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sabato 21 settembre 2024

Arresti domiciliari per un 67enne, accusato di essere un palpeggiatore seriale

 



Un uomo di 67 anni, di nazionalità straniera, è stato posto agli arresti domiciliari con l'obbligo di indossare il braccialetto elettronico. La misura cautelare è stata disposta dal Giudice in seguito a un'indagine per violenza sessuale, eseguita dai Carabinieri di Borgo Panigale.

L'indagine è stata avviata a seguito delle denunce presentate da due giovani sanitarie impiegate in una struttura ospedaliera della provincia. Le donne hanno riferito di essere state molestate sessualmente dal 67enne durante il suo ricovero. Gli episodi risalgono agli inizi dello scorso agosto: il primo si è verificato quando l’uomo ha palpeggiato i glutei di un'infermiera; il secondo, il giorno successivo, ha visto l’uomo tentare di molestare nuovamente la stessa infermiera, bloccandola contro il muro. Pochi giorni dopo, l’uomo ha aggredito un’altra operatrice socio-sanitaria, riuscendo a baciarla con la forza dopo averla spintonata.

Il 67enne è stato rintracciato e sottoposto alla misura cautelare dai Carabinieri.

giovedì 10 novembre 2022

Si ‘guadagna’ gli arresti domiciliari per aver violato il divieto di avvicinare la ex fidanzata

 

Foto dal web

I Carabinieri di Vergato hanno arrestato un 22enne italiano in esecuzione dell’ordinanza degli arresti domiciliari del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bologna.

Il giovane, indagato per maltrattamenti contro familiari o conviventi, è stato sottoposto agli arresti domiciliari, in sostituzione di una misura cautelare più lieve (divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa) che aveva ricevuto a giugno, dopo che, durante un raptus di gelosia, aveva preso a pugni la fidanzata, provocandole delle lesioni, fortunatamente non gravi.

Poco incline a osservare la misura cautelare applicatagli a giugno, il 22enne ha violato il provvedimento in due occasioni (14 ottobre e 2 novembre scorso) avvicinandosi in entrambi i casi all’ex fidanzata mentre si trovava in compagnia del padre che era a conoscenza della situazione della figlia.

Informata dei fatti dai Carabinieri, la Procura della Repubblica di Bologna ha chiesto l’aggravamento della misura cautelare e il Giudice si è espresso con l’applicazione degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico che il giovane è stato invitato ad indossare scrupolosamente per evitare di finire in carcere. 

Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

sabato 29 ottobre 2022

Non accetta la fine della relazione e perseguita la ex compagna

 Stalker arrestato dai Carabinieri e sottoposto agli arresti domiciliari. Aveva tentato di entrare nella casa dell’ex amante persino arrampicandosi sui muri

Foto d'archivio 

 

A un 29enne moldavo, residente a Casalecchio di Reno, indagato per atti persecutori, violazione di domicilio e danneggiamento ai danni dell’ex compagna, una quarantenne italiana, gli sono stati imposti gli arresti domiciliari.

La vicenda è nata nel 2020, in piena emergenza sanitaria da Covid-19, quando la donna, non potendo uscire, aveva iniziato a frequentare il giovane moldavo, suo vicino di casa.

Dopo una relazione sentimentale durata qualche mese, il 29enne, non accettando la fine del rapporto, aveva iniziato a manifestare una gelosia morbosa e per questo aveva iniziato a perseguitare l’ex compagna, mettendo a rischio anche l’incolumità dei due figli minorenni avuti dalla donna in una precedente relazione.

La donna si è rivolta ai Carabinieri che hanno accertato diversi episodi persecutori e una serie di violazioni di domicilio e danneggiamenti che il giovane aveva commesso nei confronti dell’ex compagna. Tutto ciò ha  portato all’applicazione della misura cautelare per fermare l’indole dell’indagato che, come ha descritto il Giudice, “…ha dimostrato di non essere in grado di governare i suoi istinti, al punto da arrampicarsi sul muro di un edificio per entrare nell’appartamento della donna, mettendo in pericolo anche la propria incolumità pur di realizzare l’obiettivo di vessare la ex compagna”. 

giovedì 10 marzo 2022

Quando la convivenza è difficile. Preferisce il carcere agli arresti domiciliari.

