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mercoledì 11 maggio 2022

Sasso Marconi. Mauro Muratori non è più consigliere comunale, si è dimesso.


 

Mauro Muratori ( nella foto), capogruppo consigliare per il centro destra a Sasso Marconi, ha oggi protocollato la comunicazione delle dimissioni da consigliere comunale. La formalizzazione dell’intenzione di lasciare l’incarico non ha sorpreso. Muratori, fino a qualche tempo fa inscritto alla Lega, è stato assente dagli ultimi consigli comunali, aveva già annunciato da tempo questa  intenzione e ha così motivato la sua scelta.

“ Non mi riconosco più nell’organizzazione  sia locale che nazionale della formazione di cui facevo parte e del modo di fare politica. Il prendere le distanze, rinunciando agli incarichi che facevano riferimento al centro destra, era quindi doveroso. Intendo comunque organizzare un Comitato di liberi cittadini dell’Appennino  con cui affrontare le importanti tematiche che stanno interessando il territorio  e trattarle senza farsi influenzare e condizionare dai partiti”.


Il primo dei non eletti nella lista di Centro Destra è Cesarino Benini che, salvo rinuncia, subentrerà a Muratori.  

giovedì 4 marzo 2021

Zingaretti lascia l'incarico di Segretario del PD

Dubbio ha inviato il post con cui Nicola Zingaretti ha comunicato di voler dimettersi da Segretario del PD:


Lo stillicidio non finisce. Mi vergogno che nel Pd, partito di cui sono segretario, da 20 giorni si parli solo di poltrone e primarie, quando in Italia sta esplodendo la terza ondata del Covid, c’è il problema del lavoro, degli investimenti e la necessità di ricostruire una speranza soprattutto per le nuove generazioni.

Sono stato eletto proprio due anni fa. Abbiamo salvato il Pd e ora ce l’ho messa tutta per spingere il gruppo dirigente verso una fase nuova. Ho chiesto franchezza, collaborazione e solidarietà per fare subito un congresso politico sull’Italia, le nostre idee, la nostra visione. Dovremmo discutere di come sostenere il Governo Draghi, una sfida positiva che la buona politica deve cogliere.

Non è bastato. Anzi, mi ha colpito invece il rilancio di attacchi anche di chi in questi due anni ha condiviso tutte le scelte fondamentali che abbiamo compiuto. Non ci si ascolta più e si fanno le caricature delle posizioni.

Ma il Pd non può rimanere fermo, impantanato per mesi a causa in una guerriglia quotidiana. Questo, sì, ucciderebbe il Pd.

Visto che il bersaglio sono io, per amore dell'Italia e del partito, non mi resta che fare l’ennesimo atto per sbloccare la situazione. Ora tutti dovranno assumersi le proprie responsabilità. Nelle prossime ore scriverò alla Presidente del partito per dimettermi formalmente. L’Assemblea Nazionale farà le scelte più opportune e utili.

Io ho fatto la mia parte, spero che ora il Pd torni a parlare dei problemi del Paese e a impegnarsi per risolverli. A tutte e tutti, militanti, iscritti ed elettori un immenso abbraccio e grazie.

Ciao a tutte e tutti, a presto. Nicola

 


giovedì 15 giugno 2017

Sasso Marconi. Il capogruppo di Sasso Libera, Ermanno Montanari, si è dimesso.

Ermanno Montanari ( nella foto)  ha dato le dimissioni da consigliere comunale e quindi anche da capogruppo di 'Sasso Libera', la formazione civica che con 'Un'Altra Sasso' compone la minoranza consigliare a Sasso Marconi.

La voce girava già stamattina di bocca in bocca ed era riferita non nascondendo dubbi e incertezze sulla fondatezza della notizia. Montanari è capogruppo da non molto ed è subentrato al capogruppo precedente, Massimiliano Fares, anche egli dimessosi. Pareva quindi non verosimile che già avesse abbandonato la funzione pubblica a lui attribuita. 

