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domenica 21 aprile 2024

La scuola bolognese del sistema dell’Emergenza a convegno con i massimi esperti di gestione del Trauma intra ed extraospedaliero per fare il punto sui traguardi raggiunti ed il futuro della cura

Tra i temi affrontati anche l’intervento del Sistema di Emergenza e del 118  in occasione della maxi emergenza per l’incidente nella centrale idroelettrica di Bargi, sul lago artificiale di Suviana


L’Azienda USL di Bologna informa:


Anche quest’anno il congresso “Trauma: UpDate and Organization” ha riunito a Bologna i massimi esperti di gestione intra ed extra-ospedaliera del trauma, coordinati dai clinici del Trauma Centre dell’area metropolitana che ha sede all’Ospedale Maggiore. 

Molteplici i temi affrontati, frutto dell’impegno delle equipe multidisciplinari che ruotano attorno al Trauma Centre dell’Ospedale Maggiore, che da anni promuove e stimola formazione,  innovazione clinica  e ricerca: dal soccorso preospedaliero, all’elisoccorso, fino all’analisi dei dati del più grande gruppo di studio italiano sulla terapia intensiva, in collaborazione con l’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS (https://giviti.marionegri.it).

Nella due giorni di convegno non poteva mancare il riferimento anche all’ultima maxi-emergenza scaturita dall’esplosione di una turbina presso la centrale idroelettrica di Bargi, sul lago artificiale di Suviana.

Il 9 aprile scorso, infatti, la Centrale Operativa 118 Emilia Est è stata attivata dai Carabinieri del Comune di Vergato, a fronte di una chiamata al 112 effettuata da un testimone oculare presente sul luogo della tragedia. Una volta compresa la dinamica dell’incidente, ricondotta allo scoppio di un gruppo elettrogeno con conseguente incendio che aveva provocato diversi feriti con gravi ustioni, sono stati attivati tutti gli enti preposti alla tipologia di evento e sono stati fatti convergere in loco un numero progressivamente crescente di mezzi e professionisti con cui poter garantire tutti i possibili soccorsi. Benché inizialmente non si conoscesse con certezza il numero di persone coinvolte sono stati messi in campo:

-          quattro elicotteri sanitari (elibologna, elipavullo, eliravenna a cui si è aggiunto un elicottero del 118 della Toscana) che hanno trasportato tutti i codici più gravi (quattro codici 3 intubati e ventilati più un codice 2) negli Ospedali dotati di Centri Ustioni di Cesena, Parma e Pisa oltre che al Policlinico di Sant’Orsola.

-            due automediche, di area, che si sono alternate per oltre ventiquattrore ore dapprima per portare assistenza ai feriti e, in un secondo momento, per la constatazione delle vittime.

-          cinque ambulanze con infermiere per il prezioso compito di collegamento e trasporto delle equipe di sanitari e dei feriti tra il luogo dell’evento e la sede d’atterraggio degli elicotteri.

-          un mezzo dedicato alle maxiemergenze con a bordo autista soccorritore e infermiere per il supporto logistico/sanitario sin dalla prima ora.

-          un mezzo con un coordinatore della Centrale Operativa 118 Emilia Est per le azioni di coordinamento sul posto ed interfaccia con l’unità di crisi.

Mentre tutti i mezzi di soccorso accorrevano sul posto, fondamentale è stata l’azione anticipatoria di scouting dei posti letto disponibili (in regione e fuori regione), coordinata dal Medico Link di turno in Centrale Operativa 118EE in collaborazione con le altre centrali 118 di Parma, Firenze e dell’Ausl Romagna.

Essenziale, ma non scontata, in ragione della tipologia di evento, è stata la sinergia con tutti gli enti intervenuti: dalle Forze dell’ordine, alla Protezione Civile e, primi tra tutti, i Vigili del Fuoco che si sono adoperati in condizioni estreme per la ricerca e il primo soccorso fino all’ultimo disperso. Tutto ciò, mentre continuavano le routinarie e improcrastinabili richieste di soccorso che giungevano alla Centrale Operativa 118 la cui risposta è stata resa possibile grazie all’impegno straordinario di tutti i professionisti non operativi nell’area di Suviana.

