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sabato 20 settembre 2025

Pian del Voglio si ribella: cittadini in piazza contro la chiusura dell’unica banca del paese

 Il sindaco: “Un colpo durissimo alla comunità. Difendiamo i nostri diritti, non siamo territori di serie B”



Pian del Voglio di San Benedetto Val di Sambro.  


Una piazza piena, voci indignate, striscioni e interventi appassionati: così la comunità di Pian del Voglio ha fatto sentire la propria protesta contro la decisione di Intesa Sanpaolo di chiudere la filiale locale, unico presidio bancario dell’intera frazione.

L’appuntamento, che ha richiamato decine di cittadini di ogni età, commercianti e rappresentanti delle istituzioni, si è svolto in Piazza del Mercato alla presenza dell’amministrazione comunale e di Cittadinanzattiva Emilia-Romagna.

Un coro unanime ha ribadito un concetto chiaro: la banca non è solo un luogo di operazioni finanziarie, ma un servizio essenziale per la vita quotidiana e per la stessa identità del territorio.

La chiusura di questo sportello rappresenta l’ennesimo duro colpo per i cittadini – ha dichiarato il sindaco Alessandro Santoni – soprattutto dopo la promessa che nessuna altra filiale sarebbe stata chiusa nel nostro Comune. Pian del Voglio era diventato il riferimento per tutta la comunità. Adesso, anziani, persone fragili, lavoratori con orari rigidi e chi non può accedere ai servizi online saranno costretti a chilometri di spostamenti per svolgere operazioni basilari. Chi ha a cuore davvero il territorio vi investe, non lo abbandona. Scelte come questa non hanno alcuna giustificazione economica e vanno respinte con forza”.

La chiusura, inizialmente prevista per giugno e poi posticipata al 18 ottobre, rischia di lasciare scoperto non solo Pian del Voglio, ma anche le tante frazioni del Comune e perfino cittadini provenienti dalla vicina Toscana che ogni giorno si rivolgono allo sportello.

Il messaggio della comunità è chiaro: le aree interne non sono periferie dimenticate, ma parte integrante del Paese, e ogni servizio di prossimità – dalla banca alla posta, fino all’assistenza sanitaria – costituisce un presidio vitale contro l’isolamento e lo spopolamento.

Un concetto ribadito con forza anche da Anna Baldini, segretaria regionale di Cittadinanzattiva:
Difendere questa filiale significa difendere un diritto di cittadinanza. Senza servizi le persone sono spinte ad abbandonare i territori, accelerando lo spopolamento e cancellando l’identità delle comunità locali. Chi resta in montagna o nelle aree interne deve poter contare sugli stessi diritti di chi vive in città”.

La mobilitazione di Pian del Voglio è solo l’inizio di una battaglia più ampia: un segnale forte, partito da una piccola comunità dell’Appennino, per dire che i territori non si svuotano, si difendono.

mercoledì 18 ottobre 2023

Sostegno di FDI alla protesta dei Vigili del Fuoco

Alcune caserme, fra cui quella di Vergato, hanno lo status  di sede disagiata per le difficoltà di collegamento 


La capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione, Marta Evangelisti, comunica:


Condividiamo la protesta e le perplessità espresse dal Comando Regionale dei Vigili del Fuoco e ci attiveremo prontamente a tutti i livelli istituzionali in loro sostegno.

Ricordiamo infatti come in Emilia – Romagna siano presenti alcune caserme dei Vigili del Fuoco che hanno lo status di sede disagiata, tra cui Bobbio (PC), Castelnovo ne’ Monti (RE) e Vergato (BO) e ciò per caratteristiche legate, alla tipologia di territorio, alla distanza dal capoluogo di provincia e alla difficoltà di collegamento con le città vicine. Il riconoscimento di questo status a questi distaccamenti permette oggi al personale di effettuare un orario di lavoro di 24 ore di servizio seguite da 72 di riposo. L’ultimo CCNL di categoria prevede invece la revisione dei parametri che porterebbe all’equiparazione dell’orario di lavoro con il resto del CNVVF e ció determinerebbe gravi disagi sia al personale che presta servizio in queste sedi con anche il rischio di perdita di unità esperte dei territori di competenza. A ciò si aggiungerebbe la necessità di raddoppiare il numero di spostamenti per raggiungere i distaccamenti da parte del personale con incremento di spese di carburante, usura dei veicoli mezzi e aumento di tutti i rischi legati alla circolazione.

