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sabato 6 gennaio 2018

Noi Voi Vergato ringrazia i partecipanti alla fiaccolata pro 'ortopedia'

Il presidente Morena Cioni ( nella foto) scrive:

Non possiamo che essere soddisfatti dell’esito della fiaccolata che ieri sera, venerdì 5 gennaio, ha visto più di 250 cittadini unirsi a noi per dimostrare ciò che diciamo ormai da tempo, che la sanità in montagna va difesa e che siamo stanchi delle bugie che ci vengono raccontate volta per volta.

E’ dall’ottobre 2015 che veniamo definiti allarmisti e portatori di voci infondate ma, purtroppo, le nostre voci di corridoio hanno sempre avuto un riscontro reale ed i cittadini presenti ieri sera hanno dimostrato quanto sia importante questa battaglia.

E’ stato bello vedere giovani e anziani insieme, cristiani e musulmani tenere lo stesso striscione per un unico scopo, la lotta contro lo smantellamento dei servizi dell’ospedale di Vergato.
Vorremmo ringraziare ad uno ad uno i cittadini intervenuti e tutti coloro che come sempre ci hanno aiutato alla riuscita della manifestazione, partendo dagli alpini che ci hanno offerto il vin brûlé, polizia municipale e carabinieri che ci hanno assistito e accompagnato lungo tutto il percorso, i giornalisti ed i videoreporter che svolgono un lavoro fondamentale per l’informazione locale, tutte le forze politiche comunali, metropolitane e regionali che hanno supportato la causa del Comitato e della sanità in vari modi e con varie iniziative in regione, nei consigli metropolitani e comunali, l’Avis da sempre al nostro fianco, Don Silvano, la comunità islamica, insomma tutti, nessuno escluso.

Vorremmo ringraziare anche coloro che non c’erano poiché la loro assenza è stata significativa di un modus operandi che evidentemente non prevede la bandiera del dialogo e della condivisione di scelte così importanti per il Comune di Vergato e per tutta la Valle del Reno. 



 

venerdì 5 gennaio 2018

Una fiaccolata per l'Ortopedia a Vergato



Il freddo, reso ancor più pungente per l'umidità, non ha impedito a tante persone di sfilare lungo le vie di Vergato per ribadire il dissenso all'intenzione di trasferire il reparto di ortopedia dall'ospedale di Vergato a quello di Porretta Terme.
Erano circa 200 secondo gli organizzatori, tra cui anche una rappresentanza della comunità islamica della Valle del Reno, coloro che hanno alzato striscioni di protesta e alla luce delle fiaccole hanno raggiunto l'ospedale di Vergato per un confronto con politici e amministratori.
Il timore è quello del depotenziamento dell'ospedale che con la perdita del reparto verrà ridotto a servizio di primo intervento aperto 12 ore al giorno e quindi non più presidio ospedaliero.
A ciò si aggiunge un secondo timore, quello cioè che, con il trasferimento a Porretta dell'ortopedia, l'utenza del centro valle non utilizzerà l'ospedale di Alto Reno Terme, ma il Maggiore di Bologna. Ne conseguirà una diminuzione del numero di pazienti che si servirà del servizio ospedaliero locale e di conseguenza, come è avvenuto per il punto nascite, verrà utilizzato il pretesto del numero insufficiente di utenti per chiudere anche Porretta.
Insomma, una doppia beffa e la vanificazione di tutto ciò che è stato fatto fino ad ora per migliorare l'offerta ospedaliera nella valle del Reno. 

No, no al trasferimento” ha esordito la presidente del Comitato in difesa dell'Ospedale, Morena Cioni ( nella foto) . “ Speriamo che gli amministratori diano seguito a ciò che i cittadini richiedono. Noi comunque non ci fermeremo”.
Di Loris Bonantini un intervento deciso e applaudito: “Quando protestavamo ci zittirono dicendo che eravamo degli allarmisti. A marzo il reperto sarà trasferito,” ha detto per sostenere la malafede degli amministratori. “ Vergato è al centro della valle del Reno. La posizione è utile persino ai residenti di Savigno. Non è accettabile questo disgraziato progetto di depotenziamento. Gli amministratori dovranno rendere conto anche dei 20 milioni spesi per l'ospedale di Vergato quando un intero piano della nuova struttura è inutilizzata”. Ha poi concluso dicendo che se la fiaccolata non avrà conseguenze, la prossima protesta sarà in Regione.

