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martedì 17 gennaio 2017

Reati predatori: due arresti e tre denunce in provincia di Bologna.


Foto della Tenenza Carabinieri Medicina.
Negli ultimi giorni, i Carabinieri hanno eseguito due arresti e tre denunce nei confronti di cinque rumeni responsabili di furto aggravato.

A Castel Guelfo, i Carabinieri hanno arrestato un 31enne e un 40enne, residenti a Rimini, per aver asportato, utilizzando una borsa “schermata”, una decina di capi di abbigliamento del valore di circa 1.300 euro, da un negozio del centro commerciale “The Style Outlets” e per aver tentato la fuga a bordo di un’auto parcheggiata nelle vicinanze. Oltre al furto, il 40enne è stato arrestato anche a seguito di un’ordinanza di “Custodia cautelare in carcere”, emessa dalla Corte di Appello di Bologna, in sostituzione di un “Obbligo di dimora” nel comune di residenza che aveva ricevuto a causa di altri reati commessi contro il patrimonio.

A Budrio, invece, sono stati denunciati un 25enne con precedenti di polizia e una 41enne incensurata, entrambi senza fissa dimora, per aver sottratto dei salumi dalla “Coop” di Dante Mezzetti e per aver tentato la fuga, fallita er l’intervento di un responsabile del locale che ha chiamato subito il 112. All’arrivo dei Carabinieri i due rumeni sono stati identificati e la refurtiva, del valore di circa 200 euro, è stata recuperata. 

Ad Alto Reno Terme, infine, i Carabinieri della locale Stazione hanno denunciato un 36enne, domiciliato a Camugnano, per aver rubato il portafogli e il telefono cellulare dalla tasca del giubbotto di un dipendente del supermercato “D-più” di Granaglione. La vittima, impegnata nella sistemazione di uno scaffale, aveva lasciato l’indumento sopra un carrello e il ladro l'aveva 'alleggerito con destrezza e discrezione, dopodiché era fuggito per strada, facendosi notare da alcuni passanti. I militari sono risaliti all’identità dell’uomo e dopo essersi recati a casa sua, l’hanno invitato a consegnare quello che aveva rubato. Il 36enne, incensurato, ha restituito la refurtiva del valore di circa 500 euro.

Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

lunedì 8 agosto 2016

Non sempre l'espressione d'affetto è vera e disinteressata. A Budrio, anziano derubato per strada con la tecnica dell’abbraccio.



I Carabinieri della Stazione di Budrio sono risaliti all’identità di una rumena, 24enne, senza fissa dimora, responsabile di un furto con destrezza commesso sabato mattina ai danni di un anziano di Budrio che stava passeggiando per strada. La vittima, 69enne del luogo, nonostante avesse intuito le intenzioni della ragazza, avvicinatasi con la scusa di un abbraccio e di una 'sveltina dietro l’angolo', non è riuscita ad impedirle di sfilargli via il suo orologio in oro, marca Longines, che portava al polso. Questo perché la 24enne, gravata da precedenti di polizia, è probabilmente una professionista del settore, specializzata in colpi ai danni delle categorie più vulnerabili. L’identificazione della giovane rumena è stata possibile grazie alla collaborazione di una passante, italiana sulla cinquantina, che aveva assistito ai fatti.

Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

sabato 7 novembre 2015

Budrio accoglie gli agricoltori per la 'La Giornata del Ringraziamento'.

Budrio ospita domani, domenica 8 novembre, la Giornata provinciale del Ringraziamento, tradizionale e significativo appuntamento degli agricoltori, organizzato da Coldiretti.

Non mancherà il 'mercato di Campagna Amica'.


Il programma della giornata. 

 

domenica 20 settembre 2015

Budrio ha intitolato il Parco di via Creti Martella al Vice Brigadiere dei Carabinieri Salvo d’Acquisto, medaglia d’oro al valor militare alla memoria.



Il COMANDO di BOLOGNA della Legione Carabinieri informa:


Si è svolta a Budrio la cerimonia per l’intitolazione di un parco pubblico in via Creti Martella al Vice Brigadiere dei Carabinieri, Medaglia d’oro al valor militare alla memoria, Salvo D’Acquisto.
L’iniziativa, promossa dal Comune e dalla Sezione dell’Associazione Nazionale Carabinieri di Budrio, ha visto la partecipazione del Sindaco Giulio Pierini, del Vice Comandante della Legione Carabinieri Emilia Romagna, Colonnello Giulio De Masi, dell’Ispettore Regionale per l’Emilia Romagna dell’Associazione Nazionale Carabinieri, Generale Rosignoli, del Comandante Provinciale dell’Arma Colonnello Valerio Giardina, del Cappellano Militare dell’Arma per l’Emilia Romagna, Don Giuseppe Grigolon, e di autorità locali, oltre a numerosa popolazione, tra cui molti giovani delle scuole.
Dopo la celebrazione della Messa da parte del cappellano militare, un corteo si è mosso da piazzetta Enrico Resca per poi raggiungere il parco, che è stato ufficialmente intitolato, con la scopertura della lapide commemorativa.




martedì 1 settembre 2015

Continuano gli imbrogli online. A Budrio e a Porretta Terme due vittime.


La nuova frontiera della truffa viaggia on line. I Carabinieri hanno ieri denunciato due persone per truffa, poiché responsabili di vendite online fasulle. I fatti sono accaduti in luoghi diversi. Uno è successo a Budrio, dove i militari del posto hanno denunciato una napoletana di 22 anni, con precedenti di polizia, per aver in ingannato un 50enne della bassa bolognese attraverso un annuncio che pubblicizzava la vendita di un’impastatrice al costo di 511 euro. L’altra truffa è stata scoperta dai Carabinieri di Porretta Terme che hanno denunciato un leccese incensurato di 43 anni per aver simulato la vendita di una consolle per video giochi di ultima generazione al prezzo di 100 euro, ai danni di un’altra 50enne dell’Alta Valle del Reno. In ogni caso, i soggetti denunciati hanno adottato lo stesso modus operandi: inserzione fasulla, disponibilità nella prima fase della vendita, ricezione del denaro tramite bonifico o ricarica della carta di credito prepagata e irreperibilità nei confronti dei clienti che, a fronte della mancata spedizione postale del prodotto acquistato chiedevano spiegazioni, senza riceverle. Poi si palesava la truffa.

Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna


sabato 13 dicembre 2014

Oltre al danno, la beffa. Per far posto ad un centro commerciale è stato abbattuto un edificio del 1936 voluto dallo stesso padre della radio. Ora è stato deciso che il centro commerciale non si farà.



Abbiamo seguito il percorso 'politico-amministrativo' che ha portato al ‘triste sacrificio’ della palazzina Rai di Budrio, valuta da Guglielmo Marconi, sull’altare della ‘convenienza-programmazione commerciale’ e ora, ed è una vera beffa, giunge la notizia che dopo l’abbattimento della storica struttura, la programmazione di riutilizzo dell’area va a rotoli. Insomma, si è scherzato. Ma la palazzina di Marconi però non c’è più.  

Scrive infatti  David Marceddu

Un pezzo di storia della radio abbattuto per niente. Il centro commerciale che doveva essere costruito dove dal 1936 sorgeva la palazzina Rai di Budrio, alla fine infatti non si farà. A spiegarlo a ilfattoquotidiano.it è lo stesso sindaco della cittadina alle porte di Bologna, Giulio Pierini: “La società Pizzoli (che produce patatine, ndr) va a fare uno stabilimento in un altro comune, a San Pietro in Casale. Così salta tutto, anche il centro commerciale che si sarebbe dovuto costruire in quell’area”, dice il primo cittadino eletto per il Partito democratico. Secondo un accordo di programma firmato nel 2010 da tutti gli enti locali (e che ora di fatto, con l’abbandono da parte di una delle aziende, salterebbe), i terreni in cui erano installate da quasi 80 anni le antenne radiotelevisive, dovevano fare spazio al nuovo polo produttivo Pizzoli e a un centro commerciale costruito da un’altra società bolognese, la Part Tre del gruppo bolognese Maccaferri. E proprio secondo quanto previsto dal progetto del centro commerciale, a giugno 2013 le ruspe avevano demolito un edificio datato 1936, la cui costruzione aveva caldeggiato lo stesso Guglielmo Marconi: solo a causa dell’aggravarsi della sua malattia (che poi lo portò alla morte), il premio Nobel, uno dei padri della radio, non poté poi partecipare all’inaugurazione.
L’abbattimento del fabbricato era arrivato dopo mesi di proteste. Con lo spegnimento delle antenne Rai conclusosi nel 2012 e voluto dalla stessa azienda radiotelevisiva pubblica, un gruppo di radioamatori si era infatti speso per salvare la palazzina e così anche l’opposizione in consiglio comunale. A seguito delle proteste, nel marzo 2012 la Soprintendenza provinciale per i beni architettonici pose un vincolo sul palazzo, di fatto impedendone l’abbattimento: “Considerato l’interesse particolarmente importante dell’edificio in oggetto, inaugurato nel 1936, per il riferimento alla storia della scienza e della tecnica, in quanto si tratta della prima grande stazione ‘Marconi’ di radiodiffusione costruita interamente in Italia, intitolata a Guglielmo Marconi, che ebbe un ruolo decisivo nella sua realizzazione – scrisse la Soprintendenza – si comunica l’avvio del procedimento di dichiarazione di interesse culturale dell’ex centro trasmittente a onde medie di Budrio”. Tuttavia, dopo otto mesi, il parere della Direzione regionale per i beni culturali ribaltò la decisione e ‘tolse’ il vincolo: “La palazzina, nata come dignitosa e ordinata realizzazione ispirata ai modi razionalisti, sostanzialmente modificata nell’impianto planimetrico, nel volume e negli elementi caratteristici, non raggiunge la qualità architettonica necessaria alla dichiarazione d’interesse storico artistico, rivelandosi piuttosto come edificio di valore storico testimoniale”. Così partirono le ruspe.
“Ai cittadini di Budrio che non hanno interesse a utilizzarla ‘politicamente’, della palazzina non è mai interessato niente”, spiega oggi Pierini. “La stragrande maggioranza dei budriesi non sapeva neppure dell’esistenza di quell’edificio che non aveva più i caratteri originari degli anni Trenta, non aveva più niente di quel periodo. E comunque – conclude il sindaco – la hanno abbattuta legittimamente i legittimi proprietari, privati”. Ora bisognerà capire che cosa ne sarà di quei terreni. Con il passo indietro di uno degli attori infatti, è partito l’iter di decadenza dell’accordo di programma del 2010. “Sul futuro di quelle aree – spiega Pierini – sentiti anche i proprietari, cominceremo a ragionare già nel 2015 nell’ambito di una variante del Piano strutturale comunale. Ma sarà lunga. Ad ogni modo, per vedere lì costruiti uno stabilimento o un eventuale altro centro commerciale ci vorranno degli anni”.

martedì 14 gennaio 2014

Ancora truffe telematiche. Questa volta sono caduti nella rete due acquirenti di Castiglione dei Pepoli e di Budrio. I due venditori individuati e denunciati dai Carabinieri.



I Carabinieri della Stazione di Castiglione dei Pepoli e quelli di Budrio hanno denunciato due persone per truffa. Il primo, un 47enne di Napoli, gravato da numerosi precedenti commessi soprattutto nel Centro-Nord Italia, è stato individuato dai militari della Valle del Reno grazie alla denuncia sporta da un 41enne di Castiglione dei Pepoli che si era rivolto all’Arma perché era stato truffato dall’uomo con cui aveva concluso un affare: l’acquisto online di un telefono cellulare al prezzo di 450 euro. Il venditore ha ricevuto i soldi da un bonifico bancario eseguito su un conto corrente aperto a suo nome e si è reso irreperibile. I Carabinieri lo hanno individuato attraverso le generalità che l’uomo aveva lasciato alla vittima.

Stessa sorte è toccata a una 42enne polacca residente a Budrio, caduta nella rete di un altro abile truffatore, un 49enne torinese, anche lui con precedenti di polizia, che aveva inserito su un sito internet l’annuncio di vendita di un Audi A4 usata ‘super scontata’. La donna, ammaliata dalla foto della berlina, si è assicurata la vendita versando subito una caparra di 400 euro sulla carta di credito prepagata del torinese che ha ringraziato la futura cliente e come il suo collega napoletano si è reso irreperibile.

Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna

lunedì 18 novembre 2013

Quale è il futuro ospedaliero della Provincia di Bologna ?



Riportiamo integralmente l’interrogazione del consigliere regionale Alberto Vecchi ( nella foto )  alla Giunta regionale  circa la riorganizzazione di reparti e strutture ospedaliere a Budrio, Bazzano, Loiano, Porretta Terme e Vergato e la risposta.

INTERROGAZIONE:

Premesso per arrivare a un equilibrio economico-finanziario nel settore sanitario, la Regione Emilia-Romagna dovrà trovare nel corso del 2013 circa 260 milioni di euro, senza ridurre quantità e qualità dei servizi;

Ospedale di Vergato
Considerato che sarà un compito arduo se pensiamo che solamente nella Provincia di Bologna si parla di chiudere il centro nascite di Porretta Terme, ed è stata chiusa la Chirurgia generale a San Giovanni in Persiceto e Bazzano e si parla di ridimensionare fortemente l’ospedale di Budrio, insomma una riorganizzazione che ridurrà gli organici, rimodulerà l’offerta al ribasso e farà risparmiare risorse sulla “pelle” dei cittadini;

Osservato che addirittura  l’Ospedale di Loiano qualche anno fa ha rinnovato i locali del Punto di Primo Intervento ma a questo non è poi seguito un adeguato e effettivo potenziamento. Infatti oltre alla soppressione dell’automedica nei turni notturni con il medico lasciato a piedi in attesa di essere recuperato, il Punto di Primo Intervento in questi anni ha subito uno svuotamento, ormai quotidiano ed inesorabile sia nei contenuti che nella sua forma strutturale.
All’Ospedale di Bazzano, l’Ausl ha tagliato lo scorso anno ben 22 posti letto tra degenze ordinarie, day surgery e day hospital quest’anno sarà “completata l’opera”, in quanto l’obiettivo sembrerebbe quello di portare a Bologna la Chirurgia Generale e le Sale Operatorie.
Analoga situazione di taglio è all’ospedale di Porretta Terme dove è prevedibile che venga chiuso il centro nascite e la mancanza di questo servizio significherebbe non solo un evidente danno per tutte le potenziali gestanti del territorio (e per i loro prossimi congiunti) che sarebbero costrette a trasferirsi altrove per partorire ( il presidio ospedaliero più vicino è a Bologna a 70 chilometri di distanza), ma rappresenterebbero la prova oggettiva che gli esorbitanti costi di costruzione del nuovo Ospedale non si sono tradotti affatto, nel concreto, in efficienti e sicuri servizi sanitari agli abitanti dell’Alta Valle del Reno.
A Vergato, che dista solo pochi km da Porretta Terme, sono appena stati spesi milioni e milioni di euro per costruire un Nuovo Ospedale ed oltre alla “barzelletta” dell’ultimo piano della struttura, dove le sale operatorie sono ancora allo stato grezzo e si è deciso invece di ristrutturare quelle posizionate nel Vecchio Ospedale, già ora sembra esserci una grande incertezza su quali servizi lasciare in essere in un Ospedale appena inaugurato.
Infine l’ospedale di Budrio dove vi è stata una costante diminuzione dell’organico generale, infatti se prendiamo il Dipartimento di Otorinolaringoiatria oltre alla mancanza della figura apicale stabile, si è arrivati alla chiusura dell’ambulatorio il sabato e alcuni ambulatori pomeridiani, al dimezzamento del servizio di rieducazione Logopedica e ad una significante ma preoccupante diminuzione delle liste d’attesa chirurgiche che evidenziano come i pazienti si stanno allontanando a Budrio e scelgono altri Ospedali.
Preso atto che se da un lato l’esigenza primaria della Direzione Generale dell’AUSL bolognese è da alcuni anni il contenimento della spesa, questa politica aziendale non può certo giustificare una scelta così penalizzante per l’Ospedale di Budrio che in pochi anni si è vista eliminare 4 primariati su 6 e nella sola Unità Operativa di Otorinolaringoiatria l’organico medico è passato da 7 a 5 unità (-30%);

Interroga

La Giunta per sapere;

·         Se è a conoscenza di questa situazione e quale giudizio si dia;

·         Se non ritiene che con queste scelte si stia producendo un grave declassamento delle strutture con il rischio di scendere al di sotto dei livelli minimi assistenziali che finirebbero in pochi anni per trasformare questi Ospedali in una lungodegenza o poco più;

·         Se  esista l’intenzione  di effettuare una riorganizzazione nei reparti degli ospedali di Budrio, Bazzano, Loiano, Porretta Terme, Vergato attraverso quali modalità;

·         Se vi è l’intenzione di chiudere  il reparto di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale “Costa” di Porretta Terme (BO)  l’unico presidio ospedaliero  presente sull’intero territorio del Distretto Sanitario di Porretta Terme, che comprende ben 14 Comuni.


RISPOSTA: