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mercoledì 13 novembre 2019

Trovata l'arma per vincere la battaglia contro 'umidità da risalita nelle costruzioni': diagnosi e metodi dalle tecniche invasive al METODO CNT

La Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio informa:

Nell'ambito della deumidificazione muraria, il nuovo Sistema CNT (Charge Neutralization Technology - Tecnologia a Neutralizzazione di Carica) si propone come la soluzione definitiva all'umidità da risalita capillare, un problema assai frequente nel patrimonio costruito e particolarmente dannoso sia per la salute che nel caso di strutture e beni culturali.
E' stato programmato per domani, giovedì
14 novembre, dalle  9.30 alle 14.30, nel Palazzo Dall’Armi Marescalchi, sede della Soprintendenza Archeologia, un convegno per presentare a professionisti pubblici e privati i risultati delle ricerche pubblicate nel volume “Il risanamento delle murature affette da umidità da risalita capillare: IL METODO CNT”, redatto con fondi dell’Unione Europea e oggetto del prestigioso convegno tenutosi a Matera nell'aprile scorso, la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di Bologna ospita un incontro tecnico di formazione e condivisione aperto a tutti e dedicato prioritariamente ai funzionari architetti, ingegneri, storici dell'arte, restauratori archeologi e tecnici del MiBACT.

La partecipazione al convegno è gratuita. Iscrivendosi online o inviando la scheda d'iscrizione, si avrà diritto alla prenotazione di un posto riservato fino all'esaurimento dei 90 posti disponibili .Per informazioni: SEGRETERIA CNT-APPS, Tel. 0331 454845 - 328 5881830 - Fax 0331 19868  info@cnt-apps.com

 
L’umidità da risalita capillare costituisce da sempre uno dei problemi che si presentano più frequentemente negli interventi di recupero e/o restauro su immobili e strutture di qualsiasi epoca, in particolar modo nell’edilizia storica.
Data la grande diffusione del problema ed il proliferare di varie tecniche e sistemi rivelatisi solo parzialmente efficaci, vige ancor oggi tra gli addetti ai lavori un diffuso senso di incertezza sull’effettiva valenza di tali tecniche, e ciò anche a causa della perdurante mancanza di una normativa specifica per il settore.
In tale quadro, il presente seminario tecnico si prefigge l’obiettivo di fornire ai partecipanti i riferimenti fondamentali per una corretta progettazione dell’intervento di protezione dall’umidità da risalita ed una scelta consapevole tra le varie soluzioni e/o prodotti attualmente proposti dal mercato.
Vengono quindi analizzate, allo scopo di individuarne pregi e/o carenze, le varie tecniche d’intervento contro l’umidità di risalita, tra cui in particolare il Metodo CNT (tecnologia a neutralizzazione di carica), che ha ottenuto la validazione dei risultati attraverso sperimentazioni condotte in modo indipendente dagli studiosi di varie Università, nell’ambito dello specifico Progetto di Ricerca CNT-APPs.
Oltre ai contenuti formativi di grande interesse, saranno riportate le istanze del Convegno di Matera tenutosi il 4 e il 5 Aprile, che ha creato una nuova visione per la soluzione dei problemi di umidità degli edifici in generale e dell’umidità da risalita in particolare. Verranno inoltre approfonditi i principali case history illustrati nel libro sul Metodo CNT presentato a Matera dai ricercatori dell’università, libro definito dai massimi esperti in materia “una guida indispensabile per la corretta comprensione del fenomeno e della tecnologia CNT, cardini del progetto di risanamento”.
È infine previsto un momento di confronto e dibattito, tra relatori e partecipanti, volto ad approfondire in modo più specifico alcuni aspetti degli argomenti trattati, o a prospettare casi applicativi meritevoli di discussione. I relatori saranno quindi a disposizione per rispondere in modo mirato a tutte le domande e richieste di approfondimento.
Le pubblicazioni scientifiche sul Metodo CNT sono disponibili e liberamente scaricabili sul sito web del Progetto CNT-APPs al seguente indirizzo: http://cnt-apps.com/ricerca/pubblicazioni/
Gli abstract del Convegno di Matera sono scaricabili dal sito web del Progetto di Ricerca CNT-APPs al seguente link: 
http://www.cnt-apps.com/matera-2019_rassegna/
La recensione del libro sul Metodo CNT è scaricabile dal seguente link: 
http://www.cnt-apps.com/libro_cnt/ 
 
PROGRAMMA
Ore 09:30 Apertura desk di registrazione partecipanti
Ore 09:45 
Saluto degli Enti e degli Ordini professionali patrocinanti
Ore 10:00 
Umidità da risalita nelle murature
Fenomeno fisico - Metodi di indagine e diagnosi - Limiti degli interventi tradizionaliOre 10:45 La Tecnologia a Neutralizzazione di Carica CNT
La Tecnologia CNT - Differenze rispetto ai sistemi elettrofisici - ApplicazioniOre 11:30 Coffee breakOre 12:00 Metodo CNT: controllo e verifica prestazionale dell’intervento
Progetto di ricerca inter-universitario CNT-APPs – Monitoraggio, Verifica e Collaudo degli interventi
- Metodi di risanamento combinati - Casi studio
Ore 13:45 Sessione interattiva
Questa sessione è indirizzata a tutti i partecipanti interessati ad approfondire in modo più
specifico alcuni aspetti degli argomenti trattati, o a prospettare casi applicativi riguardanti la
propria attività professionale e meritevoli di discussione. I relatori saranno quindi a disposizione
per rispondere in modo mirato a tutte le domande e richieste di approfondimento.
Ore 14:30 Termine lavori
Nel corso del seminario verranno illustrati casi applicativi della tecnologia CNT documentati da articoli e pubblicazioni scientifiche, tra cui spicca in particolare il Progetto di Ricerca CNT-Apps, condotto dalle Università capofila che hanno deciso di mettere in rete e condividere, nel mondo scientifico e professionale, le conoscenze sulla CNT, considerata come riferimento e best-practice per il comparto della deumidificazione muraria.
 
RELATORI
Dott.ssa Cristina Ambrosini Soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e FerraraDott. Arch. PhD Manlio Montuori Docente Università di Ferrara, già Ricercatore a t.d. in Restauro dell’Unità Operativa “Restauro, Recupero e Multimedia” presso il TekneHub - Tecnopolo dell’Università degli Studi di Ferrara, è docente incaricato presso il Dipartimento di Architettura per gli insegnamenti afferenti al S.S.D. ICAR/19Dott. ing. Michele Rossetto Certificato Qing di 2° livello per la specializzazione di “Esperto in diagnostica delle patologie edili da umidità e in tecnologie e sistemi per la deumidificazione e risanamento delle costruzioni”, Docente corso CasaClima: “Protezione del manufatto edilizio dall’umidità di risalita”
Per informazioni e iscrizioni: SEGRETERIA CNT-APPS
Corso Sempione, 215/B
20025 Legnano (MI) Italia
Tel. 0331 454845 328 5881830 Fax 0331 19868
www.cnt-apps.com  E-mail info@cnt-apps.com
Iscrizione online obbligatoria su 
www.cnt-apps.com/bologna2019/ (in alternativa, seppur sconsigliato, è possibile inviare via e-mail a info@cnt-apps.com la scheda d'iscrizione  debitamente compilata entro la data precedente all’evento)


martedì 7 marzo 2017

A Marzabotto le donne etrusche attendono le loro eredi.

La Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio regionale informa:


 Domani, mercoledì 8 marzo , Giornata internazionale della donna,ingresso gratuito per tutte le donne all'antica città etrusca di Kainua e al Museo Nazionale Etrusco "Pompeo Aria" di Marzabotto. 


Il museo è aperto dalle 9 alle 17.30 e l'area archeologica dalle 8 alle 17.30.

Un'opportunità in più per visitare il vasto pianoro su cui si snodano i resti dell’abitato e le ampie strade, salire alle costruzioni sacre dell’acropoli e ridiscendere alle aree funerarie situate subito al di fuori della città dei vivi.
Nel museo dedicato a Pompeo Aria, organizzatore del primo nucleo della collezione, si possono ammirare le suggestive testimonianze della vita della città che prosperò dalla fine del VI alla metà del IV secolo a.C., con i ricchi corredi delle necropoli, le ricostruzioni di tetti e degli alzati delle case, le statuette votive in bronzo e una preziosa testa di Kouros, insieme a testimonianze dal territorio circostante, tra cui gli splendidi corredi funerari recuperati a Sasso Marconi.

 


domenica 11 gennaio 2015

Archeologia più forte della crisi: aumentano anche nel 2014 visitatori e incassi nei musei e siti archeologici dell’Emilia-Romagna.


La Soprintendenza Archeologia dell’Emilia-Romagna informa:

Quasi 71mila persone (per l’esattezza 70.714), di cui oltre un terzo paganti (23.895), hanno visitato nel 2014 i musei e le zone archeologiche dell’Emilia Romagna. Mai così tanto pubblico dal 2001, con un incremento del 1,46% rispetto al 2013 e del 22,2% rispetto alla media 2001-2013 (57.826).