Invece è egli stesso a confermare le dimissioni. Raggiunto telefonicamente conferma di aver già presentato la comunicazione della sua decisione 'irrevocabile' alla segreteria comunale, precisa di aver gettato la spugna poiché non intendeva fare solo 'l'alza mano' alle votazioni e preannuncia un comunicato chiarificatore. Quello che abbiamo capito è che il gruppo dirigente della sua formazione politica intendeva 'tarpargli le ali' e metteva in discussione il suo operato amministrativo. Il comunicato probabilmente chiarirà.

Certo sarà interessante valutare le dinamiche che seguiranno alle dimissioni: chi subentrerà e chi assumerà l'incarico di capogruppo ( che sarà il terzo in poco meno di tre anni di mandato). Quale sarà l'orientamento e il giudizio rispetto alla proposta amministrativa di maggioranza. Orientamento che a molti fino ad ora è parso abbastanza remissivo. 
Sasso Libera ha solo due consiglieri, ma è una delle formazioni politiche datate e punto di riferimento consolidato.

Ecco il comunicato che mi era stato preannunciato:


Ciao Francesco e un saluto ai tuoi Lettori .
Avevo pensato, appena fui ripescato dalle liste di Sasso Libera , essendo stato il primo nominativo dei non eletti,  ( è sempre stato così , arrivo sempre dopo !!), che proporre e farmi fautore di un'unione con forze già presenti sul territorio ( Un'Altra Sasso) fosse opportuno e strategicamente importante . Mio malgrado , ho avuto la conferma che rancori da cortile e invidie di un  Mondo Piccolo supportati da insicurezze e sospetti provinciali , potessero impedire questa possibilità.
Mio dispiacere maggiore è stato e sarà pensare che ci fosse la possibilità di costruire un' unione di intenti e di volontà che mi è sfuggita .
Alla mia età e con i miei trascorsi, non ho più la forza e la volontà di insistere nell'impresa di appianare vecchi rancori e assopite rivalse . Sarebbe come l'odiato bambino, proprietario del pallone col quale si giocava, che puntualmente per un torto subito se ne andava o minacciava di farlo . Sono fortunatamente coerente nel pensare che tutti sono utili e nessuno e indispensabile , bene io sono quel nessuno .
Grazie per la cortese attenzione , con i miei più sinceri e cordiali saluti .  
Ermanno Montanari

venerdì 19 maggio 2017

Angelo Fioretti, direttore sanitario della Azienda USL di Bologna, si è dimesso.

ASL informa:


Angelo Fioritti ( nella foto) ha rassegnato le dimissioni dall’incarico di Direttore Sanitario della Azienda USL di Bologna nella tarda serata di ieri, 18 maggio. Nella lettera inviata al Direttore Generale, Chiara Gibertoni, Fioritti chiarisce di non poter proseguire “l’attività con la dovuta serenità” in assenza a tutt’oggi delle motivazioni del provvedimento e in un momento nel quale “l'Ordine dei medici… senza contestare in giudizio gli atti amministrativi della Regione … persegue personalmente in via disciplinare chi a tali atti dà corretta e doverosa esecuzione.”
“Esprimo il mio rammarico per la decisione del dr. Fioritti, al quale confermo tutta la mia stima e fiducia, oltre che l’apprezzamento per il suo operato. Ma comprendo bene le difficoltà a svolgere pienamente le funzioni legate al suo mandato nel contesto che si è determinato, e non posso che prendere atto delle sue scelte e rispettarle.” Così Chiara Gibertoni, Direttore Generale della Azienda USL di Bologna. “Il dispiacere per l’epilogo di questa vicenda – ha proseguito Gibertoni - si accompagna alla consapevolezza che il comportamento reiterato dell’Ordine di Bologna, con sanzioni così pesanti sui singoli professionisti, oggi con il Direttore Sanitario, in precedenza con sette medici del Dipartimento di Emergenza Urgenza, causa gravi danni alla Azienda. Per questa ragione - ha concluso Gibertoni - stiamo valutando la possibilità di intraprendere azioni legali nei confronti dell’Ordine di Bologna. Saremo costretti, inoltre, a scegliere il nuovo Direttore sanitario tra medici non iscritti a questo Ordine, l’unico a preferire ancora la sanzione disciplinare individuale dei professionisti alla contestazione della legittimità delle direttive regionali, per evitare di trovarci in futuro in condizioni analoghe a quelle attuali”.
Il dr. Fioritti ha assicurato la propria disponibilità a garantire la continuità delle attività sino all’insediamento del nuovo Direttore Sanitario.