L’auspicio è che si possa avviare un momento di confronto per trovare soluzioni al fine di scongiurare anche lo stato di agitazione proclamato, vista l’importate opera che questi distaccamenti prestano quotidianamente sui nostri territori.

martedì 6 luglio 2021

Gli agricoltori si mobilitano contro i cinghiali: giovedì 8 luglio saranno in piazza a Montecitorio e in tutta Italia per protesta



La Coldiretti informa:

 

Non è mai stato così alto l’allarme per l’invasione di cinghiali in Italia che con l’emergenza Covid hanno trovato campo libero in spazi rurali e urbani, spingendosi sempre più vicini ad abitazioni e scuole fino ai parchi dove giocano i bambini. Gli animali selvatici distruggono produzioni alimentari, sterminano raccolti, assediano campi, causano incidenti stradali con morti e feriti e si spingono fino all’interno dei centri urbani dove razzolano tra i rifiuti con pericoli per la salute e la sicurezza delle persone #bastacinghiali.

Una situazione che ha ormai oltrepassato il limite di guardia con gli agricoltori esasperati che giovedì 8 luglio dalle 9  a Roma in piazza Montecitorio scatenano la più grande protesta mai realizzata prima nella Capitale e con le mobilitazioni in tutte le Regioni, da Milano a Napoli, da Torino a Bologna, da Palermo a Cagliari, con il coinvolgimento di decine di migliaia di agricoltori, allevatori, pastori e cittadini e le dolorose testimonianze di chi è stato personalmente colpito ed ha paura per l’incolumità della propria famiglia.

Saranno presenti insieme al presidente della Coldiretti Ettore Prandini rappresentanti delle istituzioni e della politica a livello nazionale.

Per l’occasione sarà diffuso l’esclusivo Dossier Coldiretti su “Covid e l’assedio dei cinghiali in Italia”, sui rischi per la sicurezza, l’ambiente e la salute e le proposte concrete per garantire la sopravvivenza delle aziende agricole e la tranquillità dei cittadini.

 

lunedì 15 febbraio 2021

Lavoratori della Kemet di Sasso Marconi in lotta per l'occupazione

L'azienda si propone il ridimensionamento del 30 % dell'oraganico attivo allo stabilimento di Pontecchio

 

Morris Battistini scrive:

Oggi ho partecipato, quale referente locale di Forza Italia,  alla manifestazione dei lavoratori della Kemet (ex Arcotronics) a Pontecchio Marconi di Sasso Marconi. La protesta è nata dall'annuncio della Direzione aziendale di voler mettere in atto ulteriori tagli di personale. Il provvedimento sarebbe rivolto a oltre 105 dipendenti.

Siamo quindi di fronte a un altro attacco all'occupazione e alle famiglie dei lavoratori. L’intero Appennino sta da anni perdendo 'futuro' con il continuo impoverimento del proprio patrimonio occupazionale.

Tutto ciò è intollerabile. Abbiamo dovuto assistere negli ultimi anni alla chiusura di 3 cartiere, della Saeco e della Fiac. Adesso basta. 

Dobbiamo chiedere alla Regione che intervenga affinché si arrivi, non solo al blocco dell'emoragia di posti di lavoro, ma anche a una inversione di tendenza. Presidio davanti alla Kemet: "105 posti di lavoro a rischio"

All'incontro erano presenti per testimoniare la vicinanze delle comunità da loro rappresentate, il sindaco di Sasso Marconi Roberto Parmeggiani, la sindaca di Marzabotto  Valentina Cuppi, il capogruppo regionale di Coraggiosa Igor Taruffi e l'assessore di Bologna Matteo Lepore. 