Evade dai domiciliari e chiede il carcere: "Lo preferisco alla convivenza con mio fratello"

Foto d'archivio


La precisazione  al momento dell’arrestato che il tentativo di evasione dai  domiciliari era una fuga dal fratello, ha sorpreso i carabinieri. A ancora più sorpresi dalla seconda precisazione, quella di voler essere ricoverato in carcere, in qualsiasi posto ma non in famiglia.  

Invece, in ossequio alla legge, l’uomo è stato nuovamente arrestato per evasione e costretto di nuovo ai domiciliari.

E’ successo ieri, 9 marzo. I carabinieri chiamati per una lite in via Galliera, hanno trovato in strada alcune valige del fuggiasco, un  33enne bolognese che stava scontando la condanna per reati contro il patrimonio a casa del fratello. 

L'uomo ha raccontato delle sue difficoltà a dividere l’abitazione con il fratello e di preferire il carcere alla convivenza con il familiare.

Preso da sconforto e irritazione alla notizia che gli arresti domiciliare erano confermati, anzi prolungati per il suo tentativo di fuga, ha costretto i militari a un intervento  faticoso per farlo rientrare in casa. L'uomo ha reagito mettendo in atto alcuni comportamenti di autolesionismo. 

martedì 7 aprile 2020

Agli arresti domiciliari e in quarantena Covid esce per rubare.

Non contenta, si reca in farmacia per acquistare paracetamolo


Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

Proseguono senza sosta i controlli di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Purtroppo, continuano a essere tante le persone denunciate che non hanno rispettato l’ordinanza ministeriale. La maggior parte dei soggetti non riesce ad aderire allo slogan “#IO RESTO A CASA” e finisce per infrangere la legge per i motivi più svariati, talvolta mettendo a rischio la salute degli altri, come accaduto ieri pomeriggio a una 32enne italiana che invece di restare a casa è uscita per andare a comprare del paracetamolo in farmacia ed è stata denunciata. La donna era obbligata a restare a casa per due motivi, la misura degli arresti domiciliari e l’isolamento fiduciario. Gli arresti domiciliari, ricevuti in passato come conseguenza dei suoi reati, li aveva nuovamente violati sabato scorso per andare a rubare al centro commerciale Centro Lame di via Marco Polo, venendo arrestata dal Nucleo Radiomobile Carabinieri di Bologna. L’isolamento fiduciario, invece, lo aveva ricevuto ieri mattina, per aver avuto dei contatti col suo fidanzato, positivo al COVID-19 e ricoverato in ospedale. In questo periodo di emergenza sanitaria, si sta rivelando fondamentale la soluzione O.d.i.n.o., “Operational device for information, networking and observation”, una suite di applicazioni per il controllo del territorio che in cinque secondi consente l’accesso a tutte le banche dati (SDI, MCTC, SHENGEN, INTERPOL, ANIA, etc…) e fornisce un report aggregato dell’interrogazione. Altro punto di forza del sistema è la funzione video/audio streaming in near real time che può essere attivata sia dall’operatore sia da remoto.
Il video allegato è stato realizzato in diretta streaming da un operatore video dell’Arma che ha utilizzato uno dei tablet in dotazione al Nucleo Radiomobile Carabinieri di Bologna, su cui è installata la piattaforma O.d.i.n.o., durante un posto di controllo allestito per verificare il contenuto delle autodichiarazioni compilate dagli automobilisti identificati.
 



martedì 3 aprile 2018

Evade dagli arresti domiciliari, sale in auto, provoca un incidente e fugge: sessantatreenne italiano va in carcere.

Non rispetta le prescrizioni degli arresti domiciliari, si mette alla guida di un'auto in condizioni critiche, provoca un incidente e se la dà a gambe. Rintracciato perde la concessione della detenzione in casa.

