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sabato 19 gennaio 2019

Orologio ambidestro, brevetto italiano

Raddoppio delle lancette, può essere letto nei due sensi

Ora è possibile indossare un orologio al polso sinistro o al destro mantenendo la corona di carica verso la mano e leggendo l'ora in due versi. E' Ambidestro, brevetto della Egotempo presentato a Bologna quando chiude il Sihh, salone dell'alta orologeria di Ginevra. La novità è una piccola complicazione, il raddoppio delle lancette oltre il punto d'attacco e la loro divisione in due colori, acciaio e rosso, così come il quadrante è diviso in due con gli stessi colori. La parte rossa delle lancette fa riferimento all'indicatore rosso, quella in acciaio punta all'indicatore dello stesso colore.
Così accade che le 12 sono le 6 del secondo quadrante, e viceversa. Basta scegliere il verso per indossare Ambidestro, inserito nella collezione Ego No Logo (così chiamata perché priva di marchio sul quadrante) e l'ora si legge comunque. Un'idea semplice eppure mai escogitata prima che consente di ruotare l'orologio a piacimento, per indossarlo nel modo che si desidera senza dover compiere alcuna regolazione con una semplificazione della lettura del tempo. Egotempo, griffe bolognese, si avvale di maestranze locali per ogni sua componente, escluso il movimento automatico che è svizzero





venerdì 24 marzo 2017

Piquadro,progetto su innovazione imprese MyStartup Funding Program. In premio 100.000 euro, Silicon Valley


Da ANSA

Un progetto per promuove l'innovazione premiando le migliori idee imprenditoriali nell'area della tecnologia applicata all'industria della valigeria e dell'accessorio moda. A lanciarlo è la maison bolognese Piquadro che 'mette in palio' la somma di 100.000 euro e un percorso di accelerazione in Silicon Valley.
    Il piano disegnato dall'azienda emiliana - creatrice di prodotti di pelletteria per il lavoro e il tempo libero - è ribattezzato 'Piquadro MyStartup Funding Program', è partito in questi giorni e punta a rilanciare l'innovazione e l'intraprendenza imprenditoriale, supportato da una campagna di comunicazione creata ad hoc dall'obiettivo di Alan Gelati.
    "Ho sempre creduto nel potere delle idee - dichiara Marco Palmieri, amministratore delegato di Piquadro - e il progetto MyStartup Funding Program vuol essere un incoraggiamento a credere nelle sfide più difficili con l'obiettivo di stimolare l'innovazione e sviluppare le iniziative imprenditoriali meritevoli".
   


domenica 2 agosto 2015

La moda e il costume in montagna e la ferrovia Porrettana a Castel d'Aiano




Il Circolo Culturale di Castel d’Aiano  invita questa sera, domenica 2 agosto, alle e 20,30, all’inaugurazione della mostra fotografica  L’evoluzione del costume e dalla moda da fine 1800 a fine 1900 nei nostri borghi, paesi e campagne’.
  
La mostra resterà aperta fino al 16 agosto.


Seguirà,  nella Biblioteca Multimediale, un incontro su ‘La linea Ferroviaria Porrettana storia e immagini dei progetti’, a cura di Renzo Zagnoni

sabato 14 febbraio 2015

BRUNELLO CUCINELLI 3 : UNO SPIRITO DA PRINCIPE

L’angolo di Marco Leoni 

                                                                                             
        


    IL  BELLO  CI  SALVERA’ “
                                                      Dostoevsky




Impossibile parlare di Brunello Cucinelli senza affrontare il tema della BELLEZZA.
Per Lui questa rappresenta un valore cardine che mette in tutte le sue cose.

A partire dal lavoro, quindi dal prodotto che è caratterizzato da un elevato livello di qualità, dall’ambiente in cui operano tutti i suoi collaboratori (lavorare in un ambiente bello stimola la creatività ) e dal territorio in cui ha deciso di stabilire la sua sede aziendale: il borgo di Solomeo che grazie a un lavoro meticoloso di ristrutturazione durato oltre venticinque anni è stato riportato al suo vecchio splendore e di questo parlerò in maniera più dettagliata la prossima volta.