Per portare un messaggio di forte solidarietà, alla dimostrazione-sciopero hanno partecipato anche i colleghi di aziende del territorio, come la stessa Fiac, sempre di Sasso e la Lamborghini di Sant'Agata Bolognese.




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martedì 1 ottobre 2019

Pioppe di Salvaro: trovato senza biglietto, blocca la ferrovia per protesta



Inviato da Dubbio

Trovato senza biglietto sul treno e fatto scendere alla stazione di Pioppe di Salvaro, fra Vergato e Marzabotto, per protesta si è piazzato sui binari e ha bloccato il convoglio, sulla linea ferroviaria Porrettana. E' successo ieri sera, protagonista un 28enne di origine nigeriana, regolare in Italia e residente a Modena. Alla fine, il capotreno ha dovuto fare intervenire i carabinieri per riportarlo alla ragione e fare ripartire il treno, rimasto fermo una 20ina di minuti. Il giovane è stato denunciato per interruzione di pubblico servizio.


mercoledì 18 settembre 2019

La Cimice asiatica porta in piazza gli agricoltori Emiliano Romagnoli

Confagricoltura, 'comparto sta perdendo i suoi pezzi migliori'



"Il comparto ortofrutticolo dell'Emilia-Romagna sta perdendo i suoi pezzi migliori, non è accettabile". È il grido di protesta che si è levato oggi dai presidi davanti a diverse prefetture della regione di agricoltori, alcuni alla guida del proprio trattore, e sindacati del settore per denunciare la crisi dell'ortofrutta e i danni provocati dalla cimice asiatica. Presidi si sono svolti in diverse piazze, da Ferrara a Bologna, Modena, Ravenna, Forlì-Cesena.
"È l'epilogo di un'annata in cui tutto è andato storto - spiega Eugenia Bergamaschi, presidente di Confagricoltura Emilia-Romagna, in corteo a Ferrara - Il danno da cimice è stimato in circa 200 milioni di euro, su una produzione lorda vendibile ortofrutticola di 1.151 miliardi di euro, pari al 25%" di quella agricola della regione. "Poi la crisi dei prezzi ha fatto il resto, riducendo all'osso il reddito d'impresa". A Bologna una delegazione ha incontrato il prefetto Patrizia Impresa dopo la riunione di ieri con i rappresentanti di Coldiretti.

martedì 18 giugno 2019

Anarchici sulla torre degli Asinelli, due denunce

Striscione e fumogeno in solidarietà di due detenute all'Aquila

Un 35enne e un 33enne sono stati denunciati ieri sera dalla Digos di Bologna dopo essere entrati nel tardo pomeriggio nella Torre degli Asinelli, uno dei simboli di Bologna.
I due, noti in ambiente anarchico, dovranno rispondere di invasione di edifici, accensione pericolosa aggravata, interruzione di pubblico servizio e danneggiamento aggravato, poiché commesso su bene di interesse storico. Secondo quanto ricostruito dalla polizia avrebbero danneggiato una finestra del monumento per appendere uno striscione in segno di solidarietà a due detenute in carcere all'Aquila in regime di 41 bis, e avrebbero anche acceso un fumogeno. Durante questa azione dimostrativa in piazza di Porta Ravegnana si sono radunati altri giovani di area anarchica che sono rimasti fino alle 21.30 circa causando disagi al trasporto pubblico


lunedì 26 novembre 2018

I sindaci Massimo Bosso, Stefano Rizzoli e Stefano Fiorini sulla protesta dei lavoratori della Polizia Locale Reno - Lavino

'Protesta immotivata', quella degli agenti della Polizia municipale: questa la posizione espressa in una nota da Massimo Bosso Presidente dell’Unione Comuni Valli Reno Lavino Samoggia e Sindaco di Casalecchio di Reno, Stefano Rizzoli Sindaco di Monte San Pietro e Stefano Fiorini Sindaco di Zola Predosa