I Carabinieri hanno infatti arrestato e accompagnato in carcere un sessantatreenne italiano, protagonista dell'infrazione. L’uomo stava scontando una condanna per reati contro il patrimonio mediante la misura alternativa della detenzione domiciliare con anche dei permessi durante il giorno per provvedere alle sue necessità. Ma evidentemente, non aveva capito e apprezzato il beneficio di cui stava godendo, trovandosi 'rinchiuso' presso la sua abitazione invece che in carcere. Infatti è uscito di casa in orario non consentito, si è messo alla guida di un’automobile in stato di alterazione alcolica e dopo aver tamponato un’altra autovettura, non si è fermato ed è scappato. Le due giovani a bordo del mezzo tamponato sono state poi trasferite all'ospedale dove le hanno riscontrato ferite guaribili in 10 giorni. Poco dopo l’incidente, l'evaso dagli arresti domiciliari è stato ritrovato dai Carabinieri presso un campo nomadi. Il Tribunale di Sorveglianza di Bologna gli ha revocato il beneficio della detenzione domiciliare di cui godeva, e che non aveva apprezzato e i Carabinieri lo hanno accompagnato in carcere. 
 
Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

lunedì 6 novembre 2017

Evade dagli arresti domiciliari e si trasferisce da Portici a San Giovanni in Persiceto per raggiungere i parenti. Forse a Napoli si sentiva solo.


La nostalgia dei parenti è spesso molto forte, specialmente se la coabitazione con loro è piacevole e rasserenante. Testimone un trentaduenne napoletano arrestato dai Carabinieri della Stazione di San Giovanni in Persiceto per evasione: ha lasciato la casa del napoletano per 'scontare la pena' in quella del bolognese. C' è da essere lusingati per la 'preferenza accordata'. 
 
 E’ successo ieri sera, quando il soggetto si è presentato in caserma dicendo di essersi allontanato volontariamente dagli arresti domiciliari che stava scontando a Portici (NA), per proseguire la misura cautelare a casa dei parenti, residenti a San Giovanni in Persiceto. Nonostante la “buona fede”, i Carabinieri, dopo aver confermato la veridicità delle affermazioni del soggetto, tra l’altro affaticato dal viaggio, sono stati costretti ad arrestarlo e a condurlo nel carcere di Bologna, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

martedì 18 aprile 2017

Omicidio stradale, Mattia ai domiciliari: «Ora vorrei morire io»

Il 23enne di Marzabotto che venerdì sera ha travolto e ucciso una 29enne con la sua auto ha chiesto al giudice di poter incontrare la famiglia della ragazza.

Un lettore ha inviato per la pubblicazione questo articolo del Corriere di Bologna.

Mattia resta agli arresti domiciliari. Lo ha deciso il giudice. I gravi indizi di colpevolezza e l’aggravante della guida in stato di ebbrezza non hanno permesso alla difesa di ottenerne la revoca. «Vorrei morire io», ha ripetuto più volte il ragazzo durante l’udienza di convalida. «Continua a dire che vorrebbe morire. È sotto shock, molto provato e a pezzi. Stiamo valutando un supporto psicologico per il ragazzo. Durante l’udienza , inoltre, ha chiesto di poter incontrare i familiari della vittima. «Ma in questi momenti crediamo sia meglio evitare», racconta il suo avvocato, Cesare Ammendola.
 Maria Laura (a sinistra) con la sorella Marta 
Nella foto: Maria Laura (a sinistra) con la sorella Marta

