giovedì 12 febbraio 2026

Accoglienza e sicurezza, il nodo irrisolto dei minori stranieri non accompagnati



di Erika Seta

Coordinamento regionale Azzurro Donna Emilia-Romagna


Dalle notizie di stampa si apprende che un minorenne straniero non accompagnato, di nazionalità egiziana e ospitato a spese dello Stato italiano, sarebbe stato trovato in possesso di 26 candelotti esplosivi, rendendo necessario l’intervento degli artificieri. Il giovane sarebbe inoltre già noto per un precedente episodio di aggressione con arma da taglio ai danni di alcuni coetanei a Casalecchio di Reno, comune che negli ultimi tempi è stato teatro di diversi fatti di cronaca.

Al di là dell’accertamento delle responsabilità individuali e delle valutazioni che spettano all’autorità giudiziaria, la vicenda solleva un interrogativo politico più ampio sul sistema di accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Se fosse confermata la permanenza del ragazzo in una struttura di accoglienza, occorrerebbe interrogarsi sull’efficacia dei percorsi educativi e di integrazione previsti.

Il punto critico riguarda il funzionamento dei centri dedicati ai minori: strutture che dovrebbero garantire tutela, formazione e accompagnamento verso l’inserimento scolastico o lavorativo. Quando questi obiettivi non vengono perseguiti con rigore e continuità, il rischio è che i ragazzi restino privi di riferimenti educativi solidi e di un reale progetto di inclusione.

È evidente che qualcosa, nel sistema di regolamentazione e controllo, necessita di una verifica approfondita. Le cooperative e gli enti accreditati che ricevono fondi pubblici per la gestione dell’accoglienza devono essere sottoposti a monitoraggi stringenti, affinché le risorse siano effettivamente finalizzate all’integrazione e alla prevenzione del disagio e della devianza.

Il tema, inoltre, si intreccia con quello della sicurezza urbana. È necessario decidere con chiarezza quale direzione intraprendere: rafforzare i percorsi obbligatori e controllati di inserimento sociale e lavorativo, oppure valutare, nei casi previsti dalla legge e nel rispetto delle norme internazionali, il rimpatrio verso i Paesi di origine.

L’obiettivo non può che essere duplice: tutelare i minori realmente bisognosi di protezione e, al tempo stesso, garantire la sicurezza dei cittadini e la trasparenza nell’utilizzo delle risorse pubbliche. Un equilibrio complesso, ma non più rinviabile.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ma chi è al governo da oltre tre anni ?
Chi deve fare o modificare le leggi se non l'attuale coalizione che governa questo paese!

Basta vittimismo e dare la colpa sempre agli altri !