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| McCartney_Springsteen |
La notizia, riferita da tutti i giornali,
dell’interruzione a Londra dello storico duetto Bruce Springsteen-Paul
McCartney a causa dello sforamento di orario e conseguente mancato rispetto
dell ’ordinanza comunale che impone ai concerti un orario limite (pena
la revoca della licenza per organizzare altri eventi di questo tipo), non può
che far subito riportare alla mente quello che, naturalmente con i dovuti rapporti di proporzione, è accaduto a
Sasso Marconi nei giorni scorsi e cioè la
polemica seguita alla lettera del consigliere Fortuzzi al Sindaco per lamentare
il disturbo notturno causato dai gruppi musicali che avevano iniziato una serie
di esibizioni il giovedì sera negli spazi antistanti un bar del centro del
paese.
Le serate musicali erano state interrotte e i
gestori del bar avevano subito esposto un cartello nel quale, oltre a
esprimere il rammarico per non poter più
offrire agli avventori questo intrattenimento, veniva additato come
responsabile chi si era lamentato e, a riprova, era messa in bella evidenza la
fotocopia della lettera di Fortuzzi e di un’altra residente del centro
cittadino che chiedeva tra l’altro se gli spettacoli avessero i necessari
permessi del Comune.
Evidentemente non li avevano poiché poi sono stati
sospesi. E allora perché tanta meraviglia per chi si lamenta e addirittura
l’esposizione ‘alla pubblica riprovazione’ delle lettere al Sindaco (che poi
non dovrebbero essere riservate?), quando invece si sarebbe potuto correre ai
ripari cercando come ottenere i permessi.
Ma se addirittura a Londra interrompono un duetto
epocale come quello Sprngsteen-McCartney (E quando mai capiterà ancora di
rivedere sullo stesso palco due leggende della musica come quelle?), a Sasso Marconi
rassegniamoci se vengono fermate le esibizioni di gruppi musicali all’esterno
di un bar.
E’ evidente che esiste una
comprensibile tutela anche dei cittadini, di Londra come di Sasso Marconi, che
non apprezzano musica ad alto volume fino a tarda notte o che vogliono
semplicemente dormire.