Il suo concetto di bellezza non è qualcosa di frivolo, superficiale, semplicemente estetico, ma qualcosa di profondo che racchiude in sé anche una componente morale, intellettuale, spirituale e perché no, divina.
Spessissimo presente nelle sue citazioni a partire da Papa Francesco quando ci esorta a sentirci custodi e non proprietari delle bellezze del creato, oppure il padre di Don Giussani quando amava dire: si può stare un giorno senza pane ma non un giorno senza bellezza e infine l’imperatore Adriano quando dice: ci sentiamo responsabili delle bellezze del mondo.
Con alle spalle questo bagaglio culturale esorta i giovani a non avere paura ad avere speranza nel futuro, a vedere questa crisi pesante come una fase di cambiamento, anzi addirittura di rinascita.
Abbiamo la fortuna di abitare nel paese più bello del mondo, il mondo intero è affascinato da noi, dice Brunello, stranieri che vengono qui per conoscerci, per entrare in contatto col nostro stile di vita, assaporare il nostro cibo, comprare i nostri vestiti, ammirare il nostro design e la nostra capacità creativa.
Dobbiamo accettare questo grande cambiamento che è avvenuto nel mondo, il mercato globale non richiede più da noi prodotti di qualità medio bassa, ci sono altri che lo fanno a prezzi molto più competitivi dei nostri, da noi vogliono l’eccellenza prodotta da mani sapienti per cui dobbiamo tornare ad investire nelle umane risorse.
Umane risorse, espressione che sarebbe piaciuta sicuramente a S. Benedetto che, vissuto dopo la caduta dell’impero romano, anche quello un periodo duro e particolarmente difficile era solito salutare usando questo motto:
“ che Dio illumini il nostro cammino “ era appunto un momento che l’umanità aveva bisogno di uomini speciali, oggi la situazione è molto simile, per cui, dice Brunello, abbiamo bisogno di uomini illuminati, di giornalisti illuminati, di imprenditori illuminati, di padri illuminati, di madri illuminate, di esseri umani speciali.
E Brunello Cucinelli è sicuramente un essere umano speciale e anche voi potrete verificarlo leggendo queste parole che lui pronuncia per svelare la sua persona:

“ Nel cammino di ogni giorno ascolto la parola dei grandi del passato, da Socrate a Seneca, a Marco Aurelio, all’imperatore Adriano, ad Alessandro Magno, a S. Francesco, S. Benedetto e molti altri.
Da loro ho molto imparato ed hanno contribuito alla mia formazione che mi  ha portato, nell’ambito del lavoro, a credere nella qualità e nel bello del prodotto artigianale,  penso che non possa esservi qualità senza umanità,  amo il  misticismo leggero che pervade questa mia Umbria,  sono fiero della mia passione per la filosofia e il restauro e per tutto ciò che
  AIUTI  A  RESTITUIRE   BELLEZZA  E  DIGNITA’  ALLE  COSE  SEPOLTE     
          DALL’OBLIO   DELL’UOMO  SOTTO  LA  POLVERE  DEL  TEMPO “.
   
       IL  MISTERO  DELLA  VITA  STA  NELLA  RICERCA  DELLA  BELLEZZA
                                                                                    Billy  Wilder


Capra “hircus” dal pregiato vello d’oro
La  BELLEZZA   del cashmere comincia da qui.

 
Video:  Brunello Cucinelli interview   min. 10,10

Continua… prossimo appuntamento  domenica 1/ marzo/ 2015

sabato 31 gennaio 2015

BRUNELLO CUCINELLI 2 : L’IMPRENDITORE FILOSOFO


L’angolo di Marco Leoni





               “ FARE  PROFITTO  CON  DIGNITA’                
          NON  E’  SOLO  UNA  POSSIBILITA’,
       SARA’  UNA  NECESSITA’ “
                                                                          
                                                              

Due episodi hanno influenzato in modo determinante la sua vita.

Figlio di contadini ha vissuto un’adolescenza semplice ma felice. Non ho mai visto i miei genitori litigare, dice con affetto, mio padre faceva una vita dura ma non si è mai lamentato.
Poi all’età di quarantacinque anni mio padre ha abbandonato la terra e siamo andati ad abitare in città, perché il sogno di ogni contadino era quello di un lavoro sicuro in fabbrica.
A differenza di prima capitava spesso che rientrando la sera, con gli occhi lucidi, diceva: “ che cosa ho fatto a Dio per essere umiliato “.
Quindi non si lamentava né dello stipendio né del duro lavoro, ma si lamentava
esclusivamente dell’umiliazione.

A quel tempo io ero un ragazzotto spensierato, ma questo episodio mi ha fatto promettere a me stesso: “io non so cosa farò da grande, ma il sogno della mia vita
era lavorare per la dignità umana, per rendere il lavoro dell’uomo più umano, perché non sono mai riuscito a capire perché si debba offendere un essere umano,
questo mai, devo dire”.
L’altro episodio è stato l’incontro con Kant, molto difficile per me a quell’età, sottolinea Brunello, diciottenne con una cultura da geometra, ma due espressioni mi hanno folgorato quando lui dice:

 “ DUE  COSE  MI  EMOZIONANO  NELLA  VITA  IL  CIELO  STELLATO  SOPRA  DI  ME  E  LA  LEGGE  MORALE  DENTRO  DI  ME “.

