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giovedì 9 luglio 2020

Temporanea sospensione dell’attività chirurgica all'Ospedale di Porretta per la rottura di un tubo.

L’attività riprenderà regolarmente, domani 10 luglio

L'Azienda USL di Bologna informa

Sospesa per l’intera giornata di oggi, 9 luglio, l’attività chirurgica dell’Ospedale di Porretta Terme a causa della rottura di un tubo, avvenuta la notte scorsa, con fuoriuscita di acqua potabile in un locale attiguo al blocco operatorio.
Gli operatori del servizio tecnico, al lavoro dalle prime luci dell’alba, hanno già sostituito il tubo e stanno completamento i controlli nell’area interessata. L’attività chirurgica riprenderà regolarmente domani, venerdì 10 luglio.
12 interventi non urgenti (7 di oculistica e 5 di ortopedia), in programma per oggi, sono stati riprogrammati per la prossima settimana.
Il resto dell’Ospedale non è stato coinvolto e l’attività procede regolarmente. 


lunedì 4 dicembre 2017

Ambulatorio per Maxillo facciale alla Casa della Salute di Vergato e a Porretta: l’eccellenza del Bellaria direttamente in Appennino.

Da Azienda USL di Bologna


Patologie traumatiche, malformative, dismorfiche ed oncologiche del massiccio facciale e del cavo orale, neoformazione cutanee del volto, patologie infiammatorie dei mascellari o semplici sinusiti, sia in età adulta che pediatrica, sono le patologie di cui si occuperà l’Ambulatorio Maxillo Facciale attivo dal 4  dicembre alla Casa della Salute di Vergato e dal 19 a Porretta.

Saranno 5 chirurghi dell’unità operativa di Chirurgia Maxillo Facciale dell’Ospedale Bellaria diretta da Anna Maria Baietti che si sposteranno per andare a Vergato e a Porretta. Agli ambulatori si accede tramite prenotazione a CUP e garantiranno all’inizio 40 prestazioni al mese, incrementabili in futuro. Ad oggi sono circa 700 all’anno le persone residenti in Appennino che per effettuare una visita ambulatoriale Maxillo facciale sono costrette ad arrivare fino a Bologna. Dal 4 dicembre potranno eseguirla comodamente a Vergato e dal 19 anche a Porretta senza rinunciare alla expertise dei professionisti del Bellaria. Qualora la vista evidenziasse un problema più complesso, il paziente sarà preso immediatamente in carico e gli saranno prenotati tutti gli accertamenti e le prestazioni necessarie per trattare la sua patologia, compreso l’intervento della Chirurgia Plastica e Ricostruttiva che opera in stretta sinergia con la Chirurgia Maxillo facciale. Presso l’ambulatorio di Vergato e di Porretta sarà possibile effettuare tutte le visite preparatorie e poi quelle di controllo evitando scomodi spostamenti.

“L’attivazione di questi ambulatori - commenta Anna Maria Baietti, direttore della Chirurgia Maxillo Facciale dell’Ospedale Bellaria - si inserisce nel piano riorganizzazione dell’assistenza territoriale ed ospedaliera in Appennino bolognese recentemente approvato dal Comitato di Distretto. È un tipico esempio di integrazione tra il territorio e l’ospedale per una medicina di iniziativa che comporta la vicinanza ai luoghi più lontani e disagiati così come sottolineato anche dal Piano Sociale Sanitario regionale recentemente redatto. Ancora di più quando si tratta di una attività di prevenzione nei confronti delle patologie infiammatorie dei mascellari, di cui si assiste un incremento negli ultimi anni, e  per le patologie neoplastiche o pre-neoplastiche che, se intercettate precocemente, consentono di essere trattate con interventi meno invasivi. La Casa della Salute di Vergato e l’Ospedale di Porretta saranno pertanto un punto di riferimento per la  prevenzione e la promozione della salute orale in età pediatrica ed adulta .”

mercoledì 22 novembre 2017

La Chirurgia dell’Ospedale Maggiore in diretta con Cina, Corea del Sud e Giappone. Domani, 23 novembre, e dopodomani, al Congresso Internazionale di Chirurgia dell’Apparato Digerente.