Spiace dover fronteggiare una protesta che pensiamo abbia una valenza di prevalente opposizione al cambiamento ed al miglioramento della qualità del servizio offerto per la sicurezza dei cittadini e del territorio, obiettivo che per i sindaci dei Comuni di Casalecchio di Reno, Monte San Pietro e Zola Predosa rappresenta la vera priorità. È paradossale questo stato di agitazione quando le richieste risultano in gran parte accolte già in sede di conciliazione prefettizia e con buona volontà reciproca si potrebbe definire una risoluzione delle questioni.
Il cuore del progetto è incentrato sulla presenza nel territorio di ogni comune di un PRESIDIO TERRITORIALE. Questo si ottiene ottimizzando i processi attraverso un accentramento di funzioni specialistiche che eliminino le ridondanze locali, giungendo a “liberare” risorse di personale da destinare alla presenza “su strada”.
Il progetto allinea i Comuni e i servizi ai Cittadini agli standard previsti dalla Regione Emilia Romagna (LR 24/2003).
L’aggregazione dei Corpi di Polizia locale tra Comuni è oggi una realtà diffusa sulla maggior parte del territorio regionale. Già ora la riorganizzazione in Unione sta producendo nuovi servizi per i nostri territori anche per effetto di forti investimenti sulla formazione del personale.
Le proposte che abbiamo già avanzato
Organico I Comuni si sono impegnati ad aumentare già dal 2019 l’organico del Corpo di due unità di personale. Il segnale politico è importante se si considera che i Comuni non hanno libertà di assumere ma devono sottostare a rigorose regole. Il Sindacato le ritiene insufficienti senza tenere conto delle reali possibilità che l’ordinamento permette e a cui le Amministrazioni Comunali non possono derogare.
Turni gli standard regionali prevedono la presenza della Polizia Locale sul territorio per 365 giorni all’anno e con tre turni di lavoro, situazione del tutto normale già attuata nella maggior parte dei Comuni in Unione in ambito regionale. Tuttavia è stato comunicato formalmente che tale turnazione, con particolare riferimento ai servizi festivi e serali, sarà necessariamente graduata in percentuale pari alla carenza di organico. E’ una posizione ragionevole che tuttavia richiede al personale un aumento dell’impegno che rientra nella norma e nel ruolo ricoperto.

Il Sindacato invece chiede di non istituire il terzo turno e il turno ordinario festivo oltre a soglie individuali da non superare per ogni operatore. Queste richieste poste in maniera così perentoria impediscono l’attuazione del progetto e addirittura riducono i servizi sino ad ora svolti.
Orario In sede prefettizia le Amministrazioni avevano comunicato la disponibilità di organizzare il servizio su 35 ore, invece di 36 settimanali, anche se questa modulazione oraria non è un diritto. Nelle modalità attuative il Sindacato insiste nel pretendere l’attuazione di un modello già dichiarato non idoneo dall’ARAN (Agenzia per la Rappresentanza negoziale per le Pubbliche Amministrazioni) chiedendo di fatto alle amministrazioni di disattendere disposizioni normative nazionali di settore.
Fondi In sede prefettizia le Amministrazioni avevano comunicato la disponibilità a costituire un fondo straordinario per la riorganizzazione e sviluppo del servizio analogamente a quanto fatto per altri servizi. Il Sindacato non ha ancora accettato un confronto per la definizione dell’importo dichiarando solo insufficiente quello proposto.
Reperibilità In sede prefettizia le Amministrazioni avevano inoltre comunicato la disponibilità in fase di avvio di limitare la reperibilità ai servizi di protezione civile.
Ribadiamo inoltre che non c'è un Comune che si avvantaggia rispetto agli altri, anzi, proprio grazie all’organizzazione, alle risorse e alle esperienze delle varie realtà è stato possibile avviare questo percorso.
Le Amministrazioni Comunali hanno come sempre aperto un dialogo con tutte le Organizzazioni Sindacali investendo tempo e risorse per informare ed ascoltare le loro proposte. Da aprile a giugno 2018 si sono svolti sette incontri formali tra l’amministrazione e i Sindacati in un confronto aperto che ha visto l’accoglimento delle istanze sindacali sopra citate con particolare riferimento all’attivazione di fasi sperimentali tuttora in corso. L’abbandono incomprensibile del tavolo sindacale da parte del Sindacato DICCAP (Dipartimento Autonomie Locali – Polizie Locali) e conseguente apertura dello stato di agitazione è pertanto un atto unilaterale in quanto le Amministrazioni non si sono mai sottratte al dialogo.
Ci auguriamo quanto prima che si torni ad un confronto non pregiudiziale, ma costruttivo, per il bene primario della sicurezza verso le nostre comunità.
Massimo Bosso Presidente dell’Unione Comuni Valli Reno Lavino Samoggia e Sindaco di Casalecchio di Reno
Stefano Rizzoli Sindaco di Monte San Pietro
Stefano Fiorini Sindaco di Zola Predosa

