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sabato 18 gennaio 2020

4 mila 300 persone trattate all’Ospedale Maggiore dalle reti cliniche e assistenziali tempo dipendenti dedicate allo Stroke, all’Arresto Cardiaco, all’Infarto, al Trauma. 2019 l’anno record.

L'Azienda USL di Bologna informa:

L'Ospedale Maggiore, sede della Centrale Operativa 118 Bologna Est e centro di riferimento per Trauma, Stroke ed emergenze cardiologiche, accoglie ogni giorno 12 persone in condizioni critiche o molto critiche colpite da patologie tempo dipendenti. Oltre 4mila e 300 lo scorso anno, un numero in costante aumento,  così come quello relativo alla vite salvate. Un risultato importante, frutto del continuo lavoro di messa a punto delle reti cliniche e assistenziali dell’Azienda Usl di Bologna, dedicate a queste patologie.

Risultati, esperienze e prossimi orizzonti delle Reti tempo dipendenti, sono stati al centro di una conferenza stampa, oggi 17 gennaio presso la Centrale Operativa 118 Bologna Est e verranno presentati domani, sabato 18 gennaio, nell’incontro pubblico “Le reti cliniche e assistenziali tempo dipendenti dell’Azienda Usl di Bologna", in programma all’Ospedale Maggiore, Aula Magna, a partire dalle 10.

Verranno illustrati il modello organizzativo delle reti cliniche e assistenziali dell’Azienda Usl di Bologna e la loro relazione con gli ospedali di riferimento, quelli spoke, con i servizi territoriali, per procedere poi alla presentazione delle diverse reti tempo dipendenti - Stroke, Arresto Cardiaco, Infarto, Trauma – che all’Ospedale Maggiore trovano il proprio centro di riferimento, metropolitano per le prime tre patologie, regionale per la quarta.  Cuore dell’intero sistema di Emergenza per i territori di Bologna, Ferrara, Imola e Modena, la Centrale Operativa 118 Bologna Est, anch’essa situata al Maggiore.
La Centrale Operativa 118 Bologna Est
330 mila le chiamate gestite nel 2019 dalla Centrale Operativa 118 Emilia Est, nei territori di Bologna, Ferrara, Imola e Modena, con una media di 900 al giorno, 30 mila in più rispetto al 2018. 220 mila, nel 2019, i servizi di soccorso attivati (603 al giorno), con 52.441 codici rossi (24%), 100.662 codici gialli (45.7%) e 66.619 codici bianchi e verdi (30.3%).
Relativamente all’area provinciale di Bologna, nel corso del 2019, la Centrale ha gestito oltre 117 mila interventi di soccorso, con oltre 80 mila codici di alta e media gravità (rossi e gialli).
205 mila i trasporti in ambulanza tra gli ospedali dell’area metropolitana bolognese (compreso Imola), coordinati dalla Centrale Operativa Trasporti Inter-ospedalieri, che opera in stretto collegamento con quella 118. In particolare sono 11 mila i trasporti inter-ospedalieri che riguardano pazienti assistiti dalle Reti tempo dipendenti.

A rispondere alle chiamate di soccorso è il team specializzato di 55 infermieri, 5 dei quali coordinatori, che si alternano nelle 16 postazioni di lavoro multimediali. In 6 secondi l’operatore della Centrale è in linea e sulla base di un protocollo di intervista, della propria competenza professionale e di parametri di valutazione oggettivi come l’innovativo SMS locator (utilizzato 614 volte nel 2019 rispetto ai 420 del 2018), identifica il luogo della chiamata, la gravità della richiesta di aiuto e dispone l’invio dei mezzi appropriati e più vicini. In particolare, nei casi di patologie tempo dipendenti, la Centrale identifica la patologia, sulla base di protocolli scientifici (come la scala di Cincinnati per riconoscere l’ictus), la dinamica dell’evento traumatico, preallerta l’ospedale di riferimento, fornisce le istruzioni per la rianimazione precoce (avvenuto in 378 casi), attivando anche, nei casi di arresto cardiaco, i cosiddetti first responder, cittadini disponibili ad intervenire per le iniziali manovre rianimatorie, collegati alla Centrale grazie alla App Dae RespondER.

