venerdì 3 aprile 2026

Alto Reno Terme. Accordo Comune–Ditta Borri: via libera del Consiglio alla chiusura della causa e alla sanatoria del seminterrato

 

di Dubbio


Il Consiglio comunale di Alto Reno Terme ha approvato a maggioranza (8 voti favorevoli e 2 contrari) l’accordo transattivo con la Ditta individuale Borri Paolo – Impresa di costruzioni edili, ponendo fine al contenzioso civile pendente davanti al Tribunale di Bologna (R.G. n. 2679/2021). 

La causa era stata avviata nel 2021 dall’impresa Borri per ottenere il trasferimento di terreni e indici edificatori derivanti da un accordo preliminare del 2005, oltre al pagamento di un conguaglio economico. Il Comune si era costituito contestando integralmente le richieste.

Nel corso del giudizio è emersa anche la realizzazione, senza titolo edilizio, di un locale seminterrato su più particelle catastali, con il coinvolgimento di proprietà terze. La complessità della vicenda ha portato il giudice a disporre una consulenza tecnica d’ufficio (CTU) e a sollecitare un tentativo di conciliazione.

L’intesa approvata dal Consiglio prevede:

  • Sanatoria urbanistica del seminterrato tramite permesso di costruire con opere di conformazione;
  • Definizione economica dei rapporti tra le parti:
    • credito riconosciuto alla ditta: 35.154,84 euro;
    • oneri complessivi per sanatoria e monetizzazioni: 40.731,96 euro (salvo conguagli);
  • Cessione alla ditta Borri delle particelle catastali 2452, 2453, 2454 e 2455 e dell’indice edificatorio della particella 2451;
  • Rinuncia reciproca alle pretese e chiusura definitiva del contenzioso, con cancellazione della domanda giudiziale.

L’amministrazione ha ritenuto la soluzione transattiva la più conveniente per l’ente, evidenziando:

  • il rischio di un esito incerto del giudizio e di possibili maggiori oneri in caso di soccombenza;
  • la riduzione dei costi legali e dei tempi della controversia;
  • la possibilità di regolarizzare una situazione edilizia irregolare;
  • la tutela degli equilibri di bilancio e la certezza dei rapporti giuridici.

La ditta si impegna a presentare la pratica di sanatoria entro 90 giorni, realizzare gli interventi entro 180 giorni e sostenere tutti i costi tecnici e amministrativi. Il Comune procederà alla cessione delle aree previste e utilizzerà gli importi derivanti dalla sanatoria per compensare il credito dell’impresa.

Le spese legali saranno compensate, mentre i costi della CTU (circa 5.000 euro oltre oneri) saranno divisi tra le parti. 

Con l’approvazione della delibera, dichiarata immediatamente eseguibile, il Comune punta a chiudere definitivamente una controversia complessa, evitando ulteriori rischi finanziari e regolarizzando una situazione urbanistica irrisolta.

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