Quella legge morale che io vedevo  sempre in mio padre quando mi diceva: “ sii una persona perbene, devi essere un galantuomo “.

QUESTI  SONO  STATI  I  FONDAMENTALI  SU  CUI  HO  COSTRUITO  LA  MIA  VITA .

Da qui inizia un viaggio, per me particolarmente interessante, che ci porterà alla conoscenza di un personaggio straordinario che tanto onore ha fatto e fa all’Italia nel mondo.
Una luce, un faro, un punto di riferimento fondamentale a cui molti dovrebbero ispirarsi per rendere possibile, su vasta scala, quella che lui definisce l’era di un NUOVO  RINASCIMENTO  ITALIANO, perché “ IL  MIGLIOR  TEMPO  DEVE  ANCORA  VENIRE “, dice sorridendo col suo ottimismo cristallino.

“ Sentivo che il profitto da solo non bastava e che doveva essere ricercato un fine più alto, collettivo.
Ho capito che a fianco del bene economico si pone il bene dell’uomo, e che il primo è nullo senza il secondo “.

   LA  PERSONA  AL  CENTRO   
         DELL’IMPRESA

Parole che giungono direttamente all’anima;  non credevo possibile che un imprenditore, specialmente di questi tempi in Italia, potesse pronunciarle.
La passione per i grandi pensatori dell’antichità e per i maestri spirituali della sua terra quali  S. Francesco e S. Benedetto da Norcia lo hanno portato a radicare nella sua persona quei grandi ideali che da sempre hanno affascinato l’umanità:
LA  BELLA  POLITICA,  LA  FAMIGLIA,  LA  RELIGIONE  o se preferite chiamatela SPIRITUALITA’.

“ I miei padri ispiratori mi hanno convinto di sentirmi CUSTODE e non PROPRIETARIO di ciò che ho, mi sono ispirato nell’impresa a S. Benedetto da Norcia quando raccomanda l’abate di essere rigoroso e dolce esigente maestro, amabile padre.

Bellissime parole, ma sembra impossibile che queste si siano tradotte in realtà producendo attraverso una filosofia aziendale  nuova  quello che viene definito
“ capitalismo etico “ o “ impresa umanistica “.
Invece è proprio tutto vero e a sentire Brunello Cucinelli sembra proprio essere
ritornato il tempo dei filosofi che spessissimo sono presenti, insieme ai grandi maestri dello spirito, ai grandi personaggi della storia nelle sue frequenti citazioni.
Chi invece appare molto raramente sono gli economisti e sembra proprio che Brunello voglia lanciare questo messaggio:
Basta con la sola economia a cui l’uomo si deve asservire a qualsiasi costo,
divenendone addirittura schiavo.

   L’UOMO  RICONQUISTI  LA  SUA  DIGNITA’,  LA  SOLA  VERA  RICCHEZZA.

                  Consiglio vivamente la visione di questi video.


Continua… prossimo appuntamento domenica 15 febbraio 2015.

domenica 18 gennaio 2015

BRUNELLO CUCINELLI 1 : IL CAPITALISMO CHE AMO



L'angolo di Marco Leoni 











               “ IL DENARO RIVESTE UN VERO VALORE            
                           SOLO QUANDO E’ SPESO PER MIGLIORARE
                                            L’ESISTENZA E LA CRESCITA DELL’UOMO “

Chi mi conosce sa che ho dedicato una parte importante della vita al commercio dell’abbigliamento maschile.
Un lavoro che ho molto amato e fatto con tanta passione.
Una passione che mi ha sempre tenuto lontano dalle logiche consumistiche e che mi ha spinto a ricercare nel prodotto le caratteristiche storiche, culturali, emozionali e di qualità sia della confezione che del tessuto e che solo la nostra tradizione italiana era ed è in grado di garantire.
Difensore maniacale del Made in Italy (o forse meglio del fatto in Italia), del capo di abbigliamento che acquista fascino col tempo e che solo un prodotto con un forte contenuto di artigianalità può possedere.
 Ne erano un esempio significativo i capi country dell’ Antica Sartoria di Maremma.
Un atteggiamento questo che mi portava ad acquistare per il negozio solo le collezioni che mi piacevano veramente, che mi davano emozioni, che avevano contenuti evocativi tali da fare sognare, in seguito, anche il consumatore.
Capi che possedevano una storia, in grado di poter raccontare un passato ma con la capacità di fare immaginare anche un futuro.
Se emozionavano me, pensavo, sicuramente sarei stato in grado di comunicare all’utilizzatore finale la stessa sensazione sia con la presentazione dei capi nelle vetrine che nel momento della vendita in cui mi era possibile descriverne tutti i particolari, diventando prima consulente, poi venditore.