giovedì 27 ottobre 2016

REFERENDUM: IL NO PROTESTA: “ NON C'E' UNA INFORMAZIONE LEALE E IMPARZIALE DEL SERVIZIO PUBBLICO RADIO-TELEVISIVO”.

Riceviamo


Presidio di protesta sabato 29 ottobre davanti alla sede  Rai  a Bologna; in prossimità  delle prefetture in tutti i restanti capoluoghi di provincia. A seguire il 30 ottobre festa/incontro pubblico, dalle ore 15 alle 21, in piazza Nettuno.

Il Coordinamento regionale dei comitati per il NO al referendum costituzionale dell'Emilia Romagna, ha indetto per SABATO 29 OTTOBRE, una giornata di mobilitazione per rivendicare il diritto ad un'informazione equilibrata, imparziale e distribuita equamente fra le due opzioni SI’- NO. L'invadenza ossessiva di tutti i canali televisivi e radiofonici, pubblici e commerciali, da parte del Governo Renzi e dei suoi sostenitori  a favore del sì prefigura un vero e  proprio vulnus democratico.

I dati sulla sproporzione nell'occupazione degli spazi informativi a favore del sì alla revisione costituzionale, riportati in questi giorni da diversi organi di stampa e istituti di rilevazione, sono desolanti e inaccettabili. Spot governativi, interviste, talk show, tg nazionali e locali, compresi i programmi di intrattenimento, sono tutte occasioni  per colonizzare mezzi e spazi per la comunicazione politica. Il fine è fin troppo chiaro, si intende  influenzare l'opinione pubblica nel tentativo di instillare la convinzione che vi sia una  e una sola risposta possibile al quesito referendario del 4 dicembre.

Per queste ragioni, il Comitato metropolitano di Bologna per il NO, ha indetto un presidio di protesta sabato 29 ottobre, dalle ore 11.30, sotto la sede della RAI Emilia Romagna e contemporaneamente davanti a tutte le prefetture dei capoluoghi di provincia al fine di richiamare l’attenzione su una situazione totalmente squilibrata, degna di una democrazia malata e prevaricatrice.

Il Comitato chiede con forza,  agli organi preposti alla vigilanza del sistema radio-televisivo nazionale, che vengano immediatamente e pienamente ripristinate le condizioni per una corretta e leale applicazione dei principi costituzionali  sanciti negli articoli 3 e 21 della nostra Costituzione.
Si chiede quindi, ai prefetti delle diverse provincie ed ai responsabili degli organi d'informazione pubblici e privati di garantire il pieno rispetto della par condicio e l'accesso paritario di tutte le posizioni in campo.

A Bologna la manifestazione di protesta davanti alla RAI proseguirà dirigendosi  verso piazza Verdi dove si terrà un presidio informativo con volantinaggi in tutta la zona universitaria.

Infine, DOMENICA 30 OTTOBRE a partire dalle ore 15.00 alle ore 21.00 in piazza Nettuno si svolgerà una manifestazione festosa a sostegno della ragioni del NO con la partecipazione di Umberto Romagnoli presidente del comitato per il NO di Bologna,  Maurizio Landini segretario generale FIOM, il professor Gianfranco Pasquino, l'attore Ivano Marescotti, Francesca Chiavacci presidente dell'ARCI, Alessandro Pollio Salimbeni  vice presidente ANPI. Testimonianze di Stefano Bonaga, Alessandro Bergonzoni e Katia Zanotti. Stand informativi, volantinaggi, animazione, vignettisti del NO, musica dal vivo, filmati. Non mancheranno di far sentire la loro voce il mondo della Scuola e dell’Università, dell’Acqua pubblica e dell’Ambiente.



giovedì 28 luglio 2016

Bologna, la protesta dei dipendenti Alstom contro i trasferimenti.




