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sabato 21 settembre 2024

Arresti domiciliari per un 67enne, accusato di essere un palpeggiatore seriale

 



Un uomo di 67 anni, di nazionalità straniera, è stato posto agli arresti domiciliari con l'obbligo di indossare il braccialetto elettronico. La misura cautelare è stata disposta dal Giudice in seguito a un'indagine per violenza sessuale, eseguita dai Carabinieri di Borgo Panigale.

L'indagine è stata avviata a seguito delle denunce presentate da due giovani sanitarie impiegate in una struttura ospedaliera della provincia. Le donne hanno riferito di essere state molestate sessualmente dal 67enne durante il suo ricovero. Gli episodi risalgono agli inizi dello scorso agosto: il primo si è verificato quando l’uomo ha palpeggiato i glutei di un'infermiera; il secondo, il giorno successivo, ha visto l’uomo tentare di molestare nuovamente la stessa infermiera, bloccandola contro il muro. Pochi giorni dopo, l’uomo ha aggredito un’altra operatrice socio-sanitaria, riuscendo a baciarla con la forza dopo averla spintonata.

Il 67enne è stato rintracciato e sottoposto alla misura cautelare dai Carabinieri.

mercoledì 20 dicembre 2023

Approfitta di un lieve ritardo mentale di una bambina per indurla a compiere atti sessuali

 Applicata una ordinanza di custodia cautelare in carcere per violenza sessuale aggravata

 

Foto d'archivio 

Il Comando Provinciale Carabinieri informa:

 

E' stata eseguita un’ordinanza di  misura cautelare personale nei confronti di un uomo sulla cinquantina, indagato dalla Procura della Repubblica di Bologna per violenza sessuale aggravata. 

Le indagini sono state eseguite dai Carabinieri di Monzuno per accertare quanto accaduto in una struttura di Monzuno dove l’uomo viveva in comunità con altre persone, tra cui dei minorenni, accompagnati dai rispettivi genitori.

L’indagato avrebbe approfittato di un lieve ritardo mentale di una bambina per indurla a compiere plurimi atti sessuali di nascosto, fino a quando non è stato scoperto da altri ospiti della struttura che hanno avvisato i Carabinieri. 

Il Giudice per le Indagini Preliminari ha accolto la richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dal Pubblico Ministero. 

L’indagato è stato arrestato il 18 dicembre scorso e tradotto in un istituto penitenziario.

mercoledì 5 aprile 2023

Arrestato per violenza sessuale un abitante di Alto Reno Terme

La nuova fidanzata, una 21enne, ha dovuto ricorrere alle cure dei sanitari

 

Il Comando Provinciale Carabinieri Bologna informa:

 

Lunedì scorso,  3 aprile,  i Carabinieri  di Alto Reno Terme hanno eseguito un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare della Corte d’Appello di Bologna nei confronti di un 28enne italiano che non ha rispettato le prescrizioni che gli erano state imposte dal Giudice a seguito di un provvedimento cautelare del 2021 ricevuto per violenza sessuale.


Allora, al 28enne erano stati applicati gli arresti domiciliari col divieto di comunicare con persone diverse dai familiari.

Ill 24 marzo scorso, però, i Carabinieri sono andati a casa sua per placare una lite che l'uomo sosteneva di aver avuto con la nuova compagna, 21enne marocchina, la quale si trovava in casa in violazione del provvedimento. 

Per tale violazione la Corte d’Appello di Bologna ha poco dopo sostituito la misura degli arresti domiciliari con la custodia cautelare in carcere e il 3 aprile  i Carabinieri lo hanno arrestato e trasferito in carcere. 

Ieri poi, martedì 4 aprile,  il 28enne è stato raggiunto da una nuova misura cautelare per ireati di violenza sessuale e lesioni personali all’indirizzo della 21enne marocchina.