La mia è stata una continua ricerca di uno stile riconoscibile, duraturo, che mi accompagnasse negli anni e che facesse diventare il negozio un punto di riferimento per coloro che condividevano, con me, questa filosofia.
Il  genere modaiolo che ricerca costantemente la novità come suo prevalente valore costitutivo non mi è mai interessato, quello che esercitava su di me invece un forte fascino erano i capi che possedevano uno stile in grado di reggere con signorilità il passare del tempo.
Una filosofia che alla fine è stata premiata, anche se devo riconoscere che non è stato sempre facile e gli inevitabili errori li ho sempre pagati di persona.

Nell’ambiente, molti rappresentanti, per “sfottermi”, mi chiamavano simpaticamente Il poeta dell’abbigliamento, perché piuttosto che pensare al business facevo, a sentir loro, appunto della “poesia”.
In effetti devo riconoscere che economicamente non sempre questa scelta è stata premiata, ma l’esperienza è stata comunque bellissima e le soddisfazioni  morali hanno relegato tutto il resto in secondo piano.

Il fascino che va oltre il tempo, una morbida architettura per il corpo

Questo mio particolare rapporto con il vestire parte da molto lontano, quando nel periodo dell’infanzia e dell’adolescenza frequentavo abitualmente la sartoria di mio padre che trasformavo costantemente in sala giochi.
Le mazzette dei tessuti, i cotoni, le lane, le forbici, gli aghi, i gessi rappresentavano oggetti di divertimento e mentre giocavo, imparavo.
Ricordo con piacere il tempo trascorso con le “lavoranti”, ragazze nel pieno della giovinezza che avevano al massimo dieci anni più di me e che l’ago e il filo donava loro un fascino particolare, che io chiamavo le “sartine”.

Per un bambino era sicuramente l’ambiente ideale in cui crescere.

Vedere trasformare una pezza di tessuto in un abito era per me qualcosa di magico ed evidentemente questa bella sensazione me la sono portata dentro anche in età adulta.
 Vedevo nell’abito non un qualcosa che deve semplicemente coprire, ma una vera e propria Architettura per il corpo umano.

Poi i tempi sono cambiati e con il diffondersi nel mercato del prodotto confezionato
Il mestiere del sarto è entrato in crisi.
A quel punto mio padre decise, fortunatamente, di affiancare alla sartoria anche la vendita del prodotto confezionato fino ad abbandonarla definitivamente, con molta sofferenza da parte sua, negli anni ’70.

Da allora parte la mia avventura e inizia la mia ricerca fra i vari produttori di moda maschile italiani.
Comincia così la mia assidua frequentazione al Pitti Uomo di Firenze, il più importante salone internazionale dei principali produttori di collezioni maschili.
Ho avuto il piacere di vedere, in un arco di quasi 40 anni, come sia cambiato il costume in Italia ed è stato proprio negli ultimi tempi che ho avuto l’opportunità di ammirare le collezioni di Brunello Cucinelli.
Fedele al gusto e al miglior stile italiano sapeva cogliere le novità del tempo senza stravolgere i suoi “manufatti”( come è solito definirli ), ma creando capi capaci di avvolgere il corpo con linee asciutte ma sempre molto eleganti.
Uno stile che mi affascinava e che era per me fonte di ispirazione, in quanto non mi era possibile acquistare i suoi prodotti, perché il mio negozio non se li poteva permettere visto il mercato in cui operava.

Conoscevo i suoi prodotti, ma confesso la mia ignoranza, non conoscevo la cosa più importante: L’UOMO BRUNELLO CUCINELLI.
Ho dovuto cessare l’attività perché mi fosse data la possibilità di conoscerlo, anche se solo virtualmente, ma in modo approfondito.
UNA  FOLGORAZIONE !!!  Un personaggio straordinario che mi ha letteralmente affascinato e che cercherò di presentarvi in una serie di appuntamenti.
Sono molto felice di iniziare con Lui questo 2015 e se mi seguirete scoprirete il perché.

Cominciamo con la visione di questi due video. Semplicemente un aperitivo.



Continua… Prossimo appuntamento domenica 1 febbraio 2015