Richiesto



Bologna, la protesta dei dipendenti Alstom contro i trasferimenti
Sciopero di quattro ore con presidio in stazione contro lo spostamento di 33 persone: "Sono licenziamenti mascherati"
di MARCO BETTAZZI







Undici trasferimenti da Bologna a Sesto San Giovanni e altri 22 verso altre sedi non meglio specificate. «Licenziamenti mascherati», secondo Fim, Fiom e Uilm, che hanno portato stamattina davanti alla stazione a protestare i lavoratori della Alstom di Bologna, che ha 600 dipendenti in un gruppo di proprietà francese che lavora nel segnalamento ferroviario. Quattro ore di sciopero oggi, dopo le quattro della settimana scorsa e altre quattro ancora da fissare, per opporsi alla scelta della multinazionale di ridurre le attività nella sede di via Corticella, dove lavorano soprattutto ingegneri e tecnici specializzati.

«In questo modo non rimarrà più alcuna produzione a Bologna», protesta Roberta Castronuovo, della Fim, che punta il dito contro le gare indette dalle regioni per i treni dei pendolari, vinta in parte proprio da Alstom per la fornitura di 150 convogli alla Regione Emilia-Romagna. «Sono le conseguenze delle gare legate solo al costo», continua. La protesta ha fatto tappa prima ai cancelli dell’azienda e poi davanti alla stazione centrale per segnalare ai pendolari e ai viaggiatori che con la riduzione dei costi è a rischio anche la sicurezza dei sistemi che regolano il traffico ferroviario. Tra i lavoratori di Bologna, dove oltre alla progettazione (che costituisce la principale attività) si producono fino ad oggi casse di manovra per le ferrovie e si fa manutenzione delle schede elettroniche, ci sono ben pochi dipendenti che sono disponibili a trasferirsi nel milanese o nelle altre sedi del gruppo, da Nola a Bari o Firenze. «L’azienda rifiuta qualsiasi confronto, si è presentata al tavolo di discussione con le procedure già avviate – aggiunge Marco Colli, della Fiom – Alstom punta solo all’esternalizzazione delle attività e alla riduzione dei costi».

lunedì 29 febbraio 2016

Il sindaco di Monzuno andrà a piedi a Roma da Renzi per protestare.


l sindaco podista per protesta
Il sindaco di Monzuno Marco Mastacchi ha deciso di 'non mandarla a dire' a Renzi, ma di 'dirgliela direttamente in faccia'. Ha programmato infatti una singolare iniziativa di protesta per i nuovi tagli delle risorse ai Comuni, provvedimento romano simile alla mancata soluzione del patto di stabilità. Questo impone all'Ente di mantenere fermi in cassa due milioni di euro e di non affrontare le necessità della comunità .
Mastacchi partirà a piedi venerdì prossimo, 4 marzo, alla volta della capitale per incontrare il premier Renzi e portargli di persona la sua protesta, sottolineando l'assurdità amministrativa che toglie risorse e autonomia a un un ente di primaria importanza, come è il Comune.

Mastacchi sarà accompagnato da Alessandro Bellier, il camminatore ottantaduenne noto per le sue imprese. Bellier, finito questo percorso a piedi, ne affronterà subito un secondo, sempre a piedi, di ben 6000 chilometri, da Aosta a Palermo

Mastacchi già da un po' si prepara alla 'scarpinata', con attività in palestra e allenamenti di riscaldamento al tapis roulant poiché la trasferta lo impegnerà per ben 12 giorni. Nelle 12 tappe sono calendarizzati altrettanti incontri nei quali vedrà 28 sindaci di comuni simili a Monzuno che si aggregheranno alla protesta.
Il primo cittadino di Monzuno non ha ancora fissato l'appuntamento con Renzi ma durante tutto il percorso gli invierà mail per sollecitare un incontro.

Stupiti per la singolare e forte iniziativa abbiamo voluto fargli qualche domanda per saperne di più:

Da dove nasce questa iniziativa?

L'idea è nata durante l'assemblea tenutasi lo scorso anno con i miei concittadini cui diedi il titolo significativo 'Il punto di non ritorno', riferendomi alla difficilissima situazione economica del Comune. La recente ulteriore 'botta' dei mancati trasferimenti è il de profundis amministrativo dei piccoli enti come il Comune di Monzuno. Durante quell'assemblea mi fu detto 'se la situazione è realmente questa, perchè i sindaci stanno zitti?' Ho scelto quindi una iniziativa che si protrae nel tempo anche per coinvolgere i miei colleghi che soffrono delle stesse restrizioni”

E se Renzi non la dovesse ricevere ?

L'importante è che riceva le nostre richieste e sia informato e reso consapevole di tutto il nostro disagio. E questo termine è riduttivo”.

Ma la fusione di cui tanto si parla adesso potrebbe, grazie agli incentivi che prevede, dare un avvio alla soluzione ?
Siamo contrari alla fusione. Pensiamo che sia inaccettabile strozzare economicamente i Comuni per poi ricattarli. La fusione deve essere una scelta consapevole e non imposta per 'fame'”.

Si dice che alcuni suoi concittadini l'affiancheranno alla fine del percorso. E' vero ?

Assieme ai sindaci che aderiscono alla protesta, il 15 marzo a Roma ci saranno anche amministratori e cittadini di Monzuno per fare insieme l'ultimo tratto”.

Buon viaggio, sindaco e buona fortuna.


martedì 1 dicembre 2015

Saeco: una protesta lunga 6 chilometri. Più di mille alla marcia della montagna

Da ANSA E.R.

Oltre un migliaio di persone hanno partecipato alla marcia dell’Alta Valle del Reno contro i 243 esuberi dichiarati giovedì scorso dalla Philips Saeco. A rischio sono circa la metà dei lavoratori dello stabilimento che produce macchine per il caffè.
Una marcia da 6 chilometri, da Gaggio Montano a Porretta Terme, indetta da Rsu, Fiom-Cgil e Fim-Cisl. In testa c’erano i sindaci della zona con la fascia tricolore indosso, i gonfaloni comunali portati dagli agenti della polizia municipale e molte bandiere sindacali dietro lo striscione “Noi siamo con i lavoratori Saeco”.
 
I dipendenti sono in sciopero ad oltranza dall’annuncio degli esuberi e ieri nei Comuni della vallata i commercianti hanno espresso la loro solidarietà con una serrata di tre ore. Alla manifestazione hanno partecipato anche le lavoratrici della Compass, spa che gestisce le due mense Saeco di Gaggio.
Ieri la ministra Federica Guidi ha contattato la Philips e domani pomeriggio in viale Aldo Moro si terrà un tavolo di confronto convocato dall’assessore regionale alle Attività produttive, Palma Costi. In contemporanea si terrà anche un presidio di sindacati e lavoratori davanti alla sede della Regione.
In quel contesto, annuncia il segretario regionale della Fiom Bruno Papignani, la proprietà dovrà anche rispondere alle accuse di non aver rispettato gli accordi. Secondo Papignani infatti, la Philips avrebbe spostato in Romania anche alcune produzioni di macchine di alta gamma, a differenza di quanto promesso.


lunedì 30 novembre 2015

Saeco, sciopero e 243 tazzine per protesta contro l'annuncio di esuberi. E il paese di Gaggio sta con loro.

Da DIRE Emilia-Romagna
I dipendenti della Saeco ricominciano da dove avevano finito: in sciopero. Lo erano venerdì scorso, in presidio davanti alla fabbrica di Gaggio Montano contro i 243 esuberi annunciati e lo sono anche oggi. Terranno le braccia incrociate pure domani e mercoledì. E si faranno sentire: oggi hanno deciso di ripartire con il presidio davanti allo stabilimento della Philips piazzando all’ingresso tante tazzine da caffè a simboleggiare i dipendenti che rischiano il taglio. 

