martedì 27 novembre 2018
Lupi in montagna: “Quali sono le tutele per gli allevatori”?
martedì 3 marzo 2015
Bologna. Gli allevatori scendono in piazza per una protesta 'pratica'.
sabato 3 agosto 2013
Novità, si fa per dire, per i danni da predatori: solo chi ‘ha sette buchi nel naso’ sarà risarcito.
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| Foto L.Rigacci |
- mostrare e mettere a disposizione gli animali morti o feriti da sottoporre all'accertamento;
- non spostare o manipolare le carcasse prima dell'ispezione;
- assicurare che eventuali indizi presenti nell'area circostante non vengano alterati;
- mettere a disposizione tutte le informazioni necessarie al fine di accertare la dinamica della predazione.
mercoledì 27 giugno 2012
Il suino semibrado: una filiera possibile.
| I cappelletti di Pier Luigi Di Diego |
| Il filetto preparato da Alberto Faccani |
| La pancetta. |
| La polpetta di Igles Corelli. |
| La spalla preparata da Massimiliano Poggi |
| I protagonisti del seminario. |
lunedì 5 dicembre 2011
Calano gli attacchi dei lupi ai danni degli allevamenti montani.
L'Unione Regionale Cacciatori dell'Apprnnino (URCA) informa: E i lupi restano a bocca asciutta
Foto D.Berzi
Calano nell'ultimo anno le richieste di indennizzo presentate per i danni da lupo nel territorio bolognese: è il frutto del lavoro di consulenza tecnica offerto agli allevatori dal Servizio provinciale Tutela e Sviluppo Fauna.
Con la chiusura dell'annata finanziaria lo scorso 31 ottobre, è possibile fare un bilancio delle richieste di indennizzo presentate alla Regione Emilia-Romagna per i danni da lupo registrati in provincia di Bologna. Nei dodici mesi seguenti al 1° ottobre 2010 sono stati registrati 29 attacchi che hanno interessato 25 allevamenti (in 2 allevamenti gli attacchi sono stati ripetuti). L'ammontare degli indennizzi è stato di 14.540 euro totali, in netto calo perciò rispetto all'anno precedente.
Questo positivo risultato va attribuito all'opera di consulenza tecnica svolta dal Servizio provinciale Tutela e Sviluppo Fauna nei confronti degli allevatori, che sono stati messi in grado di attuare adeguate misure di prevenzione.
venerdì 21 ottobre 2011
Scoperto allevamento abusivo di cinghiali a Modena..

Da IL GIORNALE dell'EMILIA ROMAGNA
MODENA, 21 OTTOBRE 2011 - Un allevamento abusivo di cinghiali è stato scoperto nei giorni scorsi dalla Polizia provinciale di Modena a Ospitaletto di Marano. Denunciate tre persone che gestivano la struttura in quanto l'allevamento di fauna selvatica è consentito solo su autorizzazione della Provincia per casi particolari. All'interno del recinto, ricavato in una ex porcilaia, sono stati trovati otto piccoli cinghiali di meno di un anno di età. La polizia provinciale ha emesso immediatamente una sanzione amministrativa e informato l'autorità giudiziaria che ha confermato il sequestro degli animali, ora affidati in custodia giudiziaria agli stessi gestori della struttura. Il rapporto dell'intervento, inoltre, è stato inviato anche all'Ausl per le verifiche igienico sanitarie che potrebbero far scattare eventuali altre sanzioni. L'operazione fa parte di una campagna di controlli della polizia provinciale e del servizio veterinario provinciale dell'Ausl per contrastare un fenomeno, quello dell'allevamento abusivo di cinghiali, tra le cause del proliferare di questa specie soprattutto in Appennino con gravi danni per l'agricoltura. Nell'ambito di questa campagna è la prima volta che la polizia provinciale riesce ad individuare i presunti responsabili, mentre in diversi altri casi gli agenti sono riusciti scoprire piccoli allevamenti a volte nascosti tra gli alberi nei boschi, senza riuscire però a risalire ai responsabili.
venerdì 27 febbraio 2009
Cani sequestrati a Pian del Voglio

Sono presso l’allevamento Vignola dei Conti di Alberto Veronesi, i cani sequestrati giovedì scorso sulla A1 dalla Polizia Stradale, perché in parte ‘clandestini’ e trasportati in modo inadeguato. Sono in una bella struttura spaziosa, divisi per razza e scodinzolano festosi all’arrivo di chiunque, quasi si fossero resi conto di essere un ‘un albergo a quattro stelle’, un privilegio che va sottolineato.
Il titolare dell’allevamento, scelto per la qualità del ricovero, ci riceve dopo la visita dei veterinari dell’Ausl che hanno raccolto le feci dei 41 nuovi ospiti per un esame di laboratorio e dopo essersi accertato che la notte di buon sonno ha ridato serenità ai cuccioli reduci da un trasferimento da deportati dalla Romania all’Italia. “Pare siano tutti in uno stato fisico non preoccupante”, si limita a dire con compiacimento.
Per Veronesi l’attenzione per gli animali è un imperativo e lo ha dimostrato con il proprio trascorso. E’ stato il primo in Italia a sostenere l’esame per il titolo di ‘imprenditore agricolo cinotecnico’ e nel 2002 ha fondato l’Associazione allevatori cinotecnici italiani (AACI) con la finalità di promuovere la ‘strutturazione delle opere per l’allevamento’ in modo tale da soddisfare al meglio le esigenze di ogni specie e razza. Il sito dell’associazione ‘il cinofilo.it’ ha 10.000 visite al mese.
“Il buon allevatore deve innanzitutto preoccuparsi del benessere del proprio allevato”, precisa ancora. “Benessere che si ottiene in un modo opportuno per ogni razza. Per una può essere ottimale il ricovero in spazi ristretti, per altre è indispensabile poter scorazzare in spazi larghi. Purtroppo quello degli allevamenti è un settore mal regolato. Regole che vanno invece ricercate con un indirizzo tecnico non ideologico e poi applicate con severità”.
Come spiega l’importazione illegale di animali?
“E’ il frutto del tentativo di poter vendere animali a un prezzo più basso di quello dell’allevatore diligente. In pochi sanno che in Italia ci sono 45 milioni di animali d’affezione e che c’è quindi un potenziale grande mercato che va affrontato in modo imprenditoriale e non amatoriale”.
Alberto alleva cani di razza ‘Corso’: il molosso italiano e il bolognese, che è un batuffolo di lana bianca, un concentrato di scodinzolio e festosità.
L’amico dell’imprenditore, Francesco Indello, aggiunge: “Serve il censimento degli allevatori e la segnalazione, da parte dei sindaci, dei luoghi dove esiste una concentrazioni di cani per le necessarie verifiche e controlli.”