L’incidente gestito il 9 aprile scorso dai professionisti dell’Emergenza e del 118 dell’Azienda USL di Bologna è frutto della maturità e dell’esperienza raggiunta da un sistema, in grado di fare scuola nel nostro Paese.

Non a caso, l’elisoccorso felsineo - al servizio delle province di Bologna, Ferrara e Modena - ha da poco compiuto 35 anni di attività, attestandosi come il “più esperto” in Italia. Un traguardo raggiunto in virtù dell’elevato numero di pazienti soccorsi (nel 2023 sono state complessivamente 1053 le missioni, nell’ambito delle quali in 32 casi i pazienti sono stati trasfusi in setting extraospedaliero), in costante aumento negli ultimi anni, grazie alle aumentate capacità operative: volo notturno con possibilità di atterrare ovunque, così come durante le ore diurne. Da sempre innovatore, l’elisoccorso bolognese è stato inoltre il primo in Italia, assieme alla base di Grosseto, a dotarsi di emoderivati capaci di offrire una chance in più tra le terapie tempestive, in grado di modificare la prognosi nei pazienti più gravi. L’Azienda USL di Bologna gestisce inoltre l’elisoccorso della base di Pavullo nel Frignano (MO), elicottero di riferimento regionale dedicato al soccorso in ambiente impervio, in collaborazione con il soccorso alpino regionale. 

Anche nell’ambito della ricerca l’Ospedale Maggiore di Bologna registra un primato: sono 124 i lavori originali pubblicati su rivista scientifica negli ultimi 4 anni da parte del gruppo di clinici del Trauma Centre, coprendo campi di ricerca che vanno dalla gestione di traumi e politraumi all’arresto cardiaco, alle emergenze neurologiche.

Giviti, il più grande gruppo di ricerca italiano sulla terapia intensiva, tramite i dati raccolti attesta ogni anno come le terapie intensive dell’Azienda USL di Bologna siano all’avanguardia e presentino indicatori che superano la media nazionale in termini di outcome dei pazienti e controllo delle infezioni.

Nel 2023 la Rianimazione dell’Ospedale Maggiore, dedicata prevalentemente alla gestione dei pazienti provenienti da PS, ha registrato il ricovero di circa 600 soggetti di cui circa la metà con Trauma Grave, di questi l’80% a fronte dell’accesso diretto al PS dell’Ospedale Maggiore mentre il 10% sottoposti a centralizzazione secondaria da Ospedali della rete territoriale.

Il 40 % (222) dei pazienti ricoverati ha subito almeno 1 intervento chirurgico, di questi l’80% in regime di emergenza/urgenza. La Rianimazione dell’Ospedale Maggiore, inoltre, partecipa attivamente dal 2014 ad un importante progetto di benchmark internazionale chiamato PROSAFE.

Tali importanti risultati non possono essere scissi dall’ambito della formazione, erogata attraverso il Centro Giorgio Gambale, pilastro dell’attività aggiornamento dei professionisti nel bolognese.  Si pensi che, solo nell’ultimo anno, nei corsi di Simulazione Avanzata sono state erogate 4.718 ore di formazione, coinvolgendo complessivamente 492 persone (di cui 360 professionisti dell’Azienda USL di Bologna e 132 provenienti da altre sedi), a cui si aggiungono 225 studenti coinvolti in corsi teorico-pratici (di cui 168 dell’Azienda USL e 57 provenienti da altre aziende sanitarie). E così, anche il Centro di formazione Gambale contribuisce costantemente a sostenere la qualità e l’aggiornamento dei professionisti dell’Azienda USL di Bologna e di tantissime altre realtà sanitarie del nostro Paese che vengono a frequentare le attività di formazione a Bologna.

sabato 18 gennaio 2020

4 mila 300 persone trattate all’Ospedale Maggiore dalle reti cliniche e assistenziali tempo dipendenti dedicate allo Stroke, all’Arresto Cardiaco, all’Infarto, al Trauma. 2019 l’anno record.