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, il 24 marzo non sarebbe avvenuta una normale lite in famiglia. La ragazza, infatti, appariva sconvolta come se le fosse capitato qualcosa di violento. Inizialmente soccorsa dai sanitari del 118, il giorno successivo si era recata all’Ospedale Maggiore di Bologna per essere visitata dagli specialisti del reparto “Ostetricia-Ginecologia” venendo dimessa con una prognosi di 15 giorni per una “Riferita aggressione sessuale”. A quel punto, sentita dai Carabinieri, la giovane 21enne ha raccontato che la mattina del 24 marzo si era recata a casa del 28enne, che ha indicato come il suo fidanzato, e a fronte del suo rifiuto di avere un rapporto sessuale perché ancora vergine, il 28enne, l’avrebbe picchiata, bloccata sul letto e costretta a subire violenza.

martedì 29 dicembre 2020

Dalla Fondazione per le vittime dei reati un sostegno a una ragazza di Vergato

10 anni fa fu vittima di violenza sessuale

 


di Roberto Giusti


La Fondazione emiliano-romagnola per le vittime di reati nasce nel 2004, da un progetto regionale per dare sostegno immediato alle persone offese e lese dai crimini dolosi di maggiore gravità.

La Fondazione interviene in favore delle vittime dei reati quando dai delitti non colposi ne derivino la morte o un danno gravissimo alla persona, quali danni morali e materiali che costituiscano l’essenza stessa dell’essere umano: la vita, l’integrità fisica, la libertà morale e sessuale (art. 2 comma 1 e 2 dello Statuto della Fondazione).

La richiesta d’intervento dev’essere però inoltrata alla Fondazione solo dal Sindaco del Comune in cui è avvenuto il fatto, ovvero quello di residenza della vittima.

A questo proposito, è stato pubblicato qualche giorno fa sul sito regionale, nella pagina dedicata all’associazione, il racconto di una giovane ragazza del Comune di Vergato, che finalmente è riuscita a vincere il suo processo dopo ben 10 anni dalla terribile violenza subita.

All’epoca dei fatti la ragazza aveva solo 19 anni e come tantissimi giovani a quest’età, decise di andare ad una festa in compagnia di un’amica. Non poteva certo immaginare che da lì a poco la sua vita sarebbe stata segnata drammaticamente da un mostro. Non avendo infatti un mezzo autonomo per potersi spostare, le due amiche trovarono lungo il loro cammino un 'conoscente del padre', che prestò loro subito tempo e assistenza per giungere alla serata. Durante il tragitto però l’uomo, dopo aver trovato un escamotage, riuscì dapprima a far salire la ragazza in casa e poi a violentarla. L’amica invece, ignara della situazione, rimase in strada ad attendere altri amici: “Inizialmente non volevo neanche fare denuncia, sono stati i miei amici e i miei genitori a convincermi”.


Poi, dopo ben 10 anni dalla violenza subita, l’udienza penale ha visto finalmente vincere la ragazza contro quel mostro che nonostante la condanna, ha lasciato per sempre un segno indelebile, complice anche l’assenza dello Stato in questi anni: “Avrei avuto bisogno forse di un ascolto, di un aiuto psicologico per lavorare su me stessa e capire davvero cosa mi era successo”.

Successivamente, grazie all’istanza del Sindaco di Vergato, Giuseppe Argentieri, si è mossa immediatamente la Fondazione che ha corrisposto alla ragazza una somma in denaro, non sufficiente a 'ripagare' ciò che ha subìto, ma comunque un segnale che lei stessa ha apprezzato tantissimo: “Non è il risarcimento che dovrei avere ma un piccolo aiuto sì, e poi è un segnale. Se non fosse stato per Elena Corsini (Comandante della Polizia Locale di Vergato, n.d.r.) e ora per la Fondazione, avrei detto che le istituzioni proprio non esistono”.

