lunedì 6 aprile 2026

Bologna, dipendente scolastico molesta studentesse con falsi profili social: licenziato, perde la causa

 



di Dubbio

 

 Molestie via social ai danni di studentesse minorenni: per questo un dipendente amministrativo del personale Ata in servizio in un istituto dell’Appennino bolognese è stato licenziato. Dopo aver impugnato il provvedimento chiedendo la reintegrazione e un risarcimento, l’uomo ha però visto respingere le proprie richieste sia dal Tribunale di Bologna sia, nei giorni scorsi, dalla Corte d’Appello, che lo ha condannato anche al pagamento delle spese legali, per circa 5 mila euro complessivi.

I fatti risalgono al 2023, quando la dirigenza scolastica avviò un procedimento disciplinare nei suoi confronti a seguito delle segnalazioni di alcune alunne. Secondo quanto emerso, il dipendente avrebbe creato falsi profili sui social network per contattare le ragazze, proponendo incontri con il pretesto di aiutarle nello studio e inviando anche immagini a sfondo personale, tra cui una foto a torso nudo accompagnata dal messaggio: «Appena uscito dalla vasca, non ti piace?».

Le studentesse, insospettite, avrebbero presto intuito chi si celava dietro quegli account, rispondendo in modo netto e chiedendo di essere lasciate in pace: «Siamo minorenni e sappiamo chi sei». Nonostante ciò, i messaggi sarebbero proseguiti, fino a quando le ragazze hanno deciso di rivolgersi alla dirigente scolastica.

L’istituto ha quindi segnalato la vicenda ai carabinieri e alla Procura di Bologna, informando anche le famiglie. In attesa della definizione del quadro penale, al dipendente era stato chiesto di cambiare mansioni per evitare contatti con gli studenti, ma il rifiuto ha portato al provvedimento più grave: la destituzione, equivalente al licenziamento disciplinare.

Si tratta della sanzione massima prevista per il personale Ata nei casi di gravi violazioni dei doveri o comportamenti che compromettano il rapporto fiduciario. Una misura che i giudici hanno ritenuto pienamente legittima, respingendo integralmente il ricorso dell’uomo.

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