Il 23enne di Marzabotto che venerdì sera ha travolto con la propria auto uno scooterone, trascinandolo per diversi metri e causando la morte della ragazza che lo stava guidando, Maria Laura Di Benedetto, è un operaio in una azienda della zona che produce macchinari. Il gip Domenico Panza ha convalidato l’arresto disponendo la misura cautelare degli arresti domiciliari, che Mattia Sammartino sta scontando a casa sua su una collina vicino a Marzabotto. L’accusa resta quella di omicidio stradale, il pm è Beatrice Ronchi.
L’esito dell’alcol test fatto venerdì sera non ha lasciato alcun dubbio: il tasso di alcol nel sangue del 23enne era di 2,41 grammi al litro, cinque volte superiore al limite (0,5). Ci sarebbe anche un precedente: anni fa gli era stata ritirata la patente all’uscita di un locale nel bolognese. In quell’occasione il limite era superiore a quello consentito, ma di 1,50 grammi al litro. «Non era ubriaco», precisa il legale della famiglia di Mattia.
Al giudice Mattia ha raccontato nuovamente di non essere fuggito venerdì sera e di aver chiamato lui per prima le forze dell’ordine. Da una prima ricostruzione invece è emerso che subito dopo l’incidente aveva abbandonato l’auto, e l’amico che era con lui, e a piedi si era diretto verso l’uscita all’altezza del quartiere Mazzini; solo a quel punto avrebbe chiamato i carabinieri: «Mi hanno rubato la macchina, li ho inseguiti a piedi. Hanno causato un incidente», avrebbe detto al telefono. Ma su questo punto arriva la smentita del legale della famiglia Sammartino: «La fuga rientra fra i capi d’imputazione, ma si materializza con il non aver avvisato le autorità competenti. E, invece, è stato proprio lui a chiamare soccorsi e forze dell’ordine. Si è allontanato di qualche metro dopo aver visto il corpo senza vita della ragazza, ha avuto paura, a qualche metro c’erano i familiari della 29enne. Così sotto choc ha chiamato i carabinieri. Prima ha detto che gli avevano rubato la macchina ma ha spiegato subito com’erano andati realmente i fatti». Arresti domiciliari convalidati dal gip, dunque, «anche se non c’è pericolo di reiterazione del reato, se non c’è pericolo di fuga. Mattia è arrivato da solo in tribunale ed è tornato a casa allo stesso modo — continua il legale — e non c’è pericolo di inquinamento delle prove. L’amico e i testimoni hanno riferito tutto sul posto, dopo l’incidente».
Non è ancora chiaro dove Mattia Sammartino abbia trascorso la serata di venerdì: «Ha detto di averla passata in compagnia di amici e stava rientrando a casa». Poi l’incidente, all’altezza dell’uscita 12, in direzione Casalecchio: «La ragazza, – continua l’avvocato Ammendola – secondo quanto riportato dal ragazzo, ha sorpassato all’improvviso e lui era già sulla corsia di sorpasso». Anche su questa versione potrebbero essere fondamentali, oltre alle testimonianze di chi era lì, le immagini delle telecamere. Intanto dal legale arriva la smentita delle corse clandestine: «Quest’eventualità non è stata assolutamente trattata nell’udienza. Perché non c’entra nulla con le corse clandestine, anche perché diversamente non avremmo parlato di soli arresti domiciliari».


martedì 4 aprile 2017

Italiano, indagato di atti sessuali con minorenne, agli arresti domiciliari.

La Legione Carabinieri Emilia Romagna informa:


I Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un 42enne italiano, indagato di atti sessuali con minorenne.

Il provvedimento restrittivo è stato emesso all’esito di un’articolata e complessa attività d’indagine svolta dai Carabinieri della Stazione di Bologna Bertalia, coordinata dal dott. Augusto Borghini Sost. Procuratore della Repubblica di Bologna.

Le indagini svolte, con particolare riferimento all’audizione protetta della 14enne offesa dal reato, confidatasi con persona qualificata di una struttura sanitaria felsinea, hanno consentito di accertare che il compagno della madre aveva abusato di lei in più occasioni, minacciandola che se avesse detto qualcosa a qualcuno le avrebbe fatto del male.

I fatti sarebbero iniziati nel 2012, quando la bambina aveva ancora 10 anni e sarebbero durati, con cadenza settimanale, fino al 2016. Gli atti sessuali avvenivano, soprattutto, quando la donna si allontanava da casa per fare delle commissioni, lasciando la figlia in compagnia dell’uomo. In alcune circostanze, pare che il 42enne, in preda a un impulso sessuale irrefrenabile e sempre più forte, abbia abusato della bambina in presenza della mamma che, pur essendo in casa, non si era accorta di nulla perché era in bagno a farsi una doccia. In un'altra occasione, invece, il soggetto avrebbe approfittato della minore a bordo di un’auto ferma in un parcheggio, in occasione di una vacanza estiva presso la sua regione di origine.

L’indagato, già condannato, con pena sospesa, a otto mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia, è stato definito: “…soggetto dotato di una personalità versata alla sopraffazione nelle relazioni domestiche”. 

mercoledì 19 agosto 2015

Casalecchio di Reno. Evade dagli arresti domiciliari e tenta un furto al supermercato.





I Carabinieri di Borgo Panigale hanno arrestato una 33enne italiana per evasione. Intorno alle 20 di ieri,  un addetto alla sicurezza di un supermercato di Casalecchio di Reno ha avvertito il 112 che aveva fermato una donna responsabile di furto. All’arrivo dei militari, è stata identificata nella 33enne italiana che a luglio era finita in manette durante un blitz antidroga dei Carabinieri di Casalecchio. Ulteriori accertamenti hanno fatto emergere che la donna non poteva allontanarsi da casa perché a febbraio era stata sottoposta agli arresti domiciliari a seguito di una sentenza per reati in materia di stupefacenti, emessa dal Tribunale di Bologna. Il personale del supermercato non ha sporto alcuna denuncia, permettendo così alla 33enne di pagare la merce che aveva preso ed occultato nella borsa ed evitare anche un’accusa di furto che non avrebbe fatto altro che aggravarle la situazione, già di per sé pesante, considerato che questa mattina è stata accompagnata nelle aule giudiziarie del capoluogo emiliano per rispondere del reato di evasione.

Dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Bologna.


venerdì 24 luglio 2015

Casalecchio di Reno. Sottoposti agli arresti domiciliari continuano a spacciare: due persone arrestate dai Carabinieri grazie alle segnalazioni dei cittadini.




Per due spacciatori gli arresti domiciliari non erano un impedimento allo smercio di droga, anzi davano la certezza ai ‘clienti’ di trovarli sempre ‘dietro al bancone’. Ma come sempre qualcosa va storto.
I Carabinieri di Casalecchio di Reno hanno arrestato un 24enne tunisino e una 33enne italiana per spaccio e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. L’attività si è svolta ieri pomeriggio, durante un blitz antidroga resosi necessario a seguito degli sviluppi di un’attività info-investigativa che i militari avevano recentemente avviato sulla base di alcune segnalazioni dei cittadini di Casalecchio di Reno preoccupati per la presenza di persone sospette nei pressi di un palazzo situato in via Porrettana. La notizia è stata confermata ieri pomeriggio, quando una pattuglia di Carabinieri che si trovava davanti all’edificio per monitorare la situazione ha fermato un bolognese sulla quarantina che stava uscendo dall’androne condominiale con tre dosi di eroina (1,6 grammi totali) nascoste nel portafogli. La sostanza è stata sequestrata e il soggetto, tossicodipendente da anni, è stato segnalato alla Prefettura per uso di sostanze stupefacenti. Gli inquirenti, consapevoli che all’ultimo piano dell’edificio vi abitavano un uomo e una donna sottoposti agli arresti domiciliari a seguito di una sentenza per reati in materia di sostanze stupefacenti, hanno provveduto una perquisizione domiciliare che ha fatto trovare un altro grammo della stessa sostanza stupefacente, una bilancina di precisione e 5.031 euro in contanti, una parte contenuti in una ‘Matrioska’ appoggiata in un mobile e un’altra dentro una pochette rosa custodita in una cassaforte a muro. Tra i panni sporchi del bagno, i militari hanno trovato anche due confezioni di ‘mannitolo’, una sostanza generalmente utilizzata per ‘tagliare’ l’eroina. La sorpresa maggiore per un Carabiniere impegnato nella perquisizione è arrivata quando ha trovato una terza persona nascosta in un armadio. Si tratta di un 33enne tunisino, senza fissa dimora, gravato da precedenti di polizia per spaccio di sostanze stupefacenti e da un provvedimento di espulsione dal territorio nazionale. L’uomo, conoscente dei due arrestati, ma estraneo alla vicenda di ieri pomeriggio, è stato accompagnato negli uffici della Questura di Bologna per gli adempimenti del caso. Il 24enne e la 33enne, invece, sono stati tradotti questa mattina in Tribunale per l’udienza di convalida dell’arresto. 

Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna

mercoledì 15 luglio 2015

Due fratelli francesi, evasi dagli arresti domiciliari, sono ricercati dai Carabinieri.





I Carabinieri di Minerbio hanno avviato le indagini per il reato di evasione nei confronti di due fratelli francesi che recentemente erano stati sottoposti agli arresti domiciliari aggravati con l’applicazione del ‘braccialetto elettronico’, a seguito di provvedimenti giudiziari scaturiti da reati in materia di sostanze stupefacenti che avevano recentemente commesso. MOUELHI Hichem, 21enne e MOUELHI Amin, 23enne, sono risultati assenti al controllo che i militari  hanno eseguito sabato mattina nell’appartamento  che i due fratelli avevano preso in affitto da un italiano per trascorrere la misura ricevuta.    
Foto Carabinieri di Minerbio.


Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna