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sabato 4 aprile 2026

Furto alla Basilica di San Luca a Bologna, l'autore identificato dalla Polizia

L'episodio a metà febbraio, è un 44enne fuggito all'estero


 

La Polizia di Stato ha identificato il presunto autore del furto di alcuni gioielli dall'icona della Madonna di San Luca, avvenuto nella notte tra il 17 e il 18 febbraio nella basilica che si trova sui colli di Bologna.

Si tratta di un 44enne di origine albanese, che nel frattempo sembra avere lasciato l'Italia, per fare probabilmente ritorno in patria.
    Gli investigatori della squadra Mobile, al termine di accertamenti, hanno ricostruito i movimenti del sospettato grazie all'analisi dei sistemi di videosorveglianza e al tracciamento di un'auto sospetta, utilizzata dal ladro per raggiungere il Santuario, il cui percorso è stato ricostruito attraverso un lavoro di 'collage' tra diverse telecamere cittadine.

Il veicolo era stato rubato nel pomeriggio precedente.
    Le indagini hanno portato a identificare il 44enne, già noto alle forze dell'ordine per reati contro il patrimonio. Da accertamenti è emerso che ha lasciato l'Italia già il giorno successivo al furto: è stato infatti identificato in Slovenia, presumibilmente diretto verso l'Albania. Su delega della Procura, all'uomo è stato notificato l'avviso di conclusione delle indagini preliminari, sia per il furto al Santuario che per quello dell'auto. (ANSA)

mercoledì 6 agosto 2025

Polizia smantella due bande di ladri d’appartamento: otto arresti a Bologna

 



Due distinte operazioni della polizia hanno portato allo smantellamento di due bande specializzate nei furti in appartamento a Bologna. In totale, sono stati arrestati otto uomini, tutti di origine georgiana.

Il primo intervento risale al 29 luglio, quando, al termine di un’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Morena Plazzi, la Squadra Mobile ha fermato quattro uomini, tutti irregolari sul territorio nazionale e con precedenti specifici. I quattro sono accusati di due furti in abitazione commessi nei quartieri Bolognina e San Lazzaro.

Determinanti per l’identificazione dei responsabili sono stati le immagini di videosorveglianza e il ritrovamento di un telefono cellulare perso da uno dei malviventi durante un tentativo di furto. L’analisi della scheda SIM ha permesso di ricostruire la rete di contatti della banda, che è stata individuata anche grazie alla localizzazione dell’auto utilizzata e alla scoperta della loro base logistica: un appartamento in affitto nel quartiere Murri.

Durante la perquisizione dell’alloggio sono stati sequestrati grimaldelli, torce, 1.400 euro in contanti e refurtiva di vario tipo, tra cui monili in oro, orologi di lusso, accessori firmati e monete preziose. Parte degli oggetti è già stata riconosciuta da una delle vittime di un furto avvenuto a metà luglio.

La seconda operazione è scattata all’alba di domenica 3 agosto, quando altri quattro cittadini georgiani sono stati arrestati in flagranza in un condominio della zona San Ruffillo, mentre tentavano di introdursi in alcuni appartamenti. L’allarme è stato dato da un residente, insospettito da strani movimenti nell’androne del palazzo.

Anche in questo caso, gli uomini erano in possesso di arnesi da scasso e torce. La banda alloggiava in un appartamento in via Fossolo, affittato per due giorni e utilizzato come base temporanea per i colpi. (ANSA)

martedì 23 agosto 2022

Le morti silenziose nelle forze di Polizia. Quattro suicidi in 10 giorni


Sollecitato da Dubbio: 


In dieci giorni, sono avvenuti ben quattro suicidi, di cui tre nella Polizia di Stato e uno nell’Arma dei carabinieri. Lo fa sapere in una nota il Libero Sindacato di Polizia Li.Si.Po.  Quanti suicidi devono ancora avvenire perché le alte Istituzioni, prendano carta e penna ed iniziano a studiare il tragico fenomeno che coinvolge il personale delle Forze di Polizia!