AUSL Bologna informa: 

Quattro interventi di chirurgia oncologica saranno eseguiti dall’èquipe chirurgica diretta da Elio Jovine, in diretta video con la platea del 28° Congresso Internazionale di Chirurgia dell’Apparato Digerente, in programma il 23 e 24 novembre a Roma. Si tratta del più importante appuntamento mondiale su questa specifica branca chirurgica, una occasione formativa e di confronto tra professionisti caratterizzata proprio dalla possibilità di seguire in diretta interventi particolarmente complessi.
Due gli interventi in programma giovedì 23, uno di chirurgia pancreatica per via laparoscopica ed uno di doppia resezione epatica associata a resezione gastrica, e altrettanti venerdì 24, una resezione epatica per un tumore del fegato ed una pancreasectomia per un tumore del pancreas, per la prima volta in diretta con chirurghi cinesi, coreani e giapponesi. Con Jovine saranno impegnati in sala operatoria 8 chirurghi, 14 infermieri, 4 anestesisti.

Si tratta di interventi di elevata complessità, patrimonio della Chirurgia dell’Ospedale Maggiore, tra i principali centri italiani per volumi di attività nel campo della chirurgia epato-bilio-pancreatica e della chirurgia laparoscopica. Nel 2016, al Maggiore, sono stati effettuati 170 interventi sul colon, il 75% dei quali in laparoscopia, 70 di chirurgia pancreatica e 85 resezioni epatiche.
Accanto alle sale operatorie del Maggiore, il Congresso Internazionale di Chirurgia dell’Apparato Digerente sarà collegato con ospedali di Argentina, Australia, Belgio, Cina, Corea del Sud, Francia, Giappone, Inghilterra, Olanda, Portogallo, Singapore, Sud Africa, Spagna, Svezia e USA.


lunedì 23 gennaio 2017

Silvia Piccinini: “NO ALLA CHIUSURA DEL PRONTO SOCCORSO DI VERGATO. No anche al trasferimento dei reparti di Chirurgia e Ortopedia ad Alto Reno Terme”.


No alla chiusura del Pronto Soccorso di Vergato. Questo progetto, qualora venisse confermato, significherebbe il fallimento completo dell’organizzazione sanitaria realizzata in questi anni nell’area nonché l’inutilità degli investimenti fin qui fatti,” è la richiesta-denuncia di Silvia Piccinini ( nella foto) , consigliera regionale del Movimento 5 Stelle,
riportata in una interrogazione sul progetto di riorganizzazione ospedaliera che prevedrebbe la chiusura del Pronto soccorso di Vergato le il trasferimento dei reparti di Ortopedia e Chirurgia ad Alto Reno Terme. “Collocare i servizi ospedalieri di base all’estremità del territorio del Distretto, ad Alto Reno Terme, piuttosto che in una posizione baricentrica, avrà come immediata conseguenza il peggioramento dell’accessibilità per la maggior parte dei cittadini residenti nella vallata. La verità è che l’AUSL vuole ridurre i numeri dell’utenza delle strutture, per poi giustificare chiusure di servizi come già avvenuto con i punti nascita. è facile prevedere, infatti, che alla luce di questa illogica riorganizzazione i cittadini che oggi usufruiscono dei servizi a Vergato preferiranno recarsi a Bologna, soprattutto per ciò che concerne la medicina d’emergenza”.

Per questo nella sua interrogazione la consigliera  chiede alla Giunta di evitare in tutti i modi possibili il taglio di un servizio di primaria importanza per la determinazione della qualità della vita in Appennino. “Il territorio della montagna, in considerazione delle difficoltà di raggiungere in tempi brevi zone abitate spesso isolate o difficilmente raggiungibili, richiede la presenza di un Pronto soccorso con adeguate dotazioni di strutture e persone proprio per non creare disparità di trattamento fra quanti vivono in montagna e quanti risiedono nelle altre zone della Regione – conclude Silvia Piccinini – Per questo chiediamo alla Giunta di intervenire. Vergato non può perdere il Pronto Soccorso”.


giovedì 19 gennaio 2017

Giù le mani dal pronto soccorso di Vergato. Non toccate i reparti di ortopedia e chirurgia. La riorganizzazione ospedaliera è inadeguata e contraddittoria.

L’Azienda USL di Bologna prospetta la chiusura del pronto soccorso di Vergato e il trasferimento dei reparti di ortopedia e chirurgia ad Alto Reno Terme. I sindaci di Castel d’Aiano, Grizzana Morandi, Marzabotto e Vergato denunciano: “Questo rischia di avere due conseguenze inaccettabili poiché la maggior parte dei concittadini preferirà farsi a curare a Bologna, mentre aumenterà la conflittualità nel territorio”.



I sindaci Salvatore Argentieri di Castel D’Aiano, Romano Franchi di Marzabotto, Massimo Gnudi di Vergato e Graziella Leoni di Grizzana Morandi non condividono una riorganizzazione dell'assistenza territoriale e della rete ospedaliera che rischia di penalizzare fortemente il loro territorio, con la chiusura del pronto soccorso di Vergato sostituito da un punto di primo intervento e il trasferimento dei reparti di ortopedia e chirurgia ad Alto Reno Terme.
Un documento congiunto, firmato dai quattro sindaci, evidenzia tutti i limiti della proposta avanzata dalla Direzione dell’Azienda Usl di Bologna nel corso della riunione di venerdì 13 gennaio del Comitato di Distretto socio-sanitario dell'Appennino Bolognese. Se infatti la scelta di sviluppare le Case della Salute per qualificare l'assistenza territoriale e il potenziamento delle cure intermedie risulta condivisibile, meno convince riorganizzazione dell'offerta ospedaliera.
La proposta della nuova geografia dei servizi nel distretto in sostanza prevede per l'Ospedale di Alto Reno Terme le funzioni di ospedale di base con funzioni distrettuali e per l'Ospedale di Vergato le funzioni di servizio per i pazienti che necessitano di cure intermedie. Ma così facendo, secondo i quattro sindaci, “si rischia di portare alle estreme conseguenze negative errori compiuti nel passato quando, con investimenti su diversi presidi territoriali, si è prodotta una situazione di inadeguata integrazione che ha finito per determinare precarietà e incertezza tra gli operatori sanitari e tra i cittadini”. In questo modo è messo in discussione l'intero sistema sanitario e socio sanitario dell’Appennino bolognese: collocare i servizi ospedalieri di base all'estremità del territorio del Distretto, ad Alto Reno Terme, piuttosto che in una posizione baricentrica, avrà come conseguenza un peggioramento dell'accessibilità ai servizi stessi per la maggior parte dei cittadini residenti nella vallata. Il risultato è facile da prevedere: i cittadini che oggi usufruiscono dei servizi a Vergato preferiranno recarsi a Bologna, soprattutto per ciò che concerne la medicina d’emergenza.
Oltre tutto il modello metropolitano della rete ospedaliera si basa su una organizzazione a “rete centripeta”: in altre parole la complessità delle prestazioni dei diversi presidi ospedalieri aumenta man mano che ci si avvicina ai grandi ospedali con i livelli più alti di specializzazione. Che senso può avere allora una organizzazione a “rete centrifuga” con le attività specialistiche presso l'Ospedale di Alto Reno Terme e le attività di cura intermedie presso l'Ospedale di Vergato? In questo modo paradossalmente le attività ospedaliere specialistiche distrettuali saranno più lontane da quelle di alta specializzazione presenti negli ospedali di grandi dimensioni del capoluogo.
La proposta, presentata peraltro a detta dei sindaci senza un adeguato supporto di dati analitici e conoscitivi e senza una definizione dei possibili scenari che si potranno produrre, finisce per non perseguire omogeneità nell'accesso, equità, pari opportunità e coesione sociale per i cittadini del territorio, e alimenta, anche al di là delle intenzioni, la conflittualità tra le comunità dell'Appennino.
Il sindaci concludono dichiarando che, “nell’interesse delle comunità che amministriamo, è nostra intenzione non condividere alcuna responsabilità nei confronti di una proposta che riteniamo di dover contrastare con determinazione e per la quale chiediamo un confronto che sia aperto a valutare soluzioni alternative”.
 

sabato 14 marzo 2015

Il 'malato' di Porretta è l'ospedale ?



Marco segnala:

 Il consigliere regionale Igor Taruffi ha presentato una interrogazione per sapere : “ Per quale motivo all’ospedale di Porretta Terme la programmazione dell’attività chirurgica legata alla ginecologia  è  stata sospesa e come si intenda assicurare il regolare svolgimento del servizio di ginecologia nella struttura ospedaliera”.
 
Il consigliere elenca in premessa le ragioni e gli interrogativi che lo hanno portato a chiedere chiarimenti all’assessorato regionale e ricorda che: “ Le prime dichiarazioni rilasciate alla stampa dal neo Direttore generale dell’Ausl di Bologna, Dott.sa Gibertoni, annunciavano  l’intenzione di riorganizzare la rete ospedaliera partendo dal presupposto che è necessario risparmiare garantendo però standard di cura” e che “ nelle stesse dichiarazioni il neo direttore ha fatto riferimento all’impossibilità di mantenere servizi in tutto il territorio provinciale, lasciando intendere la necessità di operare ulteriori accentramenti nei servizi stessi” e che “ la chiusura del punto nascita dell’ospedale di Porretta Terme, l’unico in tutto l’Appennino bolognese, sia stata disposta il 14 febbraio 2014 perché non in linea con gli standard di sicurezza per il basso numero di parti l’anno” e che “ ad appena un anno  si siano verificati già numerosi casi di parti d’urgenza avvenuti mentre l’ambulanza trasportava la partoriente  dall’Appennino  al punto nascita dell’ospedale Maggiore di Bologna” e che “ Dopo la chiusura del punto nascita dell’ospedale di Porretta Terme ed il trasferimento in altre strutture delle ostetriche lì operanti, sono iniziate a circolare indiscrezioni sempre più insistenti circa il futuro di ginecologia e pediatria. I ginecologi ospedalieri attualmente operanti nell’ospedale di Porretta Terme sono 5 di cui un part-time. A quanto si apprende la programmazione dell’attività chirurgica legata alla ginecologia a Porretta è sospesa a far data dal prossimo 1 aprile”.  
Ora si attende la risposta.

venerdì 7 giugno 2013

Elio Jovine esegue in Francia il primo intervento di chirurgia robotica laparoscopica con il sistema Spider



ASL Bologna informa 

E’ di Elio Jovine il primo intervento di colecistectomia laparoscopica eseguito in Francia con la tecnica robotica Spider. L’intervento è stato effettuato il 4 giugno, all’interno del Corso Universitario di Chirurgia Laparoscopica avanzata dell’Hôpital Antoine Béclère di Parigi. Jovine, direttore del Dipartimento Chirurgico dell’Azienda Usl di Bologna, è stato invitato grazie all’esperienza maturata, con questa stessa tecnica robotica, all’Ospedale Maggiore. Dopo l’intervento, Elio Jovine ha tenuto una lezione agli studenti del Corso Universitario sulla evoluzione della chirurgia robotica.

L’introduzione del robot Spider avviene attraverso una singola incisione periombelicale. L’apertura è ad ombrello, all’interno dell’addome. Il sistema Spider dispone di due canali flessibili, manovrabili a 360° e di altri due rigidi, dei quali uno è dedicato alla videocamera e l’altro ad un eventuale ulteriore terzo strumento chirurgico. Rispetto ai tradizionali strumenti laparoscopici rigidi lo Spider, grazie ai due canali flessibili, offre una maggiore maneggevolezza e precisione, e consente di operare con una unica incisione, contro le tre o più necessarie con gli altri sistemi, accorciando in questo modo i tempi di recupero del paziente, al quale viene garantito, inoltre, un migliore risultato estetico.