.

Anonimo ha detto...

Io c’ero, in totale sordina per evitare che mi urlassero contro o mi fischiassero. Seduto fra le ultime file ho apprezzato tantissimo il coraggio e la determinazione con cui il consigliere Morris è intervenuto nonostante le oltre 200 persone lo insultassero e fischiassero. Mi sono sentito liberato da tutte quelle frottole pronunciate dalla albanese. Ho ritenuto giusto e corretta ogni sua parola seppur io non abbia mai votato per lui. Ora ho un riferimento più chiaro. Grazie consigliere perché lei ha dato voce a tutti quelli che avrebbero voluto dissentire ma per paura sono rimasti al proprio posto per la propria incolumità.

Anonimo ha detto...

L’unica cosa vera del primo commento è il vaso. Quel vaso pieno di sostanze organiche maleodoranti che rappresentano tutte le falsità pronunciate ieri sera contro Israele:

Altro che discorso armonico e fatto con grazia. Io disprezzo per Israele si sentiva forte e chiaro. Il disprezzo per l’occidente si sentiva forte e chiaro:

Anonimo ha detto...

Ben che vada questo commento l'ha scritto l'albanese direttamente 🤣

Alessandro ha detto...

Gli insulti non sono democrazia, così come deridere e imitare una persona non è libertà di espressione: è soltanto maleducazione. Il confronto può essere duro, anche aspro, ma il rispetto dell’avversario resta il minimo indispensabile in una società democratica. Francesca Albanese non ha il mio appoggio.

Anonimo ha detto...

Pieno appoggio a Battistini! La condanna a chi non ha nemmeno il coraggio di condannare il terrorismo, e’ doverosa! Gridare a un genocidio che nemmeno la Corte Internazionale di Giustizia ha ufficialmente dichiarato lo trovo ideologico e propagandistico!

Licia Antonacci ha detto...

Io personalmente non riesco a comprendere come è possibile che una persona come la Sig.ra Albanese parla principalmente e solo di Gaza, ma non parla di tutto il mondo. Ogni giorno nello Yemen, in Sudan, in Nigeria vengono uccise persone, tra cui molti bambini, donne stuprate e lei non dice una parola. Perché? Ha un riscontro da qualcuno? Se è così affezionata a Gaza e al loro credo, perché non ha i contributi a va direttamente lì? Facile parlare dai salotti occidentali dove abbiamo la Democrazia. Ma non si vergogna povera gente.

Anonimo ha detto...

Perché il signor Fabbriani non pubblica i commenti? È stato richiamato dalla sindaca di Marzabotto?

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo con lei in tutto

Anonimo ha detto...

Il ruolo nefasto e' distruttivo e' quello della sinistra da Sempre...Siete penosi

Anonimo ha detto...

Fabbriani richiamato dalla Cuppi che ridere 🤣, ma lei legge questo blog? Su sx (es. Parmeggiani) può scrivere più o meno qualsiasi cosa anche "pesante" poi provi a criticare leggermente al esempio Mastacchi ed è certo non verrà pubblicato.

Anonimo ha detto...

😂dice che ha letto tutti i suoi libri… Francesca Albanese ha pubblicato circa 5 libri principali tra saggi accademici, inchieste e volumi divulgativi incentrati sulla questione palestinese e sul diritto internazionale.. Mah quando mai ha letto un libro???? Lei Battistini che non apre libro dalle scuole medie…. Continue a raccontarla come vuole, che sicuramente qualcuno ancora le potrà credere

Anonimo ha detto...

Volano le nomine, un’altra associazione che andrà a finire male come quella a Pian di Venola, volontari che scappano e debiti che crescono e non verranno mai pagati, il comune che paga e Battistini che non paga , soldi dei cittadini che coprono quelle utenze, un presidente che non sa presentare i bilanci mah , povere illusi

Anonimo ha detto...

E meno male che qualcuno disprezza il sionismo criminale.

Anonimo ha detto...

Ho una notizia per i cittadini di Marzabotto, il PD e Forza Italia sono una faccia della stessa medaglia, sono figli della stessa mamma, votano in Parlamento allo stesso modo. Parteggiare per l'uno o per l'altro serve solo a dividervi, sono egualmente globalisti, girate le spalle a costoro.

Anonimo ha detto...

Carissimo, premesso che il nome dell'Unità il PD lo continua impunemente ad utilizzare solo per ingannare persone in buona fede che per altro con questo inganno continuano a lavorare grati alle omonime feste, se ritieni che quelle di questo tuo commento abbia qualcosa a che fare con la cittadinanza a Francesca Albanese vuol proprio dire che aveva ragione Umberto Eco quando scriveva che con internet anche gli imbecilli hanno trovato un suo spazio.

Anonimo ha detto...

Purtroppo a Marzabotto come opposizione c'è Morris. La destra sa che a Marzabotto non pensano con la loro testa ma con la testa del politico di sinistra di tur. Per cuoi Marzabotto è elettorale te persa. Ci lasciano Battistini visto l'inutilità del personaggio. Se avessimo qualcuno altro, forse la sinistra a Marzabotto inizierebbe a guardare al cittadino , cosa che una amministrazione dovrebbe fare, invece a marzabotto ora l'amministrazione è un feudo in tantissimi si lamentano ma votano sempre li, del resto Battistini è ormai bruciate ed improponibile. Detto questo a sto giro però condivido il pensiero di Battistini relativamente alla cittadinanza alla Albanese. Pure Bologna ed altre città che aveva tanto sbandierato che gliela avrebbero data poi di fatto sì sono tirate indietro. . Chissà perché ?

