giovedì 27 febbraio 2025

Sicurezza alimentare: controlli dei NAS di Bologna sulla filiera dei piatti pronti

 


Nel mese di gennaio, i Carabinieri del NAS di Bologna hanno condotto una serie di controlli mirati nel settore della produzione di pietanze precotte e pronte a cuocere. Le verifiche hanno evidenziato irregolarità in due stabilimenti situati nella provincia di Forlì-Cesena, attivi nella produzione di piatti in monoporzioni e multiporzioni.


Nel primo caso, è stata riscontrata una gestione scorretta del prelievo e del decongelamento delle carni: una volta estratte dalle celle frigorifere a -18°C, venivano conservate a temperature positive per diversi giorni, fino a un massimo di sei, ben oltre il limite consentito di 24 ore prima dell’utilizzo in cucina. A seguito delle irregolarità, sono stati sequestrati circa 8.000 kg di carne e prodotti ittici decongelati, per un valore complessivo di circa 120.000 euro, destinati allo smaltimento.

Nel secondo stabilimento, invece, gli operatori erano soliti modificare autonomamente le date di scadenza o il Termine Minimo di Conservazione (TMC) delle materie prime, senza autorizzazione né previa consultazione dei produttori o fornitori. In alcuni casi, la durabilità degli alimenti veniva estesa fino a 180 giorni oltre la data originaria. Inoltre, alcune di queste materie prime scadute erano già state utilizzate per la produzione di pietanze distribuite sul mercato. Durante i controlli, i militari hanno rilevato anche gravi irregolarità nello stoccaggio: scarti e sottoprodotti di origine animale venivano conservati in contenitori anonimi e privi di copertura, all’interno di una cella frigorifera utilizzata promiscuamente anche per le materie prime destinate alla produzione. Complessivamente, sono stati sequestrati 320 kg di materie prime scadute, alcune delle quali con una shelf-life superata da quattro anni, per un valore di circa 10.000 euro.

Le criticità riscontrate sono state immediatamente segnalate alla competente AUSL, che adotterà i provvedimenti del caso. Sono state inoltre contestate sanzioni amministrative per un totale di 8.000 euro.

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