10
anni fa fu vittima di violenza sessuale
di
Roberto Giusti
La
Fondazione emiliano-romagnola per le vittime di reati nasce nel 2004,
da un progetto regionale per dare sostegno immediato alle persone
offese e lese dai crimini dolosi di maggiore gravità.
La
Fondazione interviene in favore delle vittime dei reati quando dai
delitti non colposi ne derivino la morte o un danno gravissimo alla
persona, quali danni morali e materiali che costituiscano l’essenza
stessa dell’essere umano: la vita, l’integrità fisica, la
libertà morale e sessuale (art. 2 comma 1 e 2 dello Statuto della
Fondazione).
La
richiesta d’intervento dev’essere però inoltrata alla Fondazione
solo dal Sindaco del Comune in cui è avvenuto il fatto, ovvero
quello di residenza della vittima.
A
questo proposito, è stato pubblicato qualche giorno fa sul sito
regionale, nella pagina dedicata all’associazione, il racconto di
una giovane ragazza del Comune di Vergato, che finalmente è riuscita
a vincere il suo processo dopo ben 10 anni dalla terribile violenza
subita.

All’epoca
dei fatti la ragazza aveva solo 19 anni e come tantissimi giovani a
quest’età, decise di andare ad una festa in compagnia di un’amica.
Non poteva certo immaginare che da lì a poco la sua vita sarebbe
stata segnata drammaticamente da un mostro. Non avendo infatti un
mezzo autonomo per potersi spostare, le due amiche trovarono lungo il
loro cammino un 'conoscente del padre', che prestò loro subito tempo
e assistenza per giungere alla serata. Durante il tragitto però
l’uomo, dopo aver trovato un escamotage, riuscì dapprima a far
salire la ragazza in casa e poi a violentarla. L’amica invece,
ignara della situazione, rimase in strada ad attendere altri amici:
“Inizialmente non volevo neanche fare denuncia, sono stati i miei
amici e i miei genitori a convincermi”.
Poi,
dopo ben 10 anni dalla violenza subita, l’udienza penale ha visto
finalmente vincere la ragazza contro quel mostro che nonostante la
condanna, ha lasciato per sempre un segno indelebile, complice anche
l’assenza dello Stato in questi anni: “Avrei
avuto bisogno forse di un ascolto, di un aiuto psicologico per
lavorare su me stessa e capire davvero cosa mi era successo”.
Successivamente,
grazie all’istanza del Sindaco di Vergato, Giuseppe Argentieri, si
è mossa immediatamente la Fondazione che ha corrisposto alla ragazza
una somma in denaro, non sufficiente a
'ripagare' ciò che ha subìto, ma comunque un segnale che lei stessa
ha apprezzato tantissimo: “Non è il risarcimento che dovrei avere
ma un piccolo aiuto sì, e poi è un segnale. Se non fosse stato per
Elena Corsini (Comandante della
Polizia Locale di Vergato, n.d.r.) e
ora per la Fondazione, avrei detto che le istituzioni proprio non
esistono”.
La
stessa Comandante, la Dott.ssa Elena Corsini, ha rilasciato alcune
nuove dichiarazioni in merito, dopo quelle riportate sul sito della
Regione: “Il Sindaco, dopo aver
incontrato la ragazza, si è dimostrato da subito molto sensibile al
caso, chiedendomi di formalizzare con un’istanza la richiesta
d’aiuto, accolta poi dalla Fondazione con la concessione del
contributo economico a favore della ragazza; anche questa attività
rientrata tra i percorsi di sostegno e assistenza alle persone offese
dal reato. L’accompagnamento della vittima al processo, attraverso
un’assistenza integrata che non si traduca soltanto nella mera
redazione della denuncia, seppur necessaria al procedimento penale,
ma anche e soprattutto garantendo l’adeguato sostegno: psicologico,
medico legale, linguistico ecc., assistenza garantita dai servizi
presenti sul territorio, che devono offrire garantendo gli standard
stabiliti dalla direttiva UE/2012/29, che istituisce norme minime in
materia di diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato”.
Una
storia che si è dunque conclusa dopo tanto tempo, anzi, troppo. Una
continua strage di violenze che tutti abbiamo il dovere di
contrastare e fermare: limiti culturali, stereotipi sociali e
assurdità che non si possono più tollerare. Tutti abbiamo il
compito fondamentale di educare i nostri figli nel modo giusto, per
consentire alla società di avere e garantire un’uguaglianza
giuridica, politica e soprattutto sociale.
“SOLO
UN PICCOLO UOMO USA VIOLENZA SULLE DONNE PER SENTIRSI GRANDE”