Sono morti silenziose – prosegue il comunicato – perché se ne parla troppo poco e solo perché le notizie si apprendono limitatamente dai social, allora ci viene il dubbio che questa tragica situazione dei suicidi si voglia far passare come un fatto ordinario. Che, tale non è. Poiché da anni denunciamo la necessità di intervenire seriamente attraverso la costituzione, nei posti di lavoro, di un istituto composto da psicologi e assistenti sociali per supportare il personale che spesso, per il delicato lavoro che svolge, attraversa periodi di forte stress correlato anche a vicende personali e familiari.

Si chiama Prevenzione. Il personale delle forze di Polizia, non sono robot ma esseri umani e come tutti gli esseri umani, ma con maggiore sostegno, necessitano di particolare assistenza, proprio per il lavoro che svolgono e che spesso li pone come facile preda di un sistema sociale mal funzionante e pericoloso per la propria incolumità ! Ancora vergogna dovrebbe provare chi è seduto dietro una scrivania che anziché riflettere sul problema per prevenire la catena dei suicidi, continua ad elaborare piani tecnici irrisoluti e burocratici, inutili nei fatti, senza alcun concreto intervento in materia per la prevenzione e risoluzione delle morti silenziose ! Hanno dimenticato che, un tempo, il posto di lavoro era una famiglia e tutti sapevano di tutti, oggi si guarda solo alle statistiche, alla burocrazia e poco, interessa assistere un collega che è in difficoltà! Anzi, si guarda a come deviare il problema, attenendosi scrupolosamente ai soliti parametri di una iter ordinaria e sistematica ! Parametri che spesso, conducono il personale delle Forze di Polizia ad un percorso di totale abbandono, ovvero togliendogli tesserino e pistola, lo inviano alla cosiddetta “via crucis presso gli uffici sanitari” per essere sottoposto a controlli di sorveglianza sanitaria finalizzati alla verifica esclusiva dell’idoneità o meno ma senza alcuna concreta assistenza al soggetto che invece andrebbe costantemente seguito!

Pochi sono i dirigenti che ancora conservano la figura del padre di famiglia – sottolinea il sindacato – Molti invece nemmeno la conoscono, preferiscono essere i manager aziendali dell’ufficio o del palazzo non curandosi dei veri problemi che esistono all’interno di un reparto! E, per concludere auspichiamo che i nuovi direttori/politici della Politica, facciano un esame di coscienza ed iniziano a lavorare su questa triste e drammatica vicenda dei suicidi, adoperandosi intanto per ridurre l’età pensionabile degli operatori che hanno dato tantissimo nel loro delicato lavoro, sacrificando a proprie spese anche parte della loro vita per le attività lavorative che non sono, per nulla, tutelate dalla giustizia o meglio da uno Stato che se ne lava le mani perché mancano le regole d’ingaggio! Non è possibile garantire sicurezza senza prevenzione ma soprattutto senza efficienza e mezzi di supporto ! Fare il poliziotto in questo contesto, è diventato davvero difficile.

da bellunopress.it

domenica 5 settembre 2021

Reddito di cittadinanza, sostegno per chi è in difficoltà o pacchia di cui approfittare.

Scoperti altri illeciti fra cui quello di un pusher che riscuoteva l’assegno del reddito di cittadinanza


 

I controlli del commissariato di Polizia e della Guardia di Finanza hanno individuato nel bolognese altri ‘furbetti’ del Reddito di Cittadinanza.

Trovati in fallo  otto cittadini rumeni tra i 22 e il 63 anni che avevano dichiarato di essere nullatenenti, ma che un esame approfondito della loro situazione, ha smentito. Non avevano quindi i requisiti per percepire il Reddito di cittadinanza. 

I truffatori hanno riscosso illecitamente ben  16mila euro che dovranno ora restituire. 

Dall'inizio dell'anno, la Polizia ha denunciato 30 persone per lo stesso reato. 


I Carabinieri hanno poi intercettato un uomo in possesso di cocaina che beneficiava del sostegno della Stato.

Ansa informa:

Un 54enne italiano, senza lavoro e che da accertamenti è risultato percepire il reddito di cittadinanza, è stato arrestato dai Carabinieri di Crevalcore per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Durante una perquisizione nella sua abitazione, i militari hanno trovato 36 grammi di cocaina, suddivisi in dosi pronte per la vendita, una bilancia digitale e materiale per il confezionamento.
    Dopo avere scoperto che percepiva il reddito di cittadinanza, nonostante secondo i militari guadagnasse dalla vendita di sostanza stupefacenti, è stata sequestrata la carta di pagamento elettronica e il 54enne è stato segnalato alle autorità competenti per recuperare la somma che ha percepito illegalmente. Giudicato per direttissima, l'arresto è stato convalidato e l'uomo è stato rimesso in libertà e sottoposto all'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

domenica 11 aprile 2021

Al supermercato per derubare i clienti.