A tal proposito era presente la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Silvia Piccinini ( nella foto) ,  che ha detto: “ Siamo stati chiamati gufi, invece avevamo visto bene e ciò che sta accadendo lo dimostra,” e ha invitato, strappando un caloroso applauso, a intervenire con l'arma di cui il cittadino dispone : il voto. “Cambiare si può. Cambieranno anche gli amministratori”.
Quindi è intervenuta Giuditta Uliani: ha riferito che le opposizioni hanno chiesto un consiglio comunale straordinario perchè venga fatto il punto sul piano di riordino ospedaliero in un incontro pubblico e ha lamentato il fatto che non c'è stato un percorso condiviso sulla tematica, contrariamente a quanto promesso.
Giuseppe Argentieri ( nel centro della foto)  ha precisato: “ Siamo qua per la sanità. Quello presentato non è un piano di riordino ospedaliero, ma di depotenziamento per tutta la vallata,” e ha chiesto di reagire per evitare il peggio per il presente e soprattutto per il futuro.
Infine l'intervento di Morris Battistini che, a rimarcare la malafede degli amministratori pubblici, ha riferito che l'Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese ha già votato, dando il consenso, il nuovo piano di riordino ospedaliero, accettando quindi il trasferimento di ortopedia.
La promessa generale è stata quella di non mollare, ma di agire per raggiungere in modo determinante le 'vere' sedi decisionali.


Galeazzo Bignami scrive:

Purtroppo, per ragioni stagionali di salute, non potrò prendere parte alla manifestazione odierna ma esprimo il mio sostegno alle ragioni del comitato.
 Da anni ormai segnaliamo, in tutte le sedi opportune, quanto sta avvenendo nei territori montani: il depotenziamento dei presidi sanitari è sotto gli occhi di tutti. Politiche ben lontane da quella valorizzazione della montagna promessa solo sulla carta da chi governa a livello regionale. La nostra battaglia non si fermerà fin tanto che non sarà affermato con forza il principio di salvaguardia dei servizi sanitari sul territorio montano e la messa in rete delle eccellenze all'interno di un sistema metropolitano che miri davvero a valorizzare gli ospedali di montagna, tutelandone le eccellenze e le specificità. Si fa presto a inserire paragrafi generici sulla salvaguardia della montagna in tutti gli atti ufficiali. Alle parole però non sempre seguono i fatti. E quanto sta accadendo a Vergato ne è un lampante esempio. La Regione si faccia un esame di coscienza su una riorganizzazione sanitaria che non sta affatto tutelando le popolazioni dei territori montani.




































Fiaccolata di Vergato, noi ci saremo

da Morris Battistini

Non è passato nemmeno un anno e ci ritroviamo a chiedere ancora il Vostro aiuto, quello di tutti, di tutti i cittadini residenti da Bologna a Porretta!
Dopo mesi di duro lavoro, di serate passate ad organizzare e a pensare a cosa inventarsi per salvare l'ipotetico trasferimento di Ortopedia da Vergato a Porretta, dopo un importante collaborazione sinergica fra noi Gruppo Consiliare UNUTI PER CAMBIARE MARZABOTTO e il Comitato Noi Voi Vergato di Morena Cioni oggi, vi chiediamo nuovamente di accompagnarci in piazza e per le strade di Vergato nella fiaccolata di Venerdì 5 Gennaio 2018.
Si, perchè solo noi Consiglieri di Marzabotto insieme ai membri del Comitato, dopo le promesse, i proclami, le autocelebrazioni e le varie autocompiacenze che i Sindaci hanno annunciato negli scorsi mesi,abbiamo ritenuto opportuno dopo la Manifestazione dell' 8 Aprile di continuare a lavorare sodo, di non mollare il colpo, di credere ancora che questo piano di riordino così come "rifatto" ( a loro dire) non sia altro che il solito pacco dal titolo "piuttosto che niente è meglio piuttosto" ma dal contenuto vuoto che altro non può produrre se non danni abnormi nel futuro della sanità del nostro Appennino.
Io personalmente, da Marzabotto, insieme ai membri del Comitato abbiamo ritenuto corretto e coerente
continuare a batterci per contrastare questo "nuovo piano di riordino" che tutti i Sindaci dell'Unione hanno approvato all'unanimità. Una scelta che contrastiamo senza alcun indugio e per la quale saremo pronti a dar battaglia fino all'ultimo giorno, senza mai a contrario di altri, tirarci indietro e comparire solo a ridosso dei grandi eventi per ricevere un po' di visibilità mediatica o allearci con i "nemici" locali di sempre pur di ricevere un briciolo di considerazione. Una scelta che noi di UNITI per CAMBIARE MARZABOTTO abbiamo fatto con coerenza e in linea con quello che abbiamo sempre sostenuto tanto da decidere, insieme al Comitato, di ORGANIZZARE questa fiaccolata (organizzare e non partecipare come fa qualcun altro).
Noi abbiamo deciso di rimanere sul pezzo continuando a dar battaglia, nelle assemblee pubbliche, nelle commissioni competenti fino in consiglio comunale. Noi non abbiamo fatto comunicati congiunti dal sapore iniquo, che dicono tutto e contemporaneamente non dicono niente, non abbiamo richiesto grandi consigli comunali che chiunque sapeva non sarebbero mai arrivati.
Noi siamo per la politica del fare, per la politica fatta dalla gente e dalle idee comuni. Noi siamo per la politica del buon senso, quella che dice che prima devono venire rispettati i diritti dei cittadini, degli utilizzatori del servizio ospedaliero, e solo dopo gli interessi dell'azienda USL.
Ci siamo battuti per evitare la chiusura del pronto soccorso e il trasferimento di Ortopedia dall'Ospedale di Vergato. Ci siamo riusciti ma non è stato abbastanza. Oggi insieme, siamo chiamati a combattere un altro rischio: il trasferimento di ortopedia a Porretta.
Ora dobbiamo impegnarci ancora, con un altro sforzo, con un ennesimo sacrificio. Ora dobbiamo scendere per le strade di Vergato, in religioso silenzio (come quello con cui loro decidono sulla pelle della gente) con una fiaccola in mano dobbiamo accerchiare l'Ospedale di vergato facendogli capire che noi siamo più forti di loro e che loro non possono attuare un ddl (per altro sbagliato e senza senso) senza prima aver analizzato caso per caso, criticità per criticità ma sopratutto senza prima aver fatto i conti con la popolazione della Valle del Reno che quotidianamente utilizza detti servizi. Gli abitanti dell'Appennino non sono dei numeri, bensì delle persone.
Svegliaaaaa!!! I sindaci sono stati obbligati a genuflettersi al volere del partito ed oggi sono qui a raccontarci che tutto sommato il nuovo piano di riorganizzazione è buono, perché garantisce a Vergato nuovi servizi, mantenendo comunque un presidio ortopedico per gli interventi minori.
Bugie, bugie e bugie.... le solite bugie!! Chiunque capirebbe che spostando gli interventi di Ortopedia
destineranno l'ospedale di Vergato a diventare nel tempo un OSCO, facendo rischiare a quello di Porretta di sopravvivere nel primo periodo ma poi di andare incontro allo stesso destino, quando gli accessi anche ortopedici non sosterranno più l'apertura di una struttura simile.
Non è difficile da capire!!! Credetemi.
Le amministrazioni dell'unione dell'Appennino hanno tradito i patti presi con i cittadini. Abbiamo sentito Sindaci
come Franchi e Gnudi scandalizzarsi per la possibilità che il reparto di Ortopedia potesse essere trasferito, abbiamo sentito il Sindaco di Porretta Nanni annunciare già mesi fa (ancor prima della pubblicazione nel "nuovo piano di riorganizzazione") la preparazione degli spazi per il reparto di ortopedia all'interno dell'Ospedale di Porretta, e anche in quell'occasione i Sindaci del Medio Reno finsero stupore ed indignazione.
Addirittura il Sindaco Franchi scrisse al Direttore Quargnolo, chiedendo spiegazioni. Eppure tutto era già deciso e fatto ma a noi consiglieri di opposizione e a voi cittadini continuavano a dire di non saperne nulla.
Adesso davvero basta, sembrerà banale e scontato ma la con salute delle persone non si scherza e non si fanno battaglie ne politiche ne di partito. Qui prima viene la gente poi le tessere del PD!
Quella sinistra (oggi PD) che anni fa volle a tutti costi costruire due ospedali a 20 km l'uno dall'altro. Quello stesso PD che non più tardi di qualche anno fa destinò 20 milioni di euro pubblici per rifare l'ospedale di Vergato, oggi sta votando a favore un piano di riorganizzazione che prevede il trasferimento di uno dei più importanti reparti (in termini di accessi) presso un'altro ospedale, quello di Ortopedia.
Quanto ancora dovremmo farci prendere in giro da questa gente prima di capire che l'interesse del partito ha ancora più importanza della salute dei cittadini della Valle del Reno?
Vi aspetto in Piazza dei capitani a Vergato, alle ore 17.00. Insieme a me e alla presidente del Comitato Morena Cioni per partire in questa nuova battaglia contro lo spostamento del reparto di Ortopedia da Vergato a Porretta.
Nessun campanilismo intendiamoci bene, ma una semplice presa di posizione di buon senso, di rispetto con chi e per chi in questi anni ha mantenuto vivo e attivo l'Ospedale di Vergato.


venerdì 9 gennaio 2015

Anche Marzabotto in piazza a Bologna per i fatti di Parigi.



L’Associazione Romano Franchi di Marzabotto ha inviato un comunicato a seguito dei recenti fatti che hanno funestato  la redazione del Charlie Hebdo.

In esso informa la propria  piena adesione al presidio e alla fiaccolata  in svolgimento in queste ore in Piazza Nettuno a Bologna.

Ecco il comunicato: 


mercoledì 16 luglio 2014

Il Magazzino dei Ragazzi di Pioppe di Salvaro è in 'fiaccolta' per la pace.



Di Paolo Giuffrida
Oggi mercoledì 16 luglio si terranno due iniziative che rispondono all'appello della Rete della Pace. Una fiaccolata alle 21 in Piazza Maggiore a Bologna e una a Pioppe di Salvaro, sempre alle 21.  

I ragazzi chiamano uomini e donne che credono nella Pace e nella nonviolenza a mobilitarsi partecipando nella propria città alla  FIACCOLATA per la Pace, la libertà, la giustizia in Palestina e Israele. 

E CHIEDONO: 

· che cessino immediatamente il fuoco, le  rappresaglie e le vendette di ogni parte; 
· che la politica e la comunità internazionale assumano un ruolo attivo e di  mediazione per la fine dell’occupazione militare israeliana e la colonizzazione del  territorio palestinese, per il rispetto dei diritti umani, della sicurezza e del diritto 
internazionale in tutto il territorio che accoglie i popoli israeliano e palestinese; 
· che il governo italiano si attivi immediatamente affinché il nostro Paese e i Paesi 
membri dell'Unione Europea interrompano la fornitura di armi, di munizioni, di 
sistemi militari, come pure ogni accordo di cooperazione militare con Israele; 
· che il nostro governo, oggi alla Presidenza dell'Unione Europea, assuma questi 
impegni con determinazione e coraggio.

L'ASSOCIAZIONE ‘IL CAMPANILE DEI RAGAZZI’ DI PIOPPE DI SALVARO - GRIZZANA MORANDI
ADERISCE ALL'APPELLO (Rete della Pace)

MAI PIU' VITTIME! PER PACE, LIBERTA', GIUSTIZIA IN PALESTINA E ISRAELE

ED ORGANIZZA A PIOPPE DI SALVARO - STAZIONE FERROVIARIA - SECONDO BINARIO ORE 21,00
UN MOMENTO DI RIFLESSIONE/PROTESTA PER CHIEDERE L'IMMEDIATA CESSAZIONE DI OGNI ATTO DI GUERRA TRA ISRAELE E PALESTINA. ALL'INCONTRO PARTECIPERA' CARLA BIAVATI DI IPRI - RETE CCP (Corpi Civili di Pace e Istituto per le Ricerche sulla Pace in Italia) E DEL COORDINAMENTO BDS DI BOLOGNA


Il sonno della ragione continua a generare mostri

SEGUIRA' ALLE ORE 21,30 LA PREVISTA PROIEZIONE DEL FILM-DOCUMENTARIO ‘Vivere senza soldi’ DI LINE HALVORSEN CHE RACCONTA LA VITA DI HEIDEMARIE SCHWERMER, UNA SIGNORA TEDESCA CHE OGGI HA 71 ANNI E CHE 17 ANNI FA HA SCELTO DI VIVERE FACENDO A MENO DEI SOLDI.

giovedì 24 aprile 2014

Un 'mare di candele' illuminerà questa sera l'ultima camminata di Erika Fondaroli e una 'borsa di studio' della Pubblica Assistenza aiuterà il figlio.



Al saluto a Erika, all'ingresso di Magica Acconciature.

Una fiaccolata dal titolo ‘ Una candela per Erika’ ricorderà  questa sera, giovedì 24 aprile,  alle 20 a Lama di Reno , Erika  Fondaroli, la giovane donna  morta in un incidente stradale il 22 aprile scorso in A1 a Casalecchio di Reno.
 La 37enne,  titolare di 'Magica Acconciature' a Sasso Marconi, era con il figlio tredicenne a bordo dell'auto in corsia d'emergenza quando è stata tamponata da un mezzo pesante. Lei è morta sul colpo e il figlio è rimasto ferito con conseguenze non  preoccupanti.

Il punto di partenza della fiaccolata è stato previsto al centro sociale di Lama di Reno.

 L’inspiegabile incidente e la grande considerazione di cui Erika godeva  quale professionista e, soprattutto, per il suo ‘generoso’ impegno sociale a fianco della Pubblica Assistenza di Sasso Marconi e di Ant, hanno mobilitato quanti l’hanno  conosciuta e hanno avuto modo di apprezzare il suo altruismo.
In particolare il consiglio della Pubblica Assistenza di Sasso Marconi ha deliberato l’istituzione di una borsa di studio a favore del figlio di Erika, perché lo accompagni e lo sostenga nel suo percorso scolastico fino al raggiungimento della maggiore età.

Non è ancora stata stabilità la data dei funerali anche perché non è ancora stato deciso se la salma sarà sottoposta ad autopsia o meno. Si presume comunque che non possano essere celebrati prima della prossima settimana.