Dimissioni del Direttore Sanitario, le prime reazioni in Azienda:

Non hanno tardato a manifestarsi le reazioni alle dimissioni del Direttore Sanitario della Azienda USL di Bologna, Angelo Fioritti.
Per Giuseppe Di Pasquale, Direttore del Dipartimento Medico della Azienda USL di Bologna, “Le dimissioni del dr. Fioritti sono un fatto gravissimo. Il provvedimento dell’Ordine dei Medici di Bologna contesta ingiustamente l’operato di singoli professionisti invece che decisioni regionali, ancorché condivise da chi, come me, lavora sull’emergenza. Il danno di questo provvedimento non ricade solo sull’Azienda e sui suoi operatori, ma anche sui cittadini-pazienti, la cui tutela dovrebbe essere la mission principale dell’Ordine”.
Fabrizio Sandri, Direttore del Dipartimento Materno-infantile, esprime stupore di fronte a quanto sta accadendo. “Il Presidente dell’Ordine dei Medici di Bologna (al quale sono iscritto) – afferma Sandri – punisce con una sanzione disciplinare seconda solo alla radiazione medici che hanno una sola colpa, aver preso decisioni ed essersi assunti responsabilità nella loro qualità di dirigenti del Servizio sanitario regionale ed in applicazione di quanto loro richiesto dallo stesso SSR, non certo a titolo personale. La mia solidarietà nei confronti di Fioritti è sostanziale e non riesco a capacitarmi che l’Ordine di Bologna, l’unico Ordine in Regione ad assumere questa condotta, si comporti come se il nostro territorio facesse parte di un altro Paese, nel quale si applicano norme diverse da quelle valide nel resto della nazione. Mi auguro che qualcuno intervenga presto, in modo da evitare danni al corretto funzionamento delle Aziende, come quelli arrecati alla nostra in questo momento.
Gianni Saguatti, Direttore della Senologia, trova “inaccettabile che l’Ordine dei Medici proceda con sanzioni ad personam, penalizzando e mortificando professionisti che agiscono con piena correttezza istituzionale e nel rispetto delle indicazioni regionali. Azioni di questo genere, come dovrebbe ben comprendere chi le intraprende, non portano in alcun modo alla soluzione delle questioni che le determinano.”
Per Giovanni Frezza, Direttore del Dipartimento Oncologico, “Di fronte a queste  dimissioni  non ci si può non porre un interrogativo: perché prendere provvedimenti disciplinari individuali nei confronti di chi, in virtù del suo ruolo, non ha fatto altro che applicare disposizioni provenienti dal livello regionale? Credo - prosegue Frezza - sia necessario tornare ad un confronto istituzionale corretto e più produttivo. I provvedimenti presi dall'Ordine dei Medici non vanno in questa direzione, ed oltre a creare problemi a colleghi di indiscutibile valore professionale ed umano, determinano un grave danno per la nostra Azienda e per tutti coloro che in essa lavorano.”       
Elio Jovine, Direttore del Dipartimento Chirurgico, ritiene che decisioni così pesanti sui singoli professionisti, oggi con il Direttore Sanitario, in precedenza con sette medici del Dipartimento di Emergenza, debbano essere valutate in un contesto generale, che riguarda in primis la Regione, ma anche il Ministero della Sanità. Le questioni sul tappeto - prosegue Jovine - hanno un carattere nazionale,  e abbiamo bisogno di regole certe per l’esercizio di ruoli e responsabilità delle singole professionalità, evitando, a parità di comportamenti, disomogeneità tra regioni e regioni, magari limitrofe.
Per Pietro Cortelli, Direttore supplente dell’ISNB, Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, “La sanità pubblica è una macchina estremamente complessa, e ci propone continuamente questioni di non semplice soluzione. Illudersi di trovare scorciatoie e di risolvere a colpi di provvedimenti disciplinari non ci porta molto lontano”.

lunedì 19 dicembre 2016

Festa di Laurea del Ministro Fedeli all'Autogrill del Cantagallo e richiesta di dimissioni.

Così al Cantagallo, come annunciato, Azione Universitaria, ha organizzato l'evento goliardico, diventato virale, per contestare la Ministra dell'istruzione.

 
La Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli che tiene tra le mani, gongolante, una tesi di laurea, mentre è al centro di allegri festeggiamenti. Così ieri sera all'Autogrill Cantagallo, come annunciato,  Azione Universitaria, ha messo in atto una finta festa di laurea, diventata virale sul web.
Occasione per chiedere le dimissioni di Fedeli accusata di "aver vantato nel suo Curriculum Vitae una laurea che non ha. Probabilmente l’atto più grave che un Ministro dell'Istruzione possa commettere". Così attacca Beppe Staglianò, Consigliere Nazionale degli Studenti Universitari, ricordando che "in Germania nel 2013 si è dimessa il Ministro dell’Istruzione e della Ricerca scientifica, Annette Schavan, accusata di aver copiato la tesi di dottorato".

Alla 'festa' per la Fedeli ieri sera erano presenti le delegazioni di Azione Universitaria dagli atenei dell’Emilia Romagna e della Toscana, "per sottolineare come il ministro debba rinunciare al suo incarico al fine di preservare la dignità di quell'incarico e per rispetto a tutti quegli studenti che si impegnano per conseguire i titoli universitari e magari non riescono nemmeno a trovare un impiego". Numerosi sono stati i passanti che si sono uniti alla manifestazione goliardica, e che hanno voluto fare una foto con “il ministro fresco di laurea”, raccontano, soddisfatti, gli organizzatori.


Da Bologna Today

sabato 17 dicembre 2016

Con una festa di laurea al Cantagallo gli studenti universitari 'sbeffeggiano' la Fedeli e chiedono le sue dimissioni.

L'evento, lanciato sul web, è diventato virale. Sarà domani al Cantagallo. E' la provocazione di Azione Universitaria per denunciare "la gravità del fatto", ovvero il titolo del quale si sarebbe appropriata la neo ministra che non è laureata.


Una festa di laurea per la neo nominata Ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli ( nella foto) . L'evento, ormai diventato virale sul web, è fissato per domani all'Autogrill Cantagallo ed è la risposta di Azione Universitaria, associazione di Destra all'interno degli atenei e rappresentata al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, per "scherzare goliardicamente sull'accaduto - ovvero il titolo di cui si sarebbe appropriata la ministra senza essere laureata".
Ma l'intento principale degli organizzatori dell'evento è soprattutto tornare a "sottolineare la gravità del fatto". Infatti - scrive in una nota Beppe Staglianò, Consigliere CNSU - "riteniamo gravissimo che un Ministro dell'Istruzione vanti nel suo Curriculum Vitae una laurea che non ha. Probabilmente è l’atto più grave che un Ministro dell'Istruzione possa commettere. In Germania nel 2013 si è dimessa il Ministro dell’Istruzione e della Ricerca scientifica, Annette Schavan, accusata di aver copiato la tesi di dottorato".
Dopo l'accaduto Associazione universitaria ritiene che il Ministro Fedeli  debba rinunciare al suo incarico presentando le sue dimissioni al Presidente Gentiloni. "Lo riteniamo doveroso al fine di preservare la dignità di quell'incarico e per rispetto a tutti quegli studenti che si impegnano per conseguire i titoli universitari e magari non riescono nemmeno a trovare un impiego".

da Bologna Today

venerdì 5 agosto 2016

Il Consiglio comunale di Vergato perde Vignali.