Domani alle 8.30 partirà un corteo che punterà verso valle per arrivare in piazza della Libertà a Porretta (e al pomeriggio si assoceranno gli studenti del Polo Montessori-Da Vinci). Eloquente il comunicato diffuso dalle Rsu: “I lavoratori della Saeaco non molleranno mai”. Il segretario regionale della Fiom, Bruno Papignani, ha detto loro di tenersi pronti anche ad occupare la fabbrica e oggi li saluta con un invito a “tenere botta”. Non sono soli: al loro fianco, si stanno mobilitando anche le istituzioni e i commercianti della zona.


  1.  Agli esercenti che oggi pomeriggio terranno chiusi i loro negozi per andare a solidarizzare al presidio è stato lanciato l’invito a portare da casa una tazzina da caffè, in modo da depositarle, accanto a quelle già piazzate dei dipendenti. “Quella delle tazzine è una provocazione, ovviamente: Philips deve decidere chi tagliare dei dipendenti e loro si sono identificati nelle tazzine”, spiega Mazzini che non si stupisce della solidarietà che arriva dai negozianti: se la Saeco vacilla a cascata ci possono essere parecchi altri effetti negativi. I commercianti terranno le serrande abbassate anche domani al passaggio del corteo, mentre per il vertice in Regione di mercoledì ci sarà un presidio dei dipendenti sotto le finestre di viale Aldo Moro.


lunedì 7 settembre 2015

Francesco Manieri protesta per 'riaccendere Monzuno'.



Lo spegnimento delle luci di Monzuno per alcuni periodi della giornata non ha trovato, come era prevedibile, l’accettazione unanime dei monzunesi .

Fra questi ,Francesco Manieri, che per di più ha organizzato una ‘protesta via web’. L’ex segretario del PD monzunese scrive infatti: “Tutti coloro che vogliono partecipare alla protesta attiva contro gli spegnimenti  e sono disposti a metterci la faccia, dovranno farsi una foto con un messaggio come questo ( quello della foto)  e pubblicarlo sul gruppo Facebook: "News a Monzuno - condivisione delle voci di paese" e sul proprio profilo. Un modo concreto per dimostrare la  contrarietà a questa scelta dell'amministrazione del nostro comune”.

Stupisce il ritardo della protesta. Il sindaco Mastacchi aveva infatti annunciato il progetto di ridimensionamento dell’illuminazione pubblica durante le presentazioni del bilancio comunale, avvenute nella primavera scorsa.

Evidentemente allora si è ritenuto fosse un ‘annuncio-spauracchio’ e non un programma di imminente realizzazione.



martedì 3 marzo 2015

Bologna. Gli allevatori scendono in piazza per una protesta 'pratica'.



 “Io sarò presente in prima mattinata a mungere” scrive il sindaco di Monzuno Marco Mastacchi nel ricordare l’iniziativa di Coldiretti organizzata giovedì prossimo , dalle 9 alle 13, in piazza XX Settembre a Bologna,  dal titolo ‘ SIAMO TUTTI ALLEVATORI’.

L’incontro in piazza è stato  così presentato: ‘A un mese dalla mobilitazione nazionale del latte, sospesa in Emilia Romagna a causa delle abbondanti nevicate, Coldiretti regionale, sempre impegnata nella tutela del latte e dei formaggi italiani, torna in piazza con gli allevatori per  difendere il loro lavoro, nella convinzione che sostenere l’agricoltura e l’agroalimentare significa benessere e sicurezza per tutti i cittadini consumatori’.

Gli allevatori appronteranno  in piazza  una stalla all’aperto dove le mucche saranno munte sul posto per fornire  la materia prima  alla realizzazione di  una forma ‘in diretta’. Verrà inoltre allestita una mostra di ‘falsi formaggi targati Italia’ ,  prova concreta del ‘tesoro’ che la produzione italiana detiene e che in tanti, purtroppo troppi, vogliono imitare, fortunatamente con poco successo  poiché la produzione casearia italiana è di un pregio qualitativo inimitabile e inarrivabile. 

La difesa di questo 'tesoro' è un dovere collettivo.