mercoledì 15 luglio 2026

Commercio di vicinato, continua la raccolta firme di Confesercenti: "Servono interventi urgenti per salvare negozi e quartieri"

 


di Nicodemo Mele 


Prosegue con una significativa partecipazione dei cittadini la raccolta firme promossa da Confesercenti a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare "Misure per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità". Anche oggi numerosi bolognesi hanno raggiunto il banchetto allestito in via Rizzoli 7, a pochi passi dalle Due Torri, per sostenere un'iniziativa che punta a rilanciare il commercio di vicinato e contrastare la crescente desertificazione commerciale.

La raccolta firme proseguirà anche giovedì 16 e venerdì 17 luglio, dalle 9 alle 14, nello stesso punto del centro cittadino.

"Difendere i negozi significa difendere le nostre comunità"

«Questa proposta di legge è un campanello d'allarme sul futuro delle nostre città, grandi e piccole. Se non sosteniamo le piccole e medie imprese del commercio e del turismo, il mondo in cui viviamo cambierà profondamente. È necessario intervenire subito», ha dichiarato Massimo Zucchini, presidente provinciale di Confesercenti Bologna.

Secondo Zucchini, la proposta rappresenta uno strumento concreto per rilanciare il settore attraverso misure strutturali, prendendo esempio anche dagli Hub Urbani e di Prossimità promossi dalla Regione Emilia-Romagna.

«Con l'istituzione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità – ha aggiunto – sarà possibile introdurre agevolazioni come riduzioni della Tari per i negozi di vicinato, affitti calmierati, incentivi alle assunzioni e strumenti capaci di rendere nuovamente attrattivo l'investimento nel commercio locale.»

Al presidio erano presenti anche Marco Pasi, direttore di Confesercenti Emilia-Romagna, Alberto Aitini, responsabile del settore Pubblici esercizi di Confesercenti Bologna, e Paolo Crescimbeni, consigliere metropolitano con delega alle Attività produttive e al Commercio.

"I negozi di quartiere sono un presidio sociale"

Per Crescimbeni il valore del commercio di prossimità va ben oltre l'aspetto economico.

«I negozi di vicinato rappresentano competenza, sicurezza e soprattutto socialità. Se venissero meno, i nostri centri urbani si svuoterebbero e si perderebbe una parte importante della vita di comunità e delle relazioni tra le persone.»

Anche il direttore regionale Marco Pasi ha ribadito l'obiettivo dell'iniziativa: portare in Parlamento una legge capace di destinare risorse e strumenti concreti alle attività di prossimità.

«Non parliamo soltanto di commercio, ma anche di artigianato e pubblici esercizi che garantiscono servizi essenziali ai cittadini e contribuiscono a mantenere vivi quartieri, paesi e borghi. La desertificazione commerciale è un fenomeno che interessa ormai anche l'Emilia-Romagna e richiede risposte immediate.»

Numeri che preoccupano

A testimoniare la necessità di un intervento è anche Luca Sebastiani, avvocato e tra i firmatari della proposta.

«Negli ultimi dieci anni in Emilia-Romagna sono scomparsi quasi 5.900 negozi di vicinato e oggi oltre due milioni di residenti vivono in comuni privi di almeno un servizio commerciale essenziale. Una saracinesca che si abbassa non rappresenta soltanto una perdita economica: significa meno presidio del territorio, meno sicurezza e meno vita nei quartieri.»

Obiettivo: 50 mila firme entro ottobre

La campagna, promossa da Confesercenti Nazionale con lo slogan "I negozi di vicinato tengono vivi i quartieri. Firmiamo per difenderli", è partita lo scorso maggio e punta a raggiungere 50.000 firme, necessarie per portare la proposta di legge all'esame del Parlamento.

La raccolta si concluderà il 25 ottobre 2026, in occasione dell'Assemblea nazionale di Confesercenti in Piazza del Popolo, a Roma.

Oltre che ai banchetti organizzati sul territorio, è possibile aderire anche online, accedendo alla piattaforma del Ministero della Giustizia con SPID o Carta d'Identità Elettronica, dove la firma digitale ha pieno valore legale.

 

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