La stessa Comandante, la Dott.ssa Elena Corsini, ha rilasciato alcune nuove dichiarazioni in merito, dopo quelle riportate sul sito della Regione: “Il Sindaco, dopo aver incontrato la ragazza, si è dimostrato da subito molto sensibile al caso, chiedendomi di formalizzare con un’istanza la richiesta d’aiuto, accolta poi dalla Fondazione con la concessione del contributo economico a favore della ragazza; anche questa attività rientrata tra i percorsi di sostegno e assistenza alle persone offese dal reato. L’accompagnamento della vittima al processo, attraverso un’assistenza integrata che non si traduca soltanto nella mera redazione della denuncia, seppur necessaria al procedimento penale, ma anche e soprattutto garantendo l’adeguato sostegno: psicologico, medico legale, linguistico ecc., assistenza garantita dai servizi presenti sul territorio, che devono offrire garantendo gli standard stabiliti dalla direttiva UE/2012/29, che istituisce norme minime in materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato”.


Una storia che si è dunque conclusa dopo tanto tempo, anzi, troppo. Una continua strage di violenze che tutti abbiamo il dovere di contrastare e fermare: limiti culturali, stereotipi sociali e assurdità che non si possono più tollerare. Tutti abbiamo il compito fondamentale di educare i nostri figli nel modo giusto, per consentire alla società di avere e garantire un’uguaglianza giuridica, politica e soprattutto sociale.


SOLO UN PICCOLO UOMO USA VIOLENZA SULLE DONNE PER SENTIRSI GRANDE”

 

martedì 22 dicembre 2020

Violenza sessuale: imputato assolto in appello a Bologna

In primo grado condannato a sei anni e quattro mesi. La presunta violenza era avvenuta in un parco di Casalecchio di Reno

 © ANSA


La Corte di appello di Bologna ha assolto perché il fatto non sussiste un marocchino di 36 anni condannato in primo grado a sei anni e quattro mesi per una violenza sessuale con rapina, commessa ad aprile 2019. L'uomo venne arrestato nel giugno di quell'anno e secondo l'accusa aveva costretto una donna italiana ad un rapporto sessuale sotto la minaccia di un cutter in un parco di Casalecchio di Reno, dicendole che se non veniva con lui l'avrebbe sfregiata con l'acido.
    In secondo grado l'imputato, non presente in udienza in quanto in isolamento per positività al Covid, è stato assolto e le motivazioni saranno depositate entro 15 giorni. La Corte ha anche ordinato la cessazione della misura cautelare in carcere, dove l'uomo resta detenuto per altre vicende. Il difensore, Matteo Sanzani, aveva chiesto in fase di indagine i tabulati telefonici da cui si evinceva che nell'orario del fatto l'imputato era in un'altra zona di Bologna.
    Quando uscì la notizia dell'arresto, ricorda l'avvocato, ci furono sui social diversi commenti anche nei suoi confronti. "Il più gentile - dice - fu quello che sarei dovuto essere anche io arrestato ed il più grave che ricordo fu quello dove si affermava che siccome avevo il coraggio di difendere l'indagato, oggi assolto, mi si sarebbe dovuto lanciare a me l'acido in faccia. Rispondere a queste persone non ha alcun senso, perché equivarrebbe a porsi sullo stesso livello di ignoranza di costoro. Ritengo aberrante che ancora esista qualcuno che tenda ad identificare la figura dell'avvocato difensore con quella dell'accusato. Il nostro ruolo - prosegue il legale - è quello di tutelare i diritti costituzionali di ogni persona, compreso quello di un giusto processo". (ANSA).

 

giovedì 15 novembre 2018

'Clistere' a ragazzo, due minorenni a processo

18enne costretto a subire. L'accusa è di violenza sessuale di gruppo aggravata

Durante la festa per il suo diciottesimo compleanno fu legato e costretto a subire un clistere di lassativo da alcuni 'amici'. Dell'episodio, accaduto a maggio 2017 , due ragazzi autori del gesto, all'epoca minorenni, ora dovranno rispondere in tribunale. A breve ci sarà il processo e la contestazione dei pm minorili di Bologna è violenza sessuale di gruppo aggravata. La vittima quando riuscì a liberarsi si sentì male e presentò denuncia contro i coetanei.
Per un terzo giovane, maggiorenne, che prese le distanze dal piano degli altri due, la Procura prima derubricò l'accusa in violenza privata e poi chiese e ottenne l'archiviazione. Dopo aver subito il clistere il 18enne fu costretto a usare carta igienica cosparsa di peperoncino. Il giovane ha avuto successivamente bisogno delle cure di un psicologo. I due responsabili, dopo un incontro col preside, furono spinti a cambiare classe. (ANSA)


lunedì 7 maggio 2018

Diciottenne palpeggiata sul treno.