Tante le denunce. Infine, trovato in flagranza mentre cercava di sfilare il portafogli a un'anziana signora, è stato arrestato e condannato a 10 mesi.

 


Dopo le segnalazioni alla Polizia delle vittime di furti in un supermercato di Casalecchio di Reno, è scattata la caccia. Infine l'uomo è stato colto sul fatto.

Per rendersi insospettabile vestiva abiti distinti. Quindi individuava la potenziale vittima che con destrezza alleggeriva del portafoglio o altro. La base operativa era un supermercato di Casalecchio di Reno, sempre lo stesso di cui probabilmente era anche cliente abituale. Si sono però moltiplicate anche le denunce dei derubati e la Polizia, avendo trovato nel supermercato il denominatore comune di tutti i furti, ha pensato di avviare una attenta indagine nella convinzione di smascherare il rapinatore seriale. Il servizio di osservazione ha dato i suoi frutti e alla fine, la mossa per alleggerire del portafoglio una cliente è risultato fatale e il ladro, colto sul fatto, è stato arrestato.

Sottoposto a rito direttissimo,è stato condannato a 10 mesi di reclusione e all'obbligo di presentazione alla Polizia. Si tratta di un uomo di origini marocchine classe '67 già pregiudicato per reati analoghi. 


martedì 19 gennaio 2021

Ok all’unanimità in Aula a risoluzione Mastacchi (Rete civica) per presidio di Polizia a Casalecchio

di Luca Molinari

Disco verde all’unanimità a una risoluzione proposta da Marco Mastacchi (Rete Civica) e poi sottoscritta anche da Lega, Fdi, Pd ed Europa Verde. Approvato un emendamento del Democratico Antonio Mumolo a sostegno dell’attività svolta in zona dai Carabinieri

Ripristinare il commissariato di Polizia stradale nel territorio dell’Unione e del Comune di Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna. Disco verde all’unanimità alla risoluzione presentata dal consigliere Marco Mastacchi (Rete Civica) e poi sottoscritta anche dai rappresentanti di Fdi, Lega, Pd ed Europa Verde per chiedere alla Regione di attivare un tavolo di confronto sul territorio con tutti i soggetti interessati per sostenere la richiesta della cittadinanza di aprire un nuovo presidio di polizia stradale o un commissariato, utile per il territorio dell‘Unione e del Comune di Casalecchio di Reno.

Il 5 ottobre è stato chiuso il distaccamento di polizia nel territorio di Casalecchio, nonostante l’offerta proprio del Comune di Casalecchio di mettere a disposizione dei locali per ospitare un presidio di sicurezza”, spiega Mastacchi, che ricorda come “è importante dare risposte a un tema che è molto sentito dal nostro territorio e su cui c’è forte convergenza fra le forze politiche”.

Il testo base presentato da Mastacchi è stato integrato con un emendamento a firma del consigliere Antonio Mumolo (Pd), che esprime apprezzamento per l’attività svolta dai Carabinieri in questa parte della provincia bolognese.



Il Capogruppo Centrodestra per Casalecchio e Consigliere della Città Metropolitana di Bologna, Erika Seta ( nella foto), commenta:


Apprendo che la Regione ha espresso parere favorevole all’unanimità alla Risoluzione presentata a novembre dal Consigliere Mastacchi in merito all’apertura di un tavolo di confronto sulla necessità di aprire un Commissariato di Polizia a Casalecchio.

Non posso che esserne contenta, io stessa avevo avanzato questa proposta nel mio programma elettorale per le Amministrative.

Riporto con soddisfazione anche l’interessamento espresso dalla Città Metropolitana su analogo atto di cui sono cofirmataria, dove il Sindaco di Casalecchio ha raccolto la proposta di un incontro col Prefetto al tavolo sulla sicurezza.

Tutto ciò è bene ma non benissimo perché sorge una domanda.

Quindi il Sindaco di Casalecchio, sempre in prima fila nei mesi in cui si cercava di scongiurare la chiusura del dipartimento della Polizia Stradale,  cosa ha fatto per la sicurezza della sua comunità ?

Ha davvero esposto al Prefetto  la necessità di un presidio di Polizia e illustrato il gravoso lavoro dei Carabinieri che, già sotto organico, sono gli unici presenti ed operativi in un territorio dove l’Unipol Arena e i suoi eventi, tutti i centri commerciali possibili, una viabilità incontrollabile rendono il territorio perfetto per criminalità assortite, come dalle cronache si può evincere, o lo ha solo raccontato al suo Consiglio Comunale?

Possibile che il Pd provinciale e regionale si pronuncino solo ora?

Siamo tutti davvero perplessi.

 

martedì 13 novembre 2018

Presi due 'topi d'appartamento' a Casalecchio di Reno

La Polizia ha arrestato due 'topi d'appartamento' che operavano nella cintura bolognese.
Alcuni giorni fa il 113 è stato informato che due giovani avevano appena 'visitato' una casa in via dello Sport a Casalecchio di Reno.
Giunti prontamente sul posto gli agenti hanno intercettato l'auto con la quale i due si stavano allontanando e hanno iniziato un inseguimento conclusosi in aperta campagna con la fuga dei due ladri.

La mattina di venerdì scorso, 9 novembre , i due, cittadini albanesi, sono stati rintracciati e arrestati e l'arresto convalidato dal Gip, nella giornata di ieri.






mercoledì 4 aprile 2018

Falsa e-mail di rimborso della Tim, la Polizia: 'Non aprite il link'

La mail comunica di aver pagato due volte la stessa bolletta e come richiedere il rimborso



La Polizia di Statto su twitter mette in guardia sulle e-mail truffa che comunica il rimborso del gestore telefonico Tim. "Fate attenzione, la mail vi dice di aver pagato due volte la stessa bolletta e come richiedere il rimborso. Non abboccate, non cliccate sul link, è tutto falso". 
Si tratta della tecnica del phishing, una particolare tipologia di truffa realizzata su Internet. Attraverso una e-mail, solo apparentemente proveniente da istituti finanziari (banche o società emittenti di carte di credito) o da siti web che richiedono l'accesso previa registrazione (web-mail, e-commerce ecc.).  Solitamente nel messaggio è indicato un link e, qualora l'utente inserisca i propri dati riservati, questi saranno nella disponibilità dei truffatori

lunedì 18 settembre 2017

A Monte San Pietro, 55enne aggredita e rapinata in casa: spariti 2500 euro

La donna è stata immobilizzata dopo essere stata percossa. Per lei, dieci giorni di prognosi

I Carabinieri stanno cercando indizi che portino all'identificazione di una persona che si è resa protagonista di una violenta rapina in casa ai danni di una 55enne, residente nel comune si Monte San Pietro. 
La donna è stata aggredita nel soggiorno di casa tra sabato notte e domenica, da un individuo, entrato da una porta finestra. Dopo essere stata picchiata, la donna è stata rapinata di 2.500 euro. La vittima, che non è riuscita a vedere al volto l'aggressore, è stata trasportata al PS Maggiore Bologna: le sue ferite hanno comportato 10 gg di prognosi.
Nella stessa sera, ma a Bologna città, è toccato a un'anziana di 78 anni venire aggredita e derubata del portafogli e dei gioielli. Su quest'ultimo caso le indagini sono in carico alla Polizia ( fonte, Bologna Today)

venerdì 4 agosto 2017

Incidenti stradali gravi raddoppiati in un anno, la Polizia: 'distratti dal cellulare'.

Durante i weekend di esodo verranno rafforzati i controlli sulle strade e sulle aree di servizio. Ieri due arresti per furto mentre i turisti mangiavano in area sosta.

Riceviamo: 
 

Incidenti stradali gravi raddoppiati nel primo semestre del 2017. Sono le cifre fornite dalla Polizia di Stato nell'ambito di una campagna di sensibilizzazione alla sicurezza stradale. Sull’intero territorio regionale dell’Emilia Romagna dal 1 gennaio al 31 luglio 2017 i “multati” sono stati 4.431, il 61% in più rispetto all’analogo periodo del 2016, quando le violazioni contestate erano state 2.760. 
L'inversione di tendenza, si spiega in un comunicato, è "per lo più riconducibile alla distrazione, soprattutto quella causata dall’utilizzo dei cellulari". Con riferimento all'esodo estivo per le vacanze, sempre la Polizia rende noto che incrementerà i controlli sulle strade e sulle aree di servizio, sopratutto durante il prossimo week-end, per il quale nella giornata di domani, sabato 5 agosto, si prevedono partenze da bollino nero.
Per il resto i consigli sono sempre gli stessi: si raccomanda a tutti gli automobilisti di intraprendere il viaggio con un veicolo efficiente e completo nelle dotazioni di sicurezza, in condizioni fisiche ottimali e ben informati sulle condizioni delle strade e del traffico, di tutelare sé stessi ed i passeggeri con l'uso delle cinture di sicurezza dei posti anteriori e posteriori nonché con concentrazione alla guida e con prudenza.
Saranno presenti delle pattuglie anche presso le aree di servizio, notoriamente molto frequentate in questi periodi, sia per fungere da deterrente per gli episodi di microcriminalità che per eventuali esigenze dell’utenza in transito. Proprio ieri due uomini sono stati arrestati in quanto sorpresi, presso un’area di servizio della autostrada A/13, a sottrare ad ignari stranieri i bagagli custoditi all’interno della loro autovettura mentre questi erano intenti a consumare il proprio pranzo prima di arrivare a destinazione.
 

domenica 12 febbraio 2017

Francesco Guccini: "Né con i collettivi né con la polizia ma queste proteste non sono un altro '77".

Richiesto




"Mettere i tornelli forse è anche giusto, ma dare manganellate mi sembra brutale " commenta Francesco Guccini dalla casa degli avi a Pavana sul crinale d'Appennino che divide l'Emilia dalla Toscana. Da lì Bologna appare lontana, ma il cantautore non ha mai tagliato il cordone ombelicale che lo lega alle Due Torri, dove ogni tanto scende nella sua via Paolo Fabbri a due passi dalla storica osteria Vito scenario di partite a tarocchino e di canzoni scritte di getto tra un bicchiere e una giocata.
Si è esagerato coi manganelli?
"Premesso che mica c'ero e che so tutto dai giornali e dalla televisione, dico che prendere a bastonate gli studenti è un metodo un po' troppo brutale. Anche se, purtroppo, nelle manifestazioni il manganello si è sempre usato. Un tempo forse anche più di oggi".
A proposito del passato, c'è chi ha paragonato questa protesta a quella del '77 prima e dopo l'uccisione di Pierfrancesco Lorusso. Trova che sia un paragone che tiene?
"Assolutamente no. Quarant'anni fa l'atmosfera era del tutto diversa. Allora c'era la politica, i gruppi erano fortemente politicizzati e gli scontri ideologici. Inoltre la gravità di quel che successe allora è molto superiore. Non dimentichiamoci che ci fu un morto, che Bologna visse giornate drammatiche in cui via Zamboni, davanti al Rettorato e alla sede di Lettere e filosofia, era un crocevia di autoblindo dell'esercito e di camionette per smantellare le barricate erette dagli studenti".
Lei fu coinvolto dai ragazzi del Movimento? Partecipò a qualche manifestazione?
"Ricordo che feci un concerto per chiedere la liberazione di alcuni animatori della protesta che erano stati arrestati. Io e Roberto Vecchioni cantammo al palasport in piazza Azzarita. Questo accadde prima che Lorusso venisse ucciso. Fu un concerto molto partecipato e con tanto pathos. Il palasport era gremito. Un'altra differenza tra quei tempi e l'oggi è che allora c'era più voglia di stare assieme, più partecipazione. Quell'anno però successero anche altre cose. Per esempio un progetto di radio abortì".
Di cosa si trattava?
"Era una radio a cui demmo il nome di "Marconi & company", ma finimmo solo per fare delle inutili prove tecniche di trasmissione senza mai esordire ufficialmente perché quando fu il momento di partire la polizia chiuse d'imperio radio Alice, l'emittente del Movimento. Oltre a me erano coinvolti Lucio Dalla e Franco Bonvicini, il celebre Bonvi di Sturmtruppen ".
Perché decideste di non partire con le trasmissioni?
"Un po' per solidarietà con la chiusura di radio Alice che consideravamo una cosa ingiusta, un po' perché il clima era tesissimo, al limite del respirabile. La polizia controllava tutto, intercettava le telefonate, sembrava di stare dentro una cospirazione. Un giorno sentimmo proprio Bonvi che parlava con Red Ronnie in una lingua allusiva che pareva in codice. A quel punto io, Dalla e il resto dei fondatori ci siamo detti: lasciamo perdere va là".
Questa protesta vive un altro clima e attraversa un'altra città rispetto al '77.
Com'è cambiata Bologna nella sua antropologia. Per dirla con le parole della sua canzone: oggi è più matrona o più busona?
"Né l'una né l'altra. Vivo in Appennino dal 2001. Quel che mi sembra chiaramente distintivo è che in quegli anni, pur pieni di scontri, c'era più gioia di vivere. Ora i bolognesi vivono appartati, sembrano aver smarrito il gusto di stare assieme. Forse allora era l'effetto di una città più politicizzata e quindi mossa da passioni".
Dunque non riconosce la sua città?
"No. Posso dire che nei sedici anni di assenza, ogni volta che ritorno trovo una città diversa, per molti versi irriconoscibile. Potrei farle molti esempi".
Cosa l'ha colpita di più?
"Di recente sono tornato per la proiezione di un documentario girato ad Auschwitz l'anno scorso a cui ho partecipato assieme agli studenti medi e a molte autorità. Ho fatto tappa con gli amici da Vito, dove, tra l'altro, ho scritto parte dei miei libri firmati assieme a Loriano Macchiavelli. A mezzanotte e mezzo il locale era quasi vuoto. Nel '77 cominciava a riempirsi a quell'ora. Noi ci facevamo scrupolo. Uno diceva: "Andiamo da Vito?" E l'altro rispondeva: "Non sarà un po' presto?"".