L'Azienda USL di Bologna informa:

L'Ospedale Maggiore, sede della Centrale Operativa 118 Bologna Est e centro di riferimento per Trauma, Stroke ed emergenze cardiologiche, accoglie ogni giorno 12 persone in condizioni critiche o molto critiche colpite da patologie tempo dipendenti. Oltre 4mila e 300 lo scorso anno, un numero in costante aumento,  così come quello relativo alla vite salvate. Un risultato importante, frutto del continuo lavoro di messa a punto delle reti cliniche e assistenziali dell’Azienda Usl di Bologna, dedicate a queste patologie.

Risultati, esperienze e prossimi orizzonti delle Reti tempo dipendenti, sono stati al centro di una conferenza stampa, oggi 17 gennaio presso la Centrale Operativa 118 Bologna Est e verranno presentati domani, sabato 18 gennaio, nell’incontro pubblico “Le reti cliniche e assistenziali tempo dipendenti dell’Azienda Usl di Bologna", in programma all’Ospedale Maggiore, Aula Magna, a partire dalle 10.

Verranno illustrati il modello organizzativo delle reti cliniche e assistenziali dell’Azienda Usl di Bologna e la loro relazione con gli ospedali di riferimento, quelli spoke, con i servizi territoriali, per procedere poi alla presentazione delle diverse reti tempo dipendenti - Stroke, Arresto Cardiaco, Infarto, Trauma – che all’Ospedale Maggiore trovano il proprio centro di riferimento, metropolitano per le prime tre patologie, regionale per la quarta.  Cuore dell’intero sistema di Emergenza per i territori di Bologna, Ferrara, Imola e Modena, la Centrale Operativa 118 Bologna Est, anch’essa situata al Maggiore.
La Centrale Operativa 118 Bologna Est
330 mila le chiamate gestite nel 2019 dalla Centrale Operativa 118 Emilia Est, nei territori di Bologna, Ferrara, Imola e Modena, con una media di 900 al giorno, 30 mila in più rispetto al 2018. 220 mila, nel 2019, i servizi di soccorso attivati (603 al giorno), con 52.441 codici rossi (24%), 100.662 codici gialli (45.7%) e 66.619 codici bianchi e verdi (30.3%).
Relativamente all’area provinciale di Bologna, nel corso del 2019, la Centrale ha gestito oltre 117 mila interventi di soccorso, con oltre 80 mila codici di alta e media gravità (rossi e gialli).
205 mila i trasporti in ambulanza tra gli ospedali dell’area metropolitana bolognese (compreso Imola), coordinati dalla Centrale Operativa Trasporti Inter-ospedalieri, che opera in stretto collegamento con quella 118. In particolare sono 11 mila i trasporti inter-ospedalieri che riguardano pazienti assistiti dalle Reti tempo dipendenti.

A rispondere alle chiamate di soccorso è il team specializzato di 55 infermieri, 5 dei quali coordinatori, che si alternano nelle 16 postazioni di lavoro multimediali. In 6 secondi l’operatore della Centrale è in linea e sulla base di un protocollo di intervista, della propria competenza professionale e di parametri di valutazione oggettivi come l’innovativo SMS locator (utilizzato 614 volte nel 2019 rispetto ai 420 del 2018), identifica il luogo della chiamata, la gravità della richiesta di aiuto e dispone l’invio dei mezzi appropriati e più vicini. In particolare, nei casi di patologie tempo dipendenti, la Centrale identifica la patologia, sulla base di protocolli scientifici (come la scala di Cincinnati per riconoscere l’ictus), la dinamica dell’evento traumatico, preallerta l’ospedale di riferimento, fornisce le istruzioni per la rianimazione precoce (avvenuto in 378 casi), attivando anche, nei casi di arresto cardiaco, i cosiddetti first responder, cittadini disponibili ad intervenire per le iniziali manovre rianimatorie, collegati alla Centrale grazie alla App Dae RespondER.

La Centrale, realizzata nel 2014 e in rete con le altre Centrali 118 in Regione (Emilia Ovest, Romagna), gestisce tutte le chiamate di soccorso dai territori di Bologna, Ferrara, Imola e Modena, e coordina gli interventi di 134 mezzi di soccorso, fra i quali anche 2 elicotteri, 1 dei quali in grado di volare di notte. 
253 le missioni notturne dell’elisoccorso nel 2019 in tutta la Regione, 197 quelle che hanno riguardato le provincie di Bologna, Ferrara e Modena.
La Rete Stroke Metropolitana
A due anni dall’avvio della rinnovata Rete Stroke Metropolitana, che vede la centralizzazione presso l’Ospedale Maggiore di tutti i pazienti con ictus candidati a terapie di riperfusione tempo-dipendenti (trombolisi e trombectomie), la maggiore efficienza della rete non si à fatta attendere.
Nel 2019, infatti, sono stati 350 i pazienti sottoposti, in tempi brevissimi, ai trattamenti di ripefusione, utili a sciogliere il trombo che ostruisce l’arteria cerebrale interessata, scongiurando gravi disabilità e in alcuni casi, anche la morte della persona. In particolare sono state effettuate 267 trombolisi e 162 trombectomie. I soli trattamenti endovascolari di trombectomia meccanica hanno visto un incremento del 24% rispetto al 2018. Nel 2017, prima della riorganizzazione della Rete Stroke, i trattamenti di ripefusione erano stati di 137 trombolisi e 57 trombectomie.  Attualmente, la Rete Stroke bolognese è tra i principali centri italiani per volumi di attività.

1.500 i casi di ictus ischemico che si verificano ogni anno nell’area metropolitana, 1.200 quelli che afferiscono all’Ospedale Maggiore (una media di 23 alla settimana, circa l’80% portati dal 118). 850 di questi vengono ricoverati presso la Neurologia e Stroke dell’Ospedale Maggiore. Ogni paziente oltre a una assistenza clinica dedicata (offerta dai neurologi) ed assistenziale (infermieri, OSS, fisioterapisti, logopedisti), può avvalersi di un fisiatra e un cardiologo dedicati, oltre a consulenze specialistiche fondamentali (neurochirurgo, chirurgo vascolare, neuroradiologo, infettivologo). L’approccio multidisciplinare, infatti, è un punto chiave dell’efficacia delle Stroke Unit.

Nel 2019, la Rete Stroke Metropolitana, nei pazienti sottoposti a trombolisi endovenosa, ha registrato, a 3 mesi di distanza dall’intervento, un tasso di mortalità del 4.5% a fronte del 5.5% su scala nazionale e del 6.6% del registro internazionale SITS-ISTR. Nei pazienti, sottoposti ad un intervento di trombectomia, la mortalità a 3 mesi è stata invece del 5.4% rispetto al 8% dei centri italiani e del 11% del registro internazionale SITS.

Punti di forza della Rete Stroke Metropolitana sono la piena sinergia e collaborazione tra la  Neurologia e Stroke Unit dell’Ospedale Maggiore, parte integrante dell’ISNB, la Neuroradiologia interventistica, diretta da Luigi Simonetti, la Centrale Operativa 118 Emilia Est e il Pronto Soccorso.
Per i pazienti ricoverati che presentano disabilità importanti, negli ambiti delle funzioni sensitivo-motorie, cognitive e psicologiche sono assicurati percorsi riabilitativi dedicati di recupero presso le Medicine Riabilitative del Maggiore, del Policlinico di S.Orsola, degli ospedali di San Giovanni in Persiceto, Bentivoglio, Porretta Terme e di Villa Bellombra.
La Rete per l’Arresto Cardiaco
Nel 2019 sono state 36 le vite salvate da arresto cardiaco, pari al 20% dei casi (184 persone), il doppio della percentuale europea, con un incremento del 2% rispetto al 2018. In costante aumento anche gli interventi di rianimazione cardiopolmonare eseguiti da cittadini. Nel 30% dei casi (55), infatti, i cittadini sono arrivati prima dei mezzi di soccorso, guidati dalla Centrale Operativa 118, con un incremento, rispetto al 2017, del 2%. La virtuosa collaborazione tra la Centrale Operativa 118, i mezzi di soccorso e i cittadini, possibile grazie alla sempre più diffusa partecipazione ai corsi di formazione BLSD e all’utilizzo dell’App DAE RespondER, ha sensibilmente aumentato i casi in cui è stato possibile anticipare le manovre  rianimatorie, intervenendo così su ritmi cardiaci defibrillabili. Nel 2019 la percentuale di pazienti dimessi vivi dopo un arresto cardiaco è salita al 72% (26 pazienti), contro il 57% del 2018 (21 pazienti).  
DAE RespondER, l’App che attiva i soccorsi
DAE RespondER è la prima App in Italia completamente integrata con le 3 Centrali Operative 118 della Regione, per allertare i soccorritori volontari in caso di potenziali arresti cardiaci. Sono 2.006 i cittadini in provincia registrati ad oggi,  771 dei quali a Bologna, 8.341 in Regione. Nel 2019, nella provincia di Bologna, 66 cittadini allertati dalla App si sono resi disponibili ad intervenire. Nel 20% dei casi i first responder hanno raggiunto il luogo dell’evento prima dei mezzi di soccorso 118, anticipando così le manovre rianimatorie.
5 le persone salvate grazie all’App DAE RespondER.

Pronto Blu, la rete dei soccorritori non sanitari

Oltre 1.600 i soccorritori non sanitari addestrati e costantemente aggiornati alle manovre di rianimazione con il defibrillatore attraverso una rete di 13 centri di formazione, autorizzati dall’Azienda Usl di Bologna e coordinati nell’ambito dello progetto Pronto Blu. Alla rete dei soccorritori laici partecipano anche i 19 taxi di COTABO con defibrillatore a bordo, intervenuti 11 volte nel 2019.

La Rete per l’Infarto
343 pazienti trattati con angioplastica primaria nel 2019, fanno della Cardiologia dell’Ospedale Maggiore il primo Laboratorio di Emodinamica in Regione e il quinto in Italia. La storia attuale della Rete per l’Infarto è già quella di un sistema maturo, efficiente ed efficace che ha al suo centro l’Unità di Terapia Intensiva e i Laboratori della Cardiologia dell’Ospedale Maggiore.
Oggi la Terapia Intensiva accoglie oltre il 92% delle persone con infarto, indipendentemente dall’età. Nella quasi totalità sono sottoposte ad una rapida angioplastica primaria per via radiale, riducendone la mortalità in ospedale a poco più del 7%. Tradotto in vite salvate, dall’avvio della Rete la progressiva riduzione della mortalità ha consentito ad almeno 24 pazienti in più di sopravvivere e di ritornare rapidamente a casa senza gravi danni.
Riaprire prima possibile una coronaria chiusa dal trombo infartuale non solo riduce il danno cardiaco, ma molto spesso salva la vita. Già da tempo l’angioplastica primaria ha dimostrato di farlo molto meglio dei farmaci trombolitici ed in un numero ben più ampio di pazienti, ma richiede disponibilità di risorse, competenze ed un’efficiente organizzazione che consenta una diagnosi tempestiva e un rapido trasporto al centro dove è possibile questo trattamento.
Per queste ragioni, nel 2003 è nata proprio a Bologna, prima in Italia, la Rete Interospedaliera per l’Infarto. Una Rete che ha fatto scuola, in grado di garantire la riperfusione all’80% delle persone colpite da infarto con una riduzione della mortalità ospedaliera di circa il 30% già nei primi due anni dalla sua attivazione (nel 2002 il tasso di mortalità ospedaliera era il 17%, due anni più tardi era sceso al 12.3%). 

La Rete per i Traumi
Nel 2019 sono stati 1.867 i pazienti assistiti dal Trauma Center dell’Ospedale Maggiore, tra i primi in Italia per volumi di attività e complessità dei casi trattati, in costante aumento nel corso degli ultimi anni (1.754 nel 2018). I casi di alta gravità (codici Rossi) sono oltre 500, con una media superiore ad 1 trauma grave al giorno. Il 60% di questi pazienti, 300, viene ricoverato in Rianimazione.
I pazienti con traumi più complessi da trattare sono quelli che presentano una grave emorragia in atto o una lesione cranica. Soprattutto per loro è fondamentale, quindi, un forte coordinamento tra tutti gli attori della catena della sopravvivenza del Trauma, dalla scena dell’evento nella fase pre-ospedaliera, al trasporto, alle prime fasi di diagnosi e trattamento.
Per bloccare l’emorragia, nei casi più critici, l’intervento chirurgico di toracotomia resuscitativa, l’apertura del torace per consentire il massaggio cardiaco diretto, viene effettuato nella emergency room in Pronto Soccorso, per anticiparne i tempi e aumentarne l’efficacia. 
L’Ospedale Maggiore, inoltre, è tra le prime realtà in Italia in grado di trattare alcune tipologie di emorragia con la tecnica REBOA, che prevede l’inserimento attraverso l’arteria femorale di un catetere dotato di un palloncino che gonfiandosi all’interno dell’aorta, il principale vaso sanguigno del nostro corpo, consente di controllare temporaneamente l’emorragia in vista dell’intervento chirurgico. Recentemente, per la prima volta in Italia, questa tecnica è stata effettuata con successo al di fuori dell’ospedale, direttamente sul luogo dell’evento traumatico, dall’equipe dell’elisoccorso 118.

I pazienti con trauma che necessitano di trattamento chirurgico urgente, vengono condotti dal 118 direttamente in Sala Operatoria, by passando il Pronto Soccorso. Accesso diretto reso possibile grazie alla virtuosa combinazione di professionalità, tecnologia, comunicazione e integrazione: professionalità per la capacità clinica del 118 di identificare il paziente giusto, tecnologia, in quanto l’utilizzo dell’ecografia già sul luogo dell’evento traumatico da parte del 118 permette di anticipare la diagnosi; comunicazione e integrazione in quanto grazie all’allertamento precoce da parte del 118, il team multidisciplinare che accoglie il paziente traumatizzato, composto da medici e infermieri, accoglie il paziente direttamente in sala operatoria, insieme al team chirurgico. Quando il paziente arriva in elisoccorso, dalla pista di atterraggio sul tetto dell’edificio D del Maggiore, attraverso ascensori dedicati, viene portato direttamente in sala operatoria. Tutto ciò permette di guadagnare circa 30-45 minuti. Nel 2019, 5 pazienti con emorragia critica traumatizzati hanno potuto usufruire di questo percorso diretto, tutti sopravvissuti.





domenica 19 aprile 2015

Associazioni e Azienda Usl di Bologna insieme per Condividere Salute Mentale. Il 21 aprile, all’Arena del Sole di Bologna, un incontro per raccontarsi.



Asl informa: 

Sono oltre un migliaio le persone con disturbi mentali che nel territorio metropolitano bolognese partecipano a programmi e attività per il loro reinserimento nel quotidiano. Si tratta di interventi terapeutici e assistenziali nati dalla progettazione condivisa tra i professionisti del Dipartimento di Salute Mentale e i cittadini che animano le Associazioni delle persone seguite dai servizi e dei loro familiari, che partecipano al Comitato Utenti Familiari ed Operatori dell’Azienda Usl di Bologna (C.U.F.O.- SM).
“Abbiamo lavorato intensamente per riconoscere nelle migliaia di persone che popolano il mondo della salute mentale nell’area metropolitana di Bologna, e nelle relazioni tra di esse, uno spazio nel quale tutti, utenti, familiari, professionisti, volontari, cittadini possono dare il loro contributo” – ha dichiarato Angelo Fioritti, Direttore sanitario dell’Azienda Usl di Bologna.
In particolare, il Dipartimento di Salute Mentale ha promosso e sviluppato un programma di supporto alla realizzazione delle attività promosse dalle Associazioni, P.R.I.S.M.A. (Promuovere Insieme Salute Mentale Attivamente). Integrazione sociale, nella vita quotidiana e nel lavoro, sostegno e sviluppo delle potenzialità individuali, comunicazione e sostegno alle famiglie sono le direttrici lungo le quali P.R.I.S.M.A. ha orientato la propria attività. 9 i progetti realizzati lo scorso anno, 13 quelli attualmente in corso, che hanno coinvolto 25 Associazioni del C.U.F.O.-SM.
“Condividere la Salute Mentale - ha proseguito Fioritti - non è solo una grande sfida culturale e terapeutica, ma un modo profondamente diverso di guardare alla istituzione sanitaria. Significa riconoscere nella condivisione tra chi lavora nella salute mentale e chi ne riceve i servizi una comunità, più che l’insieme di pazienti, professionisti, cura e assistenza. E guardare a quella comunità come ad un soggetto capace di impegnarsi per aumentare qualità e quantità della informazione, consapevolezza del disagio ma anche delle tante possibilità di cura, per promuovere dialogo e confronto con tutti, tenere assieme culture e valori diversi e continuare a lottare contro lo stigma e il pregiudizio”.    
Condividere la Salute Mentale sarà al centro dell’incontro aperto alla città, in programma il prossimo 21 aprile a Bologna, all’Arena del Sole. Ad aprirlo, Chiara Gibertoni, Direttore generale dell’Azienda Usl di Bologna, Luca Rizzo Nervo, Assessore alla Sanità del Comune di Bologna e Presidente della Conferenza Sociale e Sanitaria della stessa Città , Mila Ferri, Responsabile del Servizio di Salute Mentale della Regione Emilia-Romagna, Bruna Zani, Presidente della Istituzione Minguzzi.
Nel corso della mattinata i protagonisti delle singole esperienze presenteranno attività e risultati del lavoro svolto e anticiperanno le iniziative in corso di realizzazione.
L’incontro sarà l’occasione per presentare il portale www.sogniebisogni.it, realizzato con uno dei progetti P.R.I.S.M.A. da un team composto da 9 partner, con una significativa rappresentanza di Associazioni del C.U.F.O.-S.M., guidati dall’Associazione Cercare Oltre e in stretta collaborazione con il  Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Usl di Bologna. Il portale, in corso di completamento, conterrà tutte le informazioni riguardanti le opportunità offerte dall’Azienda Usl di Bologna, dalle Associazioni, dai Servizi Sociali, per orientarsi tra le numerose iniziative, spesso sconosciute, che animano il territorio, cure e assistenza in primo luogo, ma anche  eventi, opportunità di inserimento sociale (sportive,  artistiche, formative, di lavoro, di amicizia), e tra dati ed informazioni scientifiche sui singoli disturbi, tutela dei diritti, attualità e dibattiti. Uno sportello unico a portata di click, consultabile in ogni momento, una porta di accesso sempre aperta, con l’ambizione di mettere a disposizione le informazioni con un linguaggio semplice, quello degli utenti e quello dei loro familiari.
 Alla realizzazione di sogniebisogni.it hanno contribuito anche l’Istituzione Minguzzi e due testate giornalistiche, esse stesse luogo di condivisione della comunità della salute mentale, la rivista Il Faro e il format radiofonico Psicoradio.
Realizzata con il contributo della Fondazione Del Monte, stampata in 1.000 copie presso il Centro stampa dell’Azienda Usl di Bologna e distribuita presso i Centri di Salute Mentale, Il Faro, disponibile anche online all’indirizzo http://ilnuovofaro.altervista.org/index.html, è il luogo d’incontro tra chi vive con un disagio psichico, i familiari, chi se ne occupa professionalmente.
Psicoradio è una testata radiofonica, la cui redazione è composta da persone seguite dai servizi di salute mentale, e al tempo stesso un corso di formazione permanente per imparare a fare radio. Attiva da nove anni, in onda sul network nazionale di Radio Popolare, Psicoradio è realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Usl di Bologna e Arte e Salute Onlus.