Consiglio Comunale di Vergato
Il Consigliere di maggioranza a Vergato, Daniele VIGNALI, con delega 'RAPPORTI CON LE FRAZIONI E PROTEZIONE CIVILE', ha formalizzato le sue dimissioni che verranno discusse in consiglio comunale il prossimo martedì, 9 agosto. 

 La notizia ha colto di sorpresa, “anche se” , racconta il consigliere di minoranza Giuseppe Argentieri, “difficoltà di relazione con il suo gruppo Vignali, con cui ho avuto modo di collaborare e di apprezzarne la serietà e la determinazione, ne denunciava da tempo.
Le dimissioni non sono comunque un fulmine a ciel sereno,” continua Argentieri. “Potevano essere previste. Avanzo il dubbio che una ulteriore divergenza può essere stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Vignali lamentava l'abbandono di Tolè e i mancati interventi manutentivi necessari ai plessi scolastici. Nel prossimo consiglio ne sapremo di più. Anche se alle dimissioni spesso si dà una motivazione diplomatica”.

Va poi rilevato che Giuseppe Argentieri dai primi di luglio siede sui banchi di minoranza del Consiglio della città metropolitana. E' subentrato a Michele Facci che non avendo alcun incarico elettivo in uno dei comuni compresi nell'area metropolitana ha dovuto dimettersi.
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mercoledì 27 aprile 2016

L'ex magistrato Libero Mancuso non è più consigliere comunale di Camugnano.


Le dimissioni non hanno sorpreso poiché in pochi credevano che l'ex magistrato, clamorosamente sconfitto alle amministrative del 2013 quale candidato sindaco della lista di sinistra, avrebbe retto a lungo nell'incarico di secondo piano che gli elettori gli avevano assegnato.



Libero Mancuso , quale magistrato, si era occupato di processi anche importanti, come quello della Uno Bianca di Bologna, nonché Pm al processo per la strage del 2 agosto. Si era inoltre posto all'attenzione dei media anche per le sue numerose esternazioni politiche contro le forze dell’ordine a Genova e ovviamente contro Silvio Berlusconi. Il ministro della Giustizia tentò a suo tempo di incriminarlo, ma Mancuso fu sempre assolto dalla sezione disciplinare del Csm. A un certo punto smise la toga per dedicarsi a tempo pieno alla politica, forse la sua vera passione, sempre, naturalmente per la sinistra. Così, originario di Napoli, si candidò alle primarie per sindaco di Napoli. Fu anche assessore al comune di Bologna nella giunta Cofferati.

mercoledì 11 novembre 2015

Gli Uniti per Cambiare Marzabotto chiedono le dimissione di Valentina Cuppi.

La partecipazione del vicesindaco di Marzabotto, Cristina Cuppi, domenica scorsa, alla sfilata di protesta per la presenza in piazza Maggiore del centro destra ritenuto ' razzista e fascista', scalda il clima politico della cittadina della Valle del Reno.
I consiglieri di Uniti per Cambiare Marzabotto, Morris Battistini e Maria Francesca Carbonaro, hanno chiesto che il tema venga trattato in un Consiglio comunale urgente e che Valentina Cuppi si dimetta. Motivano la richiesta scrivendo:



Seppur senza fascia tricolore, l'istituzionalità della Cuppi è provata dalla sua carica di Vicesindaco. Crediamo quindi che non si possa permettere scivoloni simili. Siamo certi che ogni politico locale ha una propria identità politica di riferimento nazionale e non ci permettiamo di certo noi di giudicarla. Altra cosa però è presenziare ad una contromanifestazione, che per altro seppur con l'intento pacifico, si sapeva già da giorni poter degenerare facilmente, tanto da obbligare un sovra potenziamento delle forze dell'ordine a tutela e garanzia di chi liberamente voleva scendere in piazza ad ascoltare i propri leader politici.
Nessuno ha mai pensato che il Vicesindaco non possa presenziare o partecipare a manifestazioni politiche, anzi. Crediamo proprio che Ella avrebbe dovuto saper scindere la legittimità di una manifestazione dall'illegittimità di una contromanifestazione.
Vani i tentativi di voler motivare e giustificare la presenza del Vicesindaco, come presenza privata da libera cittadina, perchè allora c'è da interrogarsi su quando si cessi di essere istituzione e si diventi semplice cittadino e/o  il contrario, no?
Vogliamo davvero giustificare chi per anni ha combattuto politicamente l'avversario, spiandolo dal buco della serratura e giudicano in ogni occasione i suoi atteggiamenti circa le amicizie, le frequentazioni o le feste private a casa propria? Perchè allora bisogna scegliere da che parte stare, o si giudica tutto e tutti in ogni momento del giorno e della notte quando si ricopre una carica istituzionale, oppure no, ed è bene dichiarare da subito l'incoerenza della propria linea politica tenuta negli ultimi 20 anni”.






sabato 23 febbraio 2013

Eugenio Salamone si è dimesso dal PDL, ma non molla, anzi rilancia.


Eugenio Salamone

E’ ufficiale: Eugenio Salamone non è più del PDL. Lo ha annunciato egli stesso ai colleghi del Consiglio Comunale di Sasso Marconi,  durante l’ultima seduta consiliare, perché fosse palese la sua nuova collocazione politico-partitica di indipendente.
Quella quindi che era prima una semplice voce, poi riportata dai media, ma che lasciva ancora molti  increduli, è ora una certezza: ha dato le dimissioni dal direttivo provinciale del PDL, partito per il quale ha partecipato alle amministrative ed è  stato eletto consigliere comunale a Sasso Marconi.

Salamone si è sempre distinto per la sua ‘passione’ politica: basti ricordare che dopo l’ incidente dell’anno scorso da cui è uscito vivo per miracolo, fra le sue prime preoccupazioni al risveglio dal coma vi era quella di non aver potuto partecipare al consiglio comunale perchè ricoverato.

Questa passione  lo ha sempre visto impegnarsi in prima fila e spendendosi di persona. L’ultimo esempio lo ha dato alla inaugurazione della Casa della Salute di Sasso Marconi: anche se ancora costretto all’aiuto delle stampelle (sempre per le conseguenze dell’incidente), si è impegnato nella distribuzione dei volantini che elencavano i ritardi e le disfunzioni della nuova struttura proprio nel giorno dell’inaugurazione, ottenendone anche reazioni risentite da parte della maggioranza che vedeva in quel volantino una macchia alla festa di apertura.

Questa determinazione  lo ha fatto ritenere da molti colui che poteva essere in grado di rovesciare le sorti delle minoranze a Sasso Marconi, incapaci di scalzare dalla guida del paese la sinistra  che governa ‘indisturbata’ Sasso Marconi da più di sessantenni, dal dopoguerra ad oggi. Ora queste dimissioni preoccupano tutti coloro che contavano su di lui. Per loro comunque c’è ancora speranza: Salamone si è dimesso dal PDL, ma non ha lasciato il gruppo consiliare in cui è stato eletto. 

Gli abbiamo fatto alcune domande per capire la sua posizione:

     Allora, le dimissioni non sono un addio alla politica.

“No, al contrario. Si tratta di focalizzare tutte le mie forze su Sasso Marconi : l’impegno provinciale mi faceva perdere il contatto continuo con il territorio e la realtà comunale. Ora voglio dedicarmi al 100 % a Sasso Marconi per essere pronto ad affrontare proficuamente le prossime amministrative. E’ una scelta ideale in contrasto con possibili vantaggi di opportunità politica. ”
     
    Le dimissioni quindi sono una scelta strategica per presentarsi libero da etichette ai prossimi appuntamenti elettorali.

“No non è questa la ragione, anche se il mio progetto è quello di trovare una piattaforma politica su cui si possano riconoscere e coalizzare tutti coloro che sono alternativi all’attuale sistema di potere a Sasso Marconi.  Per fare questo, non potevo essere collocato all’interno di un partito tanto più ricoprirne incarichi organizzativi. L’opportunità personale mi  avrebbe portato in direzione opposta ma, come ho sempre fatto, ho seguito le mie convinzioni anche contro il mio interesse".
        
     Perché non ha lasciato anche  il Consiglio comunale?

“ Volevo lasciare anche questo impegno ma il mio gruppo consigliare mi ha pregato di non farlo. Ho accettato l’invito anche perché mi consente di partecipare attivamente alla vita amministrativa del mio comune come indipendente”.
           
      Ha lasciato il partito perché era una casacca troppo pesante?

“No. Era solo troppo stretta. Nel mio progetto c’è la volontà di riunire tutte le forze che vogliono togliere di mezzo l’attuale compagine amministrativa  del Comune che dopo sessant’anni è conservatrice, amministra al solo scopo di mantenere la maggioranza senza valutare la crescita di un paese in tutte le sue forme. Il gruppo dirigente attuale è una rete che blocca e imprigiona  chi non porta acqua al suo mulino e si apre per chi rema per gli attuali equilibri ”.

     Coloro che puntano in lei possono perciò stare tranquilli: lei non molla?

“Assolutamente no. Mi impegnerò come ho sempre fatto e anzi con maggiore energia”.
 



giovedì 17 gennaio 2013

A Camugnano si dimette anche il sindaco.



L’amministrazione comunale di Camugnano è in ‘stand by’. Dopo il vicesindaco anche il  sindaco Alfredo Verardi  ha dato le  dimissioni che ufficializzerà nel prossimo consiglio comunale.  Ora si è in attesa che il prefetto nomini un commissario cui sarà affidata la guida amministrativa del comune fino a quando non  verrà rieletta una nuova compagine amministrativa.  
Il sindaco con una comunicazione ‘ai cittadini del comune di Camugnano’ affidata al web, ha spiegato la sua decisione di ‘passare la mano’:

Sono con dispiacere a comunicarVi che in data odierna ho rassegnato le dimissioni dalla carica di sindaco. Purtroppo ragioni di salute mi impongono di effettuare questa scelta. Ognuno potrà valutare l’operato mio come dell’amministrazione ma desideravo evidenziare che si e’ fatto il possibile per fornire alla realtà locale gli strumenti idonei a garantire lo sviluppo della comunità locale e la permanenza dei servizi a disposizione delle categorie più deboli come dei giovani.
Sicuramente il mio operato non sarà stato apprezzato da tutti ma ciò che io ho fatto era esclusivamente indirizzato nella prospettiva che vi ho appena indicato.
Ricordo che le mie dimissioni saranno efficaci ed irrevocabili solo dopo 20 giorni dalla mia presentazione in consiglio comunale.
Ringrazio infine tutti coloro dipendenti, associazioni, semplici cittadini, che in questi anni mi hanno supportato e dato il loro sostegno, ringrazio anche chi mi ha criticato suggerendomi eventuali correttivi in quanto e’ anche dall’accettazione delle
giuste critiche che può derivare il miglioramento. sperando per tutti in un miglior futuro.
Alfredo Verardi.
Dei vari commenti riportiamo quello di Antonio Veduti, capo del gruppo consiliare di minoranza ‘Camugnano nel Cuore’ che ha dichiarato: “Mi auguro che il sindaco Verardi possa riprendersi presto e che la pausa che si è presa possa agevolarlo fisicamente”. Poi, dopo aver sottolineato che trova nelle dimissioni della maggiore dirigenza del comune una ragione che conforta l’intransigente operato della opposizione del suo gruppo, ha aggiunto: “ Credo che all’origine delle dimissioni via siano anche cause di ‘stress politico-amministrativo’. Tutti gli obiettivi qualificanti del programma della Giunta non sono stati raggiunti e non mi riferisco al solo all’impianto eolico di Fontanavidola, ma in particolare al progetto di ‘Gumiera’ dove si contava di realizzare una quindicina di capannoni artigianali per un centinaio di posti di lavoro”.
Le elezioni per il rinnovo amministrativo non si potranno tenere, come qualcuno sperava, in corrispondenza di quelle politiche del 24 febbraio. Mancano i tempi tecnici organizzativi.