In treno con altri passeggeri presenti, non gli è stato impedito di 'palpeggiare' una giovane ragazza. Nessuno ha aiutato la vittima che si è rivolta ai Carabinieri, i quali, dopo le verifiche, hanno denunciato un trentasettenne pakistano per violenza sessuale.

La denuncia è seguita alle indagini avviate il 28 aprile scorso, dopo che la ragazza, da poco maggiorenne, si era presentata in caserma dicendo di essere stata palpeggiata sul treno da uno straniero dalla carnagione scura e la barba lunga. La vittima riferiva che il soggetto, dopo essersi seduto di fronte e averla toccata e infastidita, le aveva scattato anche delle fotografie. 

Dettagli che sono stati verificati dai militari attraverso l'analisi delle immagini riprese dalle videocamere di sorveglianza installate sui vagoni. Una volta memorizzata la faccia del palpeggiatore, i Carabinieri hanno iniziato a cercarlo e lo hanno trovato sabato pomeriggio fingendosi pendolari sullo stesso treno che aveva preso la ragazza. L’uomo, incensurato, è stato accompagnato in caserma e durante l’identificazione è stato trovato in possesso di alcune fotografie della vittima che le aveva scattato sul treno e salvato nella galleria fotografica del suo smartphone che, per ovvi motivi giudiziari, è finito sotto sequestro.


Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna


giovedì 19 aprile 2018

Violenza sessuale, fermato Tivadar il palpeggiatore seriale

L'aggressione domenica mattina nel centro storico di Bologna



C'è un fermo della squadra mobile per l'aggressione sessuale di una studentessa, ed è una conferma. L'assolitore è infatti Cesarin Tivadar, romeno, conosciuto anche come il 'palpeggiatore di Bologna'. Noto è anche il suo volto biondo, finito nel 2014 al centro di un identikit che spaventò per alcuni giorni una città intera e fece il giro del web, prima della cattura in Danimarca: accusato di violenti palpeggiamenti ai danni di donne in zona universitaria, alla fine si scusò e patteggiò due anni, con pena sospesa. E fu libero, fino a ieri sera. E' lui presunto responsabile della violenza sessuale avvenuta all'alba di domenica mattina, vittima una studentessa universitaria. La ragazza è stata seguita e aggredita verso le 6 in vicolo Santa Lucia, pieno centro storico, dentro dell'androne di casa. La giovane ad un certo punto è riuscita a divincolarsi e a fuggire nel proprio appartamento.
Cesarin Roberto Tivadar, 30 anni, difeso dall'avvocato Ercole Cavarretta, fu arrestato a fine gennaio 2014 con mandato d'arresto europeo e poi fu giudicato per due sole aggressioni sessuali di un paio di settimane prima, nonostante all'inizio gli accertamenti fossero su numerosi episodi di cui era sospettato. Bologna infatti in quei giorni visse un periodo di forte preoccupazione e allarme, con segnalazioni che si moltiplicavano e alcuni gruppi social che avevano preso a ironizzare sul biondino palpeggiatore (di cui era stato diffuso un disegno/identikit che alla fine si rivelò non essere poi così simile al vero) che risultava inafferrabile. La vicenda processuale si chiuse in pochi mesi, a luglio, dopo l'interrogatorio davanti al procuratore aggiunto Valter Giovannini, in cui l'indagato aveva ammesso le proprie responsabilità per due episodi e chiesto scusa, alle vittime e alla città.


sabato 24 marzo 2018

Ventitreenne casertano arrestato dai Carabinieri per violenza sessuale e rapina.

La Legione Carabinieri di Bologna informa:
 

Vestito da monaco medievale con una tunica nera stordisce una ragazza a forza di “shortini” in discoteca e poi la violenta in una camera d’albergo. Il reato era stato reso pubblico il 15 febbraio scorso.


I Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di San Giovanni in Persiceto hanno arrestato un ventitreenne casertano, indagato per violenza sessuale e rapina, in esecuzione di un ordine di custodia cautelare in carcere emesso dal Tribunale di Bologna.
Il provvedimento trae origine dalla denuncia che una ventinovenne italiana aveva sporto ai Carabinieri di San Giovanni in Persiceto in merito a quanto accadutole la sera del 13 febbraio scorso durante una festa in maschera organizzata in occasione del carnevale presso una discoteca di San Pietro in Casale.
Durante la serata la ragazza era stata avvicinata da un giovane che dopo essersi spacciato per un addetto alle pubbliche relazioni del locale, le offriva da bere. Di quanto fosse successo in seguito, la ragazza non ricordava più nulla. La mattina successiva si era svegliata nella camera di un albergo situato in zona con evidenti segni e lividi in varie parti del corpo che facevano immaginare cosa le poteva essere accaduto. La ragazza, nonostante fosse ancora in stato confusionale e dolorante, aveva avuto la forza di pulirsi, rivestirsi, uscire dalla stanza e scendere alla reception per farsi chiamare un taxi. Prima di andare via, una persona di servizio dell' hotel consegnava alla ragazza un vestito da carnevale consistente in una tunica nera, dicendole che l’aveva trovato all’interno della stanza. Quel vestito da carnevale non apparteneva alla ragazza. Al momento di pagare il tassista, la vittima si accorgeva che le erano state sottratte un’ottantina di euro, le chiavi della sua auto e la carta bancomat. Arrivata a casa scopriva inoltre che l’amica con cui si era recata alla festa aveva denunciato la sua scomparsa ai Carabinieri. Subito dopo, la ragazza si recava presso una struttura sanitaria per farsi medicare e là le venivano riscontrate varie lesioni sintomatiche di un’avvenuta violenza sessuale.
I pezzi del puzzle sono stati ricomposti dalla Procura della Repubblica di Bologna grazie all’attività dei Carabinieri di San Giovanni in Persiceto. E’ stato possibile risalire all’identità del “monaco medievale” e raccogliere evidenti elementi che dimostrano come il rapporto sessuale subito dalla ragazza non poteva certo definirsi consenziente, al contrario di ciò che aveva cercato di far credere il ventitreenne casertano incensurato. I militari inoltre hanno scoperto che il giovane si sarebbe reso responsabile di altre due violenze sessuali (luglio 2017 e febbraio 2018) commesse con lo stesso modus operandi “…connotato da inquietanti tratti di serialità…” come scritto nell’ordinanza del GIP, nei confronti di due ragazze che non avevano inteso sporgere denuncia.
Nella giornata di ieri, il ventitreenne casertano è stato rintracciato dai Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di San Giovanni in Persiceto e tradotto nel carcere di Bologna.
Il positivo esito delle indagini curate dai Carabinieri, trae origine dalla particolare attenzione prestata dall’Arma, in particolare nell’ultimo decennio, alla violenza di genere. In particolare è diventato abituale lo svolgimento di specifici incontri di formazione tenuti da psicologi e criminologi al personale effettivo alle Stazioni Carabinieri. Inoltre le strutture investigative dell’Arma possono contare su alcuni militari specializzati nell’approccio alle vittime tramite prolungati corsi e tirocini pratici. L’Arma dei Carabinieri opera nel settore in stretta sinergia con le strutture anti violenza presenti territorialmente.

venerdì 8 settembre 2017

A Casalecchio di Reno, ragazzina molestata da un rumeno ubriaco.

 
In tre molestano una sedicenne che viaggiava sull'autobus che da Casalecchio porta a Zola Predosa. Uno si struscia e la bacia. La ragazzina urla per la rabbia e la paura, ma nessuno la soccorre. Solo il padre di un'amica, allertato telefonicamente, raggiunge la 'vittima' alla fermata dell'autobus e affronta gli aggressori fino all'arrivo dei Carabinieri.


I Carabinieri di Zola Predosa hanno ieri sera denunciato un ventisettenne rumeno, senza fissa dimora e con precedenti di polizia, per violenza sessuale.
Intorno alle 18, la Centrale Operativa ha ricevuto la chiamata di un cittadino che riferiva di aver assistito a una lite tra persone, avvenuta all’altezza della pensilina della fermata autobus “Riale Centro”. I Carabinieri di Zola Predosa si sono recati sul posto e hanno raccolto la testimonianza di alcuni soggetti, tra cui un italiano che riferiva di aver bloccato l’autore di una molestia sessuale commessa nei confronti di una ragazzina che stava viaggiando a bordo di un autobus di linea.
I militari, dopo aver identificato le parti, tra cui il ventisettenne rumeno, hanno rintracciato la ragazzina per avere ulteriori dettagli ai fini di risalire all'esatto accaduto. La giovane, italiana, ha raccontato di essere salita a bordo di un autobus di linea partito dalla Casa della Conoscenza di Casalecchio di Reno, per raggiungere una sua amica di Riale. Durante il tragitto, la ragazza è stata, dapprima importunata da tre passeggeri verosimilmente rumeni e poi molestata da uno di loro che, dopo averla avvicinata ed essersi strusciato al suo fianco, le ha baciato il collo.
Terrorizzata dall’azione improvvisa del soggetto, la ragazza ha urlato, ma, a quanto pare, nessuno degli altri passeggeri è andato in suo soccorso. Ha poi telefonato all’amica per chiederle aiuto. Questa ha avvisato i propri genitori che si sono portati nei pressi della fermata dell’autobus, ad attendere la sedicenne. Giunta all’altezza della pensilina “Riale Centro”, la giovane non scesa dall’autobus, come aveva previsto di fare, ma è rimasta a bordo fino alla fermata successiva, per evitare di essere nuovamente importunata dai tre rumeni che, invece, si sono fermati in via Risorgimento.
E’ stato in quel momento che il padre dell’amica ha affrontato i tre soggetti fino all’arrivo dei Carabinieri.

Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

giovedì 31 agosto 2017

Giovane pakistano tenta di violentare una donna. Arrestato.



La pratica dello stupro sta dilagando. I Carabinieri del Nucleo Radiomobile del Comando Provinciale di Bologna hanno infatti arrestato un ventottenne pakistano, senza fissa dimora e disoccupato, per tentata violenza sessuale.
E’ successo questa notte. Alle 2.30 circa, la Centrale Operativa del 112 ha ricevuto la telefonata di un automobilista il quale riferiva che, transitando in via Giuseppe Dozza, aveva visto, nelle vicinanze di una siepe, un uomo dalla carnagione scura e con la barba nera e incolta, che stava schiaffeggiando una donna disperata e bloccata a terra. Appresa la notizia, due pattuglie dell’Arma si sono dirette velocemente sul posto e hanno arrestato il giovane pakistano. La donna, visibilmente terrorizzata, è stata trasportata al Pronto Soccorso per le cure del caso e dimessa con una prognosi di cinque giorni. Ai Carabinieri ha raccontato che, mentre stava tornando a casa, camminando lungo la strada, era stata raggiunta dal soggetto che aveva iniziato a molestarla. Nonostante il rifiuto categorico da parte della donna, di avere un approccio di qualsiasi tipo, il giovane pakistano l’aveva afferrata per un braccio, trascinata in una zona buia e dopo averle tappato la bocca e abbassato i pantaloni, aveva tentato di violentarla.
Fortunatamente il passaggio casuale dell’automobilista che ha chiamato il 112 e la presenza dei Carabinieri che si trovavano nelle vicinanze, hanno evitato il peggio. Su disposizione della Procura della Repubblica di Bologna, il ventottenne pakistano è stato tradotto in carcere.



Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna


martedì 18 luglio 2017

A Casalecchio di Reno una ucraina denuncia violenza sessuale. Racconta, abusi in strada, botte e ferite con coltello.

I Carabinieri hanno avviato indagini a Bologna dopo la denuncia di una donna ucraina di 45 anni, che ha raccontato di essere stata picchiata e abusata sessualmente sabato sera da un marocchino di qualche anno più giovane, che l'avrebbe anche ferita con un coltello. La straniera, medicata al pronto soccorso dell'ospedale Maggiore, aveva lividi, escoriazioni, un dito di un piede fratturato, costole incrinate e sembra anche segni di una violenza sessuale.
    La donna ha riferito di aver trascorso una serata in centro città con l'uomo, che poi l'ha accompagnata sul bus fino a Casalecchio di Reno, dove lei risiede.
    Nei pressi di una Coop, l'avrebbe trascinata in una sorta di fosso, strattonata, malmenata, colpita con un coltello e costretta a subire abusi. Il marocchino a quel punto sarebbe fuggito, lei ha chiamato i soccorsi.
   
(ANSA)

venerdì 7 luglio 2017

Prima tenta di violentare l’ex compagna, poi la picchia e la minaccia con una pistola: arrestato.


Foto dei Carabinieri di Budrio.
Non si è fatto mancare nulla. Ha rimediato un tale elenco di inputazioni da avvicinarsi al primato. Un quarantottenne italiano è stato arrestato dai Carabinieri di Budrio e di Molinella per tentata violenza sessuale, lesioni personali, minaccia aggravata, porto abusivo di armi od oggetti atti ad offendere, falsità materiale commessa da privato, detenzione illegale di arma da fuoco e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
E’ accaduto ieri notte, quando la Centrale Operativa del 112 di Molinella è stata “tempestata” da una serie di telefonate di cittadini residenti nei pressi di via Andrea Costa, a Budrio, i quali riferivano di udire le grida soffocate di una donna, apparentemente giovane, provenire da un appartamento non meglio indicato, situato nelle vicinanze. La notizia è stata inoltrata subito a tutte le pattuglie dell’Arma che in quel momento controllavano il territorio. Individuata l’abitazione, i militari hanno bussato insistentemente alla porta che veniva aperta da un uomo. Questi, identificato nel quarantottenne italiano, sosteneva di aver avuto una “piccola discussione” con la sua fidanzata. La donna, ventenne italiana, in stato confusionale, intimorita e provata, si è avvicinata ai Carabinieri e ha chiesto di essere accompagnata fuori. Prima di uscire, la stessa, incoraggiata dalla presenza dei militari, si è rivolta all’uomo chiedendogli di restituirle il telefonino che le aveva sottratto durante la lite e lui, senza fare una piega, lo estraeva dalla tasca dei pantaloni e glie lo restituiva. Uscita di casa, la ragazza lamentava forti dolori al petto, motivo per il quale è stata trasportata d’urgenza presso una struttura ospedaliera situata in zona. Durante il tragitto, la donna ha riferito di essere stata picchiata con calci e pugni, privata del suo cellulare, insultata e minacciata con una pistola puntata alla testa, perché si era rifiutata di assecondare le pulsioni sessuali dell’uomo, con cui aveva da poco interrotto una relazione sentimentale iniziata qualche mese prima e terminata poco prima dei fatti. Sottoposto a perquisizione personale da altri militari rimasti sul posto, il quarantottenne è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico che nascondeva nella tasca dei pantaloni. La perquisizione domiciliare, invece, ha permesso di trovare una pistola semiautomatica marca Beretta, calibro 7,65, risultata rubata a marzo a un cittadino di San Giovanni in Persiceto, un altro coltello, modello da macellaio, una patente di guida intestata a un’altra persona, un panetto di hashish del peso di un centinaio di grammi, due bilancini di precisione e alcuni smartphone. Il materiale rinvenuto è stato sequestrato e il quarantottenne, gravato da precedenti di polizia, è stato rinchiuso nel carcere di Bologna a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. La vittima è stata dimessa dall’Ospedale con sette giorni di prognosi.

 Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna


martedì 16 agosto 2016

Violenza sessuale ai danni di minore: un arresto in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare.

Il COMANDO DI BOLOGNA della Legione Carabinieri informa:

I Carabinieri di Calderara di Reno hanno eseguito l’arresto, su ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. di Bologna, Rita Zaccariello e su richiesta del Pubblico Ministero, Simone PURGATO, nei confronti di un 65enne residente in Calderara di Reno, in quanto responsabile di due episodi, occorsi entrambi nel mese di luglio, di palpeggiamento di una minore, avvenuti a casa dei nonni materni,  luogo dove i servizi sociali di quel Comune avevano collocato l’autore della violenza sessuale, il quale, dopo le formalità di rito, veniva associato presso la locale Casa Circondariale, a disposizione dell’A.G. procedente.



martedì 19 maggio 2015

A Riola di Vergato , tentativo di violenza sessuale ai danni di una minore.




Un quarantatreenne ubriaco tenta di violentare una bambina alla stazione di Riola. La minore reagisce con decisione fino a farlo desistere dal tentativo e informa i Carabinieri dell’accaduto.  L’uomo, un pregiudicato  con l’obbligo di soggiorno a Vergato, è stato individuato grazie alla precisa descrizione della sua vittima  e arrestato con l’accusa di violenza sessuale.
I Carabinieri sono stati informati del tentativo di violenza alle 19.15 di ieri da una  minorenne che dichiarava di trovarsi nei pressi della Stazione ferroviaria di Riola, dove poco prima era stata toccata nelle parti intime da un uomo, che alla sua reazione si era allontanato sollecitamente in compagnia di un’altra persona, salendo su un treno diretto a Porretta Terme. Le descrizioni meticolose fornite dalla vittima  hanno consentito alla pattuglia della locale Stazione impegnata in servizio perlustrativo di raggiungere e prontamente individuare i due soggetti entrambi in evidente stato di ebbrezza alcolica, che nel frattempo si trovavano seduti su di una panchina nei pressi della Stazione Ferroviaria di Porretta Terme, intenti a bere birra. I due conosciuti per precedenti di polizia, sono stati  accompagnati presso la locale Stazione Carabinieri, al cui interno la giovane ha indicato inconfutabilmente nel 43enne di Vergato l’autore del palpeggiamento avvenuto nelle parti intime e prontamente interrotto dalla sua reazione energica.. L’uomo, che ha precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, la persona, la pubblica amministrazione e alle norme del codice della strada (furto, danneggiamento, lesioni personali, resistenza a un pubblico ufficiale, oltraggio a un pubblico ufficiale, violenza o minaccia a un pubblico ufficiale, guida in stato di ebbrezza alcolica), è residente a Modena ma è domiciliato a Vergato per la sottoposizione ad un provvedimento del Tribunale di Sorveglianza di Bologna (obbligo di presentazione alla p.g.) che ieri ha violato, è stato tratto in arresto e associato alla Casa Circondariale Dozza di Bologna.  
  
Dal Comando Provinciale Carabinieri di Bologna

giovedì 14 maggio 2015

CASALECCHIO DI RENO: VIOLENZA SESSUALE SU BIMBA, LA LEGA CHIEDE CASTRAZIONE CHIMICA E STOP ALL’IMMIGRAZIONE.



La Lega Nord ha inviato:

“Un uomo che stupra una donna è un malato che non dovrebbe uscire mai di galera. Ma siccome questo è un Paese di buonisti che alla fine giustifica tutto e tutti, pretendiamo almeno che, una volta uscito  venga sottoposto a castrazione chimica”.
Così Fabio Rainieri, segretario nazionale della Lega Nord Emilia, Daniele Marchetti, consigliere regionale del Carroccio e Lucia Borgonzoni, commissario provinciale della Lega Nord Bologna intervengono a seguito dello stupro di una bambina di sei anni ad opera di un profugo. Teatro dell’orribile vicenda, Casalecchio di Reno dove un Senegalese 27enne, ospite a casa di una famiglia di amici,  ha abusato della piccola.
“Quanto accaduto, nella sua totale drammaticità mostra quello che diciamo da troppo tempo: non tutti quelli che arrivano sui barconi sono brave persone. Per questo è necessario dare un giro di vite a questa immigrazione incontrollata e incontrollabile. Non possiamo continuare ad aprire le porte a chi, una volta giunto a casa nostra, violenta le donne e commette ogni genere di reato. Così non è più possibile andare avanti”.