La Centrale, realizzata nel 2014 e in rete con le altre Centrali 118 in Regione (Emilia Ovest, Romagna), gestisce tutte le chiamate di soccorso dai territori di Bologna, Ferrara, Imola e Modena, e coordina gli interventi di 134 mezzi di soccorso, fra i quali anche 2 elicotteri, 1 dei quali in grado di volare di notte. 
253 le missioni notturne dell’elisoccorso nel 2019 in tutta la Regione, 197 quelle che hanno riguardato le provincie di Bologna, Ferrara e Modena.
La Rete Stroke Metropolitana
A due anni dall’avvio della rinnovata Rete Stroke Metropolitana, che vede la centralizzazione presso l’Ospedale Maggiore di tutti i pazienti con ictus candidati a terapie di riperfusione tempo-dipendenti (trombolisi e trombectomie), la maggiore efficienza della rete non si à fatta attendere.
Nel 2019, infatti, sono stati 350 i pazienti sottoposti, in tempi brevissimi, ai trattamenti di ripefusione, utili a sciogliere il trombo che ostruisce l’arteria cerebrale interessata, scongiurando gravi disabilità e in alcuni casi, anche la morte della persona. In particolare sono state effettuate 267 trombolisi e 162 trombectomie. I soli trattamenti endovascolari di trombectomia meccanica hanno visto un incremento del 24% rispetto al 2018. Nel 2017, prima della riorganizzazione della Rete Stroke, i trattamenti di ripefusione erano stati di 137 trombolisi e 57 trombectomie.  Attualmente, la Rete Stroke bolognese è tra i principali centri italiani per volumi di attività.

1.500 i casi di ictus ischemico che si verificano ogni anno nell’area metropolitana, 1.200 quelli che afferiscono all’Ospedale Maggiore (una media di 23 alla settimana, circa l’80% portati dal 118). 850 di questi vengono ricoverati presso la Neurologia e Stroke dell’Ospedale Maggiore. Ogni paziente oltre a una assistenza clinica dedicata (offerta dai neurologi) ed assistenziale (infermieri, OSS, fisioterapisti, logopedisti), può avvalersi di un fisiatra e un cardiologo dedicati, oltre a consulenze specialistiche fondamentali (neurochirurgo, chirurgo vascolare, neuroradiologo, infettivologo). L’approccio multidisciplinare, infatti, è un punto chiave dell’efficacia delle Stroke Unit.

Nel 2019, la Rete Stroke Metropolitana, nei pazienti sottoposti a trombolisi endovenosa, ha registrato, a 3 mesi di distanza dall’intervento, un tasso di mortalità del 4.5% a fronte del 5.5% su scala nazionale e del 6.6% del registro internazionale SITS-ISTR. Nei pazienti, sottoposti ad un intervento di trombectomia, la mortalità a 3 mesi è stata invece del 5.4% rispetto al 8% dei centri italiani e del 11% del registro internazionale SITS.

Punti di forza della Rete Stroke Metropolitana sono la piena sinergia e collaborazione tra la  Neurologia e Stroke Unit dell’Ospedale Maggiore, parte integrante dell’ISNB, la Neuroradiologia interventistica, diretta da Luigi Simonetti, la Centrale Operativa 118 Emilia Est e il Pronto Soccorso.
Per i pazienti ricoverati che presentano disabilità importanti, negli ambiti delle funzioni sensitivo-motorie, cognitive e psicologiche sono assicurati percorsi riabilitativi dedicati di recupero presso le Medicine Riabilitative del Maggiore, del Policlinico di S.Orsola, degli ospedali di San Giovanni in Persiceto, Bentivoglio, Porretta Terme e di Villa Bellombra.
La Rete per l’Arresto Cardiaco
Nel 2019 sono state 36 le vite salvate da arresto cardiaco, pari al 20% dei casi (184 persone), il doppio della percentuale europea, con un incremento del 2% rispetto al 2018. In costante aumento anche gli interventi di rianimazione cardiopolmonare eseguiti da cittadini. Nel 30% dei casi (55), infatti, i cittadini sono arrivati prima dei mezzi di soccorso, guidati dalla Centrale Operativa 118, con un incremento, rispetto al 2017, del 2%. La virtuosa collaborazione tra la Centrale Operativa 118, i mezzi di soccorso e i cittadini, possibile grazie alla sempre più diffusa partecipazione ai corsi di formazione BLSD e all’utilizzo dell’App DAE RespondER, ha sensibilmente aumentato i casi in cui è stato possibile anticipare le manovre  rianimatorie, intervenendo così su ritmi cardiaci defibrillabili. Nel 2019 la percentuale di pazienti dimessi vivi dopo un arresto cardiaco è salita al 72% (26 pazienti), contro il 57% del 2018 (21 pazienti).  
DAE RespondER, l’App che attiva i soccorsi
DAE RespondER è la prima App in Italia completamente integrata con le 3 Centrali Operative 118 della Regione, per allertare i soccorritori volontari in caso di potenziali arresti cardiaci. Sono 2.006 i cittadini in provincia registrati ad oggi,  771 dei quali a Bologna, 8.341 in Regione. Nel 2019, nella provincia di Bologna, 66 cittadini allertati dalla App si sono resi disponibili ad intervenire. Nel 20% dei casi i first responder hanno raggiunto il luogo dell’evento prima dei mezzi di soccorso 118, anticipando così le manovre rianimatorie.
5 le persone salvate grazie all’App DAE RespondER.

Pronto Blu, la rete dei soccorritori non sanitari

Oltre 1.600 i soccorritori non sanitari addestrati e costantemente aggiornati alle manovre di rianimazione con il defibrillatore attraverso una rete di 13 centri di formazione, autorizzati dall’Azienda Usl di Bologna e coordinati nell’ambito dello progetto Pronto Blu. Alla rete dei soccorritori laici partecipano anche i 19 taxi di COTABO con defibrillatore a bordo, intervenuti 11 volte nel 2019.

La Rete per l’Infarto
343 pazienti trattati con angioplastica primaria nel 2019, fanno della Cardiologia dell’Ospedale Maggiore il primo Laboratorio di Emodinamica in Regione e il quinto in Italia. La storia attuale della Rete per l’Infarto è già quella di un sistema maturo, efficiente ed efficace che ha al suo centro l’Unità di Terapia Intensiva e i Laboratori della Cardiologia dell’Ospedale Maggiore.
Oggi la Terapia Intensiva accoglie oltre il 92% delle persone con infarto, indipendentemente dall’età. Nella quasi totalità sono sottoposte ad una rapida angioplastica primaria per via radiale, riducendone la mortalità in ospedale a poco più del 7%. Tradotto in vite salvate, dall’avvio della Rete la progressiva riduzione della mortalità ha consentito ad almeno 24 pazienti in più di sopravvivere e di ritornare rapidamente a casa senza gravi danni.
Riaprire prima possibile una coronaria chiusa dal trombo infartuale non solo riduce il danno cardiaco, ma molto spesso salva la vita. Già da tempo l’angioplastica primaria ha dimostrato di farlo molto meglio dei farmaci trombolitici ed in un numero ben più ampio di pazienti, ma richiede disponibilità di risorse, competenze ed un’efficiente organizzazione che consenta una diagnosi tempestiva e un rapido trasporto al centro dove è possibile questo trattamento.
Per queste ragioni, nel 2003 è nata proprio a Bologna, prima in Italia, la Rete Interospedaliera per l’Infarto. Una Rete che ha fatto scuola, in grado di garantire la riperfusione all’80% delle persone colpite da infarto con una riduzione della mortalità ospedaliera di circa il 30% già nei primi due anni dalla sua attivazione (nel 2002 il tasso di mortalità ospedaliera era il 17%, due anni più tardi era sceso al 12.3%). 

La Rete per i Traumi
Nel 2019 sono stati 1.867 i pazienti assistiti dal Trauma Center dell’Ospedale Maggiore, tra i primi in Italia per volumi di attività e complessità dei casi trattati, in costante aumento nel corso degli ultimi anni (1.754 nel 2018). I casi di alta gravità (codici Rossi) sono oltre 500, con una media superiore ad 1 trauma grave al giorno. Il 60% di questi pazienti, 300, viene ricoverato in Rianimazione.
I pazienti con traumi più complessi da trattare sono quelli che presentano una grave emorragia in atto o una lesione cranica. Soprattutto per loro è fondamentale, quindi, un forte coordinamento tra tutti gli attori della catena della sopravvivenza del Trauma, dalla scena dell’evento nella fase pre-ospedaliera, al trasporto, alle prime fasi di diagnosi e trattamento.
Per bloccare l’emorragia, nei casi più critici, l’intervento chirurgico di toracotomia resuscitativa, l’apertura del torace per consentire il massaggio cardiaco diretto, viene effettuato nella emergency room in Pronto Soccorso, per anticiparne i tempi e aumentarne l’efficacia. 
L’Ospedale Maggiore, inoltre, è tra le prime realtà in Italia in grado di trattare alcune tipologie di emorragia con la tecnica REBOA, che prevede l’inserimento attraverso l’arteria femorale di un catetere dotato di un palloncino che gonfiandosi all’interno dell’aorta, il principale vaso sanguigno del nostro corpo, consente di controllare temporaneamente l’emorragia in vista dell’intervento chirurgico. Recentemente, per la prima volta in Italia, questa tecnica è stata effettuata con successo al di fuori dell’ospedale, direttamente sul luogo dell’evento traumatico, dall’equipe dell’elisoccorso 118.

I pazienti con trauma che necessitano di trattamento chirurgico urgente, vengono condotti dal 118 direttamente in Sala Operatoria, by passando il Pronto Soccorso. Accesso diretto reso possibile grazie alla virtuosa combinazione di professionalità, tecnologia, comunicazione e integrazione: professionalità per la capacità clinica del 118 di identificare il paziente giusto, tecnologia, in quanto l’utilizzo dell’ecografia già sul luogo dell’evento traumatico da parte del 118 permette di anticipare la diagnosi; comunicazione e integrazione in quanto grazie all’allertamento precoce da parte del 118, il team multidisciplinare che accoglie il paziente traumatizzato, composto da medici e infermieri, accoglie il paziente direttamente in sala operatoria, insieme al team chirurgico. Quando il paziente arriva in elisoccorso, dalla pista di atterraggio sul tetto dell’edificio D del Maggiore, attraverso ascensori dedicati, viene portato direttamente in sala operatoria. Tutto ciò permette di guadagnare circa 30-45 minuti. Nel 2019, 5 pazienti con emorragia critica traumatizzati hanno potuto usufruire di questo percorso diretto, tutti sopravvissuti.





venerdì 10 febbraio 2017

Infarto, se lo conosci, lo previeni. Tutto quello che c’è da sapere in Santa Maria della Vita.


L'Azienda USL di Bologna informa:

Come valutare il proprio rischio cardiovascolare, prevenire l’infarto con uno stile di vita sano o affrontarlo con semplici manovre di rianimazione. Sono i temi al centro della giornata dedicata al cuore, giunta quest’anno alla terza edizione, in programma domani sabato 11 febbraio, tra le 10 e le 18, a Santa Maria della Vita, nel centro storico di Bologna, in via Clavature 8.

Per tutta la giornata medici e infermieri delle cardiologie degli ospedali Maggiore, Bellaria e di Bentivoglio daranno vita a momenti di educazione alla prevenzione cardiovascolare, attraverso movimento e alimentazione, e alla conoscenza dei fattori di rischio. In contemporanea, istruttori di rianimazione cardiopolmonare dimostreranno attraverso brevi  training in quale modo è possibile far ripartire un cuore, con o senza il defibrillatore.

L’appuntamento rientra nella settimana del cuore promossa dall’Associazione Nazionale dei Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO).

La diffusione della conoscenza delle manovre rianimatorie cardiopolmonari elementari è riconosciuta, sempre di più, come un elemento essenziale per aumentare le possibilità di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco. Manovre elementari, che possono salvare una vita e che chiunque, anche senza una preparazione sanitaria professionale, può eseguire. Ogni anno sono circa un migliaio, nel territorio provinciale bolognese, le persone colpite da arresto cardiaco. Grazie al tempestivo intervento del 118, entro 10 minuti dalla chiamata alla Centrale Operativa, il 16% di esse sopravvive, percentuale che raddoppia se il paziente viene defibrillato.
Le cardiologie dell’Azienda Usl di Bologna
Nel 2016 la Cardiologia dell’Ospedale Maggiore ha eseguito 2 mila ricoveri in regime ordinario (700 dei quali per infarto miocardico o sindromi coronariche acute), 270 ricoveri in day hospital, 1.920 coronarografie e 1.100 angioplastiche coronariche (340 delle quali angioplastiche primarie nell’infarto miocardico acuto, uno dei volumi di attività più elevati tra le cardiologie italiane), 303 impianti di pacemaker, 73 impianti di defibrillatore (32 dei quali con funzione di pacing biventricolare per la terapia di resincronizzazione cardiaca nello scompenso), 205 studi elettrofisiologici, 190 ablazioni transcatetere (110 delle quali complesse) e 4 chiusure transcatetere dell’auricola sinistra. Sono state eseguite, inoltre, 60 mila prestazioni ambulatoriali per pazienti non ricoverati.

La Cardiologia dell’Ospedale Bellaria gestisce soprattutto pazienti con scompenso cardiaco  o sottoposti ad intervento cardiochirugico. Il percorso di cura si avvale di una fase di ricovero seguita da un ciclo di day hospital riabilitativo, durante il quale il paziente cardiopatico recupera la propria autonomia. Il percorso si avvale di una équipe multidisciplinare composta da cardiologi, nefrologi, pneumologi, dietiste, psicologi e fisioterapisti. Complessivamente nel 2016 sono state effettuate oltre 5 mila sedute di Cardiologia Riabilitativa.

La Cardiologia dell’Ospedale di Bentivoglio è il riferimento cardiologico per la pianura bolognese. Nel 2016 ha eseguito 800 ricoveri in regime ordinario, 120 ricoveri in day hospital, 103 impianti di pacemaker, 22 impianti di defibrillatore e 458 coronarografie. 190 angioplastiche coronariche sono state eseguite presso l’emodinamica dell’Ospedale Maggiore di Bologna.

La Cardiologia dell’Ospedale Dossetti di Bazzano è il riferimento cardiologico per il territorio di Casalecchio di Reno, Zola Predosa e Valsamoggia. Nel 2016 ha eseguito oltre 11 mila prestazioni ambulatoriali.

venerdì 12 febbraio 2016

Infarto, come prevenirlo e come affrontarlo. Tutto quello che c’è da sapere, sabato 13 febbraio a Bologna, in Santa Maria della Vita.


Asl informa:


Come valutare il proprio rischio cardiovascolare, prevenire l’infarto con uno stile di vita sano o affrontarlo con semplici manovre di rianimazione. Sono i temi al centro della giornata dedicata al cuore, in programma domani, sabato 13 febbraio, a Santa Maria della Vita, via Clavature 8, nel centro storico di Bologna, tra le 10 e le 18.

Per tutta la giornata medici e infermieri delle cardiologie degli ospedali Maggiore, Bellaria e di Bentivoglio daranno vita a momenti di educazione alla prevenzione cardiovascolare attraverso movimento e alimentazione, e alla conoscenza dei fattori di rischio. In contemporanea, istruttori di rianimazione cardiopolmonare dimostreranno attraverso brevi  training in quale modo è possibile far ripartire un cuore, con o senza il defibrillatore.

L’appuntamento rientra nella settimana del cuore promossa dall’Associazione Nazionale dei Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO).

La diffusione della conoscenza delle manovre rianimatorie cardiopolmonari elementari è riconosciuta, sempre di più, come un elemento essenziale per aumentare le possibilità di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco. Manovre elementari, che possono salvare una vita e che chiunque, anche senza una preparazione sanitaria professionale, può eseguire. Ogni anno sono circa un migliaio, nel territorio provinciale bolognese, le persone colpite da arresto cardiaco. Grazie al tempestivo intervento del 118, entro 10 minuti dalla chiamata alla Centrale Operativa, il 16% di esse sopravvive, percentuale che raddoppia se il paziente viene defibrillato.

