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giovedì 20 agosto 2026

Ritrovati probabili resti umani dove si consumò la Strage di Marzabotto

 I resti, risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, sono riemersi a causa di alcuni scavi



 

A causa di alcuni scavi e lavori per la posa della fibra ottica, sono riemersi dei probabili resti umani risalenti alla Seconda Guerra Mondiale nel Parco storico di Monte Sole, a Casaglia , frazione di Marzabotto, nel Bolognese, vicino alla Chiesa di Santa Maria Assunta (nella foto).
    Per i carabinieri il recupero "assume un'altissima carica simbolica, emotiva e storica, poiché è avvenuto esattamente in una delle aree in cui si consumò il feroce eccidio di Monte Sole".

Un ritrovamento casuale, ad opera di due cittadini che hanno visto le ossa e hanno allertato il 112.

Quello di Casaglia è l'epicentro di una strage nazista, avvenuta nel 1944, in cui persero la vita decine di civili inermi.
    Al termine dell'ispezione, che ha rilevato come il terreno del ritrovamento sia stato recentemente oggetto di scavi per la posa della fibra ottica, i resti sono stati sequestrati dai carabinieri: attualmente sono in corso approfonditi accertamenti che dovranno confermare ufficialmente la natura umana delle ossa e provare, se possibile, a dargli un'identità. (ANSA)

mercoledì 24 aprile 2013

Il 25 Aprile di Monte Sole.




Le Celebrazioni per il 25 Aprile a Marzabotto, vedranno la presenza, a Monte Sole, del Presidente del Senato, On. Pietro Grasso, il quale terrà l’orazione ufficiale della ricorrenza.
Innumerevoli i messaggi pervenuti, fra cui quello della Presidente della Camera, On. Laura Boldrini.

In allegato il Programma del 25 aprile a Monte Sole, luogo assolutamente rappresentativo e simbolico per tutto ciò che è stata la Resistenza in Italia e per il messaggio internazionale di Pace e mediazione culturale che ora svolge.
Quest'anno il programma è  dedicato alle Donne, alla loro Resistenza e alle loro battaglie odierne.



Il pomeriggio di ‘Monte Sole’ sarà caratterizzata da innumerevoli iniziative che avranno come protagonisti i giovani e il loro modo di ricordare la strage dell’autunno del ’44. Il coro Farthan di Marzabotto, diretto da Elide Melchioni, col suo repertorio di canti ‘al femminile’ aprirà il programma del pomeriggio.


La Caracola  di Marzabotto presenta la lettura-recitata ‘Era il mio nome’, con Eloisa  Guidarelli e Gabriele Baldoni. Brani tratti dalle testimonianze di  Tolmina Guazzaloca, Odette Righi, Ettore Benassi, Cesare Bianchi,  Vittorino degli Angeli, Nerino Drusiani. Canzoni originali di Gabriele  Baldoni.






domenica 3 ottobre 2010

Il sessantaseiesimo anniversario della strage di Monte Sole






Con le note dell’Inno di Mameli cantato da tutte le autorità e dal pubblico si sono concluse a Marzabotto le commemorazioni del sessantaseiesimo anniversario dell’eccidio di Monte Sole. L’onorevole Rosy Bindi, che ha tenuto l’orazione ufficiale, ha incentrato il suo intervento sul valore dell’Unità Nazionale rafforzata, a giudizio della vicepresidente della Camera, dall’insorgenza popolare che unisce con un filo diretto il Risorgimento italiano con la Resistenza: “Marzabotto ci insegna che la Resistenza fu una scelta di popolo e il frutto maturo di quel dolore è stata la nostra democrazia, la riconquista dell’unità nazionale e un lungo periodo di pace in Europa. Chi attenta alla unità del nostro paese calpesta i martiri che stiamo ricordando,” ha sottolineato l’onorevole Bindi. Le celebrazioni sono iniziate con la lettura dei messaggi fra cui quello del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel quale si legge “Gli ideali che ispirarono allora quanti scelsero consapevolmente di partecipare alla Resistenza contro la dittatura fascista e condussero alla rinascita delle istituzioni democratiche conservano intatta la loro attualità e sono alla base dei valori di pace, libertà e giustizia, solennemente sanciti dalla Costituzione repubblicana” e del Presidente del Senato Renato Schifani che ha scritto: “Mantenere viva la memoria del passato, della lotta contro il nazifascismo e della Resistenza è un richiamo ad una rinnovata e ferma consapevolezza contro ogni crudeltà. Rendere onore alla memoria dei martiri di una tra le più sanguinarie stragi naziste compiute nel territorio italiano, è sempre una preziosa occasione di riflessione sulle tematiche del rispetto reciproco e della pacifica convivenza”. Romano Franchi, sindaco di Marzabotto ha affrontato anche temi di attualità affiancando alla violenza militare del ’44 l’attuale della mancanza del lavoro: “Stiamo vivendo una crisi mondiale che come sempre si scarica sui più deboli. Il lavoro non è solo uno strumento di vita, ma è anche di crescita individuale e sociale”. Valter Cardi, presidente dell’associazione famigliari delle vittime di Monte Sole ha ricordato nel suo intervento il dramma della popolazione su cui si rovesciò la violenza dei militari tedeschi: “Quei caduti continuano a vivere dentro di noi”, ha detto. “Il sacrificio della nostra gente fu fatto per un futuro migliore. Noi abbiamo il dovere di mantenerlo efficiente e vivo. Commemorare le vittime ci porta a ragionare dei pericoli e delle speranze di oggi”.

venerdì 30 luglio 2010

Le vittime di Malfolle: prima strage tedesca


Fernando Cucchi, Pietro Golfetti, Aldo Melega, Domenico Minelli, Celso Serenari, Valentino Simonini, Emilio Stanzani, Giuseppe Venturi e Francesco Zanardi, vittime della prima strage nazista a Marzabotto, saranno ricordate questa sera (31 luglio) alle 20, sul luogo dell’eccidio, al Poggiolo di via Boschi nella frazione di Malfolle. Dopo una breve funzione religiosa con benedizione della lapide commemorativa, sarà deposta una corona sul cippo che ricorda l’eccidio e sarà tenuto un discorso commemorativo dal sindaco di Marzabotto Romano Franchi. Fra i presenti ci sarà anche l’unico superstite, Fermo Franchi. Rientrato nel podere lavorato dalla famiglia dopo l’8 settembre, Fermo fu fatto prigioniero dai tedeschi assieme a molti suoi famigliari e ad alcuni vicini e allineato con gli altri prigionieri di fronte al fienile. Il fratello, resosi conto che l’attendeva il plotone di esecuzione, giocò il tutto per tutto lanciandosi in una corsa disperata lungo un campo scosceso. Nella fuga fu imitato da Fermo e da un altro rastrellato. Il soldato tedesco di guardia, anche se colto di sorpresa, azionò il fucile mitragliatore colpendo a morte il terzo fuggiasco e ferendo Fermo a un orecchio. I proiettili non raggiunsero il fratello di Fermo perché il più lontano per essere stato il primo a lanciarsi lungo la capezzagna. Fermo si nascose poi nella boscaglia in attesa che i tedeschi se ne andassero. Don Dario Zanini celebrerà poi una funzione religiosa in ricordo delle vittime della guerra a Medelana di Marzabotto il prossimo 7 agosto: alle 15.30 a Ca’ D’Alessandri e alle 16 a Ca’ di Bue nelle Varsellane.