Ancora meglio è andata sul piano degli incassi che hanno superato i 72mila euro, con un +22,4% rispetto al 2013 parzialmente dovuto all’aumento di alcuni biglietti d’ingresso e alla decisione del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, di eliminare da luglio la gratuità per gli over 65.
In Emilia-Romagna, dunque, tiene e anzi aumenta il pubblico pagante dei musei e siti statali anche se si registrano affluenze importanti la prima domenica di ogni mese, gratuita sempre per volere del ministro: su 46.819 ingressi gratuiti annuali, ben 5.915 sono relativi alle sei domeniche gratis introdotte dal luglio 2014.

La migliore performance è quella del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara che chiude il 2014 a quota 22.702 visitatori (+14,2%), con un incasso del +50% rispetto all’anno precedente.
Paga invece lo scotto di alcuni mesi di chiusura per riallestimento il Museo Archeologico Nazionale di Parma che, pur essendo il secondo più visitato della regione, perde il 22,3% di pubblico (17.230 rispetto ai 22.188 del 2013) e il 31,4% degli incassi.
Sul podio anche lAntiquarium e l’area archeologica del municipium romano di Veleia (PC) che registra un +26,6% di visitatori e un +25,4% di incassi, tornando dopo un lustro ai livelli di pubblico del 2008 quando però l’ingresso era gratuito.
Pur perdendo il 9% dei visitatori, il Museo Nazionale Etrusco e gli annessi scavi della città di Kainua/Marzabotto (BO) incrementa del 42,4% il pubblico pagante e dell’89,3% le entrate derivanti dai biglietti, quasi raddoppiate rispetto al 2013.
Bilancio positivo anche per il Museo Archeologico Nazionale di Sarsina (FC), +17,9% di pubblico e +89,2% di incassi, e per la Villa Romana di Russi (RA), che incrementa il pubblico del 44% e gli introiti del 32%.
È interessante notare come, a fronte di un aumento dei visitatori dell’1,46%, sia aumentata del 28,4% la quota del pubblico pagante (da 18.608 a 23.895), mai così alta dal 2001 come d’altronde il dato daffluenza. Dopo l’annus horribilis 2005 (minimo storico di 45mila presenze), dovuto alla disastrosa scomparsa della storia dai programmi scolastici (da allora di Storia antica gli italiani sentono parlare una sola volta nella vita, in quarta e quinta elementare), i musei e i siti archeologici statali dell’Emilia-Romagna registrano un lento ma costante recupero di pubblico, favorito dalla sete di cultura di cittadini e turisti anche in tempi segnati dalla crisi economica.
"Il risultato raggiunto,” commenta il Soprintendente Archeologo dell’Emilia-Romagna, Marco Edoardo Minoja, “ premia gli sforzi di tutto il personale e degli enti locali, volontari e collaboratori che ci hanno affiancato con passione nell’organizzazione di mostre, incontri ed eventi, confermando ancora una volta la grande attrazione dell'archeologia emiliana anche in periodi di investimenti limitati.
Nell’ultimo biennio va poi rilevata la mancata incidenza dei dati dell’impianto portuale tardo romano e bizantino di Classe (alla periferia di Ravenna), integralmente chiuso al pubblico dal 2012 e di cui si prevede la riapertura non appena completate le opere di valorizzazione previste”.

 tutti i dati su


sabato 13 dicembre 2014

L'Università di Bologna, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna, propone INVERNO CON GLI ETRUSCHI, con un programma di visite guidate, conferenze e laboratori per i più piccoli legati alla mostra ‘Il Viaggio Oltre la Vita. Gli Etruschi e l'Aldilà tra capolavori e realtà virtuale". Domani, 14 dicembre, il primo appuntamento.



Domani, domenica 14 dicembre, alle 17, al Museo Pompeo Aria di Marzabotto e antica città di Kainua,  Giuseppe Sassatelli professore di Etruscologia e Archeologia Italica dell’Università di Bologna, terrà una conferenza su ‘Gli Etruschi e l’Aldilà’.  

La conferenza è preceduta, alle  15, da una visita guidata condotta da archeologi dell'Università di Bologna, incentrata sulla religiosità degli Etruschi, con tappa ai templi della città.
 
Alle 17, in contemporanea con la conferenza, laboratorio ludico-didattico per i più piccoli (prenotazione obbligatoria al 334 9303338, minimo 15 partecipanti) per avvicinare i giovani alla realtà funeraria e al banchetto degli Etruschi tramite l'utilizzo e la manipolazione di ceramica originale etrusca


lunedì 31 marzo 2014

Un libro sul 'sito medievale più vasto d'Italia'.



La Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia-Romagna e il Comune di Sant'Agata Bolognese presentano, domenica prossima 6 aprile, alle  16, nella Sala del Consiglio Comunale di Porta Otesia a Sant'Agata Bolognese,  il  volume della collana Quaderni di Archeologia ‘Un villaggio nella pianura. Ricerche archeologiche in un insediamento medievale del territorio di Sant'Agata Bolognese.

Saranno presenti Daniela Occhiali, sindaco di Sant'Agata Bolognese Claudio Broglia, senatore della Repubblica, Paola Marani, consigliera regionale dell'Emilia-Romagna
Marco Edoardo Minoja, Soprintendente per i beni archeologici dell'Emilia-Romagna, Filippo Brandolini, Presidente Herambiente S.p.A., Silvia Marvelli, Direttore del Museo Archeologico Ambientale
Interverranno i curatori del volume, Sauro Gelichi e Mauro Librenti, dell’Università Ca' Foscari di Venezia e Marco Marchesini, Soprintendenza per i beni archeologici dell'Emilia-Romagna.

È il sito altomedievale più vasto e meglio indagato dell'Italia settentrionale, un unicum, per dirla con gli archeologi, tanto più eccezionale quanto più completa e abbondante è la qualità, quantità e stato di conservazione dei materiali archeologici, archeobotanici e archeofaunistici rinvenuti.
Scoperto nel 1994 nel territorio di Sant'Agata Bolognese e attentamente studiato da un pool di esperti di varie discipline, svela oggi i suoi segreti (a cominciare dal nome, indicato non senza suspance nelle ultime pagine) del  volume.  

Il volume illustra il villaggio altomedievale scoperto nel 1994 a Sant’Agata Bolognese, a tutt'oggi uno dei più importanti siti del Nord Italia. Delle campagne, dell'organizzazione del loro habitat, dello sfruttamento delle loro risorse tra X e XI secolo sappiamo ancora poco, certo molto meno di dire altre regioni d'Europa dove l'archeologia rurale ricopre da anni ben altro ruolo.
Quello di Sant'Agata Bolognese è l'unico scavo che abbia indagato, forse in modo non esaustivo ma certo esteso, un villaggio dei secoli centrali del Medioevo nella pianura padana.
Il volume tocca molti temi, dall'edilizia abitativa alla struttura dell'insediamento, dall'economia ai caratteri della vita quotidiana, e di fatto fornisce lo spaccato di una comunità e (indirettamente) dei suoi signori, delle loro strategie e dei loro modi di rapportarsi con le risorse, in quei secoli centrali del Medioevo (X-XI secolo) che furono davvero centrali per le società dell'Occidente Europeo.
Le innovative metodologie di scavo applicate hanno permesso di capire l’importanza e la complessità cronologica dell’insediamento, mettendo in luce i suoi forti legami con il territorio circostante, come confermano le fonti scritte in cui si evidenziano gli assetti insediativi, politici, patrimoniali e sociali dell’area dove il villaggio era ubicato.
Gli studi condotti sui materiali (ceramica, pietra ollare, oggetti in metallo, macine, fusaiole, vetri, ecc.) hanno evidenziato un elevato tenore di vita e una fitta rete commerciale sia a livello regionale che nazionale. Le analisi ambientali hanno fornito la fotografia di un territorio fortemente “vissuto”, con un’agricoltura sviluppata e abbondante utilizzo del legno come materia prima indispensabile per la vita del villaggio.
L'opera si chiude con la risposta alla domanda che più di ogni altra ha tormentato chi si è occupato di questo scavo: come si chiamava questo villaggio? Perché dargli un nome, cioè identificare un luogo tra le carte d'archivio (sempre poche!) che ci sono rimaste, significa anche riuscire in qualche modo a relazionarlo con qualcuno (da una parte) e in fondo capire come fosse percepito dai contemporanei (abbiamo scavato un villaggio, un castello, un porto? o meglio un sito che veniva qualificato così?)
Questa pubblicazione è il coronamento del rilevante impegno di vari enti, i Comuni di Sant’Agata Bolognese e San Giovanni in Persiceto, la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna e l’Università degli Studi di Pisa, che hanno effettuato gli scavi, studiato il sito, recuperato, classificato e musealizzato i reperti, e diffuse le conoscenze acquisite con mostre, pubblicazioni e conferenze. Tra gli enti che hanno contribuito alla scoperta dell’insediamento medievale e alla sua valorizzazione va ricordata la Nuova Geovis S.p.A., oggi controllata del Gruppo Hera, proprietaria di alcuni impianti per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti nel comune di Sant’Agata Bolognese: il sito è venuto in luce proprio durante i lavori per l’ampliamento della discarica intercomunale e la società ha messo a disposizione il terreno, finanziato gli scavi e posticipato la realizzazione della discarica.
Il volume è il numero 33 della collana Quaderni di Archeologia dell’Emilia-Romagna promossa dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna.