di Nicodemo Mele
Prosegue con
una significativa partecipazione dei cittadini la raccolta firme promossa da Confesercenti
a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare "Misure per
la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità".
Anche oggi numerosi bolognesi hanno raggiunto il banchetto allestito in via
Rizzoli 7, a pochi passi dalle Due Torri, per sostenere un'iniziativa che
punta a rilanciare il commercio di vicinato e contrastare la crescente
desertificazione commerciale.
La raccolta
firme proseguirà anche giovedì 16 e venerdì 17 luglio, dalle 9 alle
14, nello stesso punto del centro cittadino.
"Difendere i negozi significa difendere le nostre
comunità"
«Questa
proposta di legge è un campanello d'allarme sul futuro delle nostre città,
grandi e piccole. Se non sosteniamo le piccole e medie imprese del commercio e
del turismo, il mondo in cui viviamo cambierà profondamente. È necessario
intervenire subito», ha dichiarato Massimo Zucchini, presidente
provinciale di Confesercenti Bologna.
Secondo
Zucchini, la proposta rappresenta uno strumento concreto per rilanciare il
settore attraverso misure strutturali, prendendo esempio anche dagli Hub
Urbani e di Prossimità promossi dalla Regione Emilia-Romagna.
«Con
l'istituzione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità – ha aggiunto
– sarà possibile introdurre agevolazioni come riduzioni della Tari per i negozi
di vicinato, affitti calmierati, incentivi alle assunzioni e strumenti capaci
di rendere nuovamente attrattivo l'investimento nel commercio locale.»
Al presidio
erano presenti anche Marco Pasi, direttore di Confesercenti
Emilia-Romagna, Alberto Aitini, responsabile del settore Pubblici
esercizi di Confesercenti Bologna, e Paolo Crescimbeni, consigliere
metropolitano con delega alle Attività produttive e al Commercio.
"I negozi di quartiere sono un presidio
sociale"
Per
Crescimbeni il valore del commercio di prossimità va ben oltre l'aspetto
economico.
«I negozi di
vicinato rappresentano competenza, sicurezza e soprattutto socialità. Se
venissero meno, i nostri centri urbani si svuoterebbero e si perderebbe una
parte importante della vita di comunità e delle relazioni tra le persone.»
Anche il
direttore regionale Marco Pasi ha ribadito l'obiettivo dell'iniziativa:
portare in Parlamento una legge capace di destinare risorse e strumenti
concreti alle attività di prossimità.
«Non
parliamo soltanto di commercio, ma anche di artigianato e pubblici esercizi che
garantiscono servizi essenziali ai cittadini e contribuiscono a mantenere vivi
quartieri, paesi e borghi. La desertificazione commerciale è un fenomeno che
interessa ormai anche l'Emilia-Romagna e richiede risposte immediate.»
Numeri che preoccupano
A
testimoniare la necessità di un intervento è anche Luca Sebastiani,
avvocato e tra i firmatari della proposta.
«Negli
ultimi dieci anni in Emilia-Romagna sono scomparsi quasi 5.900 negozi di
vicinato e oggi oltre due milioni di residenti vivono in comuni
privi di almeno un servizio commerciale essenziale. Una saracinesca che si
abbassa non rappresenta soltanto una perdita economica: significa meno presidio
del territorio, meno sicurezza e meno vita nei quartieri.»
Obiettivo: 50 mila firme entro ottobre
La campagna,
promossa da Confesercenti Nazionale con lo slogan "I negozi di
vicinato tengono vivi i quartieri. Firmiamo per difenderli", è partita
lo scorso maggio e punta a raggiungere 50.000 firme, necessarie per
portare la proposta di legge all'esame del Parlamento.
La raccolta
si concluderà il 25 ottobre 2026, in occasione dell'Assemblea nazionale
di Confesercenti in Piazza del Popolo, a Roma.
Oltre che ai
banchetti organizzati sul territorio, è possibile aderire anche online,
accedendo alla piattaforma del Ministero della Giustizia con SPID o Carta
d'Identità Elettronica, dove la firma digitale ha pieno valore legale.
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