Anonimo ha detto...

La dittatura della sinistra ! potevano fare un referendum per i cittadini di Marzabotto, Se non lo hanno fatto forse ci sarà un motivo.

Anonimo ha detto...

Il " farla fuori dal vaso " cosa vorrebbe dire esattamente...non conformarsi ad un irritante buonismo di facciata?

Anonimo ha detto...

Concordo con lei

Dante Franchi ha detto...

Vedo commenti surreali e/o volutamente pregiudiziali o in malafede.
A questi suggerisco di osservare cosa è successo proprio ieri, e finalmente, all'ONU quando è salito sul palco il criminale internazionale Netanyahu.
Quasi tutte le delegazioni del mondo hanno abbandonato la sala. Tutti amici di hamas?
La vergogna per dire o scrivere certe cose non dovrebbe venire meno neppure se si fa da dietro ad uno schermo e su una tastiera.

Anonimo ha detto...

Se non li ha letti ha fatto benissimo

Anonimo ha detto...

Concordo in tutto con lei...Morris non si e' nascosto, ci ha messo la faccia e ha solo detto quello che in molti pensiamo di questa signora...Chi l'ha criticato, attaccato e offeso dovrebbe solo vergognarsi, ma temo che la vergogna questa gente non sa neanche dove sta di casa...E' stato uno schifo

Anonimo ha detto...

Albanese è un personaggio molto controverso . Il suo ruolo super partes lo ha ampiamente smentito con azioni e con dichiarazioni che nulla hanno a che fare con l’equilibrio istituzionale a cui sarebbe chiamata. Osannata per partito preso da miopi tifosi che “ ovviamente “ non possono accettare che alla loro paladina vengano fatte domande non in linea con la loro linea di devozione assoluta. Bene ha fatto Battistini a porre delle domande che dovrebbero fare riflettere anche i più faziosi. ma come dicevano i saggi “non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire “ sopratutto se ha la testa piena di ideologie . Albanese per me è un personaggio già internazionalmente bollito ridotta a fare promo domestiche del suo inutile libro applaudita dai suoi adepti , ridicola

Anonimo ha detto...

Il conflitto arabo-israeliano è lungo e complesso, di non semplice comprensione. E, torti e ragioni, sin presenti da ambo le parti. Nessuna esclusa!
Detto ciò, quando ci sono state serie prospettive di Pace, Israele seppur a denti stretti e non senza mal di pancia, ha imboccato quel percorso. Il Principio di Condivisione, la formula "Due Popoli-Due Stati", che era già alla base del piano ONU del 48, è stata accettata da Tel Aviv per ben 3 volte nel lungo protrarsi di questa problematica. E, altrettante volte è stata rifiutata dal fronte arabo-palestinese. Senza questa accettazione, è impossibile trovare una soluzione alla crisi!
Gli arabo-palestinesi devono riconoscere la legittimità dello Stato di Israele. Israele deve riconfermare la legittima aspirazione ad un proprio Stato, Sovrano e indipendente. Come già era previsto dagli Accordi di Oslo prima e di Washington dopo. Anche qui, accettati da Israele, ratificati dalla Knesset, ma a tutt'oggi privi dell'approvazione del Consiglio Nazionale Palestinese. Nonostante la firma di Arafat.
Ergersi a pasdaran di Hamas, a pasionaria di Gaza, nascondendo le responsabilità di quella... organizzazione per i raid del u ottobre, per la 'Caccia all'Ebreo', per i metodi con cui quella banditaglia occupa e amministra la Striscia... non fa muovere di un passo, di un solo passo, il cammino verso la Pace.
Omaggiare simili figure... è grottesco!

Gabriele Bonnin ha detto...

Essendo la sua una risposta anonima non so se mi interfaccio con una " carissima " o un " carissimo ", ma poco importa. Non entro nel.merito.delle sue affermazioni. Se lo vorrà lo farà il.Signor Battistini nei modi che riterrà più opportuni. Per il resto del.discorso, prendo atto di come sia difficile rimanere nel contesto di un discorso. Se poi questo avvenga per manifesta incapacità di comprensione di un testo o di un contesto, o per semplice e banale convenienza narrativa, non è dato sapere. Me ne dispiaccio ( per Lei) in entrambi i casi.

Zoe Rondelli ha detto...

Palese che questo commento è dello stesso Morris che parla con sé stesso 🤡 ma come mai tutto questo anonimato?

PS: l'altra sera è stato epico ❤️ Francesca Albanese ti ha asfaltato malissimo, anche se un po' sappiamo che ci speravi, d'altronde non ti rimane che il vittimismo per farti notare. Bello spargere odio in mala fede, mentire spudoratamente e aspettarsi i coriandoli

Anonimo ha detto...

MA VOI LE IMMAGINATE LE GRASSE RISATE CHE CI SAREMMO FATTE TUTTI QUANTI SE LA SIGNOA FRANCESCA ALBANESE GLI AVESSE CHIESTO DI COMMENTARE I SUI LIBRI CHE IL SOGGETTO HA DICHIARATO DI AVER LETTO???🤣🤣🤣

Anonimo ha detto...

Quando un cittadino di marzabotto, che ha fatto la guerra e dichiaratamente di sinistra arriva a dire : " il baffettino nel 44 non è riuscito a finire il lavoro.... La sig.ra Albanese ha ragione da vendere" . Ecco, osa puoi pensare ? Solo sperare che non siano tutti cosi! Poi mi vengono a dire che sono quelli di destra ad essere antisemiti ?