mercoledì 2 settembre 2015

L'appello della polizia: "Certezza della pena o lavoriamo inutilmente". Beccaria c’era arrivato due secoli fa. Virale sui social la foto di un agente che invita lo Stato a punire i delinquenti: "Sono consapevoli di essere impuniti".




Un messaggio semplice, scritto su un cartello e affidato al mare dei giorni nostri, Facebook, esattamente come molti anni fa si lasciava tra le onde un biglietto all'interno di una bottiglia. 

Spesso accadeva che si perdesse negli abissi e che nessuno arrivasse mai a leggero. E forse accadrà lo stesso a quel poliziotto che in questi giorni ha diffuso una fotografia in cui chiede allo Stato un sostegno per le forze dell'ordine.
Niente soldi, niente aumento di stipendio. Ma solo che il loro lavoro non sia vanificato da un sistema giudiziario ed istituzionale incapace di consegnare alla giustizia i delinquenti nostrani. "Chiediamo la certezza della pena - si legge nel manifesto virale sui social - perché chi delinque è consapevole che rimarrà impunito, ed ogni nostro sforzo sarà sempre inutile!".
Difficile non dargli ragione. Troppe volte chi ruba, scippa, aggredisce e rende impossibile la vita dei cittadini la fa franca. Non perché nessuno si adoperi a scovarli e ad arrestarli, ma perché nella maggioranza dei casi le investigazioni e gli interventi della polizia si concludono in un processo per direttissima che prontamente scarcera i delinquenti, permettendogli di tornare a fare il loro "mestiere".

"L'unico modo per ridurre la criminalità - ci ha detto un ex questore in pensione che chiede di rimanere anonimo - è quello di far capire a queste persone che chi sbaglia paga. Con la galera. Noi abbiamo sempre fatto il nostro mestiere, abbiamo le scrivanie piene di fogli di richieste di arresto. Ma i giudici decidono sempre il contrario, e il più delle volte rimettono in libertà ladri e balordi". Una battaglia persa in partenza.

Un esempio su tutti, l'arresto di un mese fa a Milano, in piazza Duomo, di alcune persone colte in flagranza di reato mentre aggredivano un agente della municipale. Il giorno dopo erano di nuovo al loro posto per derubare e truffare turisti e cittadini. "Ogni nostro sforzo sarà sempre inutile", urla quel poliziotto senza un volto. Che è il viso di tutti quelli che si sono stancati di vivere nelll'insicurezza.



venerdì 8 maggio 2015

La Polizia cerca fisici, biologi e ingegneri




Un lettore generosamente segnala :

Sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana 4^ Serie speciale "Concorsi ed esami" del 14 aprile 2015 sono stati pubblicati i concorsi pubblici per il conferimento di 13 posti di direttore tecnico biologo del ruolo dei direttori tecnici biologi della Polizia di Stato, di 8 posti di direttore tecnico ingegnere edile del ruolo dei direttori tecnici ingegneri della Polizia di Stato, di 14 posti di direttore tecnico fisico del ruolo dei direttori tecnici fisici della Polizia di Stato.
Le domande di partecipazione dovranno essere presentate dalle ore 00.01 del 15 aprile 2015 alle ore 23.59 del 14 maggio 2015 utilizzando esclusivamente la procedura informatica della domanda online.
Il bando del concorso per biologi

Il bando del concorso per ingegneri

Il bando del concorso per fisico
Fonte: Polizia di Stato


Per migliori informazioni, http://www.ilquotidianodellapa.it/_contents/news/2015/maggio/1430770158862.html



mercoledì 14 gennaio 2015

Da guinness dei primati: arrestato dai Carabinieri, rimesso in libertà e riarrestato dopo 35 minuti dalla Polizia.




I Carabinieri di Bologna hanno arrestato un 22enne nato ad Arezzo, italo-albanese, per resistenza a un pubblico ufficiale e ricettazione.
Lunedì sera, una pattuglia dei Carabinieri, impegnata in un servizio di controllo  nei pressi della Coop situata in via Amilcare Ponchielli, ha ingaggiato un inseguimento nei confronti di un soggetto alla guida di unAlfa Romeo 159 SW, con due persone a bordo, che voleva sottrarsi a un normale controllo. In via delle Armi, il fuggitivo, resosi conto di non avere scampo, ha frenato bruscamente per farsi tamponare dall’autoradio militare che lo seguiva, ma il Carabiniere è riuscito ad evitare l’impatto sterzando bruscamente verso sinistra e terminando la marcia contro il cordolo di un marciapiede che ha provocato l’esplosione di un pneumatico. Una ragazza seduta sul sedile anteriore del passeggero è rimasta all’interno dell’auto ed è stata identificata in una 17enne di Bologna, mentre l’automobilista, fuggito a piedi in direzione di via Giovanni Favilli, è stato fermato e tratto in arresto poco dopo. Inutili i tentativi di individuare il secondo passeggero che è riuscito ad avere la meglio fuggendo in direzione di via Benedetto Marcello. L’Alfa Romeo era stata rubata alcune ore prima in un’officina di Ferrara unitamente a un telefono cellulare in uso al titolare della ditta. Lo stesso telefono è stato rinvenuto dai Carabinieri sul cruscotto dell’auto, assieme a due carte di credito intestate a un 49enne di Ravenna a cui era state sottratte il giorno prima. Accompagnato in caserma, il 22enne, gravato da numerosi precedenti di polizia per reati di furto, rapina, ricettazione, evasione e stupefacenti, nonché destinatario di precedenti misure restrittive, quali un obbligo di presentazione alla PG, un avviso orale e un divieto di dimora, è stato trovato in possesso di una dose di cocaina che teneva in tasca. Oltre a una segnalazione per uso di sostanze stupefacenti, il 22enne è stato denunciato anche per guida senza patente perché mai conseguita e rifiuto di sottoporsi all’alcol test. Tradotto nelle aule giudiziarie del Tribunale di Bologna, il 22enne è stato rimesso in libertà alle ore 12:55 di ieri a seguito della richiesta dei termini di difesa avanzata dal suo legale. Incline a delinquere, come dimostrato dai suoi precedenti di polizia, il giovane è finito nuovamente in manette alle ore 13:30 per mano degli agenti della Polizia di Stato che lo hanno arrestato per rapina impropria ai danni dei dipendenti di un negozio di abbigliamento di Bologna in cui era entrato per rubare un giubbotto. Lo scorso luglio, il 22enne era stato nuovamente arrestato dai Carabinieri del Nucleo radiomobile di Bologna. La ragazza, estranea ai fatti, è stata riaffidata ai suoi genitori. 

Dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Bologna.