Le cardiologie dell’Azienda Usl di Bologna
Nel 2015 la Cardiologia dell’Ospedale Maggiore ha eseguito oltre 2.000 ricoveri in regime ordinario (600 dei quali per infarto miocardico o sindromi coronariche acute), 320 ricoveri in day hospital, 1.920 coronarografie e 1.060 angioplastiche coronariche (316 delle quali angioplastiche primarie nell’infarto miocardico acuto, uno dei volumi di attività più elevati tra le cardiologie italiane), 272 impianti di pacemaker, 70 impianti di defibrillatore (27 dei quali con funzione di pacing biventricolare per la terapia di resincronizzazione cardiaca nello scompenso), 210 studi elettrofisiologici, 200 ablazioni transcatetere (110 delle quali complesse) e 4 chiusure transcatetere dell’auricola sinistra. Sono state eseguite, inoltre, 60.000 prestazioni ambulatoriali per pazienti non ricoverati.

La Cardiologia dell’Ospedale Bellaria gestisce soprattutto pazienti con scompenso cardiaco  o sottoposti ad intervento cardiochirugico. Il percorso di cura si avvale di una fase di ricovero seguita da un ciclo di day hospital riabilitativo, durante il quale il paziente cardiopatico recupera la propria autonomia. Il percorso si avvale di una équipe multidisciplinare composta da cardiologi, nefrologi, pneumologi, dietiste, psicologi e fisioterapisti. Complessivamente nel 2015 sono state effettuate oltre 5 mila sedute di Cardiologia Riabilitativa.

La Cardiologia dell’Ospedale di Bentivoglio è il riferimento cardiologico per la pianura bolognese. Nel 2015 ha eseguito 970 ricoveri in regime ordinario, 160 ricoveri in day hospital, 90 impianti di pacemaker, 13 impianti di defibrillatore e 498 coronarografie. 188 angioplastiche coronariche sono state eseguite presso l’emodinamica dell’Ospedale Maggiore di Bologna.

venerdì 13 febbraio 2015

Infarto, come prevenirlo e come affrontarlo. Tutto quello che c’è da sapere, domani, sabato 14 febbraio, a Bologna, in Santa Maria della Vita.



ASL informa:

Domani, sabato 14 febbraio,  i medici e gli infermieri delle cardiologie degli ospedali Maggiore e Bellaria e di Bentivoglio saranno a disposizione dei cittadini per informare su come prevenire l’infarto con uno stile di vita sano, su come riconoscere precocemente i sintomi di un infarto e per dimostrazioni pratiche su come far ripartire un cuore che si è fermato.

L’appuntamento, che rientra nella settimana del cuore promossa dall’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO), è presso l’Oratorio di Santa Maria della Vita, in via Clavature 8, nel centro storico di Bologna, tra le ore 14.30 e le 18.30.

Quali sono gli alimenti amici del cuore, come smettere di fumare, come calcolare il proprio profilo di rischio cardiovascolare, sono alcuni dei temi ai quali risponderanno cardiologi, dietisti, psicologi e infermieri dell’Azienda Usl di Bologna. Nel corso del pomeriggio, inoltre, i cittadini potranno partecipare, da protagonisti, ad un breve training alle tecniche di rianimazione cardiopolmonare, con e senza l’utilizzo del defibrillatore.

La diffusione della conoscenza delle manovre rianimatorie cardiopolmonari elementari è riconosciuta, sempre di più, come un elemento essenziale per aumentare le possibilità di sopravvivenza in caso di arresto cardiaco. Manovre elementari, che possono salvare una vita e che chiunque, anche senza una preparazione sanitaria professionale, può eseguire. Ogni anno sono circa un migliaio, nel territorio provinciale bolognese, le persone colpite da arresto cardiaco. Grazie al tempestivo intervento del 118, entro 10 minuti dalla chiamata alla Centrale Operativa, il 16% di esse sopravvive. Una percentuale che può aumentare anche del doppio se le manovre rianimatorie sono praticate immediatamente.

Una corretta prevenzione cardiaca e stili di vita sani sono elementi importanti per mettere il cuore al riparo dalle patologie cardiovascolari. I dati dell’indagine PASSI, realizzata a Bologna nel 2012 con interviste telefoniche sulle abitudini e sugli stili di vita, indicano che il 23% della popolazione ha problemi di ipertensione, il 23% presenta livelli elevati di colesterolo nel sangue, il 41% pratica poca attività fisica, il 22% è completamente sedentario, il 27% fuma. Tra gli altri fattori di rischio cardiovascolare, l’indagine ha evidenziato che il 32% dei bolognesi è in sovrappeso e il 9% obeso.


Le cardiologie dell’Azienda Usl di Bologna
Nel 2014 la Cardiologia dell’Ospedale Maggiore ha eseguito 1.900 ricoveri in regime ordinario (circa 600 pazienti con infarto miocardico acuto o sindromi coronariche acute), 320 ricoveri in day hospital, 1.920 coronarografie e 980 angioplastiche coronariche (290 delle quali angioplastiche primarie nell’infarto miocardico acuto, uno dei volumi di attività più elevati tra le cardiologie italiane), 240 impianti di pacemaker, 70 impianti di defibrillatore (27 dei quali con funzione di pacing biventricolare per la terapia di resincronizzazione cardiaca nello scompenso), 210 studi elettrofisiologici, 200 ablazioni transcatetere (110 delle quali complesse) e 4 chiusure transcatetere dell’auricola sinistra. Sono state eseguite, inoltre, 60.000 prestazioni ambulatoriali per pazienti non ricoverati.

La Cardiologia dell’Ospedale Bellaria gestisce soprattutto pazienti con scompenso cardiaco  e pazienti sottoposti ad intervento cardiochirugico. Il percorso di cura si avvale di una fase di ricovero seguita da un ciclo di day hospital riabilitativo, durante il quale il paziente cardiopatico recupera la propria autonomia. Il percorso si avvale di una équipe multidisciplinare composta da cardiologi, nefrologi, pneumologi, dietiste, psicologi e fisioterapisti. Complessivamente nel 2014 sono state effettuate 5.582 sedute di Cardiologia Riabilitativa.

La Cardiologia dell’Ospedale di Bentivoglio è il riferimento cardiologico per la pianura bolognese. Nel 2014 ha eseguito 970 ricoveri in regime ordinario, 160 ricoveri in day hospital, 90 impianti di pacemaker, 13 impianti di defibrillatore e 498 coronarografie. 188 angioplastiche coronariche sono state eseguite presso l’emodinamica dell’Ospedale Maggiore di Bologna.

sabato 27 luglio 2013

Bologna: muore di ‘paura’ a causa di un ladro.




Foto d'archivio.
L’intrusione di un ladro ha provocato un tale spavento a una signora di Bologna che è morta d’infarto.
L’evento che ha portato all’attacco cardiaco ha avuto inizio intorno alle 2.30 della notte scorsa, quando i Carabinieri  sono stati chiamati da G.P., 73enne, pensionata, bolognese, residente in via Casaglia, poiché poco prima un individuo si era introdotto, approfittando della finestra aperta per il caldo, in una stanza, dove si trovava un coppia ospitata dalla padrona di casa, la signora stessa. L’ospite , svegliatosi di soprassalto, aveva sorpreso l’intruso che, vistosi scoperto, era fuggito verso un’altra stanza dell’abitazione uscendo da una finestra aperta senza essersi impossessato di nulla. La padrona di casa, svegliatasi anch’essa, ha visto solo l’uomo fuggire dalla finestra, ma, l’essersi trovata testimone di una tanto sgradita e pericolosa violazione di domicilio, l’ha particolarmente sconvolta.  
I militari, preoccupati dello stato della signora, hanno chiesto l’intervento di un’ambulanza per verificare lo stato di agitazione anche delle persone coinvolte, fra cui la donna che per prima aveva visto l’intruso. Nel frangente, G.P. ha avvertito un malore, da cui si è ripresa però poco dopo. I sanitari, anche se la signora non ha richiesto cure mediche, precauzionalmente, anche in virtù di qualche malanno pregresso già patito dalla donna, l’hanno convinta a recarsi presso l’ospedale Maggiore per un controllo. A questo invito la signora ha ubbidito ma , mentre era nella struttura sanitaria, ha avuto un secondo mancamento e intorno alle  5.45 è deceduta per un arresto cardio circolatorio.   
Sono in corso le indagini a cura del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Bologna, coordinato dalla Procura della Repubblica. Sono stati effettuati i rilievi tecnici presso l’abitazione con l’impiego della Sezione Investigazioni Scientifiche.

Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna