venerdì 26 maggio 2017

Stop ai vitalizi, depositato il testo base sul sistema contributivo.

da   Lettera43 
 
Stop ai vitalizi per i parlamentari italiani, anche per quelli che ormai hanno cessato di esercitare il mandato e attualmente percepiscono la rendita "eterna". La loro pensione sarà basata sul sistema contributivo, come quella di tutti gli altri dipendenti statali. La novità è contenuta nel testo base a prima firma Matteo Richetti (Pd), depositato in commissione Affari costituzionali. La proposta di legge, fortemente sostenuta dai democratici e dal Movimento 5 stelle, sarà votata martedì 30 maggio e poi approderà in Aula a Montecitorio. Ecco cosa prevede.
ARRIVA IL CONTRIBUTIVO. Il testo dispone l'abolizione dei vitalizi e l'estensione nei confronti dei parlamentari del sistema previdenziale contributivo, già in vigore per i dipendenti pubblici. I vitalizi sono stati già aboliti nel 2012, ma solo per i neo eletti: i parlamentari cessati dal mandato prima di quella data hanno continuato a percepire gli assegni pre-riforma, mentre a coloro che hanno esercitato un mandato prima del 2012, e che poi sono stati rieletti, si applica un sistema misto. Norme che con la riforma verrebbero quindi riscritte.
BASTA VITALIZI ANCHE PER GLI EX PARLAMENTARI. La proposta prevede infatti che un nuovo sistema, interamente contributivo, si applichi integralmente non solo ai parlamentari in carica, ma anche a quelli ormai cessati dal mandato e che percepiscono l'assegno. È scritto nero su bianco: «Le disposizioni della presente legge si applicano agli eletti in carica alla data di entrata in vigore della medesima legge, a quelli eletti successivamente a tale data, nonché a quelli cessati dal mandato precedentemente».
CHI HA DIRITTO ALLA PENSIONE E QUANDO. Per avere diritto alla pensione, il parlamentare deve avere esercitato il mandato per almeno cinque anni. La pensione si inizia a percepire al compimento dei 65 anni di età.
GESTIONE SEPARATA INPS. Viene istituita presso l'Inps un'apposita gestione separata dei fondi destinati al trattamento previdenziale dei parlamentari.
L'IMPORTO DELL'ASSEGNO. Nel passaggio al sistema contributivo le pensioni dei parlamentari non potranno essere superiori al trattamento già percepito al momento dell'entrata in vigore della legge. La misura è stata introdotta durante l'esame in commissione, con il via libera a un emendamento del Pd.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Questo è solo il primo passo. In seguito poi sarà cortesemente richiesto anche ai parlamentari di accontentarsi dello stipendio base di cittadinanza, quello proposto ora dai globalisti Zuckerberg e Grillo.

Anonimo ha detto...

Vitalizi, dicono addio al privilegio ma si aumentano la reversibilità: più 20% per la moglie e i figli dell’onorevole.
La firmataria Gasparini (PD): "Ingiusto che i congiunti dei parlamentari finiscano a fare la sguattera o il giardiniere"

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/28/vitalizi-dicono-addio-al-privilegio-ma-si-aumentano-la-reversibilita-piu-20-per-la-moglie-e-i-figli-dellonorevole/3617124/

Zero problemi, il 60% dei sassesi continuerà a votare PD.

Anonimo ha detto...

Mille volte meglio gli sguatteri e i giardinieri di questa (poco onorevole) Gasparini. Ma che si vergogni. AH si, la casta politica non ha smesso di rubare, ha smesso di vergognarsi di farlo.